Pubblicato in: Commercio, Devoluzione socialismo, Senza categoria, Unione Europea

Macron. L’ultima proposta EU su Brexit esclude la Francia dai traffici.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-08-16.

France's President Emmanuel Macron Hosts Joint Cabinet Meeting With Germany's Chancellor Angela Merkel

Quando accaduto è grave non tanto per la materia esposta, quanto piuttosto per il metodo perseguito.

«a European Commission proposal to exclude French ports from a re-routing of a strategic trade corridor between Ireland and mainland Europe after Brexit»

*

«This proposal therefore is not acceptable to France.»

*

Se da un punto di vista meramente tecnico i porti di Zeebrugge and Rotterdam sarebbero lo sbocco più efficiente del traffico tra Irlanda e continente, d’altro canto la esclusione dei porti francesi suona come un sonoro schiaffo dato a Mr Macron.

Non solo.

Bruxelles rigurgita di burocrati e funzionari francesi e la Commissione Europea è densamente popolata da politici francesi. Mr Juncker e Mr Macron avevano fatto di tutto per mettere in mostra una loro solidissima amicizia e comunanza di idee. Che proprio nessuno si sia sentito in dovere di avvisare il governo francese di quanto si stata progettando?

Poi, Mr Macron si era presentato, ed era stato presentato, come l’uomo che con Frau Merkel avrebbe rifondato l’Unione Europea trasformandola negli Stati Uniti di Europa, ovviamente ad egemonia francese. In linea con la direttiva che femmina è bello, intelligente e proficuo,  il clou dell’intelligenza umana, Mrs Elisabeth Borne è stata nominata Ministro dei Trasporti, ma né la Commissione Europea né gli euroburocrati la hanno ritenuta essere degna non si dice di una consultazione, ma anche nemmeno di uno straccetto di avviso. Conta meno della Mogherini.

*

Da un punto di vista politico, Mr Macron sta evidenziando una serie di lacune impensabili in un presidente di una grande nazione, e la sua audience e moral suasion in sede di rapporti internazionali giace adesso a livelli molto bassi.

L’affaire Benalla ha intaccato in modo davvero sensibile la sua poca credibilità rimasta.

Fatto sta che al momento non si vedrebbe un qualche capo di governo o di stato che nell’Unione Europea possa costituire un punto di riferimento, anche se Mr Orban e Mr Salvini stanno crescendo e si stanno irrobustendo. E le elezioni dell’europarlamento stanno avvicinandosi.


Reuters. 2018-08-12. France fumes at proposed post-Brexit EU sea trade links

France deems unacceptable a European Commission proposal to exclude French ports from a re-routing of a strategic trade corridor between Ireland and mainland Europe after Brexit, the government said.

At the moment much of Ireland’s trade with the continent goes via Britain in trucks. However, with less than eight months to go until Britain leaves the European Union there is still little clarity on its future trade relations with the bloc, nor the nature of the Irish Republic’s border with the British province of Northern Ireland.

The new route put forward by the Commission would connect Ireland by sea with Dutch and Belgian ports including Zeebrugge and Rotterdam. French ports such as Calais and Dunkirk would be bypassed.

“France and Ireland maintain important trade channels, both overland via Britain and via direct maritime routes. The geographical proximity between Ireland and France creates an obvious connection to the single market,” French Transport Minister Elisabeth Borne wrote to the EU’s transport commissioner in a letter dated Aug. 10.

“Surprisingly, the Commission proposal in no way takes this into account. This proposal therefore is not acceptable to France.”

At stake are jobs, millions of dollars’ worth of port revenues and possibly EU infrastructure funding.

Borne said that French ports had the necessary resources to ensure they could handle the likely increase in trade flows, hinting at concerns of congestion in ports such as Calais, France’s busiest passenger port.

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Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Francia. Champagne e scarpe rotte.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-08-14.

2018-07-22__Macron__001

Al primo trimestre 2018 la Francia aveva il 9.6% di disoccupati, in gran parte giovani oppure persone di media età uscite dal sistema produttivo.

Eppure il comparto della ristorazione ha una penuria di manodopera: oltre centomila posti vacanti in tutto il Paese.

Questo è uno dei tanti segni del malessere di quella nazione.

I disoccupati preferiscono rimanere nel loro stato piuttosto che intraprendere lavori sicuramente faticosi ed altrettanto sicuramente non a tempo pieno: la ristorazione assume molto frequentemente dei lavoratori stagionali.

Non è questione di remunerazione. Usualmente sono posizioni che procurano un salario di 1,500 euro mensili.

«In Francia, assumere un rifugiato o un richiedente asilo è possibile solo al termine dei primi nove mesi dalla sua richiesta di protezione. La situazione diventa invece molto più complicata per i cosiddetti migranti economici che non sono autorizzati a lavorare senza permesso di soggiorno».

Se da una parte si deve prendere atto del dato di fatto, dall’altra sarebbe anche proficuo rivedere i criteri con i quali sono gestiti gli uffici di collocamento. In molte nazioni il secondo rifiuto ad un’offerta di lavoro comporta il decadimento dall’indennità di disoccupazione.


Ansa. 2018-08-07.  Appello ristoratori francesi, ‘fateci assumere migranti’

“Lasciateci assumere i migranti“: è l’accorato appello dei ristoratori francesi che dinanzi alla penuria di manodopera – con oltre centomila posti vacanti in tutto il Paese – si rivolgono al governo del premier Edouard Philippe affinché consenta di far lavorare anche gli stranieri irregolari. Citato dal quotidiano Le Parisien, ch il presidente del Groupement National des indépendants Hotellerie-Restauration (Gni) – Didier Chener, spiega che allo stato attuale sono 130.000 i posti vacanti in questo settore chiave dell’economia transalpina. Peccato solo che, nonostante la persistenza della disoccupazione, soprattutto giovanile, ristoranti e alberghi non riescano ad assumere. Motivo? Pregiudizi e cliché, spesso negativi, legati a queste professioni e le condizioni di lavoro a volte pesanti. “La gente evita sempre di più alcuni incarichi difficili, come quello di lavapiatti, ad esempio”, deplora Chener, assicurando invece che esiste “un vero ascensore sociale in questo genere di professioni. Non è raro vedere gente che ha cominciato come aiutante diventare gestore di un locale. Come Amadi, un senegalese impiegato sotto falso nome in un ristorante del centro di Parigi, passato in qualche anno al rango di aiuto-cuoco. Di qui, l’idea presentata dai rappresentanti di categoria il 19 luglio scorso, in occasione del consiglio interministeriale turismo.

L’idea è semplice: i francesi non desiderano lanciarsi in questo genere di professioni? Benissimo.  A condizione però, che si possa, colmare quel rifiuto con la forza lavoro dei migranti. “Ristoranti e Hotel – spiega Chenet – sono ai cancelletti di partenza. Ora aspettiamo che il governo rilasci delle autorizzazioni a queste persone. La formazione, il lavoro, a tutto il resto pensiamo noi”, assicura.

    In Francia, assumere un rifugiato o un richiedente asilo è possibile solo al termine dei primi nove mesi dalla sua richiesta di protezione. La situazione diventa invece molto più complicata per i cosiddetti migranti economici che non sono autorizzati a lavorare senza permesso di soggiorno. Ora, dunque, si cerca una soluzione e il governo ha accettato di aprire un primo tavolo negoziale con il Gni per giungere a un compromesso.

    Il 3 agosto scorso, il parlamento di Parigi ha adottato in via definitiva la legge sull’asilo e l’immigrazione voluta dal presidente Emmanuel Macron. Un progetto criticato da Ong come Amnesty International. 

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Macron. Il filantropo venditore di morte.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-08-07.

Mani sporche di sangue

È il lavoro che genera altro lavoro.

La Francia vende armamenti a paesi belligeranti per oltre sette miliardi di euro.

Poi finanzia le ngo umanitarie, che nulla trovano a ridire su questo genere di affare, ma vanno a “salvare” i poveracci bombardati, perché hanno animo nobile e gentile.

Certo, non ci fosse la guerra chi potrebbero mai salvare le ngo filantropiche? Resterebbero senza lavoro. Resterebbero senza guadagni. Si vorrebbe forse mettere questa brava gente sul lastrico?

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Strana gente questi filantropi.

Mr Macron non ha certo la parola leve di un diplomatico consumato.

Quando si rivolge ai suoi compatrioti francesi li chiama “les mafieux“, “les alcooliques“. “les gens qui ne sont rien“, “les fainéants“, “les cyniques“, “les sans chemises“, e così via [Fonte]

Nulla da stupirsi quindi se con gli italiani usi una terminologia ancora più pesante.

Ha stramaledetto gli italiani cinici ed insensibile, traditori degli ideali europei, ma gli affarucci francesi gli vanno più che bene: esporta morte, tanto per cambiare. E ne è anche soddisfatto.

«France’s weapons sales to the Middle East doubled in 2017»

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«France is among the world’s leading arms exporters»

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«lucrative overseas contracts for Rafale fighter jets, notably to India and Qatar, as well as a multi-billion submarine deal with Australia»

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«However, about 60 percent of sales went to the Middle East, with arms exports to the region worth 3.92 billion euros compared to 1.94 billion euros a year earlier»

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«It is not for France to conclude piecemeal transactions depending on market opportunities. The goal is to create a strong link with the importing states, …. France’s arms exports meet the legitimate needs of states»

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«Unlike those of many allies, France’s export licensing procedures have no parliamentary checks or balances»

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«Details of licenses are not public and once approved are rarely reviewed»

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«that have led to the arrest of tens of thousands of opponents or militants»

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L’Unione Europea aveva vietato severamente la vendita di armi a paesi belligeranti, ma si sa che il “rule of law” vale per quei “lebbrosi” di italiani e polacchi, mica per i francesi, mica per Mr Macron.

Gli altissimi e sublimi ideali dell’Unione Europea sono gli interessi della Francia.



Reuters. 2018-07-08. Despite criticism at home, French arms sales double in the Middle East

PARIS (Reuters) – France’s weapons sales to the Middle East doubled in 2017, a government report showed, as President Emmanuel Macron defied pressure from lawmakers and rights groups to curb arms flows to a region mired in conflict.

France is among the world’s leading arms exporters, its sales surging in recent years on the back of its first lucrative overseas contracts for Rafale fighter jets, notably to India and Qatar, as well as a multi-billion submarine deal with Australia.

Paris has sought to increase its diplomatic weight in the Middle East through the sale of naval vessels, tanks, artillery and munitions to the United Arab Emirates, Saudi Arabia and Egypt.

The government’s annual report on weapons sales, due to be released on Wednesday, shows that France’s total arms sales halved to 7 billion euros in 2017, in line with previous years where no major contracts, such as for the Dassault-made Rafale, were recorded.

However, about 60 percent of sales went to the Middle East, with arms exports to the region worth 3.92 billion euros compared to 1.94 billion euros a year earlier.

Sales to Saudi Arabia fell slightly, while deals to the UAE, Kuwait and Qatar soared.

France’s biggest defense firms, including Dassault and Thales, have major contracts with the Gulf.

“It is not for France to conclude piecemeal transactions depending on market opportunities. The goal is to create a strong link with the importing states,” the report said. “France’s arms exports meet the legitimate needs of states.”

France is now the third largest arms exporter in the world behind the United States and Russia, according to the Stockholm International Peace Research Institute.

Unlike those of many allies, France’s export licensing procedures have no parliamentary checks or balances. They are approved by a committee headed by the prime minister that includes the foreign, defense and economy ministries.

Details of licenses are not public and once approved are rarely reviewed.

Non-governmental organizations (NGOs) and some lawmakers have urged Macron to scale back support for Arab states that are part of a Saudi-led offensive in Yemen against fighters from the Iranian-aligned Houthi movement that controls the capital.

The French government says its arms sales are governed by strict procedures that are in line with international treaties.

Four NGOs, including the International Federation for Human Rights, on Monday accused the French state and several French companies of tacitly participating in an Egyptian government crackdown on opposition groups over the past five years.

The report cited, among other things, the sale of “personal surveillance, mass interception, personal data collection and crowd control (…) technologies that have led to the arrest of tens of thousands of opponents or militants.”

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Macron. La galette de rois gli è andata di traverso.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-07-25.

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«We’re a regicidal people, and that can turn into violent rebellions»

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«What is certain is that we’re at a turning point in his mandate and that will leave irreversible stains on the president’s image.»

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«What has become known as the “Benalla affair” has received wall-to-wall media coverage ever since, reinvigorated opposition leaders who hastily set up unusual parliamentary inquiries, and forced the government to postpone debates on Macron’s constitutional reforms.»

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«We campaigned on a platform to make politics cleaner … so of course it’s a bit unsettling»

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«But 8 out of 10 French people say they are shocked by the Benalla affair, according to a poll by the Elabe institute published on Tuesday»

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«The extent of the damage to Macron’s popularity, which was already below 40 percent after a series of pro-business economic reforms earned him the tag “president of the rich”, is only starting to become clear.»

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«According to an IPSOS poll released on Tuesday, Macron’s popularity has fallen to 32 percent, down four points since June and his lowest level since September 2017»

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«the impact is most pronounced among his core voters in the professional middle classes»

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«It’s the first time his core supporters are abandoning him»

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La superbia è una gran brutta bestiaccia.

Se nella sua forma minore, si fa per dire, è una esagerata stima di sé e dei proprî meriti (reali o presunti), che si manifesta esteriormente con un atteggiamento altezzoso e sprezzante e con un ostentato senso di superiorità nei confronti degli altri, quando si cancrenizza arriva al punto di una considerazione talmente alta di sé stessi da giungere al punto di stimarsi come principio e fine del proprio essere.

Se la proterva superbia dei potenti irrita la gente per la sua intrinseca arroganza, per fortua della umanità essa contiene in sé stessa il germe della sua rovina. Come tutte le assunzioni false, alla fine implodono sotto il peso delle loro contraddizioni interne.

Mr Macron è diventato presidente dei francesi non tanto per meriti personali quanto piuttosto perché imposto dalla massoneria locale nel tentativo di arginare la salita dei ‘populisti‘, di quelli che Mr Macron chiama spregiativamente i ‘lebbrosi‘.

La storia insegna come il peggior nemico dei superbi sia la loro stessa superbia.

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«Ciò che è accaduto il primo maggio è stato un tradimento»

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«Se cercano un responsabile, l’unico e solo responsabile sono io»

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«Ciò che è accaduto il primo maggio è grave, serio. E’ stata per me una delusione, un tradimento. Nessuno, nessuno, tra i miei collaboratori o nel mio gabinetto è stato mai protetto o sottratto alle regole, alle leggi della Repubblica, al diritto di tutti i cittadini»

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«Se cercano un responsabile, il solo e unico responsabile sono io. Sono io ad aver avuto fiducia in Alexandre Benalla. Sono io ad aver confermato la sanzione. Non è la Repubblica dei fusibili, la Repubblica dell’odio. Non puoi essere capo solo quando c’è bel tempo. Se vogliono un responsabile, eccolo qui, davanti a voi, che vengano a cercarlo. Rispondo al popolo francese»

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«L’ammissione giunge al termine di un’altra giornata infuocata di accuse sulle responsabilità dell’Eliseo, mentre l’80% dei francesi – secondo un sondaggio diffuso da BFM-TV – si diceva “scioccato” per la vicenda, e il 75% invocava una dichiarazione pubblica del capo dello Stato, rimasto da giorni in un imbarazzato silenzio.»

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Un superbo mai ammetterà di aver fallito per colpa sua. “I tedeschi non mi hanno meritato” disse Hitler prima di suicidarsi.

Adesso Mr Macron parla di ‘tradimento‘.

Ma se anche così fosse, ebbene è lui che si è portato in seno il traditore, lo ha viziato e coccolato, e lo fa fatto diventare persino il suo consigliere: ma questo era una spia del Marocco.

Si sta ripetendo, sia pure in termini differenti, quando già successo per Mr Hollande.

Mr Macron avrebbe voluto istituire una propria guardia del corpo al di fuori delle istituzioni legali, da utilizzare per la presa del potere assoluto così come i giacobini avevano a suo tempo utilizzato i sanculotti.

Nota.

Generalizzando, questo è solo l’ultimo episodio che conferma la profonda ed irreversibile crisi che travaglia i politici afferenti le ideologie liberal e socialista. Non solo: indica anche il sostanziale decadimento nella massoneria francese. Questa è stata in grado di imporre Mr Macron come presidente, ma non ha avuto la lucidità di scegliere l’uomo giusto.


Reuters. 2018-07-25. Bodyguard scandal exposes limits of Macron’s Jupiterian style

The bodyguard scandal rocking France in the heat of summer is turning into a political crisis for President Emmanuel Macron, aggravated by his refusal to explain himself and the limitations of his highly personalized governing style.

Macron’s top security official was caught on camera roughing up a protester on May Day while posing as a police officer – something that could have been brushed off as a brief embarrassment had he been cut loose quickly and publicly, analysts said.

But the French leader has dug a bigger hole for himself by initially dealing with the aide in the secrecy of the Elysee palace and sticking to his so-called “Jupiterian” communication strategy – making only rare pronouncements from on high, like the Roman god of gods.

“I didn’t come here to see you,” Macron characteristically snapped back at reporters pressing him with questions about the scandal last week while he was on a visit to a southwestern French village.

Although the security chief, Alexandre Benalla, was fired on Friday, Macron has not talked to the media since last week.

“He’s on Mount Olympus and will come down whenever he sees fit. But this is not a monarchy, we’re in a democracy where a president must be accountable to the French,” Alexis Levrier, a media historian at Reims university, told Reuters.

Macron’s top-down, monarchical style of leadership, which he adopted in order to restore dignity to the presidency after his predecessor Francois Hollande’s much-mocked “Mr Normal” style, is increasingly making him seem out of touch, he said.

The French like their leaders to embody grandeur and dignity, but they are also quick to make heads roll if they feel authority has turned into unaccountability, Levrier said.

“We’re a regicidal people, and that can turn into violent rebellions,” he said. “What is certain is that we’re at a turning point in his mandate and that will leave irreversible stains on the president’s image.”

CORE VOTERS TROUBLED

The scandal pricked the euphoric bubble that followed France’s World Cup victory when Le Monde newspaper last Wednesday identified Benalla on a video beating a protester.

What has become known as the “Benalla affair” has received wall-to-wall media coverage ever since, reinvigorated opposition leaders who hastily set up unusual parliamentary inquiries, and forced the government to postpone debates on Macron’s constitutional reforms.

Even some of Macron’s lawmakers expressed disquiet. The centrist president had swept to power on a promise to govern differently after his conservative rival Francois Fillon’s election bid was derailed by scandal.

“We campaigned on a platform to make politics cleaner … so of course it’s a bit unsettling,” Paul Molac, an MP who backs Macron, told France Bleu radio.

Coming as Macron’s exhausted advisers and ministers prepared to take a summer break after more than a year of almost non-stop efforts to pass wide-ranging reforms, the scandal highlighted the danger of relying on a small band of ultraloyalists who owe everything to the president.

After the initial shock, Macron’s allies have started to hit back, accusing opposition leaders of blowing out of proportion a minor incident that is a far cry from past scandals that have hit their own parties over the past decades.

But 8 out of 10 French people say they are shocked by the Benalla affair, according to a poll by the Elabe institute published on Tuesday, and three-quarters of them think Macron should explain himself publicly.

The extent of the damage to Macron’s popularity, which was already below 40 percent after a series of pro-business economic reforms earned him the tag “president of the rich”, is only starting to become clear.

According to an IPSOS poll released on Tuesday, Macron’s popularity has fallen to 32 percent, down four points since June and his lowest level since September 2017.

Worryingly for the 40-year old president, the impact is most pronounced among his core voters in the professional middle classes, IPSOS’s Laurence Boisson said in Le Point magazine.

“It’s the first time his core supporters are abandoning him,” she said.


Ansa. 2018-07-25. Caso Benalla: Macron, io unico responsabile, è stato un tradimento

‘Ciò che è accaduto il primo maggio è grave’

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“Ciò che è accaduto il primo maggio è stato un tradimento”: lo ha detto il presidente francese, Emmanuel Macron, parlando del caso Benalla dinanzi ai parlamentari della maggioranza. “Se cercano un responsabile, l’unico e solo responsabile sono io”, ha aggiunto il presidente.

“Ciò che è accaduto il primo maggio è grave, serio. E’ stata per me una delusione, un tradimento. Nessuno, nessuno, tra i miei collaboratori o nel mio gabinetto è stato mai protetto o sottratto alle regole, alle leggi della Repubblica, al diritto di tutti i cittadini”, ha dichiarato Macron parlando con i deputati della République en Marche a Parigi. E ha aggiunto, secondo il virgolettato riportato da Le Monde online: “Se cercano un responsabile, il solo e unico responsabile sono io. Sono io ad aver avuto fiducia in Alexandre Benalla. Sono io ad aver confermato la sanzione. Non è la Repubblica dei fusibili, la Repubblica dell’odio. Non puoi essere capo solo quando c’è bel tempo. Se vogliono un responsabile, eccolo qui, davanti a voi, che vengano a cercarlo. Rispondo al popolo francese”.

L’ammissione giunge al termine di un’altra giornata infuocata di accuse sulle responsabilità dell’Eliseo, mentre l’80% dei francesi – secondo un sondaggio diffuso da BFM-TV – si diceva “scioccato” per la vicenda, e il 75% invocava una dichiarazione pubblica del capo dello Stato, rimasto da giorni in un imbarazzato silenzio.

I deputati dei Républicains presenteranno una mozione di censura, ovvero di sfiducia, contro il governo francese dopo lo scandalo legato ad Alexandre Benalla, il bodyguard e collaboratore di Macron indagato per le violenze del primo maggio a Parigi: è quanto annunciato dal capogruppo dell’opposizione repubblicana all’Assemblea nazionale Christian Jacob, secondo il quale “l’esecutivo ha fallito”. E’ la prima volta dall’inizio del mandato di Macron e del governo.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Macron. Ha un sacco di cose da nascondere. – Bbc

Giuseppe Sandro Mela.

2018-07-24.

Superbia. Mosaico Basilique Notre-Dame de Fourvière. 001

In perfetto stile nazionalsocialista, Joseph Goebbels fu loro grande maestronella arte della disinformazione, la stampa liberal mondiale cerca di ignorare e/o minimizzare quel fattaccio brutto del ‘Benalla affair“.

Macron, Duce della Gallia. Il suo ‘favorito’ è agente segreto marocchino.

In sintesi: Mr Macron si era organizzato un corpo paramilitare di sicurezza i cui membri ricevevano un trattamento di particolare favore, nel cui organico era stato assunto Mr Alexandre Benalla, che, travestito da poliziotto, ha pestato a sangue i dimostranti alla dimostrazione del primo maggio in Parigi. Nel caso, non sarebbe stato suo compito.

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In Francia è nato un putifarre con una seduta parlamentare infuocata.

Ma l’Eliseo tace.

Ma questo omertoso silenzio nulla toglie alla gravità del fatto.

Se non ci si stupisce che l’Eliseo stia provvedendo alla riorganizzazione in silenzio, ma nessuno si potrebbe illudere che la cosa sia finita lì.

Ecco quindi intervenire i fedeli scudieri del potere, la fanteria cammellata dei liberal: addirittura la Bbc, testata nota all’interno dei circoli liberal.

In primo luogo, l’evento sarebbe

«an event so small».

Ma se fosse emerso che nella security di Mr Trump ci fosse stata una spia marocchina che a tempo perso se ne andava a bastonare i dimostranti liberal e per di più travestito da poliziotto, il The New York Times avrebbe pubblicato infuocati titoli a milleventiquattro colonne, la Cnn avrebbe inondato il mondo di articoli di fuoco, la Bbc si sarebbe stracciata le vesti ventilando la fine del mondo.

No, signori miei, non è per nulla un fatto piccolo, trascurabile.

In secondo luogo, dopo la doverosa difesa di ufficio, anche la Bbc si trova spalle al muro nel dover ammettere qualcosa.

«Either the opposition and the media are so starved of material with which to beat the president that they are gleefully pushing the “Benalla affair” to the limit – at risk of overplaying their hand.

Or the event in itself, though small, reveals a darker truth about the Macron presidency, one that we have till now all been too dazzled by his brilliance to notice.

In fact, there is an element of both interpretations at work.

The scandal will pass.»

*

«But it is also true that President Emanuel Macron will not emerge unscathed.»

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«His silence since the scandal erupted a week ago has come across as a sort of majestic insouciance, which irritates. He has left it to others further down the chain to explain what went wrong and, certainly at the start, they made a complete hash of it.»

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«The whole affair has been built on incompetence, poor judgment of character, misuse of authority and hopeless communication»

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«The fact that the violence was momentary and, in the scale of things, hardly the most brutal one has seen, is irrelevant. The behaviour was shameful and, more to the point, indicative of a serious lack of sangfroid»

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«For a top security official, that is kind of crucial»

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«In its blindness the Elysée completely forgot the first rule of digital-era communication: that facts will out! Someone knew, so someone told.»

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«The best hunch is that the leak was from genuine protection officers, of the police variety, who found Mr Benalla insufferable.»

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«And once the story broke, there was more disastrous communication when Mr Macron’s official spokesman Bruno Roger-Petit told journalists that not only had the Elysée’s sanction on Mr Benalla been appropriate, it was “the most severe ever applied to an Elysée official”.»

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«what everyone is calling Emmanuel Macron’s most serious crisis since taking office.»

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«The event itself is a small issue. What it says about the presidency rather less so»

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«scandal has exposed incompetence»

La superba arroganza di Mr Macron irrita i francesi.

Francia. Il trono di Macron inizia a sfaldarsi. – Bva

Mr Macron incompetente? Beh: se lo dicono i liberal allora possiamo ripeterlo anch noi.


Bbc. 2018-07-24. French beating scandal reveals Macron’s feet of clay

For an event so small to become an affaire d’état suggests one of two things.

Either the opposition and the media are so starved of material with which to beat the president that they are gleefully pushing the “Benalla affair” to the limit – at risk of overplaying their hand.

Or the event in itself, though small, reveals a darker truth about the Macron presidency, one that we have till now all been too dazzled by his brilliance to notice.

In fact, there is an element of both interpretations at work.

The scandal will pass.

It is not the Watergate equivalent that far-left leader Jean-Luc Mélenchon imagines it to be.

There is no private militia at the Elysée palace. People can sense that the real culprit is Alexandre Benalla himself, who for a self-declared security officer showed himself disgracefully lacking in self-control.

But it is also true that President Emanuel Macron will not emerge unscathed.

How scandal has exposed incompetence

His silence since the scandal erupted a week ago has come across as a sort of majestic insouciance, which irritates.

He has left it to others further down the chain to explain what went wrong and, certainly at the start, they made a complete hash of it.

The whole affair has been built on incompetence, poor judgment of character, misuse of authority and hopeless communication – faults which were supposed to have disappeared from the Elysée in the shiny Macron era.

People are seeing that he too has feet of clay.

French MPs grill minister in beating row

Macron aide to be dismissed over assault

France brings back national service

The original sin – the abuse of protesters by presidential bodyguard Mr Benalla during violent protests on 1 May – could have been easily absolved, had the Elysée reacted promptly and properly.

It should have been immediately apparent that a man prepared to go on freelance riot patrol and then succumb to a rush of blood should have no place on the head of state’s inner security team.

Why Macron’s team have taken a hit

The fact that the violence was momentary and, in the scale of things, hardly the most brutal one has seen, is irrelevant. The behaviour was shameful and, more to the point, indicative of a serious lack of sangfroid.

For a top security official, that is kind of crucial.

Instead the Elysée – and by that we do not know if it means Mr Macron himself or a member of his cabinet – decided that Mr Benalla should stay.

The president’s team knew of the video, and of Mr Benalla’s actions, the very next day – 2 May.

With no announcement to the public, they gave the security official merely a two-week suspension and then a technical demotion.

In fact his role seems to have changed little. Only last week he was organising security for the French football team’s bus ride to the Elysée through central Paris.

The damage is caused because, to all outside appearances, the Elysée effectively carried out a cover-up.

“No-one needs to know” seems to have been the watchword. The sin was venial. He’s taken his due. And, after all, the president does rate him.

‘Most serious crisis so far’

In its blindness the Elysée completely forgot the first rule of digital-era communication: that facts will out!

Someone knew, so someone told.

The best hunch is that the leak was from genuine protection officers, of the police variety, who found Mr Benalla insufferable.

And once the story broke, there was more disastrous communication when Mr Macron’s official spokesman Bruno Roger-Petit told journalists that not only had the Elysée’s sanction on Mr Benalla been appropriate, it was “the most severe ever applied to an Elysée official”.

Tellingly, and another sign of the thinness of the talent around Mr Macron, this risible intervention was Mr Roger-Petit’s first ever appearance on television from the Elysée since he took his job last year.

And so a sorry tale that should have ended with a few raised eyebrows and a handful of articles in the media concludes with what everyone is calling Emmanuel Macron’s most serious crisis since taking office.

The event itself is a small issue. What it says about the presidency rather less so.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Macron, Duce della Gallia. Il suo ‘favorito’ è agente segreto marocchino.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-07-22.

2018-07-22__Macron__001

Mr Macron ha come tratto caratteristico una profonda umiltà: dice sorridendo di non accettare la critica di voler diventare il duce delle Gallie. Si accontenta di essere la quarta persona della Trinità e di aver creato l’universo.

È una modesta sconcertante.

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Quatto quatto si è istituito un raggruppamento segreto di guardie del corpo, come anche il suo punto di riferimento si era dotato delle Sturmabteilung: tra queste da notarsi Mr Alexandre Benalla, suo consigliere privato, che pur essendo poco più che ventiseienne guadagna oltre 10,000 euro al mese ed è giù tenente colonnello della gendarmeria.  A tempo perso, fa anche il bastonatore dei dimostranti ed è membro dei servizi segreti marocchini.

«Nel 2016 Benalla è diventato responsabile della sicurezza del candidato Macron e si è fatto notare per le maniere forti con giornalisti e fotografi. Quando Macron è diventato presidente, Benalla è entrato nello staff dell’Eliseo. Dopo l’episodio del primo maggio si occupa dell’organizzazione di eventi che coinvolgono la presidenza della Repubblica, dall’ingresso di Simon Neil al Pantheon alla festa di lunedì per il ritorno a casa dei campioni del mondo di calcio. Benalla era sul pullman dei Bleus che ha attraversato gli Champs Elysées davanti alla folla.»

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«che la guardia del corpo (ufficiosa) e consigliere di Macron Alexandre Benalla aveva pure, inspiegabilmente, un badge «H» (di alto livello) per entrare all’Assemblea nazionale»

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«Tra i molti privilegi garantiti a quel giovane addetto alla sicurezza dalla fama di violento e collerico ci sono uno stipendio di 10 mila euro lordi e la macchina Renault Talisman con autista, sirena e simboli della polizia (che lui non potrebbe usare), ovvero un mezzo di qualità molto superiore alle auto a disposizione degli agenti veri. Un discorso a parte merita l’appartamento di funzione nella dependance dell’Eliseo al numero 11 del quai Branly, a pochi metri dalla Tour Eiffel, una delle zone più chic della capitale. Il 9 luglio, dopo avere scontato una semplice sospensione di due settimane per i fatti del primo maggio, Benalla si è trasferito qui, nel «Palais de l’Alma» davanti alla Senna, lo stesso palazzo dove François Mitterrand aveva riservato un appartamento all’amante Anne Pingeot e alla figlia Mazarine. Era un’altra epoca, nella quale i segreti di Stato potevano durare decenni. Oggi nei 63 appartamenti del Palais de l’Alma risiedono tra gli altri il segretario generale dell’Eliseo, il direttore di gabinetto, il capo di Stato maggiore e il 26enne Benalla,»

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«già arrivato non si sa come al grado di tenente colonnello della riserva della gendarmeria»

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«L’Eliseo ha provato a circoscrivere il caso garantendo che dopo l’episodio del pestaggio Benalla è stato allontanato, ma riemergono foto del consigliere proprio accanto a Macron in occasione della visita ai giardini di Monet a Giverny, il 13 luglio, e anche della parata del 14 luglio»

Orbene, codesto Alexandre Benalla è stato ripreso dalle telecamere ed identificato durante la manifestazione del primo maggio mentre travestito da poliziotto pestava con rara violenza un pacifico dimostrante caduto a terra. Ma nulla di più di tre mesi di prognosi. È misericordioso come il suo padrone.

«Le Monde» identifie, sur une vidéo, un collaborateur de Macron frappant un manifestant, le 1er mai, à Paris.

Ma chi mai sarà codesto Alexander Benalla?

Révélation : Alexandre Benalla est un agent des services secrets marocains

«L’affaire du grade du corps «officieux» du président français, Emmanuel Macron, tourne au scandale d’Etat. Licencié pour avoir fait preuve de brutalité dans l’exercice de sa fonction, Alexandre Benalla est, néanmoins, l’illustration même de l’infiltration des plus hautes sphères du pouvoir français par les services des renseignements marocains.

En effet, des sources informées ont révélé à Algeriepatriotique que le déjà ex-chargé de mission auprès du chef de cabinet du président Macron est, en réalité, un agent de la DGED marocaine. Alexandre Benalla a gravi les échelons doucement mais sûrement depuis qu’il fut introduit dans les rouages du Parti socialiste par l’ancienne ministre de l’Education, Najet Vallaud Belkacem, elle-même inféodée à Rabat, aux côtés de Rachida Dati, Myriam Al-Khomri, Audrey Azoulay et bien d’autres.

L’affaire Alexandre Benalla met à nu la stratégie du Makhzen en France et révèle les dessous de l’acharnement des dirigeants français de toutes obédiences – PS, Les Républicains, La République en Marche – à soutenir la monarchie alaouite et à couvrir les frasques et les dépassements de Mohammed VI. C’est que le régime monarchique de Rabat a de tout temps eu un pied dans les plus hautes sphères du pouvoir en France et, depuis quelque temps, au sein de l’Union européenne où il compte de nombreux lobbyistes rémunérés avec l’argent du peuple marocain détourné par la famille régnante prédatrice protégée par Paris.

Les frasques du voyou bombardé «chargé de mission» à l’Elysée mettent Emmanuel Macron dans la gêne. Mais le battage médiatique autour de ce personnage sorti de l’ombre par on ne sait qui, ni pour quel dessein, est sciemment focalisé sur ses exactions et ses excès, mais aucun média français n’a cherché à connaître le secret qui se cache derrière son ascension fulgurante depuis François Hollande jusqu’à Emmanuel Macron qui l’a définitivement pris sous sa protection avant qu’éclate ce scandale.

La France est infestée d’agents secrets marocains qui ont accédé aux fonctions les plus sensibles, jusqu’à avoir accès aux secrets les mieux gardés. Et l’affaire Alexandre Benalla n’est que la partie visible de l’iceberg.»

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2018-07-22__Macron__000

C’è gente che grida allo scandalo, ma scandalo di cosa?

Si vorrebbe forse proibire ad un povero immigrato marocchino clandestino di bastonare un francese spaccandoli quasi tutte le ossa?

Si vorrebbe forse turbare la religiosità di questo povero immigrato che esercita il diritto della Shari’a di mettere in riga i suoi schiavi dhimmi? E se non si esercita ora come mai potrà governare il califfato francese?

Si vorrebbe forse continuare con questo odio xenofobo, nazionalsocialista, che discrimina questo miserrimo immigrato relegandolo al solo ruolo di tenente colonnello della riserva della gendarmeria?

E che dire del povero Presidente Macron? Costretto dal malanimo di cui è oggetto in patria a farsi proteggere dai servizi segreti marocchini? Ma che nessuno sia solidale con cotanto personaggio?

*

Nota.

I maligni sono maligni: spargono cose infamanti.. Non stiamo certo ad ascoltarli. Ci mancherebbe!

Ma nella tenute penombra dei corridoi del’Eliseo si mormora, si sussurra che Mr Alexandre Benalla si l’attuale favorito del Presidente Macron. Come non perdonare la sua esuberanza giovanile?


Le Monde. 2018-07-18. «Le Monde» identifie, sur une vidéo, un collaborateur de Macron frappant un manifestant, le 1er mai, à Paris

Equipé d’un casque à visière des forces de l’ordre, Alexandre Benalla, chargé de la sécurité du chef de l’Etat, s’en est pris à un homme à terre, place de la Contrescarpe.

*

Une mise à pied de quinze jours et toujours un bureau à l’Elysée… C’est la simple sanction que s’est vu signifier, dans la plus grande discrétion, Alexandre Benalla, un proche collaborateur du président de la République, après s’être livré, le 1er mai, à des violences restées inconnues jusqu’ici. Une sanction répétée publiquement, jeudi 19 juillet, par le porte-parole de l’Elysée, Bruno Roger-Petit, après les informations publiées la veille par Le Monde. Aussitôt les faits révélés par notre journal, en revanche, le parquet de Paris a ouvert, jeudi dans la matinée, une enquête pour chefs de violences par personne chargée d’une mission de service public, usurpation de fonctions, usurpation de signes réservés à l’autorité publique.

Tout se passe il y a deux mois, le 1er mai. Ce jour-là, un chargé de mission d’Emmanuel Macron, équipé d’un casque à visière des forces de l’ordre, s’en est pris à un jeune homme qui se trouvait à terre lors d’une manifestation qui se tenait place de la Contrescarpe, dans le 5e arrondissement de Paris. Il s’est vite éloigné, de peur d’être reconnu.

Selon la chronologie des faits, reconstituée par Le Monde, tout commence par un appel à rassemblement lancé sur Facebook. « Alors que la grève risque de s’essouffler chez les cheminots, alors que les facs occupées tombent les unes après les autres, alors que les hôpitaux seront réformés courant mai, écrivent les instigateurs de cet « apéro militant », pas question de se contenter du trajet court, déjà vu mille fois” », entre Bastille et place d’Italie.

Le Comité d’action inter-lycéen, proche de la mouvance autonome, propose de « passer un moment convivial en partageant un apéro sur la place de la Contrescarpe, à la fin de la manif [du 1er-Mai], vers…

«Le Monde» identifie sur une vidéo un collaborateur d’Emmanuel Macron frappant un manifestant le 1er mai à Paris

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Corriere. 2018-07-21. Francia, bufera sul collaboratore di Macron: picchiò un manifestante

Alexandre Benalla inchiodato da un video e da un’inchiesta di Le Monde. L’uomo è stato solo sospeso dall’Eliseo, ma diversi leader politici chiedono il suo licenziamento.

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Il primo maggio in place de la Contrescarpe, nel quartiere Mouffetard a Parigi, alcuni ragazzi che manifestavano sono stati caricati dalle forze dell’ordine e sgomberati. Accanto agli agenti in tenuti anti-sommossa, nel video si vede un uomo in borghese con un casco da poliziotto, che cerca di spostare un ragazzo di peso fuori dalla piazza, e lo picchia al collo e alla testa. Quell’uomo non è un poliziotto né un gendarme ma Alexandre Benalla, collaboratore di Emmanuel Macron all’Eliseo, e non aveva alcun titolo per partecipare a quell’operazione di mantenimento dell’ordine pubblico.

L’inchiesta

La notizia, rivelata mercoledì sera da Le Monde, ha provocato forti reazioni. La procura di Parigi ha aperto un’inchiesta preliminare per «violenza commessa da una persona incaricata di una missione di servizio pubblico», «usurpazione delle funzioni» e «usurpazione di simboli riservati all’autorità pubblica».

«Siamo rimasti scioccati da questa irruzione di violenza; ci siamo detti: non è normale, c’è qualcosa di anormale in quello che sta accadendo». Così ha commentato il ricercatore di storia Jérémie Ferrer-Bartomeu, testimone in Place de la Contrescarpe dell’aggressione ai danni di un ragazzo. «Non capivamo cosa stesse accadendo», ha detto il testimone intervistato da France Info, aggiungendo: «È stato di una incredibile violenza». Gli stessi agenti francesi Crs «faticavano a capire cosa stesse facendo quell’uomo». Nel video, «si vede chiaramente che quell’uomo non sa cosa stia facendo. Ha messo le mani al collo del ragazzo, cosa che un poliziotto non si permetterebbe mai di fare. Casomai ti mette a terra prendendoti le braccia, immobilizzandoti con altre tecniche. Qui abbiamo visto un dilettantismo che avrebbe potuto essere pericoloso».

La reazione dell’Eliseo

Nelle scorse settimane, quando l’Eliseo è venuto a conoscenza dei fatti, Benalla è stato sospeso per 15 giorni. Poi è stato reintegrato nel suo ufficio, al servizio del capo di gabinetto del presidente. Il portavoce di Emmanuel Macron, Bruno Roger Petit, di fronte alle polemiche oggi precisa che «quella sanzione è stata presa per punire un comportamento inaccettabile e gli è stata notificata come ultimo avvertimento prima del licenziamento».

Il personaggio

Alexandre Benalla si è avvicinato alla politica nel 2011 in occasione delle primarie socialiste per l’elezione presidenziale, e si è occupato prima della sicurezza di Martine Aubry poi, una volta che questi è diventato il candidato della sinistra, di François Hollande. Infine è entrato nello staff del ministro Arnaud Montebourg che però lo ha licenziato dopo una settimana: «Aveva provocato un incidente d’auto in mia presenza e voleva scappare», racconta Montebourg a Le Monde.

Nel 2016 Benalla è diventato responsabile della sicurezza del candidato Macron e si è fatto notare per le maniere forti con giornalisti e fotografi. Quando Macron è diventato presidente, Benalla è entrato nello staff dell’Eliseo. Dopo l’episodio del primo maggio si occupa dell’organizzazione di eventi che coinvolgono la presidenza della Repubblica, dall’ingresso di Simon Neil al Pantheon alla festa di lunedì per il ritorno a casa dei campioni del mondo di calcio. Benalla era sul pullman dei Bleus che ha attraversato gli Champs Elysées davanti alla folla.

La polemica

L’opposizione di sinistra (France Insoumise) e di destra (Les Républicains) torna a criticare Macron per la dura repressione delle manifestazioni di protesta contro la riforma del lavoro, delle ferrovie e dell’accesso universitario, e contesta che il violento Benassa sia stato semplicemente sospeso per due settimane. «Perché il presidente che conosceva i fatti non si è rivolto alla giustizia?», domanda il deputato di destra Eric Ciotti. «È una vicenda che attenta al funzionamento stesso della Presidenza della Repubblica».


Corriere. 2018-07-22. «Bodyguard» di Macron. Lo stipendio d’oro di Benalla (ma saltano le nozze)

Nuove rivelazioni sul caso della guardia del corpo che sta inguaiando il presidente.

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Quando è arrivata la notizia che la guardia del corpo (ufficiosa) e consigliere di Macron Alexandre Benalla aveva pure, inspiegabilmente, un badge «H» (di alto livello) per entrare all’Assemblea nazionale, i deputati dell’opposizione ieri hanno gridato allo scandalo tanto forte che la seduta è stata sospesa.

Il caso Benalla continua a scuotere l’Eliseo e le istituzioni francesi. Il primo maggio l’uomo vicino a Macron si è travestito da poliziotto e ha picchiato in piazza due manifestanti, ma il punto è che nei mesi successivi è stato coperto dall’Eliseo fino a quando Le Mondelo ha riconosciuto in un video, quattro giorni fa, rivelandone l’identità.

Da allora Macron tace ma è stata creata una commissione parlamentare d’inchiesta, domattina alle 10 il ministro dell’Interno Gérard Collomb dovrà fornire spiegazioni in aula durante un’audizione che alla fine sarà pubblica, nonostante tutti i tentativi della maggioranza di farla svolgere a porte chiuse.

Il 26enne Benalla si è avvicinato alla politica qualche anno fa entrando nel servizio d’ordine del partito socialista ed è diventato poi una presenza costante a fianco di Emmanuel e Brigitte Macron.

Tra i molti privilegi garantiti a quel giovane addetto alla sicurezza dalla fama di violento e collerico ci sono uno stipendio di 10 mila euro lordi e la macchina Renault Talisman con autista, sirena e simboli della polizia (che lui non potrebbe usare), ovvero un mezzo di qualità molto superiore alle auto a disposizione degli agenti veri. Un discorso a parte merita l’appartamento di funzione nella dependance dell’Eliseo al numero 11 del quai Branly, a pochi metri dalla Tour Eiffel, una delle zone più chic della capitale. Il 9 luglio, dopo avere scontato una semplice sospensione di due settimane per i fatti del primo maggio, Benalla si è trasferito qui, nel «Palais de l’Alma» davanti alla Senna, lo stesso palazzo dove François Mitterrand aveva riservato un appartamento all’amante Anne Pingeot e alla figlia Mazarine. Era un’altra epoca, nella quale i segreti di Stato potevano durare decenni. Oggi nei 63 appartamenti del Palais de l’Alma risiedono tra gli altri il segretario generale dell’Eliseo, il direttore di gabinetto, il capo di Stato maggiore e il 26enne Benalla, peraltro già arrivato non si sa come al grado di tenente colonnello della riserva della gendarmeria.

Macron potrebbe avere creato o lasciato formarsi una sorta di gruppo parallelo da preferire agli organismi titolati a occuparsi della sua sicurezza. Una specie di circolo dei fedelissimi, al di sopra delle regole e delle leggi.

L’Eliseo ha provato a circoscrivere il caso garantendo che dopo l’episodio del pestaggio Benalla è stato allontanato, ma riemergono foto del consigliere proprio accanto a Macron in occasione della visita ai giardini di Monet a Giverny, il 13 luglio, e anche della parata del 14 luglio.

I tre poliziotti che hanno fornito a Benalla i filmati delle telecamere di sorveglianza, per aiutarlo, sono in custodia cautelare. Ieri il consigliere di Macron avrebbe dovuto sposarsi ma ha annullato il matrimonio: si trova ancora in cella, e la scorsa notte la polizia ha perquisito il suo domicilio precedente, a Issy Les Moulineaux. L’opposizione è scatenata, Jean-Luc Mélenchon (sinistra radicale) parla di Watergate alla francese.  

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Senza categoria, Unione Europea

Francia. Il trono di Macron inizia a sfaldarsi. – Bva

Giuseppe Sandro Mela.

2018-07-18.

Parigi. Arco di Trionfo. 001

Per oltre cinquanta anni in Francia la destra francese rappresentata dal Front National, che di recente ha mutato denominazione in  Rassemblement National, è stata accuratamente isolata politicamente con una sorta di arco costituzionale. Anche se sia diventata la seconda forza politica nazionale in termini percentuali, in tutti i ballottaggi ai quali si era presentato, sinistre e destre si votavano vicendevolmente pur di escluderli.

Questa conventio ad excludendum ha funzionato più che bene, unitamente al sistema elettorale francese in due turni, l’ultimo dei quali è sostanzialmente un ballottaggio. Così, a fronte di un 30% dei voti, FN ha ottenuto solo 7 / 577 deputati, 2 /348 senatori, 17 / 74 eurodeputati. Nelle elezioni regionali del 2016 FN ha conquistato 333 / 1,758 seggi.

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Questa situazione sembrerebbe iniziare a mutare, per svariati motivi.

– Il partito socialista francese è crollato da quasi maggioranza all’attuale 8%, generando una costellazione di formazioni politiche di ideologia socialista ma fortemente conflittuali, per lo più su base personale.

– In risposta, molti ambienti politici e sociali hanno generato lo scorso anno il partito En Marche!, guidato da Mr Macron, che ottenne il 24% dei consensi al primo turno delle elezioni presidenziali del 2017, che poi vinse grazia al massiccio voto delle sinistre.

– Alle elezioni presidenziali e politiche del 2017 i Les Républicains, LR subirono una severa sconfitta elettorale, perdendo la gara per la presidenza ed ottenendo solo 98 / 577 deputati.. Si prese una buona rivincita al senato, grazie al sistema elettorale ad hoc, ottenendo 146 / 348 senatori. LR perse 87 seggi in parlamento e scese dal 38% al 15 – 22%.

– I concetti di ‘sinistra’ e ‘destra’ stanno perdendo i loro contenuti ideologici, ed i problemi economici sono diventati prioritari su quelli ideologici.

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Ma nessuna realtà umana è immutabile, specie poi la politica.

La destra francese ha un potente alleato in Sorella Morte, che con grande puntualità e precisione falcidia i rancorosi vegliardi che si adattarono a votare Mr Macron pur di fare un dispetto al Front National. Muoiono e le generazioni subentranti sembrerebbero essere di parere alquanto differente.

Adesso sembrerebbe che un’alleanza elettorale tra Les Républicains e Rassemblement National potrebbe prendere corpo, almeno per le prossime elezioni europee del prossimo anno.

Chiaramente, una cosa sono i numeri, peraltro indispensabili, ed un’altra è la volontà politica.

Di certo però l’Elettorato potrebbe apprezzare una simile coalizione, che metterebbe fuori gioco le sinistre ed il partito En Marche!.

Se così fosse, la Francia volterebbe pagina politica ed economica e, verosimilmente, in modo irreversibile.

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2018-07-17__Francia__001

Il sondaggio Bva evidenzia, in sintesi:

2018-07-17__Francia__002

– Il 37 % dei francesi si colloca politicamente a destra, il 36% a sinistra.

– il 65% dei francesi potrebbe votare una coalizione di destra per le elezioni europee, ma solo per quelle.

– Se questi sono i dati numerici, le valutazioni politiche degli Elettori sono fluide:

    → I francesi “piuttosto di destra” si distinguono per una maggiore vicinanza ideologica a La République en Marche!

    → I repubblicani non trovano un’eco di maggioranza tra i francesi che dicono di essere “molto di destra”.

    → La linea politica della RN e di Debout la France è respinta dalla “destra piuttosto”.

    → Tra le personalità i cui sostenitori si appoggiano “alla destra”, Marion Maréchal e Nicolas Dupont-Aignan appaiono piuttosto unificanti.

    → Mentre Laurent Wauquiez ha una posizione più centrale sulla destra, il suo profilo non appare essere molto unificante.

2018-07-17__Francia__003

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Ci si rende perfettamente conto che di qui alle elezioni europee correranno undici mesi, durante i quali molte cose impreviste ed imprevedibili potrebbero accadere.

Tuttavia questi risultati numerici dovrebbe dare da pensare alla realtà francese che sta mutando.

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La Bva ha rilasciato recentemente il seguente report:

L’union des droites, avenir crédible ou impasse politique ? – Décrypter les mécanismes de l’opinion – Sondage BVA pour L’Obs

37% des Français se positionnent politiquement à droite : la majorité d’entre eux pourrait voter pour une liste d’union de la droite aux élections européennes (65%)…mais l’intérêt pour des listes d’union serait surtout ponctuel.

– 83% des Français peuvent se positionner politiquement sur l’axe gauche-droite : 36% à gauche, 10% au centre et 37% à droite. A l’inverse, 15% se disent ni de gauche ni de droite et 2% ne se prononcent pas.

– Parmi les 37% des Français se positionnant politiquement à droite : 14% se placent plutôt à droite, 14% à droite et 9% très à droite.

– 65% des Français se positionnant à droite pourraient voter pour une liste d’union de la droite aux élections européennes 2019, rassemblant des candidats Les Républicains, Debout la France et du Rassemblement national.

– Uniquement 32% des sympathisants de la droite soutiendraient des listes d’union « quelles que soient les élections » et le soutien à cette possibilité varie très fortement selon la position politique, de 60% chez les « très à droite » à seulement 35% chez les « à droite » et 12% chez les « plutôt à droite ».

Verbatim de la communauté POP by BVA : «Je ne pourrais pas voter pour une telle association qui n’aura le nom d’union que par la circonstance. Ce serait plutôt une liste d’union d’intérêts personnels »

*

Peu  de partis ou de personnalités politiques apparaissent susceptibles de rassembler l’ensemble des sympathisants de la droite

– Les Français « plutôt à droite » se distinguent par une plus grande proximité idéologique à La République en Marche !

– Les Républicains ne trouvent pas d’écho majoritaire chez les Français se disant « très à droite »

– La ligne politique du RN et de Debout la France est rejetée auprès des « plutôt à droite »

– Parmi les personnalités dont les soutiens penchent « très  à droite », Marion Maréchal et Nicolas Dupont-Aignan apparaissent assez rassembleurs

– Si Laurent Wauquiez dispose d’une position plus centrale à droite, son profil est peu fédérateur

Verbatim de la communauté POP by BVA : «Il est difficile aujourd’hui de cerner la droite, le RPR a éclaté et ne s’est toujours pas trouvé, DLF balbutie et fait un peu la girouette, le RN n’a rien à envier au FN, et la faiblesse de son programme reste nette. Alors comment s’y retrouver ? Pour le moment je pense que je n’en ai même pas envie. La main sur le cœur, ils sont tous pour « une France », mais leurs chemins divergent.»

*

Au-delà d’un certain socle commun, des divergences de position sur des questions-clefs (économie libérale, Euro, Union européenne) et sur certaines valeurs (égalité, solidarité, tolérance, laïcité)

– Des positions plutôt proches sur les sujets sociétaux (identité française, protection sociale), plus éloignées sur l’économie libérale.

– Des opinions plus clivées sur les questions européennes, l’attachement à l’Euro et à l’Union européenne différant fortement selon les segments de la droite.

– Le Travail, la Justice, la Famille, la Liberté, l’Autorité, le Mérite et le Patriotisme, valeurs transverses à l’ensemble des Français se positionnant à droite.

– L’Autorité, le Mérite et le Patriotisme font figure de « marqueurs de droite », l’importance qui leur est accordée à droite différant significativement de celle exprimée par les Français.

– L’Egalité, la Solidarité, la Tolérance et la Laïcité apparaissent comme des valeurs moins consensuelles à droite.

Verbatim de la communauté POP by BVA : «Liberté, responsabilité, justice, famille et amitié, respect et politesse. L’autorité est nécessaire et ne doit pas se discuter, le patriotisme est un plaisir personnel léger qui s’applique aux différents cercles d’appartenance de chacun pour moi, le monde, l’Europe, ma région. Oui à l’égalité dans la différence et un non puissant et définitif à l’égalitarisme des jaloux et des loosers. La laïcité oui dans le sens de la liberté de penser offerte à chacun.»

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Macron. Più impopolare ed inefficiente di Hollande. – Odoxa.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-07-13.

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Macron, già considerato “ingiusto“, è ora percepito anche come “inefficace“.

Questi i principali risultati dell’indagine:

1. Una maggioranza del 55% dei francesi ritiene che la riunione annuale davanti al Congresso di Versailles sia inutile.

2. In ogni caso, per i tre quarti dei francesi (72%), il ruolo del Parlamento “si limita alla registrazione delle leggi decise dal Presidente e dal Governo“.

3. E altrettanti (74%) credono che la presidenza Macron sia “troppo solitaria e personale“.

4. Più in generale, per Odoxa, l’immagine del Presidente si sta chiaramente deteriorando. È sempre più percepito come “non umile” (84%, +8 punti in due mesi), “non vicino alle persone” (75%, +7 punti) e, più che mai, come “Presidente dei ricchi” (74%, +2 punti)

5. Infine, più in generale, la politica di Emmanuel Macron è percepita come “ingiusta” dal 71% dei francesi, ma anche e soprattutto come “inefficace” dal 65% di loro.

* * * * * * *

Solo i simpatizzanti LaRem apprezzano questo modo di funzionamento (71%), gli altri francesi hanno tutti l’impressione di un funzionamento autocratico del potere. Per i Francesi Mr Macron è ben più autocrate di Mr Orban.

Nemmeno Mr Hollande, quello che ha distrutto il partito socialista francese, era riuscito a fare così tanto in così poco tempo.

Decisamente, Mr Macron è il migliore alleato di quell’esercito di ‘lebbrosi‘ che reclama lavoro e giustizia sociale.

*


Odoxa. Macron, toujours jugé «injuste», est désormais perçu comme «inefficace»

Les principaux enseignements du sondage:

1. Une majorité de 55% des Français considère que le rendez-vous annuel devant le Congrès de Versailles est inutile

2.De toute façon, pour les trois-quarts des Français (72%), le rôle du Parlement «se limite à enregistrer les lois décidées par le Président et le gouvernement»

3.Et ils sont tout aussi nombreux (74%) à estimer que la présidence Macron est «trop solitaire et personnelle»

4. Plus globalement, sur notre «crible» l’image du Président se dégrade nettement: il est de plus en plus perçu comme «pas humble» (84%, +8 points en deux mois), «pas proche des gens» (75%, +7 points) et, plus que jamais, comme un «Président des riches» (74%, +2 points)

5. D’ailleurs, plus globalement, la politique menée par Emmanuel Macron est à la fois perçue comme «injuste » par 71% des Français, mais aussi et surtout comme «inefficace» pour 65% d’entre eux.

….

Seuls les sympathisants de LaRem apprécient ce mode de fonctionnement (à 71 % ), les autres Français ont tous très majoritairement l’impression d’un fonctionnement autocratique du pouvoir.

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Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

CMA CGM. Trump inarca il sopraciglio e Macron in ginocchio gli lecca i piedi.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-07-11.

Porta Container 001

Un redivivo Victor Hugo riscriverebbe i Les Misérables mettendo Mr Macron al posto di Jean Valjean.

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Mr Macron soffre di un disturbo di sdoppiamento della personalità

C’è un Mr Macron che inneggia alla Grandeur e, ovviamente, al presidente che ora la rappresenta, mietendo successi diplomatici su successi diplomatici.

Macron in visita nel Burkina Faso. Per poco lo accoppano. Incidente diplomatico.

Cina risponde all’ultimatum di Macron in stile cinese.

Macron licenzia in tronco l’ambasciatore in Ungheria.

L’enigma della bega Macron – Pierre de Villiers.

Macron. Gran bella mazzata le elezioni di Pontoise.

Macron. Litiga anche con il Bahrain. Re al Khalifa annulla visita a Parigi.

I comportamenti tenuti da Mr Macron prima al G20, quindi al G7 ed infine al Consiglio Europeo furono degni di Re Sole: a suo dire Mr Trump si era dovuto nascondere sotto una sedia, supplicandolo di non voler invadere l’America.

E che dire dei suoi apprezzamenti sulla “nuova lebbra” che affligge l’Europa?

E come ciliegina sulla torta, la sua grandiosa trasformazione dell’Unione Europea in nuovi Stati Uniti di Europa è sotto gli occhi di tutti. Mr Macron non è riuscito a farla digerire nemmno ai calamai.

*

C’è però anche un Mr Macron inginocchiato supplice innanzi a Mr Trump, il Presidente degli Stati Uniti di America, tutto intento a leccargli i piedi nell’attesa che questi gli lasci cadere addosso uno sguardo benevolo.

* * * * * * *

«French shipping giant CMA CGM has pulled out of doing business with Iran for fear of antagonizing the US»

*

«Iranian President Hassan Rouhani has called on European countries do more to offset renewed US sanctions.»

*

«One of the world’s largest cargo shipping companies has announced that it is pulling out of Iran for fear of becoming entangled in US sanctions»

*

«Washington has ordered all countries to stop buying Iranian oil by November»

*

«It has also ordered foreign firms to stop doing business there or face US blacklists»

*

«European powers, however, still support the nuclear deal and say they will do more to encourage their businesses to remain engaged with Iran»

*

«But the prospect of being banned in the United States appears to have been enough to persuade some European companies to keep out»

* * * * * * * *

Questi i fatti.

Adesso domandiamoci qualcosa.

«Washington has ordered»

Questo è il cuore del tutto.

Mr Macron si metta l’animo in pace e si tolga lo scolapasta dalla testa. I “lebbrosi” gli danno ordini.

Mr Trump è in grado di dare ordini all’Europa, che questa voglia o meno.

E se i suoi governanti sono in delirio euforico, gli imprenditori corrono come leprotti.


Deutsche Welle. 2018-07-08. Iran calls for EU help as French shipping giant leaves

French shipping giant CMA CGM has pulled out of doing business with Iran for fear of antagonizing the US. Iranian President Hassan Rouhani has called on European countries do more to offset renewed US sanctions.

*

One of the world’s largest cargo shipping companies has announced that it is pulling out of Iran for fear of becoming entangled in US sanctions.

The news comes amid demands from Iranian President Hassan Rouhani that European countries do more to offset the US measures.

The announcement by the French company CMA CGM deals a blow to Tehran’s efforts to persuade European countries to keep their companies operating in Iran despite the threat of new American sanctions.

Iran says it needs more help from Europe to keep alive the 2015 deal it worked out with world powers to curb its nuclear program. In May, US President Donald Trump abandoned the agreement and announced new sanctions on Tehran. Washington has ordered all countries to stop buying Iranian oil by November. It has also ordered foreign firms to stop doing business there or face US blacklists.

European powers, however, still support the nuclear deal and say they will do more to encourage their businesses to remain engaged with Iran. But the prospect of being banned in the United States appears to have been enough to persuade some European companies to keep out.

“European countries have the political will to maintain economic ties with Iran based on the JCPOA [nuclear deal], but they need to take practical measures within the time limit,” Rouhani said on Saturday on his official website.

Following the rules

According to the United Nations, CMA CGM operates the world’s third-largest container shipping fleet with more than 11 percent of global capacity. It said it would halt service for Iran because it did not want to fall foul of the rules, given its large presence in the United States.

“Due to the Trump administration, we have decided to end our service for Iran,” said CMA CGM chief Rodolphe Saade. “Our Chinese competitors are hesitating a little, so maybe they have a different relationship with Trump, but we apply the rules.”

The market leader in shipping, A.P. Moller-Maersk of Denmark, said in May that it was pulling out of Iran.

Iranian Oil Minister Bijan Zanganeh has defined the tension between Tehran and Washington as a “trade war,” though said it had not led to changes in Iranian oil production and exports.

Zanganeh also echoed Rouhani’s remarks that the European package did not meet all of Iran’s economic demands.

“I have not seen the package personally, but our colleagues in the Foreign Ministry who have seen it were not happy with its details,” Zanganeh was quoted as saying by Iran’s semi-official Tasnim news agency.

Some Iranian officials have threatened to block oil exports from the Gulf region in retaliation for US efforts to reduce Iranian oil sales to zero. Rouhani himself made a veiled threat along those lines in recent days, saying there could be no oil exports from the region if Iran was shut down.

Pubblicato in: Criminalità Organizzata, Devoluzione socialismo, Unione Europea

Macron il sanguinario complice di cruenti repressioni. – France 24.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-07-08.

Mani sporche di sangue

«France has “participated in the bloody Egyptian repression” for the past five years by delivering weapons and surveillance systems to President Abdel Fattah al-Sisi’s government»

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«the study found French arms sales to Egypt had leapt from 39.6 million to 1.3 billion euros ($1.5 billion) between 2010 and 2016»

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«by supplying Egyptian security services and law enforcement agencies with powerful digital tools, they have helped establish an Orwellian surveillance and control architecture that is being used to eradicate all forms of dissent and citizen action»

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«companies selling technology used for mass data interception and crowd control, used for a surveillance system under which tens of thousands of opponents and activists had been arrested»

*

«Today France is helping to crush this generation through the establishment of an Orwellian surveillance and control system aimed at nipping in the bud any expression of protest»

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«despite a European Union declaration in 2013 that member states had suspended export licences»

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Ricapitoliamo.

Mr Hollande e Mr Macron. quelle sedicenti viole mammole che inneggiano ai ”valori dell’Europa‘ bacchettando a destra e manca, incuranti e sprezzanti delle delibere dell’Unione Europea, vendevano armi e supporto ad uno stato che a dir loro era retto da una dittatura.

«tens of thousands of opponents and activists

had been arrested».

Bene. Benissimo.

Conoscendoli non avevamo bisogno di ulteriori elementi a loro carico.

In italiano dovrebbero essere apostrofati come ipocriti.


France24. 2018-07-02. France accused of aiding bloody Egypt repression through arms sales

France has “participated in the bloody Egyptian repression” for the past five years by delivering weapons and surveillance systems to President Abdel Fattah al-Sisi’s government, rights groups charged in a report released Monday.

Commissioned by four French and Egyptian human rights groups, the study found French arms sales to Egypt had leapt from 39.6 million to 1.3 billion euros ($1.5 billion) between 2010 and 2016.

In addition, “by supplying Egyptian security services and law enforcement agencies with powerful digital tools, they have helped establish an Orwellian surveillance and control architecture that is being used to eradicate all forms of dissent and citizen action,” the groups said.

They charged that French companies were also complicit in what they called a “relentless crackdown” since Sisi overthrew Islamist president Mohamed Morsi in 2013.

The report notably cited companies selling technology used for mass data interception and crowd control, used for a surveillance system under which tens of thousands of opponents and activists had been arrested.

“The Egyptian revolution of 2011 was driven by an ultra-connected ‘Facebook generation’ that knew how to mobilise crowds,” said Bahey Eldin Hassan, director of the Cairo Institute for Human Rights Studies (CIHRS), one of the groups behind the report.

“Today France is helping to crush this generation through the establishment of an Orwellian surveillance and control system aimed at nipping in the bud any expression of protest,” he said.

The report charges that at least eight French companies have “profited from this repression” despite a European Union declaration in 2013 that member states had suspended export licences to Egypt for equipment that could be used for domestic repression.

The companies include Arquus — formerly Renault Trucks Defense — as well as major defence supplier DCNS.

“Our organisations seek from French companies and authorities an immediate end to these deadly exports,” the groups said.

The report was commissioned by the CIHRS alongside the French-based International Federation for Human Rights, Human Rights League and Armaments Observatory.