Pubblicato in: Banche Centrali, Devoluzione socialismo, Unione Europea

ECB e Banca di Italia. Stanno preparandosi alla battaglia finale.

Giuseppe Sandro Mela.

2021-06-11.

2021-06-01__ Bankitalia 001

«sono tante le cose che gli Ignazio Visco non dicono. E tutte poco piacevoli.»

«Ecb prestatrice di unica istanza»


Come i tedeschi asserragliati a Berlino nel 1945 mostravano una fede incrollabile nella futura vittoria finale, e chi non avesse professato tale fede sarebbe stato impiccato immediatamente, così nell’enclave liberal socialista occidentale sarebbe di obbligo ostentare un granitico ottimismo. L’inflazione è transitoria e tutto va per il meglio: ciò che importa è il godersi appieno il politicamente corretto e tutte le ultime legalizzazioni di ogni tipo di trasgressione.

Ma come molti gerarchi tedeschi cercavano di fuggire alla loro sorte reale, così Ecb e Banca di Italia stanno preparandosi alla battaglia finale. Hanno deciso di morire in bellezza come a suo tempo la Francia sotto il macigno degli Assignat.

È avvenuta una mutazione, incompatibile con la vita.

Ecb e banche centrali sono rimaste le uniche detentrici ed acquirenti dei titoli di debito nazionali.

Gli investitori stranieri, quelli nazionali non-finanziari e finanziari, hanno eliminato dai loro portafogli la quasi totalità dei titoli di stato europei.

Con questa manovra le banche centrali si sono totalmente staccate dalla realtà del mercato.

Generano moneta fiat con la quale acquistano titoli di stato nazionali: avrebbero inventato il moto perpetuo.

Così facendo il sistema sarebbe metastabile: ma l’inflazione è già passata dal +2.0% in aprile al +2.5% in maggio.

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A proposito.

Alla fine gli stoici difensori di Berlino fecero un bel viaggio di sola andata in Siberia.

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«Le considerazioni finali del governatore di Bankitalia hanno delineato un quadro composito e ottimistico per il Paese, auspicando però l’emissione di debito comune Ue»

«E la realtà lo conferma: negli ultimi 12 mesi, la Banca centrale è stata prestatore di «unica» istanza dei nostri Btp su mandato dell’Eurotower»

«Se il 10 giugno il mercato prezzerà davvero un taper o una fine della deroga sul limite per emittente, cosa accadrà?»

«una capacita di bilancio comune, accompagnata dalla revisione delle regole per le finanze pubbliche nazionali e fondata sulla possibilità di una stabile emissione di debito, garantita da fonti di entrata autonome»

«Tradotto, un Recovery permanente»

«al fine di stabilizzare e rendere sostenibile la crescita post-pandemica dell’eurozona»

«negli ultimi 12 mesi, la stessa Bankitalia è stata nuova detentrice net/net di tutto il debito italiano emesso»

«Di fatto, prestatrice di unica istanza»

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Ecb e banche centrali hanno scelto il modo con cui alla fine fallire.

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Il grafico che spiega la situazione di Bankitalia: senza Bce in stile Fed, l’Italia è nei guai

Le considerazioni finali del governatore di Bankitalia hanno delineato un quadro composito e ottimistico per il Paese, auspicando però l’emissione di debito comune Ue. E la realtà lo conferma: negli ultimi 12 mesi, la Banca centrale è stata prestatore di «unica» istanza dei nostri Btp su mandato dell’Eurotower. Se il 10 giugno il mercato prezzerà davvero un taper o una fine della deroga sul limite per emittente, cosa accadrà?

Le considerazioni finali di Ignazio Visco all’assemblea di Bankitalia sono state lunghe e articolate, come si conviene al momento senza precedenti che economia e conti pubblici del Paese stanno attraversando. Molti i temi toccati, tutti ruotanti attorno alla stella polare della ripresa post-pandemica: il sostegno alle imprese da mantenere, il nodo degli appalti e dei licenziamenti, il Pil che potrebbe attestarsi al di sopra del 4%, il Pnrr come fondamento di un processo di ridefinizione delle priorità e degli assetti per il Paese, la necessità di spendere con disciplina i fondi europei, i disequilibri da sanare in seno alla società italiana.

Ma, soprattutto, una capacita di bilancio comune, accompagnata dalla revisione delle regole per le finanze pubbliche nazionali e fondata sulla possibilità di una stabile emissione di debito, garantita da fonti di entrata autonome. Tradotto, un Recovery permanente. Esattamente quanto auspicato, seppur in maniera meno drastica in ossequio al ruolo che ricopre, dal presidente dell’Europarlamento, David Sassoli, in un’intervista a Il Messaggero. In quel caso, ci si I all’auspicio di un raddoppio di quel piano e dei suoi controvalori, al fine di stabilizzare e rendere sostenibile la crescita post-pandemica dell’eurozona. Poco cambia.

Perché sia le poche parole di David Sassoli che le molte di Ignazio Visco sono riassumibili senza utilizzarne altre, appare sufficiente questo grafico elaborato nel weekend dagli analisti di Nordea. Il quale parla chiarissimo: negli ultimi 12 mesi, la stessa Bankitalia è stata nuova detentrice net/net di tutto il debito italiano emesso. Di fatto, prestatrice di unica istanza. Ovviamente, su mandato Bce, la vera custode di quel cumulo infinito di Btp. E in seno al Pepp, il piano anti-pandemico cominciato proprio un anno fa e che la narrativa vedrebbe oggi alla vigilia di un ridimensionamento già al board del 10 giugno. Quantomeno, formale e a livello di annuncio.

La chiave sta tutti in quell’area verde esplosa negli ultimi due semestri. E se il quadro appare già inquietante di per sé, se letto attraverso la lente di un possibile ridimensionamento di quel supporto esiziale, paragonabile a un polmone d’acciaio, ecco che la totale assenza di altri colori nella fascia temporale di pertinenza del Pepp porta a un’ulteriore conferma. Anche le banche italiane, sfruttando la netta accelerazione nel ritmo di acquisti della Bce delle ultime settimane, come mostra il grafico aggiornato all’ultima settimana, hanno alleggerito i loro bilanci dal cosiddetto doom loop, il cordone ombelicale fra debito sovrano e settore del credito che con gli anni si è tramutato in un devastante circolo vizioso. Quantomeno, a livello di tremori sugli stati patrimoniali ogni qualvolta lo spread rialzi la testa.

Intendiamoci, le banche e le assicurazioni italiane sono ancora cariche di Btp ma non quelli emessi negli ultimi 12 mesi e che, di fatto, tutti (Ignazio Visco in testa) prezzano già come sterilizzati dall’azione di reinvestimento sine die dell’Eurotower. Ora, però, tocca ragionare in altro modo. Se l’economia richiama agli obblighi della ripartenza, la sostenibilità del debito deve cominciare a fare i conti con una Bce che non opererà più come una Fed sotto mentite spoglie. Questo, nonostante la sospensione del Patto di stabilità e il rilassamento dei parametri europei, di fatto inteso come prolungato anche oltre il limite temporale di operatività del Pepp.

E come se questo non bastasse, altre due dinamiche rischiano di rendere l’appello di Ignazio Visco all’Europa non tanto un auspicio politico, quanto un grido d’aiuto. Prima, questo grafico mostra come la concessione di credito alle aziende non finanziarie nel mese di maggio abbia registrato un momentum ancora sostenuto nell’eurozona come insieme, seppur già in calo ma come il breakdown per nazione veda i flussi maggiori concentrati nelle economie della cosiddetta Europa core, mentre pressoché impercettibili in quella periferica. Tradotto, nel momento di maggior bisogno di credito e liquidità per aziende chiamate a un colpo di reni per ripartire, il meccanismo di trasmissione prioritario per il Paese – stante la residualità assoluta del finanziamento per via obbligazionaria, inservibile per le PMI – sia quantomeno in un momento di stagnazione.

Oltretutto, in pieno processo di deleverage (e de-risk) dei bilanci bancari da detenzione di Btp, venduti alla Bce sul secondario a un prezzo ancora più che appetibile. Pessimo segnale. Seconda dinamica, quella rappresentata in questo altro grafico: il livello di detenzione di debito pubblico delle banche greche sta cavalcando verso il ritorno al livello pre-default, tanto che la ratio su assets totali viaggia in area 13%. E se per l’Italia occorre ringraziare la deroga al limite per emittente del 33% e al vincolo sulla capital key degli acquisti pro quota (la stessa che ha permesso a Bankitalia di comprare senza sosta), nel caso di Atene è l’accettazione stessa di titoli di debito come collaterale per operazioni di finanziamento a essere soggetto di eccezione statutaria, non avendo ancora riguadagnato l’investment grade.

E con il decennale greco che prezza un rendimento inferiore addirittura a quello italiano, sorge una domanda: se il principio di taper che i Paesi del Nord hanno in mente – i falchi evocati da David Sassoli nella sua intervista, dipinti come ostacolo e minaccia a un ulteriore prolungamento del sostegno – dovesse porre sul tavolo di discussione il ritiro di almeno un paio delle tre deroghe in seno al Pepp, dove andrebbe a finire un momento dopo lo spread ellenico? E quanto re-price graverebbe a tempo zero sui bilanci delle banche di Atene, trascinando al ribasso l’indice benchmark della Borsa?

E questi ultimi due grafici sembrano non deporre a favore di un atteggiamento comprensivo della Bundesbank in sede di board Bce, fra dieci giorni: se infatti l’inflazione in Germania a maggio è salita al 2,5%su base annua dal 2% di aprile, il livello massimo dal 2011, anche i bond decennali legati ai mutui immobiliari – il cui rendimento è tornato in positivo – parlano la lingua di una classe media sempre più incapace di accostarsi al real estate e alle sue dinamiche di valutazione in continua crescita. Parafrasando il più noto successo di Fiorella Mannoia, sono tante le cose che gli Ignazio Visco non dicono. E tutte poco piacevoli.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Senza categoria, Unione Europea

Governo. Gettata la maschera. ‘I fondi Ue non sono mai gratuiti’

Giuseppe Sandro Mela.

2020-06-13.

Ivan Iv. Il Terribile. 001. Viktor Michajlovič Vasnecov. Ivan IV il Terribile

Alla fine il Governo getta la maschera ed inizia a dire un po’ di verità.

«Al via con l’intervento introduttivo del Presidente Conte la serie di incontri ‘Progettiamo il rilancio’. Sono presenti tutti i ministri del governo e, in collegamento, la presidente della commissione Ue Ursula Von der Leyen, il presidente del Parlamento europeo David Sassoli, il commissario europeo Paolo Gentiloni e la presidente della Bce Christine Lagarde. Presente anche il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco»

«A quanto si apprende, l’intera area di villa Pamphilj dove si svolgeranno gli incontri sarà continuativamente interdetta a giornalisti, fotografi e cameramen»

«Stiamo vivendo uno shock senza precedenti, con costi umani, sociali ed economici molto alti. Condivido un concetto con la presidente della Commissione europea Von der leyen: non possiamo permetterci di ritornare allo status quo precedente a questa crisi …. Il rilancio dell’economia deve inserirsi in un quadro complessivo e deve collegarsi allo sforzo collettivo europeo. Questa giornata inaugurale è una giornata di confronto intenso nel contesto europeo, nel contesto globale, insieme a rappresentanti delle istituzioni e ospiti che ci consentiranno di recuperare una visione globale e in particolare europea. Le risorse e l’allocazione del Recovery Fund, ora ribattezzato Next Generation EU, a favore del quale l’Italia ha combattuto con forza e determinazione, giocheranno un ruolo fondamentale per la ripartenza dell’economia europea e per la difesa delle catene del valore, che costituiscono l’ossatura del mercato unico [Mr Conte

«Il Recovery Fund raggiungerà il suo pieno potenziale solo se sarà saldamente radicato in riforme strutturali concepite e attuate a livello nazionale. Otterremo un ‘impatto maggiore’ per ogni euro speso se i paesi attueranno contemporaneamente le riforme strutturali di cui hanno bisogno [Christine Lagarde

«I fondi europei non potranno mai essere ‘gratuiti’: un debito dell’Unione europea è un debito di tutti i Paesi membri e l’Italia contribuirà sempre in misura importante al finanziamento delle iniziative comunitarie, perché è la terza economia dell’Unione …. I benefici degli strumenti di sostegno europei non vanno valutati solo per la convenienza finanziaria che li caratterizza, pure notevole, ma anche e soprattutto per la possibilità che offrono di inserire lo sforzo nazionale in una strategia di sviluppo comune: è questa l’unica via per rispondere alle sfide globali che ci attendono, non solo geopolitiche, tecnologiche, ambientali, ma anche sanitarie, come abbiamo duramente appreso in questi mesi [Ignazio Visco

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Il Recovery Fund è stato ribattezzato “Next Generation EU”: cambiato il nome, ma immutata la sostanza.

Ignazio Visco è stato lapidario:

«I fondi europei non potranno mai essere ‘gratuiti’: un debito dell’Unione europea è un debito di tutti i Paesi membri»

Ci si metta quindi l’animo in pace: “l’Ue non ha bisogno di un libro dei sogni”. Tutti noi saremo chiamati a contribuire anche con gli ultimi spiccioli rimasti in tasca. Tutti, nessuno escluso.

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Agli Stati Generali Visco mette le cose in chiaro: “I fondi Ue non sono mai gratuiti”

Conte inaugura i lavori a Villa Pamphili: inclusione sociale e transizione ‘green’, investiamo nella bellezza del Paese. Monito del governatore della Banca d’Italia: “Idebiti sono di tutti. l’incertezza non sia una scusa per non agire”. Lagarde: la Bce farà la sua parte, creare un ambiente favorevole alle imprese. Von der Leyen: sta a Roma attuare la Next generation. Salvini: brutta aria. Meloni: c’e’ la cara vecchia troika.

Hanno preso il via a Villa Pamphili, gli Stati Generali dell’Economia voluti dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte. ‘Progettiamo il rilancio’, è il titolo della serie di incontri con rappresentanti delle Istituzioni e delle Parti sociali, “per un confronto sui progetti di rilancio del Paese”.

Nel corso della prima giornata, dopo l’indirizzo di apertura del premier Conte, sono intervenuti il Presidente del Parlamento Europeo, David Sassoli; la Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen; il Commissario europeo all’Economia, Paolo Gentiloni; la Presidente della Banca Centrale Europea, Christine Lagarde; il Presidente del Consiglio Europeo, Charles Michel.

Nel primo pomeriggio gli incontri sono proseguiti con gli interventi del Governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, del Segretario Generale dell’OCSE, ngel Gurìa, e della Direttrice Operativa del Fondo Monetario Internazionale, Kristalina Georgieva.

Al termine, Conte e gli altri ospiti presenti parteciperanno al Panel “Policy in the Post-Covid world: challenges and opportunities”, che vedrà il contributo di rappresentanti del mondo accademico internazionale.

15:30

Bellanova, spunti utili per una grande sfida

“Questa mattina ho partecipato agli Stati Generali. Ho avuto modo di ascoltare tanti interventi e spunti interessanti e sono convinta che questa discussione possa essere utile per il successivo confronto previsto a partire dalla prossima settimana”. Così la ministra per le Politiche agricole, Teresa Bellanova, in un post su Facebook.

“Abbiamo una grande sfida davanti – sostiene – ripartire trasformando questa crisi in un’opportunità per crescere, far ripartire l’economia, rilanciare tanti settori in difficolta’, dare un sostegno forte a imprese e lavoratori. Per farlo, servono riforme, innovazione, sviluppo. E serve soprattutto una visione. Noi ci siamo”.

La ministra racconta di essere “tornata oggi a lavoro dopo qualche giorno di convalescenza in seguito all’operazione alla quale sono stata sottoposta giovedi’. Sto meglio – spiega – e leggere i vostri messaggi di incoraggiamento e i vostri auguri mi ha fatto molto piacere”.

15:15

Visco: i fondi Ue non sono mai gratis

“I fondi europei non potranno mai essere ‘gratuiti’: un debito dell’Unione europea è un debito di tutti i Paesi membri e l’Italia contribuirà sempre in misura importante al finanziamento delle iniziative comunitarie, perché è la terza economia dell’Unione”. Lo ha detto il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, intervenendo agli Stati generali.

“I benefici degli strumenti di sostegno europei non vanno valutati solo per la convenienza finanziaria che li caratterizza, pure notevole, ma anche e soprattutto per la possibilità che offrono di inserire lo sforzo nazionale in una strategia di sviluppo comune: è questa l’unica via per rispondere alle sfide globali che ci attendono, non solo geopolitiche, tecnologiche, ambientali, ma anche sanitarie, come abbiamo duramente appreso in questi mesi”, ha aggiunto.

13:58

Gentiloni: l’Ue non ha bisogno di un libro dei sogni

“È importante e positivo che il governo abbia deciso di avviare questo confronto sulla visione europea del futuro. L’Ue ha deciso, rapidamente e con visioni ambiziose. L’Europa s’è desta, come ha detto Ursula Von der Leyen, e credo che questo costituisca un punto di riferimento”. Lo ha detto il commissario europeo agli Affari Economici, Paolo Gentiloni, intervenendo agli Stati Generali in corso a Villa Pamphili.

“Gli interventi della Bce hanno stabilizzato i mercati, le nostre misure economiche hanno fermato l’emergenza e dato sostegno a cassa integrazione, piccole e medie imprese e sistemi sanitari. Infine il Next Generation Eu, importante per le sue dimensioni, stanzia 750 miliardi che è cinque volte il bilancio dell’Unione Europea. Anche grazie alla spinta del Parlamento c’è stata una iniziativa che è fino in fondo comunitaria”, ha aggiunto. “In poche settimane l’Unione ha superato un decennio di posizioni paralizzanti. Lo ha fatto grazie a un sentimento di solidarietà. Ma non c’è stata solo solidarietà: c’è stato un interesse comune e la consapevolezza che bisogna avere una politica economica con strumenti comune che non lasci solo alla politica monetaria il compito di contrastare divergenze e differenze fra paesi europei. Queste ingenti risorse europee metteranno alla prova sia la Commissione che i singoli Paesi. Parliamo di risorse comuni a tutti i 27 Paesi alle quali si accede volontariamente sulla base di piani elaborati dai governi nazionali e so che il governo italiano ne è pienamente consapevole. Non si tratterà di spese facili, tesoretti e libri dei sogni. E’ un impegno che ci metterà tutti alla prova”, ha sottolienato ancora Gentiloni. 

13:01

Michel, l’Italia ha indicato la via, gli italiani sono un esempio

Anche in questa fase di una crisi mondiale senza precedenti, “l’Italia indica la strada agli altri paesi europei, così come ha fatto all’inizio della pandemia”. Lo ha detto nel suo intervento agli Stati generali per l’economia in corso a Roma il presidente del Consiglio europeo Charles Michel. “È vero che, per un momento, il resto dell’Europa ha guardato all’Italia e al propagarsi del virus con incredulità, forse persino con distacco – ha ammesso il capo dei leader Ue – Ma oggi sappiamo che sono state le autorità italiane a indicare la via da seguire, con misure successivamente replicate dagli altri governi. E sono stati soprattutto i cittadini italiani a dare agli altri europei l’esempio di una disciplina, di una resistenza e di un coraggio che hanno permesso di arrestare progressivamente la propagazione dell’epidemia. In questo senso, possiamo dire che gli altri europei sono stati tutti italiani”. 
 

12:41

Lagarde, Recovery Fund avrà impatto solo con le riforme

“Il Recovery Fun raggiungerà il suo pieno potenziale solo se sarà saldamente radicato in riforme strutturali concepite e attuate a livello nazionale. Otterremo un ‘impatto maggiore’ per ogni euro speso se i paesi attueranno contemporaneamente le riforme strutturali di cui hanno bisogno”. È quanto ha detto Christine Lagarde, presidente della Bce, in videoconferenza alla sessione inaugurale degli Stati Generali delle economia.
 

12:34

Salvini: a Villa Pamphilij tira una brutta aria

“Oggi” dice Matteo Salvini “ho visto che ci saranno in teleconferenza da Bruxelles professori, scienziati, poi nei prossimi giorni ci saranno chef, registi, architetti milionari. Con tutto il rispetto io mi confronto col governo nelle sedi istituzionali, quindi alla Camera, al Senato e a Palazzo Chigi, e ieri ho preferito incontrare pescatori e lavoratori siciliani, oggi – ha concluso il leader della Lega – preferisco incontrare lavoratori, artigiani, portuali, medici, calabresi, perché la vita reale è questa non quella dei milionari dell’altra parte del mondo”. 

11:41

Conte: non possiamo tornare allo status quo pre-crisi

“Stiamo vivendo uno shock senza precedenti, con costi umani, sociali ed economici molto alti. Condivido un concetto con la presidente della Commissione europea Von der leyen: non possiamo permetterci di ritornare allo status quo precedente a questa crisi”. Lo ha detto il president edel Consiglio, Giuseppe Conte, intervenendo agli Stati Generali in corso a Villa Pamphilij. “Il rilancio dell’economia deve inserirsi in un quadro complessivo e deve collegarsi allo sforzo collettivo europeo. Questa giornata inaugurale è una giornata di confronto intenso nel contesto europeo, nel contesto globale, insieme a rappresentanti delle istituzioni e ospiti che ci consentiranno di recuperare una visione globale e in particolare europea. Le risorse e l’allocazione del Recovery Fund, ora ribattezzato Next Generation EU, a favore del quale l’Italia ha combattuto con forza e determinazione, giocheranno un ruolo fondamentale per la ripartenza dell’economia europea e per la difesa delle catene del valore, che costituiscono l’ossatura del mercato unico”. 

11:37

Conte: investire nella bellezza dell’Italia

“Nell’ambito di questo progetto rientra anche l’investimento nella “bellezza” del nostro Paese. La scelta di questa location che èp apparsa a qualcuno inusuale, del Casino del Bel Respiro del parco di Villa Pamphilj, è proprio un omaggio alla bellezza italiana. Nel momento in cui progettiamo il rilancio dobbiamo far in modo che il mondo intero possa avere concentrata la sua attenzione sulla bellezza del nostro Paese”. Lo dichiara il presidente del Consiglio Giuseppe Conte agli Stati generali in corso a Villa Pamphilij. 

11:35

Von der Leyen:” L’Europa s’è desta”

“L’Europa s’è desta”: sono le parole in italiano utilizzate nel suo intervento agli Stati generali per l’economia in corso a Villa Pamphili la presidente della Commissione europea, Ursula Von der Leyen secondo quanto si apprende. La presidente ha in particolare citato il programma Ue Next Generation, “un’alleanza fra le generazioni” che rappresenta, ha sottolineato, “un’opportunità unica per l’Italia”. 

“Oggi sappiamo che possiamo sconfiggere questa crisi solo se lo facciamo insieme – ha detto la presidente, spiegando lo slogan “l’Europa s’è desta” – La solidarietà non è solo la scelta più etica. È l’unico modo efficace di affrontare una crisi di questa ampiezza”. Questa, ha aggiunto, è l’idea che è alla base del Recovery plan, Next Generation Eu, “che sarà in cima al rinnovato bilancio di lungo termine dell’Ue”.

“Questo è il momento dell’Europa – ha continuato Ursula Von Der Leyen nel suo intervento agli Stati generali – È il momento di riunire le forze e reagire al disastro della pandemia nei paesi membri. È il momento di risolvere le divergenze e le disparità fra le diverse parti d’Europa per non lasciare indietro nessun paese e nessuna regione”.

Next Generation, ovvero il recovery plan, è “un’alleanza fra generazioni – ha spiegato ancora – Noi, l’Ue, per la prima volta chiediamo in prestito denaro ai nostri figli. Quindi il nostro investimento di oggi deve dare risultati per i nostri figli. Non dobbiamo, come talvolta i Paesi hanno fatto, prendere in prestito dai nostri figli solo per spendere di piu’ oggi. Oggi, investiamo per la prossima generazione dell’Europa”.

11:24

Meloni: aprire con la Troika è da dilettanti

“Gli Stati Generali si aprono con i rappresentanti di Commissione europea, BCE e Fondo Monetario, cioè la cara vecchia Troika. Conte vuole dare un messaggio agli italiani e ai mercati finanziari, o è solo dilettantismo? Sono sempre più fiera di non aver accettato di partecipare a questa assurda messinscena”. Lo scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni.

11:22

Sassoli: “Bisogna concentrarsi sulle strategie”

“È importante che i governi nazionali in questo momento si concentrino sulle strategie da adottare per rendere concreti gli strumenti che l’Unione ha reso già disponibili o intende sviluppare”. Lo ha detto il presidente del Parlamento Europeo, David Sassoli, nel suo intervento agli Stati Generali a Villa Doria Pamphilij. “In Europa c’è grande fiducia nel governo italiano e nella comunità nazionale che ha dato prova di coraggio, disciplina, solidarietà”, ha aggiunto Sassoli. 

“L’Unione ha prodotto in poche settimane un cambiamento di portata storica e non coglierlo sarebbe un errore politico. È vero, ci sono ancora questioni da chiarire, trattative da completare, e non mancheranno contrasti anche duri. Ma una svolta si è compiuta”. Lo ha detto il presidente del Parlamento Europeo, David Sassoli, partecipando agli stati Generali a Villa Pamphilij.

“Invito tutti a considerare come parte della stessa risposta europea il programma di acquisti della Bce, la sospensione del Patto di stabilità e crescita, la deroga agli aiuti di Stato, la linea di credito MES senza troike e condizionalità, il raddoppio del Bilancio UE, il suo finanziamento con strumenti comuni, l’introduzione nell’erogazione delle risorse del principio del maggior bisogno, la soppressione del finanziamento statale nei fondi della coesione”, aggiunge Sassoli. 

11:20

I giornalisti protestano, evento chiuso alla stampa

L’Associazione Stampa parlamentare e l’Ordine nazionale dei giornalisti “non condividono le modalità di organizzazione degli Stati generali dell’economia che riguardano il lavoro dei media. A quanto si apprende, l’intera area di villa Pamphilj dove si svolgeranno gli incontri sarà continuativamente interdetta a giornalisti, fotografi e cameramen”.

11:18

Conte dà il via con il suo intervento

Al via con l’intervento introduttivo del Presidente Conte la serie di incontri ‘Progettiamo il rilancio’. Sono presenti tutti i ministri del governo e, in collegamento, la presidente della commissione Ue Ursula Von der Leyen, il presidente del Parlamento europeo David Sassoli, il commissario europeo Paolo Gentiloni e la presidente della Bce Christine Lagarde. Presente anche il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco.