Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Olanda. Exit polls. Laburisti 5 seggi, sovranisti di Baudet 4, Wilders 1.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-05-24.

Caravaggio. Bari.

«il partito liberale del premier europeista Mark Rutte sorpassato a sorpresa dai laburisti del vicepresidente della Commissione europea Frans Timmermans e seguito dai sovranisti-euroscettici-anti-immigrati dell’emergente Thierry Baudet»

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«I laburisti del PvdA sono accreditati con 5 seggi al Parlamento europeo, seguiti dai liberal-conservatori (VVD) del premier Mark Rutte con 4 seggi a pari merito del partito populista di destra Forum voor Democratie (FvD) dell’esordiente Thierry Baudet. Così gli exit poll delle elezioni europee resi noti dalla tv olandese Nos. Ai Verdi andrebbero tre seggi, mentre un seggio al partito di Wilders.

Aumenta l’affluenza alle elezioni Europee in Olanda, rispetto a quelle del 2014. Secondo la proiezione dell’Ipsos, oggi ha votato il 41,2% degli olandesi contro il 37,3% di cinque anni fa.» [Ansa]

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Elezioni europee 2019, in Olanda seggi chiusi: per gli exit poll laburisti primo partito

«BRUXELLES Il primo voto — nella quattro giorni delle elezioni europee in corso nei 28 Paesi membri dell’Unione — potrebbe vedere il partito liberale del premier europeista Mark Rutte sorpassato a sorpresa dai laburisti del vicepresidente della Commissione europea Frans Timmermans e seguito dai sovranisti-euroscettici-anti-immigrati dell’emergente Thierry Baudet. Il risultato scaturisce dagli exit poll diffusi alla chiusura dei seggi olandesi dalla tv nazionale Nos, basati su un campione limitato. Ma è l’unica indicazione consentita prima della diffusione dei dati definitivi domenica 26 maggio dopo le 23, quando avranno chiuso le votazioni tutti gli Stati (l’ultimo è l’Italia).

I laburisti sono accreditati di 5 euroseggi sul totale di 26. Rutte ne prenderebbe quattro. Baudet arriverebbe a tre, facendo di fatto scendere a un solo seggio il concorrente Partito della Libertà del sovranista Geert Wilders, già alleato in Europa con la Lega di Matteo Salvini e il Rassemblement national della francese Marine Le Pen. Anche i Verdi conquisterebbero tre eurodeputati.  ….»

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Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Eurozona. I dolori del giovane Juncker. Mica che sia sua la colpa.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-05-10.

Juncker 004

Mr Juncker ha 65 anni, età che per i tempi che corrono sconfina ancora nella giovinezza. Di conseguenza gli siano perdonate frasi spiritose che nell’età adulta non avrebbero dovuto uscire di bocca.

Il mea culpa di Juncker: “Lʼausterità fu avventata, con i greci poco solidali”

«Eʼ stata molto criticata la politica dellʼEurozona, è una cosa che mi riguarda perché sono stato presidente dellʼEurogruppo»

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«Le riforme strutturali restano essenziali ma, durante la crisi del debito in Ue,l’austerità fu avventata, e non perché volevamo sanzionare chi lavora e chi è disoccupato»

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«Non siamo stati sufficientemente solidali con i greci»

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«E’ stata molto criticata la politica dell’Eurozona, è una cosa che mi riguarda personalmente …. perchè sono stato presidente dell’Eurogruppo nel momento più grave della crisi economica e finanziaria …. Mi rammarico di aver dato troppa importanza all’influenza del Fondo monetario internazionale. Al momento dell’inizio della crisi, molti di noi pensavano che l’Europa avrebbe potuto resistere all’influenza del Fmi. Se la California è in difficoltà, gli Stati Uniti non si rivolgono al Fondo monetario internazionale e noi avremmo dovuto fare altrettanto.»

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La Germania ha violato il Patto di stabilità 18 volte, come dice Juncker?

«i tedeschi amano lamentarsi degli italiani. Ma loro stessi hanno violato il Patto di stabilità 18 volte»

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Ammettere i propri errori è sempre cosa buona, ma Mr Juncker non trova difficoltà alcuna ad identificarne i veri colpevoli.

E qui arrivano le sorprese.

«The Netherlands, Austria, and Germany prevent deepening Eurozone integration»

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«Juncker was making reference to what he suggested was an obstructionist agenda by countries that are net contributors to the EU budget loath the prospect of any form of transfers union»

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«There is no progress with the deepening of the monetary union because The Netherlands, Austria and all too often, Germany, all stand in the way of more solidarity and joint responsibility»

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«Throughout the sovereign debt crisis, Germany, the Netherlands, and Finland resisted any notion of Eurobonds»

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«One of the most vociferous opponents of deepening the project for the political integration of the Eurozone has been the president of the German Central Bank, Jens Weidman, who is also a candidate to succeed Mario Draghi as the head of European Central Bank (ECB).»

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«This candidacy has limited support in the ECB board, as Weidman has also been a staunch critic and opponent of Mario Draghi’s quantitative easing and “whatever it takes” position»

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Ricapitoliamo.

Mr Juncker ammette di aver fatto molti errori, pagati ben salati dal popolo europeo.

Ma la colpa sarebbe degli olandesi, degli austriaci e dei tedeschi.

Toh!! Chi mai lo avrebbe detto??


New Europe. 2019-05-06. Juncker says several core EU members actively resist Eurozone integration

The Netherlands, Austria, and Germany prevent deepening Eurozone integration, European Commission President Jean-Claude Juncker told German newspaper Handelsblatt, published on 3 May.

Juncker was making reference to what he suggested was an obstructionist agenda by countries that are net contributors to the EU budget loath the prospect of any form of transfers union.

“There is no progress with the deepening of the monetary union because The Netherlands, Austria and all too often, Germany, all stand in the way of more solidarity and joint responsibility,” said Juncker, who added that he is “still hopeful” that several German politicians want to make progress when it comes to taking the next steps towards further integration of the 19-members of the common currency.

Throughout the sovereign debt crisis, Germany, the Netherlands, and Finland resisted any notion of Eurobonds, which would resolve the “death loop” between national banks and sovereigns, by pooling the credit-rating of the Eurozone members. Juncker also said jointly issued debts should be expected in the future.

One of the most vociferous opponents of deepening the project for the political integration of the Eurozone has been the president of the German Central Bank, Jens Weidman, who is also a candidate to succeed Mario Draghi as the head of European Central Bank (ECB).

This candidacy has limited support in the ECB board, as Weidman has also been a staunch critic and opponent of Mario Draghi’s quantitative easing and “whatever it takes” position, a policy that is largely credited with helping the Eurozone recover for the worst of the global financial crisis. Asked whether he would support Weidman’s candidacy, Juncker said he was “not advocating for or against.”

“I wouldn’t mind at all if there was a German president of the ECB,” Juncker said, adding that “I definitely do not share the view that is prevalent in parts of southern Europe that a German should not be president of the ECB.”

Pubblicato in: Devoluzione socialismo

Europa. Risultati Elettorali 2017.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-04-24.

Europa 002

Riportiamo da Edn Hub i risultati elettorali 2017

Dopo le ferite riportate nel 2016 con l’esito del referendum sulla Brexit, il 2017 è stato l’anno della verità per l’Unione europea, con appuntamenti elettorali in Olanda, Bulgaria, Francia, Regno Unito, Germania, Repubblica Ceca, Austria e Malta. L’obiettivo, raggiunto parzialmente, era quello invertire l’ondata populista che, in tutti i Paesi, ha saputo imporre la sua agenda in campagna elettorale e si è trasformato nella terza forza europea.

Ecco tutti i risultati elettorali del 2017 e i tipi di governo che si sono formati o si formeranno, con una caratteristica sempre più diffusa: essere di coalizione.

– OLANDA – Il voto del 15 marzo 2017 nei Paesi Bassi ha scacciato il pericolo di una ‘Nexit’ (‘Netherland exit’), molto temuta a Bruxelles dopo quanto accaduto nel Regno Unito. A spuntarla è infatti stato il primo ministro uscente e leader dei conservatori, Mark Rutte, che con il 21,3% dei consensi si è imposto sul populista, euroscettico e antislamico Geert Wilders, terzo con il 13,1%. Oltre 13 milioni di olandesi si sono recati alle urne per decidere il nome del nuovo primo ministro e la composizione del Parlamento, segnando un dato record sull’affluenza (82%), la più alta degli ultimi trent’anni nel Paese. Dopo 208 giorni di colloqui, è stato raggiunto un accordo per la formazione del governo: a guidare il paese è una coalizione di centrodestra, con il Vvd, partito del premier Mark Rutte, insieme ai cristiano-democratici del Cda, ai liberali progressisti del D66 e ai conservatori della Christen Union. E’ stato eguagliato il record del 1977: anche allora furono necessari 208 giorni per formare un governo, operazione tradizionalmente lenta nel Paese.

– BULGARIA – Il partito conservatore filo-europeista Gerb, guidato  dal premier Boyko Borissov, ha vinto le elezioni politiche di domenica 26 marzo con il 33,55% dei voti. Al secondo posto si è collocato il Partito socialista di Kornelia Ninova, con poco più del 27,02% dei voti, mentre ha raggiunto il terzo posto la coalizione nazionalista Patrioti uniti, con il 9,12% dei voti.  L’affluenza alle urne è stata intorno al 50%. Si è trattato del primo appuntamento elettorale a livello nazionale in un Paese Ue dopo la firma, sabato 25 marzo 2017, della Dichiarazione di Roma in occasione delle celebrazioni nella capitale italiana per il 60° anniversario della sigla dei Trattati di Roma.

– FRANCIA – L’europeista Emmanuel Macron domenica 7 maggio ha vinto il ballottaggio delle elezioni presidenziali francesi con il 66,1% delle preferenze, contro il 33,9% della sfidante euroscettica e populista Marine Le Pen. Evitata, quindi, una ‘Frexit’, paventata dalla rivale con un referendum su Ue ed euro in caso di vittoria. Al primo turno del 23 aprile, dove era stata registrata un’affluenza attorno all’80%, il leader di ‘En Marche!’ era arrivato in testa con il 24,01% contro il 21,30% della leader del Front National. Al secondo turno, invece, l’astensione è stata record con il 25,44%, la più elevata dal 1969, mentre 3,01 milioni di francesi hanno votato scheda bianca e 1,06 milioni sono stati i voti nulli. Alle successive elezioni legislative del 18 giugno il partito En Marche! del presidente francese Macron ha sbancato con il 43,06% dei consensi, consegnandogli la maggioranza assoluta. Si è invece spenta l’onda populista e anti-Ue del Front National: dopo la sconfitta nella corsa all’Eliseo, il partito di Marine Le Pen è sceso all’8,75%.

– MALTA – Il 3 giugno il premier maltese Joseph Muscat, travolto da uno scandalo insieme alla moglie legato alle società offshore smascherate dai Panama Papers, e il suo partito laburista pro-Ue sono stati confermati alla guida del Paese con il 55% dei voti, sconfiggendo il leader del Partito Nazionalista Simon Busuttil.

– REGNO UNITO – L’8 giugno 2017 i cittadini britannici sono andati alle urne per le elezioni politiche anticipate (la legislatura si sarebbe conclusa nel 2020). La premier Theresa May aveva infatti deciso di promuovere lo scioglimento anticipato della Camera dei Comuni attraverso una mozione approvata dal Parlamento il 19 aprile 2017 con una maggioranza superiore ai due terzi. L’obiettivo della May era di avere una maggioranza parlamentare più forte per affrontare il processo della Brexit in una situazione più favorevole e imporre una ‘hard Brexit’. Obiettivo clamorosamente mancato: i Tory infatti si sono confermati primo partito del Regno Unito con il 42,4% dei consensi, ma non hanno raggiunto la maggioranza assoluta. In Parlamento hanno ottenuto 318 seggi, perdendone 12 rispetto al 2015. Exploit invece dei laburisti di Jeremy Corbyn, subito dietro al 40% (+9% rispetto al 2015), con 262 deputati e un balzo di 30 seggi in più. Venti giorni dopo le elezioni, May ha quindi firmato un accordo con il partito degli unionisti nordirlandesi del Dup, spalla del governo di minoranza Tory.

– GERMANIA – Le elezioni federali del 2017 per eleggere i membri del nuovo Bundestag, il parlamento tedesco, si sono tenute il 24 settembre. La cancelliera uscente Angela Merkel ne è uscita vincitrice ma indebolita: il suo partito, la Cdu-Csu ha ottenuto il 33% dei consensi (-8,5%). I socialisti della Spd, guidati dall’ex presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, si sono fermati al 20,5% (-5,2%), mentre si è verificata l’ascesa a sorpresa i populisti di Alternative für Deutschland (AfD), arrivati terzi al 12,6% (+7,9%). Il partito euroscettico, trascinato dai candidati di punta Alice Weidel e Alexander Gualand, con 95 i seggi conquistati è il primo partito di estrema destra ad entrare nel Parlamento federale tedesco dal secondo dopoguerra. Dopo il tentativo fallito di formare una coalizione guidata dall’Unione di Angela Merkel con i Liberali e i Verdi, la cosiddetta coalizione Giamaica – così denominata per i colori dei tre partiti nero-giallo-verde, come la bandiera della nazione caraibica -, si va ora verso una riedizione della Große Koalition tra Cdu-Csu e Spd. I colloqui però presentano ancora ostacoli. Due le alternative: un governo di minoranza della Cancelliera tedesca, utile nel breve periodo, oppure il ritorno alle urne.

– AUSTRIA – Il 15 ottobre si è votato per le elezioni parlamentari anticipate di un anno prima rispetto al termine naturale della legislatura. Il ministro degli Esteri uscente, Sebastian Kurz, leader del Partito popolare austriaco (ÖVP), è diventato premier con il 31,4% dei voti. L’estrema destra del Partito della libertà austriaco (FPÖ) di Heinz-Christian Strache, è arrivata seconda con il 27,4%, terzi i socialdemocratici di SPÖ guidati dal cancelliere uscente Christian Kern, al 26,7%. Il partito di Kurz, tuttavia, non ha raggiunto una maggioranza tale da poter governare da solo: dopo quasi due mesi di trattative, il 18 dicembre è arrivato il giuramento del nuovo governo di destra austriaco, guidato dalla coalizione tra l’ÖVP di Kurz e gli oltranzisti dell’FPÖ di Strache.

– REPUBBLICA CECA – Le elezioni parlamentari si sono tenute il 20 e 21 ottobre 2017.  Ha vinto il movimento Ano 2011, “Azione del cittadino scontento”, di Andrej Babis con il 29,64% e 78 seggi su 200 in Parlamento. Al secondo posto il centrodestra dei Civici democratici (Ods) con l’11,32% e 25 parlamentari. Al terzo posto i Pirati con il 10,79% e 22 seggi. Non avendo i numeri per formare una maggioranza di governo, Babis formerà con tutta probabilità un governo di minoranza che conti su ministri del suo partito e tecnici. Il mandato gli è stato affidato il 31 ottobre dal presidente ceco Milos Zeman, che ha detto di preferire l’opzione di un governo di minoranza a quello di un esecutivo di maggioranza, perché è il modo più semplice per promuovere le decisioni. Secondo Babis, il governo di minoranza è l’unica soluzione, dal momento che gli altri partiti entrati in Parlamento non vogliono entrare in coalizione con lui.

– CATALOGNA – A margine delle elezioni ufficiali per i governi di diversi Stati dell’Ue, il 21 dicembre 2017 si sono tenute anche le elezioni in Catalogna, indette dopo l’esito schiachiante del referendum per l’indipendenza dalla Spagna del 2 novembre 2017 e le inevitabili conseguenze (la dichiarazione di indipendenza della Catalogna e l’attuazione dell’articolo 155 da parte del governo di Madrid). I catalani hanno scelto nuovamente il campo indipendentista, infliggendo un sonoro schiaffo politico al premier spagnolo Mariano Rajoy. Ora la situazione è in stallo, con la maggior parte dei vincitori indipendisti o in carcere o rifugiati fuori dal Paese e nessuna apertura da parte del governo centrale. L’ex President catalano e leader indipendista Carles Puigdemont, in esilio a Bruxelles, è stretto tra due fuochi: se tornerà a Barcellona sarà arrestato, ma restando nella capitale belga non potrà essere nominato nuovamente President. La prima sessione del nuovo parlamento catalano, secondo quanto annunciato da Rajoy, dovrebbe tenersi il 17 gennaio 2018.

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François Villeroy de Galhau, Governatore Banca Francia, parole severe.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-04-04.

Banca di Francia 001

I banchieri centrali sono persone fuori della norma.

Servono intanto doti personali di intelligenza e di capacità di ascolto non comuni. Poi è necessario un iter formativo di base allo stato dell’arte e pienamente metabolizzato. A ciò deve aggiungersi un lungo tirocinio in una grossa banca o, meglio, in una banca centrale. Il mondo in cui operano ha per unità di misura il miliardo e l’arco temporale è il lustro.

Caratteristica comune a tutti i governatori è la silenziosità: se è vero che ogni tanto tengono una conferenza stampa oppure un intervento programmato, sarebbe altrettanto vero come ciò sia fatto per commentare cose fatte, ben raramente per illustrare i piani futuri.

Ma dove i banchieri centrali devono esercitare una pazienza da Giobbe sono i rapporti con i politici. Tranne rarissime eccezioni, nel passato William Cecil barone Brurghley e nel presente Mr Putin, i politici hanno conoscenza di cosa sia e come funzioni una banca centrale quasi eguali alla loro competenza sulla riproduzione asessuata del Mycocepurus smithii, nota formica amazzonica. Ma gli individui asessuati generano cloni di scarsa sopravvivenza.

L’intelligenza è la capacità di risolvere problemi nuovi con metodi anch’essi nuovi. I banchieri centrali dell’ultimo decennio la hanno ben dispiegata trasformando in un amen le banche centrali da prestatrici ed investitrici di ultima istanza. In parole miserrime, hanno dato un decennio di respiro ai politici oberati di debiti, e con loro vivo disappunti costoro invece di benedire il Signore e fare riforme strutturali hanno usufruito a man bassa del denaro a tassi nulli per scopi che potrebbero essere definiti ‘clientelari’.

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Negli ultimi tempi la situazione europea è significativamente peggiorata, al punto tale che Ecb è stata obbligata a riprendere il progetto Ltro. Ma la politica europea è parcellizzata ed incapace di far sorgere una forza egemone che possa dare un indirizzo univoco. Usualmente, sarebbe meglio un mediocre governo al chaos.

Così, Mr Francois Villeroy de Galhau si è dovuto spingere in un campo da sempre accuratamente evitato dai banchieri centrali: dare sommesse prescrizioni di politici egemoni.

Nota.

Per ‘fiscal stimulus’ di intende:

«An increase in public spending or a reduction in the level of taxation that might be performed by a government in order to encourage and support economic growth. Most government bailout packages offered to various business types can be considered a form of fiscal stimulus.»

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«In his annual letter to French President Emmanuel Macron, Villeroy called for a combination of stimulus in nations with healthy finances and structural reforms in highly indebted countries like France and Italy»

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«Central banker says stimulus could support growth in euro area»

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«Villeroy says ECB will calibrate tools depending on data»

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«Bank of France Governor Francois Villeroy de Galhau pushed Germany and the Netherlands to use their fiscal firepower to reboot the ailing euro-area economy, warning that other countries have little room to help»

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«Villeroy’s comments are a rare case of a national central banker prescribing policy for other countries’ governments

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«Faced with negative shocks, monetary policy should not and cannot be the only possible response»

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«Villeroy repeated that officials could again change the timing of policy normalization and adjust their tools, depending on economic data»

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«The intensity of the instruments will have to be calibrated with total pragmatism»

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Mr Villeroy si è indirizzato ad Olanda e Germania, anche perché non avrebbe potuto farlo con la Francia di Mr Macron, noto per il suo carattere mite e mansueto.

Degno di nota, ed anche questo segno di intelligenza sopra la norma:

«with total pragmatism»

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Bloomberg. 2019-04-02. France’s Villeroy Urges Fiscal Stimulus in Germany, Netherlands

– Central banker says stimulus could support growth in euro area

– Villeroy says ECB will calibrate tools depending on data

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Bank of France Governor Francois Villeroy de Galhau pushed Germany and the Netherlands to use their fiscal firepower to reboot the ailing euro-area economy, warning that other countries have little room to help.

In his annual letter to French President Emmanuel Macron, Villeroy called for a combination of stimulus in nations with healthy finances and structural reforms in highly indebted countries like France and Italy.

“Germany and the Netherlands have slightly activated their fiscal policy without committing to a real stimulus,” said Villeroy, who is also a member of the European Central Bank’s Governing Council. “Those countries that have a fiscal margin for maneuver could use it today to support their own growth as well as the euro area’s.”

Villeroy’s comments are a rare case of a national central banker prescribing policy for other countries’ governments. His call comes amid a deepening malaise in the euro-area economy, which is struggling with the uncertainty of increased trade tensions and the political upheaval of Brexit.

The ECB has already revised its plans to gradually exit stimulus by pledging to keep rates low for longer and offer a new round of cheap funding to banks. Villeroy repeated that officials could again change the timing of policy normalization and adjust their tools, depending on economic data.

“The intensity of the instruments will have to be calibrated with total pragmatism,” Villeroy said.

But France’s central-bank governor also said governments need their own shared mechanisms to stabilize the economy. In addition to fiscal bailout tools, the euro area must strengthen its banking union and harmonize capital markets.

“Faced with negative shocks, monetary policy should not and cannot be the only possible response,” Villeroy said.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Olanda. Identitari sovranisti vincono le elezioni al senato.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-03-21.

Giorgione. Tempesta. 1505. Galleria Accademia Venezia. 001

«An election to the Senate of the Netherlands will be held on 27 May 2019, two months after the provincial elections.

The Senate consists of 75 members elected every four years by the members of the States-Provincial of the country’s twelve provinces, who are in turn elected directly by the citizens two months earlier. The weight of a vote is determined by the population of the province in which the voter is a member of the States-Provincial. This Senate election will be the first in which members of an electoral college representing the Caribbean Netherlands will also be able to vote. The seats are distributed in one nationwide constituency using party-list proportional representation» [Fonte]

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Dutch government loses Senate majority amid populist surge [Reuters]

«The Dutch government will lose its majority in the Senate after provincial elections on Wednesday, preliminary results showed, as voters flocked to a new populist party two days after a possible terrorist attack in the city of Utrecht.

If confirmed, the result would mean that Prime Minister Mark Rutte’s centre-right coalition will need to seek outside support to pass legislation.

First estimates based on 60 percent of votes cast showed the new Forum for Democracy will become the largest party in the Senate, in a tie with Rutte’s conservative VVD Party, on its first try.

Following the lead of U.S. President Donald Trump, Forum for Democracy leader Thierry Baudet opposes immigration and emphasises “Dutch first” cultural and economic themes.

Pollsters had for weeks predicted Rutte’s centre-right coalition would lose its Senate majority. But experts, including pollster Maurice de Hond, said the Utrecht attack, which killed three people, appeared to boost turnout most among opponents of immigration.

Rutte’s VVD is forecast to fall to 12 seats, from 13 in the 75-member Senate, and his coalition as a whole will fall from 38 seats to 31. The Forum for Democracy is also estimated to take 12 seats. The country’s Electoral Council will publish final results on March 25.»

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Anti-EU populists surge in Dutch election, says exit poll [France 24]

«Dutch Prime Minister Mark Rutte will lose his senate majority after upstart anti-EU populists surged in provincial elections just two days after a suspected terror attack in Utrecht.

Controversial eurosceptic Thierry Baudet’s Forum for Democracy party came from nowhere to be the second biggest in parliament’s upper house after Rutte’s, an exit poll by leading broadcaster NOS said.

The coalition led by Rutte’s centre-right VVD party is set to collapse from 38 to 31 seats in the 75-seat senate, which passes legislation approved by the lower house.

The blow for Rutte — who painstakingly formed his ruling coalition to freeze out the far-right after general elections in 2017 — will be closely watched abroad ahead of European Parliament elections in May.

Self-proclaimed intellectual Baudet — who faced criticism after failing to stop campaigning after Monday’s shooting on a tram in Utrecht in which three people died — slammed Rutte’s record on immigration.

“We are being destroyed by the people who are supposed to be protecting us,” the telegenic 36-year-old told a crowd that chanted his name on Wednesday night.

“Successive Rutte governments have left our borders wide open, letting in hundreds of thousands of people with cultures completely different to ours.”»

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«Controversial eurosceptic Thierry Baudet’s Forum for Democracy party came from nowhere to be the second biggest in parliament’s upper house after Rutte’s»

La coalizione guidata dal partito VVD di centro-destra di Rutte è destinata a crollare da 38 a 31 seggi nel Senato dei 75 seggi, che approva le leggi approvate dalla camera bassa.

«The blow for Rutte — who painstakingly formed his ruling coalition to freeze out the far-right after general elections in 2017»

Ci si stupisce che la gente si stupisca della vittoria dell’Fdp: la realtà olandese non è quella dei salotti patinati o dei media, bensì quella delle massaie al mercato oppure degli agricoltori. La gente comune esiste ed anche vota.

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Al di là delle etichette appiccicate con dovizia dai media, Mr Mark Rutte sembrerebbe essere tutto tranne che una personalità di centro-destra. Il suo governo ha perseguito una politica intensamente eurofila appoggiando costantemente le visioni politiche di Mr Juncker, rispettando rigorosamente la dottrina liberal.

È difficile inferire quanto questa propensione al voto possa ripetersi nelle prossime elezioni europee, ma sicuramente il futuro comportamento del premier olandese in seno al Consiglio Europeo dovrà tener conto di un senato con una consistente presenza di identitari sovranisti.

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Ansa. 2019-03-21. Olanda: boom dei populisti al Senato

La coalizione di governo del premier olandese Mark Rutte ha perso la maggioranza al Senato al termine delle elezioni provinciali. Secondo gli exit poll Ipsos, citati da Dutch News, il partito di estrema destra populista ‘Forum per la Democrazia’ entra per la prima volta al Senato come secondo partito con 10 seggi su 75, contro i 12 del partito di centrodestra Vvd di Rutte. La formazione anti-islamica di Geert Wilders (Pvv) passa invece da 9 seggi a 6. La camera alta olandese verrà votata a maggio dai rappresentanti provinciali eletti oggi. Secondo gli exit poll, che prevedono un margine di errore di un seggio per partito, l’attuale coalizione di governo ‘quadripartita’ di Rutte può contare su 31 seggi, molto meno dei 38 necessari per avere la maggioranza alla Camera alta del parlamento, e dovrà quindi cercare il sostegno dai partiti dell’opposizione per portare avanti la legislatura. Il Forum per la democrazia partecipò alle legislative del 2017 ottenendo 1,8% e due seggi nella Camera bassa del parlamento.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Unione Europea finalmente concorde. Tutto resti sul groppone degli italiani.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-01-26.

unione europea 010 bicchieri

Finalmente l’Unione Europea si è ricompattata!

Francia e Pesi Bassi, due stati liberal socialisti, hanno convenuto che “immigrazione è bella” quando i migranti sono prelevati dalle navi gestite dalle ngo di loro nazionalità e sovvenzionate dall’Unione Europea e quindi sbattuti sul suolo italiano.

Vorrebbero forse l’Italia spedire indietro quell’umanità sofferente?? Forse che l’Italia non sa che per provvida direttiva EU i migranti sono di competenza dello stato in cui sbarcano??

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La tratta dei negri sia ben gestita dall’Unione Europea, Francia ed Olanda ed amichetti vari, che ne traggono così gli illeciti benefici economici, ma almeno che siano gli italiani a pagare il conto.

Che diamine? Forse che l’Unione Europea non abbia delle regole?

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«Vedo molte lacrime di coccodrillo …. Saremmo degli ipocriti se continuassimo soltanto a parlare degli effetti senza cercare anche le cause …. Io ho smesso di fare l’ipocrita e ho deciso di cominciare a parlare delle cause. Se oggi noi abbiamo della gente che parte dall’Africa è perché alcuni Paesi europei con in testa la Francia non hanno mai smesso di colonizzare l’Africa …. Ci sono decine di stati africani in cui la Francia stampa una propria moneta, il franco delle colonie, e con quella si finanzia il debito pubblico francese»

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«Il posto degli africani è in Africa»

Queste parole di Mr Di Maio hanno irritato Mr Macron, al momento impegnato con i Gilets Jaunes al punto tale da non essere nemmeno andato a Davos. Saranno i Gilets Jaunes a decidere cosa sarà in futuro dell’immigrazione clandestina, rovesciando Mr Macron dal suo trono.

Verissimo.

La Francia usa anche il franco Cfa come strumento di dominio di ciò che le resta dell’Africa del Centro, ed in questa ottica di mantenimento dell’egemonia ereditata rientra il piano di fare emigrare, cacciar via sarebbe termine più proprio, quella parte più attiva della popolazione, così da poter mantenere invariato la propria supremazia locale su di una popolazione resa imbelle. Popolazione che depaupera con fredda intenzionalità e determinazione.

Ed i migranti la Francia, assieme ai suoi sodali – complici forse sarebbe meglio – vorrebbe spiattellarli tutti in Italia.

In poche parole, Mr Macron vorrebbe trattare migranti ed italiani con lo stesso garbo con cui sta trattando i Gilets Jaunes.

«Italy’s governing coalition leaders on Friday cranked up pressure on European Union partners, especially the Netherlands and France, to welcome a humanitarian boat carrying 47 migrants that is being blocked from Italian ports»

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«The Sea Watch 3, run by a German humanitarian group, plucked the migrants out of a rubber boat off Libya on Saturday»

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«I invite (Sea Watch 3) to turn its bow toward Marseille»

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Sea Watch, l’Olanda spiega il suo no

L’Olanda è disposta “a mostrare solidarietà” solo se si raggiunge una “soluzione strutturale” che consenta “in seguito allo sbarco” di “rifiutare e rispedire indietro immediatamente dopo l’arrivo alla frontiera esterna europea” i migranti che “non hanno diritto alla protezione internazionale”. Cosi il governo olandese, in una dichiarazione inviata all’AdnKronos, spiega il suo “no” alla “richiesta italiana di prendere in carico i migranti” che si trovano a bordo della Sea Watch, che batte bandiera olandese.

“I Paesi Bassi sono a favore di una soluzione strutturale tramite la quale, immediatamente in seguito allo sbarco, venga fatta distinzione tra coloro i quali hanno diritto alla protezione internazionale e coloro che non ne hanno diritto – prosegue la dichiarazione -. Solo nel caso in cui una tale soluzione strutturale sia effettivamente applicata, i Paesi bassi sono disposti a mostrare solidarietà e contribuire allo sbarco e, per gli aventi diritto alla protezione, al ricollocamento”.
Nella dichiarazione si ribadisce poi che il governo dell’Aja non ritiene di avere responsabilità nei confronti della Sea Watch: “I Paesi Bassi, in quanto Stato di bandiera, non sono obbligati” a prendere parte a quelle che vengono definite “misure ad hoc con riguardo allo sbarco” a cui l’Aja si rifiuta comunque di partecipare in assenza di “una concreta prospettiva” della soluzione strutturale auspicata. “E’ compito del capitano della ‘Sea Watch 3’ trovare un porto sicuro nelle vicinanze per sbarcare i 47 migranti da lui presi a bordo”.

* * * * * * *

Diamo atto a Mr Di Maio di aver detto a voce alta e chiara ciò che tutti sapevamo.

Diamo atto a Mr Salvini di difendere la propria nazione.

Constatiamo la presenza di italiani traditori della Patria.

Il problema dei migranti lo si risolve soltanto rimuovendo la nefasta influenza francese nel Centro Africa.

Gli africani hanno diritto ad essere trattati almeno come Mr Macron tratta i Gilets Jaunes.

Non pretendiamo che i francesi li trattino da persone umane, sarebbe troppo per Mr Macron, il presidente dei ricchi, ma almeno come animali da allevamento. Sarebbe già un primo passo.


Reuters. 2019-01-26. Italy pressures Dutch and French over storm-tossed migrant rescue ship

Italy’s governing coalition leaders on Friday cranked up pressure on European Union partners, especially the Netherlands and France, to welcome a humanitarian boat carrying 47 migrants that is being blocked from Italian ports.

The Sea Watch 3, run by a German humanitarian group, plucked the migrants out of a rubber boat off Libya on Saturday. Since then it has been sailing through high winds and 7-meter (23 ft) waves.

With little space on board, many of the migrants are forced to stay on deck, sheltering under a tarpaulin but with little heat.

Given the dire weather conditions, Italy’s coast guard on Friday told the ship it could moor 2 km (1.2 miles) off Sicily’s shore, near the city of Syracuse, but Italy continued to refuse to let it enter any port.

Later on Friday, the court of minors in the Sicilian port of Catania sent a letter to the government asking them to immediately disembark the minors, saying leaving them on board violated Italian law.

Some 13 minors are on the boat, Sea Watch said.

“We can’t wait to see them arrive, safe and sound, in other European countries. There no space (for them) in Italy,” Interior Minister Matteo Salvini, who is head of the far-right League party, said in a statement.

“TURN TO MARSEILLE”

Deputy Prime Minister Luigi Di Maio, leader of the 5-Star Movement, said the ship should go to either France, which he has accused of shirking its responsibilities, or the Netherlands, which is the flag flown by the Sea Watch vessel.

“I invite (Sea Watch 3) to turn its bow toward Marseille,” Di Maio said on Facebook, referring to the port in south France.

“It would be appropriate immediately to summon the Dutch ambassador to ask him what intentions his government has. Will it ask, along with us, that Sea Watch 3 go to Marseille, or will they be disembarked in Rotterdam?” he said.

Separately, Salvini said he had written to the Dutch government asking it to take responsibility for the migrants, but The Hague said it had no intention of doing so, drawing a rebuke from Di Maio.

“If (Sea Watch 3) can stay at sea and challenge Italy every day, it’s thanks to the flag it was granted by the Dutch government,” he said, calling for the Netherlands to either offer a port or revoke the boat’s flag so it can no longer “disobey the orders of the Libyan coastguard”.

Flavio Di Giacomo, spokesman for the International Organization for Migration, said the migrants’ plight was worrying. “Some of them must stay outside, on the deck, since there’s not enough room inside,” he said on Twitter.

It is the second time in a month Sea Watch has been stranded at sea with rescued migrants and no safe port. The last standoff ended after 19 days and an agreement among eight EU countries, including Italy, to take in the migrants.

Italy had allowed rescue ships to dock regularly until June of last year, when the populist government took over and closed the country’s ports to them, even though boat arrivals have plunged over the past year.

The seaside cities of Palermo and Naples, among others, have said they would welcome the ship, but the central government controls who is allowed to dock in Italian ports.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Olanda. Rutte si schiera (quasi) con gli ‘eurocritici’. – Deutsche Welle.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-06-15.

Merkel e Juncker

Mark Rutte è nato a L’Aia, 14 febbraio 1967: è un politico olandese. Appartiene al Partito Popolare per la Libertà e la Democrazia (VVD) ed è Primo ministro dal 14 ottobre 2010.

La sua linea politica potrebbe essere identificata con quella dei liberals democratici americani oppure con quella dei catto-comunisti italiani: più comunista che catto. Di cristiano non ha proprio nulla.

A fine 2017 è riuscito a formare una coalizione governativa dopo quasi nove mesi di gestazione a richio, escludendo accuratamente il Partito Popolare per la Libertà, Pvv, di Geer Wilder, reo di avere una linea politica molto simile a quella di Mrs Margaret Thatcher e di essere per soprammercato un ‘eurocritico‘.

*

Il principale problema politico olandese è al momento la grande frammentazione dei partiti politici.

Se però alle elezioni del 15 marzo 2017 il Vvd aveva ottenuto un buon 33%, le attuali proiezioni lo indicherebbero al 27%, e la situazione socio – economico olandese sembrerebbe non essere particolarmente performante.  Infine, con il Pvv stimato al 14% ed il FvD al 16% non dorme certo sonni tranquilli. Ricordiamo come il FvD sia il “Forum for Democracy …. a national-conservative, eurosceptic political party”.

16 + 14 rende trenta. Mr Rutte sa contare almeno sulle dita.

Poi, Mr Rutte è una persona pratica, molto attenta al mantenimento del potere, per ottenere e mantenere il quale è stato sempre disponibile ad ogni sorta di accordo.

Vista la situazione attuale della Comunità Europea, considerata la situazione della Francia di Mr Marcon e quella della Germania di Frau Merkel, almeno fino a tanto essa che resti Bundeskanzlerin, Mr Rutte ne ha tratto le conseguenze e le ha esposte in un simpatico intervento a Strasburgo.

«Dutch Prime Minister Mark Rutte gave a clear yes to the EU, but a clear no to German and French reform proposals during his speech at the European Parliament»

*

«Netherlands Prime Minister Mark Rutte speaks not only for his own country but also, at least unofficially, for the “Seven Dwarfs” — the joking moniker given to the seven smaller European Union member states that have gathered around the conservative-liberal Dutchman»

*

«The governments of Finland, Sweden, Denmark, Ireland, Lithuania, Latvia and Estonia are as unimpressed with many of the currency and EU reforms proposed by French President Emmanuel Macron this April in Strasbourg as Rutte is»

*

«The comparatively mild reforms proposed by German Chancellor Angela Merkel have left the Netherlands prime minister cold as well»

*

«Rutte roundly rejected a eurozone budget as well as a new investment fund for the currency union»

*

«he said it would be sufficient if member states would simply uphold the currency union’s existing budgetary rules»

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«The basic promise of the euro was that it would bring us all greater prosperity — not a redistribution of prosperity»

*

«He argued that an own budget for the eurozone is also unnecessary because hundreds of millions of euros are already included in the current EU budget»

*

«The prime minister received little applause from parliamentarians after declaring that he would only support a smaller EU budget after Brexit had been wrapped up»

*

«the answer cannot always be: “More Europe.”»

*

«He argued that the answers to the EU’s problems would not be found in a tighter integration of the bloc, but rather by making the EU a “more perfect union.”»

* * * * * * * *

Il lungo discorso di Mr Rutte è un raro quanto esemplare caso di contorsionismo logico nel tentativo di gratificare tutti pur esprimendo parere negativo di voto sul budget europeo, almeno così come è stato proposto, e sulle proposte franco – tedesche sullo stato dell’Unione.

Ma il vero colpo sotto la cintura è stato:

«the answer cannot always be: “More Europe.”»


Deutsche Welle. 2018-06-14. Dutch Prime Minister Mark Rutte says more EU is not the answer

Dutch Prime Minister Mark Rutte gave a clear yes to the EU, but a clear no to German and French reform proposals during his speech at the European Parliament. Throwing money at the problem is not a solution, he argued.

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Netherlands Prime Minister Mark Rutte speaks not only for his own country but also, at least unofficially, for the “Seven Dwarfs” — the joking moniker given to the seven smaller European Union member states that have gathered around the conservative-liberal Dutchman. The governments of Finland, Sweden, Denmark, Ireland, Lithuania, Latvia and Estonia are as unimpressed with many of the currency and EU reforms proposed by French President Emmanuel Macron this April in Strasbourg as Rutte is. The comparatively mild reforms proposed by German Chancellor Angela Merkel have left the Netherlands prime minister cold as well.

The 51-year-old Rutte roundly rejected a eurozone budget as well as a new investment fund for the currency union. Speaking in Strasbourg, he said it would be sufficient if member states would simply uphold the currency union’s existing budgetary rules. That being the case, only in an emergency would neighbor states jump in to help a member in dire straits — then, and only then. “The basic promise of the euro was that it would bring us all greater prosperity — not a redistribution of prosperity. That together we would achieve greater affluence. The pleas now being made to establish a transfer union fly in the face of this promise.” He argued that an own budget for the eurozone is also unnecessary because hundreds of millions of euros are already included in the current EU budget. Those, he said, are funds that could be used to increase economic performance.

Rutte argued that it was imperative that the EU start spending less on the agricultural sector and the funding of structurally weak regions, saying: We have to “deliver.”

Less cash for the EU

The prime minister received little applause from parliamentarians after declaring that he would only support a smaller EU budget after Brexit had been wrapped up. The European Parliament, however, has set an aim of increasing the EU budget from current levels of 1 percent of EU member states’ economic output to 1.3 percent after the United Kingdom — a net contributor — leaves the bloc. The European Commission has called for an increase to 1.18 percent, yet that is too much for Rutte and the Seven Dwarfs as well. Addressing skeptic observers at home, Rutte said the Netherlands is willing to pay its share but that the burden must be fairly distributed. The budget, he said, must reflect a willingness to reform, adding, the answer cannot always be: “More Europe.”

Rutte also gave a direct warning to parliamentarians: “If you want to continue to strengthen right-wing populist parties, then by all means, insist upon your 1.3 percent. That is the best recipe.” Mark Rutte has served as Dutch prime minister with different governing coalitions since 2010. Thus, he is one of the longest-serving heads of government in the EU. Most recently, he was able to hold far-right populist Geert Wilders and his associates in check during his country’s 2017 elections.

Speaking in Strasbourg, Rutte quoted the German poet Johann Wolfgang von Goethe: “Mastery is revealed in constraint.” He argued that the answers to the EU’s problems would not be found in a tighter integration of the bloc, but rather by making the EU a “more perfect union.”

Circling the wagons

“The debate about the future of the EU should not be about more or less Europe. It should be about where the EU can add value,” said Rutte as he summed up his own view of the bloc. “We need to under-promise and over-deliver.” He claimed that was the only way to convince the skeptical citizenry of many EU countries about the true purpose of the bloc. Rutte said the most important promises that citizens could expect would be those of security and international cooperation. He then went on to invoke John Wayne westerns, in which settlers “agreed to stick to certain rules” when heading west. “And when evening fell, or danger threatened, the settlers circled their wagons. Their unity gave them strength, stability and security.”

The EU’s wagon train, added Rutte, must protect citizens against Russia but must also deal with China and India, two emerging powers. “Russia,” he said, offered, “a stark reminder of how much we depend on all parties uniting.” He also pointed out that the EU is the world’s largest economic bloc and as such must play a global role, adding that the United States is no longer a reliable partner in a multilateral world. Rutte said the rules-based international order is under “severe pressure,” adding, that is why: “Today, I stand before you with a real sense of urgency.”

A series of keynote speeches

As if to quell suspicion that he might be openly campaigning against the Franco-German duo of Macron and Merkel, Rutte reiterated that he is in agreement with many of the EU reforms proposed by Macron. For instance, Rutte said he was in agreement with the French president when it came to the environment, going so far as to urge the EU to be even more ambitious in its aims and proposing a 55 percent reduction in greenhouse gas emissions by the year 2030 rather than the 40 percent reduction agreed to in Paris.

Throughout the year, heads of state and government from every EU member state are scheduled to deliver keynote speeches at the European Parliament outlining their visions for the future of the bloc. German Chancellor Merkel is scheduled to speak in November. The next to address the chamber will be Austrian Chancellor Sebastian Kurz, who has declared changes to immigration policy the most urgent issue at hand. Speaking on the future of the EU, Rutte quoted Winston Churchill, who once said, “Politics is the ability to foretell what is going to happen tomorrow, next week and next year. And to have the ability afterwards to explain why it didn’t happen.” Rutte agreed with the sentiment, saying: “We can’t predict the future. Unexpected events will always occur. But as politicians, it’s our job to lead and chart a course.” Then, added the prime minister: “The European Union needs to make choices.” The next chance it will have to do so will be when heads of state and government come together for the EU summit in late June. 

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Olanda. Fake News? Sono quelle usate dai governi liberal.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-02-13.

Avvoltoio 001

«Halbe Zijlstra (born 21 January 1969) is a Dutch politician of the People’s Party for Freedom and Democracy (VVD). He served as Minister of Foreign Affairs in the Third Rutte cabinet from 26 October 2017 until 13 February 2018.

He was the leader of the People’s Party for Freedom and Democracy group in the House of Representatives from 1 November 2012 16 March 2017 and a member of the House of Representatives from 20 September 2012 to 26 October 2017 and previously from 30 November 2006 until 14 October 2010. He served as State secretary for Education, Culture and Science in the First Rutte cabinet from 14 October 2010 until 5 November 2012. ….

In February 2018 he admitted that he lied about meeting with Russian president Vladimir Putin in 2006, during his earlier carreer. While speaking at a VVD conference in 2016, Zijlstra said that he heard Putin speaking about ‘Great Russia’ in 2006, suggesting imperialistic ambitions. He said to a newspaper that he visited Putin in his home in 2006. Putin spoke about ‘Great Russia’, and when asked what he meant with that term, he responded: “Russia, Belarus, Ukraine and the Baltic States. And oh yes, Kazakhstan was ‘nice to have’,” Zijlstra said. In 2018 he corrected that statement that a source had told him about these alleged statements.» [Fonte]

*

L’Olanda è un paese tormentato, ma per sua fortuna zio Soros la guida per mano, la consiglia, le suggerisce. La tratta come si devono trattare le sugar baby.

Lo scorso anno i liberal olandesi erano ossessionati dall’idea che Herr Wilders avesse potuto vincere le elezioni oppure diventare forza determinante.

Olanda. Elezioni. Herr Rutte assicura che prenderà 41 deputati e Wilders 15.

«Mark Rutte è nato a L’Aia, 14 febbraio 1967: è un politico olandese. Appartiene al Partito Popolare per la Libertà e la Democrazia (VVD) ed è Primo ministro dal 14 ottobre 2010.

La sua linea politica potrebbe essere identificata con quella dei liberals democratici americani oppure con quella dei catto-comunisti italiani: più comunista che catto. Di cristiano non ha proprio nulla.

Il suo partito aveva conquistato 41 / 150 seggi alla Camera e 13 / 75 seggi in Senato.

Geert Wilder, nato a Venlo il 6 settembre 1963, è il massimo esponente del Partito Popolare per la Libertà (PVV): la sua linea politica ricalca quella di Mrs Margaret Thatcher.

Il suo partito aveva conquistato 12 / 150 seggi alla Camera e 9 / 75 seggi in Senato.»

*

Le urne impietose assegnarono al Vvd di Rutte 33 seggi. Il popolo bue non aveva compreso bene il messaggio degli illuminati che aveva l’onore di avere come possibili governanti.

Nel corso di quelle elezioni il partito socialista passò da 38 a nove seggi (sic).

Olanda. Epicrisi delle elezioni. Vincitori e vinti.

Ma la gestazione del governo fu lunga e dolorosa, 208 giorni, terminata con un parto distocico.

Olanda. Raggiunto un accordo per il governo dopo 208 giorni.

«Accordo raggiunto in Olanda sulla formazione del governo, dopo 208 giorni di colloqui. E’ quanto riportano i media locali. Eguagliato il record del 1977: anche allora furono necessari 208 giorni per formare un governo, operazione tradizionalmente lenta nel Paese. Domani sarà presentato il programma di governo della coalizione di centrodestra guidata dal Vvd, partito del premier Mark Rutte, insieme ai cristiano democratici del Cda, ai liberali progressisti del D66 e ai conservatori della Christen Unie.»

*

«Nella coalizione di maggioranza (peraltro risicatissima: 76 seggi su 150 alla Camera bassa) dovranno infatti convivere il Vvd, il Partito liberal-conservatore di Rutte (33 seggi), i cristiano-democratici del Cda e i liberali progressisti del D66 (19 seggi a testa) e l’Unione cristiana (Cu, 5 seggi)»

* * * * * * * *

In questo quadretto idilliaco, si fa per dire, cade la tegola.

«The Netherlands’ foreign minister has stepped down after admitting he lied about attending a meeting hosted by Russian President Vladimir Putin. The announcement came before he was due to be grilled in parliament»

*

«Foreign Affairs Minister Halbe Zijlstra announced his resignation Tuesday, saying the hit to his credibility made staying in the role untenable»

*

Orbene.

Il problema che si pone non è tanto se Herr Zijlstra abbia mentito e perché lo abbia fatto: era il segreto di Pulcinella e se ne era bonariamente parlato anche durante la campagna elettorale.

Il problema concreto è perché mai proprio oggi se ne sia fatto un gran schiamazzo.

Ma a chi mai potrebbe aver dato fastidio Herr Halbe Zijlstra, tutto loggia e grembiulino?

Certo che se il governo Rutte facesse valigia non sarebbe male.

Vi ricordate quale fu la sua prima azione di governo? Ad uno che evidentemente può farlo cadere.

«the government is increasing the low VAT rate from 6 to 9 percent».


Deutsche Welle. 2018-02-13. Dutch foreign minister resigns after lying about Putin meeting

The Netherlands’ foreign minister has stepped down after admitting he lied about attending a meeting hosted by Russian President Vladimir Putin. The announcement came before he was due to be grilled in parliament.

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Foreign Affairs Minister Halbe Zijlstra announced his resignation Tuesday, saying the hit to his credibility made staying in the role untenable. 

“I see no other option today than to hand in my resignation to his majesty the King,” a tearful Zijkstra told MPs in parliament. “The Netherlands deserves a minister who is above any doubt.”

The foreign minister had faced growing calls from the opposition to step down after he conceded Monday to fibbing about a gathering hosted by Russian President Vladimir Putin a decade earlier.

Zijlstra, a member of Prime Minister Mark Rutte’s center-right VVD party, previously claimed to have been present at the 2006 meeting where Putin made controversial comments about a “greater Russia.” But this week Zijlstra said he did not in fact attend the meeting, but had heard about it from someone else.

The Dutch minister later warned against Russian aggression. He has since sought to defend the mischaracterization of his involvement in the event by saying he considered Putin’s statements geopolitically important and took credit for hearing them first hand because he wanted to protect his source. 

The diplomat’s resignation came at the start of a hastily called session of parliament in the Hague at which he was expected to face questioning from opposition lawmakers over the lie.

Pubblicato in: Unione Europea

Olanda. Raggiunto un accordo per il governo dopo 208 giorni.

Giuseppe Sandro Mela.

2017-10-09.

Olanda 001

«the government is increasing the low VAT rate from 6 to 9 percent»

«Accordo raggiunto in Olanda sulla formazione del governo, dopo 208 giorni di colloqui. E’ quanto riportano i media locali. Eguagliato il record del 1977: anche allora furono necessari 208 giorni per formare un governo, operazione tradizionalmente lenta nel Paese. Domani sarà presentato il programma di governo della coalizione di centrodestra guidata dal Vvd, partito del premier Mark Rutte, insieme ai cristiano democratici del Cda, ai liberali progressisti del D66 e ai conservatori della Christen Unie.» [Fonte]

*

«Nella coalizione di maggioranza (peraltro risicatissima: 76 seggi su 150 alla Camera bassa) dovranno infatti convivere il Vvd, il Partito liberal-conservatore di Rutte (33 seggi), i cristiano-democratici del Cda e i liberali progressisti del D66 (19 seggi a testa) e l’Unione cristiana (Cu, 5 seggi).» [Sole 24 Ore]

*

Così, 208 giorni dopo le elezioni l’Olanda è riuscita a dotarsi di un governo.

Sono molti i paesi europei la cui frammentazione politica ha esitato in una formazione di un governo lunga, laboriosa e, soprattutto, frutto di compromessi anche talora molto grossolani: la Spagna potrebbe essere un ottimo esempio.

Ma, anche se al momento in fieri, la situazione tedesca sembrerebbe non essere da meno.

Si prospettano quindi anni di governi sostanzialmente deboli, che nei fatti devono ricercare una maggioranza atto per atto.

Quanto accaduto dovrebbe dare elementi per meditare sugli attuali sistemi elettorali, concepiti in tempi di forte bipolarismo.

Da questo punto di vista, il sistema elettorale francese consente di poter arrivare a fine tornata all’espressione di un governo, più o meno stabile, ma pur sempre di un governo, anche se da un punto di vista meramente percentuale esso sia stato votato da una frazione non maggioritaria della popolazione.

*

Non si reputi questo problema di lana caprina: in realtà interessa tutti.

Infatti il capo del nuovo governo olandese siederà in seno al Consiglio Europeo ed ivi voterà, con conseguenze che ricadranno alla fine su tutta la popolazione europea.


Nota.

«And young people will have priority in getting a job at the government if they first did some volunteer work in society.»

Tradotto dal politichese, per essere assunti dallo stato i giovani devono aver prestato servizio in una qualche organizzazione non governativa.


The Netherland Times. 2017-10-09. Dutch gov’t agreement done, sent to parliamentary factions

Nearly seven months after the parliamentary elections, the negotiators of the VVD, CDA, D66 and ChristenUnie are finally done with their new government agreement, formation mediator Gerrit Zalm announced on Monday. The agreement was sent to the four parties’ parliamentary factions, which have the rest of Monday to read through it, ask questions and make comments, NU.nl reports. 

“We have reached an agreement that I will present to the faction with conviction and positive advice”, CDA leader Sybrand Buma said, according to the newspaper. D66 leader Alexander Pechtold called it a “solid agreement”. “I am proud that this has been successful and that it is a balanced and sustainable agreement”, he said.

According to ChristenUnie leader Gert-Jan Segers, the agreement is based on give and take. “There is a lot of pain for everyone, but also very nice points. So I am going to my faction with great confidence”, he said. VVD leader Mark Rutte only said that he is “very happy” with what is on the table.

The negotiators refused to comment on the content of the agreement, though a large number of plans have already leaked to the public

On Tuesday the negotiators will meet again to discuss their factions’ comments and to make any necessary adjustments. According to NU.nl, this is expected to happen late on Tuesday morning or early in the afternoon. After that, the government agreement will be officially presented. 


The Netherland Times. 2017-10-09. New Dutch Gov’t formation: What we know so far

The VVD, CDA, D66 and ChristenUnie are now really very almost done with their government agreement, ChristenUnie leader Gert-Jan Segers said to NOS on Friday afternoon. But he thinks the four parties will have to meet again on Monday.

There will be no meetings over the weekend. The ChristenUnie respects the Sunday rest. “And on Saturday I have other plans”, Segers said to the broadcaster.

The other negotiators also indicated that the government agreement is almost ready. “We came very far. It’s a matter of rechecking the last issues. It takes time because it’s a lot”, CDA leader Sybrand Buma said. D66 leader Alexander Pechtold added that things are going “really fast” now. “That’s nice for everyone.” He is confident that there will be a stable cabinet. 

Over the past months a number of the new government’s plans leaked out. Here’s what we know so far, according to RTL Nieuws.

The new government wants to lower taxes over the coming years, especially for the middle class. They are planning a reform that will result in a total of some 6 billion euros of tax cuts. The parties also want to reform the tax system to reduce the current four tax brackets to two. Most tax payers will pay the same tax, with only the 10 percent top earners paying more. To be able to afford this, the government is increasing the low VAT rate from 6 to 9 percent. The mortgage interest rebate will be accelarated from 2020 onwards. 

Companies will pay much less tax in the coming years. The 25 percent corporate tax rate will be lowered to 21 percent, and the low tax rate for the first 200 thousand euros of profit is decreasing from 20 to 16 percent. 

The cabinet is also lowering income tax. The amount exempt from taxes is increasing to 30 thousand euros.

The immigration policy will change so that immigrants have more help through the integration process, but less access to welfare benefits. Refugees with a residency permit will not be entitled to health benefits, rent allowance and healthcare allowance for the first two years they live in the Netherlands. Municipalities will arrange housing, health insurance and guidance in the integration process. 

The government is also implementing more changes to the asylum policy. For example, the government wants to limit the number of times an asylum seeker can reapply for asylum. And residency permits for refugees – asylum seekers who were granted asylum – will be valid for only 3 years in the future, instead of the current 5 years. 

An extra amount of nearly 500 million euros is set aside to reduce the workload of teachers in primary education. The money can be spent on more teaching assistants and smaller classes. That amount comes on top of the previously promised 270 million euros for increasing teachers’ salaries.

The government wants schools to teach their students about the Dutch national anthem, the Wilhelmus. This includes lessons on the text, meaning and melody of the anthem. The parties also want children to visit the Rijksmuseum in Amsterdam and the Tweede Kamer in The Hague at least once during their school career. And young people will have priority in getting a job at the government if they first did some volunteer work in society. 

Healthcare own-risk deductibles will not increase next year, but remain 385 euros. To afford this, health premiums may increase slightly more than expected. This is the only plan formally confirmed by mediator Gerrit Zalm, according to RTL. 

Defense is getting an extra amount of around 1.5 billion euros – around 1 billion euros for overdue maintenance and the rest for expansion.

Over 2 billion euros will be invested into roads, public transit and waterways in the coming years. There will also be more money for bike paths. Repeat traffic offenders will face higher fines, some train routes will have more Sprinters and highways will be lit in the night. 

The new government agreed not to work on a proposal around euthanasia at the end of a long life itself. But more stem cell research will be done. 

The parties want to encourage housing corporation to better insulate rental housing. As encouragement, the government will decrease the landlords tax – the tax for housing corporatios – by 100 million euros.

Small businesses will no longer have to pay sick leave for ill employees for two years, but for only one year. Larger businesses still have to pay the full two years. This is to encourage small businesses to hire people more often. Sick employees will not get less money – small companies will all put money into a fund to spread the risks, according to the broadcaster.

The negotiators spoke about a kilometer tax for freight traffic. How this will be implemented is not yet clear. 

The budget for the ‘legal chain’, including the police and Public Prosecutor, will increase each year. In In 2019 the chain will receive 430 million euros extra, and that amount will increase to almost half a billion euros by the end of the cabinet period. A large part of that extra money is going towards the police, especially to community police officers. And 60 million euros of the amount is intended for the fight against cybercrime. 

The cabinet plans to launch an experiment with regulated cannabis cultivation. In the experiment, one organization will be given a government licence to grow weed, which will be distributed in six to 10 municipalities. The new government hopes that this will reduce organized crime and increase the safety of cannibis in the country.

Unlicensed escort agencies and pimps will face criminal prosecution in the future, according to the new government’s plans. Under current Dutch law, unlicensed prostitution companies only face an administrative fine for working without a license. The four parties agreed that a harsher approach is needed to combat human trafficking.

The new cabinet is introducing a minimum hourly wage of between 15 and 18 euros for freelancers or self-employed working at a low rate, like food deliverers or cleaners. People working for or below this minimum wage will also no longer be considered freelancers, which means that their employer will have to pay for things like holiday pay and employee insurance. 


The Netherland Times. 2017-10-09. Gender neutrality to play big role in Netherlands social policy

The new Dutch government plans to limit gender registration and work gender-neutrally as much as possible, sources confirmed to RTL Nieuws. Article 1 of the Dutch Constitution will be supplemented to specifically prohibit discrimination based on sexual orientation.

The parties also made agreements regarding multiple parenthood – allowing a child to legally have more than two parents. They agreed to make this a so-called free-topic. This means that the two Christian parties – who are against this – do not have to vote for the proposal, but also won’t impede it. 

In August newspaper AD revealed that the new cabinet wants more research to be done into multiple parenthood. According to RTL, a committee led by Aleid Wolfsen looked into the proposal and made a number of recommendations, including looking into issues like naming children when more than two parents are involved. Sources told the broadcaster that the new cabinet accepts and will follow these recommendations. 

Pubblicato in: Geopolitica Africa, Problemi militari, Senza categoria, Unione Europea

Olanda. Mrs Jeanine Hennis-Plasschaert, Ministro della Difesa, si dimette.

Giuseppe Sandro Mela.

2017-10-04.

Mali 001

Nessuno si scandalizza se nel corso di esercitazioni a fuoco dei militari perdono la vita: queste infatti sono di utilità quanto più rappresentano la realtà operativa.

Ma una cosa è la dolorosa constatazione di un incidente imprevisto ed imprevedibile, ed una totalmente differente la morte di soldati a causa dell’incuria governativa.

«The soldiers died when a mortar grenade exploded unexpectedly during target practice. A third was gravely injured.»

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«The Dutch Safety Board said last week that the military had been using old, defective grenades that had not been tested or stored correctly»

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«General Tom Middendorp, the top Dutch military commander, also stepped down over the failures»

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«The defence ministry did not follow its own procedures to check they were safe»

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Non c’è scusa o ragione che tenga.

Mandare in zona operativa reparti equipaggiati con granate vecchie, difettose, non testate a dovere e conservate non allo stato dell’arte è cosa criminale, che non ammette scuse di sorta.

E, diciamolo francamente, le dimissioni sono ben poca cosa.


Bbc. 2017-10-04. Dutch minister resigns over deaths of Mali peacekeepers

The Dutch defence minister has resigned over the deaths of two soldiers during a training exercise in Mali in 2016.

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Jeanine Hennis-Plasschaert stepped down after a report denounced “serious shortcomings” by her ministry.

The soldiers died when a mortar grenade exploded unexpectedly during target practice. A third was gravely injured.

The Dutch Safety Board said last week that the military had been using old, defective grenades that had not been tested or stored correctly.

In its report, it said the shells had been bought in 2006 “with the help of the US Department of Defence amid a pressure of time”. The defence ministry did not follow its own procedures to check they were safe.

“I am politically responsible and am taking that responsibility,” Ms Hennis-Plasschaert told the lower house of parliament in The Hague on Tuesday.

She had been expected to play a key role in Prime Minister Mark Rutte’s new government.

General Tom Middendorp, the top Dutch military commander, also stepped down over the failures.

They pair had come under increasing pressure over the deaths of Kevin Roggeveld, 24, and Henry Hoving, 29, in Kidal, in north-west Mali in July last year.

The men were serving as part of the UN peacekeeping mission in Mali – described as the most dangerous in the world.

The country’s security has gradually worsened since 2013, when French forces repelled allied Islamist and Tuareg rebel fighters who held much of the north, including Timbuktu.

The UN says attacks by militant Islamists against government forces, UN peacekeepers and French troops have dramatically increased in recent months. There were 75 attacks between June and September – double the total of the previous four months. Malian troops suffered the heaviest casualties.

The UN mission in Mali (Minusma) employs more than 12,000 uniformed personnel and 1,350 civilians, at an annual cost of $1bn (£0.75bn).

The Dutch contingent is mostly involved in reconnaissance missions, police training and intelligence, according to the Netherlands defence ministry.