Pubblicato in: Devoluzione socialismo

Italia. Sondaggi ponderati. Cdx 48.8%, Csn 42.2%.

Giuseppe Sandro Mela.

2020-05-31.

2020-05-30__Sondaggi 001

La Supermedia YouTrend/Agi è una media ponderata dei sondaggi nazionali sulle intenzioni di voto, realizzati dal 14 al 27 maggio dagli istituti EMG, Euromedia, Ixè, Piepoli, SWG e Tecnè. La ponderazione è stata effettuata il giorno 28 maggio sulla base della consistenza campionaria, della data di realizzazione e del metodo di raccolta dei dati.

Da un punto di vista statistico sembrerebbe essere la migliore approssimazione oggi possibile della propensione a voto degli italiani.

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Calano le forze di maggioranza, Fratelli d’Italia al 14,5%. Gli ultimi sondaggi.

I dati della supermedia a cura di YouTrend e Agi: PD al 20,6 (-0,4), M5S al 15,9 (-0,1), Italia Viva 3,0 (-0,2). Tra le opposizioni, Forza Italia al 7,1 (+0,4), Lega al 26,3 (-0,3). Cresce ancora Azione: 2,3 (+0,3).

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AGI – La politica italiana assomiglia sempre più a una “corsa a 4”, uno strano tetra-polarismo in cui i consensi delle prime quattro forze politiche – due di governo e due di opposizione – tendono a convergere, mantenendo una loro identità ben distinta e un approccio competitivo nonostante le alleanze che li legano (più o meno formalmente).

È questo il quadro disegnato, questa settimana, dalla nostra Supermedia dei sondaggi sulle intenzioni di voto. La Lega è il primo partito, ma perde ancora un po’ di terreno attestandosi al 26,3% (-0,3% in due settimane), mentre il Partito democratico rimane in seconda posizione distanziato di oltre 5 punti, al 20,6%.

Terzo è il Movimento 5 Stelle (15,9%) a cui si riavvicina, anche questa settimana, Fratelli d’Italia, che fa nuovamente segnare il suo nuovo record di sempre con il 14,5% (+0,3%). La distanza tra FDI e la Lega, che a inizio aprile era di oltre 16 punti, si è oggi ridotta a meno di 12.

Se i rapporti tra PD e M5S da un lato e il centrodestra dall’altro sono comprensibilmente ostili (come è lecito aspettarsi in una dialettica tra maggioranza e opposizione), anche all’interno dei due fronti le tensioni tra questi 4 principali protagonisti non mancano: più esplicite quelle tra democratici e pentastellati, alle prese con una difficile convivenza al governo, più latenti quelle tra Matteo Salvini e Giorgia Meloni, che rischiano di sfociare ben presto in una competizione aperta per la leadership del centrodestra. Tutti gli altri partiti sembrano per il momento solo spettatori di questa competizione tra le forze politiche maggiori, a cominciare da Forza Italia, che pure fa segnare un rimbalzo positivo non indifferente (+0,4%) risalendo sopra il 7%.

2020-05-30__Sondaggi 002

A livello aggregato, c’è da rilevare come stia tornando ad allargarsi la forbice tra l’opposizione di centrodestra (Lega-FDI-Forza Italia-Cambiamo) e la maggioranza giallo-rossa (PD-M5S-Italia Viva-LeU) che in precedenza si era un po’ ristretta nel corso dell’emergenza coronavirus: il distacco era inferiore ai 5 punti percentuali all’inizio di questo mese, mentre oggi è pari a 6,8 punti.

Secondo una simulazione del nostro Giovanni Forti, basata sulla Supermedia della scorsa settimana, proiettando a livello comunale i dati nazionali questo vantaggio del centrodestra emergerebbe in maniera molto netta: le forze che sostengono l’attuale governo risulterebbero infatti maggioritarie solo in 1.852 comuni su 7.915, poco meno di 1 su 4, accusando un ritardo particolarmente intenso nel Nord del Paese (dove conquisterebbero la maggioranza in soli 306 comuni contro gli oltre 4.000 del centrodestra).

Recovery Plan

La notizia di questi giorni però, ben più che dagli equilibri elettorali delle forze politiche italiane, è costituita dalla proposta di Recovery Plan avanzata dalla Commissione europea di Ursula von der Leyen. Un piano, chiamato ambiziosamente “Next Generation EU”  che prevede l’utilizzo di ben 750 miliardi per superare la crisi economica dovuta alla pandemia, di cui oltre 170 miliardi a beneficio dell’Italia, che sarebbe nel complesso il paese destinatario della maggior quantità di aiuti.

Si tratta ancora, per il momento, solo di una proposta, che dovrà essere accettata all’unanimità da tutti e 27 gli Stati membri prima di divenire operativa, e per questo probabilmente subirà modifiche in senso restrittivo – ammesso che venga infine approvata. Tuttavia, è certamente un (ulteriore) segnale di grande impegno da parte delle istituzioni europee, destinato probabilmente a incidere sul modo in cui gli italiani vedono l’Europa.

Una visione non propriamente felice, come confermano i risultati un sondaggio appena svolto dall’istituto Euromedia, secondo cui nel nostro Paese prevalgono nettamente i giudizi critici verso l’Europa e le sue istituzioni: nel complesso, solamente il 26,4% degli italiani (poco più di 1 su 4) si dichiara “europeista convinto” oppure sostenitore della UE, sia pur critico di alcuni suoi aspetti; molto più numerosi sono coloro che si definiscono “euroscettici” o che si sentono “arrabbiati, delusi e traditi” da ciò che hanno visto negli ultimi anni, che nel complesso ammontano a quasi la metà degli intervistati.

A questi ultimi, nel novero degli “anti-Europa”, si devono poi aggiungere quanti dichiarano addirittura di volere che l’Italia esca dall’Unione: si tratta del 17%, una percentuale certo non irrilevante, ma comunque decisamente minoritaria, e che sembra suggerire che l’approccio critico verso l’Europa può ancora pagare, ma a patto di non mettere in discussione l’appartenenza dell’Italia all’UE.

2020-05-30__Sondaggi 003

Questa interpretazione è confermata dalle risposte ad un’altra domanda, proveniente da quello stesso sondaggio di Euromedia, in cui è stato chiesto agli italiani di quale “fronte” si sentano maggiormente di appartenere a livello europeo: quello dei sovranisti o quello degli europeisti? Qui, nonostante il sondaggio sia stato effettuato prima dell’annuncio della proposta della Commissione sul Recovery Fund, ­addirittura prevalgono gli italiani che si riconoscono nel “fronte” degli europeisti, anche se non di molto: 37,1% contro il 32,8% di chi invece parteggia per il “fronte” dei sovranisti.

Molto interessanti, in questo caso, sono le risposte disaggregate per intenzione di voto: solo tra gli elettori del Partito Democratico la visione europeista prevale nettamente, sfiorando l’80%; in tutti gli altri elettorati tale quota è minoritaria, sia pure non irrilevante (38% tra gli elettori M5S, 30% tra quelli di Forza Italia); viceversa, tra gli elettori di Lega e FDI la quota di sovranisti si aggira intorno ai due terzi (65-67%).

Da segnalare come 3 italiani su 10 dichiarano di non schierarsi con nessuno dei due “fronti”, una quota piuttosto presente in tutti gli elettorati, in particolare quello del M5S (dove sfiora il 40%) e in nel “non-elettorato” di indecisi e astenuti, dove è quasi il 50% a non prendere posizione.

2020-05-30__Sondaggi 004

Infine, uno sguardo a un tema che ha suscitato diverse polemiche sul piano interno: la proposta, avanzata dal ministro Francesco Boccia, di istituire un bando per circa 60 mila “assistenti civici” con il compito di far rispettare le norme sul distanziamento sociale e sull’utilizzo di mascherine in questa fase di grandi riaperture. A giudicare dal sondaggio settimanale realizzato dall’istituto EMG, gli italiani non sembrano apprezzare questa proposta: ben il 51% ritiene “inutili” gli assistenti civici, contro un 33% che invece ne approva l’istituzione.

2020-05-30__Sondaggi 005

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Stati Uniti, Trump

Trump. CNN. Biden avrebbe percentuali migliori, ma Trump otterrebbe più grandi elettori.

Giuseppe Sandro Mela.

2020-05-21.

Trump 001

Negli Stati Uniti il Presidente non è eletto a suffragio universale. Ogni singolo stato elegge un numero di delegati (grandi elettori) proporzionale, grosso modo, alla popolazione residente. Quindi i delegati si trovano a Washington e procedono alla elezione. Il numero di delegati conquistati da un partito molto difficilmente replica il loro risultato percentuale: questa procedura serve infatti a garantire anche agli stati meno popolosi un adeguato peso nella elezione presidenziale.

Discorsi analoghi varrebbero anche per la elezione dei deputati e dei senatori, che concorrono per collegi: chi conquistasse la maggioranza nel collegio si aggiudicherebbe il seggio. Quindi, per queste elezioni conta la concentrazione dei voti e la radicazione locale.

Nelle scorse elezioni del 2016 Mrs Clinton aveva ottenuto il 48.2% dei voti contro il 46.1% di Mr Trump, ma questo ultimo ottenne 304 grandi elettori contro i 227 di Mrs Clinton.

A quei tempi i media si erano troppo entusiasmati dei sondaggi proporzionali, e fecero quindi magra figura: tutte le loro previsioni risultarono essere clamorosamente sconfitte.

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«Presumptive Democratic nominee Joe Biden’s lead over President Donald Trump now stands at five points, but Trump has an edge in the critical battleground states that could decide the electoral college»

«51% of registered voters nationwide back Biden, while 46% say they prefer Trump, while in the battlegrounds, 52% favor Trump and 45% Biden»

«The two are close among independents (50% back Trump, 46% Biden, not a large enough difference to be considered a lead)»

«The former vice president continues to hold healthy leads among women (55% Biden to 41% Trump) and people of color (69% Biden to 26% Trump)»

«The two run more closely among men (50% Trump to 46% Biden) and the President holds a clear edge among whites (55% Trump to 43% Biden)»

«Biden outpaces Trump among voters over age 45 by a 6-point margin, while the two are near even among those under age 45 (49% Biden to 46% Trump)»

«that younger voters in the battleground states are tilted in favor of Trump»

«Trump’s biggest advantage over Biden in the poll comes on his handling of the economy. Most voters, 54%, say they trust the President to better handle the nation’s economy, while 42% say they prefer Biden»

«battleground states, defined as the 15 states decided by 8 points or less in 2016 — Arizona, Colorado, Florida, Georgia, Maine, Michigan, Minnesota, Nevada, New Hampshire, New Mexico, North Carolina, Ohio, Pennsylvania, Virginia and Wisconsin»

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La conquista degli stati assume anche un’altra grande importanza. Ogni stato elegge infatti due senatori, indipendentemente dalla sua popolosità. Se è vero che il Congresso può emanare delle leggi, sarebbe altrettanto vero ricordare come il Senato sia l’organo statale chiamato a convalidare le nomine presidenziali, specialmente quelle nella Suprema Corte e nelle Corti federali.

Si tenga infine presente che nel quadro politico americano stanno accadendo grandi sommovimenti.

Repubblicani stravincono le suppletive in California e Wisconsin.

In altri tempi sarebbe stato impossibile che un candidato repubblicano avesse potuto scalzare l’uscente democratico, specie poi in California. Saranno determinanti gli orientamenti degli stati critici.

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CNN Poll: Biden tops Trump nationwide, but battlegrounds tilt Trump.

Presumptive Democratic nominee Joe Biden‘s lead over President Donald Trump now stands at five points, but Trump has an edge in the critical battleground states that could decide the electoral college, according to a new CNN poll conducted by SSRS.

In the new poll, 51% of registered voters nationwide back Biden, while 46% say they prefer Trump, while in the battlegrounds, 52% favor Trump and 45% Biden. Partisans are deeply entrenched in their corners, with 95% of Democrats behind Biden and the same share of Republicans behind Trump. The two are close among independents (50% back Trump, 46% Biden, not a large enough difference to be considered a lead), but Biden’s edge currently rests on the larger share of voters who identify as Democrats.

The former vice president continues to hold healthy leads among women (55% Biden to 41% Trump) and people of color (69% Biden to 26% Trump). The two run more closely among men (50% Trump to 46% Biden) and the President holds a clear edge among whites (55% Trump to 43% Biden). The poll suggests Biden outpaces Trump among voters over age 45 by a 6-point margin, while the two are near even among those under age 45 (49% Biden to 46% Trump).

Though other recent polling has shown some signs of concern for Biden among younger voters and strength among older ones, few have pegged the race as this close among younger voters. The results suggest that younger voters in the battleground states are tilted in favor of Trump, a stark change from the last CNN poll in which battleground voters were analyzed in March, even as other demographic groups shifted to a smaller degree. Given the small sample size in that subset of voters, it is difficult to determine with certainty whether the movement is significant or a fluke of random sampling. Nationally, Biden holds a lead over Trump among voters age 65 and older, a group which has been tilted Republican in recent presidential elections.

Trump’s biggest advantage over Biden in the poll comes on his handling of the economy. Most voters, 54%, say they trust the President to better handle the nation’s economy, while 42% say they prefer Biden. An earlier release from the same CNN poll found the public’s ratings of the economy at their worst level since 2013, as a growing share said the economic damage wrought by the coronavirus outbreak could be permanent. But Biden does have the advantage as more trusted to handle the response to the coronavirus outbreak (51% Biden to 45% Trump) and health care (54% Biden to 42% Trump).

Voters divide over which of the two has the stamina and sharpness to be president (49% say Trump, 46% Biden), a frequent attack Trump levels against the former vice president. But Biden outpaces Trump across five other tested attributes. His advantage is largest on which candidate would unite the country and not divide it (55% say Biden would, 38% Trump), followed by being honest and trustworthy (53% choose Biden, 38% Trump). Biden is seen as caring more about people like you (54% Biden vs. 42% Trump), better able to manage government effectively (52% Biden to 45% Trump) and more trusted in a crisis (51% Biden to 45% Trump).

A majority of Americans say they have an unfavorable view of the President (55%) while fewer feel negatively about Biden (46%). Among the 14% of registered voters who say they have a negative impression of both Trump and Biden, the former vice president is the clear favorite in the presidential race: 71% say they would vote for Biden, 19% for Trump. Michigan Rep. Justin Amash, who announced he is exploring a run for the presidency on the Libertarian ticket, is unknown to 80% of Americans, and is viewed more unfavorably (13%) than favorably (8%).

As Biden’s campaign moves closer to the selection of a vice presidential running mate, 38% of Democratic voters say choosing a candidate who brings racial and ethnic diversity to the Democratic ticket is one of the top two traits they’d like to see in Biden’s choice, 34% name executive experience as a top-two trait, 32% say bringing ideological balance to the ticket is one of their top two criteria, and 31% say representing the future of the Democratic Party is that important. Proven appeal to swing voters and legislative experience were top tier for about a quarter of voters.

Among Democratic voters of color, 43% say racial and ethnic diversity is one of their top two most important traits, topping all others by 11 points. Among white Democratic voters, diversity and executive experience are about even at the top of the list.

Biden has said he will choose a woman as his vice president. Although several of the possible contenders are unknown to sizable chunks of the population, , five of the women widely considered to be on his list of potential choices — including three of Biden’s former 2020 rivals — are far more liked than disliked among Democratic voters, according to the poll.

Massachusetts Sen. Elizabeth Warren fares best, viewed favorably by 69% of Democratic voters and unfavorably by 19%. California Sen. Kamala Harris is also viewed positively by a majority of Democrats (59% favorable vs. 15% unfavorable). Minnesota Sen. Amy Klobuchar is viewed favorably by 49% of Democratic voters, unfavorably by 15%. Stacey Abrams, the Democratic nominee for governor of Georgia in 2018, is seen favorably by 43% of Democrats while 11% have an unfavorable view. Michigan Gov. Gretchen Whitmer is the least widely known of this group, with 63% of Democratic voters saying they haven’t heard of her or don’t yet have an opinion of her, but those who do largely tilt positive, 29% favorable to 9% unfavorable.

The CNN Poll was conducted by SSRS May 7-10 among a random national sample of 1,112 adults reached on landlines or cellphones by a live interviewer, including 1,001 registered voters and 583 voters in battleground states, defined as the 15 states decided by 8 points or less in 2016 — Arizona, Colorado, Florida, Georgia, Maine, Michigan, Minnesota, Nevada, New Hampshire, New Mexico, North Carolina, Ohio, Pennsylvania, Virginia and Wisconsin. Results for the full sample have a margin of sampling error of plus or minus 3.7 percentage points.

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Italia. Sondaggio SWG di propensione al voto dell’11 maggio.

Giuseppe Sandro Mela.

2020-05-12.

2020-05-12__Sondaggi 001

SWG ha rilasciato ieri 11 maggio i risultati del suo ultimo sondaggio di propensione al voto a livello nazionale.

Alcuni sono gli elementi che emergerebbero.

– La propensione al voto per il centrodestra resta stabile attorno al 48.4%.

– Il riassestamento della lega sembrerebbe attestarsi attorno al 28%, mentre Fratelli di Italia si collocherebbe attorno al 14.6%. Stiamo assistendo ad un travaso di propensioni al voto dalla lega a FdI: grosso modo i punti percentuali persi dal partito di Salvini si sono riversati sulla formazione della Meloni, restando quindi nell’ambito della coalizione.

– Movimento 5 stelle e PD sono variati entro l’errore statistico di campionamento. Nonostante che la crisi da Covid-19 ed il lockout abbiano a livello europeo determinato un maggior consenso verso le formazioni governative, questo fenomeno non compare nell’Elettorato italiano. In particolare, il partito democratico non evidenzia segno alcuno di crescita.

– Nella loro totalità, le formazioni di sinistra riunite sono stabili attorno al 34.9%. Se si presentasse da sola, Italia viva sarebbe sotto la soglia.

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Il M5S, sempre che le somme delle percentuali corrispondano anche al quadro politico generale, potrebbe essere determinante nelle prossime elezioni.

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Termometro Politico. Sondaggio. Lega 29.8%, PD 21.6%, M5S 14.7%.

Giuseppe Sandro Mela.

2020-05-03.

2020-05-03__Sondaggi 001

Termometro Politico ha rilasciato i dati del sondaggio eseguito a fine aprile, su 4,400 interviste.

Lega 29.8%, PD 21.6%, M5S 14.7%. FdI 13.9%, FI 5.9%.

Il centrodestra si attesterebbe al 49.6%.

Due sole considerazioni.

È da circa sei mesi che ogni tre – quattro giorni escono sui media titoli, alcuni allarmati altri soddisfatti, che la Lega avrebbe perso un altro 1%. Facendo una rapida somma, la Lega dovrebbe essere precipitata a circa il 13%, mentre è ancora viva e vegeta al 29.8%.

Di sicuro molti Elettori hanno espresso intenzioni di voto spostando la preferenza dalla Lega a FdI, ma nel complesso sono voti che migrano all’interno del centrodestra, che al momento raccoglierebbe il 49.6% delle intenzioni di voto.

Ma si parla ben poco del fatto che PD e M5S nel complesso non incrementano le propensioni al voto, nonostante il fatto di essere al governo.

In ogni caso, le prossime elezioni regionali, spostate a questo autunno a causa dell’epidemia, potranno essere un campione sufficientemente ampio per poter stimare le tendenze nazionali.

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Italia. Sondaggi Elettorali a confronto.

Giuseppe Sandro Mela.

2020-04-28.

2020-04-26__Sondaggi 001

Termometro Politico.

La settimana dal 12 al 18 aprile mette a confronto le rilevazioni di 7 istituti: SWG, EMG, Euromedia Research, Index Research, Tecné, Ipsos e Bidimedia.

2020-04-26__Sondaggi 002

La Lega, stabilmente primo partito nelle intenzioni di voto, risulta ancora in calo nella media settimanale con un dato del 27,9%. La formazione di Matteo Salvini si attesta tuttavia in un intervallo di valori che varia in modo significativo dal 26,3% di Ipsos fino al 29,7% della rilevazione pubblicata da SWG.

Quanto perso per strada dalla Lega sembra però essere guadagnato dalla seconda forza del centrodestra, Fratelli d’Italia, accreditata ora mediamente al 13,6%, con un travaso di consensi quindi all’interno dell’area sovranista. Non si osservano variazioni significative per Forza Italia, che si attesta al 6,3%. Nel suo complesso la coalizione di centrodestra raggiunge questa settimana il 48,3%.

Il Partito Democratico è accreditato in media al 21,1%, un valore che risente della leggera flessione segnalata rispetto alla propria precedente rilevazione da 5 dei 7 istituti presenti. Pressoché invariato è il dato medio dell’alleato di governo, il Movimento 5 Stelle, ora al 14,9%: nonostante sia sempre più ridotto il vantaggio su Fratelli d’Italia, il partito di Giorgia Meloni sopravanza ad oggi il movimento fondato da Beppe Grillo nella sola rilevazione pubblicata da Tecné.

Sempre nell’area di governo Italia Viva di Matteo Renzi si attesta mediamente al 3,7%, anche se con un andamento non coerente fra i diversi istituti della settimana. Ultima formazione a superare di poco il 2 per cento nelle intenzioni di voto è infine Azione dell’ex ministro Carlo Calenda (2,2%).

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Baviera. Un altro terremoto nei sondaggi elettorali. Effetto coronavirus.

Giuseppe Sandro Mela.

2020-04-21.

2020-04-16__Baviera 001

Nelle elezioni del 15 settembre 2013 la Csu aveva ottenuto il 47.7% dei voti, e con essi la maggioranza assoluta de seggi dello stato della Baviera. La Spd ammontava al 20.6%.

Nelle elezioni del 14 ottobre 2018 la Csu era crollata al 37.7%, mentre la Spd era precipitata al 9.7%. Consistente il guadagno dei Grüne,che avevano ottenuto il 17.6% dei suffragi.

Nell’ultimo sondaggio sulla propensione al voto, eseguito ai primi di aprile, la Csu è balzata al 49%, essendo Spd e Grüne sostanzialmente invariati, avendo il 10% ed il 17%, rispettivamente.

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La Csu avrebbe guadagnato 11.3 punti percentuali, un incremento verosimilmente indotto dalla crisi del’epidemia da coronavirus.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Senza categoria, Unione Europea

Germania. Prosegue la rivoluzione dei sondaggi. Union al 37%.

Giuseppe Sandro Mela.

2020-04-17.

2020-04-15__Germania Union 001

L’epidemia da Covid-19 sta sviluppandosi in Germania, sfasata di circa un mese dall’Italia. Pur non avendo preso misure contenitive severe, la popolazione inizia a percepire il coronavirus come un pericolo incombente, ed iniziano a notarsi i primi segnali di una diffusa paura.

Gli ospedali hanno bloccato interventi e ricoveri di elezione, restando disponibili quasi esclusivamente per i trattamenti degli infetti da Covid-19. Università e scuola sono chiuse in gran parte degli stati della federazione tedesca.

Timore ed incertezza hanno determinato una rapida mutazione delle propensioni al voto raccolte dalle diverse società di sondaggi.

– La Union, Cdu e Csu, è balzata da un minimo del 24% al 37%, guadagnando tredici punti percentuali.

– I Grüne sono calati dal massimo del 27% agli attuali 17%, perdendo undici punti percentuali.

– AfD è scesa da un massimo del 14% all’attuale 10%, calando di quattro punti percentuali.

– La Spd evidenzia una rimonta, da un minimo dell’11% all’odierno 17%.

La percezione del pericolo imminente ed incombente, così come della mancanza di validi strumenti di trattamento e prevenzione, sta facendo refluire sulla Union una parte dei voti che si erano orientati sui Grüne e su AfD: fenomeno questo che potrebbe anche accentuarsi.

Se questi risultati perdurassero fino alle elezioni federali del prossimo anno, consentirebbero alla Union di ottenere nuovamente il cancellierato, lasciandola libera di optare tra un’altra riedizione della Große Koalition oppure un’alleanza con i Grüne. Ma in ogni caso, l’Union avrebbe una consistente maggioranza di seggi rispetto al partito junior.

Questa sarebbe una situazione che potrebbe o meno soddisfare molte persone, ma avrebbe il vantaggio di conferire al quadro politico tedesco una stabilità governativa.

Pubblicato in: Cina, Devoluzione socialismo, Unione Europea

Italia. Sgw. Cina preferita agli Usa, la fiducia nella EU crolla al 24%.

Giuseppe Sandro Mela.

2020-04-11.

2020-04-08__Swg 002

«L’empatia dovuta all’essere state le due realtà più colpite nella fase iniziale dell’epidemia, ma anche gli aiuti reciproci, producono un notevole avvicinamento degli italiani alla Cina, al punto da preferirla come alleato rispetto allo storico partner americano …. il 36% degli italiani considera preferibile la Cina come partner internazionale, mentre solo il 30% sceglie gli Usa, storico alleato dell’Italia»

«L’Ue in quanto tale scende dal 42% di settembre scorso al 27% attuale, la commissione Ue dal 41 al 24, e la Bce dal 43 al 25»

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Gli amici si contano nel momento del bisogno.

E taluni stati dell’Unione Europea non si sono per nulla dimostrati né amici né ragionevoli.

La gente però non è sciocca, e queste situazioni le percepisce al volo.

I giudizi espressi su questa gestione dell’Unione Europea e della Bce sono tranchant.

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Sondaggio Swg: crolla la fiducia degli italiani nell’Ue.

Cina preferita a Usa come alleato, poche variazioni per i partiti.

L’epidemia non sposta molti voti, almeno per ora, ma cambia l’atteggiamento degli italiani verso l’Ue e gli altri paesi stranieri. L’ultimo “radar” Swg del 6 aprile mostra solo piccole variazioni nelle percentuali dei partiti, ma segnala un repentino “innamoramento” per la Cina, ora preferita agli Stati Uniti come alleato. Crolla invece, come era prevedibile, il giudizio sull’Ue, percepita come sorda ai problemi che l’Italia sta vivendo.

Spiega Swg: “La crisi legata alla pandemia cambia anche la percezione degli scenari politici a livello globale. L’empatia dovuta all’essere state le due realtà più colpite nella fase iniziale dell’epidemia, ma anche gli aiuti reciproci, producono un notevole avvicinamento degli italiani alla Cina, al punto da preferirla come alleato rispetto allo storico partner americano”.

“Sul piano europeo invece, – sottolinea l’istituto di ricerche – le dinamiche recenti hanno incrinato fortemente il rapporto dei cittadini con le istituzioni europee”. Ma non solo, l’epidemia ha “ha anche diviso le opinioni pubbliche dei diversi stati membri.

Gran parte degli italiani, come anche la maggioranza dei francesi, sostiene il bisogno di politiche solidali tra i paesi per condividere i costi della crisi. In termini finanziari ciò si traduce nell’assenso con l’ipotesi degli Eurobond, strumento che però trova la contrarietà di due terzi dei tedeschi”.

Nel dettaglio, il 36% degli italiani considera preferibile la Cina come partner internazionale, mentre solo il 30% sceglie gli Usa, storico alleato dell’Italia. In particolare, il 51% degli elettori M5s e il 45% di quelli del Pd preferisce Pechino a Washington, mentre il 51% di chi vota centrodestra resta fedele agli Usa.

Il 75% degli italiani, poi, chiede “piena solidarietà tra gli stati europei per il rilancio”, insieme al 58% dei francesi.

Addirittura, l’83% di chi vive in Italia è favorevole ai “Coronabond” europei, mentre sono contrari il 64% dei tedeschi.

La fiducia nelle istituzioni europee crolla: l’Ue in quanto tale scende dal 42% di settembre scorso al 27% attuale, la commissione Ue dal 41 al 24, e la Bce dal 43 al 25. Al contrario, aumenta la percentuale di coloro che danno un giudizio positivo sulla politica estera italiana: dal 30% di settembre al 46% rilevato ora.


2020-04-08__Swg 001

2020-04-08__Swg 003

2020-04-08__Swg 004

 

 

Pubblicato in: Devoluzione socialismo

Liguria. Sondaggio Piepoli. Toti sarebbe rieletto con il 51%.

Giuseppe Sandro Mela.

2020-04-05.

2020-03-27__Liguria 001

Regionali. L’alleanza PD – M5S sembrerebbe essere impossibile.

«Allo stato delle cose si tratta di una legge elettorale a turno unico: viene eletto governatore il candidato che riesce a ottenere anche un solo voto in più rispetto ai suoi avversari.

I 30 seggi (più il presidente eletto) sono ripartiti per l’80% in base a un sistema proporzionale su liste provinciali, dove è possibile esprimere le preferenze in merito ai candidati consiglieri.

Il restante 20% dei seggi sono assegnati con un modello maggioritario basato su listino regionale bloccato che la Lega vorrebbe superare, proponendo anche di riservare un seggio al candidato presidente che ha ricevuto il numero di voti maggiore fra i non eletti.»

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Sondaggi elettorali Piepoli: Liguria, centrodestra batte anche asse Pd-M5S

La rielezione di Toti a governatore della Liguria sembra non essere in discussione. Lo si evince leggendo i dati dei sondaggi elettorali Piepoli.

Sondaggi elettorali Piepoli: Liguria, centrodestra batte anche asse Pd-M5S

La rielezione di Giovanni Toti a governatore della Liguria sembra non essere in discussione. Lo si evince leggendo i dati dei sondaggi elettorali dell’Istituto Piepoli commissionati a fine febbraio da Liguria Popolare, la formazione civica centrista che sostiene lo stesso Toti. I risultati sono stati pubblicati in data odierna da Il Secolo XIX. Dati che non si discostano più di tanto da un’indagine simile effettuata da Swg a inizio febbraio.

Secondo la rilevazione di Piepoli, il centrodestra è davanti al centrosinistra ma anche al tandem Pd-M5S. Pochi giorni fa è stata infatti siglata l’intesa tra le due forze politiche dopo il via libera degli attivisti pentastellati tramite voto sulla piattaforma online Rousseau. Un’alleanza che però non cambia le carte in tavola. La sommatoria del candidato di centrosinistra (37%) e quello sostenuto dal M5S (8%) è inferiore a quanto ottiene il singolo candidato di centrodestra (51%). Toti beneficia dell’alto grado di popolarità (93%) e di fiducia (66%) tra i liguri. Infine non va dimenticato l’apporto, determinante, dei moderati alla causa del centrodestra. Secondo i sondaggi elettorali Piepoli, il partito di Toti, Cambiamo, raccoglie nella regione l’8% dei consensi, due punti in più di Forza Italia (6%). Liguria Popolare sfiora invece il 4%. A loro si aggiungono i voti raccolti da Lega (28%) e Fratelli d’Italia (7,5%).

Sondaggi elettorali Piepoli: Pd, il primato non basta

Nel centrosinistra, il Pd si può consolare con il primato politico nella regione (29%). I dem però non hanno alleati all’altezza. Italia Viva è data al 2,6%, +Europa al 2%. Il Movimento 5 Stelle viene sondato al 10,5%, meno della metà di quanto ottenuto alle Politiche 2018.

I sondaggi elettorali Piepoli hanno infine chiesto ai liguri quali sono i maggiori problemi della regione. Il 31% ha indicato il lavoro, il 14% la viabilità e infine il 12% i trasporti pubblici.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Germania. Sondaggi. Epidemia spinge la Union (Cdu e Csu) dal 24% al 36%.

Giuseppe Sandro Mela.

2020-03-31.

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L’epidemia da Covid-19 sta sviluppandosi in Germania, sfasata di circa un mese dall’Italia. Pur non avendo preso misure contenitive severe, la popolazione inizia a percepire il coronavirus come un pericolo incombente, ed iniziano a notarsi i primi segnali di una diffusa paura.

Gli ospedali hanno bloccato interventi e ricoveri di elezione, restando disponibili quasi esclusivamente per i trattamenti degli infetti da Covid-19. Università e scuola sono chiuse in gran parte degli stati della federazione tedesca.

Timore ed incertezza hanno determinato una mutazione delle propensioni al voto raccolte dalle diverse società di sondaggi.

– La Union, Cdu e Csu, è balzata dal 24% al 36%, guadagnando in meno di un mese dodici punti percentuali.

– I Grüne sono calati dal 24% al 17%, perdendo sette punti percentuali.

– AfD è scesa dal 14% al 9%, calando di cinque punti percentuali.

– La Spd resta quasi invariata.

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La percezione del pericolo imminente ed incombente, così come della mancanza di validi strumenti di trattamento e prevenzione, sta facendo refluire sulla Union una parte dei voti che si erano orientati sui Grüne e su AfD: fenomeno questo che potrebbe anche accentuarsi.

Ad aprile avrebbe dovuto essere tenuto il congresso della Cdu, ove il candidato Herr Merz sarebbe sembrato essere il favorito, ma sembrerebbe essere verosimile che sia rimandato ad epidemia contenuta.