Pubblicato in: Devoluzione socialismo

Senato. Paola Nugnes passa al gruppo misto. Maggioranza in bilico.

Giuseppe Sandro Mela

2019-06-25.

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La senatrice Paola Nugnes del M5S ha abbandonato il Movimento transitando nel gruppo misto.

«Dall’inizio della XVIII legislatura, tra espulsioni e addii più o meno forzati, il Movimento ha perso per strada ben 12 parlamentari: 7 deputati e 5 senatori, passati quasi tutti al Gruppo Misto, con sole due eccezioni verso Forza Italia (Matteo Dall’Osso) e Salvatore Caiata (Fratelli d’Italia).»

«Una ulteriore diminuzione dei seggi della maggioranza gialloverde, ora a quota 164, quando il quorum della maggioranza relativa al Senato è a quota 161.»

«Certo, all’appello mancano ancora i due seggi vacanti che, secondo quanto annunciato da Luigi Di Maio, saranno assegnati a M5S e Lega»

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Le maggioranze risicate non godono di una prognosi ottimistica.


Senato, ora la maggioranza è appesa a tre voti di vantaggio

Tra liti, espulsioni e cambi di casacca, adesso la maggioranza che sostiene il governo è appesa a soli tre voti di vantaggio. L’ultimo tassello in meno che mette a rischio equilibri già precari è il passaggio di Paola Nugnes dal Movimento 5 Stelle al Gruppo misto. Una ulteriore diminuzione dei seggi della maggioranza gialloverde, ora a quota 164, quando il quorum della maggioranza relativa al Senato è a quota 161. Certo, all’appello mancano ancora i due seggi vacanti che, secondo quanto annunciato da Luigi Di Maio, saranno assegnati a M5S e Lega.

Nonostante ciò, a causa della contrarietà di altri dissidenti M5S, i prossimi passaggi parlamentari si annunciano complicati. Dall’inizio della XVIII legislatura, tra espulsioni e addii più o meno forzati, il Movimento ha perso per strada ben 12 parlamentari: 7 deputati e 5 senatori, passati quasi tutti al Gruppo Misto, con sole due eccezioni verso Forza Italia (Matteo Dall’Osso) e Salvatore Caiata (Fratelli d’Italia). Tutte queste «perdite» non hanno fatto altro che aggravare la crisi all’interno del Movimento, causando anche una ulteriore perdita di potere di contrattazione politica rispetto agli alleati di governo della Lega, che non ha perso alcun eletto. L’addio della senatrice napoletana Paola Nugnes, già fedelissima dell’ala ortodossa Cinque stelle capitanata dal presidente della Camera Roberto Fico, potrebbe quindi innescare conseguenze più gravi del previsto. Ma nonostante questo quadro, con i voti dimezzati in appena un anno tra Politiche ed Europee.

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Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Italia. Il centrodestra ha la maggioranza assoluta in Camera e Senato.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-04-29.

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Secondo un sondaggio elettorale che computa le propensioni al voto collegio per collegio, il centrodestra otterrebbe alla Camera 385 seggi, il centrosinistra 113, ed il M5S 105. Il Movimento 5 Stelle nel maggioritario: passerebbe infatti dai 92 collegi conquistati nel 2018 agli attuali 16.

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Il centrodestra otterrebbe nei collegi uninominali 190 seggio , contro gli 11 del centrosinistra ed i 16 del M5S. 15 collegi sono in toss-up, ossia indecidibili.

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Ricordiamo come con la nuova legge elettorale, per entrambe le camere:

– il 37% dei seggi (232 alla Camera e 116 al Senato) è assegnato con un sistema maggioritario a turno unico in altrettanti collegi uninominali: in ciascun collegio è eletto il candidato più votato, secondo un sistema noto come first-past-the-post;

– il 61% dei seggi (rispettivamente 386 e 193) sono ripartiti proporzionalmente tra le coalizioni e le singole liste che abbiano superato le previste soglie di sbarramento nazionali; il riparto dei seggi è effettuato a livello nazionale per la Camera e a livello regionale per il Senato; a tale scopo sono istituiti collegi plurinominali nei quali le liste si presentano sotto forma di listini bloccati di candidati.

La camera dei deputati ha 630 seggi, essendo 316 la maggioranza.

Il senato ha invece 320 seggi, essendo 161 la maggioranza.

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Rosatellum bis. Gli strani effetti della nuova legge elettorale.

Elezioni 4 Marzo. Rosatellum potrebbe beffare il Pd.

La Legge 3 novembre 2017, n. 165, «Modifiche al sistema di elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Delega al Governo per la determinazione dei collegi elettorali uninominali e plurinominali. (17G00175) (GU Serie Generale n.264 del 11-11-2017)» ha variato il sistema elettorale per le elezioni di camera e senato.

Tale legge prende confidenzialmente nome di Rosatellum, dal nome del deputato che lo ha proposto.

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Premettiamo immediatamente come non esista un sistema elettorale perfetto, e molto giocano le tradizioni. Le elezioni su base di collegi uninominali è tipica del Regno Unito, dove pur con variazioni è in vigore da secoli.

Lo scopo di un sistema elettorale dovrebbe essere quello di contemperare la volontà popolare con l’esigenza di arrivare a fare un governo legalmente in carica, operativo.

Quando si fosse in presenza di uno o due partiti largamente rappresentati dovrebbe essere alquanto facile che un partito possa ottenere la maggioranza dei seggi.

I problemi emergono invece quando il quadro politico fosse frammentato, con molti partiti ciascuno dei quali con bassa percentuale di consensi: sotto questa condizione il sistema proporzionale di ripartizione dei seggi produce situazioni inconsistenti, ingovernabili.

In tale evenienza può essere utile la presentazione in sede elettorale di coalizioni di partiti, costituite prima e non dopo le elezioni. L’attuale danza delle coalizioni cui stiamo assistendo in Germania è tutto tranne che espressione di democrazia: gli elettori hanno votato al buio.

Il sistema elettorale francese è da questo punto di vista consente di arrivare sempre ad eleggere un governo, anche se percentualmente non maggioritario: è una caratteristica neutra, vista bene o male a seconda dell’ottica usata.

Il Rosatellum ha la seguente caratteristica:

L’impianto della legge è identico a meno di dettagli alla Camera e al Senato e si configura come un sistema elettorale misto a separazione completa.

Per entrambe le camere:

– il 37% dei seggi (232 alla Camera e 116 al Senato) è assegnato con un sistema maggioritario a turno unico in altrettanti collegi uninominali: in ciascun collegio è eletto il candidato più votato, secondo un sistema noto come first-past-the-post;

– il 61% dei seggi (rispettivamente 386 e 193) sono ripartiti proporzionalmente tra le coalizioni e le singole liste che abbiano superato le previste soglie di sbarramento nazionali; il riparto dei seggi è effettuato a livello nazionale per la Camera e a livello regionale per il Senato; a tale scopo sono istituiti collegi plurinominali nei quali le liste si presentano sotto forma di listini bloccati di candidati;

– il 2% dei seggi (12 deputati e 6 senatori) è destinato al voto degli italiani residenti all’estero e viene assegnato con un sistema proporzionale.

– Vi sono infine soglie di sbarramento.

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Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Stati Uniti, Trump

Trump il Grande. Senato. Green New Deal. 57 nays and 43 present.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-03-27.

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«Non interrompere mai il tuo nemico mentre sta facendo un errore». Napoleone.



Il Presidente Trump ha ottenuto di questi giorni due importanti vittorie.

Prima vittoria.

Mueller report found no evidence of Trump-Russia collusion: Justice Dept

«Special counsel Robert Mueller did not find evidence of collusion between US President Donald Trump’s campaign team and the Russian government.

Special counsel Robert Mueller’s report found no evidence that US President Donald Trump’s campaign team “conspired or coordinated” with Russia to influence the 2016 presidential election, Attorney General William Barr said Sunday. ….

Barr sent his summary of Mueller’s “principal conclusions” in a 4-page letter to the House of Representatives Judiciary Committee in the US Congress, which stated:

– Mueller “did not establish that members of the Trump Campaign conspired or coordinated with the Russian government in its election interference activities.”

– “No conclusion — one way or another” on whether Trump’s actions had obstructed justice, which leaves the attorney general with the task of determining “whether the conduct described in the report constitutes a crime.”

– The evidence was “not sufficient” to establish that Trump had obstructed justice.»

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Così, con la relazione inviata dall’Attorney General William Barr al Comitato Giudiziario del Congresso è stata posta la parola fine ad una campagna durata due anni e mezzo durante la quale i liberal democratici hanno tentato ogni via per cercare di dimostrare un coinvolgimento di Mr Trump con la Russia durante la campagna elettorale del 2016.

La cosa non stupisce più di tanto: se i liberal avessero avuto in mano prove probanti, la faccenda si sarebbe chiusa in poche settimane con un impeachment, e non si sarebbe trascinata così a lungo nel tempo.

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Seconda vittoria.

Ancora più clamorosa la vittoria conseguita pochi giorni dopo in senato.

Senate UNANIMOUSLY votes down Alexandria Ocasio-Cortez’s Green New Deal 57-0 with high profile Democrats joining Republicans to show their disapproval for the radical plan as she charges the GOP with wrecking the world

– «The Senate roundly rejected Rep. Alexandria Ocasio-Cortez’s Green New Deal as expected on Tuesday with not a single senator voting ‘yes’ 

The final Senate vote was 57 nays and 43 present  

Most of the Democrats voted ‘present’ in protest 

Ocasio-Cortez argued she encouraged the senators to vote ‘present’ 

Democratic Sens. Joe Manchin of West Virginia; Kyrsten Sinema of Arizona; and Doug Jones of Alabama all voted no as did Independent Sen. Angus King

Senate GOP Leader Mitch McConnell staged a show vote on Green New Deal 

The move was designed to put Democrats on the record about the progressive plan, in a vote Republicans can exploit later for political purposes 

Earlier Tuesday, Ocasio-Cortez slammed Republican Sen. Mike Lee, who mocked her Green New Deal in a speech on the Senate floor 

‘If this guy can be Senator, you can do anything,’ she tweeted  

Lee, in a colorful speech, used a variety of photos to make his point

– Lee claimed the deal would ban airplanes and leave Hawaii to use ‘a massive fleet of giant, highly trained sea horses’ to get around»

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Mrs Alexandria Ocasio-Cortez.

«Alexandria Ocasio-Cortez (New York, 13 ottobre 1989) è una politica e attivista statunitense. Ha sconfitto a sorpresa Joseph Crowley alle primarie democratiche del 2018 nel Quattordicesimo Distretto di New York. È stata eletta al Congresso statunitense il 6 novembre 2018 al termine delle elezioni di midterm, diventando, a 29 anni, la più giovane parlamentare eletta a quella carica nella storia statunitense. ….

Dopo avere conseguito la laurea, Ocasio-Cortez è ritornata al Bronx dedicandosi a lavori umili incluso uno come cameriera in una taqueria.

Ocasio-Cortez appoggia le idee progressiste di Bernie Sanders. È a favore di un sanità pubblica aperta a tutti (Medicare), della gratuità dell’università pubblica, dell’aumento del salario minimo orario a 15 dollari, dell’eliminazione delle prigioni a gestione privata e della regolamentazione della detenzione di armi da fuoco. Inoltre, caldeggia la possibilità di un iter che conduca alla cittadinanza per gli immigrati irregolari e l’abolizione della U.S. Immigration and Customs Enforcement: (ICE), da lei considerata discriminatoria nei confronti degli immigrati. Ha anche proposto una tassa del 70% da applicare ai redditi superiori ai dieci milioni di dollari annui, e solo sulla quota eccedente rispetto alla soglia fissata, per finanziare politiche di riduzione dei gas serra. Una tassazione simile era in vigore negli Anni ’50, durante la presidenza di Dwight D. Eisenhower.

Insieme al senatore Ed Markey, Ocasio-Cortez ha presentato una risoluzione sul cosiddetto “Green New Deal”, volto a stimolare lo sviluppo dell’economia verde e blu, la creazione di nuovi posti di lavoro e la riconversione dei lavoratori attualmente impiegati in settori non ecosostenibili» [Fonte]

La senatrice Ocasio-Cortez ha in pratica ripreso gli aspetti ecologici del programma di Mrs Hillary Clinton, portandoli alle estreme conseguenze, arrivando infine a porre il Green New Deal ai voti in Senato.

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Il Senato ha così riassunto il Green New Deal.

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«Introduced in Senate (02/13/2019)

This joint resolution declares that the government has a duty to create a Green New Deal with the goals of

– achieving net-zero greenhouse gas emissions;

– establishing millions of high-wage jobs and ensuring economic security for all;

– investing in infrastructure and industry;

– securing clean air and water, climate and community resiliency, healthy food, access to nature, and a sustainable environment for all; and

– promoting justice and equality.

The joint resolution calls for accomplishment of these goals through a 10-year national mobilization effort. The resolution also enumerates the goals and projects of the mobilization effort, including

– building smart power grids (i.e., power grids that enable customers to reduce their power use during peak demand periods);

– upgrading all existing buildings and constructing new buildings to achieve maximum energy and water efficiency;

– removing pollution and greenhouse gas emissions from the transportation and agricultural sectors;

– cleaning up existing hazardous waste and abandoned sites;

– ensuring businesspersons are free from unfair competition; and

– providing higher education, high-quality health care, and affordable, safe, and adequate housing to all.»

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I senatori liberal democratici sono rimasti dapprima perplessi, poi atterriti da un simile piano.

Scavalcati a sinistra non avrebbero potuto dire di no, ma quando iniziarono a fare il conto delle risorse necessarie a finanziare il Green New Deal si sono gelati.

Al punto tale che è intervenuto financo l’ex Presidente Mr Obama.

Obama Warns New House Dems That Liberal Policies Like the Green New Deal Are Very Expensive

«Former President Barack Obama has cautioned freshmen House Democrats that the liberal policies becoming popular in their ranks—such as Medicare for All and the Green New Deal—will cost a lot of money ….

Although he encouraged the lawmakers to push forward “bold” ideas during their first year in the House, he said they had to consider the pricetags, too ….

The former president didn’t mention specific policies, but some at the event took his words as a warning about Medicare for All and Rep. Alexandria Ocasio-Cortez’s Green New Deal proposal.»

Ma Mrs Alexandria Ocasio-Cortez è andata diritta: voleva le votazioni, e le ha ottenute.

YEAs 0, NAYs 57.

Ben tre senatori democratici hanno votato contro, gli altri si sono astenuti. Nemmeno un voto a favore. Nemmono quello di Mrs Alexandria Ocasio-Cortez, la senatrice che lo aveva proposto.

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Che una mozione presentata da una senatrice liberal democratica fosse rigettata con simile votazione mai lo si era visto nei più di due secoli di storia del senato americano. Mai.

Ben diceva Napoleone Bonaparte:

«Non interrompere mai il tuo nemico mentre sta facendo un errore».

Mr Trump ha assimilato appieno questa grande frase, e sta facendo il possibile perché i liberal democratici permangano nella propria ideologia, cristallizzati, incapaci di produrre un qualche programma fattibile.

È verissimo: si vince sfruttando gli errori degli avversari, ed il 2020 si sta avvicinando.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Francia. Senato incrimina Alexis Kohler, alter ego di Macron.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-03-25.

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«To using the Senate to settle accounts with Emmanuel Macron»


Il senato francese ha tra le sue mansioni la sorveglianza dell’operato del presidente.

Con le elezioni dello scorso anno, La République en Marche!, il partito del presidente Macron, ha conquistato in tale consesso 22 su 346 seggi: è in netta minoranza.

Francia. Senato. Macron disintegrato: 22 seggi contro 150 dell’opposizione.

Francia. Il senato indaga sull’operato di Mr Macron.

Francia. Il Senato arrostisce Mr Macron a fuoco lento.

France: Macron’s ex-bodyguard detained as Senate report on ‘Benalla affair’ is due

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«The Senate office has just rendered its decision»

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«He seizes the justice of the cases of Alexandre Benalla, Vincent Crase, but also of the three high officials of the Élysée»

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«The five men are believed to have concealed the truth when their auditions in the upper chamber.»

*

«That would be tantamount to using the Senate to settle accounts with Emmanuel Macron»

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«Alexis Kohler, the secretary general of the presidential office, and Lionel Lavergne, the presidential security chief, stand accused of showing “inconsistencies” in their testimony to the Senate commission – which envince “major dysfunctions” in Macron’s presidential office»

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«Kohler is the right-hand man to Macron, …. Some have even said that they’re so close that Kohler is an extension of Macron’s brain»

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La posizione di Mr Benalla si è ulteriormente aggravata. La polizia ha trovato un suo selfie:

«Per lui, anche l’accusa di “porto d’armi non autorizzato” che la magistratura ha desunto da un selfie che Benalla si è scattato mentre impugna una pistola»

Diciamo che essersi fatto un selfie armi in pugno sembrerebbe non essere stata un’idea particolarmente brillante.

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Il nome di Mr Alexis Kohler è noto quasi esclusivamente agli addetti ai lavori.

«Enarque au CV impeccable et fidèle lieutenant d’Emmanuel Macron, Alexis Kohler, désormais secrétaire général de l’Elysée, est particulièrement discret sur ses liens familiaux qui le mettent pourtant régulièrement en “situation de conflit d’intérêts majeur ….

Alexis Kohler n’est pas simplement le plus proche collaborateur d’Emmanuel Macron: il fait aussi partie de la famille de Gianluigi Aponte, le fondateur et principal actionnaire de la Mediterranean Shipping Company (MSC).

“Un lointain cousin est actionnaire de MSC”, avait-il concédé au détour d’une phrase à “l’Express” en juillet dernier, rappelle Mediapart. Concrètement, la mère d’Alexis Kohler, Sola Hakim, est la cousine germaine de Rafaela Aponte, la femme de Gianluigi Aponte, elle-même cofondatrice du groupe.

Or, l’armateur italo-suisse est, l'”un des plus grands clients, si ce n’est le plus grand, de STX France, les chantiers navals de Saint-Nazaire”, souligne Mediapart …. Et c’est peu dire que pour MSC, les affaires sont histoire de famille. Le numéro deux mondial du transport maritime, avec 26 milliards d’euros de chiffre d’affaires»

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Adesso dovrebbe essere ben chiara anche tutta la questione attorno ai cantieri navali Stx di Saint Nazaire, argomento di prossima discussione in senato ….

«That would be tantamount to using the Senate to settle accounts with Emmanuel Macron»

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Senate seizes justice cases Benalla, Crase and three relatives of Macron

«The Senate office has just rendered its decision. He seizes the justice of the cases of Alexandre Benalla, Vincent Crase, but also of the three high officials of the Élysée. The five men are believed to have concealed the truth when
their auditions in the upper chamber.

This is not a surprise for Alexandre Benalla and Vincent Crase.For the three employees of President Macron, however, there was a doubt.

The centrists, members of the Senate office, did not want to send them to court, judging the evidence against the three men too light.That would be tantamount to using the Senate to settle accounts with Emmanuel Macron, some explained.

Republicans and Socialists, on the other hand, wanted the Senate to play its full role, having conducted hearings for weeks.They have therefore been successful, even though the details of the vote are not yet known.

So now the prosecutor will take the case.

An offense punishable by five years in prison

Alexandre Benalla, Vincent Crase and Patrick Strzoda, Emmanuel Macron’s chief of staff, are suspected of giving false testimony, said Socialist Senator Victorin Lurel, a member of the Senate Bureau.An offense punishable by five years in prison and 75,000 euros fine.

Emmanuel Macron’s other collaborators are Alexis Kohler, Secretary General of the Elysée, and Lionel Lavergne, Head of the Security Group of the Presidency of the Republic.»

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French Senate asks prosecutors to probe Macron aides over Benalla affair

«In a new twist to the Benalla affair, the French Senate asked judicial authorities to probe three senior aides to Emmanuel Macron over the scandal on Thursday, including the president’s “right-hand man” Alexis Kohler.

A Senate commission decided to report Alexandre BenallaMacron’s former bodyguard, whom video footage has shown beating up a protester at a May Day rally –  Patrick Strzoda and Vincent Crase, a reservist in the national gendarmerie, on the grounds that they are suspected of concealing the truth when interrogated by the parliamentary committee.

Contacted by FRANCE 24, Hélène Conway-Mouret, the Socialist vice-president of the Senate, confirmed these details. The offence of giving false testimony is punishable by five years in prison and a €75,000 fine.

Meanwhile Alexis Kohler, the secretary general of the presidential office, and Lionel Lavergne, the presidential security chief, stand accused of showing “inconsistencies” in their testimony to the Senate commission – which envince “major dysfunctions” in Macron’s presidential office, a member of the committee told AFP.

“Kohler is the right-hand man to Macron,” said FRANCE 24 French Politics Editor Marc Perelman. “Some have even said that they’re so close that Kohler is an extension of Macron’s brain.”

The Senate investigation is responding to further discoveries about Benalla since the video footage of his May Day activities was released by Le Monde in August 2018, Perelman pointed out: “Since then there have been revelations that he was not merely a bodyguard, that he was close to Macron, that he was issued diplomatic passports and weapons permits, and that he even dealt with some Russian oligarchs while he was in the Élysée.”

“The Senators have said that those three top aides have not told the whole truth about what Benalla was up to, and what authorisation they granted him to carry out all those kinds of activities,” Perelman continued.»

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→ Ansa. 2019-03-22. Francia: nuove accuse per Benalla

Alexandre Benalla, l’ex consigliere dell’Eliseo sotto inchiesta per violenze a margine di una manifestazione di studenti il 1 maggio 2018, dovrà rispondere di nuove accuse. Al termine di un interrogatorio, l’ex collaboratore di Emmanuel Macron è stato messo sotto inchiesta per essere “intervenuto nell’esercizio di una funzione pubblica”, nella fattispecie al fianco della polizia. Per lui, anche l’accusa di “porto d’armi non autorizzato” che la magistratura ha desunto da un selfie che Benalla si è scattato mentre impugna una pistola.

Intanto, la Commissione d’inchiesta del Senato ha deciso di rinviare alla giustizia il caso di “false testimonianze” da parte non soltanto di Benalla ma del suo ex collega all’Eliseo Vincent Crase, e di Patrick Strzoda, capo di gabinetto di Macron. Alla giustizia, il Senato ha deciso di trasmettere anche le deposizioni del segretario generale dell’Eliseo, Alexis Kohler, e del generale Lionel Lavergne, capo della sicurezza della presidenza.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Francia. Il senato indaga sull’operato di Mr Macron.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-03-20.

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Nelle ultime elezioni per il senato francese, tenutesi il 24 settembre 2017, La République En Marche, il partito di Mr Macron, ha ottenuto 21 / 348 seggi. I The Republicans 146 / 348, il Soc, Socialist and Republican, 78 / 348. Il senato francese ha tra i suoi compiti quello di supervisionare le azioni del governo e del presidente. Data l’attuale composizione, Mr Macron trova ben pochi difensori in tale consesso.

Sono note molte delle problematiche sul tappeto.

French Senate recommends prosecution of Macron’s former security aide Alexandre Benalla for perjury

«The senators said there were “major flaws” in the government’s handling of the scandal.»

French senators demand probe of Macron aides in Benalla affair

«French senators urged an investigation into three top aides to President Emmanuel Macron on Wednesday, saying there was reason to believe they had withheld information from an official inquiry into a scandal involving Macron’s former bodyguard.

Senate president Gerard Larcher has already indicated he will follow through on the recommendations and file the necessary complaints with the prosecutor’s office.»

French govt admits security ‘flaws’ in Yellow Vest riots [2019-03-18]

«The French government admitted Sunday its security measures had been “insufficient” to stem an arson and looting rampage by black-clad anarchists during a “yellow vest” protest along the famous Champs-Elysees in Paris.

Police appeared overwhelmed Saturday as demonstrators ran amok on the avenue, with retailers there saying some 80 shops and businesses were vandalised.

Prime Minister Edouard Philippe acknowledged Sunday there had been security “flaws” which needed to be rectified.

“Analysis of yesterday’s events highlights that the measures taken were insufficient to contain the violence and prevent wrongdoing” by the rioters, the premier’s office said, adding that Philippe was due to meet President Emmanuel Macron on Monday morning.

Already under political pressure, Macron — who cut short a skiing trip to rush back to the capital for a crisis meeting late Saturday — has vowed “strong” action.

“Yellow vest” representatives on Sunday called on Interior Minister Christophe Castaner to quit over the government’s failure to contain the black bloc.

They accuse the anarchists of hijacking the peaceful weekly demonstrations.

“We are neither pariahs nor terrorists,”

On Tuesday, Le Maire and Castaner will face questioning from two French Senate committees over Saturday’s events.

Questions will focus on “the means put in place to deal with these disorders” and the resulting downgrade in France’s trading situation and “economic attractiveness”, the Senate said in a statement Sunday.»

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«The French finance and interior ministers will face senators this week, as the government grapples with the chaos and disorder of the recent “yellow vest” protest. President Emmanuel Macron has vowed a strong response»

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«France’s government faced harsh criticism on Sunday, in the aftermath of an arson and looting rampage perpetrated by demonstrators during a “yellow vest” protest in Paris the day before»

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«Prime Minister Edouard Philippe acknowledged the existence of security “flaws,” which he said the government would work to rectify»

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I problemi attuali della Francia sono ben sintetizzati dalla tabella storica del pil, espresso in dollari americani, valuta dei commerci internazionali, usata anche nei confronti tra diversi stati.

Facendo paragone con il 2008, in Francia il pil è passato da 2,932.215 miliardi Usd ai 2,774.158 Usd di fine 2018, mentre il pil procapite è passato da 47,181 Usd agli attuali 41,269 Usd.

In dieci anni sono stati persi 158.06 miliardi di pil e 5,912 Usd di pil procapite.

Contro un reddito mediano di circa 1,200 euro mensili, la soglia di povertà è stimata essere 1,650 euro. È la condizione in cui versa larga quota dei francesi.

Non sono stati i Gilets Jaunes  causare simile sfacelo economico: è stata questa situazione economica a mobilitare i Gilets Jaunes.


Deutsche Welle. 2019-03-18. French government admits security ‘flaws’ in Paris riots

The French finance and interior ministers will face senators this week, as the government grapples with the chaos and disorder of the recent “yellow vest” protest. President Emmanuel Macron has vowed a strong response.

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France’s government faced harsh criticism on Sunday, in the aftermath of an arson and looting rampage perpetrated by demonstrators during a “yellow vest” protest in Paris the day before.

Prime Minister Edouard Philippe acknowledged the existence of security “flaws,” which he said the government would work to rectify.

French police appeared overwhelmed during Saturday’s protest, as demonstrators ran amok on Paris’ famous Champs-Elysee Avenue. So-called black bloc protesters vandalized a popular upscale restaurant, luxury stores, a bank, a chocolatier and several newsstands.

Retailers said that some 80 shops and businesses were affected. Authorities responded with tear gas, stun grenades and water cannon, in an attempt to repel protesters.

“Analysis of yesterday’s events highlights that the measures taken were insufficient to contain the violence and prevent wrongdoing,” Philippe said.

French President Emmanuel Macron cut short a skiing trip to return to Paris, where he vowed “strong” action in response to the disturbances in the capital.

Figures from across the political spectrum blamed Macron’s government for not being able to control the situation. Paris’ socialist mayor, Anne Hidalgo, said on Sunday that she was waiting for “an explanation” from the government, adding that she was “really angry” at the “unprecedented violence”. 

“We should be able to master a situation like the one we have just witnessed,” she told Le Parisien newspaper.

Search for solutions

Finance Minister Bruno Le Maire is set to host a meeting on Monday with trade groups, business groups and insurers, to discuss the economic impact of the protests, his office said.

Last month, Le Maire estimated the economic impact would slice 0.2 percentage points off France’s economic growth.

On Tuesday, the finance minister will face questioning from two French Senate committees over Saturday’s events. Interior Minister Christophe Castaner will also have to attend hearings in the Senate over the protests.

The hearings are meant to discuss “the means put in place to deal with these disorders.” Lawmakers noted the resulting downgrade in France’s trading situation and “economic attractiveness,” as a consequence of the disruptions on the street, the Senate said in a statement Sunday.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Giustizia

Salvini. Autorizzazione a procedere. Alcune considerazioni.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-02-05.

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Sull’argomento si può notare molta confusione, per cui un minimo di prefazione chiarificatrice potrebbe essere di utilità.

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«Per autorizzazione a procedere si intende un atto con cui determinati organi rimuovono un ostacolo alla prosecuzione dell’azione penale nei confronti di un determinato soggetto (art. 343 c.p.p.); essa viene richiesta dal pubblico ministero (art. 344 c.p.p.). L’art. 313 c.p. individua una serie di reati in cui è necessaria l’autorizzazione a procedere da parte del Ministro della giustizia, mentre costituiscono un’eccezione i reati di vilipendio delle Assemblee legislative – in cui sono le Camere stesse a decidere sull’autorizzazione a procedere (Parlamento) – e della Corte costituzionale, la cui decisione spetta alla Corte stessa (art. 313, co. 3, c.p.p.).

Non vi è dubbio, però, che, da un punto di vista storico, la più importante delle forme di autorizzazione a procedere sia quella legata alle prerogative parlamentari: fin dalla Dichiarazione dei diritti inglese del 1689, infatti, in funzione di contrasto della pratica degli arresti arbitrari degli oppositori politici da parte dei Tudor e degli Stuart, era stato esplicitamente affermato che la libertà di parola, di discussione o di procedura in seno al Parlamento non potesse essere intralciata o messa in discussione in nessuna corte o in altro luogo al di fuori del Parlamento stesso. La Costituzione italiana disciplina l’istituto dell’autorizzazione a procedere nei confronti dei parlamentari all’art. 68. A seguito della riforma operata con la l. cost. n. 3/1993, non è più necessaria l’autorizzazione a procedere per sottoporre un parlamentare a procedimento penale, mentre permane l’obbligo di chiederla nel caso di arresto (ad eccezione dei casi in cui il parlamentare sia stato colto nell’atto di commettere un reato per cui è previsto l’arresto in flagranza o a seguito di una sentenza irrevocabile di condanna), di perquisizione personale o domiciliare o di intercettazione, in qualsiasi forma, delle comunicazioni (ivi compresa la corrispondenza) o delle conversazioni dello stesso. L’autorizzazione a procedere deve essere chiesta anche nei confronti dei giudici della Corte costituzionale, rispetto ai quali continua applicarsi il regime giuridico previsto per i parlamentari sino al 1993 (l’art. 3, co. 2, della l. cost. n. 1/1948 rinvia, infatti, al «vecchio» art. 68 Cost.). Infine, una peculiare ipotesi di autorizzazione a procedere è quella prevista all’art. 96 Cost., come novellato con la l. cost. n. 1/1989, per quanto riguarda i c.d. reati ministeriali, ovvero compiuti dal Presidente del Consiglio dei ministri o da un Ministro, anche se cessati dalla carica, nell’esercizio delle loro funzioni.» [Fonte]

*

«I reati ministeriali costituiscono una fattispecie di reato direttamente disciplinata dalla nostra Costituzione, all’art. 96: rientrano in tale tipologia i reati commessi dal Presidente del Consiglio dei Ministri o da un ministro nell’esercizio delle loro funzioni.

La riforma dei reati ministeriali

Prima che venisse varata la legge di revisione costituzionale n.1 del 16 gennaio 1989, l’art. 96 stabiliva che il Presidente del Consiglio e i ministri, per i reati in questione, fossero giudicati col medesimo procedimento previsto per i reati presidenziali, ovverosia messa in stato d’accusa dal Parlamento in seduta comune e giudizio della Corte Costituzionale nella sua composizione integrata: una procedura, questa, che prevedeva delle Commissioni inquirenti e che, all’atto pratico, dimostrava degli evidenti limiti.

A seguito del referendum del 1987 e della successiva riforma costituzionale, l’art. 96 è stato riformulato: il nuovo dettato stabilisce che il giudizio sui reati ministeriali spetta, previa autorizzazione della Camera a cui appartiene l’indagato, alla magistratura ordinaria.

Il tribunale dei ministri

Al cosiddetto “Tribunale dei Ministri”, un tribunale costituito da tre magistrati e istituito ad hoc presso il tribunale del capoluogo di distretto della Corte d’Appello, sono affidate le indagini preliminari: se non ne viene disposta l’archiviazione, gli atti vengono trasmessi alle Camere.

Per stabilire se un reato è ministeriale, occorre valutare se il reato è stato commesso per tutelare un interesse dello Stato costituzionalmente rilevante o per perseguire un preminente interesse pubblico.

Competente ad esaminare e le questioni inerenti alla concessione dell’autorizzazione è la Giunta per le autorizzazioni a procedere: nel caso in cui il soggetto inquisito non sia un ministro parlamentare, la competenza è del Senato.

La deliberazione della Camera interessata, che richiede la maggioranza assoluta, è insindacabile. Sempre alle Camere spetta il compito di autorizzare le misure restrittive della libertà personale.

In ogni caso, nella fase di giudizio, non possono essere disposte nei confronti del Presidente del Consiglio e dei ministri pene accessorie che comportino la sospensione dall’ufficio.» [Fonte]

* * * * * * *

Adesso cerchiamo di sintetizzare.

Gli eletti al Parlamento ed al Senato godono dell’immunità.

Un PM che esegua indagini e presuma di aver raccolto materiale sufficiente, può chiedere al rispettivo ramo del parlamento l’autorizzazione a procedere davanti al tribunale dei ministri.

Mentre una richiesta fatta per reati contro il patrimonio, pubblico ovvero privato, oppure contro la persona sono chiaramente dimostrabili e l’autorizzazione dovrebbe essere concessa per i casi di una certa quale rilevanza, ben differente è la situazione ove si imputi un determinato comportamento politico.

In buona sostanza, Mr Salvini sarebbe chiamato in giudizio a rispondere di una scelta collegiale del governo, di natura squisitamente politica.

Ciò sembrerebbe essere giuridicamente incorretto.


Adnk. 2019-02-01. Vertici 5S virano su salva-Salvini

“C’è tempo”. “Ascolteremo prima le parole di Salvini, poi leggeremo la memoria di Conte, Salvini e Di Maio. E valuteremo”. Il M5S appare prudente sulla linea da tenere nella Giunta delle Immunità del Senato in merito all’autorizzazione a procedere nei confronti del vicepremier Matteo Salvini sul caso Diciotti. Ma la narrazione è cambiata. E il cambio di rotta sembra già su carta, stando almeno a quanto emerso nella riunione tenutasi ieri in tarda serata tra Di Maio e i senatori della Giunta.

Intanto Salvini tira dritto di fronte ai tentennamenti dell’alleato di governo, dichiara di confidare non solo nel voto del M5S “ma dell’intero Senato, perché qui non è in discussione un reato ma il fatto che un governo possa esercitare i poteri che gli italiani gli conferiscono”, tradotto: “Non sono pagato per i se, i forse, i ma”. Forte anche, il leader della Lega, del sostegno di Conte, che ha assunto su di se la responsabilità della vicenda.

Mercoledì mattina è stato il senatore Mario Michele Giarrusso ad annunciare che Conte, Di Maio e Toninelli depositeranno in Giunta una memoria per spiegare come “sul caso Diciotti ci sia stata una decisione che coinvolge tutto il governo, con responsabilità anche di altri ministri e del presidente del Consiglio stesso”. Poi emergono le prime ricostruzioni di una riunione di martedì ‘silenziata’, con bocche cucite persino sulla location dell’incontro voluto da Di Maio e tenutosi in tarda serata in un’abitazione privata. Ed è evidente che qualcosa, sulla linea da tenere, è cambiato, e che si vira verso il no all’autorizzazione a procedere, evitando il processo a Salvini.

“Il quesito posto alla Giunta è chiaro: verterà infatti sull’esistenza di un interesse superiore compiuto nell’esercizio di governo o se il ministro abbia agito come privato cittadino per i suoi interessi”. Ed è questo che ora i 5 Stelle sperano di far comprendere alla base ma anche a un gruppo parlamentare lacerato dalle divisioni interne. “È chiaro – il ragionamento emerso nel corso della riunione – che se fosse stato corruzione o peculato lo avremmo mandato subito a processo. Ma si tratta di un’altra questione, e per di più senza precedenti: mai si è stati chiamati a legittimare un’azione di governo davanti ai giudici”.

Il problema vero, almeno nei palazzi e tralasciando la questione – non da poco – di una base in agitazione, è convincere l’ala ortodossa del Movimento, quella più vicina a Roberto Fico. “Va fatta una riflessione tecnica all’interno della Giunta, ma se il caso andrà in Aula, noi voteremo assolutamente sì. Il M5S non ha mai negato il processo a un politico”, ha dichiarato il sottosegretario all’Interno, Carlo Sibilia, ai microfoni di ‘Circo Massimo’.

Ma anche tra i ‘duri e puri’ comincia a farsi strada qualche dubbio. Un ortodosso della prima ora che martedì in una chat interna scriveva convinto “la linea non cambia. Punto. Altrimenti esplode il M5S”, si lascia sfuggire: “Mah, non è una classica autorizzazione a procedere per l’immunità. Non è un voto salva casta. Ma va spiegata…”. Intanto Fico tace ed evita di prendere posizione al riguardo, anche, viene spiegato da chi gli è vicino, per rispetto istituzionale, visto che ci sarà un voto in giunta e poi, forse, in Aula.

Ma i vertici sanno bene che una parte del gruppo ribolle. E una decisione simile sarebbe difficile da far digerire a una frangia, non ultime le senatrici Elena Fattori e Paola Nugnes, che sui numeri in Aula al Senato potrebbero far la differenza.

Perché anche se la Giunta decidesse di non autorizzare la magistratura a procedere, il regolamento di Palazzo Madama prevede comunque la possibilità di un voto dell’Aula: basta che a chiederlo siano 20 senatori. E’ il malcontento, nel Movimento, brucia sotto la cenere. Nonostante ci sia chi, non ultimo Alessandro Di Battista, stia cercando di coinvolgere quanto più il gruppo, sentendo anche le seconde file sul caso Diciotti e sulla strada da intraprendere per uscire dall’angolo.

Ma c’è chi tiene la barra dritta, sordo a nuove ‘narrazioni’ o cambi di passo. “Qualcuno ci vuol far diventare dorotei”, il messaggio che rimbalzava su alcuni telefonini. E c’è chi non teme ripercussioni e ci mette la faccia. Se il M5S dovesse ‘salvare’ il leader della Lega “non escludo l’addio al Movimento”, dice all’AdnKronos Nugnes, considerata molto vicina a Fico. “E’ una cosa che sto valutando di fare da fine anno, almeno”, aggiunge la parlamentare campana.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Giustizia, Senza categoria, Stati Uniti, Trump

Trump. Come far venire le coliche a Mrs Pelosi. Nominations.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-01-29.

201901-24__snoopy__001

Nell’ambito della guerra civile che i liberal democratici hanno scatenato contro Mr Trump, la risposta del Presidente è linearmente semplice.

Ha sottoposto al Senato una lunga serie di nomine di giudici federali. I documenti sono scarni, ma di bella lettura.

Ad un rapido controllo, sembrerebbero essere per lo più persone molto giovani e tutte molto vicine alla visione di vita repubblicana.

Vedremo come si manifesterà l’ira impotente di Mrs Pelosi.

*


Six Nominations Sent to the Senate [The White House. 2019-01-24]

James A. Crowell IV, of the District of Columbia, to be an Associate Judge of the Superior Court of the District of Columbia for the term of fifteen years, vice Brian F. Holeman, retired.

Keith Krach, of California, to be an Under Secretary of State (Economic Growth, Energy, and the Environment), vice Catherine Ann Novelli, resigned.

Keith Krach, of California, to be United States Alternate Governor of the European Bank for Reconstruction and Development, vice Robert D. Hormats, resigned.

Keith Krach, of California, to be United States Alternate Governor of the International Bank for Reconstruction and Development for a term of five years; United States Alternate Governor of the Inter-American Development Bank for a term of five years, vice Catherine Ann Novelli, resigned.

Jason Park, of the District of Columbia, to be an Associate Judge of the Superior Court of the District of Columbia for the term of fifteen years, vice John McAdam Mott, retired.

Robert K. Scott, of Maryland, a Career Member of the Senior Foreign Service, Class of Counselor, to be Ambassador Extraordinary and Plenipotentiary of the United States of America to the Republic of Malawi.

*


Nominations Sent to the Senate [The White House. 2019-01-23]

Rossie David Alston, Jr., of Virginia, to be United States District Judge for the Eastern District of Virginia, vice Gerald Bruce Lee, retired.

Roy Kalman Altman, of Florida, to be United States District Judge for the Southern District of Florida, vice Joan A. Lenard, retired.

Raul M. Arias-Marxuach, of Puerto Rico, to be United States District Judge for the District of Puerto Rico, vice Jose Antonio Fuste, retired.

Bridget S. Bade, of Arizona, to be United States Circuit Judge for the Ninth Circuit, vice Barry G. Silverman, retired.

Miller Baker, of Louisiana, to be a Judge of the United States Court of International Trade, vice Donald C. Pogue, retired.

Thomas P. Barber, of Florida, to be United States District Judge for the Middle District of Florida, vice James D. Whittemore, retired.

Pamela A. Barker, of Ohio, to be United States District Judge for the Northern District of Ohio, vice Donald C. Nugent, retired.

Campbell Barker, of Texas, to be United States District Judge for the Eastern District of Texas, vice Leonard E. Davis, retired.

Kenneth D. Bell, of North Carolina, to be United States District Judge for the Western District of North Carolina, vice Richard L. Voorhees, retired.

Wendy Williams Berger, of Florida, to be United States District Judge for the Middle District of Florida, vice John E. Steele, retired.

Joseph F. Bianco, of New York, to be United States Circuit Judge for the Second Circuit, vice Reena Raggi, retired.

Jean-Paul Boulee, of Georgia, to be United States District Judge for the Northern District of Georgia, vice William S. Duffey Jr., retired.

Holly A. Brady, of Indiana, to be United States District Judge for the Northern District of Indiana, vice Joseph S. Van Bokkelen, retired.

Andrew Lynn Brasher, of Alabama, to be United States District Judge for the Middle District of Alabama, vice Mark E. Fuller, resigned.

Brian C. Buescher, of Nebraska, to be United States District Judge for the District of Nebraska, vice Laurie Smith Camp, retired.

James David Cain, Jr., of Louisiana, to be United States District Judge for the Western District of Louisiana, vice Patricia Head Minaldi, retired.

Stephen R. Clark, Sr., of Missouri, to be United States District Judge for the Eastern District of Missouri, vice Carol E. Jackson, retired.

Clifton L. Corker, of Tennessee, to be United States District Judge for the Eastern District of Tennessee, vice J. Ronnie Greer, retired.

Daniel Desmond Domenico, of Colorado, to be United States District Judge for the District of Colorado, vice Robert E. Blackburn, retired.

Philip M. Halpern, of New York, to be United States District Judge for the Southern District of New York, vice P. Kevin Castel, retired.

Richard A. Hertling, of Maryland, to be a Judge of the United States Court of Federal Claims for a term of fifteen years, vice George W. Miller, deceased.

Ryan T. Holte, of Ohio, to be a Judge of the United States Court of Federal Claims for a term of fifteen years, vice Nancy B. Firestone, term expired.

Karin J. Immergut, of Oregon, to be United States District Judge for the District of Oregon, vice Anna J. Brown, retired.

Matthew J. Kacsmaryk, of Texas, to be United States District Judge for the Northern District of Texas, vice Mary Lou Robinson, retired.

Damon Ray Leichty, of Indiana, to be United States District Judge for the Northern District of Indiana, vice Robert L. Miller Jr., retired.

Thomas Marcelle, of New York, to be United States District Judge for the Northern District of New York, vice Gary L. Sharpe, retired.

Paul B. Matey, of New Jersey, to be United States Circuit Judge for the Third Circuit, vice Julio M. Fuentes, retired.

Corey Landon Maze, of Alabama, to be United States District Judge for the Northern District of Alabama, vice Virginia Emerson Hopkins, retired.

Matthew Walden McFarland, of Ohio, to be United States District Judge for the Southern District of Ohio, vice Thomas M. Rose, retired.

Eric D. Miller, of Washington, to be United States Circuit Judge for the Ninth Circuit, vice Richard C. Tallman, retired.

David Steven Morales, of Texas, to be United States District Judge for the Southern District of Texas, vice Janis Graham Jack, retired.

Sarah Daggett Morrison, of Ohio, to be United States District Judge for the Southern District of Ohio, vice Gregory L. Frost, retired.

Eric E. Murphy, of Ohio, to be United States Circuit Judge for the Sixth Circuit, vice Alice M. Batchelder, retired.

Carl J. Nichols, of the District of Columbia, to be United States District Judge for the District of Columbia, vice Richard W. Roberts, retired.

Howard C. Nielson, Jr., of Utah, to be United States District Judge for the District of Utah, vice Brian Theadore Stewart, retired.

Michael H. Park, of New York, to be United States Circuit Judge for the Second Circuit, vice Gerard E. Lynch, retired.

Nicholas Ranjan, of Pennsylvania, to be United States District Judge for the Western District of Pennsylvania, vice Kim R. Gibson, retired.

Neomi J. Rao, of the District of Columbia, to be United States Circuit Judge for the District of Columbia Circuit, vice Brett M. Kavanaugh, elevated.

Chad A. Readler, of Ohio, to be United States Circuit Judge for the Sixth Circuit, vice Deborah L. Cook, retiring.

Timothy M. Reif, of the District of Columbia, to be a Judge of the United States Court of International Trade, vice Richard K. Eaton, retired.

Rodolfo Armando Ruiz II, of Florida, to be United States District Judge for the Southern District of Florida, vice William J. Zloch, retired.

Allison Jones Rushing, of North Carolina, to be United States Circuit Judge for the Fourth Circuit, vice Allyson K. Duncan, retiring.

Lisa M. Schenck, of Virginia, to be a Judge of the United States Court of Military Commission Review.  (New Position)

Rodney Smith, of Florida, to be United States District Judge for the Southern District of Florida, vice Robin S. Rosenbaum, elevated.

Michael J. Truncale, of Texas, to be United States District Judge for the Eastern District of Texas, vice Ronald H. Clark, retired.

Wendy Vitter, of Louisiana, to be United States District Judge for the Eastern District of Louisiana, vice Helen G. Berrigan, retired.

Kent Wetherell, II, of Florida, to be United States District Judge for the Northern District of Florida, vice John Richard Smoak, retired.

Allen Cothrel Winsor, of Florida, to be United States District Judge for the Northern District of Florida, vice Robert L. Hinkle, retired.

Joshua Wolson, of Pennsylvania, to be United States District Judge for the Eastern District of Pennsylvania, vice James Knoll Gardner, retired.

Patrick R. Wyrick, of Oklahoma, to be United States District Judge for the Western District of Oklahoma, vice David L. Russell, retired.

John Milton Younge, of Pennsylvania, to be United States District Judge for the Eastern District of Pennsylvania, vice Mary A. McLaughlin, retired.

*


President Donald J. Trump Announces Intent to Nominate Judicial Nominees  [The White House. 2019-01-22]

Today President Donald J. Trump announced his intent to nominate the following judicial nominees:

Rossie David Alston, Jr., of Virginia, to be United States District Judge for the Eastern District of Virginia.

Roy Kalman Altman, of Florida, to be United States District Judge for the Southern District of Florida.

Raul M. Arias-Marxuach, of Puerto Rico, to be United States District Judge for the District of Puerto Rico.

Bridget S. Bade, of Arizona, to be United States Circuit Judge for the Ninth Circuit.

Miller Baker, of Louisiana, to be a Judge of the United States Court of International Trade.

Thomas P. Barber, of Florida, to be United States District Judge for the Middle District of Florida.

Pamela A. Barker, of Ohio, to be United States District Judge for the Northern District of Ohio.

Campbell Barker, of Texas, to be United States District Judge for the Eastern District of Texas.

Kenneth D. Bell, of North Carolina, to be United States District Judge for the Western District of North Carolina.

Wendy Williams Berger, of Florida, to be United States District Judge for the Middle District of Florida.

Joseph F. Bianco, of New York, to be United States Circuit Judge for the Second Circuit.

Jean-Paul Boulee, of Georgia, to be United States District Judge for the Northern District of Georgia.

Holly A. Brady, of Indiana, to be United States District Judge for the Northern District of Indiana.

Andrew Lynn Brasher, of Alabama, to be United States District Judge for the Middle District of Alabama.

Brian C. Buescher, of Nebraska, to be United States District Judge for the District of Nebraska.

James David Cain, Jr., of Louisiana, to be United States District Judge for the Western District of Louisiana.

Stephen R. Clark, Sr., of Missouri, to be United States District Judge for the Eastern District of Missouri.

Clifton L. Corker, of Tennessee, to be United States District Judge for the Eastern District of Tennessee.

Daniel Desmond Domenico, of Colorado, to be United States District Judge for the District of Colorado.

Philip M. Halpern, of New York, to be United States District Judge for the Southern District of New York.

Richard A. Hertling, of Maryland, to be a Judge of the United States Court of Federal Claims.

Ryan T. Holte, of Ohio, to be a Judge of the United States Court of Federal Claims.

Karin J. Immergut, of Oregon, to be United States District Judge for the District of Oregon.

Matthew J. Kacsmaryk, of Texas, to be United States District Judge for the Northern District of Texas.

Damon Ray Leichty, of Indiana, to be United States District Judge for the Northern District of Indiana.

Thomas Marcelle, of New York, to be United States District Judge for the Northern District of New York.

Paul B. Matey, of New Jersey, to be United States Circuit Judge for the Third Circuit.

Corey Landon Maze, of Alabama, to be United States District Judge for the Northern District of Alabama.

Matthew Walden McFarland, of Ohio, to be United States District Judge for the Southern District of Ohio.

Eric D. Miller, of Washington, to be United States Circuit Judge for the Ninth Circuit.

David Steven Morales, of Texas, to be United States District Judge for the Southern District of Texas.

Sarah Daggett Morrison, of Ohio, to be United States District Judge for the Southern District of Ohio.

Eric E. Murphy, of Ohio, to be United States Circuit Judge for the Sixth Circuit.

Carl J. Nichols, of the District of Columbia, to be United States District Judge for the District of Columbia.

Howard C. Nielson, Jr., of Utah, to be United States District Judge for the District of Utah.

Michael H. Park, of New York, to be United States Circuit Judge for the Second Circuit.

Nicholas Ranjan, of Pennsylvania, to be United States District Judge for the Western District of Pennsylvania.

Neomi J. Rao, of the District of Columbia, to be United States Circuit Judge for the District of Columbia Circuit.

Chad A. Readler, of Ohio, to be United States Circuit Judge for the Sixth Circuit.

Timothy M. Reif, of the District of Columbia, to be a Judge of the United States Court of International Trade.

Rodolfo Armando Ruiz II, of Florida, to be United States District Judge for the Southern District of Florida.

Allison Jones Rushing, of North Carolina, to be United States Circuit Judge for the Fourth Circuit.

Lisa M. Schenck, of Virginia, to be a Judge of the United States Court of Military Commission Review.

Rodney Smith, of Florida, to be United States District Judge for the Southern District of Florida.

Michael J. Truncale, of Texas, to be United States District Judge for the Eastern District of Texas.

Wendy Vitter, of Louisiana, to be United States District Judge for the Eastern District of Louisiana.

Kent Wetherell, II, of Florida, to be United States District Judge for the Northern District of Florida.

Allen Cothrel Winsor, of Florida, to be United States District Judge for the Northern District of Florida.

Joshua Wolson, of Pennsylvania, to be United States District Judge for the Eastern District of Pennsylvania.

Patrick R. Wyrick, of Oklahoma, to be United States District Judge for the Western District of Oklahoma.

John Milton Younge, of Pennsylvania, to be United States District Judge for the Eastern District of Pennsylvania.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Sistemi Politici

Usa. Corsa per il Senato. Chi mai se lo sarebbe potuto immaginare?

Giuseppe Sandro Mela.

2018-10-31.

2018-10-29__Usa

«Elizabeth Warren, Kamala Harris accused of breaking fundraising rules over Kavanaugh vote»

*

«A watchdog group filed a Senate ethics complaint Monday against Sens. Kamala Harris and Elizabeth Warren for sending out fundraising emails asking for donations to support their votes against Justice Brett M. Kavanaugh — even before they cast their votes against him.»

*

«While voting and then asking supporters to back that decision with cash is common, the watchdog group, the Foundation for Accountability and Civic Trust (FACT), says asking for money ahead of time crosses the line into vote-buying»

*

«FACT asked the Senate ethics committee to probe fundraising emails sent by Ms. Warren, Massachusetts Democrat, and Ms. Harris, California Democrat»

*

«The Senate’s rules prohibit senators “cashing in” on using their official positions for personal gain.»

*

«“This is a clear violation of the Senate Ethics rules which safeguard against the appearance or actuality of elected officials ‘cashing in’ on their official position for political purposes,”»

* * * * * * *

Per la cronaca, la sen Kamala Devi Harris (Oakland, 20 ottobre 1964) è una politica statunitense. È una delle due senatrici per lo Stato della California (assieme a Dianne Feinstein), ed è un’esponente del Partito Democratico.
Nel 2016 si candida alle elezioni per il Senato per succedere a Barbara Boxer che aveva annunciato il suo ritiro dopo 24 anni come senatrice. Il 7 giugno risulta nettamente la più votata nelle cosiddette jungle primaries della California a cui partecipano i candidati di tutti i partiti e che ammettono i due candidati più votati alle elezioni generali di novembre.
L’8 novembre sconfigge l’altra democratica Loretta Sanchez con il 62.5% dei voti, nelle prime elezioni senatoriali della storia della California a cui non partecipano candidati repubblicani, diventando la seconda donna afroamericana e la prima indo-americana ad essere eletta al Senato. 

Chi mai se lo sarebbe potuto immaginare?

Raccogliere denaro per poi votare contro la nomina di Sua Giustizia Kavanaugh?

Bei tomi queste senatrici democratici/che.


The Washington Times. 2018-10-29. Elizabeth Warren, Kamala Harris accused of breaking fundraising rules over Kavanaugh vote

A watchdog group filed a Senate ethics complaint Monday against Sens. Kamala Harris and Elizabeth Warren for sending out fundraising emails asking for donations to support their votes against Justice Brett M. Kavanaugh — even before they cast their votes against him.

While voting and then asking supporters to back that decision with cash is common, the watchdog group, the Foundation for Accountability and Civic Trust (FACT), says asking for money ahead of time crosses the line into vote-buying.

FACT asked the Senate ethics committee to probe fundraising emails sent by Ms. Warren, Massachusetts Democrat, and Ms. Harris, California Democrat.

Ms. Warren’s email said she was demanding a delay on the judge’s confirmation vote and asked for donations for her 2018 election campaign, while Ms. Harris’s emails detailed several of her actions as a member of the Judiciary Committee, including her questioning of the president’s pick for the high court, and asking for contributions.

The Senate’s rules prohibit senators “cashing in” on using their official positions for personal gain.

FACT said that linking a promise of official action with campaign contributions violates that principle.

“This is a clear violation of the Senate Ethics rules which safeguard against the appearance or actuality of elected officials ‘cashing in’ on their official position for political purposes,” said Kendra Arnold, executive director of FACT.

Spokespersons for Ms. Harris and Ms. Warren didn’t immediately return a request for comment.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Stati Uniti, Trump

Trump. Senato. Potrebbe anche vincere, e vincere bene, 57 – 43.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-10-24.

2018-10-18__Usa__Senato__001

Subito dopo l’elezione di Mr Trump a Presidente degli Stati Uniti i liberal democratici hanno scatenato la più imponente campagna stampa della storia umana contro il presidente eletto.

«Not my president»

era lo slogan che frotte di giovani dimostranti strillavano per otto dollari l’ora.

Poi si sono mosse le Corti di Appello Federali a maggioranza  di giudici liberal democratici, bloccando gran parte degli executive orders del Presidente. Media, televisioni e giornali, plaudenti.

I democratici proclamavano la ineluttabilità di una Marea Blu che avrebbe conquistato il 90% dei deputati alla Camera bassa e la quasi totalità di senatori e governatorati messi in palio.

Per far ciò, schierarono il meglio del meglio del loro esercito: le femmine. 15 femmine candidate al senato, 187 femmine candidate al Congresso e 15 altre femmine candidate governatrici. Secondo infatti il credo liberal democratico essere femmina è bello, conferisce un’intelligenza superiore alla norma e delle capacità professionali alle quali mai i maschi avrebbero potuto ambire.

*

Per i media è certo che la Marea Blu travolgerà Trump a midterm.

Midterm. La marea democratica potrebbe essere solo acqua alta.

Midterm. I liberal democratici si aspettano un’ovazione degli ispano-americani.

Midterm. I lib dem candidano 15 femmine al Senato, 187 al Congresso, 12 a Governatrici.

Poi Mr Trump ha abbassato le tasse di mille miliardi, ha generato milioni di posti di lavoro, a ridotto la disoccupazione al 3.7%, ha potato gli sprechi.

Midterm. Il The New York Times si interroga sulla marea blu.

*

Di oggi il Nymag Intelligencer ha pubblicato una sintetica previsionale per i lSenato americano, che riportiamo in fotocopia.

Sotto la condizione che i senatori con tasso di approvazione inferiore al 50% cedano il seggio al partito avverso, i liberal democratici otterrebbero 43 senatori contro i 57 dei repubblicani. In poche parole, niente Marea Blu, niente Marea Rosa, ma una semplice vittoria del Presidente Trump.

L’ipotesi di lavoro sembrerebbe essere del tutto ragionevole.

*

Questa previsione sembrerebbe anche essere avvalorata dal fatto che il Presidente Trump ha proceduto alla nomina di molti giudici federali, nomine che debbono tutte essere ratificate dal senato. Se non si fosse sentito sicuro, verosimilmente se ne sarebbe astenuto.

One Nomination Sent to the Senate

President Donald J. Trump Announces Eighteenth Wave of Judicial Nominees, Eighteenth Wave of United States Attorney Nominees, and Thirteenth Wave of United States Marshal Nominees

Si noti anche che ben tre dei giudici nominati dovrebbero servire nel nono Circuito, ossia in quello con il maggior numero di giudici liberal democratici.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Stati Uniti, Trump

WSJ ha voltato gualdrappa.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-09-30.

Animali. Bocca aperta. Civetta. 001

«After the FBI was instructed by the White House to interview two of the women who claim Judge Brett Kavanaugh sexually assaulted them – ignoring a third accuser represented by lawyer Michael Avenatti, The Wall Street Journal attempted to independently corroborate the 3rd accuser’s story»

*

«To try and corroborate the story, the Wall Street Journal contacted “dozens of former classmates and colleagues,” yet couldn’t find anyone who knew about the rape parties»

*

«The Wall Street Journal has attempted to corroborate Ms. Swetnick’s account, contacting dozens of former classmates and colleagues, but couldn’t reach anyone with knowledge of her allegations. No friends have come forward to publicly support her claims»

*

«Richard Vinneccy – a registered Democrat, took out a restraining order against her, and says he has evidence that she’s lying»

*

Nessuna prova. La accusa che la signora abbia mentito.


The Wall Street Journal. 2018-09-30. White House Directs FBI to Interview First Two Kavanaugh Accusers, But Not the Third

The Federal Bureau of Investigation has been instructed by the White House to interview two of the women who have alleged sexual misconduct by Brett Kavanaugh, according to people familiar with the matter.

The parameters of the FBI probe don’t include interviewing Julie Swetnick, who said this week the Supreme Court nominee attended a party decades ago where she was gang-raped, according to one of the people.

[Testo riportato parzialmente causa il copyright]


Zero Hedge. 2018-09-30. WSJ Can’t Corroborate Kavanaugh Accuser’s “Gang Bang” Account After “Dozens” Contacted

After the FBI was instructed by the White House to interview two of the women who claim Judge Brett Kavanaugh sexually assaulted them – ignoring a third accuser represented by lawyer Michael Avenatti, The Wall Street Journal attempted to independently corroborate the 3rd accuser’s story. 

Julie Swetnick – whose checkered past has called her character into question, alleges that Kavanaugh and a friend, Mark Judge, ran a date-rape “gang bang” operation at 10 high school parties she attended as an adult (yet never reported to the authorities). 

The allegations were posted by Avenatti over Twitter, which assert that Kavanaugh and Judge made efforts to cause girls “to become inebriated and disoriented so they could then be “gang raped” in a side room or bedroom by a “train” of numerous boys.” 

To try and corroborate the story, the Wall Street Journal contacted “dozens of former classmates and colleagues,” yet couldn’t find anyone who knew about the rape parties. 

The Wall Street Journal has attempted to corroborate Ms. Swetnick’s account, contacting dozens of former classmates and colleagues, but couldn’t reach anyone with knowledge of her allegations. No friends have come forward to publicly support her claims. –WSJ

Soon after Swetnick’s story went public, her character immediately fell under scrutiny – after Politico reports that Swetnick’s ex-boyfriend, Richard Vinneccy – a registered Democrat, took out a restraining order against her, and says he has evidence that she’s lying. 

“Right after I broke up with her, she was threatening my family, threatening my wife and threatening to do harm to my baby at that time,” Vinneccy said in a telephone interview with POLITICO. “I know a lot about her.” –Politico

I have a lot of facts, evidence, that what she’s saying is not true at all,” he said. “I would rather speak to my attorney first before saying more.” Avenatti called the claims “outrageous” and hilariously accused the press of “digging into the past” of a woman levying a claim against Kavanaugh from over 35 years ago. 

Swetnick will appear Sunday night in a TV interview with Showtime’s The Circus – the first woman to levy claims against the Supreme Court nominee to do so. NBC’s Morning Joe teased a clip of the interview Thursday, in which Swetnick calls for an investigation into the allegations against Kavanaugh. 

On Saturday, Mr. Avenatti, Ms. Swetnick’s lawyer, said on Twitter that he and his client hadn’t yet heard from the FBI, despite their repeated requests for an interview. Ms. Swetnick alleged earlier this week that Judge Kavanaugh attended a party in the early 1980s where she was gang-raped and that he tried to get women drunk at several gatherings so they could be targeted for sexual assault. –WSJ

“It is critically important that the public be informed of any hidden effort to limit the scope of the FBI investigation,” said Avenatti. “The scope should be unlimited and the FBI should be tasked with determining whether an allegation is credible—as they do every day in this country.”

Still waiting for a response to this. Still waiting for the FBI to contact me or my client. https://t.co/flU6U0O2Yz

— Michael Avenatti (@MichaelAvenatti) September 30, 2018

NOW in @thedailybeast@MichaelAvenatti blasts possible move by GOP to limit scope of #FBIKavanaughinvestigation – excluding his client’s allegations against #BrettKavanaugh -Vows to “take the facts” to the American peoplehttps://t.co/5A3tZjsSfD #nhpolitics #SCOTUSNomination pic.twitter.com/mUYe5NeXTb

— Paul Steinhauser (@steinhauserNH1) September 30, 2018

Kavanaugh’s first two accusers, Christine Blasey Ford and Deborah Ramirez, have accused Kavanugh of groping and exposing himself respectively. 

On Friday, Republican Senator Jeff Flake attempted to stall a Judiciary Committee vote on Kavanaugh pending an FBI investigation, only to have Chairman Chuck Grassley (R-IA) cut him off and call a snap vote, advancing the nomination to the full Senate floor. Flake then vowed to vote no on the full floor decision, and was joined by GOP Senator Lisa Murkowski of Alaska, just one day after Dianne Feinstein cornered her in a hallway for an apparent “talking to.” 

While walking into Senate Majority Leader Mitch McConnell’s office, Sen. Lisa Murkowski of Alaska, a key vote, said “yes,” when asked if she supports Sen. Jeff Flake’s proposal for a delay.

CNN asked: And do you think it should be limited to Ford’s accusations or should it include an investigation into other allegations?

Murkowski responded: “I support the FBI having an opportunity to bring some closure to this.” –CNN

An official with the Trump administration said the reopening of Kavanaugh’s FBI background check was being handled “as any update to a background investigation would be handled if new, derogatory information is introduced.” 

“The FBI field agents will investigate this as they typically do under the constraints of there being new, derogatory information,” the official said. “They’re not going to go on a fishing expedition.”

Trump told reporders on Saturday that the White House gave the FBI “free reign” in the Kavanaugh inquiry to “do whatever they had to do, whatever it is that they do.” 

“Having them do a thorough investigation, I actually think it will be a blessing in disguise,” Trump said. “It will be a good thing.”

This would contradict Trump’s claims today that “they,” the FBI, “have free reign” to do a “thorough investigation” https://t.co/wavytPaPGi

— Brian Stelter (@brianstelter) September 29, 2018

“The White House is not micromanaging this process,” White House press secretary Sarah Sanders said in an interview with Fox News Sunday

.@PressSec claims Kavanaugh’s testimony was “equally heartbreaking” to Ford’s.
Sanders then says the most “disgraceful and disgusting” thing about Ford’s sexual story isn’t the sexual assault, but is “the way the Democrats have allowed this process to play out.” pic.twitter.com/8z3Mb8O19t

— Aaron Rupar (@atrupar) September 30, 2018

That said, the Journal notes that just because the FBI wasn’t granted the authority to interview Swetnick doesn’t mean they can’t ask other witnesses about her allegations. 

Former FBI officials say they are confident an investgation can be conducted by next Friday, according to the Journal, which adds that background checks for presidential appointees or judicial nominees often need to be done within a matter of weeks. That said, “background investigations are different from criminal investigations in that they are done at the request of a “client”—in this case the White House—and investigators are unable to deploy search warrants or grand jury subpoenas. Potential witnesses are allowed to decline requests to be interviewed,” the Journal adds. 

The limitations on what the FBI will be able to investigate differed from what former officials said would be the best approach, given the level of public scrutiny and likelihood that the bureau could be accused of not chasing down every lead. –WSJ

“If I was in charge of this, I would tell [FBI] Director [Chris] Wray, we need to call up every single person on this,” Mr. Danik said. “You don’t want anyone out there who can say in a week or two, ‘They never talked to us, they never heard from us.’”