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Francia. Macron dice che il welfare costa troppo e da ben poco.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-06-19.

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Quando lo aveva detto Mrs Le Pen era una razzista, fascista, nazionalista, populista, xenofoba, e persino omofoba e codina.

Ora che lo dice il Presidente Emmanuel Macron è cosa santa, buona, giusta, decisamente geniale.Iniziamo con una splendida promessa:

«He said the state would fully cover glasses, dentures and hearing aides from 2022»

Tradotto in parole povere ed umili. Mr Macron farà vedere i ciechi, sgranocchiare gli edentuli ed udire i sordi. Per i paralitici ed i populisti si sta organizzando.

Ma non prima del 2022.

Mr Macron non cammina sulle acque solo perché sa nuotare.

«France should stop plowing large amounts of cash into a welfare system that fails to rescue the poor from poverty»

*

«Look where we are on welfare. We plow a chunk of cash into subsistence benefits, and people are still poor. There’s no way out. People who are born poor stay poor»

*

«I’ll spell out where we’re at, that we’re piling too much dough into a welfare system that’s focused on corrective treatment»

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«he advocated full reimbursements for healthcare that focuses on preventing illness»

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«Macron’s opponents and left-wing voters who paint the 40-year-old as an economic liberal and a Thatcherite-in-disguise pounced»

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«Macron is a “president of the rich” who talks down to the poor»

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Staremo a vedere.

Si giudica sui fatti, non sulle parole.


Reuters. 2018-06-13. Macron says France’s welfare system is wasteful, urges reforms

France should stop plowing large amounts of cash into a welfare system that fails to rescue the poor from poverty, President Emmanuel Macron said in a video clip released by his office that critics said showed he was uncaring.

The clip showed Macron discussing his ideas for revamping the welfare state with his communications team hours before a televised speech he was due to give on social benefit reform.

“Look where we are on welfare. We plow a chunk of cash into subsistence benefits, and people are still poor. There’s no way out. People who are born poor stay poor,” Macron said in the clip, which was released by the Elysee Palace on social media.

“I’ll spell out where we’re at, that we’re piling too much dough into a welfare system that’s focused on corrective treatment,” he said, littering his language with slang words that many French would consider unbefitting of a president.

In the clip, he advocated full reimbursements for healthcare that focuses on preventing illness, a move he said would save costs further down the line.

“That’s why we’re doing it (the reforms). It’s about the smaller things, basics like rudimentary dental care, eye glasses – those things carry a cost socially. And it’s politically contemptible.”

BLUNT CRITIQUE

Macron was elected a year ago with a mandate to open up the economy and create a more effective welfare system, but there is simmering discontent on the left of his centrist party where his policies are seen as favoring the wealthy.

His blunt assessment of the welfare system’s failings and the need for politically brave reform came on the day that the National Assembly was due to put a final stamp of approval on the biggest reform of the state-run railways in decades.

Macron’s opponents and left-wing voters who paint the 40-year-old as an economic liberal and a Thatcherite-in-disguise pounced. It was, they said, a further reminder that Macron is a “president of the rich” who talks down to the poor.

Macron’s office shrugged off such criticism.

“The issue is not to spend more but to better take care of people, because what is at stake is not helping people survive despite their poverty, but hauling them out of their poverty,” an Elysee official told Reuters, commenting on the video.

It was, however, as much the tone as the message that touched off a firestrom on social media.

“‘Make people responsible for getting themselves out of poverty’. The message there is they’re sitting comfortably. Disgusting,” said one Twitter user.

Others backed Macron for talking frankly about a welfare system that eats up billions of taxpayers’ euros annually.

Macron later set out his critique of the benefits system in a speech in the southern city of Montpellier. He said the state would fully cover glasses, dentures and hearing aides from 2022.

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Francia. Annullato l’incontro di Conte e di Tria. Interviene il presidente del Senato francese. [Video]

Giuseppe Sandro Mela.

2018-06-13.

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«Sul fronte Nord Africa, paghiamo tutti l’instabilità portata proprio dai francesi in Libia e a sud della Libia»

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«E Conte annulla la visita prevista per venerdì a Parigi.»

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«Chi caccia le navi provoca. Non dimentichiamo chi ha parlato e con chi abbiamo a che fare

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«Siamo consapevoli della problematica e degli sforzi che fa l’Italia»

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«I francesi fanno i fenomeni, ma hanno respinto più di diecimila persone alle frontiere con l’Italia, tra cui moltissime donne e bambini»

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«Parigi ha accolto solo 340 dei 9.816 migranti che dovevano essere ricollocati in tre anni»

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«Ci dicono che siamo cinici, ma dal 1 gennaio al 31 maggio hanno respinto alle frontiere 10.249 persone, comprese donne e bambini disabili»

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«Il ministro dell’Economia Giovanni Tria ha annullato il viaggio nella capitale francese previsto per oggi»

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«Tria e il suo omologo francese Bruno Le Maire si sono parlati al telefono e il tono della conversazione è stato definito «cordiale»»

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Aquarius, presidente Senato: Francia non può dare lezioni a Italia

«Il presidente repubblicano (Lr) del Senato francese, Gérard Larcher, ha dichiarato oggi ad una radio che nella vicenda della nave umanitaria Aquarius, “non possiamo dare lezioni” all’Italia, Paese che “l’intera Europa” ha “abbandonato”. “Siamo di fronte ad un dramma umano e a questo obbligo di soccorso in mare e questa è la prima questione”, ha dichiarato Larcher su Europe 1.”Non ho nessuna simpatia per il governo italiano”, ha aggiunto Larcher, sostenendo tuttavia “che non abbiamo lezioni da dare ad un Paese che tutta l’Europa ha lasciato solo per 3 anni”. “In fondo, l’Europa non ha voluto guardare la realtà italiana. Oggi l’Europa può disintegrarsi sulla crisi migratoria e su quella del terrorismo”, ha avvertito il presidente del Senato»

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Gérard Larcher: France have no right to lecture Italy [Video]

«France’s President of the Senate Gérard Larcher discusses Italy’s decision to close their ports, saying: ‘we have no right to lecture a country we have abandoned the past three years.’»

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Non abbiamo commenti da fare.


Corriere. 2018-06-13. Aquarius, Macron non si scusa: «Non posso dare ragione a chi caccia barca dalle coste»

Il ministro dell’Interno torna sul caso della nave con a borso 629migranti: «Sul fronte Nord Africa, paghiamo tutti l’instabilità portata proprio dai francesi in Libia e a sud della Libia». E Conte annulla la visita prevista per venerdì a Parigi.

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«Chi caccia le navi provoca. Non dimentichiamo chi ha parlato e con chi abbiamo a che fare». Il presidente francese, Emmanuel Macron, torna sul caso Aquarius, senza però mai nominare direttamente Matteo Salvini che lo aveva attaccato, chiedendo le scuse ufficiali di Parigi. Il Quai d’Orsay, sede del ministero degli Esteri francese, prova a mettere una pezza per «cancellare» le dure parole pronunciate ieri: «Siamo consapevoli della problematica e degli sforzi che fa l’Italia». Ma poi l’Eliseo, sede della presidenza, fa sapere che da Roma non sono arrivate richieste ufficiali di scuse. Insomma, nessun dietrofront, ma qualche puntualizzazione: «Da un anno lavoriamo in modo esemplare, abbiamo ridotto a un decimo gli sbarchi grazie a un lavoro con la Libia, nel Sahel». Un lavoro «attivo, costante, costruttivo». E così il premier Giuseppe Conte ha annullato la visita prevista per venerdì a Parigi.

La difesa della Libia

Insomma, continua il botta e risposta tra i due Paesi e la tensione non si allenta. Dopo che ieri l’Eliseo aveva definito «cinica e irresponsabile» la politica del governo Conte e il portavoce di En Marche l’aveva addirittura liquidata come «vomitevole»., Salvini questa mattina ha riferito in aula al Senato, rimarcando a gran voce che sul piano della solidarietà l’Italia non accetta lezioni da nessuno, né dalla Francia né dalla Spagna. E a difendere la posizione del nostro Paese interviene il portavoce della Marina libica, Ayob Amr Ghasem: «Grazie a Dio l’Italia s’è finalmente risvegliata» e «siamo molto contenti di questa decisione. Ha preso una decisione, alla fine si è svegliata dopo essere stata a lungo un centro di sversamento di migranti da parte del mondo».

Salvini all’attacco

«I francesi fanno i fenomeni, ma hanno respinto più di diecimila persone alle frontiere con l’Italia, tra cui moltissime donne e bambini», ha sottolineato il ministro dell’Interno, evidenziando come Parigi ha accolto solo 340 dei 9.816 migranti che dovevano essere ricollocati in tre anni. «Ci dicono che siamo cinici, ma dal 1 gennaio al 31 maggio hanno respinto alle frontiere 10.249 persone, comprese donne e bambini disabili». Il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, intanto, ha annullato il suo incontro previsto oggi con l’omologo francese Bruno Le Maire, il quale ha espresso «rammarico» e si è augurato si possa tenere presto: sul tavolo c’era il tema delicatissimo della governance europea.

Salvini: «Serve difendere il Mediterraneo»

Secondo Salvini, inoltre, «dallo sbarco alla definizione dello status di un richiedente asilo passano tre anni. Troppo tempo. Nel 2018 ci sono state 42mila domande d’asilo, solo a 7 su 100 viene riconosciuto lo status di rifugiato politico, più un 4 per cento di protezione sussidiaria. La maggioranza delle domande viene respinta perché non ha fondamento. Ma c’è il business degli avvocati d’ufficio che fanno milioni di euro alle spalle di questi disgraziati ed occupano i tribunali». Parlando in mattinata, Salvini ha sostenuto che sul fronteNord Africa, «paghiamo tutti l’instabilità portata proprio dai francesi in Libia e a sud della Libia. L’Italia oggi è tornata centrale e ha risvegliato l’Europa, spero che tutti i Paesi diano il loro contributo per l’obiettivo comune: difesa delle frontiere esterne, difesa del Mediterraneo».

Battibecchi durante l’informativa

Prima di leggere l’informativa, il leader della Lega ha fatto una sorta di preambolo politico che ha definito «doveroso». «No, non lo è », hanno fatto eco alcuni senatori dem. Poco dopo un altro senatore del Pd, Faraone, in segno di protesta, ha alzato un cartellone “fai da te” (un foglio di carta formato A4 )che ha dovuto subito riporre su invito della presidente Casellati. Al termine dell’intervento, però, i senatori di maggioranza e quelli di Fdi e Forza Italia hanno applaudito in piedi, mentre i colleghi del centrosinistra sono rimasti perlopiù in silenzio.

«Controllare le frontiere esterne»

L’Italia, assicura il titolare del Viminale, «non è mai stata così centrale come in questi giorni. Ieri ho parlato con il ministro tedesco e abbiamo concordato su tutto, perché non siamo “Italia Germania 4 a 3″», ha aggiunto Salvini. Il problema, insomma, «non deve essere mal comune mezzo gaudio, se ci sono delle frontiere esterne queste vanno controllate. Penso che in Europa ci sono margini di lavoro, ieri ho sentito il ministro omologo francese e gli ho detto che non è molto educati dare del vomitevole a un governo che si è insediato da 12 giorni». Secondo Salvini, inoltre, la navigazione fino a Valencia di due unità militari italiane insieme alla nave Aquarius per far approdare lì i 629 migranti avrà un costo economico per l’Italia, «ma se un atto simbolico, non di forza, servirà a far capire all’Europa questa situazione, saranno soldi ben spesi», perché salveranno in futuro vite umane.


Corriere. 2018-06-13. Aquarius, il ministro Tria annulla il viaggio a Parigi. Poi la telefonata della distensione

Dal ministero degli Esteri francese arrivano segnali di distensione dopo le accuse di ieri: «Siamo consapevoli degli sforzi dell’Italia». Ma al governo italiano non basta. A rischio anche il viaggio di Conte di venerdì.

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Le tensioni con la Francia per le critiche sul caso della nave «Aquarius» – che ha raccolto in mare più di 600 migranti e a cui non è stato consentito l’approdo sulle coste italiane dopo il precedente rifiuto di Malta di farsene carico – restano alte. Alle parole forti arrivate ieri da Parigi – le critiche del presidente Macron che ha parlato di «cinismo e irresponsabilità» e le parole di un portavoce che si era spinto a definire «vomitevole» la posizione dell’Italia – erano seguite le repliche italiane e da più parti erano stati ricordati i comportamenti non proprio accomodanti della gendarmerie ai confini di Ventimiglia e Bardonecchia. Ora si passa ai gesti. Il ministro dell’Economia Giovanni Tria ha annullato il viaggio nella capitale francese previsto per oggi: avrebbe dovuto prendere un volo in partenza alle 14 da Roma. Ma da ambienti a lui vicini il Corriere ha appreso che questo viaggio non ci sarà.

La telefonata «cordiale»

La missione del ministro dell’economia è stata poi effettivamente cancellata ma poche ore più tardi il clima si è almeno in parte rasserenato. Tria e il suo omologo francese Bruno Le Maire si sono parlati al telefono e il tono della conversazione è stato definito «cordiale». I due ministri hanno concordato di incontrarsi prima dell’Eurogruppo e dell’Ecofin in calendario in Lussemburgo il 21 e 22 giugno. Al momento non è stata fissata alcuna data.

L’ambasciatore convocato

La cancellazione del viaggio di Tria non è stato l’unico segnale di attrito sull’asse Roma-Parigi. In mattinata il ministro degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi, aveva convocato alla Farnesina l’ambasciatore francese. Non solo: il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, intervenendo al Senato sulla vicenda ha esortato la Francia a farsi carico dei 9 mila migranti che si era impegnata ad accogliere nel piano di redistribuzione previsto dalla Ue, ma a cui Parigi non ha mai di fatto dato seguito.

«Relazioni compromesse»

La convocazione dell’ambasciatore francese è stata accompagnata da una dura nota della Farnesina secondo cui «il governo italiano auspica che le autorità francesi, fatte le opportune valutazioni, assumano rapidamente le iniziative idonee a sanare la situazione che si è venuta a creare». E ancora: «Consideriamo inaccettabili le parole usate nelle dichiarazioni pubbliche rese nella giornata di ieri a Parigi, anche a livello governativo, sulla vicenda della nave Aquarius». Di più: «Simili dichiarazioni stanno compromettendo le relazioni tra Italia e Francia. I toni impiegati sono ingiustificabili, tenuto conto che da molti mesi ormai il nostro Paese ha pubblicamente denunciato l’insostenibilità dell’attuale situazione di latitanza di un approccio coordinato e coeso a livello europeo circa la gestione dei flussi migratori, rispetto ai quali l’Italia non si è mai tirata indietro».

La replica francese

Oggi però il ministero degli Esteri francese ha dichiarato di essere «perfettamente consapevole del peso che la pressione migratoria sta mettendo sull’Italia e degli sforzi che questo Paese offre». Parole, quelle del Quai d’Orsay, che sono state viste come un tentativo di smorzare i toni dopo la spaccatura di ieri. L’Eliseo, sede della presidenza francese, ha tuttavia fatto sapere che «la Francia non ha ricevuto alcuna richiesta ufficiale di scuse da parte dell’Italia». Tra le due capitali, insomma, resta freddezza e a questo punto è a rischio anche la visita già programmata per venerdì a Parigi del neo premier Giuseppe Conte che solo in serata, aspettando nel frattempo di vedere se ci saranno ulteriori passi di conciliazioni, scioglierà la sua riserva sul faccia a faccia con Emmanuel Macron.

Pubblicato in: Criminalità Organizzata, Devoluzione socialismo, Ong - Ngo, Unione Europea

Farnesina convoca Ambasciatore francese. Aquarius è di Mr Soros.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-06-13.

Soros Open Society Migranti

Gratta, gratta e saltano fuori i soliti criminali.

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«la nave Aquarius della Ong SOS Mediterranée»

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«SOS MEDITERRANEE is a European, maritime-humanitarian organisation for the rescue of life in the Mediterranean. It was founded by European citizens who chartered the rescue vessel Aquarius in order to save people in distress in the Central Mediterranean – the in the world’s most deadly migration route. Our four headquarters are located in Berlin (Germany), Marseilles (France), Palermo (Italy) and Geneva (Switzerland). ….

SOS MEDITERRANEE è un’organizzazione umanitaria europea interamente finanziata dalla popolazione solidale a livello globale e dall’appoggio della società civile.

Con la nostra nave di soccorso AQUARIUS siamo da Febbraio 2016 attivi nel Mediterraneo con operazioni di soccorso grazie alle quali abbiamo salvato 19.325 persone in condizioni disperate ed accolte a bordo altre 8.421 per un totale di 27.746.

Le attività in mare della nave Aquarius costano 11.000 al giorno, cifra necessaria per potere pagare il noleggio della nave, del suo equipaggio, il carburante e l’insieme delle attrezzature necessarie per accogliere, nutrire e curare i rifugiati. » [Sos Mediterranée]

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Cerchiamo di ragionare, nel limite del possibile.

L’Aquarius presenta un costo annuo di quattro milioni di euro, cifra raccolta tra la ‘società civile’ mondiale, ossia da altre ngo (ong). Chi li paga? Il Contribuente Europeo …..

Soros-Sponsored Immigration Network Exposed In Italy

«Why is there a migrant crisis in the Mediterranean? Why are NGOs involved? Because there is an extensive network of open borders activists and organizations behind it; many of them are directly funded by or cooperated with George Soros’ Open Society. Is it illegal? Not really. Political activism is an essential part of democratic societies. However, sometimes it goes too far, or the promoted causes prove to be either unrealistic or unsustainable.

The network of the “immigration lobby’’ in Italy is made up of International NGOs financed by the Open Society Foundation (green), Italian NGOs financed by OSF (blue), and organizations with shared projects with OSF (purple). ….

Associazione Carta di Roma lists the following “reliable’’ sources, many of which are Italian or international NGOs directly funded by the Open Society Foundation: Amnesty International, ASGI, COSPE, 21 Luglio, Fortress Europe, A Buon Diritto, Médecins Sans Frontières (MSF), Save The Children, currently involved in the migrant traffic in the Mediterranean and finally UNAR, recently involved in a scandal of gay prostitution. ….

Cospe Onlus is a non-profit, private organization founded in 1983. It operates in 30 countries with 150 projects “to favour equal and sustainable development, respect of human rights, peace and justice for people’’, supporting the right to international mobility. Its goal is a world where “diversity is considered a value, a world with many voices, where the meeting of different people results in mutual enrichment and where social justice goes through equal rights and opportunities’’.

Cospe is among the original founders and promoters of SOS Mediterranee Italia, an NGO that works in the Mediterranean cooperating with Médecins Sans Frontières on the ship Acquarius»

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«The last budget published is from 2015. Cospe gathered funding of approximately €9.5 million, of which €7.5 million was from public subjects, the most relevant of which are the European Union (66%) and the Italian Ministry for Foreign Affairs (27%).»

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Riassumiamo.

Sotto il precedente governo Gentiloni, e tutti gli altri gestiti dal partito democratico, governi di infausta memoria, la Unione Europea finanziava Cospe per 4.95 milioni l’anno ed il Ministero Italiano per gli Esteri elargiva alla stessa due milioni all’anno. Totale 7.5 milioni contro uno solo di spese. Il resto? Tutto pappato!

Se l’Unione Europea volesse interrompere il flusso di migranti che lei stessa finanza, sarebbe sufficiente che smettesse di finanziare codesti mercanti di schivi, che lucrano sul denaro pubblico. E che dire poi dei mai sufficientemente esecrati governi pidiini che finanziavano simili attività?

Mr Macron ha bloccato ai migranti porti e frontiere francesi, ma non intende perdere i proventi di simili criminosi guadagni.

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«Gabriel Attal, a spokesman for Macron’s party, went further, telling Public Senat TV: “The Italian position makes me vomit.”»

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«Italian Prime Minister Giuseppe Conte responded angrily. Italy cannot accept hypocritical lessons from countries that have always preferred to turn their backs when it comes to immigration,” Conte said in a statement.»

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«Italy has taken in more than 640,000 mainly African migrants over the past five years. Other EU states have largely ignored pleas by Rome to take in some of the newcomers and share the cost of their care, heightening anti-European and anti-migrant sentiment in Italy»

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«Salvini: francesi chiedano scusa “Mi sembra che proprio in questi minuti l’ambasciatore francese sia stato convocato dal nostro ministro degli Esteri che, a nome del popolo italiano, chiederà spiegazioni degli insulti non solo al Governo ma a un popolo che è tra i primi al mondo per generosità, accoglienza, volontariato: se i francesi avranno l’umiltà di chiedere scusa, pari e patta e amici come prima”. Lo ha detto il vicepresidente del Consiglio e ministro dell’Interno, Matteo Salvini, a margine dell’assemblea di Confesercenti. “Insulti da chi respinge e chiude i ponti non li accettiamo”, ha sottolineato Salvini. Il ministro dell’Interno oggi sul suo profilo Facebook è tornato a sottolineare che: “I francesi fanno i fenomeni ma hanno respinto più di diecimila persone alle frontiere con l’Italia, tra cui moltissime donne e bambini. Sommessamente ricordo poi che, sul fronte Nord Africa, paghiamo tutti l’instabilità portata proprio dai francesi in Libia e a sud della Libia”. Cosi il ministro dell’Interno Matteo Salvini su Facebook commenta un articolo, che linka, in cui si riportano le durissime critiche arrivate ieri dalla Francia alla sua gestione della vicenda della nave Aquarius.”L’Italia oggi e’ tornata centrale e ha risvegliato l’Europa, spero che tutti i Paesi diano il loro contributo per l’obiettivo comune: difesa delle frontiere esterne, difesa del Mediterraneo”, conclude» [Rai News]

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La Farnesina avrebbe dovuto convocare Mr Soros assieme all’Ambasciatore francese.

L’attività delle ogn (ngo) sul suolo italiano dovrebbe essere vietata, così come lo è in tutti i paesi civili.


Reuters. 2018-06-13. Italy sends migrant convoy to Spain, has words with France

Italy sent hundreds of migrants towards Spain in a small naval convoy on Tuesday after shutting its own ports to them, sparking a war of words with France that exposed EU tensions over immigration.

Some 629 migrants, including 11 children and seven pregnant women, have been afloat in the central Mediterranean aboard the Aquarius rescue ship since Sunday, when both Italy and Malta refused to let them dock.

Spain unexpectedly offered on Monday to take in the group of mainly sub-Saharan Africans, who were picked up off the Libyan coast over the weekend. But the Aquarius is heavily overcrowded, making the four-day trip to Spain particularly perilous.

To resolve the problem, two Italian boats moved alongside the Aquarius on Tuesday to share out the migrants before heading west through what are forecast to be stormy seas.

The convoy set sail at around 9 p.m. (1900 GMT), according to a spokeswoman for the Franco-German charity SOS Mediterranne which is operating the Aquarius.

It will take the Aquarius about 10 days to make the trip to Spain and back, leaving the Dutch-flagged Sea Watch 3 alone off the coast of Libya – a staging ground for people smugglers – looking out for migrant boats in distress.

The Sea Watch reported that a migrant shipwreck had claimed at least 12 lives. A U.S. Navy ship, Trenton, radioed Sea Watch on Tuesday to say it had picked up 12 bodies and 41 survivors from a sinking rubber boat.

“This shows what happens when there are not enough rescue assets at sea,” said Sea Watch spokesman Ruben Neugebauer.

Italy has taken in more than 640,000 mainly African migrants over the past five years. Other EU states have largely ignored pleas by Rome to take in some of the newcomers and share the cost of their care, heightening anti-European and anti-migrant sentiment in Italy.

Matteo Salvini, Italy’s new interior minister and head of the far-right League, has said his decision not to accept the migrant boat is aimed at forcing other European states to help bear the strain.

However, French President Emmanuel Macron denounced the decision to block the Aquarius, saying that under international law Italy should have taken the migrants in.

“There is a degree of cynicism and irresponsibility in the Italian government’s behavior with regard to this dramatic humanitarian situation,” government spokesman Benjamin Griveaux quoted Macron as telling his cabinet.

Gabriel Attal, a spokesman for Macron’s party, went further, telling Public Senat TV: “The Italian position makes me vomit.”

Italian Prime Minister Giuseppe Conte responded angrily.

“Italy cannot accept hypocritical lessons from countries that have always preferred to turn their backs when it comes to immigration,” Conte said in a statement.


Ansa. 2018-06-13. Farnesina convoca ambasciatore francese

Dopo le dichiarazioni di Parigi sulla vicenda Aquarius.

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ROMA, 13 GIU – “A seguito delle dichiarazioni rilasciate ieri a Parigi sulla vicenda Aquarius, il ministro degli Esteri e della Cooperazione internazionale, Enzo Moavero Milanesi, ha convocato questa mattina alla Farnesina l’ambasciatore di Francia in Italia”. Lo fa sapere l’ufficio stampa della Farnesina.


Adnk. 2018-06-13. Italia-Francia, alta tensione

Un Paese “irresponsabile e cinico” sui migranti, con una posizione sull’accoglienza “vomitevole” e un governo impegnato a “strumentalizzare” politicamente il dramma degli sbarchi. La Francia colpisce duro e non fa sconti all’Italia sul caso Aquarius, aprendo una crisi diplomatica che coinvolge l’intera Europa. Capofila dell’attacco frontale è il presidente Macron, che nella giornata di ieri ha lanciato un doppio affronto all’Italia, prima con le parole del portavoce del suo partito, En Marche, e poi attraverso quelle del portavoce di governo. Parole durissime, ma condivise dalla Spagna, che non solo ha accolto la nave bloccata da giorni nel Mediterraneo offrendo l’attracco nel porto di Valencia, ma ha anche lanciato un monito all’Italia, ravvisando eventuali – secondo la neo ministra della Giustizia iberica Dolores Delgado – “responsabilità penali internazionali” per aver violato i trattati internazionali sui diritti umani.

Il doppio e pesantissimo attacco ha scatenato l’ira di Palazzo Chigi, che in serata ha rilasciato una nota di fuoco contro Macron paventando l’ipotesi di far saltare il previsto vertice fra i due Paesi: “Le dichiarazioni intorno alla vicenda Aquarius che arrivano dalla Francia – si legge – sono sorprendenti e denunciano una grave mancanza di informazioni su ciò che sta realmente accadendo. L’Italia non può accettare lezioni ipocrite da Paesi che in tema di immigrazione hanno sempre preferito voltare la testa dall’altra parte”.

Sulla scia delle polemiche, questa mattina la Farnesina ha convocato l’ambasciatore francese: “A seguito delle dichiarazioni rilasciate ieri a Parigi sulla vicenda Aquarius, il ministro degli Esteri e della Cooperazione internazionale, Enzo Moavero Milanesi, ha convocato questa mattina alla Farnesina l’ambasciatore di Francia in Italia”.

Dentro i confini del Parlamento, intanto, la crisi diplomatica continua a rafforzare le due anime del governo: in perfetta sintonia, infatti, le dichiarazioni dei leader Salvini e Di Maio, entrambi impegnati a difendere azioni e strategie italiane contro il ‘nemico’.

“Mi sembra che proprio in questi minuti l’ambasciatore francese sia stato convocato dal ministro degi Esteri che a nome del popolo italiano chiederà spiegazione degli insulti rivolti non solo a un governo ma a un popolo tra i primi al mondo per generosità e accoglienza”, ha commentato stamane Salvini arrivando all’assemblea di Confesercenti, aggiungendo: “Se i francesi avranno l’umiltà di chiedere scusa, pari e patta, amici come prima e si lavora in tutte le sedi. Però gli insulti da parte di chi respinge e chiude i porti non li accettiamo”, ha rimarcato il ministro dell’Interno.

“Proprio loro parlano…”, il commento di ieri del pentastellato ministro del Lavoro Di Maio, per il quale “Francia e Spagna hanno chiuso i loro porti da tempo. La Spagna ha praticato addirittura i respingimenti a caldo che sono stati anche condannati dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo”. Sulla stessa lunghezza d’onda il ministro Salvini:

Pubblicato in: Unione Europea

Si profilerebbe un asse italo – francese.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-06-05.

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«Intanto, anche la cancelliera ieri si è fatta viva con il premier italiano»

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«Ci siamo dati appuntamento al G7 fissato per la prossima settimana in Canada – ha scritto Conte su Facebook -: avremo anche un incontro bilaterale»

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«Merkel l’ha pure invitato ad andare quanto prima a Berlino»

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«pronta alla solidarietà per i partner dell’Eurozona …. ma non deve sfociare in un’unione di debiti»

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«Ieri Macron ha parlato al telefono con Conte»

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«tendere la mano e proporre un lavoro congiunto sull’Europa»

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«Il governo dovrà cimentarsi da subito sui negoziati in corso sul bilancio europeo, sulla riforma del diritto d’asilo e sul completamento dell’unione bancaria …. Operando le alleanze opportune»

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La situazione è complessa e fluida: nessuno sarebbe in grado di prognosticare il futuro.

Forse, il prossimo G7 potrebbe dare qualche chiarimento, ma non ci si dovrebbe contare troppo.

Un elemento sembrerebbe invece essere certo.

In questo momento ciascun stato dell’Unione Europea ha problemi severi, la soluzione dei quali sembrerebbe essere contrastante con quella degli altri stati.

Le vecchie alleanze in seno al Consiglio Europeo sono saltate. Mr Juncker e Mr Tusk contano ancora, e molto, ma non sono più egemoni.

La Germania di Frau Merkel è un’anatra zoppa da ambedue le zampe, e le dichiarazioni ufficiali rese dal Presidente della Deutschen Akademie der Technikwissenschaften prospettano per la Germania un avvenire travagliato, molto travagliato.

Non si può dare torto a Mr Macron di cercarsi alleati ovunque.

Se votassero come a lui potrebbe convenire, anche i ‘populisti’ andrebbero benissimo.

Si potrebbe solo sperare che Mr Conte stipuli per l’appoggio italiano il giusto ed equo riconoscimento. Converrebbe ad ambedue le parti.


Stampa. 2018-06-03. La strategia di Macron: patto con il governo Conte in chiave antitedesca

Sul tavolo il bilancio Ue e le riforme del diritto d’asilo e dell’unione bancaria Merkel: no all’unione dei debiti. Juncker: l’Italia non diventi un’altra Grecia.

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Quando nacque l’alleanza M5S-Lega, Emmanuel Macron reagì stizzito, definendole «forze paradossali su un progetto che non vedo». I timori scaturivano dai leghisti amici di Marine Le Pen, la sua arcinemica (e che, a sua volta, guarda ai grillini come alla peste). Con un premier come Giuseppe Conte, in quota pentastellata e un vago passato di sinistra, e dopo che si è evitato un ministro anti-euro all’Economia, Macron ha tirato un sospiro di sollievo. Da venerdì i francesi sono di nuovo molto attivi con gli italiani a livello diplomatico. 

Ieri Macron ha parlato al telefono con Conte. L’aveva già fatto (e prontamente) una settimana fa, prima dello psicodramma Savona-Mattarella. In entrambi i casi per «tendere la mano e proporre un lavoro congiunto sull’Europa», commentano all’Eliseo. Si dirà: è la strategia di Macron, che parla con tutti, addirittura con Donald Trump e Vladimir Putin.  

«Il governo dovrà cimentarsi da subito sui negoziati in corso sul bilancio europeo, sulla riforma del diritto d’asilo e sul completamento dell’unione bancaria», aveva detto Conte, dopo aver ottenuto per la prima volta l’incarico. Come? «Operando le alleanze opportune». Macron da mesi sta insistendo per completare l’unione bancaria con Angela Merkel, che da quell’orecchio non ci sente. Non perde occasione per ricordare ai tedeschi che devono ridurre il loro surplus commerciale con gli altri Paesi europei, argomento che potrebbe interessare pure Conte. Perfino sulle questioni di bilancio, il desiderio di aumentare quello generale dell’Ue di Macron, così da alimentare nuovi investimenti, è un’idea che non piace a Berlino ma che potrebbe non dispiacere a Roma. 

Fra l’altro il presidente francese ha fatto i salti mortali per ritornare, dopo dieci anni, sotto il 3% del deficit pubblico alla fine del 2017. Voleva conquistarsi la fiducia dei tedeschi. Ma Angela Merkel, indebolita politicamente, non gli va dietro comunque. E intanto a fine 2018 centrare di nuovo l’obiettivo sarà per la Francia molto faticoso. E se Macron ritornasse, come l’ha fatto nel passato, a parlare di maggiore flessibilità sui parametri di Maastricht? E se trovasse una sponda in Italia per questa battaglia?  

Intanto, anche la cancelliera ieri si è fatta viva con il premier italiano. «Ci siamo dati appuntamento al G7 fissato per la prossima settimana in Canada – ha scritto Conte su Facebook -: avremo anche un incontro bilaterale». Merkel l’ha pure invitato ad andare quanto prima a Berlino. Quasi volesse mettere le mani avanti rispetto a un possibile feeling fra Parigi e Roma. Ma la cancelliera è prudente: «Pronta alla solidarietà per i partner dell’Eurozona – ha dichiarato in un’intervista che sarà pubblicata oggi dalla Frankfurter Allgemeine – ma non deve sfociare in un’unione di debiti». 

Quanto ai migranti, la sintonia tra il presidente francese e Conte potrebbe non essere perfetta. Macron ha appena fatto approvare una legge durissima, molto più restrittiva della legislazione ora in vigore in Italia. Nei primi quattro mesi dell’anno le espulsioni di clandestini sono aumentate del 4% in Francia. Tutto questo, però, alla fine potrebbe tradursi proprio nella volontà di Parigi (la stessa da anni) di non partecipare a una maggiore solidarietà nell’accoglienza dei migranti a livello europeo. Poi, Macron non vuole riformare le regole di Dublino per cui a doversi far carico dello status di rifugiati è il primo Paese di entrata nell’Ue. Matteo Salvini di sicuro non apprezzerà. 

L’Europa che però si riposiziona. Ieri il presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker, è tornato a chiedere rispetto per l’Italia: non si faccia l’errore che fece la Germania con la Grecia, calpestando sua dignità.  

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

EU. Economisti tedeschi bocciano la proposta Macron. – Handelsblatt.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-05-22.

Vitello d'Ore. Boemia 1305

Handelsblatt è un giornale a tiratura limitata, 150,000 copi giornaliere circa, ma è il giornale portavoce della confindustria tedesca, della quale condivide posizioni politiche, economiche e sociali.

I suoi editoriali sono quindi da leggersi sia per la cura e la competenza con le quali sono scritti, sia per l’autorevolezza della fonte.

«Sorry Macron»

*

«In the bloc’s biggest economy, most top financial experts are against a euro-zone budget and finance minister»

*

«French President Emmanuel Macron is struggling to find supporters for his euro-zone reform plan in Germany»

*

«his proposals are being refuted not only by influential German politicians, but now also by leading economists in the country»

*

«The majority of 129 German financial experts surveyed by the Ifo Institute for Economic Research and Frankfurt Allgemeine Zeitung newspaper rejected his ideas for increasing stability of the monetary region»

*

«58 percent opposed establishing a euro-zone finance minister»

*

«62 percent of the polled economists said its main task should be monitoring compliance with budgetary rules »

*

«A euro finance minister would need a budget and competences. …. This would be a step toward a transfer union, which is what we don’t want»

*

«Politicians need to decide whether they want a United States of Europe or a return to the Deutsch Mark. …. A currency union will not work without further integration and insurance against asymmetrical shocks»

*

Riassumendo.

Handelsblatt rigetta in toto il progetto Macron: sia gli Stati Uniti di Europa, sia il disporre di un ministro delle finanze europeo con poteri impositivi.

La Bundeskanzlerin Frau Merkel, già di per sé nelle ambasce, alla fine dovrà dissociarsi dall’azione francese.

Per l’Unione Europea si preannunciano tempi molto tribolati.


Handelsblatt. 2018-05-19. German economists scoff at Macron’s euro-zone reform proposals

Sorry Macron. In the bloc’s biggest economy, most top financial experts are against a euro-zone budget and finance minister, according to a new survey.

*

French President Emmanuel Macron is struggling to find supporters for his euro-zone reform plan in Germany. Despite the two countries being close partners historically and in European Union affairs, his proposals are being refuted not only by influential German politicians, but now also by leading economists in the country.

The majority of 129 German financial experts surveyed by the Ifo Institute for Economic Research and Frankfurt Allgemeine Zeitung newspaper rejected his ideas for increasing stability of the monetary region.

According to the study, around 58 percent opposed establishing a euro-zone finance minister and 60 percent were against a designated euro-zone budget. If a finance minister role were to be created, 62 percent of the polled economists said its main task should be monitoring compliance with budgetary rules.

Experts fear Germany could end up paying for weaker members under a shared budget. In what would amount to a “transfer union,” Europe’s richest country could end up getting stuck with the onus of subsidizing bad debt.

“A euro finance minister would need a budget and competences,” said Niklas Potrafke, director of the Ifo Center for Public Finance and Political Economy. “This would be a step toward a transfer union, which is what we don’t want.”

Fifty-eight percent of German economists also opposed an annual €4 billion ($4.7 billion) fund, supplied by the European Commission, to address one-sided economic shocks.

“Politicians need to decide whether they want a United States of Europe or a return to the Deutsch Mark,” argued Andreas Peichl, a senior researcher at Ifo, on the other hand. “A currency union will not work without further integration and insurance against asymmetrical shocks.”

Earlier this month Chancellor Angela Merkel’s ruling Christian Democratic Party also took first steps to kibosh Mr. Macron’s proposals. The chancellor and French president had hoped to agree on reforming the euro zone ahead of a summit in Brussels in June.

Pubblicato in: Cina, Unione Europea

Macron. È riuscito a fare inca@@are i cinesi. Per poco non lo castrano.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-05-13.

Pagliaccio 002

Diciamo pure che Mr Macron non ha la stoffa del diplomatico. Anche se francese, non ha proprio imparato nulla dal suo famoso compatriota Charles-Maurice de Talleyrand-Périgord, prima vescovo, poi rivoluzionario, quindi ministro di Napoleone, ed infine primo ministro e ministro degli esteri di Luigi XVIII.

*

Il viaggio di Macron in Africa è cominciato con una gaffe devastante

«Durante un incontro con gli studenti a Ouagadougou, capitale dell’ex colonia Burkina Faso, l’inquilino dell’Eliseo, per invitarli a superare la visione di una Francia paternalista alla quale chiedere soccorso nella difficoltà, li ha esortati, con toni un po’ bruschi, a “non trattarlo come se fosse il presidente del Burkina Faso”, dopo che alcuni di loro si erano lamentati delle pessime condizioni del loro ateneo.”»

*

«dice Macron, indicando l’omologo locale Christian Kaboré, che inizialmente reagisce con un sorriso e poi si alza, lasciando la sala. “Ecco se ne va… Ma no resta qui… Niente, è andato a riparare l’aria condizionata”, fa Macron.»

*

Fa molto contrasto, invece, la politica estera cinese.

Cina. Consolida il suo impero in Africa.

Obor. Progetto cinese su di un terzo del pil mondiale, per ora.

Cina. Belt & Road. Investimenti in aumento.

E questa Unione Europea sbatté il grugno contro la Silk Road. Frattura scomposta.

Belt and Road. La Cina rigetta il rapporto C4ADS. Gli Usa fuori dagli appalti: sono liberal.

* * * * * * *

Cosa è successo?

«During his visit to Sydney on Wednesday, Macron said that France, India and Australia shared a responsibility to protect the region from “hegemony” — in a remark widely interpreted as a stab at China»

*

«What’s important is to preserve rules-based development in the region … and to preserve necessary balances in the region»

*

«It’s important with this new context not to have any hegemony»

* * *

«But Beijing shot back on Friday, with foreign ministry spokeswoman Hua Chunying saying that while she had not seen Macron’s comments, any fears about Chinese hegemony amounted to “groundless accusations”»

*

«In the eyes of the world, which country could be said actually to be exercising hegemony in the world nowadays? Who has also long exercised military or economic hegemony of every kind in the region?”»

*

«Before making such comments or groundless accusations, you should clarify these facts»

*

«As France is in decline, opportunism is rising within its diplomacy»

* * * * * * *

La risposta cinese è dura per due motivi.

In primo luogo, usualmente i cinesi rispondono a simili bordate dopo averci pensato uno o due giorni. Sono davvero rari i casi nei quali la risposta è arrivata nel giro poche decine di minuti.

In secondo luogo, usualmente i cinesi sono asettici, molto ponderati. Dichiarare che la Francia è in declino – si noti l’indicativo presente, tempo tipico degli enunciati – ed usare il termine “opportunism” è nel linguaggio diplomatico un urlo a squarcia gola.

Michelangelo disse al Mosé: “perché non parli?“.

Il mondo dice a Mr Macron: “Perché non taci?“.


The Local. 2018-05-11. Beijing slams Macron warning on Chinese ‘hegemony

China on Friday hit back at French President Emmanuel Macron’s warnings against allowing a single nation to dominate the Indo-Pacific region, where many countries fear Beijing’s growing might.

During his visit to Sydney on Wednesday, Macron said that France, India and Australia shared a responsibility to protect the region from “hegemony” — in a remark widely interpreted as a stab at China.

“What’s important is to preserve rules-based development in the region…and to preserve necessary balances in the region,” Macron said then.

“It’s important with this new context not to have any hegemony,” Macron added through an interpreter.

But Beijing shot back on Friday, with foreign ministry spokeswoman Hua Chunying saying that while she had not seen Macron’s comments, any fears about Chinese hegemony amounted to “groundless accusations”.

“In the eyes of the world, which country could be said actually to be exercising hegemony in the world nowadays? Who has also long exercised military or economic hegemony of every kind in the region?” Hua said to reporters during a regular press briefing, in a thinly veiled reference to the United States.

“Before making such comments or groundless accusations, you should clarify these facts,” Hua added.

China’s nationalist tabloid Global Times also criticised the French leader, accusing him of staging an “opportunistic show in (the) Indo-Pacific”.

“As France is in decline, opportunism is rising within its diplomacy,” the newspaper said.

France has a number of island territories in the Pacific Ocean. Australia has become increasingly alarmed at China’s push into the Pacific, while neighbouring New Zealand has also voiced concerns about “strategic
anxiety” — diplomatic code for Beijing’s influence among the region’s island nations.

Reports last month — which were denied — said Beijing wanted to establish a permanent military base in Vanuatu.

Macron signed several agreements while in Australia, including on defence and cybersecurity.

Australia’s Lowy Institute estimates China provided US$1.78 billion in aid, including concessional loans, to Pacific nations between 2006-16. 

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Stati Uniti, Trump, Unione Europea

Trump, Macron e Merkel. Usa Today liquida tutti in una frase lapidaria.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-04-27.

Trump, Macron, Merkel 001

Usa Today è una testata ragionevolmente equilibrata, anche se usualmente schierata con i lib dem: si potrebbe dire che non debordi troppo dal comune buon senso.

Mr David Jackson e Mr John Fritze poi scrivono piacevoli articoli, anche usando un ottimo inglese, nei quali l’uso dei termini è molto curato: sono sempre molto appropriati.

Sarebbero da segnalare alcune frasi, affilate come rasoi, tratte da questo articolo:

Trump to tussle with German chancellor Merkel over Iran and trade

«Days after buttering up French President Emmanuel Macron with a state dinner and other ceremonies, President Trump held a shorter and more somber summit Friday with another key European leader, German Chancellor Angela Merkel.»

*

«a short meeting and lunch at the White House»

*

«Look forward to meeting with Chancellor Angela Merkel of Germany today,” Trump tweeted a few hours before her arrival. “So much to discuss, so little time! It will be good for both of our great countries!»

*

«Like Macron and other European leaders, 

Merkel is expected to implore Trump»

* * * * * * *

Non dovrebbero essere necessari molti commenti.

Vorremo però riportare un certo quale numero di frasi inglesi nelle quali compare il termine “to implore” per consentire di valutarne meglio la portata, il significato.

*

«They implored God, who in Christ has become God-with-us»

*

«Let us implore God’s mercy for the present generation.»

*

«We come before you today to implore your protection.»

*

«Let us implore him that, like her, we may welcome the word of God into our hearts, and carry it out with docility and constancy»

*

«Since a compromise is well within reach, I am imploring the Commission to come up with a fresh proposal in 2007.»

*

Trump, Macron, Merkel 002

Una frase e due fotografie spesso spiegano meglio quello che sta succedendo di quarantotto trattati di politica e di economia.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Francia. Approvata in Assemblea 228 a 139 la nuova legge sulla immigrazione.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-04-27.

Parigi. Arco di Trionfo. 001
Arc de Triomphe sunrise

Tutti i conti dovrebbero essere fatti con l’oste presente: e si è fortunati se sia mingherlino e non armato.

Ma se l’oste fosse un energumeno palestrato, armato, ed anche furiosamente arrabbiato, il conto sembrerebbe poter essere ben salato.

Tutti si stanno sciacquando la bocca e lustrando i denti su quanto sia potente il Presidente Macron: ed in effetti potente lo è, ma non è onnipotente, anche se lui si sforza di far credere che la Merkel sia una sua succube e che Mr Trump sia un suo valletto.

Quale è il punto debole di Mr Macron?

Il Senato della Repubblica francese.

Abbiamo già esposto compiti e funzioni del Senato francese, ma ciò che più interessa è la modalità con la quale esso è eletto.

Francia. Macron oggi sia gioca le elezioni al senato.

Francia. Senato. Macron disintegrato: 22 seggi contro 150 dell’opposizione.

Francia, doccia fredda per Macron al Senato: ora ha solo 28 seggi

Elezioni in Francia per il Senato: prima batosta per Macron

*

Poi arrivò anche il 18 marzo.

Macron. Gran bella mazzata le elezioni di Pontoise.

* * * * * * *

Si starà chiedendo adesso il Lettore cosa c’entri tutto questo: c’entra, e c’entra più che molto.

«The French National Assembly has passed a tough new immigration law that tightens the rules around asylum.»

*

«The bill shortens asylum application deadlines, doubles the time for which illegal migrants can be detained, and introduces a one-year prison sentence for entering France illegally.»

*

«But opposition figures and human rights groups say the measures go too far.»

*

«One member of Mr Macron’s La République en Marche (LREM) party, Jean-Michel Clément, voted against the legislation and 14 members abstained»

*

«Opponents complained in parliament that migrants were being treated like criminals»

*

«Left-wing parties were deeply opposed to the changes and the right-wing Republicans joined them. The far-right National Front backed some of the measures.»

*

«The bill will now be debated in the upper house, the Senate, in June.»

* * * * * * *

Le ultime due frasi dicono tutto.

In senato Mr Macron ha 21 senatori su 348: pochini per sostenere il dibattito che si terrà a giugno.

I Les Républicains hanno 146 senatori, il partito socialista ne ha 78, l’unione centrista 51 ed il gruppo comunista 15.

2018-04-26__Francia__Senato__001

*

Poniamoci allora una domanda:

Ma quanto è libero di fare il Presidente Macron?


Bbc. 2018-04-24. France approves controversial immigration bill

The French National Assembly has passed a tough new immigration law that tightens the rules around asylum.

The bill shortens asylum application deadlines, doubles the time for which illegal migrants can be detained, and introduces a one-year prison sentence for entering France illegally.

President Emmanuel Macron’s governing centrist party says the bill will speed up the process of claiming asylum.

But opposition figures and human rights groups say the measures go too far.

The bill passed by 228 votes to 139, with 24 abstentions, after more than 60 hours of debate over the weekend and hundreds of amendments.

Migrants at the frozen French border

UK and France sign new Calais treaty

France will not allow another ‘Jungle’

One member of Mr Macron’s La République en Marche (LREM) party, Jean-Michel Clément, voted against the legislation and 14 members abstained.

“I am not sure we’re sending to world citizens the universal message that has always been ours,” Mr Clément, a former Socialist, said in a statement after the vote. He later announced he was leaving the parliamentary group.

The main aim of the law is to cut the length of asylum applications and make the deportation system more efficient for those rejected. Refugees given asylum will be given greater help with integration and learning French.

What’s controversial about it?

One of the most significant changes is that failed asylum seekers awaiting deportation can be held for up to 90 days, double the existing period of 45 days. The government had initially aimed for a 135-day period.

Opponents complained in parliament that migrants were being treated like criminals. Children can also be kept in detention with their families, although officials agreed to set up a working group to look into the issue. In 2017, 275 minors were being held in administrative detention centres. Far-left leader Jean-Luc Mélenchon condemned the practice as “barbaric”.

The deadlines for filing asylum applications or appealing against a rejection have also raised concerns. Claimants will have 90 days to file an application, down from 120 days, and two weeks to appeal against rejection.

Human Rights Watch says shortening asylum application deadlines could negatively impact the “most vulnerable asylum seekers, who would be the ones most likely to miss the deadline”.

“Under the guise of providing a more effective asylum system, the bill includes a series of measures that would diminish access to protection,” the group’s France director Bénédicte Jeannerod said in a statement.

Left-wing parties were deeply opposed to the changes and the right-wing Republicans joined them. The far-right National Front backed some of the measures.

The bill will now be debated in the upper house, the Senate, in June.

Pubblicato in: Cina, Economia e Produzione Industriale, Unione Europea

Francia. Alcune regioni invocano la Cina, non Macron. – Bloomberg.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-04-24.

Francia. Hauts-de-France.

«L’Alta Francia (in francese: Hauts-de-France) è una regione della Francia, istituita nel 2016 in seguito alla riforma territoriale dell’anno precedente, che ha accorpato le regioni Nord-Passo di Calais e Piccardia. È suddivisa in cinque dipartimenti e il suo capoluogo è Lilla. Le città principali della regione, oltre a Lilla, sono Amiens e Beauvais.

La regione si estende su una superficie di 31.813 km² e ha una popolazione di poco meno di 6 milioni di abitanti.

È composta dai dipartimenti: Aisne (02), Nord (59), Oise (60), Passo di Calais (62) e Somme (80). Sono inclusi nella regione 145 cantoni e 3838 comuni.

Con la fusione, la regione ha assunto il nome di Nord-Pas-de-Calais-Picardie. Il 14 marzo 2016 è stato votato dal consiglio regionale, con 116 voti favorevoli e 54 contrari, il cambio del nome della regione in Hauts-de-France» [Fonte]

Essendo regione di recente costituzione non sono ancora disponibili dati ufficiali stabili.

Mentre la Regione Île-de-France aveva un pil proprio regionale di 642,258 mld euro a prezzi correnti, l’ Hauts-de-France aveva 150,908, ossia, meno di un quarto.

*

Molto interessante il profilo politico ed umano di Mr Xavier Bertrand, Presidente della Hauts-de-France.

«Xavier Bertrand (Châlons-en-Champagne, 21 marzo 1965) è un politico francese, deputato, sindaco di Saint-Quentin e presidente della regione degli Hauts-de-France a seguito delle elezioni del 2015.

Xavier Bertrand è massone, membro del Grande Oriente di Francia dal 1995. Tra il 2004 e il 2012, durante la sua permanenza nei governi di Jean-Pierre Raffarin e di François Fillon, afferma aver partecipato solamente a due riunioni come conferenziere, a causa di un’incompatibiltà con le sue funzioni governative. Nel 2012 dà le dimissioni dalla sua loggia e dal Grande Oriente di Francia» [Fonte]

Xavier Bertrand: démission discrète du GODF

«Xavier Bertrand, le tout nouveau président LR de la Région Nord-Pas-de-Calais-Picardie n’en a fait aucune publicité pendant l’élection régionale si délicate pour lui: il n’est plus membre du GODF.

Contrairement aux supputations de certains, Xavier Bertrand n’a pas caché l’information pour mieux récupérer les voix des socialistes maçons du Nord-Pas-de-Calais. Dès le mois de juin, il avait parlé de sa démission à une journaliste du Point.

La discrétion aura caractérisé son parcours maçonnique, long de 17 années. Comme l’a révélé L’Express en 2008, Xavier Bertrand a été initié le 11 mars 1995 au sein de la Loge Les Fils d’Isis à l’Orient de Tergnier (Aisne). Discrétion, donc, puisque cet atelier se réunit à une petite trentaine de kilomètres de sa ville de Saint-Quentin (Aisne) : il ne voulait pas croiser des politiques alors qu’il allait devenir adjoint au maire.»

* * *

Riportiamo da

Grand Orient de France. 2017-04-13. Sept Obédiences maçonniques lancent un Appel Républicain pour les élections présidentielles – 13 avril 2017.

«Les Obédiences maçonniques signataires de cet Appel rappellent l’importance de la prochaine échéance électorale qui va engager notre pays pour les années qui viennent. Hors de nos territoires le résultat de cette élection sera observé par toutes celles et tous ceux qui se font une certaine idée de la France républicaine, porteuse historique des idéaux de Liberté, d’Egalité et de Fraternité.

Les Obédiences signataires de cet Appel ne donnent aucune consigne de vote. Mais elles tiennent à rappeler solennellement les valeurs et les principes qui doivent unir les énergies de notre peuple en vue du développement du bien commun. ….»

*

2017-04-14__Sette Obbedienze Massoniche francesi esortano al voto

Il Presidente Macron è espressione della massoneria francese.

Nulla di che ridire, sia chiaro, ma tanto da sapere chi siano i suoi padrini e sodali.

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Alle elezioni regionali del 2015 Mr Xavier Bertrand ha vinto per i Les Républicains con il 57.77% dei voti, contro Mrs Marine le Pen che ha ottenuto il 42.23% dei voti. Mr Xavier Bertrand ha ottenuto 116 seggi mentre Marine le Pen ne ha conseguiti 54.

*

Ricordiamo di sfuggita quanto sia diverso per un massone essere “in sonno“, ossia essere un massone che non partecipa più ai lavori di loggia, perde i suoi diritti però mantenendo la sua qualità di iniziato e potendo richiedere in seguito di essere riammesso, oppure essersene andato via sbattendo la porta.

È del tutto sequenziale come Mr Macron non veda di buon occhi Mr Bertrand: non solo pericoloso avversario politico, ma soprattutto transfuga dalla massoneria.

Dobbiamo aggiungere ai prolegomeni testé enunciati un ulteriore tassello.

E questa Unione Europea sbatté il grugno contro la Silk Road. Frattura scomposta.

«Twenty-seven of the 28 national EU ambassadors to Beijing have compiled a report that sharply criticizes China’s “Silk Road” project, denouncing it as designed to hamper free trade and put Chinese companies at an advantage. ….

The report, seen by Handelsblatt, said the plan, unveiled in 2013, “runs counter to the EU agenda for liberalizing trade and pushes the balance of power in favor of subsidized Chinese companies. ….

The unusually biting contents, which only Hungary’s ambassador refused to sign, are part of the EU’s preparations for an EU-China summit in July ….

Chinese politicians have been banging the drum for the vast project, officially called “One Belt, One Road”. They’re mobilizing around $1 trillion ….

They warned that European companies could fail to clinch good contracts if China isn’t pushed into adhering to the European principles of transparency in public procurement, as well as environmental and social standards.»

In poche parole. Gli stati dell’Unione Europea, tranne l’Ungheria, pongono come requisito di base che i cinesi adottino la scala valoriale dell’ideologia liberal per far sì che le imprese europee possano partecipare al godimento degli appalti generati da One Belt One Road e finanziati dai cinesi.

«The Chinese refused to incorporate any amendments»

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Obor. Progetto cinese su di un terzo del pil mondiale, per ora.

Cina. Sta colonizzando l’Europa dell’Est e l’Unione si strappa i capelli.

Cina. BeiDou. La via digitale della seta. Il dominio del mondo.

Cina. Consolida il suo impero in Africa.

Cina ed Africa. Una politica di rapporti internazionali paritetici.

Hungary is an ideal pillar of the One Belt, One Road initiative

«In mid-May, at the first meeting of the Leaders’ Roundtable Summit in Beijing, Prime Minister Viktor Orbán stated that the concept of the workfare society makes the Central European countries – including Hungary – ideal pillars for the implementation of the One Belt, One Road initiative. The full transcript of the Prime Minister’s speech was published on Thursday in the newspaper Magyar Krónika.»

* * * * * * *

«In the northern French Hauts-de-France region, a traditional stronghold of the protectionist, anti-immigrant National Front, constituents are banking on Beijing rather than Paris to turn around the area’s economic malaise»

*

«At the helm of the push is Xavier Bertrand, 53, the president of the province — home to 6 million people and the nation’s highest unemployment and poverty rates»

*

«Bertrand recently returned from a trip to China, where he met with potential investors in his bid to remake Hauts-de-France into a logistics and technology hub»

*

«The move to boost the economy of the province comes as France and the European Union rethink how equitable China is with its international commerce and whether the Asian nation’s trade expansion poses a security threat to the West»

*

«I am convinced in the years to come China will prevail as the main economic partner …. Globally, China is my priority»

*

«He [Xavier Bertrand] has also expressed skepticism toward Berlin and other EU member states in their approach to global commerce»

*

«The North, with its bygone industrial glory — coal mines, steel works and textile factories — is a tormented region that saw some of the worst battles of the two World Wars»

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«Macron talks a lot about his European strategy, but will he be able to convince Merkel?»

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«Even the optimistic speeches are hitting the wall of reality»

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«The conservative politician has positioned himself as a possible challenger to Emmanuel Macron in 2022 »

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Ed il muro della realtà è questo.

International Monetary Fund World Economic Outlook (October – 2017)

«Nel 2022 la Cina è proiettata ad un pil ppa di 34,465 miliardi di Usd, gli Stati Uniti di 23,505, e l’India di 15,262 Usd. L’Unione Europea sarà irrilevante»


Bloomberg. 2018-04-20. France’s Poorest Region Looks to China, Not Macron, for Help

– Regional president of Hauts-de-France courts Chinese ventures

– Xavier Bertrand may be positioning for a run against Macron

*

In the northern French Hauts-de-France region, a traditional stronghold of the protectionist, anti-immigrant National Front, constituents are banking on Beijing rather than Paris to turn around the area’s economic malaise.

At the helm of the push is Xavier Bertrand, 53, the president of the province — home to 6 million people and the nation’s highest unemployment and poverty rates. It’s where the port of Dunkirk faces the U.K. and the European A1 trade thoroughfare from Paris passes by.

Bertrand recently returned from a trip to China, where he met with potential investors in his bid to remake Hauts-de-France into a logistics and technology hub. The move to boost the economy of the province comes as France and the European Union rethink how equitable China is with its international commerce and whether the Asian nation’s trade expansion poses a security threat to the West.

“I am convinced in the years to come China will prevail as the main economic partner,” Bertrand said in a telephone interview. “Globally, China is my priority” for investment in the region, he said.

The German Card

Bertrand became president of the regional council in 2016 as a Republican, siphoning off votes that would have gone to Marine Le Pen’s National Front that year by taking a tough stance on migration. He renounced the party the following year because it was trending too far to the right and created an independent party dubbed “The Factory.”

The conservative politician has positioned himself as a possible challenger to Emmanuel Macron in 2022 and has taken a more conciliatory approach toward China than the French president. He has also expressed skepticism toward Berlin and other EU member states in their approach to global commerce.

Since Germany is Europe’s biggest trading partner with China, “is it playing the European game or is it playing its own card?” Bertrand asked. “Is everyone playing their own interest here?”

With China promoting its “Belt and Road” trade and infrastructure initiative, western countries have warned about Beijing’s intentions as it invests overseas and augments its military. Macron — who warned China’s modern-day “Silk Road” couldn’t go just one way — has advocated that the EU strengthen its defenses in the face of the trade competition, saying the bloc must end its “naive” approach. France’s largest bilateral trade shortfall, 30 billion euros ($36 billion), is with China.

Bertrand traveled this month to Hanghzou, the capital city of the Zhejiang Province in east China, to meet with Alibaba Inc. Chief Executive Officer Daniel Zhang. “Alibaba has a different strategy than Amazon, they’re looking for partnerships,” Bertrand said.

The regional president insists that his China policy isn’t naive, but he sees these investments as a way to boost the economy of Hauts-de-France, which has the lowest gross domestic product per capita in the country. The North, with its bygone industrial glory — coal mines, steel works and textile factories — is a tormented region that saw some of the worst battles of the two World Wars. Bertrand’s goal since taking office has been to turn the north of France into the “logistics industry hub” for continental Europe.

“Macron talks a lot about his European strategy, but will he be able to convince Merkel?” Bertrand said, referring to German Chancellor Angela Merkel. “We will see what his powers of persuasion are. Even the optimistic speeches are hitting the wall of reality.”

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Macron. ‘Rischio guerra civile in Europa’.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-04-21.

Trump Macron 010

Il Presidente Macron ha tenuto alla seduta plenaria del Parlamento Europeo di Strasburgo un discorso di spessore, in parte anche condivisibile, in altre a nostro parere non accettabile.

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La principale ambiguità risiede in una terminologia non definita, e quindi fonte di incomprensioni.

– “la fascinazione illiberale“. Il termine “illiberale” è usato in due maniere concettualmente opposte. Secondo il Presidente Macron significherebbe soppressione delle libertà fondamentali delle persone umane. Secondo Mr Orban e molti altri, significherebbe semplicemente “non liberal“, ossia che non condivide tale ideologia. La differenza dovrebbe essere lampante. Mr Macron definisce come soppressore delle libertà ogni qualsivoglia modo di concepire politica ed Unione Europea differente dalla sua, Mr Orban molto più semplicemente afferma di non condividere in nulla l’ideologia liberal.

Il problema è a monte. Mentre per Mr Macron l’ideologia liberal è vissuta come una religione dogmatica ed assolutistica, per Mr Orban le teorie politiche trovano validità nei contesti loro congeniali e non sono dogmi di fede.

– “potenze autoritarie“. Mr Macron definisce autoritari quei governi che hanno ricevuto in libere elezioni una maggioranza parlamentare, talora anche così ampia da consentire loro cambi della costituzione. È semplicemente ovvio come tali governi utilizzino tali maggioranze per portare a termine i programmi per i quali il popolo sovrano li ha liberamente eletti: ci si sarebbe dovuti stupire del contrario. L’aggettivo “autoritario” acquista sulla bocca di Mr Macron il senso particolare per indicare un governo non liberal che vuole semplicemente mandare a casa gli attuali eurocrati di ideologia liberal e socialista. Ma questo non è essere autoritari, è semplicemente fare la volontà del popolo sovrano.

– “la nostra identità“. Le parole estratte dal contesto potrebbero suonare poco chiare: ecco quindi la frase completa.

«Il peggiore degli errori sarebbe abbandonare il nostro modello, cioè la nostra identità”»

L’equivoco di fondo è che l’Unione Europea è nata e si è evoluta come mercato economico, cui alcuni hanno ritenuto dover cercare di dare contenuto dapprima politico e quindi etico. In nessuno dei trattati sottoscritti dagli stati è esplicitato cosa debba intendersi per “identità“, né è stato richiesto di aderire ad un qualcosa di indefinito. Che poi Mr Macron identifichi la “identità” con i valori dell’ideologia liberal è tutto sommato affar suo. Per i paesi del Visegrad, e non solo per loro, l’identità europea affonda le sua radici nel retaggio religioso, storico, culturale e sociale degli stati europei.

– “nazionalismi“. Mr Macron condanna propugna la costituzione degli Stati Uniti di Europa a contenuto e guida liberal. Liberissimo di desiderare e proporre ciò che reputa opportuno, ma ben se ne guardi dal cercare di imporli. Molti stati dell’Unione Europea vedono infatti l’Unione Europea come una grande zona di cooperazione economica, nella quale però ogni singolo stato mantiene e salvaguarda la propria sovranità. Ci si rende perfettamente conto che per Mr Macron parlare di identità nazionale suona come eresia degna del rogo, ma non è mica peccato mortale dissentire da quelli che sono i suoi desiderata.

– “guerra civile“. Parola forte, molto forte, ma anche drammaticamente vera, reale. L’Unione europea sta avviandosi ad una guerra civile, che potrebbe anche sboccare nel conflitto armato. Ma questa guerra non è scatenata da quanti dissentono dalla visione dell’attuale eurodirigenza: questi stati sentono solo la necessità di difendersi dalle voglie egemoniche dei liberal: non intendono per nulla finire schiavi di una Bruxelles a guida liberal. È invece la fazione liberal, sia all’interno dell’Unione si in alcuni stati, a voler imporre la propria visione etica, sociale e politica, condizionando anche la ridistribuzione economica all’accettazione di tali principi. Né si sottovalutino le tensioni sul mondo lavorativo. La Francia è il paese con il mercato del lavoro più socialista di Europa, e questo porta tensioni severe, ma in tutta l’Unione vi è dicotomia tra chi è riuscito ad entrare nel sistema e chi ne è esluso, tra vecchi e giovani. Sono tutte situazioni esplosive che attendono solo che il detonatore si attivi.

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Su di una cosa condividiamo quello che ha detto Mr Juncker.

«Siamo 27, non solo francesi e tedeschi …. Conosco l’importanza che attribuite all’amicizia franco-tedesca. Sono geograficamente e storicamente molto a favore dei numerosi avvicinamenti tra questi due Paesi e queste due Nazioni. Ma non dimentichiamo che l’Europa non è solo franco-tedesca. Siamo 28, domani 27: serve anche, perché il motore possa funzionare, l’apporto degli altri. Siamo 27, non solo francesi o tedeschi».

Ma per avere l’apporto di tutti i ventisette stati europei è necessario che i liberal desistano dalla loro volontà dittatoriale.

Ci si accontenterebbe che rispettassero la volontà popolare così come uscita dalle urne.Si credono di essere Dio sulla terra, ma son solo i perdenti.

Nota.

Non ci si dimentichi che un previo analogo tentativo di pervenire a degli Stato Uniti di Europa fu bocciato in ben due consecutivi referendum popolari nel 2007: il primo in Francia ed il secondo nei Paesi Bassi


Adnk. 2018-04-18. Macron: “Rischio guerra civile in Europa”

“Servono risposte chiare e ferme ai nostri cittadini”, ha aggiunto il presidente francese, che dimostrino “che li sappiamo proteggere. In questo momento la democrazia europea, lo credo profondamente, è la nostra chance migliore. Il peggiore degli errori sarebbe abbandonare il nostro modello, cioè la nostra identità”.

“La nostra identità è la democrazia rispettosa dell’individuo, delle minoranze, dei diritti fondamentali, quella che si chiama, con un nome che rivendico, la democrazia liberale. Non voglio che si radichi questa illusione mortifera che precipiterebbe il nostro continente nel baratro. L’illusione dei poteri forti, dei nazionalismi, dell’abbandono delle libertà”, ha continuato.

Oggi “viviamo un contesto di divisioni e a volte di dubbi all’interno dell’Europa. Un contesto in cui la Brexit continua ad essere discussa, e voglio qui salutare il lavoro condotto da mesi da Michel Barnier, ma che è anche quello di un dubbio che c’è in diversi Paesi d’Europa e che ha fatto emergere delle sensibilità che a volte rimettono in discussione quelli che apparivano come dei fondamentali”.

“Una forma di guerra civile europea riappare – ha continuato Macron – a volte i nostri egoismi nazionali ci appaiono più importanti di quello che ci unisce, di fronte al resto del mondo. Un contesto in cui la fascinazione illiberale aumenta ogni giorno che passa. Un contesto in cui le minacce geopolitiche di cui l’Europa” si deve occupare “divengono più grandi ogni giorno. Quelle dei grandi conflitti internazionali, ma anche con l’emergere di grandi potenze autoritarie e di una strategia chiaramente elaborata, che mira a rimettere in discussione il quadro multilaterale in cui l’Europa aveva preso il suo posto e che è il quadro in cui ha costruito la sua influenza, ma anche la pace”.

“E’ un momento di grande trasformazione, legate al digitale e ai cambiamenti climatici, che rimettono in discussione le fondamenta della società industriale che aveva fondato il nostro grande compromesso. Questo ci impone di ripensare la grammatica della nostra azione. Non possiamo pensare che si tratti di una discussione ordinaria” e ci sono diverse cose da fare “in questo tempo che ci separa dalle elezioni europee”, ha concluso Macron.

Migranti – La Francia “si felicita della cooperazione” nelle politiche sulle migrazioni “con diversi Stati membri, penso in particolare alla Germania e all’Italia, che voglio salutare. Penso che in particolare con l’Italia noi abbiamo saputo dimostrare in questo ultimo anno la nostra capacità di lavorare insieme”, ha detto ancora Macron replicando agli interventi degli europarlamentari nella plenaria a Strasburgo. Serve “anzitutto – ha aggiunto – una politica di solidarietà interna ed esterna in Europa. Ed è la chiave se vogliamo avere un risposta integrata al rischio migratorio. Ma credo profondamente che serva una solidarietà europea alle nostre frontiere per proteggerci, come una solidarietà all’interno delle nostre frontiere, per poter condividere gli oneri”. “Propongo di creare un programma europeo che sostenga direttamente, finanziariamente, le collettività locali che accolgono e integrano dei rifugiati”, ha proseguito Macron. “Bisogna agire” sapendo “che davanti a questo grande ribollimento del mondo, questa grande trasformazione, serve una sovranità più grande della nostra. Complementare, non sostitutiva. Solo questa permetterà di dare le risposte giuste. E’ questa sovranità europea quella in cui credo”.

Juncker: “Siamo 27, non solo francesi e tedeschi” – “Conosco l’importanza che attribuite all’amicizia franco-tedesca. Sono geograficamente e storicamente molto a favore dei numerosi avvicinamenti tra questi due Paesi e queste due Nazioni. Ma non dimentichiamo che l’Europa non è solo franco-tedesca. Siamo 28, domani 27: serve anche, perché il motore possa funzionare, l’apporto degli altri. Siamo 27, non solo francesi o tedeschi”, ha commentato il presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker, rivolgendosi a Macron, durante la seduta plenaria dell’Europarlamento.