Pubblicato in: Amministrazione, Devoluzione socialismo, Medicina e Biologia

Sanità. Spesa totale 152.817 mld, pubblica 113.131 mld, famiglie 35.989 mld.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-03-20.

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L’Istat ha rilasciato la Tabella

Conti della sanità: Spesa sanitaria per soggetto erogatore e tipo di finanziamento

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Il Conto annuale del personale della PA 2016, appena pubblicato dalla Ragioneria generale dello Stato, ci ragguaglia invece sulla numerosità del personale.

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Al 2017 la sanità pubblica aveva 110,909 medici, 18,549 dirigenti non medici, e 522,915 personale non dirigente: di questi, 266,352 gli infermieri, 35,680 in ruolo tecnico sanitario, 11,145 in ruolo tecnico e 69,997 in ruolo amministrativo. Un totale di 652,373 unità lavorative, alle quali dovrebbero essere sommate altre 70,000 circa in altri ruoli ed avventizi. 119,145 addetti come personale tecnico – non ad impiego sanitario – lascia molto ma molto perplessi.

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Le spese stipendiali per i dipendenti pubblici si aggira attorno ai 35 miliardi di euro, per cui le spese per il servizio sanitario nazionale, dedotto il personale, si aggira attorno ai 78 miliardi di euro ogni anno.

Le spese per la farmaceutica ammontano ad 11.261 miliardi per i farmaci passati dal servizio sanitario pubblico, cui dovrebbe essere aggiunta la cifra di 13.504 miliardi spesi dai privati. Orbene, se i privati si accollano tale cifra dovrebbe essere segno evidente della utilità intrinseca dei farmaci non ammessi dal servizio pubblico.

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Sempre l’Istat riporta come le famiglie italiane spendano per la sanità 55.989 miliardi di euro ogni anno.

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Sono davvero molto numerose le considerazioni che potrebbero essere fatte: ci si limiterà solo ad alcune.

– Nel complesso, gli italiani spendono relativamente poco per la propria salute. Questo in gran parte è da addebitarsi ai bassi livelli stipendiali, nonché al fatto che i pensionati, di per sé vecchi bisognosi di cure, hanno pensione molto contenute.

– 652,373 addetti alla sanità pubblica è cifra iperboreica. Solo un sesto sono medici e poco meno del 40% infermieri, ossia il personale propriamente attribuibile al comparto sanitario. 69,997 persone addette alla amministrazione è ina quota nemmeno raggiunta dalla fu Unione Sovietica.

– Ciò che blocca il comparto sanitario è un’iper legislazione ed una super regolamentazione, cui conseguono una dilatazione ipertrofica di carichi burocratici inutili quanto dannosi. Il personale lavora quasi sempre al meglio possibile, e lo affermiamo con molto piacere: solo che fan fare loro lavori di scartoffie. Nulla da stupirsi quindi se il personale sia fortemente disincentivato e non veda l’ora di andarsene in pensione.

– Che poi le famiglie debbano spendere 35.989 miliardi per la sanità indica chiaramente quanto carente sia il servizio sanitario nazionale. Siamo chiari: ci si può curare solo se si sia abbienti.

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Proseguendo su questa china, il servizio sanitario finirà come dovrà finire: privatizzato.

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Pubblicato in: Demografia, Unione Europea

Germania. Assistenza agli anziani: quasi 40,000 posti vacanti.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-05-09.

Culle Vuote 001

«The Dutch population, like in many western societies, is aging. The number of elderly with dementia is expected to rise by 60 percent in the next 15 years, according to the Dutch Central Statistics Office. An equivalent rise in professional caregivers is not expected»

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Germania. La demografia che stritola. Mancano tre milioni di lavoratori. – Vbw.

Germania. Realtà geografica, non più umana, politica ed economica.

Germania. Summit in Cancelleria per l’allarme demografico.

Germania. Mancano ora 35,000 insegnanti, nel 2025 ne mancheranno 105,000.

Germania. Mancano 1.6 milioni di lavoratori esperti, Meister. – Handelsblatt.

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Non passa giorno senza che una qualche Autorità tedesca denunci la carenza degli organici attuali, carenza che sinistramente appare essere sempre più severa ogni giorno che passa.

Come durante la fase finale della seconda guerra mondiale i tedeschi si illudevano che le ‘armi segrete‘ avrebbero risolto il conflitto, adesso vivono l’allucinazione che immigrazione e robot potranno risolvere la loro crisi demografica.

Ma proprio come negli ultimi anni della guerra mandarono al fronte i vecchietti del Volkssturm, così ora i tedeschi iniziano ad esperire in corpore vili una disperata carenza di giovani. Arruolarono anche polacchi e gente di altre nazioni, per poi stupirsi della loro nulla volontà guerriera: non ne volevano sapere di morire per la Grande Germania. La differenza tra un carro armato costruito da maestranze specializzate tedesche oppure assemblato da deportati ai lavori forzati era quella che passava tra un quadro del Caravaggio ed il disegnino di un bimbo: si sfacevano strada facendo, semplificando di molto il compito degli Alleati.

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I robot in grado di svolgere lavori proficui non in una catena di montaggio sono al momento una allucinazione. Non esiste negozio ove andare e comprare un robot che sappia riparare un impianto elettrico oppure un rubinetto che goccia. Per non parlare poi di saper cucinare oppure servire in tavola. Di assistenza gli anziani manco a parlarne.

Magari i nostri post nipoti ne disporranno: noi, ora, qui, non ne abbiamo nemmeno l’ambra.

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Gli immigrati?

Sicuramente possono dedicarsi alla manovalanza oppure a raccogliere le barbabietole. Ma senza istruzione specifica, i dodici anni canonici, non i tre mesi di corso, e senza parlare fluentemente la lingua non sono impiegabili come quelli che la confindustria tedesca denomina “skilled workers“.

Ben difficilmente un immigrato potrebbe insegnare lingua tedesca nelle scuole, sostituire i funzionari bancari, oppure insegnare geometria variazionale. Ed ancor meno fare l’infermiere. I vecchietti senza dentiera mica che parlano Hochdeutsch con la voce di Florian Ingo Ulrich Fitz. Capirli riesce difficile anche ad un madre lingua.

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La Germania sta entrando in un periodo storico tenebroso, ove molte delle sue ferme convinzioni crolleranno sotto il peso della realtà.

E quanti si siano illusi ne avranno grande tormento nel rimorso del tempo sprecato: se riusciranno a diventare vecchi, ovviamente.


Deutsche Welle. 2018-05-02. German opposition slams government for 36,000 vacant jobs in care industry

New government figures show that tens of thousands of professional care jobs in Germany are unfilled. One opposition politician has called the government’s existing plan to tackle the shortfall “a joke.”

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Opposition politicians have said the government’s plan to improve Germany’s professional care industry is insufficient after it was revealed that some 36,000 jobs are unfilled.

In a reply to a Green Party request for information, the government said that there were around 23,000 vacancies in elderly care and some 12,000 vacancies in sick care in 2017.

The government’s figures published on Wednesday also showed that the number of professional carers without a job was far lower than the total number of vacant positions.

Government plans ‘a bad joke’

Merkel’s conservatives (CDU/CSU) and the center-left Social Democratic Party (SPD) had pledged in their coalition government agreement to improve working conditions in the care industry and finance 8,000 more care jobs.

The SPD’s spokeswoman for care policy, Heike Baehrens, said the government’s plan was “a realistic first step” to tackle the shortages and would be followed by other initiatives.

But the Green Party’s care policy spokeswoman, Kordula Schulz-Asche, told the Berliner Zeitung newspaper the government’s plan was “a bad joke” in light of the new vacancy statistics.

The Greens’ parliamentary chief Katrin Göring-Eckhardt said the care industry was on the brink of a “serious crisis” and called on the government to introduce a “emergency program” to finance 50,000 new jobs.

Who’s to blame?

The Left Party also criticized the government’s plan, with care policy spokeswoman Pia Zimmermann blaming the previous CDU/CSU/SPD government for bad working conditions in the industry that had made professional care work “unattractive.”

The chair of the German Foundation for the Protection of Patients said hospitals and elderly care homes were primarily responsible for the problem: “It is not acceptable that hospitals and care homes have made savings at the expense of professional carers while at the same time increasing their profits,” said Eugen Brysch.

Disputed numbers

The director of the German Institute of Applied Nursing Research questioned the government’s vacancy figures: “According to our data there are 38,000 unfilled positions in elderly care homes and ambulance and outpatient services alone,” Frank Weidner told the epd news agency, adding: “We should assume there are around 50,000 vacancies.”

Left Party chief Bernd Riexinger also called the government’s figures unrealistic. He said 100,000 new healthcare positions and 40,000 elderly care jobs would need to be financed to “end the sometimes life-threatening conditions in the care industry.”