Pubblicato in: Finanza e Sistema Bancario

Tokio. Nikkei -5.24%.

Giuseppe Sandro Mela.

2020-03-26. h 14:54 locali.

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Borsa: Tokyo, apertura in netto ribasso.

Nikkei nuovamente sotto quota 19.000.

TOKYO, 26 MAR [h 01:38] – La Borsa di Tokyo inverte la marcia dopo il maggior rialzo giornaliero in 26 anni fatto segnare ieri, con gli investitori che fanno scattare le prese di profitto in attesa oggi dei dati dal mercato del lavoro Usa per analizzare l’impatto della diffusione del coronavirus sulla prima economia mondiale. Il Nikkei arretra del 3,13% a quota 18.935,36, con una perdita di 611 punti. Sul mercato dei cambi lo yen è stabile sul dollaro a 110,80 e sull’euro a 120,60.

Pubblicato in: Banche Centrali, Finanza e Sistema Bancario

Nikkei -2.46%. Sydney -9.7%. Shanghai Composite -3.4%.

Giuseppe Sandro Mela.

2016-03-16.

2020-03-16_Nikkei 001

Banca centrale Giappone raddoppia acquisti Etf, tassi invariati

La Banca centrale del Giappone ha annunciato nuove misure per contrastare la crisi derivante dall’impatto sull’economia del diffondersi del coronavirus. Nel corso di una riunione straordinaria la Boj ha deciso di lasciare i tassi invariati ma ha raddoppiato gli acquisti di Etf a 12.000 miliardi di yen (circa 113 miliardi di dollari) e ha incrementato gli acquisti sui bond a 2.000 miliardi di yen.

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Borsa di Sydney chiude a -9,7%, peggior crollo della sua storia

Borse asiatiche in rosso nonostante la mossa della Fed che ha tagliato i tassi portandoli quasi a zero e ha annunciato l’acquisto di bond per 700 milioni di dollari per contrastare la crisi derivante dal diffondersi nel mondo del coronavirus. La peggiore è la Borsa di Sydney che ha lasciato sul terreno il 9,7%, peggior crollo della sua storia.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Finanza e Sistema Bancario

Tokyo. Nikkei 225 -6.08%.

Giuseppe Sandro Mela.

2020-03-13.

2020-03-13__Nikkei 225 001

«Tokyo che chiude in calo del 6,08%, ai minimi in 30 anni. In rosso la Cina con Shanghai (-1,2%), Shenzhen (-1%) e Hong Kong (-2,5%). Male anche Seul (-3,4%) mentre sono in rialzo Mumbai (+1,3%).»

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Borsa: Asia chiude in profondo rosso, crolla Tokyo

Le Borse asiatiche chiudono in profondo rosso dopo il tonfo di Wall Street che ha registrato il peggior calo dal Black Friday del 1987.

Le Borse asiatiche chiudono in profondo rosso dopo il tonfo di Wall Street che ha registrato il peggior calo dal Black Friday del 1987. I mercati risentono della minaccia del coronavirus sull’andamento dell’economia globale. Crolla Tokyo che chiude in calo del 6,08%, ai minimi in 30 anni. In rosso la Cina con Shanghai (-1,2%), Shenzhen (-1%) e Hong Kong (-2,5%). Male anche Seul (-3,4%) mentre sono in rialzo Mumbai (+1,3%). Sul mercato valutario lo yen si apprezza sul dollaro a 105,40 e sull’euro a 118,20

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Borse, Tokio e Shangai in profondo rosso. Europa attesa ancora volatile

Tokio ha perso il 6,08% e anche il mercato cinese si avvia a chiudere con un forte calo. Mercati europei reduci dalla peggior seduta di tutti i tempi.

Anche Tokio si accoda ai listini europei con una perdita del 6,08 per cento e anche gli altri litini asiatici si avviano a chiudere la seduta in forte ribasso. Si attende un andamento ancora all’insegna dell’incertezza anche per le piazze europee. I listini del vecchio continente sono reduci dalla peggior seduta di tutti i tempi: -16,92% Piazza Affari, -12,28% Parigi, -12,24% Francoforte, -14,06% Madrid, -10,87% Londra. Neanche ai tempi del crack di Lehman Brothers del 2008 si era mai registrato un tonfo di tali proporzioni costato oltre 800 miliardi di euro di capitalizzazione persa in un solo giorno solo sui listini continentali. Anche a Wall Street è stata una giornata pesantissima: gli indici, che perdevano quasi il 10% nei primi scambi, hanno solo temporaneamente ridotto il passivo dopo la mossa di emergenza della Fed che ha annunciato operazioni repo da 1500 miliardi per tamponare i problemi di liquidità del mercato dei Treasury. In serata gli indici sono tornati a perdere più dell’8 per cento.

Volatilità ai massimi storici

Tanto rapidamente si diffonde il contagio tanto rapidamente crollano le Borse che mai prima d’ora erano sprofondate in mercato orso (perdite di oltre il 20% dai minimi ai massimi) in maniera tanto repentina. La volatilità ieri ha toccato i massimi storici con l’indice della paura Vix che ha superato i 68 punti come mai visto prima d’ora. Una situazione mai vista con il paradosso che anche diversi beni rifugio, ad esempio l’oro i Bund tedeschi, non sono riusciti a proteggere gli investitori. «Questo – spiega Domenico Rizzuto di Dr Finance Consulting – è successo perché sono scattati i margin call e molti sono stati costretti a liquidare le sole assett class che erano andate bene in queste setimane».

Cosa ha innescato il crollo

Due le notizie che hanno alimentato il “panic selling”: la chiusura dei voli con l’Europa annunciata a sorpresa da Trump nella serata di mercoledì e la retorica del numero uno della Bce Christine Lagarde alla conferenza stampa seguita al direttivo Bce. In particolare con una frase (“Non siamo qui per chiudere gli spread”) che a molti è suonata come un “whatever it takes” (la celebre frase con cui Draghi salvò l’euro) ma al contrario e che, non a caso, ha avuto l’effetto di innescare una speculazione contro i BTp provocando un’impennata dello spread BTp-Bund.

Pubblicato in: Banche Centrali, Finanza e Sistema Bancario

Nikkei -4.12%, Shanghai -4.85%.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-10-11. h 07:36.

2018-10-11__Nikkei__001

Sembrerebbe essere un segno prognostico negativo per le borse occidentali.

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Dopo Wall Street crollano anche le borse asiatiche. Donald Trump contro la FED: “È impazzita”

“Ci sono diverse ragioni che si sommano”, ha spiegato Juichi Wako della Nomura Securities di Tokyo all’agenzia Blommberg, ripreso dall’agenzia Afp: “La caduta di Wall street, l’aumento dei tassi di interesse a lungo termine, nuove inquietudini sulle relazioni commerciali tra Cina e Stati Uniti e un atteggiamento prudente a monte degli annunci dei risultati d’impresa”

L’onda lunga parte da Wall Street ma nella notte italiana si abbatte sulla sponda asiatica del Pacifico, con tutte le principali piazze in forte difficoltà Ieri il Dow Jones aveva chiuso perdendo il 3,10%, con il il Nasdaq che cede il 4,08% e lo S&P 500 che lascia sul terreno il 3,27%. A pesare è l’ondata di vendite sui tecnologici, che affonda i listini americani già preoccupati per il balzo dei rendimenti sui Treasury e l’impatto dei dazi sulle trimestrali. Trump coglie l’occasione per ribadire che la Fed “è impazzita” sui tassi ma che il calo è una “correzione che aspettavamo da tempo”. “In fumo” 99 miliardi di dollari.

Giovedì nero in Asia

Borse asiatiche in ribasso. L’indice Nikkei della borso di Tokyo ha perso 3,89% a metà seduta, l’indice composito Hang Seng della borsa di Hong Kong ha perso 3,19%, l’indice composito della borsa di Shanghai ha aperto con una perdita di 23,04% mentre in Corea del Sud il Kospi (Korea Composite Stock Price Index) è andato giù di 2,86%.

Tante concause

“Ci sono diverse ragioni che si sommano”, ha spiegato Juichi Wako della Nomura Securities di Tokyo all’agenzia Blommberg, ripreso dall’agenzia Afp: “La caduta di Wall street, l’aumento dei tassi di interesse a lungo termine, nuove inquietudini sulle relazioni commerciali tra Cina e Stati Uniti e un atteggiamento prudente a monte degli annunci dei risultati d’impresa”.

Trump:”La Fed è impazzita”

 Il presidente Donald Trump torna all’attacco della Federal Reserve dopo il tonfo di Wall Street, La Fed, che ha alzato i tassi d’interesse tre volte dall’inizio dell’anno, “e’ impazzita”, ha tuonato il presidente, definendo il crollo della Borsa Usa “una correzione attesa da tempo”. Gli analisti segnalano come l’utilizzo della parola “correzione” da parte di Trump possa preludere ad ulteriori pesanti cali sui principali listini Usa perche’ tecnicamente indica perdite di almeno il 10% rispetto ai massimi delle ultime 52 settimane.

Wall Street, in fumo 99 miliardi di dollari

Mercoledi’ sia lo S&P 500 e sia il Dow Jones hanno registrato il calo giornaliero piu’ pesante dallo scorso 8 febbraio. In caduta libera anche i titoli tecnologici. Netflix ha perso l’8,38%, Amazon il 6,15% e Apple il 4,6%, pari a 120 miliardi di dollari andati in fumo in valore di mercato, considerando queste tre societa’. E se gli analisti appaiono divisi sul tasso di sviluppo dell’economia americana che potrebbe aver raggiunto il picco, sono concordi nel giudicare preoccupanti le tensioni commerciali tra Washington e Pechino e la frenata dell’economia cinese che avrebbe ricadute di portata globale. Ma Trump ha puntato il dito contro la Fed, guidata da Jerome Powell che lui stesso ha nominato, rea di alzare i tassi troppo velocemente in un contesto di bassa inflazione e dati economici positivi. La scorsa settimana il governatore Powell ha tenuto a precisare come le decisioni della banca centrale Usa siano guidate esclusivamente dai dati macro. “E’ quello che facciamo e continueremo a fare”, ha assicurato Powell escludendo influenze da parte della politica.

Miliardari impoveriti Il crollo di Wall Street impoverisce i 500 paperoni mondiali, che vedono andare in fumo 99 miliardi di dollari. il piu’ ‘colpito’ – secondo l’indice dei miliardari di Bloomberg – è Jeff Bezos che brucia in una seduta 9,1 miliardi di dollari, e vede scendere la sua fortuna a 145,2 miliardi di dollari.