Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Fitto (FdI) eletto co-presidente del gruppo Ecr al parlamento europeo.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-06-22.

ECR 001

Il gruppo parlamentare europeo  European Conservatives and Reformists Group alla unanimitù ha eletto come co-presidenti Raffaele Fitto, di Fratelli di Italia, ed il polacco Ryszard Legutko del PiS.

Ecr dispone di 63 / 751 seggi.

Protecting and respecting member states

Common sense & sustainability

«If the EU and its global partners really want to tackle issues such as climate change, recycling, waste, emissions and pollution, food quality and food security, then the EU needs to adopt sensible and sustainable measures which do not place unnecessary and costly burdens on businesses and Member States. Rather than unrealistic targets which will never be fulfilled or properly implemented, the ECR Group supports an ambitious, incremental, and sensible approach that all Member States can support.»

Added value for taxpayers

«A key priority for the ECR Group is cutting much of the suffocating regulation that the EU has adopted and applied to businesses. The ECR Group is constantly identifying where Member States and the EU are implementing EU rules in an unnecessarily bureaucratic and complicated way. By reducing mindless bureaucracy and unnecessary laws, and by ensuring that EU policies are operating efficiently, we can make your taxes work harder than ever!

The ECR Group has led the way on common sense policymaking, and in ensuring that the EU properly implements the competitiveness test, particularly for small and medium sized businesses. The EU needs regulation that provides a level playing field for businesses whilst protects consumers, without uneven implementation across the EU. »

* * * * * * *

La reale potenza politica dell’Italia inizia a dispiegarsi. Saranno die italiani ad essere co-presidente dei gruppi identitari sovranisti.

Una sola nota, ma non di scarsa importanza.

Ecr fa molto spesso ricorso al sintagma ‘common sense‘: il caro, vecchio, sano buon senso.

È un richiamo metodologico che sembrerebbe essere condivisibile in pieno, specie poi in un periodo in cui la maggior parte degli schieramenti politici patrocina programmi implementati attorno ad una idea centrali, assolutizzata ed ideologizzata.

Ci richiama alla memoria il grande Orazio:

«Est modus in rebus: sunt certi denique fines, quos ultra citaque nequit consistere rectum»

“C’è una misura nelle cose: vi sono precisi confini, oltre i quali non può sussistere il giusto.“

*

«reducing mindless bureaucracy and unnecessary laws»

Questo solo obiettivo programmatico val bene lo sforzo di cercare di attuarlo al meglio, con ragionevolezza.


Ansa. 2019-06-20. Fitto (Fdi) eletto co-presidente del gruppo Ecr al Pe

L’eurodeputato italiano Raffaele Fitto (Fratelli d’Italia) è stato eletto co-presidente del gruppo dei Conservatori e riformisti (Ecr) insieme al polacco Ryszard Legutko (Diritto e giustizia-Pis). “Essere stato eletto all’unanimità co-presidente del gruppo dei Ecr non è solo un grande onore, ma anche un motivo di soddisfazione e orgoglio per me e per Fratelli d’Italia”, ha affermato Fitto, sottolineando che “oggi, in Europa, Fratelli d’Italia è la seconda delegazione del gruppo europeo dei conservatori”.

“La mia elezione a co-presidente è la prova di quanto e come siamo cresciuti politicamente e nelle urne. Un grazie ai colleghi di tutte le delegazioni che mi hanno dato fiducia, darò il massimo perché sia ben riposta”, ha detto Fitto. “Il grazie più grande va a Giorgia Meloni – ha aggiunto – per la sua lungimiranza, per aver intuito che nel centrodestra c’era bisogno di una nuova proposta politica che rilanciasse i valori e i principi della destra, ma con un nuovo linguaggio capace di includere anche chi veniva da storie diverse, ma coerenti con un percorso. Oggi la mia elezione è il successo anche di questo progetto politico”.

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European Coalition. Un nuovo possibile attore sul proscenio europeo.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-03-26.

2019-03-25__Polonia__001

A due mesi dalle elezioni europee ed in questo anno elettorale per ben otto stati dell’Unione Europea, stanno emergendo apparentemente dal nulla nuove formazioni politiche che riescono spesso ad ottenere ottimi risultati elettorali.

2019-03-25__Polonia__003

L’elezione di Mr Macron alla presidenza della Francia ne è stato il primo esempio.

Citeremo soltanto i due casi più recenti.

Olanda. Identitari sovranisti vincono le elezioni al senato.

«Controversial eurosceptic Thierry Baudet’s Forum for Democracy party came from nowhere to be the second biggest in parliament’s upper house after Rutte’s …. The blow for Rutte — who painstakingly formed his ruling coalition to freeze out the far-right after general elections in 2017»

Mentre in Olanda tutti guardavano abbacinati il Pvv, il partito di Geert Wilders, il partito populista ‘Forum per la Democrazia’ entrava per la prima volta al Senato come secondo partito con 10 seggi su 75. Che uniti a quelli del Pvv sono in tutto 16 voti, forse 18 con il computo dei resti.

Il Forum per la Democrazia sembrerebbe essere sorto come un fungo: non era nemmeno riportato nelle prospezioni elettorali.

*

Slovakia. Presidenziali. Caputova 40.04%. Una lezione da meditare.

«Dopo lo scrutinio del 92% dei voti del primo turno, la Caputova è in testa con il 40,04%, mentre Sefcovic ha ottenuto il 18,72%.»

*

«I see the message from voters as a strong call for change»

*

«The Slovak presidency is a largely ceremonial office, but the president has limited powers of veto over laws passed by parliament»

Il successo di Mrs Zuzana Čaputová si è concretizzato in poco meno di due mesi e qualche timido preavviso era stato pubblicato solo alcune settimane prima del voto.

* * * * * * *

In tutta l’Unione Europea si evidenzia una disaffezione degli Elettori nei confronti dei partiti tradizionali, che hanno perso quasi ovunque larghe quote di consenso. A questo fenomeno si è associata una frammentazione politica, per cui in quasi tutti gli stati sono presenti quasi una decina di formazioni politiche, ma con risultati difficilmente superiori al 10% – 15%.

L’Elettorato sta evidenziando una mobilità impensata ed impensabile solo qualche anno or sono, anche con repentini rovesciamenti di fronte. È palpabile il desiderio di privilegiare volti nuovi.

Ancora una volta emerge chiaramente quanto poco conti il controllo dei media, sia elettronici, sia cartacei, sia radiotelevisivi. Le campagne elettorali dei nuovi vincenti sono costate poco o nulla e si sono basate sul passaparola.

I nuovi grandi elettori sono le massaie che stanno facendo la spesa al mercato ed i nonni seduti ai giardinetti. Infiamma più gli animi il commento di quanto siano aumentate le verze che non l’adesione dell’Italia al Belt and Road.

Da molti punti di vista, sembrerebbe di rivivere il periodo di giusto cento anni or sono, periodo di sommovimenti epocale che alla fine hanno condotto all’instaurarsi al potere di Lenin in Russia, Mussolini in Italia, Franco in Spagna, Salazar in Portogallo ed Hitler in Germania.

Per tutta l’Europa si iniziano a sentire voci che invocano governi forti.

* * * * * * *

Da relativamente poco tempo si inizia a sentire girare il nome di European Coalition.

«European Coalition was the name adopted by various electoral coalitions formed in Spain for elections to the European Parliament. The coalitions were headed by Canarian Coalition. In 2019 the European Coalition was formed in Poland for elections to the European Parliament in 2019 by liberals and post-communists associated with PO and SLD.»

In Polonia, European Coalition  formata da:

Civic Platform (PO), 145/460 deputati, 28/100 senatori, 18/51 europarlamentari.

Modem (N), 14/460 deputati, 0/100 senatori, 0/51 eurodeputati.

Democratic Left Alliance (SLD), 0/460 deputati, 0/100 senatori, 3/51 eurodeputati.

The Greens (Zieloni), 0/460 deputati, 0/100 senatori, 0/51 eurodeputati.

Polish People’s Party (PSL), 14/460 deputati, 1/100 senatori, 4/51 eurodeputati.

Questa formazione, European Coalition, dispone ad oggi di 178/460 deputati, 30/100 senatori e 25/51 eurodeputati. La Coalizione è fortemente pro-europea e nutre ideologia liberal socialista: è in sintonia perfetta con la Commissione Europea uscente.

European Coalition così descrive sé stessa:

«Changing the rules to make business accountable.

ECCJ is the only European coalition bringing together European campaigns and national platforms of NGOs, trade unions, consumer organisations and academics to promote corporate accountability.»

»

Scopo dichiarato della European Coalition in Polonia è quello di superare il PiS, Giustizia e Libertà, al momento al governo con 237/460 deputati, 63/100 senatori, 15/51 eurodeputati, 254/552 eletti nelle regioni.

Le attuali prospezioni di Poll of Polls darebbero il Pis al 51%, PO al 23.5%, SLD al 3.5%, N al 2%.

Sulla base di questi numeri, sembrerebbe essere inverosimile che European Coalition possa aver più consensi del PiS, che è quotato al 51%.

* * * * * * *

Eppure i media indicano in European Coalition la formazione che vincerà in Polonia sia le elezioni europee sia quelle politiche che si terranno a breve termine.

L’unico sondaggio eseguito da una società usualmente seria, è quello dall Ipsos, fatto il 16 febbraio di questo anno.

European Coalition il 20 settembre dello scorso era data al 27% dalla Ariadna, al 50% il 30 novembre dalla Polister, ed al 33.24% il 16 febbraio. Sembrerebbero essere valori non ancora stabilizzati.

Macron wants to build EU ‘coalition’ that goes beyond liberal core

SLD and the Polish Greens join the European Coalition

«The Polish Social-Democrats Democratic Left Alliance, SLD (members of S&D with 5 MEPs in the current EP) will not compete in the European Parliament elections on their own. In May 2019 they will run in a major pro-European bloc called the European Coalition. The Polish Greens also joined the bloc.»

Nowoczesna joins the European Coalition

«Last week, the Polish ALDE member party Nowoczesna announced that it will join the European Coalition for the European Parliament elections in May. In addition to Nowoczesna, the Coalition consists of the opposition parties PO, SLD, Zielonymi and Teraz.

Speaking of the announcement, party leader Katarzyna Lubnauer stressed the importance of the European Parliament to have a strong representation of pro-European politicians.»

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The Gay Enemy in Poland’s Culture War

«Poland’s populist government has vilified European Union elites, Muslim refugees, the Germans and anyone questioning Poland’s role in World War II. Now the latest threat comes from homosexuals. ….

A campaign ad circulated by Law & Justice officials ahead of European Parliament elections in May shows an umbrella with the party logo shielding a family from the rainbow of gay pride. ….

It’s all part of Law & Justice’s narrative of a country under siege as the party tries to make gains in the European legislature before fighting for re-election later this year. Should it succeed, the EU’s biggest eastern member and largest net recipient of money could stray further from the mainstream and undermine a bloc also dealing with populist leaderships in Italy and Hungary. …. »

*

Supermodel Takes On Catholic Poland With Sex Education Campaign

*

2019-03-25__Polonia__002

Sull’argomento è intervenuta anche la Commissione Europea.

«Creating a European coalition of NGOs and trade unions to prevent violence and protect women and young people in the workplace, with a specific focus on trafficking.»

Nota.

Si cerca di riportare fedelmente quanto stia accadendo.

Però questo è un periodo tumultuoso, carico di notizie messe in giro ai soli fini elettorali. L’unico elemento certo sarebbe, a nostro sommesso parere, la incredibile mobilità elettorale che sta caratterizzando le competizioni europee.

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Polonia. Piattaforma Civica sarebbe stata in grado di formare una coalizione.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-02-11.

2019-02-11__Polonia

La Polonia dovrebbe andare alle urne per le elezioni politiche nel novembre di questo anno. Usiamo il condizionale perché la data non è ancora stata fissata.

Il sito Poll of Polls riporta i risultati delle propensioni al voto riportati nella grafica. Sono valori medi ponderati su tutte le rilevazioni.

Il PiS guiderebbe con il 39.7%, essendo Piattaforma Civica il secondo partito con il 28.2%.

*

Eu Observer ha tuttavia pubblicato un suo sondaggio che riporterebbe alcuni fatti nuovi.

Polish ruling party trails in EU election poll

«Centrist parties are on track to get the most MEPs in Poland in May, according to a survey by the country’s Institute of Public Affairs. The so-called European Coalition, led by the centre-right Civic Platform party, polled 42 percent, ahead of the ruling right-wing Law and Justice Party on 37.5 percent. A new liberal party, called Spring, led by openly gay Polish politician Robert Biedron polled 8.5 percent.»

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Non desta meraviglia che il nuovo partito Spring si collochi all’8.5%.

Si resta invece alquanto perplessi, e comunque in attesa di avere conferme, sul fatto che Piattaforma Civica sia riuscita ad organizzare una coalizione, che sembrerebbe poter riportare il 42% dei voti.

Se il fatto corrispondesse al vero, da molti punti di vista potrebbe essere cosa buona per la Polonia, che negli anni recenti ha vissuto periodi di severa litigiosità tra i vari partiti politici.

Resta tutto da appurare se questa colazione sia un mero cartello elettorale per le elezioni europee, oppure possa essere vista come un primo passo alla formazione di una compagine che competa per il governo della nazione.


Nota.

Pubblichiamo questo articolo comparso su Eu Observer, ma le sue conclusioni sembrerebbero essere poco convincenti.

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Polonia. Elezioni. PiS trionfa mentre i liberal lo davano per sconfitto.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-10-22.

Warszawa. Palazzo Jabłonowski 001

Il 21 ottobre si sono tenute le elezioni regionali a Varsavia.

I liberal ed i socialisti, quelli almeno che sono rimasti superstiti dopo la carneficina in Baviera, avevano prognosticato una severa sconfitta del PiS, il partito al momento al Governo, quello che si è ribellato a Bruxelles.

Questo era il titolo del Deutsche Welle di qualche giorno fa.

Poland’s PiS nationalists face test in local election battles

«Sunday’s vote will show whether Polish political winds still favor the ruling populist Law and Justice party. The liberal opposition is hoping for winds of change, and they are counting on Poland’s cities for support. ….

The election is being seen as indicator of Polish support toward the ruling right-wing populist PiS party. On the national level, the PiS government has instituted controversial judicial reforms, earning the ire of the European Union and spurring protests, but encountering little effective liberal opposition.

Many PiS-aligned regional politicians are facing off against liberal PO ones in Sunday’s vote, and both camps will be hoping for a good result to buoy them into next year’s legislative and EU elections.

A young law student from Bialystok is putting her faith in Jaki’s challenger, the liberal Civic Platform (PO) politician Rafal Trzaskowski: “This election is the only chance liberals have to survive — here in the cities,” she said. ….

That has led Trzaskowski to attempt to change his image, trading in his smart suits and polished language for plaid shirts — a move designed to make him appear more like a man of the people. Every day he heads out onto the streets of Warsaw to meet citizens who tell him what concerns them most. He tells them that if they vote for him, they will no longer have to pay for day care or public transportation.

The 46-year-old is a member of the splintered left-leaning liberal coalition known as Civic Platform. The PO is indeed no more than a marriage of convenience between several different parties that were bitter enemies until very recently. Although they have reached consensus on a number of campaign promises, such as improving local infrastructure or building playgrounds, many Poles feel it’s unlikely the movement can remain intact for much longer.

liberal opposition candidates enjoy advantages in Poland’s major cities, such as Warsaw, Gdansk, Krakow and Wroclaw ….

Krakow’s sitting mayor, Jacek Majchrowski, looks to have a better prospects of retaining his post than PiS challenger Malgorzata Wassermann has of unseating him»

* * *

In sintesi,

«liberal opposition candidates enjoy advantages in Poland’s major cities».

Come al solito, i liberal socialisti hanno creduto che le loro allucinazioni fossero realtà. A dire il vero, le teorie di Hegel avrebbero previsto che l’idea avrebbe dovuto trionfare, essendo stata concepita. Ma la storia smentisce quasi invariabilmente la filosofia di Hegel.

Ebbene, si è votato in Polonia.

La società civile è costituita dai Cittadini Contribuenti ed Elettori, non da quattro gatti radunati in piazza.

«An Ipsos exit poll showed the PiS party taking 32.3 percent of the vote for provincial council member seats, with a coalition of opposition parties taking 24.7 percent.»

Poland’s nationalist PiS party comes out on top in local elections

The ruling euroskeptic PiS party has emerged as the winner in provincial council elections that were seen as a test of support for the party. However, the opposition scored in a key race for the mayor of Warsaw.

Poland’s ruling Law and Justice (PiS) party was poised to make big electoral gains on Sunday as an exit poll put the euroskeptic conservatives ahead of the opposition in regional elections across the country.

An Ipsos exit poll showed the PiS party taking 32.3 percent of the vote for provincial council member seats, with a coalition of opposition parties taking 24.7 percent.

The early results put PiS on track to gain an absolute majority in several regional parliaments in Poland, making it easier to push through government-approved legislation.

“We have won … and this bodes well when it comes to the future, especially for the parliamentary election,” PiS leader Jaroslaw Kaczynski said. 

The regional elections decide the makeup of local governments and regional parliaments, including several mayoral races. The exit poll put voter turnout at 51.3 percent, up from 47 percent in 2014. Final results are expected on Tuesday or Wednesday.

Opposition candidate wins Warsaw mayor race

The opposition landed one major victory, however, in Warsaw’s mayoral race. Pro-European Union candidate Rafal Trzaskowski garnered 54.1 percent of the vote, according to the Ipsos survey, beating out his PiS opponent, Patryk Jaki. Should the result be confirmed, Trzaskowski would win the race outright and would not have to take part in a runoff.

PiS candidates failed to win outright in other major Polish cities, meaning they will face runoff elections slated to take place on November 4.

Sunday’s elections were the first test of support for Poland’s ruling party, possibly foreshadowing legislative and European elections in 2019. Although the party has held an absolute majority on a national level since 2015, some of the government’s policies have sparked mass protests and drawn EU criticism.

On Friday, the European Court of Justice ordered the Polish government to suspend its judicial reforms, which lowered the retirement age for Supreme Court judges and forced several into early retirement. The EU has warned that Poland’s political reforms are undermining judicial independence and democracy in the country.

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Polonia. La Corte di Giustizia EU ordina di sospendere la riforma giudiziaria.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-10-20.

Orban Kaczynski Babis

Ogni nazione ha le sue proprie leggi e costumanze, che spesso affondano le loro radici molti secoli addietro.

In alcuni stati i giudici sono nominati dal Governo, in altri sono eletti dal popolo, direttamente. In talune situazioni la carica è assunta a vita, in altre pro tempore, dai quindici ai venticinque anni.

Per la Corte Suprema americana le nomine sono di competenza del Presidente, ma necessitano della conferma del Senato.

In Italia i Magistrati vanno in pensione a 70 anni, ma questo è tema ancora oggetto di dibattuto.

In Germania i sedici giudici della Corte Costituzionale compete per otto membri al Bundestag e per gli altri otto al Bundesrat. La nomina è quindi politica. I giudici restano in carica dodici anni, ma in ogni caso vanno in pensione al raggiungimento del sessantottesimo anno di età.

In Francia, per esempio, vi è netta distinzione tra Magistratura Giudicante e Magistratura Inquirente: sono due carriere separate con impossibilità di passare dall’una all’altra.. Per tradizione secolare, poi, sussistono numerosi tribunali specifici, straordinari,

*

La Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha per compito il garantire l’osservanza del diritto nell’interpretare ovvero nell’applicare i dettami dei Trattati Fondativi dell’Unione Europea.

I giudici sono nominati uno per ogni stato membro, di comune accordo tra i governi degli stati aderenti l’Unione, con un mandato di sei anni, rinnovabile.

* * * *

Cerchiamo di riassumere questa intricata problematica in modo tale da renderla intellegibile.

– I sistemi elettorali dei paesi occidentali sono stati concepiti in modo tale da non prevedere il rinnovo contemporaneo di tutte le cariche elettive e di quelle a nomina. In situazioni calme, senza scossoni politici, nessuno se ne accorge. I problemi diventano invece evidente quando si attuano rapidi mutamenti di potere. Cercheremo di spiegarci con alcuni esempi.

Negli Stati Uniti il rinnovo del Congresso, ossia della camera dei deputati, avviene a metà mandato presidenziale. Ne consegue che il Presidente per i primi due anni ha un parlamento eletto nel clima politico di due anni prima e quindi in quello attuale. Così facendo è abbastanza inusuale che il Congresso sia dello stesso partito del Presidente.

In Francia le elezioni per il parlamento sono disgiunte da quelle presidenziali. Le elezioni per il senato avvengono grosso modo a metà mandato presidenziale e sono elettori tutti gli eletti nei consigli regionali e comunali. Nel caso di un netto cambio di indirizzo politico presidenziale, il senato resterà a lungo in mano alla opposizione.

La risultante di questi ordinamenti è uno stallo politico decisionale ed una sostanziale incoerenza divergente delle visioni politiche degli organi legislativi e decisionali della nazione.

– Taluni stati, quali per esempio gli Stati Uniti,  hanno adottato lo spoils system, per cui al rinnovo della massima carica politica, tutti i burocrati di rango superiore rassegnano le dimissioni. Negli stati privi di tale ordinamento il nuovo governo si ritrova una burocrazia avversa, essendo stata incardinata da quello precedente.

– In Polonia il PiS, il partito ora al Governo, ha vinto le elezioni con una maggioranza schiacciante: il passato partito al governo non era riuscito a far eleggere nemmeno un deputato. Jarosław Kaczyński ed il suo partito, Diritto e Giustizia, ha ottenuto una maggioranza assoluta in parlamento, ma tutta la burocrazia e, soprattutto, la magistratura erano di nomina comunista ed hanno osteggiato il Governo in ogni modo e maniera, a torto e, raramente, a ragione.

– Il Governo polacco ha proceduto ad una bonifica del corpo burocratico, nei limiti del suo possibile. Per i giudici ha varato una legge secondo la quale l’età pensionabile è stata portata dai 70 ai 65 anni. Apparentemente questo provvedimento è neutro, ed allinea il sistema giudiziario polacco a quello tedesco, ma in pratica elimina 27 dei 72 giudici della Corte Suprema.

– Se Mr Kaczyński avesse pensionato magistrati del suo partito l’Unione Europea avrebbe applaudito a piene mani, ma poichè quei giudici erano tutti comunisti, di ideologia liberal socialista, l’Unione Europea ha subito gridato al colpo di stato, all’attentato contro la imparzialità dei giudici, all’attacco ai principi ispiratori della Unione stessa.

– La Commissione Europea ha deferito la Polonia alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea, i cui giudici sono tutti di specchiata fede liberal socialista. La Corte si è attivata ad una velocità di poco inferiore a quella della luce.

– Il motivo di cotanta fretta è intuibile. Il 23 e 24 maggio 2019, tra poco meno di un anno, si terranno le elezioni europee e le previsioni suggerirebbero che il quadro politico attuale ne risultasse sconvolto. I populisti sovranisti sono prospettati per un ottimo risultato ed il numero di Governi nazionali a guida populista aumenta in continuazione. I membri componenti le attuali Commissioni Europee hanno poche o  nulle possibilità di essere rieletti. Ma la Commissione Europea interferiva negli affari interni polacchi tramite la Magistratura sua correligionaria. La riforma giudiziaria toglie loro questo strumento di ricatto politico.

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Tutto questo sconquasso avviene inoltre in un momento in cui la Presidenza francese è particolarmente debole e la Bundeskanzlerin Frau Merkel è virtualmente imbussolata a seguito dei continui rovesci elettorali che Cdu, Csu ed spd stanno subendo. Uno dei segni evidenti di questa debolezza è il seguente:

La piccola Polonia pone il veto in Commissione Giustizia EU.

Questo è quanto.


Deutsche Welle. 2018-10-19. EU court orders Poland to suspend judges’ retirement

Warsaw must “immediately suspend” the legal changes that force their Supreme Court judges to retire, according to the EU’s top court. Judicial independence in the country is “under threat.”

*

The European Court of Justice (ECJ) has demanded that the Polish government halt an initiative forcing dozens of Poland’s Supreme Court judges into early retirement.

“Poland must immediately suspend the application of the provisions of national legislation relating to the lowering of the retirement age for Supreme Court judges,” the EU’s top court said on Thursday.

The Luxembourg-based court also ordered the suspension be applied with “retroactive effect” to Supreme Court judges already in retirement. 

The EU’s executive body, the European Commission, took Poland to court in September over the judicial reform, which changed the retirement age of judges from 70 to 65. The age cap violated the rule of law, the Commission said.

The overhaul would force 27 out of 72 Supreme Court members to retire, including its chief, Malgorzata Gersdorf. The Polish president would be able to grant a five-year term extension to a judge upon the judge’s request.

Warsaw vows response

The ruling PiS party says the changes are necessary to a justice system they say is controlled by an untouchable “caste” of judges steeped in communist-era mentality.

Goverment critics, however, see the reform as a further attempt by the right-wing party to tighten its grip on power. The move prompted rallies accross the country in July. Gersdof has called the move a “purge” and refused to step down.

Commenting on the Thursday decision, Polish Prime Minister Mateusz Morawiecki said his government would “certainly respond to it.”

“We will see what these (EU) institutions are proposing. When we take them into consideration, several possibilities will be analysed,” he said.

A final verdict on the Polish judicial reform is expected at a later date. The ECJ could impose fines if it rules that Poland did breach EU law.

The PiS faces a key local elections on Sunday, with the ruling conservatives projected to snatch around 34 percent of the vote. This would put them well ahead of their main rivals from the centrist-liberal Civic Platform, who are polling at 24 percent.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Ong - Ngo, Unione Europea

Weimar Triangle. Prove tecniche di buon senso.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-03-18.

Polonia 001

Il Weimar Triangle era stato un forum generato dall’allora ministro degli esteri tedesco nel 1991 per facilitare stabili consultazioni tra Polonia, Francia e Germania. Tra i molti problemi sul tappeto emergevano la sinistrata situazione economica polacca dopo settanta anni di comunismo, l’esigenza di epurazioni della vecchia dirigenza, e, soprattutto, la nuova figura di una Polonia incardinata nella Nato, avamposto delle difese occidentali. Una Polonia neutrale sarebbe stato per l’Occidente di allora un disastro militare.

L’epurazione dei pregressi comunisti non fu portata avanti con determinazione e molti di essi transitarono tacitamente nella frangia liberal europea, parte per affinità ideologica parte per la convenienza di avere un patron di rispetto e riguardo.

*

Con le cancellerie Merkel i rapporto germano – polacchi subirono grandi variazioni, anche se ben poco reclamizzate.

Il disinteresse di Frau Merkel nei confronti dei problemi della difesa rese obbligatoria per la Polonia una forma di più stretti rapporti con gli Stati Uniti, fino quasi a sconfinare in un rapporto ufficioso ben più cementante di quello ufficiale. Se la Polonia accettava una sempre maggiore presenza Nato sul suo territorio, esponendosi così al primo fuoco, essa voleva in cambio solide garanzie, non vaghe parole. I rapporti con la Germania di Frau Merkel andarono così raffreddandosi.

Poi arrivarono al pettine i nodi della situazione interna.

Germania di Frau Merkel e Francia prima di Mr Sarkozy prima, quindi di Mr Hollande e Mr Macron, cercarono di interferire severamente nel quadro politico interno polacco sia con pressioni economiche e politiche diplomatiche, sia soprattutto patrocinando e tutelando le formazioni socialiste e liberal, che per alquanto tempo riuscirono anche a governare di fatto quella nazione. La Polonia fu letteralmente invasa da una pletora di ngo, ong, finanziate da stranieri con l’obbiettivo di controllare la situazione politica interna di tale nazione. Alleate del governo fino a tanto che esso fu socialista, avversarie e nemiche quando il PiS conquistò la maggioranza assoluta del parlamento.

*

Ma la Polonia, così come i paesi del Visegrad non avrebbero potuto sopportare a lungo simili interferenze. Se per loro l’aderire alla Unione Europea era stato un importante passo, non per questo erano disposti a rinunciare a ciò che li contraddistingueva come popoli, prima ancora che come nazioni.

Non ci si dimentichi come questi paesi del Visegrad nacquero dal trattato di Versailles, e dopo una ventina di anni furono coinvolti nei vortici della guerra mondiale, occupati militarmente e politicamente dai tedeschi, e quindi transitati al rango di paesi satelliti dell’allora Unione Sovietica. Essi sopravvissero compattandosi attorno alla loro tradizione religiosa, storica, culturale, sociale ed anche artistica. Non ci si dimentichi di come Solidarność, sindacato chiaramente cattolico, sia stato il primum movens del crollo del comunismo e dell’implosione dell’Unione Sovietica. Né ci si dimentichi del martirio di Jerzy Popieluszko: la Polonia ha pagato la propria libertà con il suo sangue.

È impossibile per la Polonia vedersi imposta una ideologia liberal, per definizione atea attiva. La Polonia non ha la minima intenzione di rinunciare alla sua religione ed alla sua storia. È in ballo la sua identità come popolo, prima ancora che come nazione.

*

Facile da comprendere che appena fu possibile politicamente ed economicamente i polacchi organizzarono un partito politico chiaramente cattolico, saldamente ispirato al proprio retaggio religioso, storico, culturale, sociale ed anche artistico, il Prawo i Sprawiedliwość, PiS, Diritto e Giustizia. Alle ultime elezioni conquistarono 238 / 460 seggi nel Sejm, il Parlamento, e 61 / 100 seggi nel Senato: la maggioranza assoluta. Si noti come le formazioni socialiste non conquistarono nemmeno un deputato. Fu il momento del trionfo di Jarosław Kaczyński.

I polacchi iniziarono una consistente disinfestazione dai residui socialisti. Così come è diritto di chi vince le elezioni detenere la maggioranza degli eletti e governare, similmente è suo diritto cambiare burocrati e fnzionari legati alla precedente gestione. Questo è il cuore dello spoils system in vigore negli Stati Uniti e che nessuno si sognerebbe di indicare come “antidemocratico“. Ma se esso vale per gli americani, allora deve valere anche per i polacchi. I due pesi e le due misure sono di per sé stessi odiosi.

Polonia. Scacciare le ong (ngo) di Mr Soros.

«Poland’s Law and Justice government wants to clean up the country’s civic sector, but NGOs fear a crackdown is coming …. Prime minister Beata Szydlo has announced the opening of a “national centre for the development of civic society,” which will set priorities and oversee the financing of charities by public means …. The government has already prepared a bill, which has not yet been published on the parliament’s website. Authorities said they would consult the text with NGOs»

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«Szydlo told reporters last week that a reform was needed because “billions of zlotys… go to foundations which are subordinate to the politics of previous ruling regimes …. accusing the groups of wanting to flood Europe with Muslim refugees and transform “Christian” nations into multicultural stews of left-wing globalism»

Se l’epurazione delle ngo era il primo passo, il secondo e fondamentale era quello di rimuovere i giudici socialisti e liberal, che esercitavano il proprio compito più a difesa della propria ideologia che per l’amministrazione della giustizia. Uno stato sovrano non può tollerare che sul proprio territorio operino associazioni palesemente finanziate dall’estero e che perseguano finalità destabilizzanti. Né può tollerare un deep state ideologicamente avverso.

Nessuno si è scandalizzato quando il Presidente Macron ha licenziato su due piedi il generale de Villiers

«If something puts the chief of the armed forces at odds with the president of the republic, the chief of the armed forces changes».

Orbene: se è cosa buona e giusta che Mr Macron epuri lo stato maggiore dell’esercito, perché al governo polacco dovrebbe essere negato il diritto di epurare il deep state?

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Cercando di concludere, il dissidio che oppone la Polonia e gli stati del Visegrad coinvolge i principi primi dei sentimenti popolari: per essere chiari, le idee degli eurocrati – e dei tedeschi – sono inconciliabili con quelle dei polacchi.

Il problema sarebbe però facilmente risolvibile se l’Unione Europea abbandonasse i pruriti etici e morali che sottendono la visione degli Stati Uniti di Europa guidati da Mr Juncker o da persone di eguale ideologia. Fondamentali saranno quindi le elezioni europee del prossimo anno, che riverbereranno nel parlamento europeo il crollo dei partiti di sinistra già avvenuto nei singoli stati afferenti l’Unione. L’Unione Europea dovrebbe tornare ad essere una unione economica, senza velleità politiche.

Mr Heiko Maas e lunedì la Bundeskanzlerin Frau Merkel dovrebbero razionalizzare quanto i tempi siano mutati e, soprattutto, come potrebbero mutare ancor più velocemente nel prossimo futuro.


Deutsche Welle. 2018-03-17. Germany’s top diplomat Heiko Maas to revive trilateral talks with Poland and France

German Foreign Minister Heiko Maas is seeking to reform the so-called “Weimar Triangle” of Germany, Poland and France. Maas told Warsaw officials that eastern EU states should take a leading role in Brussels.

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Germany’s new top diplomat Heiko Maas appealed for Poland to take its place as one of the European Union’s leading decision makers, during a state visit to Warsaw on Friday.

Maas also called for the reintroduction of the so-called “Weimar Triangle” format — a policy forum created by the foreign ministers of Germany, France and Poland in 1991.

Such a move, he said, would show that discussions were not being led by Germany and France, but by the eastern European states as well.

It would be “very feasible for discussions on the future of Europe to be held in this format,” Maas said.

Although ministers from the three countries met a number of times in the Weimar Triangle format during the 1990s and 2000s, there have been no trilateral talks between Germany, France and Poland since the nationalist conservative Law and Justice Party (PiS) came to power in Warsaw in 2015.

Maas’ Polish counterpart, Jacek Czaputowicz, said he was in favor of reviving the cooperation between the three states.

The German minister’s visit precedes Chancellor Angela Merkel’s trip to Warsaw on Monday, where she is due to hold talks with Polish President Andrzej Duda and Prime Minister Mateusz Morawiecki.

This marked Maas’ second official visit as Berlin’s new top diplomat. On Wednesday, he visited Paris just hours after he formally took over the reins of Germany’s foreign ministry.

Strong ties despite differing views

Maas also used Friday’s trip to stress the close ties between the two neighbors and fellow EU members, despite the Polish government’s decision to break away from its allies on several issues, including law and immigration.

The conservative PiS government’s decision to introduce sweeping changes to its judiciary has drawn criticism from EU leaders. Warsaw, in turn, has accused Brussels of failing to respect its sovereignty and the right to make its own decisions.

“Despite different points of view here and there, Poland and Germany are indispensable neighbors and friends,” Maas said on Friday, adding that the horrors of World War II proved that close ties between the two states should never be taken for granted.

“During my talks in Warsaw today, I learned that many aspects from our past continue to raise very emotional issues in Poland, which cannot simply be pushed aside with sober rationalism,” Maas said.

Last month, Poland passed its so-called “Holocaust bill,” criminalizing statements concerning alleged Polish complicity in the Holocaust. Under the law, anyone found guilty of ascribing “responsibility or co-responsibility to the Polish nation or state for crimes committed by the German Third Reich” could face up to three years in prison.

Berlin’s reaction to the bill has been relatively muted, with Merkel and Sigmar Gabriel, Maas’ predecessor, only reiterating Germany’s unique guilt for the Holocaust.

Pubblicato in: Giustizia, Sistemi Politici

Polonia. Referendum costituzionale. Un gran bel problema per tutti.

Giuseppe Sandro Mela.

2017-08-31.

Warszawa. Palazzo Jabłonowski 001

«Andrzej Sebastian Duda (Polish pronounciation: [ˈandʐɛj ˈduda] (About this sound listen); born 16 May 1972) is a Polish politician who is the sixth and current President of Poland, holding the office since 6 August 2015. Before his tenure as President, Duda was a member of Polish Lower House (Sejm) from 2011 to 2014 and the European Parliament from 2014 to 2015. ….

Duda began his political career with the now-defunct Freedom Union Party in the early 2000s.

After the parliamentary elections in 2005, he began his collaboration with the Law and Justice Party (PIS).

From 2006 to 2007 Andrzej Duda was an undersecretary of state in the Ministry of Justice.

Then, from 2007 to 2008, Duda was a member of the Polish State Tribunal.

During the presidency of Lech Kaczyński, from 2008 to 2010, he was an undersecretary of state in the Chancellery of the President of the Republic of Poland. ….

In the first round of the 2015 presidential election, Duda came first, receiving 5,179,092 votes and thus 34.76% of valid votes.» [Fonte]

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Il presidente Duda proviene dalle fila del partito Legge e Giustizia (PiS), ma ha sfumature politiche differenti dall’attuale governo.

Negli ultimi tempi ha ripreso un tema a lui caro, e sicuramente di grande interesse, non solo per la Polonia. Lo riportiamo espresso in due punti.

In primo luogo, Mr Duda constata come la attuale costituzione sia stata scritta più di venti anni or sono e molte sue assunzioni non siano più riscontrabili nel paese. Una revisione critica sarebbe quindi necessaria, anche per evitare contenziosi, sia pure in buona fede.

«la costituzione definisca la Polonia come un’economia sociale di mercato, un sistema che secondo il presidente non esiste all’atto pratico, perché mai implementato».

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«He expects people to suggest, among other topics, whether the charter should guarantee free education, health care and family bonuses and how far it should define the power of state agencies».

In secondo luogo, il presidente Duda solleva un problema riscontrabile nella maggior parte delle Costituzioni.

«molte imperfezioni del testo costituzionale al momento vigente nel paese»

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«la non chiara distribuzione dei poteri fra le varie autorità statali»

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Mr Duda affronta il grande problema della chiarezza espositiva del testo costituzionale. Il problema organizzativo e politico esiste, sicuramente, ma anche la sua espressione lessicologica e sintattica ha grande rilevanza pratica.

Problema questo non da poco.

Gli estensori di un testo costituzionale incontrano grandi difficoltà.

Il testo non può essere un trattato di scienza giuridica e molti termini sono usati senza essere inequivocabilmente definiti, perché usati nella corrente accezione dei termini, accezioni che sono però tempo varianti.

Inoltre il testo dovrebbe essere di indirizzo generale, blindando solo i concetti irrinunciabili e lasciando una ragionevole libertà interpretativa sul resto.

A quanto ci risulterebbe, questa sarebbe la prima volta che un custode della costituzione solleva un problema del genere, forse per troppo tempo sottovalutato.

Nota. La Unione Europea sta scatenando un lotta contro la Polonia, accusandola di non avere e non volere recepire i canoni di diritto europeo, ovvero quelli liberal democratici. Prepariamoci ad una lotta senza quartiere.

Macron: Polonia mette in dubbio solidarietà Ue e stato di diritto


McClatchy Dc Bureau. 2017-08-26. Polish president seeks proposals for new constitution

WARSAW, Poland. Poland’s president on Friday invited his compatriots to make suggestions for a new constitution to replace one that took effect 20 years ago.

President Andrzej Duda is calling on citizens to send their ideas to his office and to share them with local authorities over the next year with the aim of holding a referendum in November 2018 on possible changes.

The proposals are to be discussed in regional meetings with social groups during the coming year and will be the basis for about 10 questions asked in the referendum.

Duda first floated the idea in May, apparently taking the governing party by surprise. It was seen as an effort to demonstrate his independence from ruling party leader Jaroslaw Kaczynski, Poland’s most influential politician.

In a speech Friday in Gdansk, Duda said the existing constitution — which took effect seven years after democracy was restored in Poland — was “interim,” had shortcomings and wasn’t fit for a mature democracy.

“The new constitution should take us forward into the future,” Duda said.

He expects people to suggest, among other topics, whether the charter should guarantee free education, health care and family bonuses and how far it should define the power of state agencies.

The current constitution took effect under a left-wing government, which taints it in the eyes of right-wing critics.


Agenzia Nova. 2017-08-26. Polonia: presidente Duda, necessario considerare adozione nuovo testo costituzionale.

L’attuale costituzione polacca è da considerare come di transizione e deve essere sostituita da una nuova. Lo ha affermato oggi il presidente polacco Andrzej Duda, sottolineando le molte imperfezioni del testo costituzionale al momento vigente nel paese. Duda ha parlato nel corso di un convegno organizzato dal sindacato Solidarnosc a Danzica. Secondo il presidente polacco, l’attuale costituzione ha diverse pecche, come la non chiara distribuzione dei poteri fra le varie autorità statali. Fra gli esempi citati da Duda, il fatto che la costituzione definisca la Polonia come un’economia sociale di mercato, un sistema che secondo il presidente non esiste all’atto pratico, perché mai implementato. “Ci sono diversi ambiti in cui sarebbe opportuno avere maggiore precisione”, ha affermato Duda.

Nei mesi scorsi, il capo dello Stato polacco ha annunciato che nel 2018 si svolgerà un referendum costituzionale nel paese. “I cittadini polacchi hanno il diritto di esprimersi per decidere se la Costituzione, che è in vigore da venti anni, dovrebbe essere cambiata”, ha detto Duda durante le commemorazioni per la Giornata della Costituzione a Varsavia. “È giunto il momento di avviare un serio dibattito costituzionale, non solo fra i rappresentanti politici ma con l’intera nazione”. Duda ha aggiunto che dovrebbero essere gli stessi polacchi a decidere sulle direzioni di sviluppo del paese. “Quali diritti civili, quali libertà devono essere evidenziate di più”, ha detto il capo dello stato.

La Polonia “dovrebbe essere un paese in cui tutti sono assolutamente uguali davanti alla legge”, ha detto Duda. Inoltre, ha proseguito il capo dello Stato, il paese dovrebbe essere un luogo in cui “non esistono privilegi infondati, dove non esistono caste migliori di cittadini, dove tutti i cittadini sono uniti. È un compito che, a mio avviso, come presidente, deve essere compiuto”. Duda ha aggiunto che una scelta del genere dovrebbe essere presa attraverso un voto pubblico. “Voglio un referendum costituzionale l’anno prossimo, quando si festeggerà il centenario dell’indipendenza”, ha detto Duda.


The Warsaw Voice. 2017-08-26. Constitutional referendum in 2018?

Poland’s President Andrzej Duda plans to use his right to announce a constitutional referendum, having secured the Senate’s approval, but the process will take a while, he told the weekly W Sieci.

Duda mentioned November 11, 2018, the 100th anniversary of regaining independence by Poland, as “one of the potential dates”.

The referendum would be preceded by a broad debate and could contain several, maybe between 10 and 20 questions, the answers to which would determine the course of works on the new constitution.

The President does not rule out a 2-day referendum.

According to Duda’s words, the question on whether Poland should adopt euro could also be included in the referendum.
Poland’s ruling party Law and Justice (PiS) will support President’s motion for a referendum on what changes to the constitution should be made, Internal Affairs Minister Mariusz Blaszczak told Radio Zet.


The Warsaw Voice. 2017-08-26. Duda seeks support.

Polish President Andrzej Duda is seeking support for his proposal of a constitutional referendum outside ruling party Law and Justice (PiS), the daily Dziennik Gazeta Prawna writes.

Duda will attend on Friday a conference held by trade union Solidarnosc concerning a constitutional draft prepared by the trade union years ago, presidential ministrer Pawel Mucha says.

The president’s participation in the conference will mark an actual launch of the debate on the possible questions for the referendum, while the reaction of the ruling party will be a benchmark of any potential changes in its stance on the issue.