Pubblicato in: Criminalità Organizzata

Palamara ed amante. ‘ Da Ibiza a Favignana, abbiamo vissuto sette anni nel lusso’

Giuseppe Sandro Mela.

2019-07-04.

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Ben duro il lavoro del giudice Palamara. Passa ore su ore al telefonino cinguettando a destra e mana, sciorinando tutto quanto con il fare disinvolto di chi abbia la certezza di essere un impunito: un superuomo al di là del bene e del male.

Palamara santo subito. Sarebbe più candido di san Luigi Gonzaga.

Beh: proprio casto come san Luigi Gonzaga non si direbbe.

Come tutti gli uomini di potere trovava semplicemente dovuto il vivere nel lusso, purché, sia ben chiaro, pagato dagli altri. E poi, che potere mai sarebbe, se non consentisse almeno un harem?

«Adele e il lusso

L’accusa di corruzione riguarda soldi, viaggi e gioielli che l’imprenditore Fabrizio Centofanti avrebbe pagato per lui e per la sua amica Adele, insegnante di ginnastica che frequentava da anni. Il 9 maggio i due parlano proprio di quanto può accadere, il magistrato è preoccupato e si sfoga proprio sull’amicizia con Centofanti.

Palamara: «Quel c… di piccoletto solo guai c’ha combinato».

Adele: «Eh però abbiamo passato sette anni di lusso».

Palamara: «Pure, dillo pure!».

Adele: «Lo sto dicendo a te… siamo stati a Ibiza con… siamo stati a Favignana». »

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Sette anni nel lusso sibaritico, scopazzando a destra e manca.

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«I processi pilotati

Durante la perquisizione a casa di Palamara è stato trovato un elenco di fascicoli già inviati in tribunale o in corte d’Appello con alcune annotazioni a mano. Per il primo si parla della sostituzione di una giudice; su un altro è scritto: «Questa è fondamentale che la rigetti»; su un terzo: «Questa è l’ultima che ti ho dato». E adesso sarà la Guardia di Finanza a dover verificare se gli interventi siano effettivamente andati a buon fine »

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Si dica il nome del magistrato cui si è assegnati, e si può scrivere la sentenza con anni di anticipo: ben pagati, condanno oppure assolvono secondo la personale convenienza. Le ferie ad Ibiza valgono bene un processo truccato.

Ma queste sono ancora i briciolotti, piccole miserie umane.

«Il procuratore generale Riccardo Fuzio non era l’unico alto magistrato sul quale Luca Palamara poteva contare sia per decidere sulle mosse da compiere rispetto all’indagine per corruzione aperta contro di lui a Perugia, sia per agevolare l’arrivo al vertice della procura di Roma del «suo» candidato Marcello Viola»

«dà conto dei consigli ricevuti dal procuratore aggiunto di Roma Antonello Racanelli, all’epoca segretario di Magistratura indipendente e anche lui sostenitore di Viola.»

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I signori magistrati bramerebbero di essere rispettati.

Benissimo. Si comportino allora da persone rispettabili.

Nota.

E vorrebbero darci a bere che nei tribunali

nessuno ne sapeva nulla?? Ma proprio nulla??


Corriere. 2019-07-03. L’amica a Palamara: «Da Ibiza a Favignana, abbiamo vissuto sette anni nel lusso»

Una conversazione intercettata il 16 maggio scorso grazie al trojan inserito nel telefonino di Luca Palamara dà conto dei consigli ricevuti dal procuratore aggiunto di Roma Antonello Racanelli, all’epoca segretario di Magistratura indipendente

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Roma – Il procuratore generale Riccardo Fuzio non era l’unico alto magistrato sul quale Luca Palamara poteva contare sia per decidere sulle mosse da compiere rispetto all’indagine per corruzione aperta contro di lui a Perugia, sia per agevolare l’arrivo al vertice della procura di Roma del «suo» candidato Marcello Viola. Una conversazione intercettata il 16 maggio scorso grazie al trojan inserito nel suo telefonino, dà conto dei consigli ricevuti dal procuratore aggiunto di Roma Antonello Racanelli, all’epoca segretario di Magistratura indipendente e anche lui sostenitore di Viola. Ma gli atti dell’inchiesta avviata dai pubblici ministeri umbri raccontano anche presunti interventi che proprio Palamara avrebbe compiuto per «pilotare» alcuni processi che non erano stati assegnati a lui, ma che interessavano suoi conoscenti.

«Muovere le carte»

Poco dopo aver saputo dall’amico e consigliere del Csm Luigi Spina di essere indagato, Palamara va da Racanelli. È furioso. «Hai saputo la porcata? Ma tu hai capito che hanno fatto?». Poi minaccia: «Però mo’ va gestita bene perché se poco poco mi girano… poi racconto tutto». Il collega gli consiglia di chiedere ufficialmente alla Procura di Perugia quale sia la sua posizione.

Racanelli: «A quel punto sei legittimato ad andare con un tuo avvocato a prendere contatto con il pm e dice “il mio assistito vuole farsi interrogare… non dichiarazioni spontanee” e vedi cosa ti dice, ma però a questo punto cerca anche di capire una cosa perché secondo me è un peccato che poi sprechi questa occasione di poter fare l’aggiunto adesso».

Palamara: «Certo».

Racanelli: «Scusa perché dopo finirà la storia…».

Palamara: «No, ma io sono d’accordo».

I due sono preoccupati anche per la possibile procedura di trasferimento al Csm, mentre si mostrano interessati che proceda rapidamente quella basata sull’esposto del pm romano Stefano Fava contro l’ex procuratore Giuseppe Pignatone e l’aggiunto Paolo Ielo.

Racanelli: «Secondo me la commissione non fa niente sulla pratica tua… su quell’altra bisogna insistere per avere le carte e incominciare a muovere le carte… incominciare a convocare… perché così segnali…». E alla fine Palamara conclude: «Vabbè, le spalle sono forti… cioè sono più stimolato a portare Viola».

Adele e il lusso

L’accusa di corruzione riguarda soldi, viaggi e gioielli che l’imprenditore Fabrizio Centofanti avrebbe pagato per lui e per la sua amica Adele, insegnante di ginnastica che frequentava da anni. Il 9 maggio i due parlano proprio di quanto può accadere, il magistrato è preoccupato e si sfoga proprio sull’amicizia con Centofanti.

Palamara: «Quel c… di piccoletto solo guai c’ha combinato».

Adele: «Eh però abbiamo passato sette anni di lusso».

Palamara: «Pure, dillo pure!».

Adele: «Lo sto dicendo a te… siamo stati a Ibiza con… siamo stati a Favignana».

I processi pilotati

Durante la perquisizione a casa di Palamara è stato trovato un elenco di fascicoli già inviati in tribunale o in corte d’Appello con alcune annotazioni a mano. Per il primo si parla della sostituzione di una giudice; su un altro è scritto: «Questa è fondamentale che la rigetti»; su un terzo: «Questa è l’ultima che ti ho dato». E adesso sarà la Guardia di Finanza a dover verificare se gli interventi siano effettivamente andati a buon fine.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Giustizia

Csm. Tre consiglieri si dimettono. Ministro avvia procedura disciplinare.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-06-13.

Porto Azzurro Carcere

«Terremoto al Csm, colpito dalla bufera sulle nomine nelle procure. Si è dimesso il terzo consigliere in due giorni: Lepre, dopo Spina e Morlini»

«Per tutti e tre, insieme ai togati Cartoni e Criscuoli (che si sono autosospesi) il ministro Bonafede ha chiesto la procedura disciplinare, avanzando contestazioni in più del Pg della Cassazione»

«Il Guardasigilli, condividendo a pieno il provvedimento del procuratore generale della corte di Cassazione, ha avanzato ulteriori contestazioni.»

«Il plenum del Csm ha eletto all’unanimità i consiglieri togati Giovanni Zaccaro (Area) e Michele Ciambellini (Unicost) come nuovi giudici della Sezione disciplinare. Prendono il posto dei due consiglieri che si sono dimessi dal tribunale delle toghe»

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«Il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, ha firmato la richiesta di procedura disciplinare nei confronti dei consiglieri del Csm già autosospesi Corrado Cartoni, Paolo Criscuoli e Antonio Lepre, oltre che nei confronti di Luigi Spina e Gianluigi Morlini, già dimessisi da consiglieri»

«Il Guardasigilli, condividendo a pieno il provvedimento del procuratore generale della corte di Cassazione, ha avanzato ulteriori contestazioni»

«Il ministro Bonafede – si legge in una nota – continua a muoversi nel solco di quella compattezza delle istituzioni che ha promosso fin dall’inizio della vicenda che sta investendo il Csm»

«È convocato per domenica 16 giugno 2019 alle ore 10 il Comitato Direttivo Centrale dell’Associazione Nazionale Magistrati presso la sede centrale dell’Anm (Palazzo di Giustizia, Piazza Cavour, Roma). All’ordine del giorno, il rinnovo della Giunta Esecutiva Centrale»

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La credibilità del Consiglio Superiore della Magistratura ad oggi è nulla, per non dire negativa.

Che poi un Consiglio così squalificato proceda a delle nome è un schiaffo dato a mano aperta sul volto del popolo lavoratore, su quello degli italiani onesti.

Da quanto sta emergendo affiorano non solo responsabilità personali, ma piuttosto il consolidato metodo pervicacemente clientelare nella scelta di nomine che nulla hanno a che fare con l’amministrazione della ‘Giustizia’, quanto piuttosto con la mera gestione del potere per il potere.

Se plaudiamo l’iniziativa del Guardasigilli, avremmo di gran lungo preferito che si fosse formata una Commissione di inchiesta parlamentare, che avesse commissariato l’intero Consiglio, in attesa di un giudizio che solo il Parlamento eletto dalla volontà del popolo sovrano può emettere.

È semplicemente impossibile che i magistrati al momento non ancora toccati dall’inchiesta fossero all’oscuro di quanto da decenni stava accadendo in seno all’alto Consesso.

Ma ciò non sembrerebbe ancora sufficiente.

Oltre ai magistrati del Csm dovrebbero essere indagati anche tutti i magistrati nominati almeno nei ruoli apicali nell’ultimo decennio.

Per parafrasare un celebre detto di giudice Davigo, non esistono magistrati onesti, ma solo magistrati dei quali non è ancora stata dimostratala la colpevolezza.

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La Presse. 2019-06-13. Caos procure, Bonafede attiva la procedura disciplinare per i consiglieri del Csm

Il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, ha firmato la richiesta di procedura disciplinare nei confronti dei consiglieri del Csm già autosospesi Corrado Cartoni, Paolo Criscuoli e Antonio Lepre, oltre che nei confronti di Luigi Spina e Gianluigi Morlini, già dimessisi da consiglieri. Il Guardasigilli, condividendo a pieno il provvedimento del procuratore generale della corte di Cassazione, ha avanzato ulteriori contestazioni. Il ministro Bonafede – si legge in una nota – continua a muoversi nel solco di quella compattezza delle istituzioni che ha promosso fin dall’inizio della vicenda che sta investendo il Csm. È convocato per domenica 16 giugno 2019 alle ore 10 il Comitato Direttivo Centrale dell’Associazione Nazionale Magistrati presso la sede centrale dell’Anm (Palazzo di Giustizia, Piazza Cavour, Roma). All’ordine del giorno, il rinnovo della Giunta Esecutiva Centrale.

Nella sua lettera di dimissioni dal Csm consegnata al vicepresidente David Ermini, il consigliere togato Antonio Lepre si dice “consapevole della forte tensione istituzionale venutasi a creare in questi giorni”. “Tengo innanzitutto a ribadire con forza – dice – che ogni circostanza a me attribuita è frutto di fatti assolutamente occasionali, non programmati, ancorché inopportuni. Respingo con fermezza ogni paragone o accostamento a chi si è reso responsabile di attività illecite o trame occulte e sottolineo di aver sempre agito nell’interesse dell’Istituzione, tentando di realizzare, fin dall’inizio del mio impegno consiliare, quanto promesso in campagna elettorale come i cd. standard di rendimento, i carichi esigibili e la semplificazione e trasparenza delle valutazioni di professionalità, per i quali si era un passo dall’approvazione”.

Nel frattempo Luca Lotti si difende dalle accuse di coinvolgimento nel caso. “In questi giorni – ha scritto in un lungo post su Facebook – ho dovuto sopportare una vera e propria montagna di fango contro di me. Ci sono abituato, un politico deve esserlo per forza. Ma davvero stavolta credo siano stati superati dei livelli minimi di accettabilità”. “Ogni giorno – ha continuato – sono state pubblicate strane e fantasiose letture dei fatti e pezzi di frasi captate durante alcuni incontri. Incontri a fine giornata, non un pericolosi summit in piena notte come qualcuno tenta di raccontare. In queste ore ho letto di tutto: di rapporti tra magistratura e politica, di incontri segreti, di cupole, di verminai. Niente che abbia a che fare con la verità!”, aggiunge. “Procederò in tutte le sedi contro chi in queste ore ha scritto il falso su di me e lo farò a testa alta come un cittadino che crede nella giustizia e in chi la amministra”.

“In questi anni – ha aggiunto – ho incontrato decine di magistrati, per i motivi più svariati: se è reato incontrare un giudice non ho problemi a fare l’elenco di quelli che ho incontrato io, in qualsiasi sede. Mai sono venuto meno ai doveri imposti dalla Costituzione e dalle leggi”. E ancora: “Trovo squallido che mi si accosti, anche lontanamente, ad attività di dossieraggio. Gli esposti che riguardano Pignatone e Ielo a Roma e Creazzo e Turco a Firenze sono firmati da magistrati che non conosco e che non ho mai incontrato”.

“In un incontro che si è svolto in un dopo cena – ha scritto ancora su Facebook – ho espresso liberamente le mie opinioni: parole in libertà, non minacce o costrizioni. È stato scritto che lì sarebbero state decise le nomine dei capi di alcune Procure, scelta che in realtà spetta al Csm: ricordo infatti che queste nomine vengono approvate da un plenum di 26 persone, sono proposte dalla V Commissione e necessitano il concerto del Ministro della Giustizia. Quindi ho commesso reati? Assolutamente no. Ho fatto pressioni o minacce? Assolutamente no. La conferma, peraltro, è arrivata anche ieri dalle parole di Morlini, che ho incontrato una sola volta in tutta la mia vita”.

“Ho fatto pressioni – ha spiegato Lotti – in merito al futuro della Procura di Roma per avere dei vantaggi personali, come qualcuno sostiene? Assolutamente no. Qualcuno ha addirittura scritto che una mia opinione personale avrebbe potuto condizionare il processo Consip! Niente di più falso, niente di più assurdo. Come sarebbe stato possibile? La realtà è che la Procura di Roma nel dicembre 2018 ha chiesto per me il rinvio a giudizio per favoreggiamento, ma anche l’archiviazione per il reato di rivelazioni di segreti d’ufficio. I miei dubbi su questa inchiesta li chiarirò durante l’udienza preliminare”. “Ma deve essere chiara una cosa: qualunque siano i futuri vertici della Procura di Roma – ha concluso – la mia udienza davanti al Gup è già in corso e verrà definita come è giusto che sia, senza alcuna interferenza. Detto in altre parole: anche se il futuro il Procuratore di Roma dovesse essere mio fratello, la richiesta di rinvio a giudizio è già stata fatta e sto affrontando il procedimento penale. Non c’è alcun collegamento tra la nomina del Procuratore di Roma (che certamente non può dipendere da me) e il mio procedimento. Questa è la pura e semplice verità”. “Ripeto: questi i fatti. Il resto sono solo parole. Anzi, il resto è solo un contorno fatto di strumentalizzazioni, illazioni e ipocrisie”.

Pronta la polemica di Forza Italia. “L’attuale Csm è gravato da ombre troppo serie per poter svolgere la sua funzione con la necessaria autorevolezza e imparzialità. Ci rivolgiamo dunque al Capo dello Stato, massimo garante delle regole democratiche, con un rispettoso ma accorato appello affinché proceda al più presto allo scioglimento del Csm. Nello stesso tempo sosterremo con forza in sede parlamentare la proposta di una Commissione di inchiesta su quanto è accaduto e sta accadendo nel Consiglio Superiore”, è quanto si legge in una nota del Comitato di Presidenza di Forza Italia, riunito a Roma sotto la Presidenza di Silvio Berlusconi.

Pertanto il partito azzurro annuncia che chiederà nei prossimi giorni al Presidente della Repubblica “un’udienza per manifestargli, anche proprio nella sua qualità di Presidente del Csm, le nostre preoccupazioni e l’urgenza di un intervento all’altezza della gravità della situazione”. “I gravi elementi che stanno emergendo in ordine al funzionamento e alla formazione del CSM conferiscono un’immagine fortemente negativa ad un organo di rilievo costituzionale dalle funzioni delicatissime. Questo conferma in modo clamoroso quello che Forza Italia denuncia da anni: la politicizzazione e il correntismo all’interno dell’ordine giudiziario hanno condizionato e condizionano pesantemente l’attività di giurisdizione a tutti i livelli, svilendo il lavoro prezioso che tanti magistrati onesti e corretti svolgono ogni giorno lontano dai riflettori nell’interesse esclusivo della collettività”. E’ quanto si legge in una nota del Comitato di Presidenza di Forza Italia, riunito oggi a Roma, sotto la Presidenza di Silvio Berlusconi. “Si impone dunque una riforma profonda dell’ordinamento giudiziario, i cui criteri abbiamo più volte enunciato, per garantire l’imparzialità dei giudici e la parità di condizioni fra accusa e difesa che realizzino finalmente “il giusto processo” aggiunge.

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Ansa. 2019-06-13. Terremoto al Csm, si dimettono tre consiglieri

Terremoto al Csm, colpito dalla bufera sulle nomine nelle procure. Si è dimesso il terzo consigliere in due giorni: Lepre, dopo Spina e Morlini. Per tutti e tre, insieme ai togati Cartoni e Criscuoli (che si sono autosospesi) il ministro Bonafede ha chiesto la procedura disciplinare, avanzando contestazioni in più del Pg della Cassazione.  Il Guardasigilli, condividendo a pieno il provvedimento del procuratore generale della corte di Cassazione, ha avanzato ulteriori contestazioni.

Il plenum del Csm ha eletto all’unanimità i consiglieri togati Giovanni Zaccaro (Area) e Michele Ciambellini (Unicost) come nuovi giudici della Sezione disciplinare. Prendono il posto dei due consiglieri che si sono dimessi dal tribunale delle toghe. 

Lotti si difende su Facebook: “In questi anni ho incontrato decine di magistrati, per i motivi più svariati: se è reato incontrare un giudice non ho problemi a fare l’elenco di quelli che ho incontrato io, in qualsiasi sede. Mai sono venuto meno ai doveri imposti dalla Costituzione e dalle leggi. Procederò in tutte le sedi contro chi in queste ore ha scritto il falso su di me e lo farò a testa alta come un cittadino che crede nella giustizia e in chi la amministra”. 

“Chiederemo un’udienza la Capo dello Stato – ha detto Silvio Berlusconi – per esporre le nostre preoccupazioni e chiedere lo scioglimento del Csm”. Il leader di Forza Itlaia ha anche ribadito la richiesta di una “commissione di inchiesta parlamentare” sulla vicenda.

Il Pg della Cassazione Riccardo Fuzio, nell’atto di incolpazione a carico dei 5 consiglieri togati, evidenzia che c’era una vera “strategia di danneggiamento” di uno dei candidati alla carica di procuratore di Roma, il procuratore di Firenze Giuseppe Creazzo, che venne prefigurata nella riunione del 9 maggio scorso , organizzata dall’ex presidente dell’Anm Luca Palamara e Cosimo Ferri, con Luca Lotti e cinque consiglieri togati del Csm. Mentre si lavorava per “l’enfatizzazione” del profilo professionale del Pg di Firenze Marcello Viola, il candidato voluto dai politici e che è stato poi il più votato dalla Commissione per gli incarichi direttivi nella seduta del 23 maggio scorso. Anche il consigliere che poi l’avrebbe sostenuto in Commissione, Gianluigi Morlini, prefigurando come sarebbe andato il voto in Commissione, spiega quali sarebbero state le prossime mosse: ” noi contattiamo Creazzo e gli diciamo…Peppe guarda che qui noi ti possiamo votare. Ci sono cinque voti nostri e magari un laico. Ma tu qua perdi, che fai?”.