Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Pew Research. Unione Europea sì, questa eurodirigenza no.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-05-06.

Il Pew Reasearch Center ha rilasciato un ponderoso Report sulla Unione Europea e su come i Cittadini ne percepiscano taluni aspetti. È una miniera di dati.

Europeans Credit EU With Promoting Peace and Prosperity, but Say Brussels Is Out of Touch With Its Citizens [pdf]

Traccia un quadro molto ben documentato della situazione attuale e potrebbe essere di grande utilità per meglio comprendere le problematiche in gioco con le elezioni del prossimo maggio.

Se ne raccomanda la lettura. A seguito riporteremo una piccola parte dei risultati dei sondaggi.

Cerchiamo di dare uno stringato sommario per punti.

– Il 51% reputa i burocrati di Bruxelles invadenti.

– Il 54% reputa l’Unione Europea e Bruxelles inefficiente.

– Il 62% reputa che l’Unione Europea e Bruxelles non riescano a capire le esigenze della popolazione.

– In termini mediani il 62% della popolazione apprezza l’Unione Europea, ma il 45% giudica negativamente l’operato del’europarlamento.

– Il 31% ritiene che la situazione economica possa migliorare, mentre il 50% ritiene che debba peggiorare. In Grecia, Italia, Spagna, Francia e UK la maggioranza ritiene che peggiorerà.

– In termini mediani, il 58% ritiene che i giovani siano senza futuro. In Spagna, UK, Italia, Grecia e Francia tale percentuale sale sopra il 70%.

– In termini mediani, il 40% approva i risultati economici dell’Unione europea: tale percentuale è il 26% nel Regno Unito, 20% in Italia, e 14% in Grecia.

– Il 38% approva come l’Unione abbia trattato la Brexit.

– Il 23% approva come l’Unione Europea abbia trattato il problema della immigrazione.

– Il 48% approva l’operato della Commissione Europea.

– Il 10% vorrebbe un incremento dell’immigrazione, percentuale che scende al 2% in Grecia, 2% in Ungheria, 5% in Italia.

2019-04-23__Pew_001

2019-04-23__Pew_002

2019-04-23__Pew_003

2019-04-23__Pew_004

2019-04-23__Pew_006

2019-04-23__Pew_005

2019-04-23__Pew_007

2019-04-23__Pew_008

2019-04-23__Pew_009

2019-04-23__Pew_010

2019-04-23__Pew_011

 

Annunci
Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Italia. Elezioni Europee. Sondaggio Ipsos. Indecisi 42.9%.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-04-08.

2019-04-07__Italia_Europee_Sondaggi__001

Il sondaggio Ipsos non cambia quasi in nulla il quadro che sembrerebbe essersi consolidato. La Lega mantiene la posizione di primo partito con il 35.7% delle intenzioni di voto, il pd è invariato al 19% e M5S fluttua attorno al 23.3%.

Anche la fascia degli indecisi sembrerebbe essersi stabilizzata: nell’ultimo sondaggio si attesta al 42.9%. Nelle scorse elezioni politiche del 4 marzo 2018 gli indecisi, schede bianche, nulle e non votanti, assommavano al 29.4%. Questa salita è da una parte un segno di disaffezione politica, di sensazione di impotenza politica, dall’altra di potenziale mobilità del voto.

*


Sondaggio Ipsos: la ripresa del M5S, che guadagna due punti. La Lega (stabile) al 35,7%

La campagna per le elezioni europee è oramai entrata nel vivo, con una caratterizzazione evidente: lo scontro è tra i due partner di governo. Uno, la Lega, combatte per avverare le profezie dei sondaggi, classificarsi al primo posto e rinsaldare la propria egemonia sia nel governo che nel Paese. La vittoria della Lega, nelle dimensioni previste, definirebbe anche un perimetro di centrodestra completamente cambiato, a meno di una affermazione di Forza Italia, che lotta per non scendere al di sotto del 10%. L’altro, il M5S, è teso a recuperare il consenso perduto, prodotto della prevalenza di Salvini che ha fatto ombra all’alleato. I risultati negativi della serie di elezioni regionali hanno esplicitato queste difficoltà. Proprio per questo nelle ultime settimane, Di Maio ha ripreso la scena, evidenziando un protagonismo accentuato che sembra, come vedremo, dare frutti apprezzabili.

Le altre forze vedono il tentativo del Pd di riprendersi almeno in parte dalle profonde difficoltà dell’ultimo anno, contando sulla spinta del nuovo segretario, e di FI, con la ricandidatura di Berlusconi, di mantenere un consenso tale da non renderla del tutto marginale nel centrodestra. L’analisi dei consensi potenziali per le Europee ci aiuta quindi a capire l’efficacia delle singole strategie e la capacità di costruzione del consenso dei diversi leader. Oggi si conferma la netta prevalenza della Lega, stabilizzatasi nell’ultimo mese intorno al 36%. La partecipazione al Congresso delle famiglie, contestato da più parti e in particolare dall’alleato di governo, non sembra aver lasciato strascichi. La Lega si conferma partito trasversale, fortemente insediato tra i ceti popolari (tra gli operai ottiene il massimo dei consensi) e produttivi (al secondo posto nella graduatoria del voto leghista lavoratori autonomi e piccoli imprenditori), capace di mantenere consensi elevati anche al Sud. Al secondo posto, il Movimento 5 Stelle sembra beneficiare del protagonismo prima accennato: rispetto ai dati di un mese fa infatti cresce di circa due punti. Nell’ultimo mese la comunicazione M5S si è caratterizzata per una forte differenziazione rispetto alla Lega e per aver affrontato in maniera più evidente, con il decreto sbloccacantieri, il tema della crescita che nei mesi precedenti sembrava sostanzialmente consegnato nelle mani dell’alleato leghista. Infine, probabilmente hanno giovato anche le posizioni nette sul risarcimento ai risparmiatori truffati.

Si arresta quindi per la prima volta il calo che si registrava da tempo. È un dato da confermare, naturalmente, con i prossimi sondaggi, ma sembra premiare la strategia del vicepremier. Il voto pentastellato mantiene ampie caratteristiche di trasversalità, anch’esso molto popolare, ma con le punte più elevate di consenso nel Sud del Paese. Al terzo posto, il Pd segnala una piccola crescita, attestandosi al 19%. L’effetto delle primarie si mantiene, ma non produce un’espansione rilevante. D’altronde l’obiettivo sembra essere quello di non scendere, alle prossime Europee, al di sotto del 20%. Si tratta sostanzialmente di consolidare il campo di riferimento. Tuttavia questa operazione sembra mostrare già qualche difficoltà: da un lato l’apertura verso le forze europeiste non ha portato ad una lista unica. +Europa si presenterà autonomamente insieme a Italia in Comune di Pizzarotti. Questo limita le possibilità espansive. Dall’altro lato l’apertura agli «scissionisti» (Speranza, Bersani, ecc.) potrebbe far correre qualche rischio, se non gestita in maniera trasparente e senza nostalgie per la «Ditta», provocando perplessità quando non allontanamenti dell’elettorato moderato.

Il profilo degli elettori del Pd continua ad evidenziare una presenza importante di ceti elevati e con alto titolo di studio, accanto ai pensionati, e una netta difficoltà nel Sud. Riprendere la connessione con il popolo sembra essere un obiettivo ancora lontano. Di Forza Italia abbiamo detto, si attende di capire la capacità attrattiva della ricandidatura di Berlusconi, anche se i segnali per ora non sono particolarmente incoraggianti. Da ultimo Fratelli d’Italia, mantiene un risultato in linea con la soglia di sbarramento. Si tratta di un livello di consenso che per consolidarsi, evitando la trappola del «voto utile» che solitamente si manifesta nelle ultime settimane di campagna elettorale, può contare sull’elevato consenso di Giorgia Meloni e sul radicamento territoriale. Lo scenario politico sembra quindi delinearsi con maggiore precisione. Ora si tratta di capire se, prima delle Europee, si avranno o meno le prime applicazioni dei due principali provvedimenti del governo, quota 100 e reddito di cittadinanza, che potrebbero avere effetti nei consensi per le due forze principali.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Hessen. Assia. Domenica si vedrà quanto vale Frau Merkel.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-10-25.

2018-10-25__Hessen__001

Domenica 28 finalmente si vota in Hessen, Assia.

Due settimane or sono si era votato in Baviera, ove la Csu aveva perso 10.4 punti percentuali, scendendo al 37.2% e la spd era crollata di 10.9 punti percentuali attestandosi al 9.7%.

Se il tracollo dei partiti tradizionali in Baviera era evidente, le prospezioni elettorali indicano come anche in Hessen dovrebbe essere confermato un simile trend.

2018-10-25__Hessen__002

La Cdu capitanata da Frau Merkel crollerebbe del -32.1%, perdendo 12.3 punti percentuali, mentre la spd crollerebbe del -31.6%, lasciando sul campo 9.7 punti percentuali.

2018-10-25__Hessen__003

*

Tutti gli altri partiti sono invece vincitori, e lo sono in modo significativo.

*

Sarà un gran bel problema formare un governo coeso e stabile.

Se però queste previsioni fossero verificate dalle urne, la spd dovrebbe ben valutare come dalla situazione odierna abbia solo da perdere, ala Bundeskanzlerin Frau Merkel potrebbe anche trarne le conclusioni. In ogni caso, il peso di questo Governo nell’Unione Europea scenderà ulteriormente. Poi, a maggio del prossimo anno, si andrà a votare per il parlamento europeo, e quelle elezioni saranno un altro bagno di sangue perCdu ed spd.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Stati Uniti, Trump

Trump. Senato. Potrebbe anche vincere, e vincere bene, 57 – 43.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-10-24.

2018-10-18__Usa__Senato__001

Subito dopo l’elezione di Mr Trump a Presidente degli Stati Uniti i liberal democratici hanno scatenato la più imponente campagna stampa della storia umana contro il presidente eletto.

«Not my president»

era lo slogan che frotte di giovani dimostranti strillavano per otto dollari l’ora.

Poi si sono mosse le Corti di Appello Federali a maggioranza  di giudici liberal democratici, bloccando gran parte degli executive orders del Presidente. Media, televisioni e giornali, plaudenti.

I democratici proclamavano la ineluttabilità di una Marea Blu che avrebbe conquistato il 90% dei deputati alla Camera bassa e la quasi totalità di senatori e governatorati messi in palio.

Per far ciò, schierarono il meglio del meglio del loro esercito: le femmine. 15 femmine candidate al senato, 187 femmine candidate al Congresso e 15 altre femmine candidate governatrici. Secondo infatti il credo liberal democratico essere femmina è bello, conferisce un’intelligenza superiore alla norma e delle capacità professionali alle quali mai i maschi avrebbero potuto ambire.

*

Per i media è certo che la Marea Blu travolgerà Trump a midterm.

Midterm. La marea democratica potrebbe essere solo acqua alta.

Midterm. I liberal democratici si aspettano un’ovazione degli ispano-americani.

Midterm. I lib dem candidano 15 femmine al Senato, 187 al Congresso, 12 a Governatrici.

Poi Mr Trump ha abbassato le tasse di mille miliardi, ha generato milioni di posti di lavoro, a ridotto la disoccupazione al 3.7%, ha potato gli sprechi.

Midterm. Il The New York Times si interroga sulla marea blu.

*

Di oggi il Nymag Intelligencer ha pubblicato una sintetica previsionale per i lSenato americano, che riportiamo in fotocopia.

Sotto la condizione che i senatori con tasso di approvazione inferiore al 50% cedano il seggio al partito avverso, i liberal democratici otterrebbero 43 senatori contro i 57 dei repubblicani. In poche parole, niente Marea Blu, niente Marea Rosa, ma una semplice vittoria del Presidente Trump.

L’ipotesi di lavoro sembrerebbe essere del tutto ragionevole.

*

Questa previsione sembrerebbe anche essere avvalorata dal fatto che il Presidente Trump ha proceduto alla nomina di molti giudici federali, nomine che debbono tutte essere ratificate dal senato. Se non si fosse sentito sicuro, verosimilmente se ne sarebbe astenuto.

One Nomination Sent to the Senate

President Donald J. Trump Announces Eighteenth Wave of Judicial Nominees, Eighteenth Wave of United States Attorney Nominees, and Thirteenth Wave of United States Marshal Nominees

Si noti anche che ben tre dei giudici nominati dovrebbero servire nel nono Circuito, ossia in quello con il maggior numero di giudici liberal democratici.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Merkel. YouGov. Deve dimettersi 43%, deve restare 42%.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-07-01.

Merkel 1030

«A survey carried out by YouGov and published on Friday shows that 43 percent of Germans want Merkel to leave office»

*

«A survey carried out by YouGov and published on Friday shows that 43 percent of Germans want Merkel to leave office »

*

«The survey also revealed that 42 percent of respondents wanted the veteran Chancellor to stay on as head of government»

*

«Merkel is most popular among voters of the environmentalist Green party, two thirds of whom said she should stay in office»

*

«Some 63 percent of Union voters said they wanted her to stay on as Chancellor, while 27 percent want her to go»

*

«Merkel also remains strangely popular among voters of the far-left Die Linke party, 48 percent of whom want her to stay in office»

*

«She is least popular by far among voters of the far-right Alternative for Germany (AfD), only six percent of whom want her to stay on»

* * * * * * * *

Questi risultati si commentano da soli.

Solo una domanda sembrerebbe sorgere spontanea.

Perché per i media la popolarità di Mr Trump al 48% sarebbe chiaro segno che dovrebbe dimettersi immediatamente, mentre l’approvazione del solo 42% per Frau Merkel sarebbe una mera curiosità del tutto irrilevante?

Nota.

Non chiediamo il parere di Herr Seehofer.


The Local. 2018-05-25. Almost half of Germans want Merkel to resign, poll shows

A survey carried out by YouGov and published on Friday shows that 43 percent of Germans want Merkel to leave office.

The survey also revealed that 42 percent of respondents wanted the veteran Chancellor to stay on as head of government, while 15 percent did not give a response either way.

Somewhat surprisingly, Merkel is most popular among voters of the environmentalist Green party, two thirds of whom said she should stay in office.

She is slightly less loved by voters of the conservative Union, which includes her own Christian Democrats (CDU) and the Bavarian Christian Social Union (CSU).

Some 63 percent of Union voters said they wanted her to stay on as Chancellor, while 27 percent want her to go. Merkel is currently entangled in a power battle with the CSU over border controls that is threatening to collapse her coalition barely three months after it was established.

Merkel also remains strangely popular among voters of the far-left Die Linke party, 48 percent of whom want her to stay in office. She is least popular by far among voters of the far-right Alternative for Germany (AfD), only six percent of whom want her to stay on.

The survey also showed that most Germans don’t believe that the coalition will collapse over the current dispute between Merkel and the CSU. Only 32 percent of respondents said that the coalition is about to fall to pieces, while 45 percent said it would survive to fight another day.

Nonetheless half the respondents said that they did not believe that the coalition would make it to the next scheduled national elections in 2021.

Whereas Merkel once enjoyed unrivalled support among German voters, recent polls have shown dwindling patience with her policies. A YouGov poll from the end of last year showed that 47 percent of voters wanted her to stand on before the next national election.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Piepoli. Chiusura porti +66%, Flat Tax 43.3% contro 39.9%.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-06-21.

Pecore. Gregge. 006

«Secondo Euromedia, i favorevoli a questa misura [chiusura dei porti] sono il 66% dei cittadini. Per Piepoli la quota è più bassa  (53%) mentre si alza al 61% tra gli abitanti delle Isole (Sardegna ma soprattutto Sicilia), le più toccate dal fenomeno migratorio»

*

«Secondo Euromedia, il cavallo di battaglia dei Cinque Stelle [reddito di cittadinanza] divide gli italiani. Il 41,2% si mostra favorevole, il 42,6% contrario, il 16,2% si astiene dal dare un giudizio. Per Piepoli invece, i favorevoli sono in maggioranza (47 contro 42%).»

*

«Sia Euromedia che Piepoli danno i favorevoli [Flat Tax] in maggioranza rispetto ai contrari (43,3 contro 39,9% per Euromedia, 41 contro 38% per Piepoli) …. la misura tanto cara al centrodestra e a Salvini piace soprattutto al Nord (45% di favorevoli) e al Centro (41%) mentre trova resistenze al Sud (54% di contrari)»

* * * * * * * *

Se in linea generale è vero che le pecore seguono il pastore e non il pastore le pecore, sarebbe altrettanto vera la constatazione che una discrasia tra pecore e pastore porta inevitabilmente alla rimozione di questo ultimo.

Dovrebbe saperne qualcosa il partito democratico, crollato dal 40.8% conseguito alle elezioni europee ad un attuale 17% – 18%.

Ogni pensiero ed azione umana dovrebbe essere improntata a ciò che una volta era detto il sano buon senso.


Sondaggi politici. Chiusura dei porti, flat tax e reddito di cittadinanza. Sono i temi cari al governo M5S-Lega e di cui più si sta dibattendo sui giornali.

*

Sondaggi politici Euromedia-Piepoli: chiusura dei porti trova d’accordo gli italiani

Chiusura dei porti, flat tax e reddito di cittadinanza. Sono questi i temi cari al governo M5S Lega e di cui più si sta dibattendo su giornali e nei palazzi della politica. Euromedia e Piepoli hanno chiesto un parere agli italiani su questi argomenti. I risultati della rilevazione sono stati poi mandati in onda nel consueto appuntamento con Porta a Porta.

Vediamoli ora insieme partendo dalla chiusura dei porti promossa dal ministro dell’Interno e vicepremier Matteo Salvini. Secondo Euromedia, i favorevoli a questa misura sono il 66% dei cittadini. Per Piepoli la quota è più bassa  (53%) mentre si alza al 61% tra gli abitanti delle Isole (Sardegna ma soprattutto Sicilia), le più toccate dal fenomeno migratorio.

Capitolo reddito di cittadinanza. Secondo Euromedia, il cavallo di battaglia dei Cinque Stelle divide gli italiani. Il 41,2% si mostra favorevole, il 42,6% contrario, il 16,2% si astiene dal dare un giudizio. Per Piepoli invece, i favorevoli sono in maggioranza (47 contro 42%).

Dividendo l’Italia in zone però, scopriamo che al Nord la proposta pentastellata trova più contrari che favorevoli (49 contro 41%). Al Sud e nelle Isole, dove i Cinque Stelle hanno conquistato quasi tutti i seggi uninominali alle ultime Politiche, i consensi al reddito di cittadinanza arrivano a toccare il 60%.

Chiudiamo con la flat tax promossa dalla Lega. Sia Euromedia che Piepoli danno i favorevoli in maggioranza rispetto ai contrari (43,3 contro 39,9% per Euromedia, 41 contro 38% per Piepoli) con un alto livello di astenuti (tra il 17 e il 20%). In questo caso, la misura tanto cara al centrodestra e a Salvini piace soprattutto al Nord (45% di favorevoli) e al Centro (41%) mentre trova resistenze al Sud (54% di contrari).

 

Pubblicato in: Unione Europea

Italia. Piepoli. Cosa ne pensa la gente di Di Maio.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-05-02.

2018-05-02__Piepoli__001

«Sondaggi politici Piepoli: 52% intervistati boccia Di Maio premier.

Di Maio premier. è ormai diventato un mantra imprescindibile per il Movimento 5 Stelle. Conditio sine qua non da mettere sul tavolo delle trattative. Chi ne chiede la revoca per imbastire una bozza di accordo come fatto dai renziani del Pd o dai berlusconiani di Forza Italia, viene scacciato via. Vade retro, il totem deve rimanere intatto. Lo ha ribadito pochi giorni fa il capogruppo grillino al Senato Danilo Toninelli: Accordo con Pd serio, ma non rinunciamo a Di Maio premier. Piuttosto di cedere su uno dei capisaldi del fortino pentastellato meglio tornare al voto. Anche se l’alternativa si dovesse chiamare Roberto Fico, grillino pure lui. Alter ego del governista Di Maio, l’attuale presidente della Camera piace soprattutto alla base ortodossa. Cosa fare dunque? Andare avanti ad oltranza con Di Maio premier o puntare sull’outsider Fico? Oppure, ipotesi che torna in auge in questi giorni vista l’impossibilità di trovare un accordo tra le parti, continuare con Gentiloni capo del governo del nuovo Parlamento?

A chiederlo agli italiani ci ha pensato l’istituto Piepoli e il risultato riserva più di una sorpresa. La maggioranza relativa degli intervistati (37%) infatti, ha dichiarato che vedrebbe bene la permanenza di Gentiloni a Palazzo Chigi. L’ex ministro degli Esteri del governo Renzi precede il candidato premier del M5S Luigi Di Maio (35%) e il presidente della Camera Roberto Fico (13%).

Ma una sua eventuale riconferma verrebbe approvata da solo il 40% della popolazione. Ma tant’è. La vera sorpresa è però un’altra. Gli italiani preferirebbero di gran lunga un preincarico a Fico (55% di favorevoli) piuttosto che un incarico a Di Maio (52% contrari). Al momento un cambio di cavallo nel Movimento non è previsto. Ma già qualcuno tra i pentastellati comincia a pensare ad un dopo Di Maio. Come il deputato Carlo Sibilia che su Facebook ha chiesto di andare oltre i nomi. Posizione che però è stata bocciata dai militanti grillini. A decidere alla fine sarà Mattarella che dovrà tirare fuori il coniglio dal cilindro. L’ultimo è stato fatto fuori in diretta tv da Renzi ieri sera a Che Tempo che fa.»

2018-05-02__Piepoli__002__


2018-05-02__Piepoli__003__


2018-05-02__Piepoli__004__


2018-05-02__Piepoli__005__

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Sistemi Economici, Sistemi Politici

Italia. Ma come tripudiano gli italiani! – Sondaggio Swg

Giuseppe Sandro Mela.

2017-08-26.

Mela con il Coltello tra i Denti. - Copia

La Cna-Swg ha pubblicato i dati relativi ad un sondaggio fatto a livello nazionale.

Il titolo sarebbe “pensionati più fiduciosi dell’italiano medio“.

Sarebbe fiducioso? Solo il 15%!

*

«il 15% degli interpellati è fiducioso (mentre la media nazionale si ferma all’8%) e un altro 17% è comunque orientato positivamente»

*

«Che la situazione possa ancora peggiorare è convinzione solo del 39%, benché verso il futuro prevalga l’atteggiamento preoccupato: il 52% è pessimista»

*

«Il 51% degli anziani sostiene di vivere male»

*

«Solo il 12% di quanti percepiscono un assegno inferiore ai 750 euro mensili è soddisfatto della qualità della propria vita contro il 65% di quanti ritirano una pensione superiore ai 1750 euro»

*

«Il 52% degli interpellati è convinto che negli ultimi cinque anni il proprio tenore di vita sia rimasto immutato, il 2% ritiene lo ritiene migliorato e il 46% peggiorato»

*

«Il 41% dei pensionati valuta la propria situazione economica attuale buona (in perfetta media nazionale), il 25% normale (italiani al 41%) e il 33% difficile»

*

«Solo il 25%, però, è in grado di sostenere economicamente la famiglia con le entrate correnti»

*

«un altro 29% ci riesce perché può contare su altri redditi e il residuo 46% abitualmente non ce la fa.»

* * * * * * * *

– Il 52% degli intervistati è pessimista;

– Il 51% degli anziani sostiene di vivere male;

– Il 46% ritiene peggiorata la propria condizione negli ultimi cinque anni;

– Il 25% degli intervistati può sostenere la famiglia;

– Il 46% non riesce a mantenere la propria famiglia.

* * * * * * * *

Aspettiamo tranquillamente che la gente perda la pazienza e dia inizio ad una nuova rivoluzione francese, con tanto di ghigliottina al lavoro.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Trump

Sondaggi. Il 57% degli americani approva il ‘travel ban’.

Giuseppe Sandro Mela.

2017-07-08.

Donald Trump photographed at Trump Tower in NYC
Donald Trump photographed at the Trump Tower on 5th Ave. in Manhattan, NYC on Monday, September 21, 2015. (Damon Winter/ The New York Times)

«surveys show majorities of Americans are opposed to the order and believe it is contrary to the nation’s values. Democrats have no shortage of polls to cite: Surveys from CBS News, CNN/ORC, Gallup and Quinnipiac University each show majorities opposed to the order and its various provisions.» [Fonte]

*

La Cnn aveva pubblicato una lunga serie di sondaggi dai quali sarebbe emerso che poco meno di una manciata di americani avrebbe appoggiato il ‘travel ban’ del Presidente Trump, la cui popolarità avrebbe navigato su percentuali di poco distanti dal 10%.

Poi è nato lo scandalo.

Trump. CNN, NYT ed AP ammettono di aver riportato artatamente notizie false su Mr Trump.

Trump. La CNN come la mafia intimidisce l’autore delle vignette animate.

In estrema sintesi, Cnn, The New York Times e l’Associated Press hanno dovuto ammettere di essersi inventate dati e fatti che erano stati riportati con enfasi trionfalistica.

«Later that same day, CNN retracted the article. Several days later, three of its top journalists resigned.»

*

«A few weeks earlier, the network had to retract a story authored by some of its most recognizable on-air talent»

3 CNN Journalists Resign After Retracted Story on Trump Ally [The New York Times]

«Three prominent journalists at CNN resigned on Monday after the cable news network was forced to retract and apologize for a story on its website involving a close ally of President Trump.

The article was removed from CNN.com late last week after the network decided it could not fully stand by its reporting.

The resignations are a black eye at a sensitive moment for the news organization, which has emerged as a regular target of Mr. Trump and his supporters.»

Al momento attuale sono nove i giornalisti licenziati in tronco e la questione è approdata al Senato americano.

La Cnn corre il serio pericolo di essere chiusa ope legis.

«un sondaggio realizzato il mese scorso da Norc Center per l’Ap indicava che il 57 per cento degli americani ritenevano giuste le azioni dei tribunali che avevano bloccato il ‘travel ban’ voluto dal presidente»

*

Ciò premesso, perché sia ben chiara l’entità dello scandalo, constatiamo come adesso i giornali e le riviste americane stiano cercando di mentire un po’ meno.

«un sondaggio Politico-Morning Consult, in base al quale, dopo mesi di controversie giuridiche legate all’ordine esecutivo del presidente, il 60 per cento approva la norma, con un 28 per cento di contrari»

*

«la stragrande maggioranza degli elettori repubblicani è favorevole alle restrizioni imposte ai viaggiatori provenienti dai Paesi musulmani (84 per cento), mentre solo il 41 per cento dei democratici appoggia il provvedimento, che riscuote il consenso anche degli indipendenti, che al 56 per cento si dicono a favore del ‘travel ban’»

* * * * * * * *

Ci sia consentita un’unica considerazione.

Se da una parte non si può che essere soddisfatti della vergognosa, ignominiosa figura fatta dalla Cnn, dal New York Times e dall’Associated Press per aver mentito in modo continuativo e tracotante, dall’altra non so può negare che la cosa dispiaccia.

Cnn, New York Times, Associated Press e tutti i media liberal democratici, proprio perché riportavano con estrema enfasi notizie clamorosamente false, erano, e speriamo che rimangano, il principale mezzo propagandistico del Presidente Trump.

Ben difficilmente Mr Trump avrebbe potuto conquistare la Presidenza e la maggioranza al Congresso ed al Senato, nonché vincere cinque elezioni suppletive consecutive senza questo inaspettato aiuto dei media liberal democratici, che si sono qualificati con le loro stesse mani.


Rai News. 2017-07-07. Sondaggio Usa: 6 americani su 10 favorevoli al ‘Travel ban’.

La maggioranza degli elettori Usa è favorevole al ‘travel ban’ imposto dal presidente Donald Trump ai visitatori provenienti da sei Paesi a maggioranza musulmana. Lo rivela un sondaggio Politico-Morning Consult, in base al quale, dopo mesi di controversie giuridiche legate all’ordine esecutivo del presidente, il 60 per cento approva la norma, con un 28 per cento di contrari. Il risultato del sondaggio, che nel quesito non fa riferimento a Trump e si limita ad enunciare le misure introdotte, è in contrasto con altre precedenti rilevazioni. Ad esempio, un sondaggio realizzato il mese scorso da Norc Center per l’Ap indicava che il 57 per cento degli americani ritenevano giuste le azioni dei tribunali che avevano bloccato il ‘travel ban’ voluto dal presidente. Analizzando il risultato del sondaggio Politico-Morning Consult, risulta che la stragrande maggioranza degli elettori repubblicani è favorevole alle restrizioni imposte ai viaggiatori provenienti dai Paesi musulmani (84 per cento), mentre solo il 41 per cento dei democratici appoggia il provvedimento, che riscuote il consenso anche degli indipendenti, che al 56 per cento si dicono a favore del ‘travel ban’.


Politico. 2017-07-07. Poll: Majority of voters back Trump travel ban

A clear majority of voters support President Donald Trump’s travel ban on visitors from six predominantly Muslim countries, according to a new POLITICO/Morning Consult poll.

Polling on the travel restrictions has varied wildly since the Trump administrationunveiled the first executive order on travel in late January. But after months of litigation and controversy, 6-in-10 voters back the ban — and the survey suggests the actual policy may be more popular when separated from the president.

Asked whether they support or oppose the State Department’s “new guidelines which say visa applicants from six predominately Muslim countries must prove a close family relationship with a U.S. resident in order to enter the country,” 60 percent of respondents said they support the guidelines, and only 28 percent oppose them.

The POLITICO/Morning Consult question doesn’t mention Trump, nor does it refer to the president’s executive orders on immigration. That contrasts with other polls, which mostly show greater opposition to the policy. An Associated Press-NORC Center poll last month showed a 57 percent majority of Americans thought courts were acting rightly in blocking the travel ban. That was conducted before the Supreme Court’s per curiam decision last week to let some elements of the ban go into effect while the high court waits to hear the case in the fall.

Republicans overwhelmingly back the restrictions, the poll shows. Eighty-four percent of GOP respondents support the ban, while 9 percent oppose it. But the policy is also popular among independent respondents: 56 percent support it, compared with 30 percent who oppose it. Democrats tilt slightly against the ban, with 41 percent supporting it, and 46 percent in opposition.

The wording of the poll question in the new survey differs from that in a March poll, after Trump signed a revised executive order in an effort to comply with lower-court rulings against the initial ban. In March, respondents were asked whether they “approve or disapprove of a revised executive order that prohibits persons from six predominantly Muslim countries without visas from entering the United States for 90 days and halting the processing of refugees for 120 days.” Then, 56 percent of voters approved of the order, and 33 percent disapproved.

“Since we last asked about Trump’s travel ban, we’ve seen a drop in those who oppose the executive order,” said Kyle Dropp, Morning Consult chief research officer and co-founder. “Though, we’ve also seen an uptick in those who do not have any opinion on the matter or have yet to settle on one.”

Though the poll shows solid support for the ban, it also suggests voters are open to broader exemptions for visitors from those countries who have family living in the United States than the ones outlined by the State Department. Eighty percent of respondents think travelers from those six countries should be admitted to the U.S. if they have a parent living in America, and 78 percent think they should be admitted to join a spouse or child in the country; all three are permitted under the directive.

Nearly three-quarters, 73 percent, said they think travelers with a sibling in the U.S. should be admitted, which the policy allows. Sixty-seven percent said they think travelers with a grandparent in the country should be admitted, though the policy allows neither grandparents nor grandchildren from claiming those relationships to obtain a visa.

The policy allows travelers from the six countries to enter if they have a parent, parent-in-law, spouse, child, adult son or daughter, son-in-law, daughter-in-law, sibling or half sibling, including step relationships, in the country.

But grandparents, grandchildren, aunts, uncles, nieces, nephews, cousins, brothers-in-law, sisters-in-law and any other “extended” family members may not claim those relationships.

The poll, which was conducted June 29-30, includes 1,989 registered voters and has a margin of error of plus or minus 2 percentage points.