Pubblicato in: Banche Centrali, Devoluzione socialismo, Unione Europea

Istat. Industria. Fatturato -.5%, ordinativi -0.9%.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-09-04.

2019-08-29__Istat 001

L’Istat ha rilasciato il Report

Fatturato e ordinativi dell’industria. Testo Completo.

«A giugno si stima che il fatturato dell’industria diminuisca in termini congiunturali dello 0,5%. Nel secondo trimestre l’indice complessivo è diminuito dello 0,1% rispetto al trimestre precedente.

Anche gli ordinativi registrano a giugno un calo congiunturale sia su base mensile (-0,9%) sia nel complesso del secondo trimestre (-0,4%).

La dinamica congiunturale del fatturato a giugno è sintesi di una flessione del mercato interno (-1,2%) e di un modesto aumento di quello estero (+0,5%). Per gli ordinativi il calo congiunturale riflette la contenuta crescita delle commesse provenienti dal mercato interno (+1,1%) e la marcata diminuzione di quelle provenienti dall’estero (-3,8%).

Il calo congiunturale del fatturato è diffuso con intensità diverse a tutti i raggruppamenti principali di industrie: -0,2% per i beni strumentali, -0,4% per i beni di consumo, -0,8% per i beni intermedi e -2,8% per l’energia.

Corretto per gli effetti di calendario (i giorni lavorativi sono stati 20 contro i 21 di giugno 2018), il fatturato totale diminuisce in termini tendenziali dello 0,8%, riflettendo cali su entrambi i mercati (-1,0% il mercato interno e -0,1% quello estero).

Con riferimento al comparto manifatturiero, le industrie tessili e quelle dei mezzi di trasporto registrano la crescita tendenziale del fatturato più rilevante (+4,1%), mentre l’industria farmaceutica mostra il calo maggiore (-12,6%).

In termini tendenziali l’indice grezzo degli ordinativi cala del 4,8%, con diminuzioni su entrambi i mercati, ma di entità notevolmente diversa: -1,8% quello interno e -9,1% quello estero. La maggiore crescita tendenziale si registra nelle industrie dei mezzi di trasporto (+5,1%), mentre il peggior risultato si rileva nell’industria farmaceutica (-16,2%).»

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2019-08-29__Istat 002

«Su base annua, il dato grezzo evidenzia un calo del 4,8% rispetto al giugno 2018»

«La flessione tendenziale è la peggiore dal luglio 2016 (-9,2%)»

2019-08-29__Istat 003

Il sistema economico italiano è stagnante, avviato alla recessione.


Ansa. 2019-08-29. Industria, a giugno giù fatturato e ordini

A giugno arretrano fatturato e ordini dell’industria italiana. In particolare il fatturato segna un calo dello 0,5% rispetto al mese precedente e dello 0,8% rispetto al giugno 2018 (il dato corretto per gli effetti di calendario; il grezzo segna -3,8%). Lo rileva l’Istat, spiegando che la dinamica congiunturale è sintesi di una flessione del mercato interno (-1,2%) e di un modesto aumento di quello estero (+0,5%).

Nel secondo trimestre l’indice complessivo è diminuito dello 0,1% rispetto al trimestre precedente. E gli ordinativi dell’industria italiana registrano a giugno un calo congiunturale sia su base mensile (-0,9%) sia nel complesso del secondo trimestre (-0,4%). Su base annua, il dato grezzo evidenzia un calo del 4,8% rispetto al giugno 2018. La flessione tendenziale è la peggiore dal luglio 2016 (-9,2%). Il calo congiunturale, spiega l’Istat, riflette la contenuta crescita delle commesse provenienti dal mercato interno (+1,1%) e la marcata diminuzione di quelle dall’estero (-3,8%).

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Fatturato e ordinativi dell’industria. Testo Completo. Glossario.

Beni di consumo durevoli: includono, tra gli altri, la fabbricazione di apparecchi per uso domestico, la fabbricazione di mobili, motocicli, la fabbricazione di apparecchi per la riproduzione del suono e dell’immagine.

Beni di consumo non durevoli: includono, tra gli altri, la produzione, la lavorazione e la conservazione di prodotti alimentari e bevande, alcune industrie tessili, la fabbricazione di prodotti farmaceutici.

Beni intermedi: includono, tra gli altri, la fabbricazione di prodotti chimici, la fabbricazione di metalli e prodotti in metallo, la fabbricazione di apparecchi elettrici, l’industria del legno, la fabbricazione di tessuti.

Beni strumentali: includono, tra gli altri, la fabbricazione di macchine e motori, la fabbricazione di strumenti e apparecchi di misurazione e controllo, la fabbricazione di autoveicoli.

Campione teorico: l’insieme delle unità sottoposte a rilevazione. Nell’ambito delle rilevazioni congiunturali viene definito in modo ragionato in occasione del ribasamento quinquennale degli indici e mantenuto in modalità longitudinale o panel nei periodi successivi tenendo conto degli eventi societari di trasformazione delle imprese.

Contributo alla variazione tendenziale dell’indice generale: misura l’apporto dell’evoluzione di una singola componente alla variazione tendenziale dell’indice aggregato. Quest’ultima viene scomposta nella somma dei contributi attribuibili a ciascuna delle sue componenti. Il contributo alla variazione tendenziale è definita, per ogni componente, dalla media aritmetica ponderata della variazione degli indici del fatturato e del peso relativo nel periodo posto a confronto

Energia: include l’industria estrattiva di materie prime energetiche (petrolio, gas naturale, lignite), l’industria della raffinazione.

Indice degli ordinativi: misura la variazione nel tempo delle commesse ricevute dalle imprese industriali espresse a prezzi correnti.

Indice del fatturato: misura la variazione nel tempo delle vendite delle imprese industriali espresse a prezzi correnti.

Indice del volume del fatturato: misura la variazione nel tempo delle vendite delle imprese industriali a prezzi costanti. E’ ottenuto depurando l’indice del fatturato dell’industria dalla componente di prezzo utilizzando l’indice dei prezzi alla produzione dei prodotti industriali. Poiché viene elaborato esclusivamente a fini di confronto con l’indice della produzione industriale è ottenuto a parità di campo di osservazione settoriale.

Indici corretti per gli effetti di calendario: dati depurati, mediante apposite tecniche statistiche, dalla variabilità attribuibile alla composizione del calendario nei singoli periodi (mesi o trimestri) dell’anno, dovuta al diverso numero di giorni lavorativi o di giorni specifici della settimana in essi contenuti e alla presenza di festività nazionali civili e religiose, fisse e mobili (festività pasquali), nonché dell’anno bisestile. Il ricorso a tale trasformazione dei dati consente di cogliere in maniera più adeguata sia le variazioni tendenziali (calcolate rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente), sia le variazioni medie annue.

Indici destagionalizzati: dati depurati, mediante apposite tecniche statistiche, dalle fluttuazioni attribuibili alla componente stagionale (dovute a fattori meteorologici, consuetudinari, legislativi, ecc.) e, se significativi, dagli effetti di calendario. Questa trasformazione dei dati è la più idonea a cogliere l’evoluzione congiunturale di un indicatore.

Mercato estero: l’insieme dei clienti operanti fuori dal territorio italiano.

Mercato interno: l’insieme dei clienti operanti sul territorio italiano.

Raggruppamenti principali di industrie: beni di consumo durevoli, beni di consumo non durevoli, beni strumentali, beni intermedi ed energia. Il Regolamento della Commissione europea (CE) 656/2007 fissa, per tutti i paesi membri, i criteri per la definizione degli Rpi: a ciascuno di essi vengono attribuiti, secondo il criterio della prevalenza, interi gruppi e/o divisioni di attività economica. L’Istat pubblica anche l’indice per i beni di consumo nel loro complesso, ottenuto come media ponderata degli indici dei beni di consumo durevoli e quelli non durevoli.

Settori di attività economica: secondo la classificazione SNA/ISIC A38. La classificazione NACE Rev. 2 – da cui la classificazione Ateco 2007 nasce – non prevede, nella struttura degli aggregati, le Sotto-Sezioni. Per continuità storica con l’informazione precedentemente fornita prima del gennaio 2009, nel Prospetto 3 sono pubblicati gli indici per settore di attività economica.

Variazione congiunturale: variazione percentuale rispetto al mese precedente.

Variazione tendenziale: variazione percentuale rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

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Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Economia e Produzione Industriale, Unione Europea

Germania. Destatis. Ordini all’industria ancora giù, -0.7%, dall’estero -0.9%.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-04-17.

Destatis__001

Destatis ha rilasciato la Pressrelease #153 from April 17, 2019.

«the price adjusted stock of orders in manufacturing in February 2019 fell a seasonally and calendar adjusted 0,7% on the previous month»

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«The domestic orders not yet completed decreased 0.2% on the previous month»

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«the stock of foreign orders decreased 0,9%.»

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«the range of the stock of orders in manufacturing was 5.8 months …. the producers of intermediate goods, the range of the stock of orders in February 2019 was 3.0 months»

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«The range indicates for how many months establishments, theoretically, would have to produce goods until all orders on hand are filled»

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Gli ordini all’industria manifatturiera sono quindi decresciuti ancora.  Gli ordini esteri  in particolare sono diminuiti dello 0.9%.

Senza che arrivino nuovi ordinativi, sulla base di questi ordini in essere l’industria manifatturiera avrà lavoro per 5.8 mesi, mentre quella dei beni di consumo per 2 mesi.

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Germania. VW fa fagotto e se ne va in Cina.

Germania. La crisi da tedesca sta diventando europea.

Germania. Produzione auto -4.1%, insolvenze +5.7%.

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Manufacturing in February 2019: unfilled orders down a seasonally adjusted 0,7% on the previous month

Pressrelease #153 from April 17, 2019

WIESBADEN – Based on provisional data, the price adjusted stock of orders in manufacturing in February 2019 fell a seasonally and calendar adjusted 0,7% on the previous month, as reported by the Federal Statistical Office (Destatis). The domestic orders not yet completed decreased 0.2% on the previous month, the stock of foreign orders decreased 0,9%. The stock of orders comprises the total of new orders received by the end of the reference month which have not led to any turnover and have not been cancelled by that time.

Unfilled orders for producers of intermediate goods in February 2019 were by 1.0% lower than in the previous month. The producers of capital goods recorded a decrease of 0.6%. Regarding consumer goods, the stock was down by 1.3% compared to January 2019.

In February 2019, the range of the stock of orders in manufacturing was 5.8 months (previous month also 5.8 months). The range indicates for how many months establishments, theoretically, would have to produce goods until all orders on hand are filled – with turnover remaining constant and without any new orders being received. It is calculated as the ratio between the current stock of orders and average turnover per month in the respective branch.

For the producers of intermediate goods, the range of the stock of orders in February 2019 was 3.0 months (previous month also 3.0), for the producers of capital goods 8.1 months (previous month also 8.1) and for consumer goods 2.0 months (previous month 1.9).