Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Parlamento Europeo. Ultima composizione, ma ancora provvisoria.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-06-01.

2019-06-01__Parlamento Europeo__001

Se sono noti i nominativi e le appartenenze partitiche degli eletti nelle singole nazioni, pur tuttavia non sono ancora stabilizzate le appartenenze ai gruppi parlamentari.

Qui riportiamo l’ultimo organigramma disponibile, ma ancora provvisorio.

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Formalmente i pentastellati sono ancora tra le fila dell’Efdd con Farage, ma hanno dichiarato di voler formare un nuovo gruppo politico. Ai loro nuovi alleati mancano tuttavia i numeri. Non superano lo sbarramento i polacchi Kukiz’15, i greci di Akkel, gli estoni di Elurikkuse Erakond e i finlandesi di Liike Nyt. Le uniche notizie positive per loro arrivano dalla Croazia, dove il partito anti-sfratti Zivi Zid entra per la prima volta a Strasburgo con un seggio.

Poi c’è il problema di come possa collocarsi il Brexit Party.

A quanto potrebbe sembrare, Mr Farage vorrebbe salvare il gruppo Efdd, il quale però sembrerebbe non aver rappresentanza in almeno sette stati dell’Unione, come regolamento impone. Poi, Mr Farage non nutre un buon feeling con Ms Le Pen.

Infine, non è ancora dato di sapere se il Fidesz di Mr Orban resterà nel gruppo parlamentare del partito popolare europeo ovvero si cerchi un’altra collocazione.

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Sono migrazioni che coinvolgono un sessantina di eurodeputati.

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No di Farage a Salvini e Le Pen. Ma le trattative non si fermano

Il politico britannico vorrebbe far sopravvivere il gruppo in cui era con il Movimento 5 Stelle, ma gli mancherebbero i numeri. Ecco perché potrebbe riaprire a Salvini e Le Pen.

Secondo Agi, che cita fonti informate sulle trattative fra i vari partiti, il nuovo gruppo voluto dal leader della Lega si chiamerà Alleanza Europea delle Nazioni e dei Popoli e avrà 73 deputati provenienti da nove Paesi. Il gruppo, che ricalca sostanzialmente l’Europa della libertà e delle nazioni (Enf) dovrebbe essere composto da Lega (che avrà il maggior numero di seggi), Rassemblement National, Alternative fur Deutschland, i belgi di Vlaams Belang, Fpo austriaca, i cechi di Spd, Veri Finlandesi, Partito del popolo danese e Ekre, i sovranisti estoni. Questi ultimi tre movimenti, insieme ai tedeschi di Afd, sono i nuovi ingressi rispetto al precedente eurogruppo Enf.

I nove partiti si sono riuniti oggi al Parlamento europeo. Assenti dalla riunione gli spagnoli di Vox, che sono ancora indecisi tra Conservatori e Riformatori Europei (Ecr) e l’Alleanza e il Brexit Party di Farage, che invece pare abbia ancora l’idea di salvare l’eurogruppo Efdd in cui era al fianco del Movimento Cinque Stelle. Il problema è che Farage ha un ostacolo burocratico: il numero di delegati per ricostituire il gruppo parlamentare a Strasburgo. Il vincitore delle elezioni europee in Gran Bretagna non ha infatti il numero adeguato per superare la soglia minima del gruppo e questo potrebbe costringere comunque l’ex leader di Ukip a puntare sull’asse con Le Pen e Salvini. Per questo motivo, i tentennamenti di Farage potrebbero comunque portare a una trattativa tesa a raggiungere un accordo con i leader franco-italiani dell’Alleanza europea.

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Brexit party in talks to join far-right group in EU parliament

MEP from Italy’s League party says discussions with Nigel Farage have been going well.

Nigel Farage’s Brexit party has been in talks to join the far-right group in the European parliament and is keeping its options open about its future allies, a spokesman for the party has said.

The talks between the Brexit party and Italy’s far-right League were first revealed by Marco Zanni, a League MEP, who said talks were going well and could be wrapped up next week. ….

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Regno Unito. Elezioni. Previsioni ed exit polls impubblicabili.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-05-23.

2019-05-23__Elezioni europee UK 001

Queste riportate in fotocopia sarebbero le più aggiornate previsione dell’esito del voto nel Regno Unito per le elezione europee.

Il Brexit Party conquisterebbe il 32.07% dei voti e 25 seggi. Il Labour il 18.12% e 15 seggi; l’Ldp il 15.52% e 12 seggi, mentre i Conservatori avrebbero il 9.59% dei suffragi e 7 seggi.

Se così fosse, i partiti tradizionali avrebbero preso una batosta inenarrabile, mentre il Brexit Party avrebbe invece ottenuto un suffragio da favola.

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Per legge è vietato pubblicare gli exit polls, perché non si è ancora votato nei restanti paesi dell’Unione Europea.

Tuttavia tra gli addetti ai lavori stanno già circolando un certo quale numero di veline di exit polls, non pubblicabili come abbiamo detto, ma che, se si confermassero, sarebbero da urlo: da fare impallidire i sondaggi pubblicati.

Sembrerebbe proprio che gli amici inglesi si siano inca@@ati alla grande, alla stragrande.

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UK. Brexit Party 35%, Laburisti 15%, Conservatori 9%.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-05-17.

Downing Street 10 001

Tra qualche giorno finalmente si andrà a votare: tutte le prospezioni pubblicate saranno allora vagliate per stabilire la società di sondaggi che meglio ha saputo fotografare la realtà.

Stando all’ultimo sondaggio della società Yougov. il Brexit Party sarebbe al 35%, i Laburisti al 15%, i Conservatori al 9% ed i LibDem al 19%.

Ci si rende conto che le europee non sono le elezioni politiche, ma con il 9% i conservatori sparirebbero dal quadro politico inglese.


Ansa.  2019-05-17. Europee: sondaggio ora dà Farage al 35%

LONDRA, 17 MAG – Nuovo record di consensi in Gran Bretagna per il neonato Brexit Party di Nigel Farage in vista delle elezioni Europee della settimana prossima, accreditato adesso dall’ultimo sondaggio aggiornato dell’istituto Yougov di un 35% senza precedenti. Male invece i due storici partiti maggiori, tradizionalmente in difficoltà nelle consultazioni europee, ma mai come questa volta e penalizzati anche dallo stallo dei loro negoziati su una via parlamentare alla Brexit dichiarati falliti solo oggi: i Conservatori della traballante Theresa May vengono dati infatti a un umiliante 9%, addirittura al quinto posto; mentre il Labour di Jeremy Corbyn perde la seconda posizione di precedenti rivelazioni e cala al 15.

Salgono invece, come principale forza anti Brexit e pro referendum bis, i LibDem, dati ora al 19% davanti ai Laburisti.

Mentre i Verdi, pure pro Remain, progrediscono al 10%, scavalcando i Tory. Restano indietro infine Change Uk (anti Brexit) e Ukip (pro Brexit) con un residuo 5 e 3%.

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Regno Unito. Ad elezioni europee il Brexit Party sarebbe al 27%.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-04-20.

2019-04-18__Regno_Unito__Farage__001

Il titolo del The Telegraph è tutto un programma, sintetico come solo gli inglesi sanno fare:

This senile liberal elite era will end in a realignment of British politics

«Politicians don’t realise the rules to the game have changed.

Vacuousness soon curdles into idiocy if left to its own devices for too long. So it’s only natural that a milk burp of liberal lunacy should punctuate the end of history’s most mediocre government. With the new Brexit Party surging in popularity and now dramatically polling in first place for European elections, you might think that the ruling class would use this week’s Easter break from the Brexit fiasco to remind us of why we shouldn’t write them off. ….»

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I politici non si rendono conto che le regole del gioco sono cambiate.

La vacuità si trasforma presto in idiozia se lasciata a sé stessa per troppo tempo.

Quindi è naturale che un colpo di follia liberal segni la fine del governo più mediocre della storia. Con l’impennata di popolarità del nuovo partito Brexit, ora drammaticamente al primo posto nelle elezioni europee, si potrebbe pensare che la classe dirigente utilizzerebbe la pausa pasquale di questa settimana dal fiasco di Brexit per ricordarci perché non dovremmo cancellarli dalla storia.

In poco più di una settimana Mr Farage è riuscito a generare un nuovo partito, Brexit, che sta raccogliendo il 27% delle intenzioni di voto. Voti che sommati a quelli dell’Ukp avrebbero la maggioranza assoluta nel Regno Unito.

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Ma i problemi generano altri problemi.

Anche l’Elettorato inglese sta mostrando una impensata ed impensabile mobilità: nessun politico potrà più vivere di rendita.

Come tutto l’Elettorato europeo, anche quello inglese non vuole più saperne dei partiti tradizionali, delle loro manfrine, delle loro ‘facce senili’, delle loro ubbie liberal.

Qui non è solo in gioco la Brexit e le elezioni europee, è in gioco la scomparsa politica del partito conservatore, la incapacità gestionale del partito laburista, la necessità di rinnovare tutta questa classe dirigente obsoleta e chiusa in una sorta di autismo ideologico.

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«At the weekend YouGov released the first YouGov/Times poll of the EU election campaign. Farage’s party currently finds itself in third place on 15%, within the margin of error of the Conservatives on 16%, but currently a way behind Labour who are on 24%. However, there are many reasons to believe they will make up that ground over the coming weeks, and Farage’s gamble looks like a fairly smart bet. …. The polling shows that a significant chunk of voters who backed the Conservatives in 2017 are dissatisfied with the direction the party is heading on Brexit. Just 11% think the government is handling Brexit well, compared with 84% who think they are handling it badly. Additionally, many more voters who backed the Conservatives at the last election think that leaving the EU without a deal – which the Brexit party is advocating – would be a good outcome than think Theresa May’s deal would be a good outcome (it’s 48% for the former versus 21% for the latter).»

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Sondaggi, come voterà il Regno Unito alle europee? Farage al 27%, crollo dei Tory

La proroga concessa dalla Commissione riempirà il Parlamento di eurodeputati che vogliono smantellarlo

Un bagno di realtà per chi sperava che i sentimenti dei britannici, dal referendum del 2016, fossero cambiati. Con tutte le probabilità, nel Regno Unito sarà il partito pro-Brexit di Nigel Farage a vincere le prossime elezioni europee. Gli ultimi sondaggi danno il Brexit Party, fondato ufficialmente cinque giorni fa, al 27%, molto oltre il sempre più in difficoltà partito Conservatore di Theresa May. Farage distacca i Labour di 5 punti, che conquisterebbero il 22% dei voti, i Tory si attestano solo al 15%, mentre il Green Party al 10%. Il sondaggio è stato effettuato da YouGov e commissionato da People’s Vote.

Regno Unito al voto: Farage in testa nei sondaggi

La Gran Bretagna avrebbe dovuto lasciare l’Unione Europea il 29 marzo, ma è stata ottenuta una proroga fino al prossimo ottobre. Il sondaggio di YouGov evidenzia come l’insoddisfazione per i risultati ottenuti dal governo abbia portato molti elettori Tory fra le braccia di Farage, determinando il crollo del partito di May.

Il questionario ha coinvolto 1.855 adulti britannici. I risultati escludono coloro che hanno detto che non voteranno, non sanno o si sono rifiutati di rispondere. Un campione piuttosto ristretto, ma probabilmente non lontano dalla realtà. Se sarà davvero il Brexit Party a trionfare in UK, a quel punto May non potrà far altro che lasciare.

Europee in UK, lo scenario

Che i sovranisti britannici fossero avanti nelle intenzioni di voto era già nell’aria. D’altronde, fu proprio lo UKIP (United Kingdom Indipendence Party) di Farage a vincere le elezioni euroropee del 2014. Oggi, però, il quadro politico è totalmente cambiato, e movimenti politici nazionalisti sono in continua ascesa. La proroga concessa dall’UE, insomma, potrebbe riempire i seggi del Parlamento di eurodeputati il cui manifesto ne prevede lo smantellamento. Che l’Europa abbia siglato la propria fine?

Intanto, la People’s Vote campaign, che sostiene un secondo referendum, fa notare come i Labour potrebbero arrestare l’avanzata di Farage supportando un nuovo voto della cittadinanza sulla Brexit. In tali circostanze, i Labour ridurrebbero, in men che non si dica, la distanza dal Brexit Party di ben due punti percentuali. Al contrario, se i Labour decidessero di andare avanti con il divorzio dall’UE, il supporto degli elettori crollerebbe al 15%, la stessa percentuale dei Conservatori.


YouGov. 2019-04-17. Brexit Party leading in EU Parliament polls

Nigel Farage’s new party tops the polls with 27% of the vote

In our first poll on the forthcoming EU Parliament elections last week Nigel Farage’s new outfit stormed into third place with 15% of the vote. This was despite the Brexit Party not having formally launched.

Now, following the burst of publicity that came with their official formation, our second poll, conducted for the People’s Vote, shows the Brexit Party leapfrogging into first place on 27% of the vote.

The biggest impact has been on the UKIP vote. The twelve point increase the Brexit Party has experienced is mirrored by a seven point decline for Farage’s former party, from 14% last week to 7% now.

The rest of the field remains roughly as it was last week, with no other party seeing a shift of more than 1% or 2% (i.e. no change larger than the margin of error). Labour finds itself on 24% of the vote, and the Tories on 16%.

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Reuters. 2019-04-18. Farage’s Brexit Party to top EU elections in Britain – poll

Nigel Farage’s Brexit Party will top next month’s election in Britain for the European parliament with 27 percent of the vote, far ahead of Prime Minister Theresa May’s Conservatives, according to a survey published on Wednesday.

The Brexit Party is five percentage points ahead of Labour’s 22 percent, followed by the Conservatives on 15 percent and then the Green Party on 10 percent, the YouGov survey for The Evening Standard newspaper showed.

Britain had been due to leave the European Union on March 29 but that has been postponed until as late as end-October as parliament has thrice rejected May’s negotiated deal and failed to come up with an alternative which would command a majority.

Voters across the 28-member European Union are due to go to the polls between May 23 and May 26.

YouGov surveyed 1,855 adults across Britain on April 15 and April 16. The results exclude those who said they would not vote, don’t know or refused to respond.

In the last such elections in 2014, the United Kingdom Independence Party (UKIP), at the time led by Farage, came first in Britain.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo

Trump. Colazione pubblica con Mr Nigel Farage.

Giuseppe Sandro Mela.

2017-02-26.

2017-02-26__1000

Nella Versailles di Re Sole i nobili facevano debiti pur di essere all’altezza di un invito a pranzo con Sua Maestà il Re.

Similmente, i politici occidentali sgozzerebbero padre e madre pur di essere inviatati a pranzo dal Presidente Donald Trump. Se non lo hanno ancora fatto è perché già li sgozzarono per ottenere il potere.

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La Bundeskanzlerin Frau Merkel, quella che aveva sfidato Mr Trump dicendogli di non allungare le mani sull’Europa e che l’Europa si difende benissimo da sola, in meno di un amen ha destinato un ulteriore due per cento del pil alle spese militari. Per chi non avesse avuto il tempo di seguire questa vicenda, sarebbe come se SS Papa Francesco si affacciasse dalla finestra su Piazza San Pietro ed annunciasse di essersi convertito all’islamismo. Ma SS Francesco è servo di Dio, mentre Frau Mekel è schiava del potere.

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Intanto, Mr Farage è stato invitato da Mr Donald Trump, e gli altri passano il loro tempo a rodersi il fegato.

Mr Trump è il boss indiscusso dell’Occidente, ed i valvassini bramano di essere convocati a baciare l’anello e ricevere i relativi ordini.


The Guardian. 2017-02-26. ‘Dinner with the Donald’: Nigel Farage joins Trump’s table at Washington hotel

Former Ukip leader photographed sitting opposite US president at Trump International hotel on Saturday night.

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Nigel Farage dined out with Donald Trump on Saturday night after managing to secure a last-minute invitation to join the US president for an evening meal.

The former Ukip leader was photographed sitting opposite Trump and alongside his daughter Ivanka, her husband and senior White House adviser, Jared Kushner, and the Florida governor, Rick Scott, at the president’s luxury hotel in Washington DC.

Posting the photograph on Twitter, Farage wrote “Dinner with The Donald”. However, onlookers revealed that a place had only been made for him at the table at short notice.

Journalist Benny Johnson, who said the Secret Service “swarmed the place” before Trump’s arrival, had been keeping tabs on the group at the Trump International hotel.

Johnson, the creative director of online news outlet Independent Journal Review, wrote on Twitter: “Farage was not invited to this dinner. Squeezed in at last minute.”

Earlier in the day Farage had backed Trump’s treatment of the mainstream media, heaping praise on his political ally in a television interview. He told Fox News: “They [the media] are simply not prepared to accept that Brexit happened, that Trump happened, they kind of want to turn the clock back. And what they don’t realise is they are losing viewers, they are losing listeners, they are losing this battle big time and I’m pleased the president is not afraid to stand up to them.”

Speaking at the Conservative Political Action Conference (CPAC) in Washington on Friday, Farage said the Brexit vote and Trump’s election had launched a “great global revolution”.

He added: “And it’s not going to stop, it’s one that is going to roll out across the rest of the great world.”

Farage said he was proud to have supported Trump in the election and attacked US mainstream media for being “in deep denial” about Trump’s victory, but said Americans as a whole would grow to appreciate their new leader. “Just as Brexit becomes more popular by the day, President Trump will become more popular in America by the day,” he said.

As Farage made further efforts to align himself with Trump, back in Britain Ukip was dealing with the fallout of its defeat to Labour in the Stoke byelection.

The party’s deputy leader, Peter Whittle, admitted it may have been a mistake for the leader, Paul Nuttall, to run for the party in Stoke Central so early in his leadership. Speaking on BBC1’s Andrew Marr Show, the London assembly member said voters might not have known Nuttall well enough, given he stood for election just 12 weeks after becoming party leader.

Nuttall, who Whittle said could not appear on the show as he had a holiday booked immediately after the election result, came second in Stoke, barely increasing the party’s share of the vote despite Ukip’s pledge to seize power from Labour.

Whittle told Marr: “If there was one mistake we made, it was that maybe Paul shouldn’t have run so early. He’s only been leader for 12 weeks. People hadn’t got to know him well enough, I think.” He added: “We didn’t win this time – there are many byelections coming up.”

Whittle dismissed threats from Arron Banks, Ukip’s main donor, to set up another party unless he was made chairman, saying there were other people who would provide funding.

Banks has threatened to pull his funding unless he is made chairman so he can “purge” members and stop the party being “run like a jumble sale”. Asked if he did not want Banks as Ukip chairman, Whittle replied: “It would be a very interesting conversation to have. I’ve always been very, very grateful for Arron’s contributions.”

He went on: “If Arron does take his money away, there are other people. Obviously I wouldn’t want that to happen. These sort of interventions are run-of-the-mill, they happen all the time within our party. It’s part of politics.

“I think the difference is, with us, people tend to see a kind of do-or-die situation in virtually every controversy.”

Pubblicato in: Geopolitica Mondiale, Sistemi Economici, Sistemi Politici

Trump riceve Farage con onori. Juncker si annega in un tino di cognac.

Giuseppe Sandro Mela.

2016-11-13.

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Davvero è finita un’era.

– Mr Trump riceve con i massimi onori Mr Farage, prima ancora di Mrs May, che pure è già stata invitata;

– Mr Trump non ha ancora trovato il tempo di rispondere alla lettera di Mr Juncker e di Mr Schulz;

– Mr Michael Moore, un regista onorato con il premio Oscar sotto il passato regime ha cercato di farsi ricevere, non certo invitato, da Mr Trump: gli uscieri lo hanno allontanato in malo modo. Ma chi mai si credeva di essere?

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Bene.

Non è cambiato solo il suonatore, è cambiata la musica.

«Juncker attacca Trump ‘non sa nulla, perderemo 2 anni’ Ieri il presidente della Commissione Ue Juncker ha espresso giudizi pesanti sul neopresidente Usa. ‘Con Trump perderemo due anni: il tempo che faccia il giro del mondo che non conosce. La sua elezione comporta dei rischi di vedere gli equilibri intercontinentali disturbati sui fondamentali e sulla struttura”.»

Ci si pone una domanda.

Ma Mr Juncker esisterà ancora politicamente alla fine del 2017?

 


Sky News. 2016-11-13. Nigel Farage becomes first UK politician to meet Donald Trump

The UKIP leader praises the President-elect as being “relaxed and full of good ideas” and “a man with whom we can do business”.

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Nigel Farage has become the first British politician to meet President-elect Donald Trump since his victory.

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The one-on-one meeting – which is likely to irk Downing Street – took place at Trump Tower in New York.

The pair talked about about “freedom and winning”, according to UKIP and Mr Trump’s campaign manager Kellyanne Conway.

 “They really enjoy each other’s company,” said Ms Conway.

After the meeting Mr Farage tweeted that it had been “a great honour” and added: “He was relaxed and full of good ideas. I’m confident he will be a good President.

“(His) support for the US-UK relationship is very strong. This is a man with whom we can do business.”

UKIP’s biggest donor Arron Banks and party adviser Raheem Kassam, who recently pulled out of the race to become the next UKIP leader, were both pictured at the meeting.

During the election campaign Mr Farage shared a stage with the President-elect and addressed his supporters.

The tycoon regularly referred to Brexit as source of inspiration and said Mr Farage had “done an amazing thing”.

Earlier, Mr Farage told American TV that Theresa May had to “mend fences” when she finally met Mr Trump.

He claimed the Prime Minister’s team had been “quite rude” about the President-elect.

His own visit to New York comes as thousands again hit the streets in protest at Mr Trump’s victory – including a 2,000-strong crowd in Manhattan.

On Friday, a Trump protester was shot after a confrontation with a man in Portland – a city which has seen several nights of unrest with riot police on the streets.

Mr Farage believes the UK could benefit from Mr Trump’s victory because he is “an Anglophile”.

“He understands and recognises what our two great nations have done together between us. And thank goodness we’re coming to the end of an American president who loathed us,” Mr Farage told Fox News.

Wearing a badge showing US and UK flags, Mr Farage said the two countries should follow the example of Ronald Reagan and Margaret Thatcher.

But he cautioned that getting back to the famous relationship of the 1980s would need careful diplomacy when the Prime Minister meets Mr Trump.

“Mrs May’s team have been quite rude about Trump so there are some fences to be mended,” said Mr Farage.

However, he said it would not be right for the President-elect to snub Mrs May.

“I think he’s got to meet her… We can have a sensible trade relationship, cut tariffs, we’re massive investors in each other’s countries. There’s a bright future.”

Mr Farage’s comments came as a leaked memo seen by the Sunday Times suggests British officials believe Mr Trump’s inexperience could be taken advantage of to benefit UK interests.

In the memo, Sir Kim Darroch, Britain’s ambassador to the US, reportedly says the President-elect is “open to outside influence if pitched right”.


The Telegraph. 2016-11-13. Exclusive: Nigel Farage reveals Donald Trump’s team has ‘reservations’ about Theresa May’s Government

Nigel Farage has revealed that Donald Trump’s inner team have reservations about Theresa May’s Government after he met the president-elect in New York.

The interim Ukip leader, who became the first foreign politician to meet the newly-elected Mr Trump on Saturday, told the Telegraph that the Republican’s team raised concerns about comments by Mrs May and her cabinet in the run-up to the US election.

Despite the concerns, Mr Farage said he is “extremely optimistic” about the prospect of a post-Brexit trade deal after meeting Mr Trump and his advisers at Trump Tower.

Mr Farage used his hour-long meeting with Mr Trump to persuade him to return a bust of Sir Winston Churchill to the Oval Office.

The bust was removed by Barack Obama in 2008, prompting a furious reaction from leading British politicians. They included Boris Johnson, who is now Foreign Secretary.

Mr Farage said that Mr Trump, an Anglophile, was “excited” by the idea and was “very positive” about returning the bust to the Oval Office.

However, he warned that Mrs May will have to “mend some fences” if she is to build a successful relationship with Mr Trump following “rude comments” during the EU referendum.

Last year, Mr Trump prompted a backlash from senior British politicians, including Mrs May, after claiming that London had become so radicalised that police were afraid to walk the streets.

Mrs May, the then Home Secretary, said that Mr Trump was “completely wrong” and a third of the current cabinet – nine of the 23 members – publicly attacked Mr Trump.

Mr Farage said that, while Mr Trump said he had enjoyed a “nice conversation” with Mrs May when they spoke last week, the rest of his team was less impressed.

“He said he had a nice conversation, although some of his team had reservations about what members of the cabinet have said during the election,” Mr Farage said. “Believe you me, his team are conscious of the comments.”

He said that Mr Trump’s election as president is “brilliant news and good for Britain”.

Asked why Mr Trump had singled him out for a meeting, Mr Farage said: “He was very grateful I put my head over the parapet and he recognised that.  His whole team are pro-Britain. I am extremely optimistic about Britain’s future.”

Last week, the Telegraph disclosed that Liam Fox, the International Trade Secretary, was planning to consult Mr Farage before flying out to the US. He was subsequently barred from doing so by Downing Street.

Mr Farage said that Downing Street blocked Mr Fox from speaking to him because “they resent me”.

He became friends with Mr Trump during the election campaign and appeared at a rally with him.

In an appearance on Fox News on Saturday, Mr Farage said that Mrs May’s team has been “quite rude” about Mr Trump. He is urging Mr Trump to meet her and hopes that the relationship will be similar to that of Margaret Thatcher and Ronald Reagan.

In earlier comments, Mr Farage said: “It was a great honour to spend time with Donald Trump. He was relaxed and full of good ideas. I’m confident he will be a good president.

“His support for the US-UK relationship is very strong. This is a man with whom we can do business.”

“I was especially pleased at his very positive reaction to the idea that Sir Winston Churchill’s bust should be put back in the Oval Office.”

Mr Farage said: “He understands and recognises what our two great nations have done together between us. And thank goodness we’re coming to the end of an American president who loathed us.” He said they ignored criticism and their policies “made the world a better place”.


Rai News. 2016-11-13. Hillary: “Ho perso per colpa dell’Fbi”. Ancora proteste, intanto Trump incontra l’antieuropeo Farage.

Quarto giorno consecutivo di proteste in America contro l’elezione di Donald Trump e le politiche da lui annunciate in campagna elettorale. Duecento gli arresti a Los Angeles per non aver rispettato l’ordine di disperdersi, mentre a Portland, Oregon, dove le contestazioni sono degenerate in vandalismi, un manifestante è rimasto ferito da uno sconosciuto che la polizia sta ancora ricercando. La gran parte dei cortei che attraversano varie città restano però pacifici, come quello di migliaia di persone che hanno sfilato oggi a New York da Union Square sino alla blindatissima Trump Tower sulla Fifth avenue, dove risiede il presidente eletto. E dove un suo fiero oppositore, Michael Moore, il regista premio Oscar nel 2003 per ‘Bowling for Columbine’, è riuscito a entrare. Moore voleva incontrare Trump, ma gli è stato impedito. Porte aperte, invece, per il leader britannico euroscettico Nigel Farage, che ha incontrato il neopresidente nella sua residenza privata all’ultimo piano della Trump Tower. La tensione resta comunque alta, anche per il rischio di provocazioni o scontri con attivisti della parte opposta. Poco chiaro ancora l’episodio di Portland, dove a sparare, prima di fuggire a bordo di un’auto, è stata una persona che aveva avuto un alterco con un dimostrante. Anche ieri sera, come la precedente, qui la protesta è diventata violenta, con atti vandalici contro negozi e auto parcheggiate, costringendo la polizia ad usare i lacrimogeni. La protesta si diffonde A Los Angeles sono scese in piazza circa 3.000 persone, che hanno manifestato pacificamente, ma 200 di loro sono state arrestate per non aver ottemperato all’invito delle forze dell’ordine a disperdersi dopo il corteo. Altre marce si sono viste a Detroit, Minneapolis, Kansas City, Olympia, Iowa City. Anche a Washington, la capitale, ci sono stati rulli di tamburo, con oltre 200 persone radunatesi davanti a Capitol Hill urlando “Not my president”, “No Trump, no Kkk, no Fascist Usa”. Ed è proprio a Washington che il movimento ha convocato una grande protesta di fronte al Campidoglio il giorno del giuramento di Trump, il prossimo 20 gennaio. “Unitevi a noi il giorno dell’investitura per far sentire la vostra voce. Ci rifiutiamo di riconoscere Trump come presidente degli Stati Uniti e ci rifiutiamo di prendere ordini da un governo che mette gli intolleranti al potere”, si legge su Facebook. A Chicago la folla era composta anche da famiglie e bambini, che cantavano “No odio, No paura. Gli immigranti sono benvenuti”. Altre manifestazioni sono previste nel weekend. Si stanno mobilitando anche gli studenti universitari in vari campus, cantando canzoni sui diritti civili e bloccando le strade, come alla Vanderbilt University, in Tennessee. “Pianti di bambini viziati”, ha commentato l’ex sindaco di New York Rudy Giuliani, uno dei fedelissimi di Trump, gettando altra benzina sul fuoco. La spiegazione di Hillary Hillary Clinton attribuisce la sua sconfitta al direttore dell’Fbi James Comey e in particolare alla sua seconda lettera al Congresso, ad appena tre giorni dal voto. Lo ha detto la stessa Hillary in una conference call con i maggiori contributori della sua campagna, secondo quanto riferisce Politico.com. Per Hillary è stata proprio quella lettera di ‘assoluzione’ ad aver fatto più danni ancora della prima, quella del 28 ottobre, quando Comey comunicò al Congresso la riapertura delle indagini sull’emailgate. Perché la seconda lettera ha “risvegliato” gli elettori di Trump.


Rai News. 2016-11-13. Trump, l’eurofobico Farage rende omaggio al neo presidente: “Un onore passare del tempo con lui”.

Nigel Farage da Donald Trump. Il leader euroscettico dell’Ukip e del movimento ‘Leave’ che ha portato alla Brexit ha incontrato il neo presidente Usa a New York. Colloquio di oltre un’ora alla Trump Tower, nella residenza privata del tycoon : “E’ stato un grande onore passare del tempo con lui” ha detto Farage al termine dell’incontro. Porte chiuse, invece, per il regista Michael Moore, che dopo essere entrato nella lobby della Trump Tower con una troupe e aver chiesto di parlare con il presidente si è visto sbarrare l’accesso. Downing Street ha seccamente smentito l’ipotesi – accreditata dal filo conservatore Daily Telegraph – che Farage possa fare da intermediario fra il governo britannico e la nuova amministrazione Usa di Donald Trump. Moore bloccato dalla sicurezza “Mr. Trump sono qui, voglio parlare con te”, ha scritto il regista su un foglio consegnato al portiere del palazzo durante la protesta che ha avuto luogo sotto il grattacielo dell’imprenditore. Moore, premio Oscar per ‘Bowling for Columbine’, ha registrato la scena con il suo telefono cellulare e l’ha trasmessa in diretta su Facebook: è entrato nel palazzo ed è salito sulla scala mobile fino al quarto piano. Solo a quel punto gli agenti dei servizi segreti hanno fermato il regista impedendogli di proseguire oltre e accedere ai piani superiori dove Trump oggi ha incontrato i suoi consiglieri. Moore ha firmato insieme a centinaia di altri artisti e musicisti un manifesto dal titolo ‘Uniti contro l’odio’ per evitare che Donald Trump raggiungesse la Casa Bianca.


Rai News. 2016-11-13. Trump preoccupa l’Europa. Staff a Obama: non prenda iniziative.

Attacco di Juncker. Il presidente eletto: “Dobbiamo unire il Paese, per farlo l’unica strada è creare posti di lavoro”. In Siria gli Usa devono combattere l’Isis, non rovesciare Assad. E rivela di aver ricevuto una “bellissima” lettera da Putin Ancora proteste e arresti negli Usa.

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Mentre l’Europa si interroga sul futuro delle relazioni con gli Stati Uniti dopo l’elezione di Donald Trump alla Casa Bianca – anche con bocciature durissime come quella del presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker – il neo eletto smorza i toni rispetto all’agenda elettorale sulla politica interna e profila una svolta nelle relazioni con Mosca. In un’intervista al Wall Street Journal, Trump sottolinea come la priorità debba essere la lotta all’Isis e non la cacciata del presidente siriano Bashar al-Assad, reclamata dall’attuale amministrazione di Washington. Trump indica di aver avuto un “posizione opposta rispetto a molti sulla Siria” perchè, ha argomentato, “noi stiamo combattendo contro la Siria quando la Siria combatte contro l’Isis e dell’Isis bisogna liberarsi”. La Russia “è ora totalmente allineata con la Siria e poi c’e’ l’Iran, che sta diventando potente a causa nostra, allineato con la Siria. Noi appoggiamo i ribelli contro la Siria ma non abbiamo idea di chi sia questa gente”, ha rimarcato il futuro comandante in capo tenendo a precisare di aver ricevuto “una bella lettera” dal presidente russo Vladimir Putin che sentirà telefonicamente a breve. Juncker attacca Trump ‘non sa nulla, perderemo 2 anni’ Ieri il presidente della Commissione Ue Juncker ha espresso giudizi pesanti sul neopresidente Usa. ‘Con Trump perderemo due anni: il tempo che faccia il giro del mondo che non conosce. La sua elezione comporta dei rischi di vedere gli equilibri intercontinentali disturbati sui fondamentali e sulla struttura”. Intanto i leader dei più grandi Paesi europei cominciano a prendere i primi contatti con il neoeletto presidente degli Stati Uniti, offrendo disponibilità a collaborare,. Merkel, Renzi, Hollande e la britannica May hanno tutti già parlato con il nuovo alleato oltreoceano. May è stata la prima ad affrettarsi, per ribadire quel rapporto “storico e speciale” tra i due Paesi e la prima ad essere invitata. Merkel ha offerto collaborazione ricordando i valori comuni, Renzi ha sottolineato l’ “importanza strategica” delle relazioni Italia-Usa e Hollande ha elencato i “temi comuni”, tra cui lotta al terrorismo, Ucraina, Siria, Iraq e l’accordo di Parigi Cop21. Gli alleati europei per ora si in ordine ma i rischi che corrono i 28 sono tanti quanti i dossier aperti con gli Usa. Dall’aumento del contributo alla Nato promesso da Obama, alle sanzioni contro la Russia finora sostenute anche dagli americani. E il timore che Trump voglia sfilarsi in fretta dalle questioni europee. Trump blinda Obama: non prenda iniziative di politica estera Gli uomini di Trump ammoniscono il presidente uscente Barack Obama, alla vigilia del suo ultimo viaggio in Europa da comandante in capo. Secondo quanto riferisce il Politico, un consigliere per la sicurezza nazionale del presidente eletto avrebbe definito “controproducente ma anche fonte di caos” qualsiasi dichiarazione di Obama non in linea con le posizione di Trump “perchè invierebbe messaggi che potrebbero indurre in confusione” i suoi interlocutori sulla linea della politica estera Usa.. La prima conseguenza è lo stop agli sforzi volti a far approvare l’accordo di libero commercio trans-pacifico (Tpp) dal Congresso. Obama sarà in Grecia il 15 novembre e poi il 17 in Germania, dove parteciperà anche ad un vertice nel nuovo formato “Quint”, con l’Italia, oltre agli Usa e al Paese ospitante, la Gran Bretagna e la Francia. Trump apre su Obamacare: potrei salvare alcune parti L’Obamacare potrebbe sopravvivere in parte sotto la presidenza di Donald Trump. E’ lo stesso neopresidente ad affermarlo nell’intervista. Il magnate spiega come Barack Obama gli abbia chiesto di rinunciare alla totale abolizione della riforma sanitaria, e racconta di aver assicurato che valuterà i suggerimenti del presidente uscente. Trump spiega che ci sono parti della Obamacare che vanno cambiate perché si sono rivelate “troppo costose” (il prossimo anno in oltre 30 Stati sono previsti aumenti fino al 25% per conservare la copertura assicurativa). Il cambio di rotta dopo il colloquio con Obama In particolare, durante il colloquio alla Casa Bianca con il presidente Barack Obama, Trump ha concordato con lui che ci sono almeno due punti che vanno preservati: il divieto per le compagnie assicuratrici di negare l’assistenza ai pazienti per le patologie di cui già soffrono e la possibilità per i genitori di fornire ai figli anni di copertura ulteriore tramite le loro polizze. Trump ha riconosciuto di aver cambiato idea sulla Obamacare, che durante la campagna aveva annunciato avrebbe abrogato interamente, dopo aver parlato con Obama, che, ha spiegato, gli ha suggerito quelle parti della sua riforma che andrebbero preservate: “Gli ho detto che avrei preso in considerazione i suoi suggerimenti e lo farò”. L’inchiesta su Hillary non è una priorità “Non è in cima ai miei pensieri”: così Donald Trump risponde alla domanda sulla commissione di inchiesta su Hillary Clinton, promessa in campagna elettorale. “Le mie priorità sono la sanità, i posti di lavoro, il controllo delle frontiere e la riforma delle tasse”. Meno regole per le banche Una delle urgenze che il presidente eletto intende affrontare è quella di una deregulation (meno regole) delle istituzioni finanziarie per consentire alle “banche di tornare a prestare soldi come una volta”.