Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Governo Conte. Genesi, obiettivi ed importanza dei sondaggi. Poteri Forti.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-09-07.

2019-09-07__Proiezioni

È passato un mese concitato, durante il quale è cambiato il governo nazionale: come sarebbe stato logico aspettarsi, la nuova compagine si propone linee politiche quasi opposte a quello precedente.

A questo punto sarebbe lecito domandarsi cosa sia successo, perché e quale futuro possa esse ipotizzato in modo abbastanza ragionevole.

Cosa sembrerebbe essere successo.

Le elezioni europee ultime scorse hanno indotto un violento scossone all’Unione Europea. Il partito popolare europeo e quello socialista europeo hanno perso poco meno di un centinaio di seggi, perdendo la maggioranza che detenevano da decenni. Nessun di queste compagini è stata in grado di far nominare a Presidente della Commissione Europea il proprio candidato, Weber per il Ppe e Timmermans per il Pse. L’asse francogermanico si era incrinato.

Si impose quindi il raggiungimento di un compromesso.

Merkel. Quella telefonata che allunga la vita ….

«In recent days, that has also fueled great mistrust, especially in the European Parliament. The suspicion swept through the room that the candidate wanted to buy herself a majority on the right side of the center by taking a soft approach to Viktor Orbán and Jaroslaw Kaczynski»

«The fact that Merkel had called Polish Prime Minister Mateusz Morawiecki and asked for the support of the PiS EU parliamentarians, didn’t remain secret for long either»

«But the EU is also divided, as the very close result in her election showed: 383 of 747 members of parliament voted for her as their choice for the new European Commission president»

«Rarely has a commission head been elected by such a slim margin. On top of that, von der Leyen needed votes from representatives with Poland’s Law and Justice Party (PiS) to secure her win, which raises the question of reciprocation»

«Von der Leyen needs to deviate from Merkel’s line, which will be a delicate operation»

*

Il primo settembre Cdu ed Spd hanno subito una severa sconfitta nelle elezioni nel Brandenburg ed in Sachsen. AfD si conferma secondo partito in quei Länder e la sua presenza sarà di grande ostacolo alla formazione di un qualche governo.

Molti governi nell’Unione Europea sono oramai minoritari, per esempio la Spagna, e questo fatto rende deboli le posizioni dei loro governanti in sede di Commissione Europea. Da questo deriva una grande incertezza su come tale consesso potrà votare provvedimenti cruciali quali i piani finanziari comunitari.

*

Ma questo contesto di estrema debolezza e frammentazione politica è inserito in un quadro di recessione economica che sembrerebbe avviarsi a grandi passi verso la depressione.

Se nell’ambito della Unione Europea la crisi recessiva è facilmente spiegabile quale crisi strutturale e deterioramento sostanziale del sistema economico germanico, senza poi menzionare la presenza di debiti sovrani oramai ingestibili e generalizzate crisi di un welfare insostenibile, il quadro mondiale si presenta a tinte fosche.

Cina – Usa. La guerra commerciale e dei dazi si internazionalizza.

Guerra mondiale valutaria e commerciale. South Korea nei triboli.

Unione Europea e Germania in stagnazione. – Destatis.

La guerra sino-americana su valute e dazi mette alle corde il sistema economico dell’Unione Europea e la svalutazione del renminbi concorre potentemente ad affossarlo.

In breve, la situazione politica ed economica dell’Unione Europea sta attraversando un periodo di grande debolezza senza riuscire ad intravedere un possibile sbocco positivo in un futuro a breve termine.

Ecb. ‘Rallentamento più duraturo del previsto’.

*

Se letta alla luce di quanto prima riportato, la crisi politica italiana appare molto più comprensibile.

Poteri forti e nuovo governo M5S – PD.

Ai poteri forti mondiali ed europei sta a cure il garantire una qualche stabilità ad un’Unione Europea traballante, non da ultimo per le boccaccesche vicende della Brexit.

Dal loro punto di vista, dei partiti sovranisti potenti ma non in grado di arrivare da soli al potere come in Polonia ed in Ungheria diventavano elemento di inciampo.

Si sono quindi attivati, usando le armi loro più congeniali, complice anche la dabbenaggine di molti uomini politici improvvisati tali.

Austria. Il caso Strache. Di prudenza non è mai morto nessuno.

Il problema dell’incontro coi russi non sono i soldi

Fondi russi: ‘rete’ contatti Savoini, non con Salvini

Violenza sessuale, indagato figlio Grillo

Ma in questa Europa un sospetto equivale a sentenza cassata.

* * *

Obiettivi reali dl nuovo Governo Conte.

Vi sono cose dette e cose non dette.

M5S ha 216 / 630 deputati e 107 / 321 senatori. Pd ha 111 / 630 deputati e 51 / 321 senatori.

Ci si sarebbe attesi che M5S avesse un numero di ministri doppio di quelli del partito democratico. Ma M5S ha dieci ministri, PD 9, Leu uno. Tutti gli italiani con cariche europee appartengono al PD.

Più che un Governo giallo-rosso questo è un Governo rosso-giallo.

«Vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole», avrebbe chiosato Padre Dante.

Si dovrebbe prendere atto che questa crisi di agosto è stata indotta, pilotata e risolta ben fuori di Italia.

Obiettivi europei.

Il nuovo Governo rosso-giallo è nettamente schierato nel campo liberal socialista dell’Unione Europea: da esso ci si aspetta che supporti quanto deciso in Europa, il cui grande obiettivo, dichiarato sia dalla Mrs von der Leyen sia da Mrs Lagarde, è quello di salvare banche e manifatturiero tedesco. Sarà operazione dolorosa e costosa, e l’Italia sarà indotta a supportarne tutti gli oneri, costi quel che costi.

Se il salvataggio della Germania sia sicuramente mossa preliminare alla risoluzione dell’attuale recessione continentale, il discrimine per l’Italia sarà determinato dai costi che le saranno addebitati e che il nuovo Governo recepirà con gaudio.

Obiettivi domestici.

Sondaggi politici Euromedia: sola 1 donna su 5 crede nel governo M5S-PD

Sondaggi elettorali Noto: governo M5S-PD bocciato dal 46% degli italiani

Sondaggi elettorali Ixè: governo M5S-Pd, per un italiano su due durerà poco

Questi sono un punto dolente, una pulpite purulenta.

Il grande successo elettorale ottenuto da M5S alle elezioni politiche del 4 marzo 2018, sul quale poi si basa l’attuale Governo, si è dimostrato non duraturo nel tempo.

Sia il PD sia M5S hanno a disposizione tre anni e mezzo per cercare di risalire la china. In questo i sondaggi della propensione al voto e quelli su temi di attualità politica potrebbero essere di grande interesse: la posta in gioco sarebbe quella di raggiungere una maggioranza stabile alle prossime elezioni politiche.

Nelle elezioni del 24 maggio M5S era collocato al 17.1% ed il Pd al 22.7%.

Negli ultimi sondaggi di propensione al voto M5S è proiettato al 20.0% ed il Pd al 23.0%. Messi assieme, arrivano ad un 43% che li precluderebbe dall’avere una maggioranza tale da poter continuare a governare.

Sotto questa ottica diventa inutile disquisire su come si orientino gli altri voti.

A breve si terranno le elezioni regionali in Umbria, Calabria ed Emilia-Romagna. Sono elezioni locali, ovviamente, ma la loro valenza politica sarebbe innegabile. Se la svolta rosso-gialla non procurasse un significativo aumento dei voti al M5S ed al Pd, il destino di questa coalizione sarà da mettersi in forte dubbio.

Né si sottovalutino i test dei rinnovi dei sindaci a Roma e Torino. A Roma la Raggi (M5S) aveva trionfato con un 57.15%, mentre a Torino la Appendino (M5S) aveva ottenuto un 54.56% dei voti. Al momento attuale sembrerebbe inverosimile che il prossimo anno possano rinnovarsi simili trionfi.

Conclusioni.

Questo nuovo Governo rosso-giallo è stato voluto dai poteri forti europei ed è nato a supporto dei liberal socialisti europei.

M5S è messo molto peggio di quanto non possa sembrare. Al momento ha circa il 20% dell’Elettorato, ma non è al momento al governo nelle regioni e non ha nemmeno presentato le lista per le elezioni amministrative.

Questo Governo ha tre anni e mezzo di tempo per rimontare nei sondaggi delle intenzioni di voto: se in tale lasso di tempo non uscisse a raggiunge una solida maggioranza alle prossime elezioni politiche, Pd e M5S si condannano alla estinzione come forze politiche nazionali, con o senza l’appoggio dei loro amici europei.

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Crippa, Taverna e la compattezza del M5S. Riportiamo solo per cronaca.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-09-02.

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Nessuno intende qui metter in dubbio alcuno la buona fede di quanti sono intervenuti nella vicenda: si vorrebbe che fosse ben chiaro.

Che gli esseri  umani siano liberi nel pensiero e nell’azione e cosa nota.

«Ci sono stati, nelle ultime ore, almeno nove senatori del M5S che mi hanno chiamato, dicendosi disponibili a non votare la fiducia a Palazzo Madama al premier Conte”. Lo dice all’AdnKronos Andrea Crippa, vicesegretario della Lega, che spiega come si tratta di “eletti del Movimento, provenienti dal Sud ma anche dal Nord e centro Italia, gente che non è stata al governo gialloverde, senatori che ora chiedono di avere una candidatura per un seggio con la Lega alle prossime elezioni»

*

«”Dopo che il suo leader Matteo Salvini ha fatto cadere il governo Conte tra un mojito e una ballatina con una cubista sulla spiaggia, fuorché poi tornare sui propri passi quando ha capito che non poteva decidere tutto da solo essendo in una Repubblica parlamentare, Crippa si lancia in annunci fantapolitici”. Così, in una nota, la vicepresidente del Senato Paola Taverna del MoVimento 5 Stelle»

«”Il vicesegretario della Lega – sottolinea – sarebbe stato addirittura cercato da nove senatori del MoVimento 5 Stelle che, disperati, si sarebbero rivolti a lui per fare cosa? Entrare nella Lega? Forse ha capito male… oggi per cosa si può chiamare la Lega? Forse per avere una mappa dei barman che fanno meglio il mojito? Per avere informazioni su una festa in riva al mare? Per ottenere il contatto di un deejay?”.»

Ovviamente, non rilasciamo commento alcuno.


Adnk. 2019-09-02. Crippa: “Nove M5S pronti al no a Conte”

“Ci sono stati, nelle ultime ore, almeno nove senatori del M5S che mi hanno chiamato, dicendosi disponibili a non votare la fiducia a Palazzo Madama al premier Conte”. Lo dice all’AdnKronos Andrea Crippa, vicesegretario della Lega, che spiega come si tratta di “eletti del Movimento, provenienti dal Sud ma anche dal Nord e centro Italia, gente che non è stata al governo gialloverde, senatori che ora chiedono di avere una candidatura per un seggio con la Lega alle prossime elezioni”.

Crippa spiega che la Lega “non chiude le porte a nessuno”, avvertendo che “quelli che ho sentito mi hanno fatto capire che non parlano solo per loro stessi, ma che ci sono altri pronti a seguirli”.

“In ogni caso – sottolinea il leghista – noi valutiamo caso per caso, faremo scelte che saranno basate su quanto queste persone hanno fatto per i temi cari alla Lega: dalla legittima difesa, alla immigrazione, alle misure sulle tasse”.

*


Adnk. 2019-09-02. Taverna vs. Crippa: “M5S non in vendita”

“Dopo che il suo leader Matteo Salvini ha fatto cadere il governo Conte tra un mojito e una ballatina con una cubista sulla spiaggia, fuorché poi tornare sui propri passi quando ha capito che non poteva decidere tutto da solo essendo in una Repubblica parlamentare, Crippa si lancia in annunci fantapolitici”. Così, in una nota, la vicepresidente del Senato Paola Taverna del MoVimento 5 Stelle.

“Il vicesegretario della Lega – sottolinea – sarebbe stato addirittura cercato da nove senatori del MoVimento 5 Stelle che, disperati, si sarebbero rivolti a lui per fare cosa? Entrare nella Lega? Forse ha capito male… oggi per cosa si può chiamare la Lega? Forse per avere una mappa dei barman che fanno meglio il mojito? Per avere informazioni su una festa in riva al mare? Per ottenere il contatto di un deejay?”.

“Ci dispiace per Crippa e per la Lega che, dopo il disastro estivo di Salvini, ha cercato in tutti i modi di correre ai ripari con proposte vergognose – conclude Taverna -. Stiano tranquilli, il Movimento 5 Stelle è compatto. E sicuramente non è in vendita“,

PATUANELLI – Stessa posizione espressa in una nota dal capogruppo del Movimento al Senato, Stafano Patuanelli: le parole del leghista Crippa “ci fanno ripiombare nella peggiore politica, in cui si promettono poltrone e candidature e si paventano giochini di palazzo sulla pelle degli italiani. D’altronde c’è da aspettarselo da chi ha tradito gli italiani facendo cadere il Governo Conte ed il suo progetto di cambiamento per l’Italia. Al contrario della Lega noi non tradiamo: siamo e saremo compatti, sempre. È per questo che sono terrorizzati dal Movimento 5 Stelle”.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Italia. Sondaggi. Centrodestra a 413 seggi, 66.3%. – Corriere

Giuseppe Sandro Mela.

2019-08-16.

2019-08-11__Corriere__Previsioni 001

Il Corriere della Sera ha pubblicato i risultati dei sondaggi elettorali Ipsos, raccolti secondo le possibili combinazioni di accorpamenti.

Un centrodestra unito otterrebbe 413 / 618 seggi, ossia il 66.3%. Si ricordi che una legge di riforma costituzionale approvata con maggioranza qualificata non necessita di corroborazione referendaria.

La Lega da sola non otterrebbe la maggioranza dei seggi, come succederebbe invece se fosse in coalizione con Fratelli di Italia.

Riportiamo, come nostra abitudine quando sia possibile, anche le fotocopie degli articoli originali.


Sarebbe opportuno fare un solo unico commento.

Un certo quale numero di lettori lascia commenti furibondi ed osceni, come se i risultati dei sondaggi fossero attribuibili a noi e non alle società di rilevamento dati. Troppo onore: noi riportiamo soltanto e, di norma, senza commento alcuno.

Constatiamo soltanto come il bilioso commento ispirato da rabbia impotente non consenta quel pacato confronto di idee che dovrebbe essere alla base della civile convivenza.

2019-08-11__Corriere__Previsioni 002

Pubblicato in: Demografia, Devoluzione socialismo, Unione Europea

Partiti. Leader, iscritti ed Elettori. Il discrimine tra successo ed insuccesso.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-08-14.

2019-08-14__Voto_Classi_Età__001

I partiti politici dispongono sostanzialmente di tre livelli decisionali: la élite dirigenziale, gli iscritti tesserati ed infine gli Elettori.

Per comprovata tradizione in Occidente la linea politica ed economica è tracciata dalla dirigenza.

In situazioni che richiedono decisioni importanti è costumanza convocare un congresso straordinario e porre agli iscritti il quesito di cosa si debba fare: quid agendum sit.

Ma alla fine il giudizio tranchant deriva dal responso delle urne.

*

Se a prima vista questo modo di procedere sembrerebbe essere logico e democratico, nei fatti si dimostra molto lacunoso e fuorviante.

Tutto questo ragionamento si basa infatti sul presupposto, sul postulato implicito, che la dirigenza rispecchi fedelmente le idee della base degli iscritti e che questa sia campione affidabile dell’elettorato.

Bene, ai nostri tempi questa assunzione non è più valida, ed è la causa efficiente del tracollo di molti partiti politici tradizionali europei, dalla Cdu ed Spd in Germania, al partito democratico in Italia.

Poche situazioni umane soggiacciono più strettamente al principio di inerzia delle politiche. La gran parte delle dirigenze si dimostra incapace di evolversi nel tempo: ne consegue che gli Elettori voltano le spalle a queste formazioni politiche.

* * * * * * *

Il problema è plurifattoriale, ma due elementi giocano un ruolo apparentemente fondamentale: la classe di età e la situazione lavorativa.

Elezioni europee. Voto per età, studi, professione, e religiosità.

Per il Partito Democratico, che alle ultime scorse elezioni europee ottenne il 22.7% dei voti, il 19% degli elettori aveva meno di quaranta anni, mentre il 27.9% erano sopra i 65 anni.

Per la Lega, che alle ultime scorse elezioni europee ottenne il 34.3% dei voti, il 38% degli Elettori ha età compresa tra i 35 ed i 64 anni, ossia è in età lavorativa.

Per il PD i lavoratori autonomi e gli operai sono quota marginale dell’Elettorato, essendo il 17.8% ed il 14.3%, rispettivamente. Ben il 28.2% degli Elettori PD sono pensionati. Al contrario la Lega ha in queste fascie il 42.2% ed il 40.3% degli Elettori, rispettivamente.

In poche parole, l’Elettorato del partito democratico è vecchio e pensionato, quello della Lega giovane e lavoratore.

Facendo un conto grossolano ma aderente alla realtà, entro dieci anni il PD perderà un buon trenta percento degli Elettori per il naturale rinnovo della popolazione.

* * *

PD e Lega hanno seguito due differenti strategie decisionali.

– Seguendo la classica procedura, il PD si è rivolto ad una base degli iscritti che non rappresentano più il loro Elettorato, e quindi sono stati duramente punti alle elezioni.

– La Lega, al contrario, ha regolarmente sondato gli umori degli Elettori, assumendoli come linee guida: il risultato è sotto gli occhi di tutti.

* * *

Una delle più pregnanti definizioni dell’intelligenza identifica questa capacità umana con l’arte di saper riconoscere obiettivamente i fatti nuovi e di saperne trarre le conseguenze in modo sequenziale.

Ma l’acume politico è appannaggio di pochi.

Nota.

Un discorso a parte riguarderebbe i media, che in Occidente continuano imperterriti ad ignorare i parere dell’Elettorato, nel tentativo di imporgli le loro ideologie. Il risultato è una disassuefazione dei lettori.


Adnk. 2019-08-13. Calenda: “Il Pd è finito”

Il Pd è finito“. Lo ammette Carlo Calenda ai microfoni di ‘Circo Massimo’, su Radio Capital. “Così com’è, è finito sicuramente. Dopodiché può decidere di andare oltre se stesso, rilanciarsi, ricostruirsi in qualcosa di diverso” ragiona l’europarlamentare, che poi delimita i confini della scissione nel partito. “Ci sono due Pd: uno ha i gruppi parlamentari e un altro ha il partito. Nell’ultima direzione ho proposto di creare una segreteria politica in cui la gente si guarda in faccia e prende una decisione comune. I primi a non volerlo sono stati i renziani. Renzi non si siede con nessuno, non prende la telefonata di nessuno e non discute con nessuno. Questa è la verità” attacca l’ex ministro.

“La scissione nel Pd già c’è. Ormai – prosegue – è un dato di fatto. Renzi ha fatto un’intervista, non solo facendo zompare per aria il Pd ma anche facendolo diventare argomento di conversazione al posto della crisi di governo. Il tutto senza fare una telefonata a nessuno. E questo aveva detto che avrebbe fatto il senatore semplice e che non avrebbe parlato per due anni… pensa se parlava”.

Il governo istituzionale proposto da Renzi, che vedrebbe insieme i parlamentari dem e i 5 Stelle, secondo Calenda, “rischia di farsi, perché l’impulso all’autopreservazione del ceto politico è gigantesco. E l’ex premier ha bisogno di più tempo per fare il suo partito. Ma così offriremo un’occasione gigantesca a Salvini”.

L’ideatore di ‘Siamo Europei’, però, non si arrende: “Non vuol dire che non si lotterà fino alla fine. Io cercherò di costruire un fronte repubblicano, come sto dicendo da mesi, ma insieme al Pd. Si può anestetizzare questa ferita solo rilanciando un grande progetto politico che al momento anche Zingaretti mi sembra non stia lanciando. Se vuole fare il segretario del Pd, e non l’amministratore straordinario della liquidazione – consiglia Calenda – deve rilanciare facendo un grande progetto che coinvolga e vada oltre il Pd”.

“Se avrà il coraggio di farlo, esisterà qualcosa che non sarà il Pd come lo conosciamo oggi. Se non lo farà, il Pd scenderà al 15% e poi ci sarà una sinistra frammentata. E questo significherà consegnare l’Italia a Salvini. Mi batterò contro questa prospettiva. Magari sarò solo come un pirla…”.

L’ex ministro vede una sola via maestra: “Il confronto democratico con le elezioni. E la costruzione del fronte democratico e repubblicano. Abbiamo una battaglia da fare contro chi ci vuole portare fuori dall’Europa e questa battaglia si fa a viso aperto, non facendo accrocchietti per qualche mese”.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Salvini vola nei sondaggi: +62%. 320 deputati e 170 senatori.

Giuseppe Sandro Mela

2019-08-09.

2019-09-09__Salvini__001

«Stando ad un’indiscrezione Dagospia, Salvini ha consumato lo strappo perché sicuro di avere i numeri per governare da solo senza il sostegno di Fratelli d’Italia e Forza Italia. “Da simulazioni effettuate in casa leghista verrebbe fuori che proiettando gli ultimi sondaggi effettuati dai più noti istituti di ricerca, il Carroccio potrebbe arrivare addirittura ad ottenere oltre 190 collegi nel maggioritario e la quasi totalità dei collegi del Senato, ovvero una novantina su poco più di 110 – scrive Dagospia – In poche parole, la Lega in caso di elezioni anticipate potrebbe ottenere oltre 320 deputati e 170 senatori”.»

2019-09-09__Salvini__002

«“Se fosse possibile gradirebbe Matteo Salvini nuovo Re D’Italia?” La domanda che sa di boutade estiva l’ha posta senza fronzoli l’istituto Gpf Inspiring Research in un sondaggio per Affaritaliani.it. Le risposte sono però più sorprendenti della domanda stessa: il 52% risponde di sì, il 48% no.»

* * * * * * *

Si riportano i commenti virgolettati, senza fare considerazione alcuna.

Si constata soltanto come il Rosatellum lo abbia voluto il partito democratico.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Italia. Sondaggi elettorali alla fine si sono alquanto stabilizzati.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-07-21.

2019-07-21__Italia. Sondaggi__001

Nel leggere i risultati dei sondaggi elettorali si dovrebbe sempre tenere presente che essi soffrono di un errore stimabile attorno ai 2.5 punti percentuali. Il valore reale di una formazione quotata 30% si aggirerebbe di conseguenza tra un minimo di 27.5% ed un massimo di 32.5%.

Sotto questa chiave di lettura, i risultati dei sondaggi elettorali in Italia non evidenziano variazioni significative rispetto a quelli ottenuti nelle elezioni europee del 26 maggio.

A meno di eventi al momento imprevisti ed imprevedibili, la situazione sembrerebbe essersi consolidata.

* * *

Ragionando esclusivamente in termini numerici, che possono anche differire profondamente dai giudizi politici, potrebbero prospettarsi solo due alternative di governo.

Il governo Lega M5S avrebbe il 36.0% + 17.5% = 53.5%.

Il governo di centrodestra avrebbe il 36.0% + 8.0% + 5.5% = 49.5%.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Religioni

Italia. Influenza elettorale della Chiesa Cattolica.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-07-17.

2019-07-15__Lega_Chiesa__001

Prima di esporre i risultati del sondaggio elettorale stratificato per attitudine religiosa, sarebbe opportuno far precedere alcune considerazioni, per puntualizzare e cercare di ridurre al massimo le incomprensioni.

*

È cristiano colui che

“crede in Dio Padre onnipotente, creatore dell’universo, e che Gesù di Nazareth sia il Cristo, il Figlio di Dio, nato, morto e risorto per la salvezza del’umanità”

Si noti la differenza concettuale tra “credere in” e “credere che”. Nella terminologia cristiana, il verbo ‘credere’ implica sia l’adesione mentale, volontaria e logicamente coordinata, sia la conduzione della vita in accordo al credo professato. La religione cristiana non è fatto emotivo, ma razionale.

*

La Chiesa è la comunità di coloro che credono in Cristo, dal quale la Chiesa ha ricevuto i suoi tratti essenziali: con un numero ben definito di riti (i sacramenti), con un nucleo chiaro di dottrina (i Vangeli), e con una precisa struttura gerarchica (essendo Pietro il capo della Chiesa terrena. Pertanto, la Chiesa è il prolungamento nella storia dell’incarnazione del Verbo, vero capo della Chiesa stessa, il suo ‘Corpo Mistico’.

Sant’Ambrosio dette una definizione lapidaria:

«Ubi Petrus,. ibi Ecclaesia».

*

Il Magistero Petrino gode della caratteristica di non contraddire né quanto riportato in tutti i punti di tutte le Sacre Scritture, né la Santa Tradizione: deve conservare il messaggio evangelico, spiegandolo e porgendolo in forma consona ai tempi, senza alterarne uno iota.

Ci si pensi bene. La totalità delle eresie è nata quando un passo evangelico è stato assunto come principio assoluto, senza tener conto di tutto il resto. Una generalizzazione contraddittoria.

*

Il Magistero Petrino è riportato nei documenti ufficiali pontifici, che ad oggi sono raccolti e pubblicati negli Acta Apostolicae Sedis. Nessuna altra fonte, per quanto autorevole, è autorizzata a parlare od interpretare il pensiero petrino, tanto meno la stampa. Le frasi, siano pur esse virgolettate, possono essere riportate in modo disorsivo, se avulse dal contesto originario.

*

L’essere cristiano cattolico è quindi un fatto spirituale, ingiudicabile da un punto di vista umano. Non esistono tessere di appartenenza o di adesione. Se sicuramente un cristiano dovrebbe dimostrare la sua fede nelle sue opere, sarebbe anche pur vero che possono essere fatti errori.

Tuttavia, potremmo semplificare affermando che non può professarsi cristiano cattolico chi non sia obbediente al Magistero Petrino, intendendo per tale ciò che è: quando il Santo Padre si pronuncia in materia dogmatica.

Una ultima considerazione.

Per la religione cristiana, le azioni sono buone se fatte nel nome di Cristo, secondo la Sua volontà. Questo tratto le distingue nettamente da quelle fatte per filantropia, ossia senza contenuto religioso. Filantropia è un concetto massonico.

* * * * * * *

Termometro politico ha rilasciato un interessante sondaggio, ove assieme alla propensione al voto è stato tenuto conto della religiosità dell’Elettore. Per praticità esecutiva, sono stati ripartiti in ‘praticanti’, ‘non praticanti’ ed atei od agnostici. I risultati devono quindi essere letti alla luce di queste definizioni.

Larga quota delle propensione al voto per la Lega provengono da praticanti o non praticanti, pur essendo la componente atea ben rappresentata al 33.2%. Questa stratificazione è evidente anche negli Elettori di M5S.

Inversa invece la stratificazione per il partito democratico, ove gli atei od agnostici raggiungono quota 28%.

*

Il Magistero Petrino, fatta salva l’osservanza della dottrina, non ha mai in duemila anni di storia patrocinato questa o quella forma di governo.

Poi, c’è una nutrita schiera di persone che si ritengono essere autorizzati a parlare nel nome della Chiesa, ma Chiesa non sono. Ricordiamo solo l’accorato quia nonnulli di SS Celestino I, Denzinger 238:

«Quia nonnulli, qui catholico nomine gloriantur, in damnatis haereticorum sensibus seu pravitate sive imperitia demorantes, piissimis disputatoribus obviare praesumunt ….»

“Perché alcune persone, che si gloriano del nome di coloro che sono cattolici, vivono nei pensieri dannati degli eretici sia per depravazione sia per imperizia, presumono di contrastare i più pii pensatori ….”

Gli Elettori stanno dimostrando di aver compreso ed assimilato il pensiero di papa Celestino I.

I “Vade retro Salvini” lanciati da sedicenti cristiani cattolici non hanno fatto presa sui credenti.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Italia. Mappa delle regioni. Epicrisi dei fatti.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-05-28.

2019-05-27__Italia__011

Questa mappetta rende molto bene l’idea di quanto siano cambiati in Italia gli umori politici.

Nel 2014 tutte le regioni italiane erano con governatore e giunta di centrosinistra.

Ad oggi, dopo cinque anni, la Lega ha il controllo di tutto  il centro-nord e del centro, tranne che la regione Toscana.

Questi sono i fatti.

*

Sono molte le considerazioni che sorgerebbero spontanee.

In primo luogo sembrerebbe davvero strano che di un simile mutamento degli orientamenti politici il partito democratico non ne abbia colto il messaggio. Se è vero che un uomo politico. massimamente uno statista, deve garbatamente porgere le linee guida agli Elettori, sarebbe altrettanto vero che l’uomo politico accorto debba essere un fine ascoltatore. Dote questa di cui gli esponenti del partito democratico non brillano.

In secondo luogo, il ridimensionamento del M5S può essere letto sotto molte chiavi interpretative, ma la discrepanza tra ideali irrealizzabili e la coriacea realtà non dovrebbe mai essere persa di vista. Esattamente come si dovrebbe promettere solo ciò che poi si possa mantenere. Esattamente come non è sostenibile nel tempo l’essersi presentati come il partito dei ‘No’. L’Italia si era ribellata proprio all’immobilismo, alla cristallizzazione.

In terzo luogo, o la formazione politica riesce ad ottenere la maggioranza assoluta con cui poter governare, oppure non ha altra scelta che stringere alleanze. Ma nel formare una coalizione, tutte le parti devono cedere qualcosa per ottenere almeno parzialmente la soddisfazione di almeno alcuni dei punti programmatici. Ma i patti che si fanno devono essere mantenuti: il programma concordato è quello della coalizione, non più quello di un partito. M5S ha ritenuto opportuno correre da solo, ed ha preso una severa lezione di quanto ciò sia controproducente.

In quarto luogo, la gente è sempre più stanca delle parole: vorrebbe vedere i fatti. Ma se non li vedesse, ebbene, cambierebbe immediatamente voto. La saga del voto ereditario è finita.

In quinto luogo, stiamo assistendo ad una cesura sempre più evidente tra la base degli iscritti ai partiti e l’Elettorato cui il partito si rivolge. Ma base partitica ed Elettorato non sono sinonimi. Tra gli iscritti vi sono molti visionari, degli esagitati che, urlando a voce più alta di tutti gli altri, indurrebbero a pensare che rappresentino effettivamente qualcosa. Se è vero che nel medio – lungo termine questi esseri si auto emarginano da soli, metterli alla porta sarebbe cosa proficua per i partiti e per tutta la nazione.

*

Da ultimo, ma non certo per ultimo, Lega e Salvini sono fortemente debitori ai media per il successo ottenuto. Tutte le testate giornalistiche si sono coalizzate contro i partiti di governo nel tentativo di demonizzarlo. Incapaci di formulare un piano politico, hanno cercato di demolirli come persone fisiche, con una lunga serie di attacchi personali, sostenuti in questo da una magistratura compiacente. Ma anche l’affondo con cui una nota testata ha pubblicato la copertina con un “vade retro Salvini” ha sortito l’effetto contrario. Una cosa è se a dire quella frase è il Cristo, ed una totalmente differente è se a dirla sono persone che si credono di essere il Cristo, mentre le loro opere testimoniano contro di loro.

Si fanno auspici che i media ed i giornalisti continuino a comportarsi da persone false e bugiarde: più fanno ciò e meno moral suasion esercitano. Si sono screditati con i loro stessi scritti.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Lega trionferebbe nell’Italia Centrale. In Toscana sarebbe al 34%.

Giuseppe Sandro Mela

2019-05-27.

Animali. Bocca aperta. Civetta. 001

«Salvini al 36,09%, Pd al 26,73%, crollo M5s al 15,17%, Forza Italia cala fino allo 6,07%, appena un attimo sopra il 5,2% di Fratelli d’Italia»

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«Interessante lo sviluppo nelle singole Regioni del Centro»

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«nella rossa Toscana, Lega al 34,22% davanti al Partito Democratico fermo al 29,91%, non sfonda invece il M5s al 13,43%.»

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«Nel Lazio invece, Salvini addirittura arriva fino a 41,38%, con Pd lontano anni luce al 17,41% e M5s al 16,17% (Berlusconi al 9,27% e Meloni al 8,81%»

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Ricordiamo come questi siano dati parziale.


RISULTATI ELEZIONI EUROPEE 2019, CENTRO ITALIA/ Dati reali: Salvini boom, M5s ko

«primi dati reali che giungono dallo spoglio della Circoscrizione Centro Italia, mostrano dei risultati sorprendenti per la Lega di Salvini che anche lontano dall’amato nord del Carroccio si conferma primo partito anche nelle regioni storicamente “roccaforti” della Sinistra. Salvini al 36,09%, Pd al 26,73%, crollo M5s al 15,17%, Forza Italia cala fino allo 6,07%, appena un attimo sopra il 5,2% di Fratelli d’Italia. Chiudono +Europa-Italia in Comune al 2,84%, la Sinistra al 2,26%, Europa Verde al 2,18%, Partito Comunista al 1,59%, Popolo della Famiglia appaiati a CasaPound nello 0,37% su scala nazionale, quando sono stati scrutinati circa 400 sezioni sulle 11mila al voto per queste Elezioni Europee 2019. Interessante lo sviluppo nelle singole Regioni del Centro: nella rossa Toscana, Lega al 34,22% davanti al Partito Democratico fermo al 29,91%, non sfonda invece il M5s al 13,43%. Nel Lazio invece, Salvini addirittura arriva fino a 41,38%, con Pd lontano anni luce al 17,41% e M5s al 16,17% (Berlusconi al 9,27% e Meloni al 8,81%): ma qui i dati reali sono arrivati solo fino a 50 sezioni scrutinate su 5298.»