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Italia. Mentre il Governo si balocca, gli Elettori abbandonano PD e M5S.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-11-12.

2019-11-12__Italia Sondaggi 001

Gli ultimi sondaggi elettorali della Swg sono tranchant.

Su scala nazionale, il M5S si attesterebbe al 15.8% ed il PD al 18.6%. Sommati assieme, raggranellano un 34.4%.

Prosegue implacabile la devoluzione socialista: gli Elettori sono in fuga.

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Nel 2020 si terranno le elezioni per il rinnovo dei governi regionali in otto regioni, delle quali, tranne Liguria e Veneto, sei sono ancora a giunta rossa: Emilia Romagna, Calabria, Campania, Marche, Puglia, Toscana.

Sembrerebbe essere del tutto ragionevole ipotizzare che, in assenza di fatti nuovi di grande impatto sulla gente, Lega e centrodestra potrebbe conquistarsele tutte ed otto, con tutte le conseguenze del caso.

Mr Zingaretti, Mr Di Maio e Mr Conte si avviano a replicare quanto successo alla battaglia di Mazinkert, quando l’Imperatore Romano IV Diogne si ritrovò praticamente da solo contro l’esercito turco del Sultano Selgiuchide Alp Arslan: tutte le truppe lo avevano abbandonato.

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2019-11-03__Regioni__002

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Italia. Sondaggi. M5S 15.8%, PD 18.5%.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-11-11.

2019-11-10_Sondaggi Italiani

Gli ultimi sondaggi elettorali italiani sono confrontati per alcuni, disastrosi per altri.

Il M5S sarebbe sceso al 15.8%, proseguendo senza sosta il suo declino elettorale

Ma neanche il partito democratico scherza: nell’ultimo sondaggio è quotato 18.5%.

Lega e centrodestra sembrerebbero invece in ottima salute.

Si direbbe che gli Elettori non gradiscano poi molto essere considerati pecore da tosa.

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Plastic e sugar tax, auto aziendali e Quota 100, le incognite della manovra

Plastic e sugar tax: incasso di tre miliardi, ma si discute sulle aliquote

È forse la tassa più contestata di tutta la manovra, ma anche quella che porterebbe fin da subito il maggior gettito fiscale nelle casse dello Stato. Ma sulla «plastic tax» molto può ancora cambiare in Parlamento dove è iniziato l’esame. Ora il testo è in Senato, dove si punta a licenziarlo in tempi brevi per inviarlo poi alla Camera non oltre il 2-3 dicembre. La tassa sulle microplastiche prevede il prelievo di un euro al chilo per tutti gli imballaggi usati una sola volta per trasportare o contenere prodotti alimentari. Il gettito sarebbe di poco più di un miliardo di euro per il 2020 e 1,8 per il 2021. Una misura subito criticata da tutto il mondo produttivo che la vive come un dazio applicato però su un prodotto italiano: «Penalizza le aziende senza dar loro il tempo di riposizionarsi o adottare possibili alternative tecnologiche», attacca Confindustria. Ecco allora che tra le ipotesi di modifica durante i lavori parlamentari (per presentare gli emendamenti al Senato c’è tempo fino al prossimo sabato), c’è quella di far slittare a luglio l’entrata in vigore dell’imposta, oggi prevista per aprile 2020. E anche di rimodulare le cifre che potrebbero scendere a 40-60 centesimi al chilo e solo per alcuni prodotti. Stessa cosa varrebbe anche per la «sugar tax» sulle bevande zuccherate da cui il governo prevede di incassare 233 milioni nel 2020.

Auto aziendali, la tassa che non piace a nessuno

L’obiettivo è quello di favorire scelte più ecologiche come spiega lo stesso premier Giuseppe Conte: «Orientare l’acquisto di auto aziendali verso l’ibrido o l’elettrico è una scelta politica». Ma la tassa sulle auto aziendali inserita nella prossima manovra economica fa arrabbiare quasi tutti. Dalla rimodulazione dell’imposta, il governo conta di incassare 332 milioni di euro nel 2020 per poi salire gradualmente a 378 nel 2022. Ad essere colpite sono le auto aziendali la cui tassazione a carico dei dipendenti raddoppierebbe dall’attuale 30% al 60%; quelle più inquinanti pagherebbero il 100%. Resterebbero escluse le auto ibride ed elettriche. Ma nonostante la retromarcia — la prima versione della misura prevedeva la tassa per tutte le auto senza distinzioni —, tutti restano contrari alla misura, anche dentro l’esecutivo con i renziani di Italia Viva pronti a dare battaglia. «L’imposta verrà radicalmente rivista», promette però il viceministro dell’Economia Antonio Misiani: «È giusto differenziare l’aliquota in relazione al grado di inquinamento delle vetture, ma l’impatto è sicuramente eccessivo». Non si esclude quindi un dietrofront, che potrebbe passare per uno slittamento dell’entrata in vigore dell’imposta di almeno 6 mesi o al 2021, o addirittura per la sua eliminazione.

Lavoro e previdenza, ipotesi rinvio cuneo fiscale

Nella manovra economica da circa 30 miliardi di euro ci sono dei conti da far quadrare. Eventuali modifiche e rimodulazioni decise durante l’esame del Parlamento vanno però bilanciate con nuovi tagli o nuove entrate. Così ecco che il taglio del cuneo fiscale, cioè il costo del lavoro, che prevede uno stanziamento solo per il 2020 di tre miliardi (diventano 5 a regime), potrebbe subire un ridimensionamento o addirittura slittare, magari per ridurre o eliminare l’impatto delle microtasse molto contestate anche nella stessa maggioranza, plastic tax su tutte. In realtà la misura per ridurre tasse e contributi previdenziali coinvolgerebbe oltre 10 milioni di lavoratori dipendenti a basso reddito è stata espressamente voluta dal Pd, che difficilmente accetterebbe quindi un suo ritocco. Ma non si esclude un braccio di ferro anche tra gli alleati di governo per rivederla. Stesso discorso si può fare per Quota 100 la cui sperimentazione è stata confermata fino al 2021, poi scomparirà. E intanto però ha fatto risparmiare allo Stato un miliardo solo per il 2019 grazie alle adesioni inferiori rispetto alle stime e, come ha raccontato ieri il presidente dell’Inps Pasquale Tridico al Corriere, «nel 2020 si stimano non meno di 2 miliardi di risparmi su circa 8 di spesa prevista». Un tesoretto che non passa inosservato.

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Italia. Sondaggi. PD e M5S sotto il 18%.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-11-09.

2019-11-05__Sondaggi__001

Questo è l’ultimo sondaggio Swg pubblicato il 4 novembre. Si direbbe che ogni giorno che passa PD e M5S perdono consenso nell’Elettorato. A nostro sommesso avviso conta molto poco che stiano attuando un loro ben determinato progetto, che gratifica sicuramente il superego della dirigenza e degli iscritti, allontanandone però sempre più gli Elettori.

Così facendo si avviano a diventare cascami politici, avulsi dalla realtà, rendendosi impossibile un futuro recupero. Se questa constatazione renderà tripudianti gli Elettori di centrodestra, nel contempo lascerà amaraggiati tutti gli Elettori che una volta avevano creduto nella sinistra.

L’Italia sembrerebbe avviarsi verso una situazione in cui ad un possente centrodestra si opporrebbero solo piccoli parititini, litigiosi come i famosi tacchini di Renzo.


2019-11-02__Sondaggi 001

L’intervista rilasciata dall’on Bersani sintetizza al meglio l’attuale situazione.

Bersani: «L’Emilia val più di un governo. I 5 Stelle da soli? Idea balzana»

Ha paura di perdere? «Nutro fiducia, però la gara è dura. Nel mondo c’è un’onda di destra che in Italia assume caratteristiche pericolosamente regressive».»

Perché la sinistra non è in grado di fare argine? «C’è chi, come di Maio, coltiva questa balzana idea che si possa fare da soli, restando ciascuno a casa sua. Invece bisogna creare una novità che faccia dire “non sono il Pd, la sinistra e il M5S di prima”».

Quanto fa male il crollo della roccaforte umbra? «Dal 2014 noi le roccaforti le abbiamo perse tutte. Quindi cos’è la sconfitta annunciatissima dell’Umbria? È ancora non aver trovato il bandolo per reagire».

Se viene giù anche l’Emilia Romagna, Conte cade? «L’elettorato grillino ha in mano una bella responsabilità. È indecente che una regione che vale più di un governo venga presa in ostaggio per una resa dei conti nazionale».

Il suo appello a Di Maio? «Caro Di Maio, la destra ha usato il governo con i 5 Stelle come sgabello, ma adesso non ne avrà più bisogno. Immaginarsi nel solipsismo assomiglia a un cupio dissolvi. Che siano da soli, che siano in compagnia della destra o della sinistra, i 5 Stelle nelle elezioni amministrative hanno un problema piuttosto serio. E dire “saremo l’ago della bilancia” non porta lontano».

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Quello dell’on Bersani è un punto di vista da prendersi nella dovuta considerazione. A nostro sommesso parere, sarebbero due i concetti di fondo.

«Dal 2014 noi le roccaforti le abbiamo perse tutte»

«balzana idea che si possa fare da soli»

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Il primo concetto è parzialmente condivisibile: è una mezza verità, e come tale dovrebbe essere soppesata. Se è vero che l’Elettorato stia abbandonando il partito democratico, sarebbe anche vero constatare come la Lega sappia ascoltare il popolo e comprenderne i reali problemi. Questo concetto meglio si attaglia al M5S, la cui dirigenza ha privilegiato i desiderata degli iscritti ignorando il fatto che alla fine chi decide sul campo sono gli Elettori. E le elezioni umbre hanno chiaramente dimostrato che solo un misero 7.4% dell’Elettorato condivide le idee politiche ed economiche di Mr Di Maio.

Il secondo concetto gronda un elementare buonsenso. Scopo della politica è aggregare i consensi, non generare continue contrapposizioni e scissioni. Ma l’opera di aggregazione ha come presupposto di base che le parti aggregande condividano simili Weltanschauung, cosa che non è per il PD ed il M5S.

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Le basi dell’attuale sfacelo della sinistra erano state accuratamente enunciate, e quindi perseguite, dall’on Zingaretti in persona a fine agosto

Direzione PD e programma di Zingaretti.

«La Direzione del Pd ha approvato un ordine del giorno che ripercorre la relazione di Nicola Zingaretti dando il mandato a aprire una trattativa per verificare la possibilità di “un governo di svolta per la legislatura”, in “discontinuità” col precedente. Il documento è stato approvato per acclamazione all’unanimità»

«Il governo giallo verde caduto ieri “è stato uno dei peggiori della storia della Repubblica, dopo 14 mesi è fallito”»

«”Il problema non è l’esercizio provvisorio, ma la manovra mostruosa che abbiamo davanti” e che ammonta ad almeno 23 miliardi. “Togliamoci dalla testa che trovare 23 miliardi sia facile»

«Un eventuale nuovo governo deve essere “di svolta, di legislatura” altrimenti “è meglio andare alle urne”»

«”Appartenenza leale all’Unione europea; pieno riconoscimento della democrazia rappresentativa, a partire dalla centralità del parlamento; sviluppo basto sulla sostenibilità ambientale; cambio nella gestione di flussi migratori, con pieno protagonismo dell’Europa; svolta delle ricette economiche e sociale, in chiave redistributiva, che apra una stagione di investimenti”»

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Per fare un gran bel regalo a Salvini ed alla Lega, Zingaretti ed il PD hanno imposto al nascente governo rosso-giallo l’incondizionata adesione all’ideologia liberal socialista europea. Scelta lecita e coerente con il pregresso sentire delle radici comuniste del partito democratico, ma quasi del tutto aliene all’attuale Elettorato italiano. M5S lì per lì sembrava avesse accettato, ma nei fatti ha assunto un comportamento ambiguo, come quando in sede dell’europarlamento il pd ha votato la mozione pro-immigranti e pro-ngo mentre gli eurodeputati grillini hanno votato contro. Né ha giovato la riapertura dei porti alle navi delle ngo. La presa di posizione del ministro Fioramonti ha poi alienato parte notevole dell’Elettorato, nel momento in cui aveva sostenuto la necessità di rimuovere i Crocefissi dalla scuole.

Ma il colpo di grazia è stato dato dal minuetto su di una manovra finanziaria che a conti fatti randella sul cranio i miserandi Cittadini Contribuenti, che poi sono anche Elettori. Il Governo rosso-giallo odia i lavoratori autonomi, gli imprenditori e le imprese: ha ben compreso come la borghesia la si uccida con le tasse.

M5S si è aggiunto l’etichetta di ‘partito delle tasse‘ a quella già issata di ‘partito dei no‘.

Ma la chicca migliore è stata l’uscita di Mr Grillo, quando ha prospettato la revoca della potestà elettorale ai pensionati.

Ecco l’ultima sparata di Grillo: “Togliamo il voto agli anziani?”

Nulla da stupirsi se i pensionati non abbiano votato M5S.

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«La vittoria del centrodestra non era certamente inattesa e dopo quasi 50 anni ha sancito il tramonto del centrosinistra; piuttosto ha suscitato sorpresa la notevole distanza tra la vincitrice Donatella Tesei (esponente della Lega sostenuta dal centrodestra) e lo sconfitto Vincenzo Bianconi (candidato indipendente sostenuto dal centrosinistra e dal M5S)»

«La Lega si conferma il primo partito con il 34,3%, in crescita di 3,5%, seguito dal M5s con il 17,9%, in calo di 2,9%, e dal Pd che arretra di 2,3%, attestandosi al 17,2%. A seguire Fratelli d’Italia (9,8%) che da fine agosto nei sondaggi ha sorpassato Forza Italia, oggi al 6,2% alla pari di Italia viva che fa segnare un aumento dell’1,4%.»

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Il 26 gennaio si terranno le elezioni regionali in Emilia Romagna.

Se il Governo Zingaretti rosso-giallo non riuscisse a conservare il governo di questa regione sarebbe l’inizio della sua fine.

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Corriere. 2019-11-01. Sondaggio | La Lega vola al 34,3%, giù Pd e 5 Stelle: è l’«Effetto Umbria» (e Fratelli d’Italia è al 9,8%)

Brusco calo dei due alleati di governo: entrambi sotto il 18. Tiene Conte, sale Renzi. Le opinioni degli italiani sono più nette riguardo alle prospettive future dell’esecutivo.

Le elezioni regionali umbre sono state precedute da un clima di grande attesa e seguite dalla consueta netta contrapposizione tra chi considera il risultato un giudizio sul governo (reclamando elezioni politiche) e chi minimizza la portata della sconfitta, considerandola solamente una consultazione locale. Ma cosa ne pensano gli elettori? E, soprattutto, qual è l’impatto del voto in Umbria sugli orientamenti a livello nazionale e, più in generale, sul clima politico? La vittoria del centrodestra non era certamente inattesa e dopo quasi 50 anni ha sancito il tramonto del centrosinistra; piuttosto ha suscitato sorpresa la notevole distanza tra la vincitrice Donatella Tesei (esponente della Lega sostenuta dal centrodestra) e lo sconfitto Vincenzo Bianconi (candidato indipendente sostenuto dal centrosinistra e dal M5S). Gli elettori si dividono riguardo all’interpretazione dell’esito elettorale: il 38% lo attribuisce alle dinamiche nazionali, in particolare alla sfiducia nella nuova alleanza di governo PdM5S e alla forza del centrodestra unito; ad essi si contrappone il 38% che considera il voto umbro una conseguenza della crisi economica che ha colpito la regione unitamente allo scandalo della sanità. Prevedibilmente, gli elettori dell’opposizione accentuano la prima lettura, mentre quelli della maggioranza la seconda.

Conte stabile

Le opinioni degli italiani sono più nette riguardo alle prospettive future dell’esecutivo: infatti il 56% prevede che dopo la sconfitta dell’alleanza Pd-M5S in Umbria, il governo affronterà qualche difficoltà ma non entrerà in crisi, mentre il 17% si aspetta la conclusione dell’esperienza giallo-rossa. Dopo un mese caratterizzato da una progressiva crescita dell’apprezzamento del governo, le valutazioni odierne fanno segnare un arretramento significativo rispetto a 3 settimane fa (-7 punti): il 36% esprime un giudizio positivo, mentre il 50% dà un giudizio negativo, di fatto riportando il gradimento al livello registrato all’inizio del mandato. Al contrario le valutazioni su Conte, che pure nei giorni precedenti il voto umbro ha partecipato alla campagna elettorale a favore di Bianconi, si mantengono sostanzialmente stabili rispetto a tre settimane fa: il 48% esprime apprezzamento per il premier contro il 43% di giudizi negativi. Quanto agli altri leader, Salvini e Meloni fanno segnare una crescita significativa, rispettivamente di 5 e 7 punti, attestandosi il primo al 40% e la seconda al 36%; Renzi è in lieve crescita (dal 12% al 14%), mentre Di Maio e Zingaretti arretrano di 5 e 7 punti, risultando graditi al 21% e al 16% degli elettori. Berlusconi risulta stabile al 15%.

Renzi sale

Da ultimo gli orientamenti di voto che, analogamente ai giudizi sui leader e come da tradizione, premiano chi ha vinto e penalizzano chi ha perso le elezioni, confermando il famoso aforisma di Ennio Flaiano, che dipingeva gli italiani come un popolo abituato ad andare in soccorso al vincitore. La Lega si conferma il primo partito con il 34,3%, in crescita di 3,5%, seguito dal M5s con il 17,9%, in calo di 2,9%, e dal Pd che arretra di 2,3%, attestandosi al 17,2%. A seguire Fratelli d’Italia (9,8%) che da fine agosto nei sondaggi ha sorpassato Forza Italia, oggi al 6,2% alla pari di Italia viva che fa segnare un aumento dell’1,4%. Da segnalare infine la crescita di Europa Verde che passa dall’1,2% al 2,2% e la flessione delle forze di Sinistra dal 2,8% all’1,7%. Il sondaggio odierno conferma la fluidità delle opinioni degli italiani: il governo e le forze della maggioranza pagano pegno, con l’eccezione di Renzi e di Italia viva che fanno segnare un miglioramento; tra i vincitori la Lega ritorna ai valori ottenuti alle elezioni europee, Salvini aumenta il proprio consenso (che tuttavia è ancora distante dai livelli ottenuti prima della fine del governo gialloverde) come pure Giorgia Meloni e FdI, mentre Forza Italia e il suo leader non beneficiano del successo. Il presidente Conte esce indenne dalla sconfitta della sua maggioranza nel voto regionale a conferma del credito di cui gode nel Paese che, tuttavia, potrebbe essere messo a dura prova dalla scarsa coesione che nelle ultime settimane le forze della maggioranza hanno palesato. Insomma, pur essendo una consultazione locale, il voto umbro ha lasciato il segno, in attesa di quello in Emilia-Romagna, a gennaio, il cui risultato potrebbe essere incerto. Al contrario la certezza, granitica, è che il prossimo voto regionale rappresenterà per tutti un’ordalia, come sempre.

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Emilia Romagna. Sondaggi. M5S 8% – 12%.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-11-07.

Emilia Romagna 001

Gli ultimi sondaggi in Emilia Romagna darebbero il M5S oscillante tra l’8% ed il 12%.

Ancora un po’ di tempo con Di Maio egemone e di coalizione non se ne parlerà più per latitanza del M5S: scomparso.

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Elezioni Emilia Romagna sondaggio: dati clamorosi e inattesi. Ecco chi vince

«Secondo le stime, elaborate su base regionale, di Roberto Baldassari (direttore generale di MG Research) per Affaritaliani.it attualmente in Emilia Romagna la Lega risulta nettamente il primo partito con una percentuale tra il 31 e il 35% (valore centrale della forchetta 33%). Fratelli d’Italia secondo partito del Centrodestra, come in Umbria, con il 6,5-8,5% (valore centrale 7,5%). Forza Italia si attesta tra il 4 e il 6% (valore centrale 5%). Altri di Centrodestra 0-2% (valore centrale 1%). Totale della coalizione di Centrodestra (valore centrale) 46,5%.

Il Partito Democratico è la seconda forza dell’Emilia Romagna con il 25-29% (valore centrale 27%). Italia Viva si attesta al 4,5-6,5% (5,5%), i Verdi valgono al momento 1,5-3,5% (2,5%), la Sinistra 0,5-2,5% (1,5%) e altri di Centrosinistra sono al 0-2% (1%). Totale della coalizione guidata dal Pd 37,5% (valore centrale), ben nove punti in meno del Centrodestra a trazione Lega.

Il Movimento 5 Stelle, in base alle stime di Baldassari, vale tra l’8 e il 12% (valore centrale 10%) e quindi insieme alla coalizione di Centrosinistra (che diventerebbe così molto variegata e difficile da tenere insieme) si raggiungerebbe come valore centrale il 47,5%, praticamente un testa a testa con il Centrodestra.

Il Partito Comunista di Marco Rizzo, che non fa assolutamente alcuna alleanza, si attesta tra lo 0,5 e il 2,5% (valore centrale 1,5%) e altri partiti o liste civiche sono al 3,5-5,5% (valore centrale 4,5%). Numeri alla mano, quindi, senza un ampia coalizione Pd-M5S-IV-altri la vittoria di Salvini-Meloni-Berlusconi anche in Emilia Romagna è praticamente certa.»

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Italia. Sondaggio TP. Salvini ringrazia Mr Casaleggio, Zingaretti e Di Maio.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-11-02.

2019-11-02__Sondaggi 002

Grazie alla fattiva collaborazione del partito dei ‘No’ e ‘delle tasse’, Salvini si ingrassa ed il centrodestra cresce.

Se poi Casaleggio, Zingaretti e Di Maio importassero ancora una qualche milionata di migranti clandestini illegali ed aumentassero ancora un po’ la pressione fiscale, allora Salvini conferirebbe loro la tessera di Soci Fondatori della Lega.

Potrebbero appaltare la riscossione delle tasse ad Alì Babà ed ai suoi quaranta ladroni: quelli almeno erano brava gente.

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Umbria. Sondaggi da diluvio universale.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-10-26.

2019-10-26__Umbria 001

Dall’Umbria arrivano sondaggi da diluvio universale.

Li verificheremo domani alle ore 23.

Ma se fossero anche solo approssimatamente veri, Zingaretti, Di Maio e Conte si suicideranno.

«Del resto, che le vicende della politica nazionale abbiano riflessi evidenti sul voto locale lo dimostrano le tante elezioni regionali che si sono svolte dopo il 4 marzo 2018: Molise, Friuli-Venezia Giulia, Valle d’Aosta, Trentino-Alto Adige, Abruzzo, Sardegna, Basilicata e infine Piemonte (rigorosamente in ordine cronologico) hanno fornito via via la dimostrazione che il centrodestra si stava rafforzando»

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I «sondaggi pessimi» che circolano sull’Umbria

Amedeo La Mattina racconta oggi su La Stampa gli ultimi giorni di campagna elettorale in Umbria e conferma che tira una brutta aria per il primo tentativo di alleanza tra MoVimento 5 Stelle e Partito Democratico su base regionale, perlomeno dal punto di vista dei sondaggi:

    Circolano sondaggi pessimi: perfino dieci punti di differenza dalla candidata del centrodestra, la leghista Donatella Tesei, senatrice ed ex sindaco di Montefalco. Nonostante non abbia lasciato un buon ricordo nei bilanci del suo comune, il vantaggio sembra incolmabile. Al punto che l’Umbria potrebbe trasformarsi nella tomba dell’alleanza giallo-rossa, quantomeno alle regionali. I grillini sperano che alla fine la distanza si fermi al 4%, che in questo rush finale si possa salvare il salvabile.

    E infatti sono venuti in massa, dal premier Giuseppe Conte (oggi di nuovo a Perugia) al ministro dell’economia Roberto Gualtieri, il quale ieri ha tirato fuori il politico che è in lui ma sbilanciandosi un po’ troppo: «Il clima sta cambiando a nostro favore, invece dall’altra parte vedo una manifestazione (quella del centrodestra a San Giovanni) che si riduce a qualche slogan ma proposte per il Paese zero». È venuto il segretario del Pd Nicola Zingaretti, desaparecido Matteo Renzi che in questa sconfitta non vuole mettere la faccia, però ieri c’era Teresa Bellanova, la sua massima rappresentante al governo, ma non per fare campagna elettorale. È venuta a parlare di agricoltura, la materia del dicastero.

A questo si aggiunge anche l’ombra della recessione in arrivo in Regione e le campagne parallele del Partito Democratico e del MoVimento 5 Stelle:

    Navigare controcorrente. Questo sta facendo da un mese Vincenzo Bianconi, 47 anni, albergatore del lusso, candidato di Pd e 5S alla presidenza dell’Umbria. La strana alleanza. Anche qui Di Maio e Zingaretti non si sono mai fatti una foto insieme, tappe separate, mai un abbraccio su un palco, magari alzando le braccia del candidato sfavorito. Eppure lui li ha pregati: «Per favore, organizziamoci». Un po’ di entusiasmo, diamine. Niente da fare, a meno di cambi in agenda imprevisti. «Forse è giusto così — confessa il pompiere Dario Franceschini — . È un’alleanza troppo giovane, bisogna andare per gradi».

    La verità è che i due alleati sono in una continua fase di studio. Il segretario del Pd non sa ancora se può fidarsi del capo politico del Movimento, a maggior ragione dopo le voci di un asse con Renzi (che qui in Umbria si è proprio defilato). Gli elettorati Pd e 5S sono in realtà concorrenziali. I secondi hanno succhiato il sangue dei primi attaccandoli, oggi invece sono nella stessa coalizione. Quindi funziona così: Di Maio gira le aziende promettendo aiuti sull’export, sviluppo, crescita e se c’è Bianconi si limita a un «diamo una mano a questo ragazzo». Zingaretti tocca altre corde: il civismo umbro, la sua storia, l’efficienza amministrativa che la sinistra ha garantito per anni.

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Regno Unito. Sondaggi Elettorali.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-10-26.

2019-10-23__Regno Unito 001

La situazione politica nel Regno Unito è davvero fluida e nessuna opzione potrebbe essere esclusa, ivi comprese le elezioni anticipate.

Questi sono i sondaggi ritenuti essere i più attendibili.

Si tenga conto come le percentuali su base nazionale non corrispondono al numero di seggi ottenuti, perché si vota per collegi uninominali. Così, l’SNP con solo il 3.2% delle intenzioni di voto, si aggiudicherebbe 48 seggi.

I Conservatori avrebbero una maggioranza di 58 seggi.

2019-10-23__Regno Unito 002

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Zingaretti. ‘Attenti che gli italiani non sono coglioni’. Sondaggi.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-10-25.

Gufo_002__

Zingaretti non ha mentito due volte.

La prima volta quando ha detto di chiamarsi Zingaretti.

La seconda quando ha detto ‘Attenti che gli italiani non sono coglioni’.

Lega e centrodestra sono vivi e vegeti, mentre l’alleanza PD – M5S soffre di coliche addominali: che vada bene potrebbe essere solo nefrolitiasi, ma potrebbe anche trattarsi di un volvolo.

Riportiamo i dati relativi agli ultimi sondaggi pubblicati, avvertendo che l’errore di campionamento è ±3.5 punti percentuali.

2019-10-21__Sondaggi 001

2019-10-21__Sondaggi 002

Solo un 32% – 30% degli intervistati ha fiducia in questo Governo, mentre il 54% – 56% non nutre in esso fiducia alcuna. Si noti anche il basso numero dei ‘senza opinione’.


«L’ultimo sondaggio in ordine cronologico relativo alle elezioni regionali in Umbria che si terranno il prossimo 27 ottobre ha rilevato una crescita dei consensi del centrodestra. Secondo la società SGW al 14 ottobre, la candidata di centrodestra, Donatella Tesei si attesterebbe tra il 48 ed il 52% mentre l’imprenditore Vincenzo Bianconi, scelto dal Partito Democratico e dal Movimento 5 Stelle, tra il 41 ed il 45%. Molto più staccato il candidato civico Claudio Ricci tra il 3 ed il 5%. Nello specifico, secondo quanto raccolto da SGW, il primo partito tra le preferenze dell’elettorato sarebbe la Lega che è cresciuta di circa 1 punto durante l’ultima settimana attestandosi al 33,2%. Dietro, leggermente in ribasso secondo i dati, il Partito Democratico al 19,4% seguito dal M5S al 18,6%. Al quarto posto, anch’egli in crescita, il partito di Giorgia Meloni Fratelli d’Italia al 7,6% davanti ad Italia Viva di Matteo Renzi (5,3%) e Forza Italia (5,1 %). Infine al 3,1% Sinistra Italiana, seguita dai Verdi e da +Europa, entrambi al 1,9%, e da Cambiamo! di Giovanni Toti al 1,6%.»

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Salvini ringrazia i zelanti supporter Zingaretti, Di Maio e Renzi. Lega al 34%.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-10-22.

2019-10-22__Salvini 001

Salvini, Meloni e tutto il centrodestra ha indetto un solenne triduo di ringraziamento.

I signori Zingaretti, Di Maio e Renzi stanno facendo tutto il loro possibile per litigarsi in modo acerrimo, e dandone ampia risonanza pubblica. E quando fanno qualcosa, come la bozza della manovra, se la fanno bocciare persino dai loro signori e padroni dell’Unione Europea. Avere degli avversari politici di tal fatta è vera manna dal Cielo!

Farli andare al governo a perpetrare scempiaggini è stata mossa scaltra.

Fatturato ed Ordini Industria. Ordini esteri -16.3%.

Governo Zingaretti. Continua massiccia la importazione dei migranti.

E che dire della pagliacciata della manovra? Quel testo ha fatto schifo persino ai loro sodali europei.

Banca di Italia. Un quadro sconfortante. Debito/pil al 135.7%.

EU boccia la manovra. ‘Non rispetta target su debito’

Governo. Si litigano come bagasce ai trogoli. Conte supplica la unità.

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Ecco quanto Mr Zingaretti ha esternato agli italiani:

«Noi saremo molto responsabili. Diciamo ai nostri alleati: “Secondo me si può andare avanti”. Ma nessuno continui o ricominci a piantare le bandierine sulle proprie identità, perché di questo gli italiani sono stanchi. Questo è un popolo molto paziente, gli abbiamo fatto delle promesse. È calmo. Ma gli italiani non sono dei coglioni. E quindi ora bisogna mantenere gli accordi, e bisogna rispettarli. Perché altrimenti si arrabbiano, e giustamente ci sarà una rivolta.» [Nicola Zingaretti]

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«gli italiani sono stanchi»

«Ma gli italiani non sono dei coglioni»

«altrimenti si arrabbiano, e giustamente ci sarà una rivolta»

Al momento la rivolta si materializza nei risultati dei sondaggi di propensione al voto, ma non è assolutamente detto che in un domani non si arrivi ad una nuova rivoluzione francese, con tanto di ghigliottine in funzione.

Nota importante.

Questo sondaggio è stato fatto su base nazionale: non è quindi estrapolabile alla situazione della Regione Umbria.