Pubblicato in: Criminalità Organizzata, Devoluzione socialismo, Senza categoria

Csm. Si è dimesso anche Corrado Cartoni, ma del PD si inizia a parlare ….

Giuseppe Sandro Mela.

2019-06-14.

2019-06-14__Calenda__001

Csm. Tre consiglieri si dimettono. Ministro avvia procedura disciplinare.

«Per tutti e tre, insieme ai togati Cartoni e Criscuoli (che si sono autosospesi) il ministro Bonafede ha chiesto la procedura disciplinare, avanzando contestazioni in più del Pg della Cassazione»

«Per tutti e tre, insieme ai togati Cartoni e Criscuoli (che si sono autosospesi) il ministro Bonafede ha chiesto la procedura disciplinare, avanzando contestazioni in più del Pg della Cassazione»

«Il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, ha firmato la richiesta di procedura disciplinare nei confronti dei consiglieri del Csm già autosospesi Corrado Cartoni, Paolo Criscuoli e Antonio Lepre, oltre che nei confronti di Luigi Spina e Gianluigi Morlini, già dimessisi da consiglieri»

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Di oggi alle ore 13:37.

«Un altro togato del Csm coinvolto nella riunione con Luca Palamara e Luca Lotti sulla nomina del procuratore di Roma ha presentato le dimissioni: è Corrado Cartoni di Magistratura Indipendente»

«Ho rassegnato stamattina le dimissioni da Consigliere del Csm – scrive Cartoni – non per ammissione di responsabilità, ma per senso delle istituzioni»

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Una precisazione importante.

Le autosospensioni e le dimissioni ineriscono soltanto le cariche a suo tempo assunte nel Consiglio Superiore della Magistratura.

Ad avviso di molti sarebbero state ben più opportune le dimissioni dalla Magistratura o, meglio ancora, il licenziamento in tronco.

Ma non ci si fermi qui.

Calenda, Lotti inaccettabile, Pd lo dica

«”Dissento. Quello di Luca Lotti non è affatto un comportamento normale. È al contrario inaccettabile da ogni punto di vista. A quale titolo e con quale scopo si concertano azioni riguardanti magistrati? Il Pd deve dirlo in modo molto più netto rispetto a quanto fatto fino ad ora”. Così Carlo Calenda, su twitter, risponde ad un follower che ricorda come sull’azione di Luca Lotti Matteo Renzi “avesse sostenuto che era tutto normale »

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«Carlo Calenda (Roma, 9 aprile 1973) è un dirigente d’azienda e politico italiano.

Viceministro dello sviluppo economico nei governi Letta e Renzi, è stato rappresentante permanente dell’Italia presso l’Unione europea nel 2016 ed in seguito Ministro dello Sviluppo economico nei governi Renzi e Gentiloni. Dal 2019 è parlamentare europeo per il Partito Democratico.»

Sarebbe anche l’ora di iniziare a parlare delle responsabilità del partito democratico che, come dice Calenda, ha sistematicamente cospirato nell’ombra per sistemare magistrati sodali ai vertici della Magistratura.

Poi, erano quello che si sciacquavano la bocca della divisione dei poteri e di una magistratura ‘indipendente’.


Ansa. 2019-06-14. Bufera procure, si è dimesso anche il togato del Csm Corrado Cartoni

Un altro togato del Csm coinvolto nella riunione con Luca Palamara e Luca Lotti sulla nomina del procuratore di Roma ha presentato le dimissioni: è Corrado Cartoni di Magistratura Indipendente.

“Non ho mai parlato di nomine”, le dimissioni sono state date per “senso delle istituzioni”, scrive l’ormai ex consigliere del Csm nella lettera in cui annuncia il suo passo indietro, indirizzata al vice presidente del Csm David Ermini.

“Ho rassegnato stamattina le dimissioni da Consigliere del Csm – scrive Cartoni – non per ammissione di responsabilità, ma per senso delle istituzioni. Non mi è stato consentito di difendermi, e lo farò nel procedimento disciplinare. Preciso che non ho mai parlato di nomine, come erroneamente oggi mi attribuisce un quotidiano”.

Cartoni ringrazia “le centinaia di colleghi che, silenziosi, in questi giorni tremendi mi hanno manifestato la loro stima ed il loro affetto”. E augura “buon lavoro” ai colleghi consiglieri e a chi subentrerà.

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Pubblicato in: Criminalità Organizzata, Devoluzione socialismo, Ong - Ngo, Unione Europea

Farnesina convoca Ambasciatore francese. Aquarius è di Mr Soros.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-06-13.

Soros Open Society Migranti

Gratta, gratta e saltano fuori i soliti criminali.

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«la nave Aquarius della Ong SOS Mediterranée»

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«SOS MEDITERRANEE is a European, maritime-humanitarian organisation for the rescue of life in the Mediterranean. It was founded by European citizens who chartered the rescue vessel Aquarius in order to save people in distress in the Central Mediterranean – the in the world’s most deadly migration route. Our four headquarters are located in Berlin (Germany), Marseilles (France), Palermo (Italy) and Geneva (Switzerland). ….

SOS MEDITERRANEE è un’organizzazione umanitaria europea interamente finanziata dalla popolazione solidale a livello globale e dall’appoggio della società civile.

Con la nostra nave di soccorso AQUARIUS siamo da Febbraio 2016 attivi nel Mediterraneo con operazioni di soccorso grazie alle quali abbiamo salvato 19.325 persone in condizioni disperate ed accolte a bordo altre 8.421 per un totale di 27.746.

Le attività in mare della nave Aquarius costano 11.000 al giorno, cifra necessaria per potere pagare il noleggio della nave, del suo equipaggio, il carburante e l’insieme delle attrezzature necessarie per accogliere, nutrire e curare i rifugiati. » [Sos Mediterranée]

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Cerchiamo di ragionare, nel limite del possibile.

L’Aquarius presenta un costo annuo di quattro milioni di euro, cifra raccolta tra la ‘società civile’ mondiale, ossia da altre ngo (ong). Chi li paga? Il Contribuente Europeo …..

Soros-Sponsored Immigration Network Exposed In Italy

«Why is there a migrant crisis in the Mediterranean? Why are NGOs involved? Because there is an extensive network of open borders activists and organizations behind it; many of them are directly funded by or cooperated with George Soros’ Open Society. Is it illegal? Not really. Political activism is an essential part of democratic societies. However, sometimes it goes too far, or the promoted causes prove to be either unrealistic or unsustainable.

The network of the “immigration lobby’’ in Italy is made up of International NGOs financed by the Open Society Foundation (green), Italian NGOs financed by OSF (blue), and organizations with shared projects with OSF (purple). ….

Associazione Carta di Roma lists the following “reliable’’ sources, many of which are Italian or international NGOs directly funded by the Open Society Foundation: Amnesty International, ASGI, COSPE, 21 Luglio, Fortress Europe, A Buon Diritto, Médecins Sans Frontières (MSF), Save The Children, currently involved in the migrant traffic in the Mediterranean and finally UNAR, recently involved in a scandal of gay prostitution. ….

Cospe Onlus is a non-profit, private organization founded in 1983. It operates in 30 countries with 150 projects “to favour equal and sustainable development, respect of human rights, peace and justice for people’’, supporting the right to international mobility. Its goal is a world where “diversity is considered a value, a world with many voices, where the meeting of different people results in mutual enrichment and where social justice goes through equal rights and opportunities’’.

Cospe is among the original founders and promoters of SOS Mediterranee Italia, an NGO that works in the Mediterranean cooperating with Médecins Sans Frontières on the ship Acquarius»

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«The last budget published is from 2015. Cospe gathered funding of approximately €9.5 million, of which €7.5 million was from public subjects, the most relevant of which are the European Union (66%) and the Italian Ministry for Foreign Affairs (27%).»

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Riassumiamo.

Sotto il precedente governo Gentiloni, e tutti gli altri gestiti dal partito democratico, governi di infausta memoria, la Unione Europea finanziava Cospe per 4.95 milioni l’anno ed il Ministero Italiano per gli Esteri elargiva alla stessa due milioni all’anno. Totale 7.5 milioni contro uno solo di spese. Il resto? Tutto pappato!

Se l’Unione Europea volesse interrompere il flusso di migranti che lei stessa finanza, sarebbe sufficiente che smettesse di finanziare codesti mercanti di schivi, che lucrano sul denaro pubblico. E che dire poi dei mai sufficientemente esecrati governi pidiini che finanziavano simili attività?

Mr Macron ha bloccato ai migranti porti e frontiere francesi, ma non intende perdere i proventi di simili criminosi guadagni.

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«Gabriel Attal, a spokesman for Macron’s party, went further, telling Public Senat TV: “The Italian position makes me vomit.”»

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«Italian Prime Minister Giuseppe Conte responded angrily. Italy cannot accept hypocritical lessons from countries that have always preferred to turn their backs when it comes to immigration,” Conte said in a statement.»

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«Italy has taken in more than 640,000 mainly African migrants over the past five years. Other EU states have largely ignored pleas by Rome to take in some of the newcomers and share the cost of their care, heightening anti-European and anti-migrant sentiment in Italy»

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«Salvini: francesi chiedano scusa “Mi sembra che proprio in questi minuti l’ambasciatore francese sia stato convocato dal nostro ministro degli Esteri che, a nome del popolo italiano, chiederà spiegazioni degli insulti non solo al Governo ma a un popolo che è tra i primi al mondo per generosità, accoglienza, volontariato: se i francesi avranno l’umiltà di chiedere scusa, pari e patta e amici come prima”. Lo ha detto il vicepresidente del Consiglio e ministro dell’Interno, Matteo Salvini, a margine dell’assemblea di Confesercenti. “Insulti da chi respinge e chiude i ponti non li accettiamo”, ha sottolineato Salvini. Il ministro dell’Interno oggi sul suo profilo Facebook è tornato a sottolineare che: “I francesi fanno i fenomeni ma hanno respinto più di diecimila persone alle frontiere con l’Italia, tra cui moltissime donne e bambini. Sommessamente ricordo poi che, sul fronte Nord Africa, paghiamo tutti l’instabilità portata proprio dai francesi in Libia e a sud della Libia”. Cosi il ministro dell’Interno Matteo Salvini su Facebook commenta un articolo, che linka, in cui si riportano le durissime critiche arrivate ieri dalla Francia alla sua gestione della vicenda della nave Aquarius.”L’Italia oggi e’ tornata centrale e ha risvegliato l’Europa, spero che tutti i Paesi diano il loro contributo per l’obiettivo comune: difesa delle frontiere esterne, difesa del Mediterraneo”, conclude» [Rai News]

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La Farnesina avrebbe dovuto convocare Mr Soros assieme all’Ambasciatore francese.

L’attività delle ogn (ngo) sul suolo italiano dovrebbe essere vietata, così come lo è in tutti i paesi civili.


Reuters. 2018-06-13. Italy sends migrant convoy to Spain, has words with France

Italy sent hundreds of migrants towards Spain in a small naval convoy on Tuesday after shutting its own ports to them, sparking a war of words with France that exposed EU tensions over immigration.

Some 629 migrants, including 11 children and seven pregnant women, have been afloat in the central Mediterranean aboard the Aquarius rescue ship since Sunday, when both Italy and Malta refused to let them dock.

Spain unexpectedly offered on Monday to take in the group of mainly sub-Saharan Africans, who were picked up off the Libyan coast over the weekend. But the Aquarius is heavily overcrowded, making the four-day trip to Spain particularly perilous.

To resolve the problem, two Italian boats moved alongside the Aquarius on Tuesday to share out the migrants before heading west through what are forecast to be stormy seas.

The convoy set sail at around 9 p.m. (1900 GMT), according to a spokeswoman for the Franco-German charity SOS Mediterranne which is operating the Aquarius.

It will take the Aquarius about 10 days to make the trip to Spain and back, leaving the Dutch-flagged Sea Watch 3 alone off the coast of Libya – a staging ground for people smugglers – looking out for migrant boats in distress.

The Sea Watch reported that a migrant shipwreck had claimed at least 12 lives. A U.S. Navy ship, Trenton, radioed Sea Watch on Tuesday to say it had picked up 12 bodies and 41 survivors from a sinking rubber boat.

“This shows what happens when there are not enough rescue assets at sea,” said Sea Watch spokesman Ruben Neugebauer.

Italy has taken in more than 640,000 mainly African migrants over the past five years. Other EU states have largely ignored pleas by Rome to take in some of the newcomers and share the cost of their care, heightening anti-European and anti-migrant sentiment in Italy.

Matteo Salvini, Italy’s new interior minister and head of the far-right League, has said his decision not to accept the migrant boat is aimed at forcing other European states to help bear the strain.

However, French President Emmanuel Macron denounced the decision to block the Aquarius, saying that under international law Italy should have taken the migrants in.

“There is a degree of cynicism and irresponsibility in the Italian government’s behavior with regard to this dramatic humanitarian situation,” government spokesman Benjamin Griveaux quoted Macron as telling his cabinet.

Gabriel Attal, a spokesman for Macron’s party, went further, telling Public Senat TV: “The Italian position makes me vomit.”

Italian Prime Minister Giuseppe Conte responded angrily.

“Italy cannot accept hypocritical lessons from countries that have always preferred to turn their backs when it comes to immigration,” Conte said in a statement.


Ansa. 2018-06-13. Farnesina convoca ambasciatore francese

Dopo le dichiarazioni di Parigi sulla vicenda Aquarius.

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ROMA, 13 GIU – “A seguito delle dichiarazioni rilasciate ieri a Parigi sulla vicenda Aquarius, il ministro degli Esteri e della Cooperazione internazionale, Enzo Moavero Milanesi, ha convocato questa mattina alla Farnesina l’ambasciatore di Francia in Italia”. Lo fa sapere l’ufficio stampa della Farnesina.


Adnk. 2018-06-13. Italia-Francia, alta tensione

Un Paese “irresponsabile e cinico” sui migranti, con una posizione sull’accoglienza “vomitevole” e un governo impegnato a “strumentalizzare” politicamente il dramma degli sbarchi. La Francia colpisce duro e non fa sconti all’Italia sul caso Aquarius, aprendo una crisi diplomatica che coinvolge l’intera Europa. Capofila dell’attacco frontale è il presidente Macron, che nella giornata di ieri ha lanciato un doppio affronto all’Italia, prima con le parole del portavoce del suo partito, En Marche, e poi attraverso quelle del portavoce di governo. Parole durissime, ma condivise dalla Spagna, che non solo ha accolto la nave bloccata da giorni nel Mediterraneo offrendo l’attracco nel porto di Valencia, ma ha anche lanciato un monito all’Italia, ravvisando eventuali – secondo la neo ministra della Giustizia iberica Dolores Delgado – “responsabilità penali internazionali” per aver violato i trattati internazionali sui diritti umani.

Il doppio e pesantissimo attacco ha scatenato l’ira di Palazzo Chigi, che in serata ha rilasciato una nota di fuoco contro Macron paventando l’ipotesi di far saltare il previsto vertice fra i due Paesi: “Le dichiarazioni intorno alla vicenda Aquarius che arrivano dalla Francia – si legge – sono sorprendenti e denunciano una grave mancanza di informazioni su ciò che sta realmente accadendo. L’Italia non può accettare lezioni ipocrite da Paesi che in tema di immigrazione hanno sempre preferito voltare la testa dall’altra parte”.

Sulla scia delle polemiche, questa mattina la Farnesina ha convocato l’ambasciatore francese: “A seguito delle dichiarazioni rilasciate ieri a Parigi sulla vicenda Aquarius, il ministro degli Esteri e della Cooperazione internazionale, Enzo Moavero Milanesi, ha convocato questa mattina alla Farnesina l’ambasciatore di Francia in Italia”.

Dentro i confini del Parlamento, intanto, la crisi diplomatica continua a rafforzare le due anime del governo: in perfetta sintonia, infatti, le dichiarazioni dei leader Salvini e Di Maio, entrambi impegnati a difendere azioni e strategie italiane contro il ‘nemico’.

“Mi sembra che proprio in questi minuti l’ambasciatore francese sia stato convocato dal ministro degi Esteri che a nome del popolo italiano chiederà spiegazione degli insulti rivolti non solo a un governo ma a un popolo tra i primi al mondo per generosità e accoglienza”, ha commentato stamane Salvini arrivando all’assemblea di Confesercenti, aggiungendo: “Se i francesi avranno l’umiltà di chiedere scusa, pari e patta, amici come prima e si lavora in tutte le sedi. Però gli insulti da parte di chi respinge e chiude i porti non li accettiamo”, ha rimarcato il ministro dell’Interno.

“Proprio loro parlano…”, il commento di ieri del pentastellato ministro del Lavoro Di Maio, per il quale “Francia e Spagna hanno chiuso i loro porti da tempo. La Spagna ha praticato addirittura i respingimenti a caldo che sono stati anche condannati dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo”. Sulla stessa lunghezza d’onda il ministro Salvini:

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Geopolitica Mondiale

Davos. Il giorno dei governanti scaduti.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-01-24.

Davos 001

«Il Forum economico mondiale (nome originale in inglese: World Economic Forum, conosciuto anche come Forum di Davos) è una fondazione senza fini di lucro con sede a Cologny, vicino a Ginevra, in Svizzera, nata nel 1971 per iniziativa dell’economista ed accademico Klaus Schwab.

La fondazione organizza ogni inverno, presso la cittadina sciistica di Davos in Svizzera, un incontro tra esponenti di primo piano della politica e dell’economia internazionale con intellettuali e giornalisti selezionati, per discutere delle questioni più urgenti che il mondo si trova ad affrontare, anche in materia di salute e di ambiente. Oltre a questo celebre incontro annuale (chiamato anche Forum di Davos), il Forum economico mondiale organizza ogni anno un meeting in Cina e negli Emirati Arabi Uniti e diversi incontri a livello regionale. La Fondazione produce anche una serie di rapporti di ricerca e impegna i suoi membri in specifiche iniziative settoriali. ….

Il World Economic Forum si considera “impegnato a migliorare la condizione del mondo” e si sforza di essere imparziale e privo di vincoli di natura politica, ideologica o nazionale. Sino al 2012 ha avuto lo status di osservatore presso il Consiglio economico e sociale delle Nazioni Unite.

Il principale evento organizzato dal Forum economico mondiale è il forum che si tiene con cadenza annuale a fine gennaio presso la cittadina sciistica di Davos, nel Cantone dei Grigioni in Svizzera. L’incontro è a inviti e si tiene a porte chiuse, sebbene venga diffusa la registrazione di specifici eventi, come la sessione plenaria. In occasione dell’incontro, i vertici delle imprese associate alla fondazione incontrano una ristretta platea di leader politici e di organizzazioni non governative, esponenti della comunità scientifica, leader religiosi e giornalisti.» [Fonte]

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Tutte le organizzazioni valgono in ragione della posizione politica, economica e sociale dei propri membri.

Una università che annoveri tra il suo corpo docente dei Premi Nobel gode di sicuro prestigio, ben maggiore di un altro ateneo gli insegnanti nel quale siano sconosciuti.

Similmente, le organizzazioni traggono prestigio dai temi che trattano ed affrontano. Sicuramente chi si occupasse di Bundesliga avrebbe pubblico ed audience a iosa, e comunque ben maggiore di un’organizzazione che si occupasse della ricostruzione delle bighe bizantine.

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Questo è un piccolo insieme di personaggi invitati.

«il re Filippo del Belgio e sua moglie, la regina Mathilde, e il principe ereditario norvegese Haakon e la principessa Mette-Marit sono sulla lista degli ospiti. I re Abdullah II di Giordania e la regina Rania sono ospiti abituali di Davos. La regina Massima dei Paesi Bassi ha poi il ruolo di avvocato speciale dell’Unità per la finanza inclusiva. Tra i politici, oltre Trump, quest’anno ci sono il Primo ministro britannico Theresa May, il presidente afgano Mohammad Ashraf Ghani, il presidente ucraino Petro Poroshenko, il presidente della Columbia, Juan Manuel Santos, il primo ministro pakistano, Muhammad Nawaz Sharif, il presidente sudafricano, Jacob Zuma, e il presidente cinese, Xi Jinping. A loro, si uniscono i manager delle più importanti aziende internazionali che saranno presenti tra gli oltre 3mila nomi. Tra loro: il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, e il direttore generale dell’Organizzazione mondiale del commercio, Roberto Azevedo. Ma anche il presidente della Banca mondiale, Jim Yong Kim, il direttore generale del Fondo monetario internazionale, Christine Lagarde, e il segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg»

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«Ma Davos ha sempre visto anche la partecipazione di celebrità e di nomi del mondo dello spettacolo. Matt Damon, Goldie Hawn, Leonardo Di Caprio, Kevin Spacy e Bono sono solo alcuni dei nomi che hanno partecipato all’evento. Quest’anno verranno premiati per il loro impegno nel sociale Elton John e Cate Blanchett.»

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«Creare un futuro condiviso in un mondo fratturato»

Questo é il tema trattato a Davos e, sia detto in modo asettico, dal punto di vista dei liberal democratici americani e dei socialisti ideologici europei. Ognuno è libero, e fa anche bene, ad esternare ciò che pensa.

Significativi gli interventi di Frau Merkel e di Mr Gentiloni.

La prima reduce dalla débâcle del 24 settembre e da quattro mesi di estenuanti trattative che nulla hanno prodotto se non ulteriori cali nelle proiezioni elettorali, il secondo già con le valigie in mano, perché il 4 marzo sarà sfrattato da Palazzo Chigi.

Ecco il punto di vista di codesti loser.

«We are seeing nationalism, populism and in a lot of countries a polarized atmosphere»

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«We believe that isolation won’t help us. We believe we need to cooperate, that protectionism is not the answer»

*

«Have we really learned from history, or haven’t we?»

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«Being a member of the single market is tied to the principle of free movement. On that we can’t make compromises, …. It is up to Britain to tell us how close a partnership they want. We are open to every kind of partnership»

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«Europe must take its fate into its own hands»

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Queste parole di Frau Merkel suonano alquanto stonate.

Sono proprio i nazionalismi quei movimenti che ne hanno causato caduta e rovina: è del tutto sequenziale che lei non li veda di buon occhio.

Che l’Europa debba prendersi nelle proprie mani il proprio destino è una gran bella frase ad effetto.

Vuol dire che la gente aspetterà con tanta pazienza che Frau Merkel riesca a ritornare a fare la cancelliera di un qualche governo: ma sono in molti ad avere forti dubbi che possa conservare autorità sufficiente da poter guidare i destini del continente.

Due sole domande.

Ma chi mai si crede di essere Frau Merkel?

Che fine ha fatto il ‘clima’?


Reuters. 2017-01-24. Ahead of Trump’s Davos visit, European leaders warn against nationalism

DAVOS, Switzerland (Reuters) – The leaders of Germany and Italy warned at the World Economic Forum in Davos on Wednesday against a return to nationalism and protectionism, with Angela Merkel evoking the two world wars and openly questioning whether the world had learned from them.

The speeches, given in quick succession, came one day before U.S. President Donald Trump arrives at the annual gathering of the global elite in the Swiss Alps to promote his “America First” policies.

Trump has pulled the United States out of international agreements on trade and climate since taking power one year ago, unsettling countries in Europe and Asia who have looked to Washington to help shape global rules since World War Two.

“We are seeing nationalism, populism and in a lot of countries a polarized atmosphere,” Merkel told a packed auditorium where French President Emmanuel Macron will speak later on Wednesday and Trump on Friday.

“We believe that isolation won’t help us. We believe we need to cooperate, that protectionism is not the answer,” she said, asking: “Have we really learned from history, or haven’t we?”

Italian Prime Minister Paolo Gentiloni, asked what his message to Trump was, offered a defense of multilateral cooperation and warned against steps to undermine that.

“It is totally legitimate, understandable, the desire for political leaders to defend their own citizens, their own companies, their own economy,” he said. “I respect that, but obviously there is a limit.”

The scene in Davos of two of the former Axis powers in World War Two cautioning the United States against nationalism was a sign of how much Trump’s election has unsettled governments in Europe and altered the relationships that have existed since the war.

Still, after suffering a series of crises over the past decade – from euro turmoil, to Ukraine, refugees and Brexit – Europe is feeling confident again.

Its economy has rebounded and the election of pro-European centrist Macron in France has injected new momentum into efforts to reform the European Union.

Merkel, weakened by an inconclusive German election in September which has given way to months of political limbo as she tries to form a coalition, urged Europe to complete its banking union project, make progress on a single digital market and take steps to shield the bloc from future crises.

“Europe must take its fate into its own hands,” she said, echoing a message she sent after a contentious Group of Seven summit with Trump back in May.

She said Germany and its European partners wanted a “good partnership” with Britain after it leaves the EU, but said it was up to London to decide what kind of link it wanted and said there could be no concessions on core EU principles.

“Being a member of the single market is tied to the principle of free movement. On that we can’t make compromises,” Merkel said. “It is up to Britain to tell us how close a partnership they want. We are open to every kind of partnership.”

Pubblicato in: Devoluzione socialismo

Patetico Summit dei socialisti europei. Si sono estinti.

Giuseppe Sandro Mela.

2017-10-20.

Banchetto Grottesco

I tempi cambiano velocemente e, molto spesso, il mutamento è percepito in occasione di un evento di per sé stesso marginale, ma che in quel determinato momento diventa indicatore eclamptico.

A Bruxelles è in corso un Summit dei capi di stato dell’Unione Europea: summit passato in sordina come se si fossero riuniti i soci di una bocciofila.

A margine del Summit della Commissione Europea si è tenuto un minivertice dei leader socialisti europei.

Ma chi e quanti sono?

– Mr Gentiloni, Italia;

– Mr Robert Fico, Slovacchia;

– Mr Antonio Costa, Portogallo;

– Mr Joseph Muscat, Malta;

– Mr Stefan Lofven, Svezia;

ai quali si sono aggiunti, di diritto ovviamente:

– Mr Bohuslav Sobotka, Repubblica Ceca;

– Mr Christian Kern, Austria.

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Riassumendo, su ventisette paese membri dell’Unione Europea, 28 tenendo conto che il Regno Unito ne fa ancora parte, solo cinque capi di stato sono socialisti. Non solo, ma paesi come Slovacchia, Portogallo, Malta, Svezia ed Italia hanno un ben misero peso all’interno dell’Unione. Sicuramente votano in Commissione, ma i loro paesi non sono certo il Regno Unito, la Francia oppure la Germania.

Due stati non sono stati conteggiati. Mr Kern infatti è ancora in carica, ma è stato sostituito da Mr Kurz, che è tutto tranne che socialista, e Mr Sobotka, che domenica prossima andrà incontro ad una disfatta elettorale.

Solo per carità di patria abbiamo considerato Mr Gentiloni nel novero dei governanti socialisti in carica: quando, se, e se mai gli italiani riusciranno ad andare a votare, il manipolo degli capi di stato socialisti dovrebbe ridursi a quattro, e tutti di staterelli marginali.

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Conclusione.

Si deve prendere atto che gli Elettori hanno smantellato il socialismo europeo. 

Questo sicuramente detiene ancora molti centri di potere, ha largo spazio nel sottogoverno, controlla ancora tutti i principali media continentali: però politicamente conta quasi nulla.

E senza il controllo politico, tutte le posizioni di rendita sono destinate ad essere corrose. Senza avere alle spalle Francia o Germania, in Europa si conta ben poco.

Bene.

La devoluzione del socialismo ideologico sta per arrivare a compimento.


Adnk. 2017-10-20. Minivertice leader socialisti da Gentiloni a margine Consiglio Ue

A Bruxelles seconda e ultima giornata di lavori dei capi di governo dell’Unione.

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Bruxelles, 20 ott. (askanews) – A margine della seconda e ultima giornata del Consiglio europeo si è svolto stamattina a Bruxelles, prima dell’inizio della riunione, un minivertice dei capi di Stato e di governo socialisti, ospitata nella sede della delegazione italiana presso il Consiglio Ue. Lo riferiscono fonti di Palazzo Chigi. Oltre al premier italiano Paolo Gentiloni, hanno partecipato Robert Fico (Slovacchia), Bohuslav Sobotka (Repubblica Ceca), Antonio Costa (Portogallo), Joseph Muscat (Malta), Christian Kern (Austria), e Stefan Lofven (Svezia).

Pubblicato in: Economia e Produzione Industriale, Sistemi Economici, Unione Europea

Macron denatura la Lione – Torino. Se poi la si finirà di costruire.

Giuseppe Sandro Mela.

2017-07-30.

2017-07-08__Macron__002

Se si potesse parlare come si mangia, si potrebbero dire molte cose: quelle che tutti sanno ma che nessuno gradisce dire.

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«“Pausa di riflessione” sui cantieri francesi. Obiettivo: usare tratte esistenti per risparmiare»

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«Non possiamo promettere aeroporti e linee ad alta velocità alla Francia intera. La legge assocerà ad ogni progetto il suo finanziamento».

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«Non solo Libia e Fincantieri/Stx. Con l’arrivo di Emmanuel Macron all’Eliseo, anche il dossier Torino-Lione è motivo di timori e potenziali attriti tra Italia e Francia»

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«la pausa di riflessione sulle grandi opere annunciata dalla ministra dei Trasporti, Elisabeth Borne, rischia di paralizzare per un quasi un anno l’avvio di nuovi cantieri e l’attribuzione di appalti sulla tratta francese»

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«Un po’ quel che mesi fa ha chiesto la Corte dei Conti francese, inchiodando l’Agenzia di finanziamento delle infrastrutture di trasporto (Afitf), accusata di avviare opere largamente insostenibili dal punto di vista economico»

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«La Francia ha un piano di infrastrutture che vale tra 70 e 80 miliardi nei prossimi anni»

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«l’Unione europea finanzia il 40% degli 8,3 miliardi necessari (all’Italia tocca pagare il 35%, alla Francia il 25)»

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Mr Macron è sulla graticola. Recita molto bene la sua parte, ma sulla graticola c’è e ci rimane.

– Una Tav Lione – Torino avrebbe potuto dirottare i traffici provenienti da Portogallo, Spagna e su della Francia sul tracciato che dalla Pianura Padana porta ai paesi dell’Est.

– Questo progetto è sempre stato inviso ai tedeschi, che hanno costantemente espresso parere favorevole per una tratta Lione – Digione – Monaco di Baviera.

– Usare le tratte preesistenti riduce sicuramente il costo dell’opera, ma da Tav la tratta diventa tracciato comune. Chi avesse necessità della Tav sarebbe obbligato ad usare il tragitto a nord delle Alpi.

– Mr Hollande ha lasciato in eredità a Mr Macron un gran numero di progetti tutti regolarmente studiati senza curarsi di chi avrebbe coperto i costi: sogni, utopie, ma la gente credeva fossero promesse vere.

– Mr Macron deve sostenere la Grandeur senza spendere un centesimo: non ne ha. La situazione economica francese è in profondo rosso.

– Gli italiani sono un pungiball ideale. Governo fatiscente, situazione economica e finanziaria squallida, un debito pubblico mastodontico che necessita di continui aiutini europei. Ma gli “aiutini” esigono una contropartita.

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Mr Macron si è installato solo da qualche mese all’Eliseo, ma il cambio della guardia è stato notato, eccome!

Aspettiamo ora con pazienza i risultati delle elezioni in settembre in Germania ed in ottobre in Austria, che non dovrebbero generare grossolani rimescolamenti, tranne che, forse, nelle alleanze.

Siamo solo agli inizi: serviranno altri due anni di tempo per arrivare alle elezioni europee. Ed in questo lasso di tempo il duo Macron – Merkel si darà ben da fare per conquistarsi una salda egemonia.


La Stampa. 2017-07-30. Torino-Lione, Macron blocca per un anno 7,5 miliardi di finanziamenti

“Pausa di riflessione” sui cantieri francesi. Obiettivo: usare tratte esistenti per risparmiare.

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Non solo Libia e Fincantieri/Stx. Con l’arrivo di Emmanuel Macron all’Eliseo, anche il dossier Torino-Lione è motivo di timori e potenziali attriti tra Italia e Francia. Anche se lo stop dei cantieri già avviati non è in discussione, la pausa di riflessione sulle grandi opere annunciata dalla ministra dei Trasporti, Elisabeth Borne, rischia di paralizzare per un quasi un anno l’avvio di nuovi cantieri e l’attribuzione di appalti sulla tratta francese. Bisognerà attendere la nuova legge programmatica sulle infrastrutture entro la fine del primo semestre 2018.  

I ruoli si sono invertiti: finora era l’Italia a essere considerata l’anello debole, per via dei conti traballanti e dei movimenti che da vent’anni contestano l’alta velocità. Ora è la nuova Francia macronista a voler riflettere sul da farsi. Ricalcolare le spese anche per evitare di avviare opere che non è in grado di finanziare. E adesso è l’Italia (e con lei l’Europa) a chiedere spiegazioni, garanzie e rassicurazioni. 

«Non possiamo promettere aeroporti e linee ad alta velocità alla Francia intera – recita un tweet pubblicato a metà luglio dal presidente – La legge assocerà ad ogni progetto il suo finanziamento». Un po’ quel che mesi fa ha chiesto la Corte dei Conti francese, inchiodando l’Agenzia di finanziamento delle infrastrutture di trasporto (Afitf), accusata di avviare opere largamente insostenibili dal punto di vista economico. 

La Francia ha un piano di infrastrutture che vale tra 70 e 80 miliardi nei prossimi anni. Tre progetti sono di rilevanza internazionale: il Canal Seine-Nord, 4,5 miliardi per collegare il porto di Le Havre e il Benelux; il nuovo aeroporto di Parigi; e la Torino-Lione. Venerdì a Roma la ministra delle Infrastrutture Elisabeth Borne ha rassicurato il collega italiano Graziano Delrio: per la Torino-Lione i lavori proseguono e sono confermati gli «impegni internazionali». I lavori del tunnel di base non si fermano, anche perché l’Unione europea finanzia il 40% degli 8,3 miliardi necessari (all’Italia tocca pagare il 35%, alla Francia il 25). Entro gennaio la Francia si impegna a rivedere la tratta di sua competenza. E lo farà prendendo spunto dall’Italia che ha già avviato e concluso la ricognizione delle proprie infrastrutture. Il processo ha coinvolto anche la tratta italiana della Tav: il governo e la struttura tecnica guidata dal commissario Paolo Foietta hanno rivisto il progetto, deciso di sfruttare parte della linea già esistente, abbassando il costo da 4,3 a 1,9 miliardi. Lo stesso farà adesso la Francia, la cui tratta di Torino-Lione vale sulla carta 7,5 miliardi ma – eliminando alcuni tunnel previsti e sfruttando la tratta storica che devia verso Chambery – potrebbe passare a 3,5-4 miliardi. 

Il progetto non sembra dunque essere in discussione. Lo stesso Macron, in campagna elettorale, è stato categorico: «C’è un trattato internazionale, ci sono finanziamenti europei disponibili, ci sono gli operai che hanno incominciato a scavare. A questo punto non abbiamo più scelta: bisogna andare fino in fondo». Quel che verrà valutato, oltre al tracciato, sono le modalità di finanziamento. «Per ora vengono valutate su base annua – spiega Stéphane Guggino, delegato generale di Transalpine -. Entrare in una legge di finanziamento pluriannuale (come vuole fare Parigi entro il primo semestre 2018, ndr) permetterebbe di mettere in sicurezza il progetto sul lungo periodo». Anche a costo di perdere altro tempo, che tuttavia si pensa di compensare. Gli accordi internazionali fissano la fine dei lavori al 2030: un progetto low cost, che sfrutti in parte infrastrutture già esistenti, potrebbe accorciare i tempi di realizzazione. «Non è più un progetto, è un cantiere», spiega Guggino. «Un miliardo e mezzo è già stato speso, 20 chilometri di gallerie scavati e 400 persone lavorano sul lato francese del tunnel».  

Pubblicato in: Criminalità Organizzata, Devoluzione socialismo

Germania. Anche la Merkel piange. Wissmann: o si cambia o si fallisce.

Giuseppe Sandro Mela.

2017-06-02.

Fallimento chiuso-per-fallimento

«We, the Heads of State and of Government of France, Germany and Italy, take note with regret of the decision by the United States of America to withdraw from the universal agreement on climate change. The Paris Agreement remains a cornerstone in the cooperation between our countries, for effectively and timely tackling climate change and for implementing the 2030 Agenda sustainable development goals.  We deem the momentum generated in Paris in December 2015 irreversible and we firmly believe that the Paris Agreement cannot be renegotiated, since it is a vital instrument for our planet, societies and economies.» [Presidenza del Consiglio dei Ministri]

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«Italian Prime Minister Paolo Gentiloni said that Italy remained committed to reducing emissions and fulfilling all its obligations under the agreement» [Fonte]

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«French President Emmanuel Macron said Thursday night that the effects of climate change are already evident around the world. “We will not negotiate a less restrictive accord,” he said, adding that France, Germany and Italy remained united behind the agreement» [Fonte]

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«The EU and China underline their highest political commitment to the effective implementation of the Paris Agreement in all its aspects»

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«Climate change knows no borders» [Bundeskanzlerin Frau Merkel]

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«We have to protect Mother Earth …. We will focus our energies in Germany, the European Union and across the world with more resolve than ever before (…) to overcome these challenges of climate change …. The US decision can’t and won’t stop all those of us who feel obliged to protect the planet …. Donald Trump’s isolationist course in climate policies antagonizes many of the investment strategies of numerous US and global companies, which support the Paris agreement» [Bundeskanzlerin Frau Merkel]

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«we Europeans must really take

our fate into our own hands»   

            [Bundeskanzlerin Frau Merkel]

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Ma questi signori e queste signore sanno dare un peso alle parole che pronunciano?

Risponde loro Mr Matthias Wissmann, President of the German Automotive Industry Association (VDA).

«The regrettable announcement by the USA makes it inevitable that Europe must facilitate a cost efficient and economically feasible climate policy to remain internationally competitive »

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«The preservation of our competitive position is the precondition for successful climate protection. This correlation is often underestimated»

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Ed ora, cari sig.ri Macron, Gentiloni e Frau Merkel?

Facile fare i Rodomonti nel ristretto spazio del proprio pollaio, altrettanto facile fare roboanti proclami di orgoglio – vi ricordate chi disse “spezzeremo le reni alla Grecia“? e come poi finì? -: fallimento. Il ruggito di un topo.


Reuters. 2017-06-02. German carmakers fear losing competitive edge after U.S. Paris exit

Germany’s powerful car industry said Europe would need to reassess its environmental standards to remain competitive after the United States said it would withdraw from the Paris climate pact.

President Donald Trump said on Thursday he would withdraw the United States from the landmark 2015 global agreement to fight climate change, drawing anger and condemnation from world leaders and heads of industry.

“The regrettable announcement by the USA makes it inevitable that Europe must facilitate a cost efficient and economically feasible climate policy to remain internationally competitive,” Matthias Wissmann, president of the German auto industry lobby group VDA, said in a statement on Friday.

“The preservation of our competitive position is the precondition for successful climate protection. This correlation is often underestimated,” Wissmann said, adding that the decision by the Unites States was disappointing.

The VDA said electricity and energy prices are already higher in Germany than in the United States, putting Germany at a disadvantage.

The VDA represents carmakers including BMW (BMWG.DE), Volkswagen (VOWG_p.DE), and Mercedes-Benz parent Daimler (DAIGn.DE).

The VDA’s warning comes as German Chancellor Angela Merkel, one of the strongest advocates of the global pact to curb emissions of gases that speed climate change, said there was no turning back from the 2015 Paris climate agreement.