Pubblicato in: Devoluzione socialismo

Italia. Crisi. Primo sondaggio disponibile.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-08-21.

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Questo riportato è il primo sondaggio disponibile dopo le dimissioni di Mr Conte.

Il 59% degli intervistati vorrebbe le elezioni anticipate, il 31% vorrebbe un governo tra PD e M5S, il 9% sarebbe propenso ad una riedizione del governo Lega – M5S.

Si noti come una minoranza del 31% non dovrebbe essere sottovalutata.

Ricordiamo come una cosa sia la volontà delle dirigenze, un’altra quella della base degli iscritti ed un’altra ancora quella degli Elettori.

Mai nella storia italiana sussistettero discrepanze di vedute maggiori.

Dirigenze e base degli iscritti sembrerebbero essere del tutto avulsi dalla realtà elettorale.

Partito Democratico e Movimento 5 Stelle già avrebbero dovuto aver sperimentato cosa ciò significhi: alle eleioni il 20% – 22% per il primo ed il 17% per il secondo.

Ma spesso muove più l’odio ed il rancore che la ragione.

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Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Grecia. Elezioni 7 luglio. Nea Dimokratia al 39%.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-06-27.

2019-06-26__Grecia 001

«On July 7, voters elect 300 members of the Greek parliament. Of them, 250 are elected proportionally and 50 are awarded to the most voted party. In 2015, Prime Minister Alexis Tsipras’ Syriza won 36.3 percent of the vote and 149 seats.»

2019-06-26__Grecia 002

Nea Dimokratia potrebbe conquistare la maggioranza assoluta dei seggi.

Cambierà il capo di Governo greco in seno al Consiglio Europeo, con tutte le conseguenze.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Pew Research. Unione Europea sì, questa eurodirigenza no.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-05-06.

Il Pew Reasearch Center ha rilasciato un ponderoso Report sulla Unione Europea e su come i Cittadini ne percepiscano taluni aspetti. È una miniera di dati.

Europeans Credit EU With Promoting Peace and Prosperity, but Say Brussels Is Out of Touch With Its Citizens [pdf]

Traccia un quadro molto ben documentato della situazione attuale e potrebbe essere di grande utilità per meglio comprendere le problematiche in gioco con le elezioni del prossimo maggio.

Se ne raccomanda la lettura. A seguito riporteremo una piccola parte dei risultati dei sondaggi.

Cerchiamo di dare uno stringato sommario per punti.

– Il 51% reputa i burocrati di Bruxelles invadenti.

– Il 54% reputa l’Unione Europea e Bruxelles inefficiente.

– Il 62% reputa che l’Unione Europea e Bruxelles non riescano a capire le esigenze della popolazione.

– In termini mediani il 62% della popolazione apprezza l’Unione Europea, ma il 45% giudica negativamente l’operato del’europarlamento.

– Il 31% ritiene che la situazione economica possa migliorare, mentre il 50% ritiene che debba peggiorare. In Grecia, Italia, Spagna, Francia e UK la maggioranza ritiene che peggiorerà.

– In termini mediani, il 58% ritiene che i giovani siano senza futuro. In Spagna, UK, Italia, Grecia e Francia tale percentuale sale sopra il 70%.

– In termini mediani, il 40% approva i risultati economici dell’Unione europea: tale percentuale è il 26% nel Regno Unito, 20% in Italia, e 14% in Grecia.

– Il 38% approva come l’Unione abbia trattato la Brexit.

– Il 23% approva come l’Unione Europea abbia trattato il problema della immigrazione.

– Il 48% approva l’operato della Commissione Europea.

– Il 10% vorrebbe un incremento dell’immigrazione, percentuale che scende al 2% in Grecia, 2% in Ungheria, 5% in Italia.

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Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Italia. Elezioni Europee. Sondaggio Ipsos. Indecisi 42.9%.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-04-08.

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Il sondaggio Ipsos non cambia quasi in nulla il quadro che sembrerebbe essersi consolidato. La Lega mantiene la posizione di primo partito con il 35.7% delle intenzioni di voto, il pd è invariato al 19% e M5S fluttua attorno al 23.3%.

Anche la fascia degli indecisi sembrerebbe essersi stabilizzata: nell’ultimo sondaggio si attesta al 42.9%. Nelle scorse elezioni politiche del 4 marzo 2018 gli indecisi, schede bianche, nulle e non votanti, assommavano al 29.4%. Questa salita è da una parte un segno di disaffezione politica, di sensazione di impotenza politica, dall’altra di potenziale mobilità del voto.

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Sondaggio Ipsos: la ripresa del M5S, che guadagna due punti. La Lega (stabile) al 35,7%

La campagna per le elezioni europee è oramai entrata nel vivo, con una caratterizzazione evidente: lo scontro è tra i due partner di governo. Uno, la Lega, combatte per avverare le profezie dei sondaggi, classificarsi al primo posto e rinsaldare la propria egemonia sia nel governo che nel Paese. La vittoria della Lega, nelle dimensioni previste, definirebbe anche un perimetro di centrodestra completamente cambiato, a meno di una affermazione di Forza Italia, che lotta per non scendere al di sotto del 10%. L’altro, il M5S, è teso a recuperare il consenso perduto, prodotto della prevalenza di Salvini che ha fatto ombra all’alleato. I risultati negativi della serie di elezioni regionali hanno esplicitato queste difficoltà. Proprio per questo nelle ultime settimane, Di Maio ha ripreso la scena, evidenziando un protagonismo accentuato che sembra, come vedremo, dare frutti apprezzabili.

Le altre forze vedono il tentativo del Pd di riprendersi almeno in parte dalle profonde difficoltà dell’ultimo anno, contando sulla spinta del nuovo segretario, e di FI, con la ricandidatura di Berlusconi, di mantenere un consenso tale da non renderla del tutto marginale nel centrodestra. L’analisi dei consensi potenziali per le Europee ci aiuta quindi a capire l’efficacia delle singole strategie e la capacità di costruzione del consenso dei diversi leader. Oggi si conferma la netta prevalenza della Lega, stabilizzatasi nell’ultimo mese intorno al 36%. La partecipazione al Congresso delle famiglie, contestato da più parti e in particolare dall’alleato di governo, non sembra aver lasciato strascichi. La Lega si conferma partito trasversale, fortemente insediato tra i ceti popolari (tra gli operai ottiene il massimo dei consensi) e produttivi (al secondo posto nella graduatoria del voto leghista lavoratori autonomi e piccoli imprenditori), capace di mantenere consensi elevati anche al Sud. Al secondo posto, il Movimento 5 Stelle sembra beneficiare del protagonismo prima accennato: rispetto ai dati di un mese fa infatti cresce di circa due punti. Nell’ultimo mese la comunicazione M5S si è caratterizzata per una forte differenziazione rispetto alla Lega e per aver affrontato in maniera più evidente, con il decreto sbloccacantieri, il tema della crescita che nei mesi precedenti sembrava sostanzialmente consegnato nelle mani dell’alleato leghista. Infine, probabilmente hanno giovato anche le posizioni nette sul risarcimento ai risparmiatori truffati.

Si arresta quindi per la prima volta il calo che si registrava da tempo. È un dato da confermare, naturalmente, con i prossimi sondaggi, ma sembra premiare la strategia del vicepremier. Il voto pentastellato mantiene ampie caratteristiche di trasversalità, anch’esso molto popolare, ma con le punte più elevate di consenso nel Sud del Paese. Al terzo posto, il Pd segnala una piccola crescita, attestandosi al 19%. L’effetto delle primarie si mantiene, ma non produce un’espansione rilevante. D’altronde l’obiettivo sembra essere quello di non scendere, alle prossime Europee, al di sotto del 20%. Si tratta sostanzialmente di consolidare il campo di riferimento. Tuttavia questa operazione sembra mostrare già qualche difficoltà: da un lato l’apertura verso le forze europeiste non ha portato ad una lista unica. +Europa si presenterà autonomamente insieme a Italia in Comune di Pizzarotti. Questo limita le possibilità espansive. Dall’altro lato l’apertura agli «scissionisti» (Speranza, Bersani, ecc.) potrebbe far correre qualche rischio, se non gestita in maniera trasparente e senza nostalgie per la «Ditta», provocando perplessità quando non allontanamenti dell’elettorato moderato.

Il profilo degli elettori del Pd continua ad evidenziare una presenza importante di ceti elevati e con alto titolo di studio, accanto ai pensionati, e una netta difficoltà nel Sud. Riprendere la connessione con il popolo sembra essere un obiettivo ancora lontano. Di Forza Italia abbiamo detto, si attende di capire la capacità attrattiva della ricandidatura di Berlusconi, anche se i segnali per ora non sono particolarmente incoraggianti. Da ultimo Fratelli d’Italia, mantiene un risultato in linea con la soglia di sbarramento. Si tratta di un livello di consenso che per consolidarsi, evitando la trappola del «voto utile» che solitamente si manifesta nelle ultime settimane di campagna elettorale, può contare sull’elevato consenso di Giorgia Meloni e sul radicamento territoriale. Lo scenario politico sembra quindi delinearsi con maggiore precisione. Ora si tratta di capire se, prima delle Europee, si avranno o meno le prime applicazioni dei due principali provvedimenti del governo, quota 100 e reddito di cittadinanza, che potrebbero avere effetti nei consensi per le due forze principali.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Hessen. Assia. Domenica si vedrà quanto vale Frau Merkel.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-10-25.

2018-10-25__Hessen__001

Domenica 28 finalmente si vota in Hessen, Assia.

Due settimane or sono si era votato in Baviera, ove la Csu aveva perso 10.4 punti percentuali, scendendo al 37.2% e la spd era crollata di 10.9 punti percentuali attestandosi al 9.7%.

Se il tracollo dei partiti tradizionali in Baviera era evidente, le prospezioni elettorali indicano come anche in Hessen dovrebbe essere confermato un simile trend.

2018-10-25__Hessen__002

La Cdu capitanata da Frau Merkel crollerebbe del -32.1%, perdendo 12.3 punti percentuali, mentre la spd crollerebbe del -31.6%, lasciando sul campo 9.7 punti percentuali.

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Tutti gli altri partiti sono invece vincitori, e lo sono in modo significativo.

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Sarà un gran bel problema formare un governo coeso e stabile.

Se però queste previsioni fossero verificate dalle urne, la spd dovrebbe ben valutare come dalla situazione odierna abbia solo da perdere, ala Bundeskanzlerin Frau Merkel potrebbe anche trarne le conclusioni. In ogni caso, il peso di questo Governo nell’Unione Europea scenderà ulteriormente. Poi, a maggio del prossimo anno, si andrà a votare per il parlamento europeo, e quelle elezioni saranno un altro bagno di sangue perCdu ed spd.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Stati Uniti, Trump

Trump. Senato. Potrebbe anche vincere, e vincere bene, 57 – 43.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-10-24.

2018-10-18__Usa__Senato__001

Subito dopo l’elezione di Mr Trump a Presidente degli Stati Uniti i liberal democratici hanno scatenato la più imponente campagna stampa della storia umana contro il presidente eletto.

«Not my president»

era lo slogan che frotte di giovani dimostranti strillavano per otto dollari l’ora.

Poi si sono mosse le Corti di Appello Federali a maggioranza  di giudici liberal democratici, bloccando gran parte degli executive orders del Presidente. Media, televisioni e giornali, plaudenti.

I democratici proclamavano la ineluttabilità di una Marea Blu che avrebbe conquistato il 90% dei deputati alla Camera bassa e la quasi totalità di senatori e governatorati messi in palio.

Per far ciò, schierarono il meglio del meglio del loro esercito: le femmine. 15 femmine candidate al senato, 187 femmine candidate al Congresso e 15 altre femmine candidate governatrici. Secondo infatti il credo liberal democratico essere femmina è bello, conferisce un’intelligenza superiore alla norma e delle capacità professionali alle quali mai i maschi avrebbero potuto ambire.

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Per i media è certo che la Marea Blu travolgerà Trump a midterm.

Midterm. La marea democratica potrebbe essere solo acqua alta.

Midterm. I liberal democratici si aspettano un’ovazione degli ispano-americani.

Midterm. I lib dem candidano 15 femmine al Senato, 187 al Congresso, 12 a Governatrici.

Poi Mr Trump ha abbassato le tasse di mille miliardi, ha generato milioni di posti di lavoro, a ridotto la disoccupazione al 3.7%, ha potato gli sprechi.

Midterm. Il The New York Times si interroga sulla marea blu.

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Di oggi il Nymag Intelligencer ha pubblicato una sintetica previsionale per i lSenato americano, che riportiamo in fotocopia.

Sotto la condizione che i senatori con tasso di approvazione inferiore al 50% cedano il seggio al partito avverso, i liberal democratici otterrebbero 43 senatori contro i 57 dei repubblicani. In poche parole, niente Marea Blu, niente Marea Rosa, ma una semplice vittoria del Presidente Trump.

L’ipotesi di lavoro sembrerebbe essere del tutto ragionevole.

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Questa previsione sembrerebbe anche essere avvalorata dal fatto che il Presidente Trump ha proceduto alla nomina di molti giudici federali, nomine che debbono tutte essere ratificate dal senato. Se non si fosse sentito sicuro, verosimilmente se ne sarebbe astenuto.

One Nomination Sent to the Senate

President Donald J. Trump Announces Eighteenth Wave of Judicial Nominees, Eighteenth Wave of United States Attorney Nominees, and Thirteenth Wave of United States Marshal Nominees

Si noti anche che ben tre dei giudici nominati dovrebbero servire nel nono Circuito, ossia in quello con il maggior numero di giudici liberal democratici.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Merkel. YouGov. Deve dimettersi 43%, deve restare 42%.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-07-01.

Merkel 1030

«A survey carried out by YouGov and published on Friday shows that 43 percent of Germans want Merkel to leave office»

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«A survey carried out by YouGov and published on Friday shows that 43 percent of Germans want Merkel to leave office »

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«The survey also revealed that 42 percent of respondents wanted the veteran Chancellor to stay on as head of government»

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«Merkel is most popular among voters of the environmentalist Green party, two thirds of whom said she should stay in office»

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«Some 63 percent of Union voters said they wanted her to stay on as Chancellor, while 27 percent want her to go»

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«Merkel also remains strangely popular among voters of the far-left Die Linke party, 48 percent of whom want her to stay in office»

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«She is least popular by far among voters of the far-right Alternative for Germany (AfD), only six percent of whom want her to stay on»

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Questi risultati si commentano da soli.

Solo una domanda sembrerebbe sorgere spontanea.

Perché per i media la popolarità di Mr Trump al 48% sarebbe chiaro segno che dovrebbe dimettersi immediatamente, mentre l’approvazione del solo 42% per Frau Merkel sarebbe una mera curiosità del tutto irrilevante?

Nota.

Non chiediamo il parere di Herr Seehofer.


The Local. 2018-05-25. Almost half of Germans want Merkel to resign, poll shows

A survey carried out by YouGov and published on Friday shows that 43 percent of Germans want Merkel to leave office.

The survey also revealed that 42 percent of respondents wanted the veteran Chancellor to stay on as head of government, while 15 percent did not give a response either way.

Somewhat surprisingly, Merkel is most popular among voters of the environmentalist Green party, two thirds of whom said she should stay in office.

She is slightly less loved by voters of the conservative Union, which includes her own Christian Democrats (CDU) and the Bavarian Christian Social Union (CSU).

Some 63 percent of Union voters said they wanted her to stay on as Chancellor, while 27 percent want her to go. Merkel is currently entangled in a power battle with the CSU over border controls that is threatening to collapse her coalition barely three months after it was established.

Merkel also remains strangely popular among voters of the far-left Die Linke party, 48 percent of whom want her to stay in office. She is least popular by far among voters of the far-right Alternative for Germany (AfD), only six percent of whom want her to stay on.

The survey also showed that most Germans don’t believe that the coalition will collapse over the current dispute between Merkel and the CSU. Only 32 percent of respondents said that the coalition is about to fall to pieces, while 45 percent said it would survive to fight another day.

Nonetheless half the respondents said that they did not believe that the coalition would make it to the next scheduled national elections in 2021.

Whereas Merkel once enjoyed unrivalled support among German voters, recent polls have shown dwindling patience with her policies. A YouGov poll from the end of last year showed that 47 percent of voters wanted her to stand on before the next national election.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Piepoli. Chiusura porti +66%, Flat Tax 43.3% contro 39.9%.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-06-21.

Pecore. Gregge. 006

«Secondo Euromedia, i favorevoli a questa misura [chiusura dei porti] sono il 66% dei cittadini. Per Piepoli la quota è più bassa  (53%) mentre si alza al 61% tra gli abitanti delle Isole (Sardegna ma soprattutto Sicilia), le più toccate dal fenomeno migratorio»

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«Secondo Euromedia, il cavallo di battaglia dei Cinque Stelle [reddito di cittadinanza] divide gli italiani. Il 41,2% si mostra favorevole, il 42,6% contrario, il 16,2% si astiene dal dare un giudizio. Per Piepoli invece, i favorevoli sono in maggioranza (47 contro 42%).»

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«Sia Euromedia che Piepoli danno i favorevoli [Flat Tax] in maggioranza rispetto ai contrari (43,3 contro 39,9% per Euromedia, 41 contro 38% per Piepoli) …. la misura tanto cara al centrodestra e a Salvini piace soprattutto al Nord (45% di favorevoli) e al Centro (41%) mentre trova resistenze al Sud (54% di contrari)»

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Se in linea generale è vero che le pecore seguono il pastore e non il pastore le pecore, sarebbe altrettanto vera la constatazione che una discrasia tra pecore e pastore porta inevitabilmente alla rimozione di questo ultimo.

Dovrebbe saperne qualcosa il partito democratico, crollato dal 40.8% conseguito alle elezioni europee ad un attuale 17% – 18%.

Ogni pensiero ed azione umana dovrebbe essere improntata a ciò che una volta era detto il sano buon senso.


Sondaggi politici. Chiusura dei porti, flat tax e reddito di cittadinanza. Sono i temi cari al governo M5S-Lega e di cui più si sta dibattendo sui giornali.

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Sondaggi politici Euromedia-Piepoli: chiusura dei porti trova d’accordo gli italiani

Chiusura dei porti, flat tax e reddito di cittadinanza. Sono questi i temi cari al governo M5S Lega e di cui più si sta dibattendo su giornali e nei palazzi della politica. Euromedia e Piepoli hanno chiesto un parere agli italiani su questi argomenti. I risultati della rilevazione sono stati poi mandati in onda nel consueto appuntamento con Porta a Porta.

Vediamoli ora insieme partendo dalla chiusura dei porti promossa dal ministro dell’Interno e vicepremier Matteo Salvini. Secondo Euromedia, i favorevoli a questa misura sono il 66% dei cittadini. Per Piepoli la quota è più bassa  (53%) mentre si alza al 61% tra gli abitanti delle Isole (Sardegna ma soprattutto Sicilia), le più toccate dal fenomeno migratorio.

Capitolo reddito di cittadinanza. Secondo Euromedia, il cavallo di battaglia dei Cinque Stelle divide gli italiani. Il 41,2% si mostra favorevole, il 42,6% contrario, il 16,2% si astiene dal dare un giudizio. Per Piepoli invece, i favorevoli sono in maggioranza (47 contro 42%).

Dividendo l’Italia in zone però, scopriamo che al Nord la proposta pentastellata trova più contrari che favorevoli (49 contro 41%). Al Sud e nelle Isole, dove i Cinque Stelle hanno conquistato quasi tutti i seggi uninominali alle ultime Politiche, i consensi al reddito di cittadinanza arrivano a toccare il 60%.

Chiudiamo con la flat tax promossa dalla Lega. Sia Euromedia che Piepoli danno i favorevoli in maggioranza rispetto ai contrari (43,3 contro 39,9% per Euromedia, 41 contro 38% per Piepoli) con un alto livello di astenuti (tra il 17 e il 20%). In questo caso, la misura tanto cara al centrodestra e a Salvini piace soprattutto al Nord (45% di favorevoli) e al Centro (41%) mentre trova resistenze al Sud (54% di contrari).