Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Italia. Mappa delle regioni. Epicrisi dei fatti.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-05-28.

2019-05-27__Italia__011

Questa mappetta rende molto bene l’idea di quanto siano cambiati in Italia gli umori politici.

Nel 2014 tutte le regioni italiane erano con governatore e giunta di centrosinistra.

Ad oggi, dopo cinque anni, la Lega ha il controllo di tutto  il centro-nord e del centro, tranne che la regione Toscana.

Questi sono i fatti.

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Sono molte le considerazioni che sorgerebbero spontanee.

In primo luogo sembrerebbe davvero strano che di un simile mutamento degli orientamenti politici il partito democratico non ne abbia colto il messaggio. Se è vero che un uomo politico. massimamente uno statista, deve garbatamente porgere le linee guida agli Elettori, sarebbe altrettanto vero che l’uomo politico accorto debba essere un fine ascoltatore. Dote questa di cui gli esponenti del partito democratico non brillano.

In secondo luogo, il ridimensionamento del M5S può essere letto sotto molte chiavi interpretative, ma la discrepanza tra ideali irrealizzabili e la coriacea realtà non dovrebbe mai essere persa di vista. Esattamente come si dovrebbe promettere solo ciò che poi si possa mantenere. Esattamente come non è sostenibile nel tempo l’essersi presentati come il partito dei ‘No’. L’Italia si era ribellata proprio all’immobilismo, alla cristallizzazione.

In terzo luogo, o la formazione politica riesce ad ottenere la maggioranza assoluta con cui poter governare, oppure non ha altra scelta che stringere alleanze. Ma nel formare una coalizione, tutte le parti devono cedere qualcosa per ottenere almeno parzialmente la soddisfazione di almeno alcuni dei punti programmatici. Ma i patti che si fanno devono essere mantenuti: il programma concordato è quello della coalizione, non più quello di un partito. M5S ha ritenuto opportuno correre da solo, ed ha preso una severa lezione di quanto ciò sia controproducente.

In quarto luogo, la gente è sempre più stanca delle parole: vorrebbe vedere i fatti. Ma se non li vedesse, ebbene, cambierebbe immediatamente voto. La saga del voto ereditario è finita.

In quinto luogo, stiamo assistendo ad una cesura sempre più evidente tra la base degli iscritti ai partiti e l’Elettorato cui il partito si rivolge. Ma base partitica ed Elettorato non sono sinonimi. Tra gli iscritti vi sono molti visionari, degli esagitati che, urlando a voce più alta di tutti gli altri, indurrebbero a pensare che rappresentino effettivamente qualcosa. Se è vero che nel medio – lungo termine questi esseri si auto emarginano da soli, metterli alla porta sarebbe cosa proficua per i partiti e per tutta la nazione.

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Da ultimo, ma non certo per ultimo, Lega e Salvini sono fortemente debitori ai media per il successo ottenuto. Tutte le testate giornalistiche si sono coalizzate contro i partiti di governo nel tentativo di demonizzarlo. Incapaci di formulare un piano politico, hanno cercato di demolirli come persone fisiche, con una lunga serie di attacchi personali, sostenuti in questo da una magistratura compiacente. Ma anche l’affondo con cui una nota testata ha pubblicato la copertina con un “vade retro Salvini” ha sortito l’effetto contrario. Una cosa è se a dire quella frase è il Cristo, ed una totalmente differente è se a dirla sono persone che si credono di essere il Cristo, mentre le loro opere testimoniano contro di loro.

Si fanno auspici che i media ed i giornalisti continuino a comportarsi da persone false e bugiarde: più fanno ciò e meno moral suasion esercitano. Si sono screditati con i loro stessi scritti.

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Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Lega trionferebbe nell’Italia Centrale. In Toscana sarebbe al 34%.

Giuseppe Sandro Mela

2019-05-27.

Animali. Bocca aperta. Civetta. 001

«Salvini al 36,09%, Pd al 26,73%, crollo M5s al 15,17%, Forza Italia cala fino allo 6,07%, appena un attimo sopra il 5,2% di Fratelli d’Italia»

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«Interessante lo sviluppo nelle singole Regioni del Centro»

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«nella rossa Toscana, Lega al 34,22% davanti al Partito Democratico fermo al 29,91%, non sfonda invece il M5s al 13,43%.»

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«Nel Lazio invece, Salvini addirittura arriva fino a 41,38%, con Pd lontano anni luce al 17,41% e M5s al 16,17% (Berlusconi al 9,27% e Meloni al 8,81%»

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Ricordiamo come questi siano dati parziale.


RISULTATI ELEZIONI EUROPEE 2019, CENTRO ITALIA/ Dati reali: Salvini boom, M5s ko

«primi dati reali che giungono dallo spoglio della Circoscrizione Centro Italia, mostrano dei risultati sorprendenti per la Lega di Salvini che anche lontano dall’amato nord del Carroccio si conferma primo partito anche nelle regioni storicamente “roccaforti” della Sinistra. Salvini al 36,09%, Pd al 26,73%, crollo M5s al 15,17%, Forza Italia cala fino allo 6,07%, appena un attimo sopra il 5,2% di Fratelli d’Italia. Chiudono +Europa-Italia in Comune al 2,84%, la Sinistra al 2,26%, Europa Verde al 2,18%, Partito Comunista al 1,59%, Popolo della Famiglia appaiati a CasaPound nello 0,37% su scala nazionale, quando sono stati scrutinati circa 400 sezioni sulle 11mila al voto per queste Elezioni Europee 2019. Interessante lo sviluppo nelle singole Regioni del Centro: nella rossa Toscana, Lega al 34,22% davanti al Partito Democratico fermo al 29,91%, non sfonda invece il M5s al 13,43%. Nel Lazio invece, Salvini addirittura arriva fino a 41,38%, con Pd lontano anni luce al 17,41% e M5s al 16,17% (Berlusconi al 9,27% e Meloni al 8,81%): ma qui i dati reali sono arrivati solo fino a 50 sezioni scrutinate su 5298.»

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Sicilia. Elezioni comunali. Ottimo risultato del M5S.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-05-13.

Sicilia 001

Il M5S ottiene ottimi risultati alle elezioni comunali in Sicilia.

«E nel pomeriggio Di Maio sarà a Caltanissetta per festeggiare, assieme al padrone di casa Giancarlo Cancelleri, la vittoria di Gambino, che ha ottenuto il 58,85%, staccando il rivale Michele Giarratana, del centrodestra, che si è fermato al 41,15%.»

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«Enzo Alfano, eletto nuovo sindaco a Castelvetrano: il grillino al ballottaggio ha totalizzato il 64,67% dei voti, quasi il doppio dell’avversario civico Calogero Martire (35,33%).»

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«Mazara del Vallo (Trapani) …. qui vincono Salvatore Quinci (52,41%) del centrosinistra, ma sostenuto anche da liste civiche e moderati, e Lucio Greco (52,45%)»

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«A Monreale, invece, vince Alberto Arcidiacono, sostenuto da liste civiche e da DiventeràBellissima, il movimento del governatore Nello Musumeci: col 55,73% ha sconfitto l’uscente Piero Capizzi (44,27%)»

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Alcune considerazioni a caldo.

– Movimento Cinque Stelle in Sicilia è vivo e vegeto, ed è in grado di ottenere maggioranze schiaccianti.

– Il centrodestra troppo frammentato ottiene risultati inconcludenti, tranne che in un unico piccolo comune.

– Scomparso dalla scena politica il Partito Democratico, che ottiene un sindaco grazie ad una coalizione.

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Se sicuramente le elezioni comunali, ed un campione di 98,783 Elettori, non forniscono risultati estrapolabili all’intera nazione, sono votazioni che avranno il loro peso.

In politica si vince spesso più per gli errori degli avversari che per meriti propri.


Ansa. 2019-05-13. Comunali in Sicilia: en plein M5s, Lega a mani vuote

Sorride M5s che ora cercherà di monetizzare per le europee del 26 maggio, mentre resta a mani vuote la Lega che perde la doppia sfida, seppure di misura, con i suoi candidati e non riesce a fare lo sgambetto nell’isola agli ‘alleati’ grillini. L’esito dei ballottaggi in Sicilia, dove si è votato in cinque comuni, fa segnare l’en plein dei 5stelle, che vincono in due città emblematiche, dopo avere perso Bagheria e Gela conquistate cinque anni fa: Caltanissetta, ancora stravolta dallo scandalo del cosiddetto ‘sistema Montante’, l’ex presidente di Sicindustria condannato due giorni fa a 14 anni di carcere e che proprio dalla città nissena aveva scalato i piani alti del potere; e Castelvetrano, la cittadina del superlatitante Matteo Messina Denaro, chiamata al voto dopo due anni di commissariamento per infiltrazioni mafiose.

Una vittoria celebrata su Facebook in nottata, quando lo spoglio era a metà ma dall’esito scontato, dal vice premier Luigi Di Maio: “Abbiamo vinto con il nostro candidato Roberto Gambino”, quando ci danno per morti noi ci siamo sempre”. E nel pomeriggio Di Maio sarà a Caltanissetta per festeggiare, assieme al padrone di casa Giancarlo Cancelleri, la vittoria di Gambino, che ha ottenuto il 58,85%, staccando il rivale Michele Giarratana, del centrodestra, che si è fermato al 41,15%. Una festa doppia perché con Di Maio, a Caltanissetta, ci sarà pure Enzo Alfano, eletto nuovo sindaco a Castelvetrano: il grillino al ballottaggio ha totalizzato il 64,67% dei voti, quasi il doppio dell’avversario civico Calogero Martire (35,33%). A bocca asciutta la Lega, che si deve accontentare del solo comune di Motta Sant’Anastasia, appena 12mila abitanti conquistato al primo turno: i suoi candidati Giuseppe Spata e Giorgio Randazzo perdono i duelli a Gela (Caltanissetta) e a Mazara del Vallo (Trapani) nonostante le piazze riempite da Salvini durante il suo tour elettorale: qui vincono Salvatore Quinci (52,41%) del centrosinistra, ma sostenuto anche da liste civiche e moderati, e Lucio Greco (52,45%), appoggiato da Forza Italia e liste civiche. A Monreale, invece, vince Alberto Arcidiacono, sostenuto da liste civiche e da DiventeràBellissima, il movimento del governatore Nello Musumeci: col 55,73% ha sconfitto l’uscente Piero Capizzi (44,27%). Bassa l’affluenza nei cinque comuni, pari al 43,60%, con un calo del 15,37% rispetto al primo turno. Ai seggi si sono recati 98.783 elettori sui 226.546 aventi diritto. Il crollo maggiore a Gela, dove ha votato il 40,49% degli elettori rispetto al 58,41% del primo turno.

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Italia. Il centrodestra ha la maggioranza assoluta in Camera e Senato.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-04-29.

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Secondo un sondaggio elettorale che computa le propensioni al voto collegio per collegio, il centrodestra otterrebbe alla Camera 385 seggi, il centrosinistra 113, ed il M5S 105. Il Movimento 5 Stelle nel maggioritario: passerebbe infatti dai 92 collegi conquistati nel 2018 agli attuali 16.

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Il centrodestra otterrebbe nei collegi uninominali 190 seggio , contro gli 11 del centrosinistra ed i 16 del M5S. 15 collegi sono in toss-up, ossia indecidibili.

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Ricordiamo come con la nuova legge elettorale, per entrambe le camere:

– il 37% dei seggi (232 alla Camera e 116 al Senato) è assegnato con un sistema maggioritario a turno unico in altrettanti collegi uninominali: in ciascun collegio è eletto il candidato più votato, secondo un sistema noto come first-past-the-post;

– il 61% dei seggi (rispettivamente 386 e 193) sono ripartiti proporzionalmente tra le coalizioni e le singole liste che abbiano superato le previste soglie di sbarramento nazionali; il riparto dei seggi è effettuato a livello nazionale per la Camera e a livello regionale per il Senato; a tale scopo sono istituiti collegi plurinominali nei quali le liste si presentano sotto forma di listini bloccati di candidati.

La camera dei deputati ha 630 seggi, essendo 316 la maggioranza.

Il senato ha invece 320 seggi, essendo 161 la maggioranza.

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Rosatellum bis. Gli strani effetti della nuova legge elettorale.

Elezioni 4 Marzo. Rosatellum potrebbe beffare il Pd.

La Legge 3 novembre 2017, n. 165, «Modifiche al sistema di elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Delega al Governo per la determinazione dei collegi elettorali uninominali e plurinominali. (17G00175) (GU Serie Generale n.264 del 11-11-2017)» ha variato il sistema elettorale per le elezioni di camera e senato.

Tale legge prende confidenzialmente nome di Rosatellum, dal nome del deputato che lo ha proposto.

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Premettiamo immediatamente come non esista un sistema elettorale perfetto, e molto giocano le tradizioni. Le elezioni su base di collegi uninominali è tipica del Regno Unito, dove pur con variazioni è in vigore da secoli.

Lo scopo di un sistema elettorale dovrebbe essere quello di contemperare la volontà popolare con l’esigenza di arrivare a fare un governo legalmente in carica, operativo.

Quando si fosse in presenza di uno o due partiti largamente rappresentati dovrebbe essere alquanto facile che un partito possa ottenere la maggioranza dei seggi.

I problemi emergono invece quando il quadro politico fosse frammentato, con molti partiti ciascuno dei quali con bassa percentuale di consensi: sotto questa condizione il sistema proporzionale di ripartizione dei seggi produce situazioni inconsistenti, ingovernabili.

In tale evenienza può essere utile la presentazione in sede elettorale di coalizioni di partiti, costituite prima e non dopo le elezioni. L’attuale danza delle coalizioni cui stiamo assistendo in Germania è tutto tranne che espressione di democrazia: gli elettori hanno votato al buio.

Il sistema elettorale francese è da questo punto di vista consente di arrivare sempre ad eleggere un governo, anche se percentualmente non maggioritario: è una caratteristica neutra, vista bene o male a seconda dell’ottica usata.

Il Rosatellum ha la seguente caratteristica:

L’impianto della legge è identico a meno di dettagli alla Camera e al Senato e si configura come un sistema elettorale misto a separazione completa.

Per entrambe le camere:

– il 37% dei seggi (232 alla Camera e 116 al Senato) è assegnato con un sistema maggioritario a turno unico in altrettanti collegi uninominali: in ciascun collegio è eletto il candidato più votato, secondo un sistema noto come first-past-the-post;

– il 61% dei seggi (rispettivamente 386 e 193) sono ripartiti proporzionalmente tra le coalizioni e le singole liste che abbiano superato le previste soglie di sbarramento nazionali; il riparto dei seggi è effettuato a livello nazionale per la Camera e a livello regionale per il Senato; a tale scopo sono istituiti collegi plurinominali nei quali le liste si presentano sotto forma di listini bloccati di candidati;

– il 2% dei seggi (12 deputati e 6 senatori) è destinato al voto degli italiani residenti all’estero e viene assegnato con un sistema proporzionale.

– Vi sono infine soglie di sbarramento.

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Italia. Per la crisi non se, bensì quando. – Bloomberg.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-04-26.

2019-03-18__Bankitalia__001

I numeri sono drammaticamente semplici.

A fine dicembre 2017 il debito delle pubbliche amministrazioni ammontava a 2,263.479 miliardi, mentre a fine 2018 era 2,316.697 miliardi.

A fine febbraio 2019 era ulteriormente salito a 2,358.008 miliardi.

Dal 1° gennaio 2018 a fine febbraio 2019 il debito pubblico è salito di 94.675 miliardi di euro (differenza calcolata sulle ultime stime).

Italia. Istat. Ordini all’industria -2.7%, dall’estero -6%.

Debito pubblico è salito a 2,363.685 miliardi.

Lega al 37%. Elezioni anticipate ad ottobre.

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Il principale problema del debito sovrano non è tanto la sua emissione, quanto piuttosto il trovare gli acquirenti.

Occorrerebbe razionalizzare fermamente che l’Italia non è un’enclave impermeabile al mondo esterno: vive in un contesto sia europeo sia mondiale, e questo influisce notevolmente sulla politica economica del paese.

Il debito di per sé non sarebbe un problema: è un mezzo utilizzabile che si caratterizza per il fine per cui esso è stato contratto.

Un debito acceso per effettuare investimenti redditizi trova finanziatori in ragione della ragionevolezza del piano di investimento. Ma il debito contratto per finanziare spese correnti lascia molto ma molto tiepidi gli investitori.

Disgraziatamente, questa è la situazione italiana: quei 94.675 miliardi sono stati spesi per interventi assistenziali. Da questo punto di vista un anno di governo gialloverde sembrerebbe aver agito in modo non certo encomiabile.

Mentre il M5S è sceso dal 32.7% conseguito alle elezioni del 24 marzo 2018 alle attuali propensioni al voto del 21.7%, Lega è salita dal 17.4% agli attuali 32.9%, forse qualche cosetta di più: gli equilibri sono mutati velocemente e si sta avvicinando il momento in cui se ne debba prendere atto. Non è solo una questione di equilibri partitici: più il tempo passa e più emerge il problema finanziario ed economico.

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«We all know Italy’s next crisis is coming, it’s merely a question of when»

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«The country’s budget deficit is slipping out of control and Brussels will at some point have to address the increasingly likely breach of its fiscal rules (even if the EU is turning a blind eye while this month’s European parliamentary elections are taking place)»

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«The bond market is starting to wake up to the risk.»

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«The miss might well be too big for the European Commission to sweep under the carpet.»

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«Italian industrial orders fell 2.7 percent in March, and there’s little evidence of any recovery in the works»

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A maggio si voterà finalmente per il rinnovo dell’europarlamento, per la regione Piemonte ed in oltre 3,800 comuni italiani. Se le prospezioni elettorali sono usualmente ragionevolmente attendibili, i risultati usciti dalle urne sono invece elementi certi.

Dal nostro sommesso punto di vista, comprendiamo più che bene le preoccupazioni di Bloomberg: mentre i politici sono condizionati dagli equilibri nei quali debbono districarsi, i mercati sono decisamente più liberi nella scelta di dove e quando investire. Da molti punti di vista mercati e politica usano diversi metri di giudizio.

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Né si pensi che i mercati siano un ectoplasma evanescente:

Italia. Crisi in vista. Liquidità bancarie salite al 32%, 1,371 miliardi.

Gli italiani stanno aspettando con grande pazienza l’evolversi degli eventi.


Bloomberg. 2019-04-22. Italy Is an Accident Waiting To Happen

Bond investors are starting to position for a seemingly inevitable repeat of last year’s budget showdown between Brussels and Rome.

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We all know Italy’s next crisis is coming, it’s merely a question of when. The country’s budget deficit is slipping out of control and Brussels will at some point have to address the increasingly likely breach of its fiscal rules (even if the EU is turning a blind eye while this month’s European parliamentary elections are taking place). The bond market is starting to wake up to the risk.

The chances of Italy ever achieving its initial 2.04 percent deficit target for 2019 – already revised up to 2.4 percent – were always fanciful. But as the economy slips into recession, that newer figure looks dicey as well. The miss might well be too big for the European Commission to sweep under the carpet.

It’s not just the yearly deficit that’s headed in the wrong direction; the overall ratio of debt to GDP (sitting at 130 percent currently) may increase too. Italy is already the euro zone’s worst performer on that measure after Greece, and any deterioration will cause serious consternation in Brussels. The country is the region’s largest debtor, with more than 1.6 trillion euros ($1.8 trillion) of debt. It truly is too big to fail.

Italian industrial orders fell 2.7 percent in March, and there’s little evidence of any recovery in the works. The government has downgraded its growth forecast for this year to just 0.2 percent, closer to many independent estimates. This still looks too hopeful. No wonder some European Central Bank officials are wondering whether the euro area economy can rebound in the second half.

The Bank of Italy’s chief economist says the nation’s 2020 budget deficit will expand to 3.4 percent, breaching the EU limit, unless value-added tax is increased. Yet when Finance Minister Giovanni Tria made similar comments about the parlous state of Rome’s finances, he was swiftly put back in his box by the country’s populist rulers. This state of denial from the League-Five Star coalition is not going to end well. The government is going to have to address its finances in a convincing manner after the European elections if it is to avoid another bond rout.

The markets are just about starting to pay attention. Italian 10-year bonds have been very popular this year, but the yields on them have widened over the past week. In fairness, they’re not too far out of whack with other countries’ debt and are well below the highs they hit last year after the country’s political crisis exploded. We aren’t back in emergency territory. Nevertheless, investors are starting to position for what’s seen as an inevitable repeat of last autumn’s budget showdown between Brussels and Rome, which pushed Italy’s 10-year yields above 3.5 percent. Some banks such as Citigroup Inc. are urging caution.

While it may seem an age away, Moody’s Investors Service is due to review Italy’s Baa3 credit rating in September. That’s already the lowest rung of the investment grade scale and if the ratings agency cut it to junk, the consequences would be seismic. It would prevent many bond funds from holding Italian debt.

The greater returns you get for Italian debt over the other core European countries are there for a reason. As the risk increases, so will the spread.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo

Lega. Rixi suggerisce elezioni anticipate a giugno. – Bloomberg.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-04-24.

Goya. Sabba delle Streghe. 001

Il 26 maggio sarà giornata cruciale per l’Italia.

Dopo una lunga ridda di sondaggi elettorali, più o meno edulcorati a seconda dei palati, si arriverà alla fine alla conta dei voti che gli Elettori hanno espresso nelle urne.

Si voterà sicuramente per le elezioni europee, ma anche per il governo della regione Piemonte ed in 3,856 di comuni, grandi e piccoli, chiamando alle amministrative quasi diciassette milioni di italiani.

Elezioni Amministrative. La sfida dei grandi comuni.

Piemonte. Elezioni Regionali. Sondaggi.

Elezioni Europee. Le prime candidature.

Salvini e la lunga marcia verso una nuova Europa. AfD.

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Il quadro politico ha subito negli ultimi tempi talune mutazioni di non scarsa importanza.

Luigi Di Maio in alto mare, disastro M5s per le elezioni comunali. Perché ha già perso

«Il 29 maggio si voterà per le elezioni amministrative in 3.856 Comuni (48 per cento del totale) ma il Movimento 5 Stelle si presenterà in 127 casi (ovvero in 1 su 30). Un dato inquietante che emerge leggendo le liste approvate e pubblicate sulla piattaforma Rousseau  e che conferma, sottolinea il Corriere della Sera, che il partito guidato da Luigi Di Maio si è radicato molto poco sui territori.

Ad Avellino, per esempio, città natale del vicepremier grillino, l’anno scorso il M5s aveva vinto con Vincenzo Ciampi. Ma il sindaco pentastellato, dopo soli 5 mesi è stato sfiduciato. E adesso il M5s non ha qui nemmeno un candidato. Pochi i candidati in Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia Romagna, Toscana. Qui nel 2014, i Cinque stelle conquistarono la roccaforte rossa, Livorno. Ma il sindaco Filippo Nogarin non si ricandiderà, preferisce un seggio quasi sicuro alle elezioni europee. Oltre a Livorno, le sei grandi città sopra i 50 mila abitanti, conquistate tra il 2012 e il 2015, i pentastellati non si sono riproposti a Parma, Ragusa, Bagheria, Civitavecchia e Gela.»

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Svolta M5S, Di Maio rilancia

«Oggi apriamo la discussione all’interno del movimento per la nuova organizzazione, la discussione di alcune regole, compresa l’apertura alle liste civiche. ….

Per riuscire a essere forti alle amministrative, …. dobbiamo darci una organizzazione. Che non è calata dall’alto. Oggi inizia una discussione. Abbiamo tanta gente che ci chiede aiuto. E’ impossibile recepire tutto, serve una organizzazione che ci consenta di filtrare queste richieste. Qualcuno che faccia da collante con tante istanze. L’organizzazione del Movimento non giova solo al M5S, servirà agli italiani. Deve esistere una organizzazione a livello nazionale e a livello regionale. Questi sono i primi due temi ….

nei prossimi mesi possiamo lavorare a un dialogo con vere liste civiche, ma è una discussione che va fatta con calma -verrà data una settimana agli iscritti per ragionarci – e verranno tratti contributi, poi, solo in seguito, verranno le votazioni …. gli ‘attivisti devono votare molto più»

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Amministrative, M5S in stallo: si presenta solo in 1 Comune su 30

«Alle elezioni amministrative del 29 maggio si voterà in 3.856 Comuni (il 48% del totale), ma il Movimento 5 Stelle si presenterà in appena 127 casi. È questo il dato che emerge analizzando le liste approvate, regione per regione, e pubblicate sulla piattaforma del M5S, gestita dall’Associazione Rousseau (qui il caso del flop alla votazione on line per approvare le candidature alle Europee). Va precisato che il numero potrebbe aumentare, anche se solo leggermente, via via che altre liste saranno vidimate dai «controllori» pentastellati. ….

Ma questo dato conferma che il primo partito del Paese (alle Politiche del 4 marzo conquistò uno storico 32,7%) si è radicato poco o niente sui territori. Così, a fine maggio, quando metà degli italiani saranno chiamati alle urne, il movimento guidato da Luigi Di Maio si presenterà in appena 1 Comune su 30 con un proprio candidato sindaco e propri candidati ai Consigli comunali. Una tendenza negativa , anche se non con questa portata, che era nell’aria. Tanto che, dopo le sconfitte alle Regionali in Abruzzo, Molise, Sardegna e Basilicata, lo stesso Di Maio aveva ammesso: «È necessario arrivare sempre alle amministrative con un percorso che preveda un lavoro sul territorio fatto di incontri con categorie, mondo del sociale, con gli amministratori — fu la riflessione del leader M5S —. Non improvvisando come a volte accade. Questo vuol dire pure che dove non siamo pronti dobbiamo smetterla di presentarci». ….

Il flop ad Avellino, «patria» di Di Maio

Scorrendo la lista delle candidature si vede come nei piccoli Comuni il M5S non sia quasi mai presente, magari anche per concentrare le proprie risorse nelle città più importanti e nei capoluoghi. Anche in questi ultimi casi, però, ci sono alcune situazioni preoccupanti. Ad Avellino, città natale di Luigi Di Maio, l’anno scorso il M5S aveva vinto con Vincenzo Ciampi (finito nel mirino perché accusato di aver copiato il programma dal collega di Verona), defenestrato però dopo appena 5 mesi con una sfiducia del Consiglio comunale. E così, almeno a quanto risulta dalla piattaforma Rousseau, nel capoluogo irpino non risulta che il M5S ripresenti alcun candidato.

I casi di Lombardia e Piemonte

Risultano una manciata i candidati sindaco del M5S in Lombardia (la regione in cui ci sono più Comuni al voto: 995) e pure in Piemonte, dove i sindaci da rileggere sono 829. Idem in Veneto (321) ed Emilia Romagna (235). Tra i casi più significativi c’è anche la Toscana, dove su 189 città al voto il Movimento risulta correre in appena 16 Comuni. Si tratta di una regione significativa, dove nel 2014 i pentastellati riuscirono nel primo colpo importante: conquistare il Comune di Livorno, città «rossissima» in cui la filiera Pci-Pds-Ds-Pd governata da sempre, incontrastata.

La rinuncia dei sei sindaci «pionieri»

Dopo questa vittoria storica, però, il sindaco «pioniere» Filippo Nogarin (qui l’intervista al Corriere: «Lascio Livorno per l’Europa) ha deciso di non ricandidarsi, optando per un seggio quasi sicuro alle elezioni europee. Il caso di Livorno è soltanto una delle sei rinunce a ricandidarsi per un secondo mandato. Il motivo? Forse il passaggio dalla fase di «protesta» a quella di «proposta», ha dimostrato quanto sia complicato governare. Ma hanno pesato anche espulsioni ed inchieste giudiziarie. Oltre a Livorno, le sei grandi città sopra i 50 mila abitanti, conquistate tra il 2012 e il 2015, i pentastellati non si sono riproposti a Parma, Ragusa, Bagheria, Civitavecchia e Gela.»

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M5S e Mr Di Maio sembrerebbero essersi schiantati contro la chiara asserzione di von Clausewitz: “Non importa il conquistare, bensì il mantenere“.

Una cosa è raccattare tutto l’astioso scontento presente in Italia, e ce ne è tanto ed anche ben a ragione, e trascinarlo ad un voto di clamorosa protesta, ma una cosa ben differente è sedersi sulla poltrona di governo, e quindi governare.

Servono idee sia di breve sia di lungo termine: idee che abbiano la caratteristica di essere possibili. Il governo di Masaniello è durato fino a tanto che non gli hanno piazzato otto pallottole nel torace.

Se si è più che convinti che il problema morale ed etico sia della massima importanza e che in Italia si annidi una mentalità di corruzione decisamente preoccupante, si è ancor più convinti che il giustizialismo apodittico si ritorca sempre alla fine contro chi lo avesse innescato.

Siamo chiari.

Il M5S ha svolto un ruolo unico nel distruggere buona quota del partito democratico, merito questo che nessuno gli nega. Ma illudersi che la gente si accontentasse di scambiare politici abbacinati dall’ideologia liberal socialista con altri politici ideologizzati è stato un severo errore politico: la gente è stufa delle ideologie, non solo di un certo tipo di queste.

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Ora Mr di Maio ha compreso che un partito ha bisogno di programmi costruttivi, possibili, e di persone capaci di portarli in porto. Di ‘onesti’ ma incapaci nessuno se ne fa nulla.

M5S non ha mai curato la presenza sul territorio né, tanto meno, ha mai cercato alleanze, nel miraggio di poter conseguire da solo una maggioranza assoluta.

Poi, quando alla fine ha trovato un alleato leale, lo ha preso a calci nei denti. Eppure governando con la Lega avrebbe avuto cinque anni di tempo per consolidarsi sul territorio.

La decisione di presentarsi solo in un centinaio di comuni è la saggia ammissione di una sonora sconfitta.

Ma nessuno può sottovalutarne la portata politica.

«“Today as well the League threatens to make the government fall,” Di Maio said»

*

«“The League wants to govern well and for a long time in the interests of Italians, the government crisis is only in Di Maio’s head,” Salvini said»

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«“Salvini isn’t the only one who’s sick and tired of Five Star,” the League’s Edoardo Rixi, deputy minister in the Infrastructure Ministry, told newspaper»

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«We may end up with the same majority as today. It’s not easy. But absurd things are happening»

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«We’re all sick and tired….. all it can to make us vote in June»

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Verissimo: stanno accadendo cose assurde.

Cosa farebbe un Bismarck se fosse al posto di Di Maio?

Accontentarsi del 20% – 24%, quota peraltro ragguardevole, avendo perso gli esagitati, andare ad elezioni politiche anticipate, facendo coalizione con la Lega per sfruttare appieno le potenzialità della legge elettorale.

Conquisterebbero in Camera e Senato la maggioranza necessaria per vivere sereni ed anche per fare riforme costituzionali.

Ma Mr Di Maio non è certo Bismarck.


Bloomberg. 2019-04-19. Populist Spat Prompts Fresh Speculation on Snap Italy Vote

– Coalition allies fight over corruption probe, taped intercept

– League, Five Star both demand that officials involved resign

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An acrimonious clash between Italy’s populist allies over alleged corruption has triggered new speculation about early elections, with a senior League government official saying everyone in the party is “sick and tired” of the Five Star Movement.

In one of the worst tussles so far within the ruling coalition, relations descended into mutual backbiting after allegations against the rightist League’s Armando Siri, an economic adviser to Deputy Prime Minister Matteo Salvini, and anti-establishment Five Star’s Virginia Raggi, the mayor of Rome.

Siri, who is undersecretary at the Infrastructure and Transportation Ministry, is suspected by Rome prosecutors of receiving a 30,000-euro ($34,000) bribe for allegedly seeking to favor businessmen in the renewable energy industry. Siri has denied wrongdoing.

Raggi urged the head of the Rome garbage-collection firm to modify its accounts, according to magazine L’Espresso, citing what it said were taped intercepts. Raggi said in a Facebook post that she had exercised no pressure on the official, and that she spoke “harshly” to him “because there is garbage in the streets and I can’t accept it.”

‘Sick and Tired’

News of the two episodes, which emerged on Thursday, prompted a call by Deputy Premier Luigi Di Maio, of Five Star, for Siri to quit — and similarly a call by Salvini for Raggi to quit. League officials are angry that Siri’s mandate was swiftly suspended by his minister Danilo Toninelli, of Five Star.

“Today as well the League threatens to make the government fall,” Di Maio said in a Facebook post Friday, adding that the party seems to be in contact with ex-premier Silvio Berlusconi about forming another government. Di Maio insisted that Siri should quit, saying he could return to the administration “if the issue is resolved positively.”

Salvini shot back that the coalition isn’t about to collapse. “The League wants to govern well and for a long time in the interests of Italians, the government crisis is only in Di Maio’s head,” Salvini said in comments sent by his spokeswoman.

“Salvini isn’t the only one who’s sick and tired of Five Star,” the League’s Edoardo Rixi, deputy minister in the Infrastructure Ministry, told newspaper La Repubblica earlier on Friday. “We’re all sick and tired.” He added that Five Star is doing “all it can to make us vote in June,” after next month’s European Parliament elections.

Asked whether Salvini plans to ditch Five Star, Rixi said there is no guarantee that trying to force an early election would guarantee a clear parliamentary majority. “We may end up with the same majority as today. It’s not easy. But absurd things are happening,” Rixi said.

Salvini has long resisted pressure from his lieutenants in the League to force an early election, despite opinion polls crediting the party with about 33 percent of the vote, against some 22 percent for Five Star. Salvini believes the League, whose stronghold is in the wealthy north, needs more time to build up support in the south, and is wary of having to rely on his former ally Berlusconi for a majority.

Salvini’s long-game strategy is coming under increasing strain as the coalition quarrels — over a host of issues from tax cuts to immigration, security and relations with China — as the two allies clash on the campaign trail ahead of the European vote.

“Look, this way we’re not going anywhere. You won’t resolve anything with insults,” Repubblica cited Salvini as telling Prime Minister Giuseppe Conte before a cabinet meeting Thursday. “With this attitude you’re blocking the country just for the European elections. So say it, say that you want to blow everything up.”

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Marine Le Pen confluisce nel nuovo gruppo europeo di Mr Salvini.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-04-20.

EP-051364A_Tajani_Brexit
Opening the debate on BREXIT

«Euroskeptic parties are joining forces ahead of the elections for the European Parliament in May»

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«Marine Le Pen has thrown her weight behind Salvini’s new pan-European right-wing bloc»

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«So far the group has garnered support from nationalist parties in Austria, Germany, Denmark, Estonia and Finland»

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«France’s right-wing National Rally party formally joined a new alliance of far-right forces in Europe on Friday»

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«Heartfelt thanks to National Rally leader Marine Le Pen and our historic friends and allies of the National Rally for joining the Milan manifesto ‘Towards a Europe of Common Sense,’»

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«European far-right parties are currently split between three different groups in the European Parliament»

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«If the parties were to merge, they would hold 173 out of 751 seats in the EU parliamentary assembly, or 23%, which would make them the second-largest bloc in the European Parliament»

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Il progetto di Mr Salvini sta realizzandosi.

Già essere riuscito a coagulare il 23% delle intenzioni di voto per le elezioni europee dovrebbe essere un grande risultato.

Ma si tenga conto che in europarlamento andranno a sedersi anche gli inglesi del Brexit Party, i polacchi del PiS,  gli ungheresi del Fidesz, i rumeni ed altri ancora.

Non è sicuramente la maggioranza, ma sarà ben difficile non tenerne conto: votano anche loro.

Tutto al momento è fluido, ma il gruppo europarlamentare di Salvini si prospetta essere il secondo e, se la sorte assistesse, potrebbe financo scalzare il partito popolare.

Spitzenkandidat. Bene per eleggere Juncker, male per eleggere un identitario.

Se questi dati si confermassero, sarebbe davvero una gran bella beffa!


Deutsche Welle. 2019-04-20. France’s far-right National Rally joins Salvini’s European alliance

Marine Le Pen has thrown her weight behind Salvini’s new pan-European right-wing bloc. So far the group has garnered support from nationalist parties in Austria, Germany, Denmark, Estonia and Finland.

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France’s right-wing National Rally party formally joined a new alliance of far-right forces in Europe on Friday. The populist coalition, spearheaded by Italy’s anti-immigrant interior minister and deputy prime minister Matteo Salvini, was formed to unite and strengthen disparate right-wing parties ahead of critical EU elections next month.

“Heartfelt thanks to National Rally leader Marine Le Pen and our historic friends and allies of the National Rally for joining the Milan manifesto ‘Towards a Europe of Common Sense,’” Salvini tweeted.

Salvini, the leader of Italy’s League party, announced the launch of the pan-European far-right faction earlier this month at a press conference where he called the EU “a nightmare, not a dream” and vowed to reform the bloc.

The group, dubbed the European Alliance of Peoples and Nations (EAPN), has already attracted support from:

– Alternative for Germany (AfD)

– Austria’s Freedom Party (FPÖ)

– The Danish People’s Party,

– Finland’s Finns Party

– The Conservative People’s Party of Estonia (EKRE).

The move comes days after Le Pen renounced her support of France leaving the European Union in a ‘Frexit’ in favor of reforming the European project from the inside. Her announcement came just ahead of a meeting of European far-right leaders in Prague on Thursday.

European far-right parties are currently split between three different groups in the European Parliament. If the parties were to merge, they would hold 173 out of 751 seats in the EU parliamentary assembly, or 23%, which would make them the second-largest bloc in the European Parliament, according to the latest poll of polls released by the EU assembly.

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Deutsche Welle. 2019-04-20. Euroskeptic, anti-immigrant parties team up for EU election

The AfD and other euroskeptic parties have formed a bloc ahead of the European Parliament elections. Various anti-immigrant youth organizations recently gathered in Rome, giving a sense of what might be to come.

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Euroskeptic parties are joining forces ahead of the elections for the European Parliament in May. ….

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US News. 2019-04-20. Italy’s Salvini, France’s Le Pen Cement Ties Before EU Vote

Italy’s hard-line interior minister and France’s far-right leader are cementing their longtime alliance ahead of Europe-wide elections next month and said they will press for like-minded candidates in Europe to join their “family.”.

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Italy’s hard-line interior minister and France’s far-right leader are cementing their longtime alliance ahead of Europe-wide elections next month and said they will press for like-minded candidates in Europe to join their “family.”

Matteo Salvini and Marine Le Pen discussed work, family and environmental protection as major themes in the upcoming vote, which will determine the makeup of the European Parliament in Brussels, Salvini’s office said.

They met on Friday in Paris ahead of the G-7 meeting of interior ministers. Both Le Pen’s National Rally party and Salvini’s League have railed against the power wielded by the European Union’s governing body, especially when it comes to immigration.

Both parties — as well as others on Europe’s right — could make gains in the late May elections, according to recent polling.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Salvini. Bloomberg gli dedica un altro editoriale. Prospetta snap elections.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-04-16.

Salvini 741

Nei sondaggi elettorali la Lega di Mr Salvini è salita ad una quotazione oscillate tra il 32% ed il 34%.

Salvini ha perso uno dei suoi migliori alleati.

Bloomberg sospetta che Salvini sostituirà Merkel come riferimento europeo.

Salvini. Time lo incorona ‘Nuovo volto dell’Europa’.

Salvini il Grande. Lega 35.8%. – The New York Times.

Salvini incoronato leader degli identitari sovranisti europei.

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Al momento attuale Mr Salvini ha almeno due caratteristiche importanti per la gestione del potere.

È alla guida di un partito in continua crescita nei sondaggi nazionali, partito coeso e coerente, che per di più è al governo in Italia e che sta sistematicamente vincendo le elezioni regionali. Poi, con le prossime elezioni europee gli eurodeputati della Lega potrebbero costituire uno dei gruppi nazionali partitici più numeroso.

Salvini e la lunga marcia verso una nuova Europa. AfD.

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Piaccia o meno, si condivida o meno la sua linea politica, oramai tutti le grandi testate mondiali hanno dedicato a Mr Salvini almeno un editoriale. Stanno cercando di capir chi sia e cosa voglia, ma stranamente non si domandano, o almeno non lo scrivono, quali siano state le istanze politiche, sociali ed economiche che ne hanno determinato questa crescita che lo ha portato a raddoppiare le propensioni al voto.

E non è solo questione di sondaggi.

In tutte le otto elezioni regionali che si sono tenute dal 4 marzo 2018 la Lega ha conquistato il governatorato e la giunta, scalzando sistematicamente i pregressi governi del partito democratico. È un suggello elettorale di non poco conto: i sondaggi vanno e vengono, i risultati elettorali restano.

Trentino Alto Adige. Risultati definitivi.

Elezioni Abruzzo, i risultati: vince il centrodestra, Marsilio governatore. Lega primo partito, crollo M5s

Regione Basilicata. Elezioni Regionali. Risultati definitivi ufficiali.

Italia. Questo anno ancora cinque elezioni regionali.

Italia. Cd passa da 4 a 10 regioni, Cs da 15 a 9.

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Bloomberg dedica a Salvini un altro editoriale, in cui ne riconosce le caratteristiche e prognostica cosa potrebbe avvenire.

«Governing Italy with Five Star suits Salvini just fine and he’s aiming to keep the coalition alive for as long as he can»

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«With polls showing that voters would swing behind his anti-immigrant League if the administration collapsed, officials were pressuring Salvini to end his frustrating co-existence with the anti-establishment Five Star Movement. Heading into that meeting last month they thought his patience might be wearing thin»

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«They should have known better»

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« On Twitter, his 1 million followers can share everything from his latest pasta dinner to the frustrations of Valentine’s Day after breaking up with his girlfriend

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«The League needs more time to build up support in the south and if it ditched Five Star now»

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«Since forging an unlikely coalition with Di Maio in June last year, the 46-year-old firebrand has become the dominant force in Italian politics and the leading light among a new generation of nationalists from across the European Union who’ll meet in Milan on Monday»

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«They’ve targeted May’s EU parliamentary elections as a chance to tear up the bloc’s debt rules, get a grip on the European Central Bank and start a rapprochement with Russia»

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«Salvini has also won a string of regional elections in the center and the south as support for Five Star has crumbled.»

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«The League pushes tax cuts, Five Star welfare benefits.»

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«Analysts have warned for months that could trigger a snap election»

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«The longer Salvini holds out, the more he can steal voters from Five Star»

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Bloomberg è l’unico commentatore estero a capire l’importanza di certi fatti.

«Salvini has also won a string of regional elections in the center and the south»

Questa è la vera forza attuale della Lega.

Facile quindi il prognostico.

«Analysts have warned for months that could trigger a snap election»


Bloomberg. 2019-04-05. Don’t Be Fooled by the Salvini Show, This Populist Has a Plan

Governing Italy with Five Star suits Salvini just fine and he’s aiming to keep the coalition alive for as long as he can.

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Five days after threatening to pull the plug on Italy’s government, Deputy Prime Minister Matteo Salvini summoned his lieutenants to party headquarters on the edge of Milan.

With polls showing that voters would swing behind his anti-immigrant League if the administration collapsed, officials were pressuring Salvini to end his frustrating co-existence with the anti-establishment Five Star Movement. Heading into that meeting last month they thought his patience might be wearing thin.

They should have known better. This government will keep going, he told the group, according to two people who were present.

Watch him on the campaign trail – shaking hands, embracing supporters, chatting, posing for selfies – and it’s easy to be taken in by the spontaneous homespun Salvini persona. On Twitter, his 1 million followers can share everything from his latest pasta dinner to the frustrations of Valentine’s Day after breaking up with his girlfriend.

In private though, he is cautious and strategic, says one junior minister who’s worked alongside Salvini for some 20 years. A snap election might be tempting for the party, but  Salvini is playing the long game.

He is already in the box seat in the government and voters have so far blamed Five Star’s Luigi di Maio for most thing that go wrong. The League needs more time to build up support in the south and if it ditched Five Star now, it might end up reliant on former Prime Minister Silvio Berlusconi for a majority. The last thing Salvini wants is to wind up associated with such an establishment figure.

That’s the vision. The next few weeks may test his resolve. 

Since forging an unlikely coalition with Di Maio in June last year, the 46-year-old firebrand has become the dominant force in Italian politics and the leading light among a new generation of nationalists from across the European Union who’ll meet in Milan on Monday. They’ve targeted May’s EU parliamentary elections as a chance to tear up the bloc’s debt rules, get a grip on the European Central Bank and start a rapprochement with Russia.

This account of how Salvini turned a moribund group into a new force in Europe is based on interviews with half a dozen senior government officials and party operatives over the past several weeks. They asked not to be named discussing private conversations and confidential meetings.

It’s not so much Salvini’s electoral prospects that make the EU establishment nervous – his nationalist alliance is projected to win less than a tenth of the seats in the next parliament. What sets him apart is his political chops.

Since he burst onto the scene a year ago, Salvini has hijacked an EU summit he didn’t even attend, faced off with the European Commission on the budget and consistently got under the skin of French President Emmanuel Macron. And whatever he does, his popularity in Italy continues to climb.

Salvini has been living and breathing politics since his teenage years. He started out as a communist, but at the age of 17 he joined the Northern League, a right-wing group that aimed to see the industrial heartlands around cities like Milan, Turin and Venice cut loose from Italy’s poorer south.

Many of those who now occupy senior party positions have been scrapping and pulling stunts for 20 years or more alongside the man they call ‘The Captain.’ Every summer many attend the party’s tradition gathering near the Italian Alps, where the diehards dress up as medieval knights to celebrate a 12th century alliance against the Holy Roman Emperor.

Salvini took over as leader of the Northern League at the end of 2013 with the party in disarray after slipping to 4 percent in that February’s election. Founder Umberto Bossi had resigned over a corruption scandal the previous year and his successors had struggled to steady the ship.

One of Salvini’s first moves was to ditch the party’s separatist tradition with a push to boost support in central and southern Italy – voters he’d previously insulted. For the March 2018 general election, he dropped the word “Northern” and rebranded his party as simply “The League.”

That proved a breakthrough moment for Salvini. The party jumped to 17 percent of the vote, displacing Berlusconi’s more moderate Forza Italia as the dominant force on the Italian right. And Salvini’s grip on the party was assured.

Sealing the alliance with Five Star meant disregarding the advice of several longtime advisers and jettisoning Berlusconi, for whom the Northern League had been a junior partner in four governments. But the turnaround in the party’s fortunes means no one in the League challenges Salvini.

“When Salvini took over, we were a dying party. So whatever he says is fine by us,” said Riccardo Molinari, who heads League lawmakers in the lower house.

“Whatever he says is fine by us”

Since then, his star has kept on rising.

The League trailed Five Star by 15 percentage points in last year’s general election. The latest polls show it leading by 10 points and on track to win a national election for the first time in May. Salvini has also won a string of regional elections in the center and the south as support for Five Star has crumbled.

The parties’ diverging fortunes are exacerbating the tensions in a coalition that was built across a tectonic faultline: The League’s base is in the wealthy north, Five Star’s in the depressed south. The League pushes tax cuts, Five Star welfare benefits.

Executives from the north remonstrated last month with one of Salvini’s advisers over a decree hurting their business. The adviser blamed Five Star.

League officials are sick of constant infighting and half of the party’s lawmakers in the lower house want to end the coalition, according to a senior member of parliament. And they expect the rough and tumble of an EU election campaign to make matters worse. Molinari this week said the party may seek to rewrite the terms of the coalition agreement if the EU vote confirms they have become the country’s biggest force.

Analysts have warned for months that could trigger a snap election. If the coalition gets past that hurdle, tensions could surface in the fall as the government will have to draw up a new budget at a time the cratering economy leaves it little room for maneuver, an adviser to Prime Minister Giuseppe Conte said.

Salvini is urging patience.

“The longer Salvini holds out, the more he can steal voters from Five Star”

At a closed-door meeting with some 180 parliamentarians at the lower house in February, Salvini called on his troops to stay calm and guard against overconfidence. He told them that the current coalition is the only one that’s possible at the moment, seeking to damp down the clamor for a snap election.

The League needs to have the same hunger this May as it did five years ago when its fortunes were at a low ebb, he said according to an official present.

Even with its recent surge in support, the League probably still couldn’t govern without Berlusconi and Salvini is wary of getting entangled with an unpredictable ally he sees as part of the discredited old guard. Instead, he’s targeting a new alliance with the far-right Brothers of Italy and potentially future defectors from Berlusconi’s group. But he needs the coalition with Five Star to hold up long enough for that new formation to build up its support.

“The longer Salvini holds out, the more he can steal voters from Five Star and from Berlusconi, and build up his support in the south,” said Roberto D’Alimonte, a political science professor at Rome’s Luiss University.

But Salvini’s resolve is being tested. In the weeks that followed the February pep talk, Di Maio doubled down on his opposition to a 9 billion-euro ($10 billion) Alpine rail project. Salvini and his industrial allies are backing the project which the government has already sunk some 2 billion euros into. Salvini threatened on March 7 that he could force the government to collapse “if there are too many noes.”

The following Monday some 40 League officials trailed into the former canteen that serves as a meeting room at the party’s Milan headquarters. They took their seats behind a row of desks – like schoolboys one of them joked later.

Things are tense, so don’t provoke Five Star, Salvini told them. Don’t attack the party or its ministers, he said. The League must not act like supermen.

The time will come when Salvini has to take another gamble. But the odds are shifting in his favor at the moment, and he aims to put it off as long as possible. 

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Salvini e la lunga marcia verso una nuova Europa. AfD.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-04-11.

Salvini 741

«The new group will be called European Alliance of Peoples and Nations (EAPN), Meuthen said, and is open to anyone for whom conservatism and patriotism are important»

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«Not welcome are socialists, communists, eco-fascists and extremists — be they from the left or right,»

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Così Mr Salvini sembrerebbe essere riuscito a coagulare almeno in parte le formazioni politiche che si oppongono all’attuale indirizzo politico ed economico dell’Unione Europea.

Precisiamo immediatamente un termine che usato in modo improprio genera solo confusione.

Euroskeptic‘, euroscettici, è un termine spregiativo coniato dai liberal socialisti per identificare quanti non la pensassero come loro. Nei fatti codeste formazioni non contestano l’Unione Europea in sé e per sé: hanno come obiettivo un’Unione Europea di stati sovrani, una Unione Europea con intimi legami economici, ma si oppongono all’attuale classe dirigente europea ad impronta liberal socialista ed alla concezione di uno stato europeo..

«We want to reform Europe»

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«For many people, the EU is a nightmare, not a dream»

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«Salvini’s promise of shaking up the EU strikes a chord with many far-right parties, which share many broad ideological goals such as curbing migration and returning power to national governments»

*

«Not welcome are socialists, communists, eco-fascists and extremists — be they from the left or right»

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Salvini ha perso uno dei suoi migliori alleati. 2019-04-09

Salvini incoronato leader degli identitari sovranisti europei. 2019-04-05

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Nessuno ha la sfera di cristallo, ma se i sondaggi elettorali si realizzassero, il vero mutamento in seno all’europarlamento sarà la débâcle del partito popolare e di quello socialista, che assieme dovrebbero perdere circa cento seggi e, con essi, la maggioranza. Sicuramente potranno formare una coalizione, ma sarà bere latte al posto del vino.

Non solo.

Estonia docet. Questo anno si terranno elezioni politiche in otto stati dell’Unione Europea, e, sempre che i sondaggi si realizzino, i liberal socialisti avranno perso la maggioranza anche in seno al Consiglio Europeo, vero organo direzionale dell’Unione.

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Opinion: EU immigration policy is grist to the far-right mill

«A final attempt by EU interior ministers to find agreement on a common immigration policy ahead of European parliamentary elections has collapsed. And that is just what some wanted, says DW’s Bernd Riegert.»

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Euroskeptic, anti-immigrant parties team up for EU election

«The AfD and other euroskeptic parties have formed a bloc ahead of the European Parliament elections. Various anti-immigrant youth organizations recently gathered in Rome, giving a sense of what might be to come»

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Italian monastery turns into hotbed of Bannon-fueled nationalism

«To general consternation, educational courses are to be held at a secluded monastery to create a populist political vanguard capable of “launching an assault on Europe.”

For many, the decision to live in an all-but-abandoned 13th-century monastery atop a mountain in a foreign country with no cellphone reception and only a groundskeeper, an octogenarian monk and 19 feral cats for company would not be an obvious lifestyle choice.

When asked about DHI’s values, Harnwell cites the first chapter of Genesis in the Bible, “that man is made in the image and likes of God and every single person without exception… is of infinite value.”

What about capital punishment? “Look, the DHI doesn’t have a view on capital punishment. I personally am not opposed to capital punishment.”

Marriage? “Between a man and a woman.”

Divorce? “Not a concept which is compatible with the concept of sacramental marriage.”»

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Will populists unite to blight the EU?

Opinion: Steve Bannon attacking the EU from the right

Italy’s Matteo Salvini links with Bannon’s far-right Movement ahead of EU vote


Deutsche Welle. 2019-04-09. Germany’s AfD joins Italy’s League in new populist coalition

The Alternative for Germany is forming a new alliance with Italy’s League and other far-right parties after the European Parliament elections. They hope the coalition will shake up the European Union.

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Italy’s Matteo Salvini has formally launched his much-anticipated bid to unite European far-right parties ahead of EU elections in May. “We want to reform Europe,” he declared during a press conference at a swanky hotel in central Milan. “For many people, the EU is a nightmare, not a dream,” said the Italian interior minister and deputy prime minister.

Salvini has teamed up with Germany’s right-wing populist Alternative for Germany (AfD) party, whose leader and currently the group’s only MEP, Jörg Meuthen was by his side. Also at the table were representatives from the Danish People’s Party and the Finns Party of Finland, who are for now the only other confirmed members.

The new group will be called European Alliance of Peoples and Nations (EAPN), Meuthen said, and is open to anyone for whom conservatism and patriotism are important. “Not welcome are socialists, communists, eco-fascists and extremists — be they from the left or right,” he added.

The meeting, entitled “Towards a Europe of Common Sense: Peoples rise up,” was hyped as a much bigger event  — something Salvini played down when asked. “It wouldn’t have been possible to have a press conference with 15 people from 15 parties.”

The National Rally of France’s Marine Le Pen and Austria’s ruling Freedom Party (FPÖ) were not at the event, but have confirmed their existing cooperation with the League. The three parties currently sit in the same group in the EU assembly.

A ‘Europe of common sense’

Salvini’s promise of shaking up the EU strikes a chord with many far-right parties, which share many broad ideological goals such as curbing migration and returning power to national governments. But they differ on other key areas, like the free market or how money from the EU budget should be carved up.

The absence of many of the biggest populist players at this event may speak to that disparity. But those present were quick to skirt around the issue of differences. “The things that unite us are bigger than the things that divide us,” said Anders Vistisen of the Danish People’s Party.

Marine Le Pen, leader of France’s far-right National Rally, didn’t attend the event, nor did any representatives from her party.  But she and Salvini are already closely aligned. The two leaders met in Paris on Friday and both took to Twitter to talk up their blossoming coalition. Le Pen said she was “ready to win” with Salvini. While Salvini said he was committed to “widening the alliance” of those who wanted to bring some “common sense to Europe.”

The two leaders have long agreed that Europe needs change and are already grouped together at the European level.

A numbers game

Right-wing populist parties are indeed on the rise across the continent. They are in power in Italy, Hungary, Poland and Austria and, according to polls, are set to make significant gains in the European elections come May. But the problem at the EU level has been coordination and finding a unified voice — It’s precisely that problem that Salvini hope to change.

Europe’s populist parties are are currently split into three different groups; the Europe of Nations and Freedom (ENF) — to which Salvini’s League belongs, the European Conservatives and Reformists (ECR), or Europe of Freedom and Direct Democracy (EFDD). 

As it stands, the ENF has 37 MEPs, the parliament’s smallest grouping. On current projections, Salvini’s League party looks set to pick up 28 seats — up from just five in the previous election in 2014. Germany’s AfD could go from having just one MEP (after several MEPs elected in 2014 on the AfD’s rolls left the party) to 13. But even with the promise to join forces, they’ll need to convince other to join too if they’re dream of setting the agenda is to become reality.

Salvini’s supporters seem to think he’s the man for the job. “It is crucial that we are not alone, that we work together,” Maximilian Krah, AfD’s third candidate for the European Parliament, told DW last month. “I think that Salvini is the person who can integrate a very different national conservative movement.”

Salvini and his EAPN will need far more support if they’re going to make waves in Brussels — a reality of which he is keenly aware. He’s been cozying up to Hungarian Prime Minister Viktor Orban and the chairman of Poland’s ruling Law and Justice party (PiS), Jaroslaw Kaczynski. As yet, the two parties don’t seem ready to jump ship — despite Orban’s Fidesz being suspended from the European People’s Party last month until further notice.

In response to a question about the lackluster response to this event, Vistisen told DW he hoped today’s EAPN launch would encourage more groups to get on board. In a plea to other populists, Vistisen said, “if you don’t believe in coming together, our opponents will win.”

If Salvini is successful in winning over Poland’s PiS and Hungary’s Fidesz, the new grouping could well transform the parliament. But that’s still a big ‘if’.

“We don’t want to fragment Europe,” Salvini told the crowd. “We want to work together.”

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Salvini ha perso uno dei suoi migliori alleati.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-04-09.

Animali. Bocca aperta. Civetta. 001

Il ragionamento dovrebbe essere semplice, facendo attenzione a non farlo diventare semplicistico.

Mr Trump ha trionfato nelle elezioni presidenziali del 2016 pur avendo contrari tutti i media, stampati, elettronici e televisivi. Similmente, alle elezioni del 4 marzo 2018 Lega e M5S ha spopolato pur avevo anch’esse contro tutti i media ed un’assordante televisione di stato.

Politologi e sociologi ben conoscono questo effetto paradosso, che divenne chiaramente evidente negli anni ottanta nell’allora Unione Sovietica, ove la gente leggeva la Pravda ritenendo essere vero l’esatto opposto di quanto ivi stampato.

Per anni EU Observer è stata una testata liberal socialista, che si caratterizzava per lo sprezzante disprezzo che nutriva ed esternava nei confronti di quanti non la avessero pensata come loro. Ogniqualvolta nominavano formazioni avverse facevano precedere il termine da una sequenza di aggettivazioni che racchiudevano il clou di quanto per essi fosse ingiurioso. Erano immarcescibili razzisti, aventi in odio gli ‘euroscettici‘, i ‘populisti‘ lebbrosi.

Quando poi nominavano Mrs Le Pen, Mr Orban, Mr Salvini oppure Mr Kaczyński era necessario consultare un ottimo dizionario degli insulti per comprendere appieno cosa in effetti avessero voluto dire. Usavano spesso doppi sensi ambigui.

Leggere quindi sulle pagine di EU Observer degli identitari sovranisti riportati solo come ‘far-right‘ si resta perplessi: molto perplessi.

In tutto il testo sono scomparsi i soliti epiteti, ed il tono sussiegoso ha lasciato il posto ad una esposizione quasi da cronaca più o meno asettica.Non li bollano più nemmeno di essere omofobi

Confessiamo che Mr Orban ci divenne simpatico quando lo etichettarono di essere ‘illiberal‘: se non è un liberal socialista allora è una persona onesta.

Per Mr Salvini è un vero peccato: usando il vecchio stile, EU Observer aveva procurato alla Lega un gran bel numero di voti: se questi dicono tutto questo di Mr Salvini, allora è un galantuomo e lo votiamo.

«Danish, Finnish, German, and Italian far-right political figures will discuss plans for an EU alliance in Milan on Monday (8 April), prior to a larger congress in May.»

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«It will be the first time an event drawing together at least 15 or 20 European countries will take place in Italy»

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«We’re preparing a major event for the Europe of the next 30 years in May in Italy, where we’ll invite all the European movements that are alternatives to the rule of the Socialists and the European People’s Party [EPP] of recent years»

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«The leaders are considering a common manifesto to close the electoral campaign and announce the start of a new Europe»

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«Now is our chance to unite forces once and for all»

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«Our idea is to come together … into a new party that better reflects the eurosceptic views that unite us»

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«The Salvini-led league is meant to bring together eursosceptics from three disparate EU parliament groups – the ECR, EFDD, and ENF»

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«It could swell to upward of 150 MEPs out of 705 in the next EU legislature»

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«It could be even stronger if Hungary’s ruling Fidesz party left the EPP and Poland’s ruling Law and Justice (PiS) party also came on board.»

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«migrants, which both want to keep out»

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«We cannot agree on everything. We will talk about it and find compromises»

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Che gli identitari sovranisti si posizionino in tre gruppi parlamentari oppure in uno solo non varia alla fine la espressione di voto. Ovviamente, più un gruppo parlamentare è numeroso e maggiore è il suo peso in parlamento. Se si formasse un gruppo unico, questo potrebbe anche diventare il secondo gruppo, dopo il ppe.

Non essendo ideologizzati ed essendo gelosi custodi del proprio retaggio nazionale, gli identitari sovranisti non possono per definizione essere compatti su alcuni temi, quali per esempio i rapporti con la Russia. Ma il comune cementante di non condividere alcunché dell’ideologia liberal socialista dovrebbe poter fare aggio su tutto.

Un’ultima considerazione.

Più le elezioni si avvicinano e più i liberal socialisti si sentono il sudore freddo calare per la schiena.

Poco importa quanti seggi conquisteranno gli identitari sovranisti, la vera mutazione sarà la débâcle che si preannuncia per il partito popolare europeo e per il partito socialista europeo, che i sondaggi danno in perdita di oltre cento seggi.

Spesso nelle elezioni conta di più chi perde di chi vince.


EU Observer. 2019-04-08. Far-right launch EU campaign at Milan mini-meeting

Danish, Finnish, German, and Italian far-right political figures will discuss plans for an EU alliance in Milan on Monday (8 April), prior to a larger congress in May.

Originally meant to attract a bigger attendance, the event, at the ritzy Hotel Gallia in Milan, was branded a “flop” by some Italian politicians.

But Matteo Salvini, the head of Italy’s far-right League party and its deputy prime minister, who is hosting Monday’s meeting, said there would be a larger one in the Circus Maximus, a classical-era chariot stadium, in Rome in May ahead of the European Parliament (EP) elections later that month.

“It will be the first time an event drawing together at least 15 or 20 European countries will take place in Italy,” he said in Paris on Friday, where he met Marine Le Pen, the leader of the French far-right National Rally party.

“We’re preparing a major event for the Europe of the next 30 years in May in Italy, where we’ll invite all the European movements that are alternatives to the rule of the Socialists and the European People’s Party [EPP] of recent years”, Salvini added, referring to the centre-left and centre-right blocs in the EP.

“The leaders are considering a common manifesto to close the electoral campaign and announce the start of a new Europe,” a Salvini spokesman said.

“Now is our chance to unite forces once and for all,” Salvini’s foreign affairs advisor Marco Zanni also told the Reuters news agency.

“Our idea is to come together … into a new party that better reflects the eurosceptic views that unite us,” Zanni said.

The smaller event, on Monday, entitled “Towards a Europe of common sense: The peoples raise their heads”, will include Anders Vistisen from the Danish People’s Party, Olli Kotro from The Finns party, and Joerg Meuthen, the German AfD party’s top EU candidate.

The Salvini-led league is meant to bring together eursosceptics from three disparate EU parliament groups – the ECR, EFDD, and ENF.

It could swell to upward of 150 MEPs out of 705 in the next EU legislature, according to recent polls, and include some of the largest individual parties in the EP.

It could be even stronger if Hungary’s ruling Fidesz party left the EPP and Poland’s ruling Law and Justice (PiS) party also came on board.

But Fidesz leader Viktor Orban is still hedging his bets amid a temporary EPP suspension over his domestic politics.

PiS has flirted with closer ties, but has ruled out membership for now.

“Leaving a strong group [the ECR] to join a weak group is a difficult political decision, but leaving to join a group [Salvini’s] that is also quite strong and growing is less so,” Ryszard Legutko, a PiS MEP, told Reuters on the party’s calculations.

“It is the first time there’s a real chance things might change, that this political, even ideological monopoly can be somehow undermined,” he said.

Tomasz Poreba, the PiS’ EU campaign chief, was less open to cooperation, however.

“We do not envisage any further contact [with Salvini] until after the [EP] election,” he said.

The PiS and Salvini do not see eye-to-eye on Russia, which PiS mistrusts, but which Salvini embraces.

They also do not see eye-to-eye on migrants, which both want to keep out, but which Poland does not want to share with Italy if they get in.

Some Nordic far-right parties also mistrust Russia.

“It is a crucial aspect for many countries … It will not succeed, there will be no such [Salvini] group,” Sweden Democrat party leader Jimmie Akesson told Reuters.

For his part, the AfD’s Meuthen underlined the economic differences between far-right parties from the north, which want fiscal discipline and free markets, and those from the south, which favour loose EU rules and protectionism.

“We cannot agree on everything. We will talk about it and find compromises,” Meuthen told Italy’s La Stampa newspaper at the weekend.

And some newcomers to the EU stage, such as the Spanish nationalist Vox party, which could get four new MEPs, also do not see themselves as following what they call Salvini’s “populist” flag.

“It may be that we’ll be alone,” in the next EP, Vox leader Santiago Abascal told Reuters.