Pubblicato in: Devoluzione socialismo

Grüne è bello. Frode da 500 milioni di euro del Contribuente italiano.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-09-18.

Maccari Cesare. Catilina. 1880.

Ovunque girasse denaro pubblico, lì si anniderebbero degli avvoltoi con appetito famelico.

Grüne è bello! Verde è bello! Le rinnovabili, le alternative, salveranno il mondo! Così cinguetta anche il nuovo Governo italiano, lingua in bocca con liberal ed ecologisti europei.

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Siamo chiari: in Italia è sufficiente esibire il relativo certificato ed i finanziamenti sono automatici. Chi mai potrebbe mettere in dubbio l’autenticità di un certificato?

«Usufruivano di rimborsi fiscali per impianti energetici mai fatti i 28 indagati di 15 società di servizi scoperti dalla Guardia di Finanza che ha arrestato 7 persone e sequestrato beni per 110mln di euro tra Treviso, Padova Cosenza e Frosinone»

«La frode è da 500 mln»

«Le 15 Energy Saving Company avevano attestato falsamente al Gestore dei Servizi Energetici di aver eseguito 3.900 interventi (mai fatti) per la sostituzione di vetri semplici con doppi vetri, isolamento di pareti e coperture per il riscaldamento»

«In tal modo maturavano il diritto al rilascio di Titoli di Efficienza Energetica, rappresentativi, in sostanza, di un contributo per il risparmio di energia»

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Pubblico è bello se al Governo ci sono io.

«Il Gestore dei Servizi Energetici è una società per azioni italiana, interamente controllata dal Ministero dell’economia e delle finanze, alla quale sono attribuiti numerosi incarichi di natura pubblicistica nel settore energetico.

La società svolge i propri compiti in conformità con gli indirizzi strategici e operativi definiti dal Ministero dello sviluppo economico.

Il GSE ricopre un ruolo centrale nell’incentivazione e nello sviluppo delle fonti rinnovabili in Italia. La principale attività è la promozione, anche attraverso l’erogazione di incentivi economici, dell’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili.

La Società è, inoltre, responsabile dell’attuazione dei meccanismi di promozione dell’efficienza energetica e svolge attività di informazione per promuovere la cultura dell’uso dell’energia compatibile e sostenibile con le esigenze dell’ambiente.» [Fonte]

Francesco Vetrò, Presidente, Roberto Moneta Amministratore Delegato, fatturato di 14.5 miliardi nel 2017, con 607 burocrati dipendenti.

Ci si affida ai testi del quotidiano La Repubblica, che la credenza popolare ascrive alla sinistra italiana.

«Dopo quasi tre mesi di braccio di ferro che ha coinvolto Lega e Cinquestelle da una parte e il ministro dell’Economia Giovanni Tria e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio dall’altra, è arrivata la nomina dei nuovi vertici del Gse, il gestore dei servizi energetici. Il compromesso è arrivato grazie alla “moltiplicazione” delle poltrone: ci sarà un presidente e un amministratore delegato, a differenza di prima quando le due cariche erano state unificate. ….

Il nuovo presidente è Francesco Vetrò, già a capo del Comitato di gestione della Cassa elettrica per il settore elettrico, un ente pubblico che si occupa di ritirare alcune voci della bolletta. tra cui gli oneri destinati a finanziare gli incentivi alle rinnovabili. Amministratore delegato è diventato Roberto Moneta, dirigente dell’Enea, l’ente di riverca per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile. …..

A prima vista potrebbe sembrare una nomina per addetti ai lavori del settore energia. In realtà, il Gse è uno snodo importante, visto che gestisce oltre 16 miliardi, dove la voce più consistente riguarda gli incentivi alle fonti rinnovabili, oltre alle politiche economiche in favore dei certificati bianchi legati all’efficienza energetica ….

i Cinquestelle perché hanno messo tra i punti cardini del loro programma lo sviluppo delle rinnovabili. ….

Di fatto, sono stati i Cinquestelle a puntare le loro carte su Moneta, tecnico dell’Enea cui è stato chiesto di dare impulso ulteriore allo sviluppo della green economy. Lo testimonia il comunicato del sottosegretario allo Sviluppo economico, Davide Crippa: “Siamo molto soddisfatti della scelta che è arrivata al termine di un lungo percorso di concertazione e valutazione congiunta fra il ministero dello Sviluppo economico e il ministero dell’Economia, a dimostrazione dell’importanza che il Gestore dei servizi energetici riveste nella governance dell’energia” ….

Per non parlare, dell’intervento dello stesso di Maio: “Con il professor Moneta, che è una persona che ha dedicato tutta la sua vita all’efficienza energetica e ai cicli energetici, possiamo finalmente iniziare ad attuare quella che chiamiamo democrazia energetica”» [La Repubblica]

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Ma cosa mai diceva l’on. Di Maio? Cosa mai?

«Noi i corrotti li sbattiamo fuori subito»

«Si può sbagliare anche nel Movimento cinque stelle, ma quando da noi qualcuno sbaglia, lo mettiamo alla porta in trenta secondi. In dieci anni di esistenza del movimento, ce l’abbiamo avuto un caso di corruzione, lo abbiamo sbattuto fuori dopo trenta secondi, l’ho fatto io come capo politico, disiscrivendolo dal movimento: era un consigliere comunale romano. Io pretendo la stessa cosa dalle altre forze politiche, soprattutto se stanno al governo con noi»

Sono stati rubati all’Erario qualcosa come cinquecento milioni di euro, presi dalla tasche dei Contribuenti.

Siamo in attesa di sentire cosa dirà l’on Di Maio e, soprattutto, cosa farà.


Ansa. 2019-09-17. Frode 500mln risparmio energia,7 arresti

TREVISO, 17 SET – Usufruivano di rimborsi fiscali per impianti energetici mai fatti i 28 indagati di 15 società di servizi scoperti dalla Guardia di Finanza che ha arrestato 7 persone e sequestrato beni per 110mln di euro tra Treviso, Padova Cosenza e Frosinone. La frode è da 500 mln. Le società incaricate ad ‘evadere’ le pratiche erano evasori totali, oppure presentavano dichiarazioni annuali con valori irrisori; comunque incongrui rispetto a quelli indicati dai clienti.
Le 15 Energy Saving Company avevano attestato falsamente al Gestore dei Servizi Energetici di aver eseguito 3.900 interventi (mai fatti) per la sostituzione di vetri semplici con doppi vetri, isolamento di pareti e coperture per il riscaldamento. In tal modo maturavano il diritto al rilascio di Titoli di Efficienza Energetica, rappresentativi, in sostanza, di un contributo per il risparmio di energia. Artigiani e i loro clienti non sapevano nulla; erano stati ‘rubati’ i dati per fare fatture false.

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Pubblicato in: Devoluzione socialismo

Movimento Cinque Stelle. Meeting dei dissidenti a Bologna.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-09-08.

Amanita muscaria

«Si sono dati appuntamento a Bologna, in una location ‘top secret’, per analizzare il nuovo corso del Movimento 5 Stelle e fare il punto dopo la svolta del governo giallorosso, che a una larga fetta della base pentastellata non è andata giù»

«Sono gli scontenti grillini, ‘capitanati’ per l’occasione dal consigliere regionale del Lazio Davide Barillari.»

«E’ l’inizio di un percorso – dice Barillari all’Adnkronos – ma non sarà né una scissione né una corrente. E’ un modo per ripartire, per dare segnali forti alla dirigenza M5S e alla nostra base»

«Abbiamo analizzato le contraddizioni che hanno caratterizzato l’alleanza con la Lega e, ora, quella col Pd. Per ultima, la questione delle concessioni ad Autostrade. Su questo c’è stata una discussione molto intensa»

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Si riporta la informazione e ci si astiene dal fare commenti, almeno per il momento.


Adnk. 2019-09-07. Meeting dissidenti M5S, Barillari: “Con noi anche portavoce nazionali”

Scontenti? E’ riduttivo definirci così, siamo i ribelli della coerenza”. Si sono dati appuntamento a Bologna, in una location ‘top secret’, per analizzare il nuovo corso del Movimento 5 Stelle e fare il punto dopo la svolta del governo giallorosso, che a una larga fetta della base pentastellata non è andata giù. Sono gli scontenti grillini, ‘capitanati’ per l’occasione dal consigliere regionale del Lazio Davide Barillari. “E’ l’inizio di un percorso – dice Barillari all’Adnkronos – ma non sarà né una scissione né una corrente. E’ un modo per ripartire, per dare segnali forti alla dirigenza M5S e alla nostra base”.

Bocche cucite sul luogo dell’incontro e sul numero di partecipanti. “Non sono autorizzato a dirlo, voglio evitare strumentalizzazioni. Ma c’erano tanti portavoce venuti da tutta Italia, anche nazionali”. Al termine della riunione gli scontenti hanno diramato una nota: “Vogliamo fa ripartire il sogno. Il Movimento 5 Stelle non può ridursi ad ago della bilancia fra destra e sinistra, ma deve rimarcare la sua identità. Oggi abbiamo posto le basi di un confronto costruttivo tra portavoce del M5S di diverse parti di Italia e di diversi livelli”, si legge nel comunicato.

Il nostro, spiega ancora Barillari, “è un progetto che sta partendo. Diciamo: mai più errori. Abbiamo analizzato le contraddizioni che hanno caratterizzato l’alleanza con la Lega e, ora, quella col Pd. Per ultima, la questione delle concessioni ad Autostrade. Su questo c’è stata una discussione molto intensa”. Il consigliere laziale del M5S non esclude “incontri in futuro con i dirigenti nazionali” del Movimento, tra cui il garante Beppe Grillo.

Il passo successivo, racconta, “potrebbe essere la stesura di un documento”. Sicuramente quella di Bologna non sarà l’ultima riunione dei dissidenti M5S. “I prossimi incontri potrebbero tenersi anche a Roma o Milano”. Alla domanda se il capo politico Luigi Di Maio sia stato informato del summit bolognese, Barillari risponde: “No, non è stato informato. Ma esiste la libertà di espressione, i portavoce possono incontrarsi, legittimamente”.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Governo Conte. Genesi, obiettivi ed importanza dei sondaggi. Poteri Forti.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-09-07.

2019-09-07__Proiezioni

È passato un mese concitato, durante il quale è cambiato il governo nazionale: come sarebbe stato logico aspettarsi, la nuova compagine si propone linee politiche quasi opposte a quello precedente.

A questo punto sarebbe lecito domandarsi cosa sia successo, perché e quale futuro possa esse ipotizzato in modo abbastanza ragionevole.

Cosa sembrerebbe essere successo.

Le elezioni europee ultime scorse hanno indotto un violento scossone all’Unione Europea. Il partito popolare europeo e quello socialista europeo hanno perso poco meno di un centinaio di seggi, perdendo la maggioranza che detenevano da decenni. Nessun di queste compagini è stata in grado di far nominare a Presidente della Commissione Europea il proprio candidato, Weber per il Ppe e Timmermans per il Pse. L’asse francogermanico si era incrinato.

Si impose quindi il raggiungimento di un compromesso.

Merkel. Quella telefonata che allunga la vita ….

«In recent days, that has also fueled great mistrust, especially in the European Parliament. The suspicion swept through the room that the candidate wanted to buy herself a majority on the right side of the center by taking a soft approach to Viktor Orbán and Jaroslaw Kaczynski»

«The fact that Merkel had called Polish Prime Minister Mateusz Morawiecki and asked for the support of the PiS EU parliamentarians, didn’t remain secret for long either»

«But the EU is also divided, as the very close result in her election showed: 383 of 747 members of parliament voted for her as their choice for the new European Commission president»

«Rarely has a commission head been elected by such a slim margin. On top of that, von der Leyen needed votes from representatives with Poland’s Law and Justice Party (PiS) to secure her win, which raises the question of reciprocation»

«Von der Leyen needs to deviate from Merkel’s line, which will be a delicate operation»

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Il primo settembre Cdu ed Spd hanno subito una severa sconfitta nelle elezioni nel Brandenburg ed in Sachsen. AfD si conferma secondo partito in quei Länder e la sua presenza sarà di grande ostacolo alla formazione di un qualche governo.

Molti governi nell’Unione Europea sono oramai minoritari, per esempio la Spagna, e questo fatto rende deboli le posizioni dei loro governanti in sede di Commissione Europea. Da questo deriva una grande incertezza su come tale consesso potrà votare provvedimenti cruciali quali i piani finanziari comunitari.

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Ma questo contesto di estrema debolezza e frammentazione politica è inserito in un quadro di recessione economica che sembrerebbe avviarsi a grandi passi verso la depressione.

Se nell’ambito della Unione Europea la crisi recessiva è facilmente spiegabile quale crisi strutturale e deterioramento sostanziale del sistema economico germanico, senza poi menzionare la presenza di debiti sovrani oramai ingestibili e generalizzate crisi di un welfare insostenibile, il quadro mondiale si presenta a tinte fosche.

Cina – Usa. La guerra commerciale e dei dazi si internazionalizza.

Guerra mondiale valutaria e commerciale. South Korea nei triboli.

Unione Europea e Germania in stagnazione. – Destatis.

La guerra sino-americana su valute e dazi mette alle corde il sistema economico dell’Unione Europea e la svalutazione del renminbi concorre potentemente ad affossarlo.

In breve, la situazione politica ed economica dell’Unione Europea sta attraversando un periodo di grande debolezza senza riuscire ad intravedere un possibile sbocco positivo in un futuro a breve termine.

Ecb. ‘Rallentamento più duraturo del previsto’.

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Se letta alla luce di quanto prima riportato, la crisi politica italiana appare molto più comprensibile.

Poteri forti e nuovo governo M5S – PD.

Ai poteri forti mondiali ed europei sta a cure il garantire una qualche stabilità ad un’Unione Europea traballante, non da ultimo per le boccaccesche vicende della Brexit.

Dal loro punto di vista, dei partiti sovranisti potenti ma non in grado di arrivare da soli al potere come in Polonia ed in Ungheria diventavano elemento di inciampo.

Si sono quindi attivati, usando le armi loro più congeniali, complice anche la dabbenaggine di molti uomini politici improvvisati tali.

Austria. Il caso Strache. Di prudenza non è mai morto nessuno.

Il problema dell’incontro coi russi non sono i soldi

Fondi russi: ‘rete’ contatti Savoini, non con Salvini

Violenza sessuale, indagato figlio Grillo

Ma in questa Europa un sospetto equivale a sentenza cassata.

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Obiettivi reali dl nuovo Governo Conte.

Vi sono cose dette e cose non dette.

M5S ha 216 / 630 deputati e 107 / 321 senatori. Pd ha 111 / 630 deputati e 51 / 321 senatori.

Ci si sarebbe attesi che M5S avesse un numero di ministri doppio di quelli del partito democratico. Ma M5S ha dieci ministri, PD 9, Leu uno. Tutti gli italiani con cariche europee appartengono al PD.

Più che un Governo giallo-rosso questo è un Governo rosso-giallo.

«Vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole», avrebbe chiosato Padre Dante.

Si dovrebbe prendere atto che questa crisi di agosto è stata indotta, pilotata e risolta ben fuori di Italia.

Obiettivi europei.

Il nuovo Governo rosso-giallo è nettamente schierato nel campo liberal socialista dell’Unione Europea: da esso ci si aspetta che supporti quanto deciso in Europa, il cui grande obiettivo, dichiarato sia dalla Mrs von der Leyen sia da Mrs Lagarde, è quello di salvare banche e manifatturiero tedesco. Sarà operazione dolorosa e costosa, e l’Italia sarà indotta a supportarne tutti gli oneri, costi quel che costi.

Se il salvataggio della Germania sia sicuramente mossa preliminare alla risoluzione dell’attuale recessione continentale, il discrimine per l’Italia sarà determinato dai costi che le saranno addebitati e che il nuovo Governo recepirà con gaudio.

Obiettivi domestici.

Sondaggi politici Euromedia: sola 1 donna su 5 crede nel governo M5S-PD

Sondaggi elettorali Noto: governo M5S-PD bocciato dal 46% degli italiani

Sondaggi elettorali Ixè: governo M5S-Pd, per un italiano su due durerà poco

Questi sono un punto dolente, una pulpite purulenta.

Il grande successo elettorale ottenuto da M5S alle elezioni politiche del 4 marzo 2018, sul quale poi si basa l’attuale Governo, si è dimostrato non duraturo nel tempo.

Sia il PD sia M5S hanno a disposizione tre anni e mezzo per cercare di risalire la china. In questo i sondaggi della propensione al voto e quelli su temi di attualità politica potrebbero essere di grande interesse: la posta in gioco sarebbe quella di raggiungere una maggioranza stabile alle prossime elezioni politiche.

Nelle elezioni del 24 maggio M5S era collocato al 17.1% ed il Pd al 22.7%.

Negli ultimi sondaggi di propensione al voto M5S è proiettato al 20.0% ed il Pd al 23.0%. Messi assieme, arrivano ad un 43% che li precluderebbe dall’avere una maggioranza tale da poter continuare a governare.

Sotto questa ottica diventa inutile disquisire su come si orientino gli altri voti.

A breve si terranno le elezioni regionali in Umbria, Calabria ed Emilia-Romagna. Sono elezioni locali, ovviamente, ma la loro valenza politica sarebbe innegabile. Se la svolta rosso-gialla non procurasse un significativo aumento dei voti al M5S ed al Pd, il destino di questa coalizione sarà da mettersi in forte dubbio.

Né si sottovalutino i test dei rinnovi dei sindaci a Roma e Torino. A Roma la Raggi (M5S) aveva trionfato con un 57.15%, mentre a Torino la Appendino (M5S) aveva ottenuto un 54.56% dei voti. Al momento attuale sembrerebbe inverosimile che il prossimo anno possano rinnovarsi simili trionfi.

Conclusioni.

Questo nuovo Governo rosso-giallo è stato voluto dai poteri forti europei ed è nato a supporto dei liberal socialisti europei.

M5S è messo molto peggio di quanto non possa sembrare. Al momento ha circa il 20% dell’Elettorato, ma non è al momento al governo nelle regioni e non ha nemmeno presentato le lista per le elezioni amministrative.

Questo Governo ha tre anni e mezzo di tempo per rimontare nei sondaggi delle intenzioni di voto: se in tale lasso di tempo non uscisse a raggiunge una solida maggioranza alle prossime elezioni politiche, Pd e M5S si condannano alla estinzione come forze politiche nazionali, con o senza l’appoggio dei loro amici europei.

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Crippa, Taverna e la compattezza del M5S. Riportiamo solo per cronaca.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-09-02.

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Nessuno intende qui metter in dubbio alcuno la buona fede di quanti sono intervenuti nella vicenda: si vorrebbe che fosse ben chiaro.

Che gli esseri  umani siano liberi nel pensiero e nell’azione e cosa nota.

«Ci sono stati, nelle ultime ore, almeno nove senatori del M5S che mi hanno chiamato, dicendosi disponibili a non votare la fiducia a Palazzo Madama al premier Conte”. Lo dice all’AdnKronos Andrea Crippa, vicesegretario della Lega, che spiega come si tratta di “eletti del Movimento, provenienti dal Sud ma anche dal Nord e centro Italia, gente che non è stata al governo gialloverde, senatori che ora chiedono di avere una candidatura per un seggio con la Lega alle prossime elezioni»

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«”Dopo che il suo leader Matteo Salvini ha fatto cadere il governo Conte tra un mojito e una ballatina con una cubista sulla spiaggia, fuorché poi tornare sui propri passi quando ha capito che non poteva decidere tutto da solo essendo in una Repubblica parlamentare, Crippa si lancia in annunci fantapolitici”. Così, in una nota, la vicepresidente del Senato Paola Taverna del MoVimento 5 Stelle»

«”Il vicesegretario della Lega – sottolinea – sarebbe stato addirittura cercato da nove senatori del MoVimento 5 Stelle che, disperati, si sarebbero rivolti a lui per fare cosa? Entrare nella Lega? Forse ha capito male… oggi per cosa si può chiamare la Lega? Forse per avere una mappa dei barman che fanno meglio il mojito? Per avere informazioni su una festa in riva al mare? Per ottenere il contatto di un deejay?”.»

Ovviamente, non rilasciamo commento alcuno.


Adnk. 2019-09-02. Crippa: “Nove M5S pronti al no a Conte”

“Ci sono stati, nelle ultime ore, almeno nove senatori del M5S che mi hanno chiamato, dicendosi disponibili a non votare la fiducia a Palazzo Madama al premier Conte”. Lo dice all’AdnKronos Andrea Crippa, vicesegretario della Lega, che spiega come si tratta di “eletti del Movimento, provenienti dal Sud ma anche dal Nord e centro Italia, gente che non è stata al governo gialloverde, senatori che ora chiedono di avere una candidatura per un seggio con la Lega alle prossime elezioni”.

Crippa spiega che la Lega “non chiude le porte a nessuno”, avvertendo che “quelli che ho sentito mi hanno fatto capire che non parlano solo per loro stessi, ma che ci sono altri pronti a seguirli”.

“In ogni caso – sottolinea il leghista – noi valutiamo caso per caso, faremo scelte che saranno basate su quanto queste persone hanno fatto per i temi cari alla Lega: dalla legittima difesa, alla immigrazione, alle misure sulle tasse”.

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Adnk. 2019-09-02. Taverna vs. Crippa: “M5S non in vendita”

“Dopo che il suo leader Matteo Salvini ha fatto cadere il governo Conte tra un mojito e una ballatina con una cubista sulla spiaggia, fuorché poi tornare sui propri passi quando ha capito che non poteva decidere tutto da solo essendo in una Repubblica parlamentare, Crippa si lancia in annunci fantapolitici”. Così, in una nota, la vicepresidente del Senato Paola Taverna del MoVimento 5 Stelle.

“Il vicesegretario della Lega – sottolinea – sarebbe stato addirittura cercato da nove senatori del MoVimento 5 Stelle che, disperati, si sarebbero rivolti a lui per fare cosa? Entrare nella Lega? Forse ha capito male… oggi per cosa si può chiamare la Lega? Forse per avere una mappa dei barman che fanno meglio il mojito? Per avere informazioni su una festa in riva al mare? Per ottenere il contatto di un deejay?”.

“Ci dispiace per Crippa e per la Lega che, dopo il disastro estivo di Salvini, ha cercato in tutti i modi di correre ai ripari con proposte vergognose – conclude Taverna -. Stiano tranquilli, il Movimento 5 Stelle è compatto. E sicuramente non è in vendita“,

PATUANELLI – Stessa posizione espressa in una nota dal capogruppo del Movimento al Senato, Stafano Patuanelli: le parole del leghista Crippa “ci fanno ripiombare nella peggiore politica, in cui si promettono poltrone e candidature e si paventano giochini di palazzo sulla pelle degli italiani. D’altronde c’è da aspettarselo da chi ha tradito gli italiani facendo cadere il Governo Conte ed il suo progetto di cambiamento per l’Italia. Al contrario della Lega noi non tradiamo: siamo e saremo compatti, sempre. È per questo che sono terrorizzati dal Movimento 5 Stelle”.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo

Di Maio. Ecco i 10 punti programmatici.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-08-22.

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I 10 punti elencati da Di Maio per dar vita a un nuovo Governo

«I 10 obiettivi elencati da Di Maio sono:

1) Taglio del numero dei parlamentari (deve essere un obiettivo di questa legislatura e una priorità del calendario in Aula);

2) Una manovra equa che preveda stop all’aumento dell’Iva, il salario minimo orario, il taglio del cuneo fiscale, la sburocratizzazione, il sostegno alle famiglie, alle nascite, alla disabilità e all’emergenza abitativa;

3) Cambio di paradigma sull’ambiente, un’Italia al 100% rinnovabile;

4) Una legge sul conflitto di interessi e una riforma della Rai ispirata al modello Bbc;

5) Dimezzare i tempi della giustizia e riforma del metodo di elezione del Csm;

6) Autonomia differenziata e riforma degli enti locali;

7) Legalità, carcere ai grandi evasori, lotta a evasione e traffici illeciti;

8) Un piano straordinario di investimenti per il Sud;

9) Una riforma del sistema bancario che separi le banche di investimenti dalle banche commerciali;

10) Tutela dei beni comuni, scuola, acqua pubblica, sanità, revisione concessioni autostradali.»

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I punti enunciati sono sintetici, motivo per cui resta davvero difficile comprenderne l’estensione e la tempistica.

Alcune considerazioni possono però essere inferite, almeno come ordini di grandezza.

Se il punto due potrebbe essere stimato necessitare di almeno una sessantina di miliardi, il punto tre, “un’Italia al 100% rinnovabile” richiederebbe una cifra minima di sette – ottocento miliardi. Anche un potenza economica come la Germania ha dovuto porsi ambizioni decisamente più contenute.

Similmente, un “piano straordinario di investimenti per il Sud” difficilmente potrebbe essere fatto con meno di una cinquantina di miliardi.

Infine, applicare in Italia un qualcosa di simile allo Glass-Steagall Act comporterebbe un terremoto nel sistema bancario italiano e, a margine, ci si dovrebbe ricordare come tale legge sia stata abolita nel 1999. Sono molti gli ambienti che auspicherebbero una riforma del sistema bancario, ma sembrerebbe allora opportuno sentire il parere motivato della Ecb, che potrebbe anche non autorizare simile trasformazione.

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Ripetiamo solo per nostra chiarezza.

È impossibile dare un parere su di un enunciato di dieci punti sintetici, che dovrebbero essere assunti come orientamenti generali.

Un grossolano, molto grossolano, conto del preventivo di spesa si attesterebbe sopra i mille miliardi.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Italia. Sondaggi elettorali alla fine si sono alquanto stabilizzati.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-07-21.

2019-07-21__Italia. Sondaggi__001

Nel leggere i risultati dei sondaggi elettorali si dovrebbe sempre tenere presente che essi soffrono di un errore stimabile attorno ai 2.5 punti percentuali. Il valore reale di una formazione quotata 30% si aggirerebbe di conseguenza tra un minimo di 27.5% ed un massimo di 32.5%.

Sotto questa chiave di lettura, i risultati dei sondaggi elettorali in Italia non evidenziano variazioni significative rispetto a quelli ottenuti nelle elezioni europee del 26 maggio.

A meno di eventi al momento imprevisti ed imprevedibili, la situazione sembrerebbe essersi consolidata.

* * *

Ragionando esclusivamente in termini numerici, che possono anche differire profondamente dai giudizi politici, potrebbero prospettarsi solo due alternative di governo.

Il governo Lega M5S avrebbe il 36.0% + 17.5% = 53.5%.

Il governo di centrodestra avrebbe il 36.0% + 8.0% + 5.5% = 49.5%.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Senza categoria, Unione Europea

von der Leyen confermata con 383 voti. Maggioranza 374.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-07-16.

Cigno. Decollo.

«La ministra tedesca Ursula von der Leyen, designata dai Ventotto a succedere a Jean-Claude Juncker, è stata eletta dal Parlamento europeo presidente della Commissione europea ma con soli 383 voti a favore a fronte della maggioranza necessaria prevista di 374 voti. Quindi per soli 9 voti. I contrari sono stati 327. Ad annunciarlo è stato il presidente del Parlamento europeo David Sassoli.»

*

«Polemiche e incertezze solo in parte superate, almeno per il momento. La popolare tedesca Ursula von der Leyen, già ministro della Difesa, 60 anni, è la nuova presidente della Commissione europea, la prima donna alla guida dell’esecutivo Ue: candidata designata dal Consiglio dopo un negoziato lungo e difficile, ha superato l’esame del Parlamento Ue ottenendo 383 voti. Per vincere sarebbe stato sufficiente ottenere 374 preferenze su 747 eletti. I votanti sono stati 733, i voti contrari 327. “Sono molto onorata, la fiducia che riponete in me è la fiducia in un’Europa unita, da nord a sud, da est a ovest – ha commentato appena eletta -. Lavoriamo insieme in modo costruttivo perché il nostro sforzo è mirato a un’Europa unita e forte”. »

«I voti

Ha avuto il sostegno del Ppe, dei liberali di Renew Europe e dei tre quarti dell’S&D, mentre i socialisti tedeschi della Spd, gli austriaci, gli olandesi, i polacchi e gli ungheresi non si sono piegati e non l’hanno votata. Così come i Verdi, la sinistra Gue, parte dei conservatori dell’Ecr e di Identità e democrazia. I 14 deputati del M5S hanno dichiarato il loro sostegno mentre la Lega, che conta 29 eurodeputati, ha votato contro. Il discorso di presentazione di von der Leyen è stato fondamentale per convincere molti degli indecisi socialisti della vigilia. “Per me solamente una cosa è importante, l’Europa va rafforzata e chi la vuole fare fiorire mi avrà dalla sua parte, ma chi vuole indebolire questa Europa troverà in me una dura nemica”. “Vogliamo il multilateralismo e un commercio giusto, difendiamo l’ordine basato sulle regole, dobbiamo riscoprire la nostra unità”. Dichiarato con determinazione il suo europeismo e ricordato che “in mare c’è l’obbligo di salvare le vite”, ha anche sottolineato l’impegno per il raggiungimento della parità di genere. Il suo discorso è cominciato con la citazione di Simone Veil, la presidente del primo Parlamento Ue eletto a suffragio universale nel 1979. Von der Leyen ha promesso che “se gli Stati membri non proporranno abbastanza donne commissarie” non esiterà “a chiedere nuovi nomi”: “Rappresentiamo la metà della popolazione, vogliamo la nostra giusta quota”.»

«Salario minimo

Tutti i dossier dovranno essere affrontati con il “metodo europeo: siamo ambiziosi, non lasciamo indietro nessuno, offriamo prospettive”. Questo vuol dire rafforzamento della struttura industriale europea rappresentata dalle Pmi e completamento dell’Unione del mercato dei capitali. “C’è bisogno di un’economia forte, perché quello che vogliamo spendere prima dobbiamo guadagnarlo”. Quindi riaffermata la validità del Patto di stabilità, von der Leyen apre però alla possibilità “di usare tutta la flessibilità concessa dalle regole”. “L’economia deve essere al servizio delle persone”. E in un’economia sociale di mercato ogni lavoratore deve “guadagnare un salario minimo per una vita decorosa”. Dovrà essere elaborato il quadro legislativo nel rispetto dei mercati locali del lavoro. E dovrà anche essere creato uno schema europeo di assicurazione per la disoccupazione.»

«Stato di diritto e immigrazione

Socialisti e liberali volevano una posizione chiara sulla difesa dello Stato di diritto e l’hanno ottenuta: “La Rule of Law è il nostro strumento migliore per difendere le libertà e proteggere chi è più vulnerabile nella nostra Unione”, ha detto von der Leyen sottolinenando che “non ci possono essere compromessi” nel rispetto dello Stato di diritto. Questo vale in modo universale e dunque “in mare c’è l’obbligo di salvare le vite”. Von der Leyen propone un “nuovo patto sulla migrazione e l’asilo, incluso il rilancio della riforma di Dublino” e di fatto sembra aprire alle proposte avanzate dal ministro degli Esteri italiano, Enzo Moavero Milanesi, all’ultimo Consiglio. “Abbiamo bisogno di solidarietà”, ha detto la presidente che ha offerto “un ulteriore estensione” alla Brexit qualora ci fossero “buone ragioni”, perché in ogni caso “il Regno Unito resta nostro alleato, nostro partner e nostro amico”.»

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Dunque, 383 voti quando la maggioranza era 374: essere eletta con uno scarto di soli sette voti non conferisce sicuramente una grande stabilità all’alta carica.

Hanno votato contro i socialisti tedeschi della Spd, gli austriaci, gli olandesi, i polacchi e gli ungheresi, i Verdi, la sinistra Gue, parte dei conservatori dell’Ecr e di Identità e democrazia.

Determinanti sono stati i voti dei rappresentanti del M5S, che così facendo si sono assunti una ben precisa responsabilità politica.

«C’è bisogno di un’economia forte, perché quello che vogliamo spendere prima dobbiamo guadagnarlo»

Bene.

Vedremo la von der Leyen all’opera: i giudizi si esprimono non sulle parole ma sui fatti.

Si è veramente curiosi di capire donde trarrà le risorse necessarie.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Di Maio. Un intervento degno di essere letto e meditato.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-06-24.

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Adnk riporta ampie citazioni virgolettate del discorso tenuto dall’on Di Maio sullo stato del Movimento Cinque Stelle. Molte delle affermazioni che espone sembrerebbero essere del tutto oneste e sensate, e nel leggerle sarebbe anche utile ricordarsi come l’on Di Maio ricopra un ruolo politico vidimato dal voto popolare.

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«Non mi interessa se in buona fede o in mala fede, ma se qualcuno in questa fase destabilizza il MoVimento con dichiarazioni, eventi, libri, destabilizza anche la capacità del Movimento di orientare le scelte di Governo»

«Qui stiamo lavorando per il Paese, e questo non lo posso permettere. Abbiamo tutti una grande responsabilità. Sentiamola»

«Si rimettano i carriarmatini nella scatola e ognuno porti avanti il ruolo che è chiamato ad assolvere nella società: ministro, parlamentare, attivista, cittadino. Un ruolo non è migliore dell’altro, per quanto mi riguarda. Ma tutti devono essere rispettati e ognuno stia al proprio posto»

«Destabilizzare il Governo in questo momento in cui il Presidente del Consiglio sta portando avanti una trattativa difficilissima con l’Unione Europea è da incoscienti, e questo lo dico sia al MoVimento che alla Lega. Non permetterò che né io né il MoVimento veniamo indeboliti da queste dinamiche. Ci mancherebbe altro. Ma è bene che tutti sappiano. Dobbiamo essere una testuggine, non un campo estivo»

«Il mio ruolo non è per niente semplice. Ogni volta che sono riuscito a far approvare una proposta di legge che poi, una volta Legge, ci ha riempito di orgoglio, ho dovuto fare un accordo di maggioranza ad un vertice di maggioranza»

«Mi sono seduto al tavolo per ore e per notti intere ed ho contrattato ogni punto, visto che non abbiamo mai avuto una maggioranza autonoma. Ogni volta che abbiamo preso decisioni su leggi che hanno cambiato o cambieranno la vita a milioni di italiani, ho dato il massimo per trovare la quadra e ottenere il miglior risultato per i cittadini, nonostante le profonde differenze di vedute che c’erano all’interno del Governo. Ho fatto solo il mio dovere, ma questo non vuole dire che sia stato semplice»

«La forza di contrattare a quei tavoli proviene fondamentalmente da due fattori: capacità personali e compattezza della forza politica che rappresenti. Oggi vorrei soffermarmi su questo secondo punto. Quando due forze politiche si siedono al tavolo attraverso i loro capi politici, ognuno dei due deve poter garantire che sugli accordi che si prendono, i parlamentari, i sindaci, i governatori, agiranno di conseguenza. Se non è così iniziano seri problemi. Ed è anche per questo che in passato quando qualcuno non ha votato la fiducia al Governo è stato espulso»

«Io sono preoccupato per la procedura d’infrazione, ma anche fiducioso perché l’Italia può pretendere molto di più ai quei tavoli ma per pretendere dobbiamo essere uniti come forze politiche e dentro le forze politiche»

«C’è bisogno di unità. E così non solo noi potremmo evitare la procedura ma anche fare una legge di bilancio che elimina una serie di balzelli che pesano sulla vita dei cittadini»

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Sono discorsi che grondano sano buon senso.

Alcuni elementi sembrerebbero essere di portata generale.

Se è perfettamente logico che i membri di un partito politico dibattano sul da farsi magari anche dovendosi adattare alle realtà emergenti, e se è altrettanto logico che si mettano in campo i più disparati pensieri, è sicuramente un processo dialettico il cui contenuto non dovrebbe trapelare al pubblico se non ad argomento sviscerato e riportato da quanti abbiano il diritto di parlare a nome del partito.

La fuga di notizie, gli sfoghi di ambizioni conculcate, le invidie mal represse del successo altrui percepito come danno emergente, per non menzionare poi gli interventi pilotati direttamente dall’estero sono materia da basso impero, da condannarsi senza possibilità di appello.

L’on Di Maio ha perfettamente ragione quando afferma che sia in corso una delicatissima trattativa in sede Unione Europea, esattamente come ha ragione da stravendere quando ricorda che la forza internazionale di un capo di governo affonda le sue radici nella sua robustezza interna.

Destabilizzare il M5S significa sottominare il potere contrattuale del Governo in sede Unione Europea in un momento di delicate trattative, i risultati delle quali perdureranno per cinque lunghi anni.

I comportamenti stigmatizzati sono però di entità tale da generare un dubbio che rasenta la certezza: molti ambienti e molte persone, a tra questa anche quanti siano o siamo stati nel M5S non sono insensibili al tintinnio dell’oro del Reno e sono diventati cooperatori di opera disgregatrice, che affonda il proprio cui prodest ben al di là delle frontiere nazionali.


Adnk. 2016-09-23. Ira Di Maio: “Basta destabilizzare il M5S”

“Non mi interessa se in buona fede o in mala fede, ma se qualcuno in questa fase destabilizza il MoVimento con dichiarazioni, eventi, libri, destabilizza anche la capacità del Movimento di orientare le scelte di Governo”. Così scrive Luigi Di Maio, su Facebook, ‘bacchettando’ senza citarlo ad Alessandro Di Battista. “Qui stiamo lavorando per il Paese, e questo non lo posso permettere. Abbiamo tutti una grande responsabilità. Sentiamola”, spiega ancora il vicepremier e capo politico M5S, che nella lunghissima riflessione affidata ai social rivendica sforzi e lavoro svolto finora dalla parte pentastellata dell’esecutivo, ‘bastonando’ anche la senatrice Nugnes, ‘rea’ secondo Di Maio di tradire le promesse del partito. “Stiamo governando la Nazione Italia, non stiamo giocando a risiko”, spiega ancora Di Maio, che aggiunge: “Si rimettano i carriarmatini nella scatola e ognuno porti avanti il ruolo che è chiamato ad assolvere nella società: ministro, parlamentare, attivista, cittadino. Un ruolo non è migliore dell’altro, per quanto mi riguarda. Ma tutti devono essere rispettati e ognuno stia al proprio posto”.

Di Battista: “Con Di Maio chiarirò, chi destabilizza è Salvini”

Poi il monito a compagni e alleati: “Destabilizzare il Governo in questo momento in cui il Presidente del Consiglio sta portando avanti una trattativa difficilissima con l’Unione Europea è da incoscienti, e questo lo dico sia al MoVimento che alla Lega. Non permetterò che né io né il MoVimento veniamo indeboliti da queste dinamiche. Ci mancherebbe altro. Ma è bene che tutti sappiano. Dobbiamo essere una testuggine, non un campo estivo“.

Il ministro passa quindi al suo ruolo di partito e di governo: “Il MoVimento ha deciso, dopo le elezioni europee, che io dovessi continuare ad essere il capo politico del Movimento. Da sempre ho incentrato il mio ruolo su un obiettivo: il MoVimento 5 Stelle al Governo per cambiare l’Italia. E così sarà”.

“Il mio ruolo non è per niente semplice. Ogni volta che sono riuscito a far approvare una proposta di legge che poi, una volta Legge, ci ha riempito di orgoglio, ho dovuto fare un accordo di maggioranza ad un vertice di maggioranza”, sottolinea. “Mi sono seduto al tavolo per ore e per notti intere ed ho contrattato ogni punto, visto che non abbiamo mai avuto una maggioranza autonoma. Ogni volta che abbiamo preso decisioni su leggi che hanno cambiato o cambieranno la vita a milioni di italiani, ho dato il massimo per trovare la quadra e ottenere il miglior risultato per i cittadini, nonostante le profonde differenze di vedute che c’erano all’interno del Governo. Ho fatto solo il mio dovere, ma questo non vuole dire che sia stato semplice”.

“La forza di contrattare a quei tavoli proviene fondamentalmente da due fattori: capacità personali e compattezza della forza politica che rappresenti. Oggi vorrei soffermarmi su questo secondo punto. Quando due forze politiche si siedono al tavolo attraverso i loro capi politici, ognuno dei due deve poter garantire che sugli accordi che si prendono, i parlamentari, i sindaci, i governatori, agiranno di conseguenza. Se non è così iniziano seri problemi. Ed è anche per questo che in passato quando qualcuno non ha votato la fiducia al Governo è stato espulso”.

Quindi il capitolo senatori: “Oggi – scrive Di Maio – leggo che la senatrice Paola Nugnes vuole lasciare il MoVimento 5 Stelle anche perché reputa la legge che taglia 345 parlamentari, una legge anti democratica. Se si vuole tradire una promessa, bisognerebbe dimettersi non passare al misto”.

Per me la manovra si può fare pure domani mattina il tema è che ancora non conosco le coperture della flat tax e questa è una responsabilità e un onere della Lega che ha vinto le elezioni europee ed è giusto che avanzi la sua proposta economica”. “Io sono preoccupato per la procedura d’infrazione, ma anche fiducioso perché l’Italia può pretendere molto di più ai quei tavoli ma per pretendere dobbiamo essere uniti come forze politiche e dentro le forze politiche”. “Perché ogni volta che uno prova a scrivere una legge di bilancio a mezzo stampa o a trovare 10 miliardi a mezzo stampa o prova a indebolire una forza politica con libri, interviste, post l’unica cosa che si fa è indebolire il governo di una delle prime sette potenze del mondo. C’è bisogno di unità. E così non solo noi potremmo evitare la procedura ma anche fare una legge di bilancio che elimina una serie di balzelli che pesano sulla vita dei cittadini”.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Italia. Sondaggio del Corriere su M5S e Di Maio.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-06-04.

Corriere. 2019-06-01. Governo a rischio per un italiano su due

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Apprezziamo il desiderio del M5S di voler consultare i propri iscritti sulle grandi scelte politiche.

Constatiamo però un grande inconveniente.

L’insieme degli iscritti rappresenta sicuramente le anime del movimento, ma altrettanto sicuramente non rappresenta l’Elettorato. Ogni scelta è lecita, ma gli obiettivi strategici sono divergenti.

Per molte decisioni, seguire gli iscritti significa alienarsi l’Elettorato, come bene hanno evidenziato le recenti elezioni.

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Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Parlamento Europeo. Ultima composizione, ma ancora provvisoria.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-06-01.

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Se sono noti i nominativi e le appartenenze partitiche degli eletti nelle singole nazioni, pur tuttavia non sono ancora stabilizzate le appartenenze ai gruppi parlamentari.

Qui riportiamo l’ultimo organigramma disponibile, ma ancora provvisorio.

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Formalmente i pentastellati sono ancora tra le fila dell’Efdd con Farage, ma hanno dichiarato di voler formare un nuovo gruppo politico. Ai loro nuovi alleati mancano tuttavia i numeri. Non superano lo sbarramento i polacchi Kukiz’15, i greci di Akkel, gli estoni di Elurikkuse Erakond e i finlandesi di Liike Nyt. Le uniche notizie positive per loro arrivano dalla Croazia, dove il partito anti-sfratti Zivi Zid entra per la prima volta a Strasburgo con un seggio.

Poi c’è il problema di come possa collocarsi il Brexit Party.

A quanto potrebbe sembrare, Mr Farage vorrebbe salvare il gruppo Efdd, il quale però sembrerebbe non aver rappresentanza in almeno sette stati dell’Unione, come regolamento impone. Poi, Mr Farage non nutre un buon feeling con Ms Le Pen.

Infine, non è ancora dato di sapere se il Fidesz di Mr Orban resterà nel gruppo parlamentare del partito popolare europeo ovvero si cerchi un’altra collocazione.

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Sono migrazioni che coinvolgono un sessantina di eurodeputati.

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No di Farage a Salvini e Le Pen. Ma le trattative non si fermano

Il politico britannico vorrebbe far sopravvivere il gruppo in cui era con il Movimento 5 Stelle, ma gli mancherebbero i numeri. Ecco perché potrebbe riaprire a Salvini e Le Pen.

Secondo Agi, che cita fonti informate sulle trattative fra i vari partiti, il nuovo gruppo voluto dal leader della Lega si chiamerà Alleanza Europea delle Nazioni e dei Popoli e avrà 73 deputati provenienti da nove Paesi. Il gruppo, che ricalca sostanzialmente l’Europa della libertà e delle nazioni (Enf) dovrebbe essere composto da Lega (che avrà il maggior numero di seggi), Rassemblement National, Alternative fur Deutschland, i belgi di Vlaams Belang, Fpo austriaca, i cechi di Spd, Veri Finlandesi, Partito del popolo danese e Ekre, i sovranisti estoni. Questi ultimi tre movimenti, insieme ai tedeschi di Afd, sono i nuovi ingressi rispetto al precedente eurogruppo Enf.

I nove partiti si sono riuniti oggi al Parlamento europeo. Assenti dalla riunione gli spagnoli di Vox, che sono ancora indecisi tra Conservatori e Riformatori Europei (Ecr) e l’Alleanza e il Brexit Party di Farage, che invece pare abbia ancora l’idea di salvare l’eurogruppo Efdd in cui era al fianco del Movimento Cinque Stelle. Il problema è che Farage ha un ostacolo burocratico: il numero di delegati per ricostituire il gruppo parlamentare a Strasburgo. Il vincitore delle elezioni europee in Gran Bretagna non ha infatti il numero adeguato per superare la soglia minima del gruppo e questo potrebbe costringere comunque l’ex leader di Ukip a puntare sull’asse con Le Pen e Salvini. Per questo motivo, i tentennamenti di Farage potrebbero comunque portare a una trattativa tesa a raggiungere un accordo con i leader franco-italiani dell’Alleanza europea.

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Brexit party in talks to join far-right group in EU parliament

MEP from Italy’s League party says discussions with Nigel Farage have been going well.

Nigel Farage’s Brexit party has been in talks to join the far-right group in the European parliament and is keeping its options open about its future allies, a spokesman for the party has said.

The talks between the Brexit party and Italy’s far-right League were first revealed by Marco Zanni, a League MEP, who said talks were going well and could be wrapped up next week. ….