Pubblicato in: Devoluzione socialismo

Macron, ovvero il delirio di onnipotenza. Riunione di Parigi.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-07-23

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Si è tenuta la riunione di Parigi, fortemente voluta da Mr Macron, anche se ci si è dimenticati di almeno invitare il presidente finlandese di turno dell’Unione Europea. Una mancanza di stile caratteristica del presidente francese.

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In questa riunione Mr Macron ha ribadito il piano francogermanico sui migranti:

– Tutto dovrebbe proseguire come prima;

– L’Italia dovrebbe aprire i porti e tenersi i migranti;

– I migranti sarebbero poi ripartiti nell’Unione.

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Il Ministro Salvini era volutamente assente.

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L’errore dovrebbe essere evidente. Date le costumanze di Mr Macron, di una ‘dama di compagnia’ certo non se ne cale: sarebbe stato più appropriato dire ‘paggetto‘ o qualcosa di simile.

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Sussiste però una discrepanza di comunicati.

«[Il presidente francese Emmanuel Macron] raccoglie l’adesione di 14 Stati Ue ad un “meccanismo di solidarietà” per ripartire le persone salvate in mare, con un’indicazione indigesta per il titolare del Viminale: lo sbarco deve avvenire nel porto più vicino»

Essendo l’Unione Europea composta da 28 stati, raccogliere l’adesione di quattordici nazioni non dovrebbe permettere di parlare a nome di tutti. Non sarebbe nemmeno la maggioranza.

Poi, invece, si legge sull’articolo della Bbc:

Eight EU nations agree migrants deal, France says

«France says eight EU countries have agreed to share the resettlement of migrants rescued in the Mediterranean – but Italy is not one of them.

President Emmanuel Macron says another six nations backed in principle a Franco-German plan at talks in Paris.

He says he will not agree to releasing EU structural funds to countries that refuse to share the burden.

Italy, which has been at the forefront of the migrant influx in the EU, snubbed the talks.

Speaking after Monday’s talks attended by EU interior and foreign ministers, Mr Macron said: “The conclusion of this morning’s meeting is that 14 member states have given their approval to the Franco-German document.

“Of those 14, eight have enacted their co-operation, and their participation in the stable mechanism which would allow the commissioner to act on requests and the response of the eight member states in the necessary spirit of solidarity.”

Mr Macron provided no details of the agreed deal.

The eight countries are Croatia, Finland, France, Germany, Ireland, Lithuania, Luxembourg and Portugal.

The six EU nations that have backed the deal in principle have not been named.»

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Cerchiamo di ragionare.

– Questa riunione di Parigi era informale, e di conseguenza non può deliberare nulla;

– “14 member states have given their approval to the Franco-German document”;

– “Of those 14, eight have enacted their co-operation …. The eight countries are Croatia, Finland, France, Germany, Ireland, Lithuania, Luxembourg and Portugal»

– “The six EU nations that have backed the deal in principle have not been named”

Le quattordici nazioni sono otto: otto su ventotto apparirebbe essere un po’ pochino.

Spicca l’assenza dei paesi scandinavi, dell’Olanda, della Spagna, della Grecia e dei paesi dell’est europeo.

Vedremo se Mr Macron sarà in grado di ottenere la maggioranza qualificata necessaria per un decisione nel Consiglio Europeo, ma se la base di partenza sono otto stati la cosa sembrerebbe essere davvero difficile.

Nota.

Il Santo Padre può nominare cardinali in pectore, ossia porporati il nome dei quali resta segreto.

Ma Mr Macron non è il Santo Padre.


Ansa. 2019-07-23. Migranti: Macron attacca Salvini, 14 Stati Ue con noi

Attacca il ministro dell’Interno Matteo Salvini, assente “ingiustificato” alla riunione informale di Parigi sui migranti e raccoglie l’adesione di 14 Stati Ue ad un “meccanismo di solidarietà” per ripartire le persone salvate in mare, con un’indicazione indigesta per il titolare del Viminale: lo sbarco deve avvenire nel porto più vicino. Il presidente francese Emmanuel Macron illustra la sua soluzione sul dossier migranti, aprendo a un nuovo scontro con l’Italia. La replica di Salvini non si fa attendere: la riunione “è stata un flop” e “noi non prendiamo ordini da Macron”. Le posizioni si erano già cristallizzate al vertice dei ministri dell’Interno di Helsinki la settimana prossima; da una parte l’asse Parigi-Berlino con una bozza di documento che apriva alla redistribuzione tra i Paesi europei dei migranti soccorsi, fermo restando che questi ultimi devono sbarcare nel “porto più vicino”: dall’altra Italia e Malta, fermamente contrarie al principio che le condannerebbe, nelle parole del ministro, “ad essere l’hotspot dell’Europa”. Con queste premesse Salvini ha così disertato l’appuntamento di ieri nella capitale francese, inviando una delegazione tecnica del Viminale con il preciso mandato di ‘affondare’ i tentativi di arrivare a un documento condiviso.

Alla fine Macron deplora gli esponenti politici assenti (“non si guadagna mai nulla non partecipando”) e porta a casa l’accordo di 14 Stati “volontari” pronti a ripartirsi in modo sistematico i migranti soccorsi in mare, senza dover avviare ogni volta complesse trattative dopo il salvataggio. Resta però fermo, ha sottolineato il presidente, che “quando una nave lascia le acque della Libia e si trova in acque internazionali con rifugiati a bordo deve trovare rifugio nel porto più vicino. E’ una necessità giuridica e pratica. Non si possono far correre rischi a donne e uomini in situazioni di vulnerabilità”.

Non ci sta ovviamente Salvini che spara ad alzo zero verso Parigi: la riunione francese, sostiene, “è stata un errore di forma e di sostanza. Nella forma, perché convocata con poco preavviso e in modo assolutamente irrituale visto che siamo nel semestre di presidenza finlandese. Nella sostanza, perché ha ribadito che l’Italia dovrebbe continuare a essere il campo profughi dell’Europa”. Il vertice, aggiunge, “si è rivelato un flop ed è stato ampiamente disertato dai ministri europei. L’Italia ha rialzato la testa, non prende ordini e non fa la dama di compagnia: se Macron vuole discutere di immigrati venga pure a Roma”.

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Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Finlandia. Formato un governo di coalizione ecologica.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-06-06.

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Il quattordici aprile si sono tenute in Finlandia le elezioni politiche.

Si sono presentati alle elezioni ventisette partiti, solo dieci dei quali sono riusciti ad ottenere almeno un seggio.

Il partito socialdemocratico ha ottenuto la maggioranza relativa conquistandosi il 17.73% dell’elettorato e 40 seggi parlamentari, seguito dal Finns Party al 17.48%, con 39 seggi. Il partito di Centro è crollato al 13.76%, perdendo 18 seggi. Bene i Verdi con l’11.49% e 20 seggi.

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Questo quadro è usualmente denominato come ‘parcellizzato‘. Inutile nascondersi dietro ad un dito: governare in situazioni di questo tipo significa dover restare immobili: il numero di veti incrociati sarebbe troppo potente.

Se ovviamente l’aver conquistato la maggioranza relativa è gran titolo di merito, si dovrebbe pur tuttavia concludere che con 40 / 200 seggi si va ben poco lontano. I 61 seggi necessari per arrivare alla maggioranza di 101 deputati hanno il loro peso specifico.

Adesso è stato formato un governo di coalizione.

Più che un governo di ‘sinistra’ la coalizione di cinque partiti sembrerebbe essere una coalizione ambientalista – ecologista, orientamento questo che sembrerebbe essere privilegiato nei programmi elettorali e nelle successive dichiarazioni.

Di interesse questa dichiarazione:

«Pekka Haavisto, the Green League party chair, said the programme – which will increase public spending by €1.23bn (£1.1bn) a year and spend another €3bn on one-off investments, notably in the rail network, over the four-year lifetime of the government – was “probably the most ambitious in the world” on climate issues»

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Si noti però un fattore nuovo.

Con un partito socialista francese al 6%, una socialdemocrazia tedesca al 12% – 14%, e con il partito democratico in Italia sì al 23% ma estromesso dal governo centrale e da quelli regionali, il blocco socialista in Europa è solo il fantasma di ciò che era un tempo.


EU Observer. 2019-06-05. Five-party centre-left coalition ready to rule Finland

Finland’s social democrat prime minister-designate, Antti Rinne, announced on Monday that his new government will include 19 ministers from five parties. The coalition will have a solid majority, with 116 seats, and make Rinne the country’s first leftwing prime minister in 16 years. The Greens, one of the biggest winners in April’s elections, will get the foreign and environment minister posts. Finland takes over the EU presidency from 1 July.

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The Guardian, 2019-06-05. Finland pledges to become carbon neutral by 2035

New left-leaning government sets ambitious target as it plans major rise in public spending.

Finland’s new left-leaning coalition government has pledged to make the country carbon neutral by 2035 as part of a policy programme that includes a major increase in public spending on welfare and infrastructure.

The Social Democratic party leader, Antti Rinne, who formed the five-party alliance of centrist, leftist and Green parties after narrowly beating the nationalist Finns party in an election in April, said it was time to “invest in the future” after years of austerity.

Pekka Haavisto, the Green League party chair, said the programme – which will increase public spending by €1.23bn (£1.1bn) a year and spend another €3bn on one-off investments, notably in the rail network, over the four-year lifetime of the government – was “probably the most ambitious in the world” on climate issues.

Climate campaigners welcomed the announcement. “People demanded faster climate action and that’s what we’re going to get,” said Sini Harkki, the Finland programme manager of Greenpeace Nordic.

“Building the world’s first fossil-free, sustainable society is going to require much more than nice words on paper, but we’re determined to make it happen. It’s an exciting journey we want to embark on.”

Harkki said the government’s programme, which will have major implications for the country’s key forestry industry and use of peat for energy, was far from perfect. But with “the broad public support we now have for transformational change, the fights can be won”, she said.

The government programme followed an election in which the climate crisis emerged as Finnish voters’ number one concern. A survey for the previous centre-right government found 80% of Finns felt urgent climate action was necessary, with 70% of respondents saying the new government must do more.

Besides cutting back on planned logging investments, the 2035 carbon neutral target – which is to be written into law – will require Finland to radically reduce its consumption of fossil fuels and peat, which together supply about 40% of the country’s energy needs.

The programme calls for a rapid increase in wind and solar power production, the electrification of heating and transport, and a 10% increase in bioenergy, mainly from agricultural waste and forest residues.

The target should not involve Finland buying credits for CO2-reducing projects in other countries, the government said, although that would be subject to a review scheduled for 2025.

To fund the increased spending, the government plans to raise taxes by €730m, much of it through fossil fuel levies, and sell off up to €2.5bn of state assets, according to the 190-page policy document. It also aims to raise Finland’s employment rate to 75% from 72.4% in April.

Rinne, the country’s first leftist prime minister in 20 years, said his administration’s plans were aimed squarely at reducing income differences in Finland through increased spending on education, pensions and social services.

Austerity measures imposed by the outgoing centre-right government succeeded in cutting public spending by €4bn and reducing Finland’s debt for the first time in a decade, but made it deeply unpopular.

Ten parties won seats in the 14 April election, with Rinne’s Social Democrats capturing 17.7% of the vote, beating the Finns by 7,666 votes.

The nationalist, Eurosceptic Finns were excluded from the coalition talks, with Rinne opting instead to partner with the Centre party of the outgoing prime minister, Juha Sipilä, as his main coalition ally, in addition to the Greens, the Left Alliance and the Swedish People’s party of Finland.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Marine Le Pen confluisce nel nuovo gruppo europeo di Mr Salvini.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-04-20.

EP-051364A_Tajani_Brexit
Opening the debate on BREXIT

«Euroskeptic parties are joining forces ahead of the elections for the European Parliament in May»

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«Marine Le Pen has thrown her weight behind Salvini’s new pan-European right-wing bloc»

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«So far the group has garnered support from nationalist parties in Austria, Germany, Denmark, Estonia and Finland»

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«France’s right-wing National Rally party formally joined a new alliance of far-right forces in Europe on Friday»

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«Heartfelt thanks to National Rally leader Marine Le Pen and our historic friends and allies of the National Rally for joining the Milan manifesto ‘Towards a Europe of Common Sense,’»

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«European far-right parties are currently split between three different groups in the European Parliament»

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«If the parties were to merge, they would hold 173 out of 751 seats in the EU parliamentary assembly, or 23%, which would make them the second-largest bloc in the European Parliament»

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Il progetto di Mr Salvini sta realizzandosi.

Già essere riuscito a coagulare il 23% delle intenzioni di voto per le elezioni europee dovrebbe essere un grande risultato.

Ma si tenga conto che in europarlamento andranno a sedersi anche gli inglesi del Brexit Party, i polacchi del PiS,  gli ungheresi del Fidesz, i rumeni ed altri ancora.

Non è sicuramente la maggioranza, ma sarà ben difficile non tenerne conto: votano anche loro.

Tutto al momento è fluido, ma il gruppo europarlamentare di Salvini si prospetta essere il secondo e, se la sorte assistesse, potrebbe financo scalzare il partito popolare.

Spitzenkandidat. Bene per eleggere Juncker, male per eleggere un identitario.

Se questi dati si confermassero, sarebbe davvero una gran bella beffa!


Deutsche Welle. 2019-04-20. France’s far-right National Rally joins Salvini’s European alliance

Marine Le Pen has thrown her weight behind Salvini’s new pan-European right-wing bloc. So far the group has garnered support from nationalist parties in Austria, Germany, Denmark, Estonia and Finland.

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France’s right-wing National Rally party formally joined a new alliance of far-right forces in Europe on Friday. The populist coalition, spearheaded by Italy’s anti-immigrant interior minister and deputy prime minister Matteo Salvini, was formed to unite and strengthen disparate right-wing parties ahead of critical EU elections next month.

“Heartfelt thanks to National Rally leader Marine Le Pen and our historic friends and allies of the National Rally for joining the Milan manifesto ‘Towards a Europe of Common Sense,’” Salvini tweeted.

Salvini, the leader of Italy’s League party, announced the launch of the pan-European far-right faction earlier this month at a press conference where he called the EU “a nightmare, not a dream” and vowed to reform the bloc.

The group, dubbed the European Alliance of Peoples and Nations (EAPN), has already attracted support from:

– Alternative for Germany (AfD)

– Austria’s Freedom Party (FPÖ)

– The Danish People’s Party,

– Finland’s Finns Party

– The Conservative People’s Party of Estonia (EKRE).

The move comes days after Le Pen renounced her support of France leaving the European Union in a ‘Frexit’ in favor of reforming the European project from the inside. Her announcement came just ahead of a meeting of European far-right leaders in Prague on Thursday.

European far-right parties are currently split between three different groups in the European Parliament. If the parties were to merge, they would hold 173 out of 751 seats in the EU parliamentary assembly, or 23%, which would make them the second-largest bloc in the European Parliament, according to the latest poll of polls released by the EU assembly.

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Deutsche Welle. 2019-04-20. Euroskeptic, anti-immigrant parties team up for EU election

The AfD and other euroskeptic parties have formed a bloc ahead of the European Parliament elections. Various anti-immigrant youth organizations recently gathered in Rome, giving a sense of what might be to come.

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Euroskeptic parties are joining forces ahead of the elections for the European Parliament in May. ….

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US News. 2019-04-20. Italy’s Salvini, France’s Le Pen Cement Ties Before EU Vote

Italy’s hard-line interior minister and France’s far-right leader are cementing their longtime alliance ahead of Europe-wide elections next month and said they will press for like-minded candidates in Europe to join their “family.”.

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Italy’s hard-line interior minister and France’s far-right leader are cementing their longtime alliance ahead of Europe-wide elections next month and said they will press for like-minded candidates in Europe to join their “family.”

Matteo Salvini and Marine Le Pen discussed work, family and environmental protection as major themes in the upcoming vote, which will determine the makeup of the European Parliament in Brussels, Salvini’s office said.

They met on Friday in Paris ahead of the G-7 meeting of interior ministers. Both Le Pen’s National Rally party and Salvini’s League have railed against the power wielded by the European Union’s governing body, especially when it comes to immigration.

Both parties — as well as others on Europe’s right — could make gains in the late May elections, according to recent polling.