Pubblicato in: Banche Centrali, Devoluzione socialismo, Finanza e Sistema Bancario, Unione Europea

European Banking Federation. Banche scarichino sui clienti i tassi negativi.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-10-05.

Gufo_019__

Tutti gli italiani sono obbligati ad eseguire i pagamenti con il bancomat.

Ma se pagano con il bancomat sono così ricchi da avere conti in banca.

Quindi la European Banking Federation propone che i tassi negativi transitino dalle povere banche ai ricchi clienti. Sarebbe soltanto un atto di giustizia sociale.

Ossia, i clienti delle banche pagheranno fior di interessi alle banche che graziosamente si presteranno a custodire i loro gruzzoli.

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«L’ad di UniCredit, Mustier, ha proposto alla BCE di trasferire i costi dei tassi negativi dalle banche ai clienti»

«Il costo dei tassi negativi della BCE dovrebbe essere trasferito dalle banche ai singoli clienti e correntisti, secondo Jean Pierre Mustier, amministratore delegato di Unicredit»

«Le dichiarazioni dell’ormai presidente dell’Ebf (European Banking Federation) sono arrivate a poco meno di un mese dall’ultima riunione della Banca Centrale Europea, durante la quale l’inversione della politica monetaria del Vecchio Continente è risultata palese»

«Il costo dei tassi negativi BCE deve essere scaricato sui clienti»

«Le proposte dell’ad di UniCredit hanno avuto uno scopo ben preciso: assicurare la massima efficienza alle politiche monetarie della BCE»

«Sarebbe estremamente importante che i tassi negativi non si fermassero nei bilanci bancari. È importante che la BCE dica alle banche: per favore passate i tassi negativi ai vostri clienti»

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Il ragionamento sembrerebbe non fare una grinza, se non fosse per la fallacità degli assiomi sui quali si basa.

Constatata la recessione economica, Ecb ha ripreso a stampare su larga scala, ma senza coperture. Però qualcuno il conto lo deve ben pagare. Tassi negativi per i titoli di stato e tassi negativi sui depositi in Ecb. Ma le grandi entità obbligate a comprare titoli sovrani e custodire liquidità non ci stanno per nulla a doversi sobbarcare l’onere di finanziare proprio loro l’Ecb. Scaricare gli oneri sui quattrocento milioni di Europei è per le banche una vera e propria genialata.

Infine, gli Elettori europei se li sono votati? Ebbene, che se li godano.

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BCE: il costo dei tassi negativi scaricato sui clienti delle banche? La proposta

L’ad di UniCredit, Mustier, ha proposto alla BCE di trasferire i costi dei tassi negativi dalle banche ai clienti, ma con delle specifiche.

Il costo dei tassi negativi della BCE dovrebbe essere trasferito dalle banche ai singoli clienti e correntisti, secondo Jean Pierre Mustier, amministratore delegato di Unicredit.

Le dichiarazioni dell’ormai presidente dell’Ebf (European Banking Federation) sono arrivate a poco meno di un mese dall’ultima riunione della Banca Centrale Europea, durante la quale l’inversione della politica monetaria del Vecchio Continente è risultata palese.

La BCE ha tagliato i tassi di interesse sui depositi (già negativi) da -0,4% a -0,5% ma allo stesso tempo ha scelto di introdurre il tiering per cercare di alleggerire i costi sostenuti dalle banche. Eppure per Mustier questi oneri dovrebbero essere ora scaricati sui clienti, ma con dei limiti.

Il costo dei tassi negativi BCE deve essere scaricato sui clienti – Mustier

Le proposte dell’ad di UniCredit hanno avuto uno scopo ben preciso: assicurare la massima efficienza alle politiche monetarie della BCE.

D’altronde, ha precisato Mustier, il compito del sistema bancario non è quello di commentare o giudicare le decisioni del Consiglio Direttivo, ma quello di lavorare al meglio per garantirne l’efficacia tramite il cosiddetto meccanismo di trasmissione, un meccanismo che dovrebbe essere rafforzato proprio tramite il progressivo spostamento dei costi dagli istituti di credito ai correntisti.

  “Sarebbe estremamente importante che i tassi negativi non si fermassero nei bilanci bancari. È importante che la BCE dica alle banche: per favore passate i tassi negativi ai vostri clienti”.

I costi colpiranno proprio tutti?

Nella proposta di Mustier non sono mancate delle specifiche importanti. L’idea di trasferire i costi dei tassi negativi dalle banche ai clienti non andrebbe a colpire tutti, indiscriminatamente.

Da essa verrebbero esonerati infatti tutti i correntisti al di sotto dei 100.000 euro. Pagare per lasciare i soldi fermi in banca sarebbe una “prerogativa” dei più abbienti.

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ECB, Il membro tedesco del Comitato si è dimesso.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-09-27.

Gufo_019__

Che il clima in Ecb fosse teso era cosa nota da tempo. Così come era ben chiara la discrepanza di visioni di politica economica. Nessuno poi potrebbe negare quanto la politica sbandieri a voce alta l’indipendenza del governatore dell’Ecb, ma nel contempo lo riempia di oscure minacce sussurategli nell’orecchio.

ECB. Offerti 100 mld Tltro-III e richiesti 3.4 mld. Deserta l’asta.

Fed ed Ecb. Molti pensano che siano a fine corsa. Vecchie, ragionano da vecchie.

Ecb. Eurozona. Riserva valutaria 836.50 miliardi Usd, 4.52% del pil.

ECB. Rivolta dei Governatori contro i provvedimenti disperati.

Ecb. ‘Rallentamento più duraturo del previsto’.

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La debolezza dell’Ecb è documentabile da pochi dati, ma sono quelli che poi contano davvero.

L’Ecb ha 836.5 miliardi Usd di riserve valutarie, la Cina 3,107 miliardi Usd, il Giappone 1,331.6, la Russia 532.7 e l’India 529.61 miliardi Usd. Le differenze saltano immediatamente agli occhi se si considera il rapporto riserve / pil: Eurozona 4.52%, Cina 23.73%, Giappone 26.26%, Russia 33.80% ed India 19.69%.

L’eurozona è piena di liquidità giacenti inerti in attesa di poter essere investite: ma ripristinare  il clima di fiducia necessario è compito dei politici, non certo dei banchieri centrali.

Nei fatti, l’ultima manovra prospettata da Draghi serve solo a rendere agli stati meno gravoso il peso dei debiti sovrani, ma non solo non concorre a ridurne l’ammontare, ma al contrario li farà levitare.

È del tutto sequenziale che Germania, ed Olanda, per esempio, non possano tollerare una simile situazione.

Ma su tutto spicca l’inconsistenza finanziaria dell’Ecb.

Siamo chiari: il piano Draghi è velleitario: non si possono fare nozze con i fichi secchi, così come è velleitario cercare di risolvere problemi economici e politici con manovre monetarie. Le viti si avvitano ed i chiodi si piantano, non viceversa.

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«Official’s planned departure in October will come two years before term ends»

«The most senior German official at the European Central Bank unexpectedly resigned before the end of her term amid a conflict over a move this month to restart the bank’s giant bond-buying program»

«Sabine Lautenschläger, who sits on the bank’s six-member executive board in Frankfurt, will leave the bank on Oct. 31, more than two years before her eight-year term had been due to end»

«She is the third German-born official to resign from the ECB in just over eight years following policy disputes»

«Her departure underscores deep divisions within the ECB’s 25-member rate-setting committee over how to steer the eurozone economy through a period of slowing growth and mounting external threats»

«They will pose an early challenge for the ECB’s incoming president, Christine Lagarde, who starts on Nov. 1 and will need to mend ties with officials in major eurozone economies, notably Germany»

«The Bundesbank’s current President, Jens Weidmann, has repeatedly criticized the bank’s bond purchases, most recently in an interview this month with German mass-market daily Bild»

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A quanti avessero buona memoria dovrebbe essere inutile ricordare come nel 1930 in Germania i rotoli di banconote da cento miliardi di marchi fossero usate come carta da parati.

Già. Chi mai lo avrebbe mai detto?


WSJ. 2019-09-27. Germany’s Lautenschläger Resigns From ECB Board

Official’s planned departure in October will come two years before term ends.

FRANKFURT—The most senior German official at the European Central Bank unexpectedly resigned before the end of her term amid a conflict over a move this month to restart the bank’s giant bond-buying program.

Sabine Lautenschläger, who sits on the bank’s six-member executive board in Frankfurt, will leave the bank on Oct. 31, more than two years before her eight-year term had been due to end, the ECB said Wednesday.

She is the third German-born official to resign from the ECB in just over eight years following policy disputes.

Her departure underscores deep divisions within the ECB’s 25-member rate-setting committee over how to steer the eurozone economy through a period of slowing growth and mounting external threats. Those divisions have unsettled investors and, some analysts said, hampered the ECB’s response to economic crises.

They will pose an early challenge for the ECB’s incoming president, Christine Lagarde, who starts on Nov. 1 and will need to mend ties with officials in major eurozone economies, notably Germany.

Two other German-born ECB officials—former Bundesbank president Axel Weber and the former ECB chief economist, Jürgen Stark —both stepped down from the bank in 2011 after criticizing its decision to buy eurozone government debt. The Bundesbank’s current President, Jens Weidmann, has repeatedly criticized the bank’s bond purchases, most recently in an interview this month with German mass-market daily Bild.

German public opinion is highly critical of the ECB’s expansionary monetary policy, and senior German officials worry that the ECB’s bond purchases unfairly subsidize spendthrift governments in Southern Europe.

The ECB gave no reason for Ms. Lautenschläger’s departure. But it comes less than two weeks after the ECB unveiled a large new stimulus package aimed at shoring up the eurozone economy that included an open-ended bond-buying program.

In an interview in August, Ms. Lautenschläger, a 55-year-old jurist, warned that it was too early to launch an aggressive stimulus package, pointing to signs of strength in the eurozone economy. She argued that bond purchases should only be used in an emergency, such as when the region was threatened with deflation, or a vicious circle of falling prices.

The ECB’s Italian-born President Mario Draghi, who is also due to leave the bank in October, pushed forward with the stimulus package over objections from at least seven members of the bank’s 25-member rate-setting committee. Opponents included the heads of the Dutch, French and German central banks, representing economies that account for more than half of eurozone economic output.

The very vocal opposition to the ECB’s move “shows how fragile the ECB currently is,” said Carsten Brzeski, chief economist with ING Bank on Germany. Ms. Lagarde “will have some work to do to mend the ties,” he added.

European leaders must now agree on a successor to Ms. Lautenschläger, likely another German. Her resignation caps a period of high turnover on the ECB’s executive board, with five of six board members departing the bank over a period of 18 months.

Ms. Lautenschläger recently helped lead the ECB’s new banking supervisory arm, established during the region’s debt crisis to sever the link between weak governments and banks.

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Caos in BCE: uno dei membri del Comitato si è dimesso. I motivi

La BCE perde pezzi: Sabine Lautenschläger, membro tedesco del Comitato esecutivo, ha rassegnato le dimissioni. I motivi.

La BCE sta perdendo pezzi: Sabine Lautenschläger, uno dei membri del Comitato esecutivo della banca centrale, ha scelto di rassegnare le dimissioni.

Il motivo? Da ricercare nei mai sopiti contrasti con Mario Draghi che in occasione dell’ultima riunione ha scelto di tagliare i tassi di interesse sui depositi e di annunciare un nuovo Quantitative Easing.

Le dimissioni di Lautenschläger dalla BCE sono tra l’altro giunte proprio nel momento in cui l’Italia ha avanzato all’Eurogruppo la candidatura di Fabio Panetta come prossimo membro del Comitato esecutivo.

Tegola BCE: i motivi delle dimissioni di Lautenschläger

Il Comitato esecutivo della BCE è formato da sei persone, compresi il Presidente e il Vicepresidente dell’istituto, tutte nominati dal Consiglio europeo.

Nella serata di ieri, mercoledì 25 settembre, il membro tedesco Sabine Lautenschläger ha scelto di rassegnare le dimissioni senza però fornire indicazioni in merito ai motivi di questa scelta.

Molti hanno puntato il dito contro i rapporti piuttosto tesi tra la donna e Mario Draghi, lo stesso che il 31 ottobre lascerà la BCE nelle mani di Christine Lagarde.

Nell’ultima riunione l’italiano ha tagliato i tassi sui depositi, annunciato un nuovo Quantitative Easing e aperto le porte a un nuovo round di politiche monetarie extra-accomodanti. Il deciso cambiamento di rotta operato dalla banca centrale ha portato gli oppositori del Presidente a storcere il naso.

Tra le maggiori critiche mosse al nuovo Quantitative Easing sicuramente quelle relative alla sua efficacia. La Lautenschläger si è sin da subito scagliata contro la decisione di introdurre un nuovo QE a tempo indefinito che procederà al ritmo di 20 miliardi al mese e ha votato contro le mosse di Draghi. I loro scontri hanno portato poi alle dimissioni della donna, secondo i rumor.

Cosa accadrà adesso?

Le dimissioni di Lautenschläger non avranno alcun impatto sulla rappresentanza del Comitato esecutivo BCE: la donna sarà infatti sostituita da un altro tedesco visto che ai Paesi con il PIL più alto viene in genere accordata una presenza nel Board.

Molto probabilmente il suo successore sarà comunque una donna. D’altronde lo stesso Draghi ha più volte sottolineato la necessità di dare spazio alla componente femminile in ogni tipo di istituzione.

Le dimissioni di Lautenschläger dalla BCE, si noti, sono arrivate con più di due anni di anticipo rispetto alla scadenza naturale del mandato prevista per febbraio 2022.

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ECB. Offerti 100 mld Tltro-III e richiesti 3.4 mld. Deserta l’asta.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-09-21.

2019-09-20__Ecb

European Central Bank cuts its deposit rate, launches new bond-buying program

« – The central bank’s quantitative easing program will entail 20 billion euros per month of asset purchases for as long as it deems necessary.

– The ECB also cut its main deposit rate by 10 basis points to -0.5%, a record low but in line with market expectations.

– Markets had widely expected some form of stimulus package, though hawks within the European Central Bank (ECB) Governing Council had moved in recent weeks to downplay the scale of the impending measures.

– “In view of the weakening economic outlook and the continued prominence of downside risk, governments with fiscal space should act in an effective and timely manner,” ECB President Mario Draghi said.»

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ECB Modifies New Targeted Longer-Term Refinancing Operations

«The Governing Council of ECB decided to modify some of the key parameters of the third series of targeted longer-term refinancing operations (TLTRO III) to preserve favorable bank lending conditions (Decision (EU) 2019/1558). The changes will apply as of the first TLTRO III operation to be allotted on September 19, 2019 and will be implemented in an amendment to the Decision of ECB on a third series of targeted longer-term refinancing operations (ECB/2019/21). In terms of the pricing of TLTRO III, the previously announced 10-basis point spread above the average interest rate of the main refinancing operations of the Eurosystem and, for counterparties exceeding their lending benchmark, above the average interest rate on the deposit facility, will no longer be applied. The Decision shall enter into force on September 16, 2019.»

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TLTRO – low take up, but ECB should not be concerned

«In the ECB’s TLTRO3.1 operation (19 September) banks took only EUR3.4bn, while banks decided voluntarily to repay EUR32bn next week. Despite the low take up resulting in net liquidity drainage, the ECB and markets should not be concerned, with excess liquidity still above EUR1.7trn Only 28 banks participated in the operation.

TLTRO operations will run quarterly until March 2021, so banks will have plenty of opportunities to take liquidity. The ECB should not be concerned with low take up.

Take up surprisingly low

Euro area banks decided to take EUR3.4bn in TLTRO3.1 operations today. This was markedly lower than expected (also lower than our below-market consensus of EUR20- 30bn), however it will not impact the loose liquidity standards.

The low liquidity take up needs to be seen in the context of changed terms last week where the ECB decided that the quarterly operations running until March 2021 should be each of 3-year maturity but also sweetened the rate by 10bp (now from MRO to deposit rate).

Today’s operation cannot be rolled into the 7th and last operation in March 2021, as the early repayment optionality in today’s operation only falls in September 2021. That may also have been a reason for the low take up. However, we expect the ECB to extend the TLTROs as we believe it is an underappreciated and uncontroversial tool.»

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Cerchiamo di comprendere cosa stia accadendo.

«In the ECB’s TLTRO3.1 operation (19 September) banks took only EUR 3.4bn, while banks decided voluntarily to repay EUR 32bn next week. Despite the low take up resulting in net liquidity drainage, the ECB and markets should not be concerned, with excess liquidity still above EUR 1.7trn Only 28 banks participated in the operation»

«Take up surprisingly low»

Il punto chiave da comprendere è il seguente:

– “excess liquidity still above EUR 1.7trn”: il sistema bancario ha in cassa un qualcosa come 1,7000 miliardi, che detiene perché non riesce ad impiegarli: il sistema economico è fermo.

– L’enunciato che il voler immettere liquidità nel sistema faccia uscire dalla crisi economica soddisfa sicuramente le meningi dei lissencefali, ma nulla esita.

– La Banca Centrale è impotente di fronte ad una situazione in cui la gente non vuole impiegare il proprio denaro nel comparto produttivo. Il problema è politico, non monetario.

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Sole 24 Ore. 2019-09-20. Bce, le banche disertano l’asta Bce: solo 3,4 miliardi di prestiti nella Tltro-III

La Bce ha assegnato 3,4 miliardi di euro in prestiti a lungo termine a 28 banche europee nell’ambito dell’operazione Tltro-III. L’ammontare è inferiore alle attese della vigilia, che indicavano una cifra compresa fra i 20 e i 100 miliardi di euro.

La Bce ha assegnato 3,4 miliardi di euro in prestiti a lungo termine a 28 banche europee nell’ambito dell’operazione Tltro-III. L’ammontare è inferiore alle attese della vigilia, che indicavano una cifra compresa fra i 20 e i 100 miliardi di euro.

Il tasso applicato alle banche che riceveranno i prestiti triennali è il tasso medio delle aste principali di riferimento durante il periodo di vita del rispettivo Tltro, e ancora più basso per le banche che presteranno al di sopra di una certa soglia, potendo arrivare fino a -0,50% che è il nuovo tasso sui depositi. All’ultima asta avevano aderito 474 banche.

Quella che si è svolta è la prima delle sette aste di rifinanziamento della Tltro-III, l’ultima delle quali è in agenda nel marzo 2021.

Secondo l’analista di Danske Bank, Piet Christiansen, le banche sarebbero state frenate dall’inatteso (seppur più favorevole) cambio delle condizioni dei prestiti deciso dalla Bce lo scorso 12 settembre. Danske Bank stimava che nella prima asta sarebbero stati erogati prestiti tra 20 e 30 miliardi di euro, Societe Generale stimava fino a 40 miliardi di euro di finanziamenti mentre Pictet & Cie si spingeva fino a 100 miliardi

Pubblicato in: Banche Centrali, Devoluzione socialismo, Ideologia liberal

Fed ed Ecb. Molti pensano che siano a fine corsa. Vecchie, ragionano da vecchie.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-09-20.

Debiti 000

«New Keynesian economic theory is wrong»


Su Fed ed Ecb stanno addensandosi nuvoloni bigi, carichi di tempeste.

ECB. Rivolta dei Governatori contro i provvedimenti disperati.

Germania. Tassi negativi strangolano il risparmio.

Germania. Piano anti-recessione da 500 mld, di debiti.

Ecb. ‘Rallentamento più duraturo del previsto’.

Commissione Europea. Si preannunciano scontri ferocissimi.

Draghi Faced Unprecedented ECB Revolt as Core Europe Resisted QE

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«Former US Secretary of the Treasury Lawrence H. Summers and Anna Stansbury recently cast doubt on the future of central banking, suggesting that the prevailing monetary-policy framework is in dire need of a rethink»

«In the current era of low – and in some cases negative – interest rates, many are starting to worry that the European Central Bank and the US Federal Reserve are “running out of ammunition.”»

«When a central bank’s policy rate is already low, it cannot be lowered much more in the event of a crisis»

«Hence, one could argue that the Fed actually should be raising rates now, while unemployment is low, to create enough space for interest-rate cuts in the future, when unemployment may be high»

«Yet it makes no sense to raise interest rates if doing so could trigger a recession»

«When the Fed or the ECB raises rates, New Keynesian economic theory predicts that the hike will eventually lead to a decrease in inflation and that the path from point A to point B will inevitably be accompanied by higher unemployment»

«New Keynesian economic theory is wrong»

«there is no reason why the rate increase should cause higher unemployment»

«According to the theory, a lower interest rate is supposed to lead to more investment expenditure, thereby driving aggregate demand and reducing unemployment»

«This is not science; it is religion»

«The standard theoretical narrative is based entirely on the Phillips curve, which asserts a direct tradeoff between inflation and unemployment»

«If the theory is wrong, it must be replaced with something better»

«monetary policy will be impotent when Europe or the US enters another recession»

«I am not convinced that government spending is the right response»

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Tre frasi dovrebbero essere meditate a fondo.

«This is not science; it is religion»

«If the theory is wrong, it must be replaced with something better»

«monetary policy will be impotent when Europe or the US enters another recession»

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L’aspetto tragico è proprio questo: molti politici ed economisti si sono innamorati di alcune teorie economiche e le vivono come credo religioso: sono ben più dogmatici della caricatura del frate predicatore medievale. È il loro dogmatismo e la loro presunzione che li rendono tediosamente irritanti. Gabellano per verità assoluta il modesto frutto del loro pensiero.

In accordo con Gödel, questo credo è basato su alcune assunzioni indimostrate ed anche indimostrabili. Dogmi di fede.

– La immissione di liquidità nel sistema ne determina una crescita.

– Gli esseri umani sarebbero realtà economiche deterministiche.

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Sono visioni drammaticamente semplicistiche.

I comportamenti degli esseri umani sono tutto tranne che deterministici: per esempio, la fiducia nel sistema prende quasi sempre piede proprio nel momento in cui ha raggiunto il suo fondo, ma la politica prospetta un avvenire prevedibile e certo. L’esplosione economica tedesca del 1948 ne sarebbe un chiarissimo esempio.

Nei fatti, tutto l’Occidente è gravato da una immane quota di debito pubblico.

Ben poche le vie per uscirne:

– pagare i debiti;

– inflazionare;

– andare al default.

La crisi del 2009 ha bene evidenziato come le banche centrali abbiano immesso enormi liquidità, che però alla fine sono state utilizzate non da parte dell’economia produttiva reale, bensì dagli stati per sovvenzionare i propri debiti sovrani. In altri termini, nel sistema non è entrato proprio nulla. Joe l’idraulico non ha visto il becco di un centesimo, almeno fino a tanto che Mr Trump non ha abbassato le tasse.

Ma questa gigantesca massa monetaria generata dal nulla necessita in una qualche maniera di essere bruciata.

Ci si pensi su bene.

Tassi negativi sui titoli di stato e sui depositi bancari altro non fanno che falcidiare le cifre così collocate: questo è il semplice effetto di una ‘inflazione artificiale’ che alla fine depaupera il Contribuente, messo nella impossibilità di risparmiare. Con i tassi negativi uno che risparmiasse per farsi un gruzzoletto a mo’ di pensione assisterebbe impotente alla semplice scomparsa di quanto accantonato.

Ci si pensi bene: sembrerebbe un gran brutto servizio.


New Europe. 2019-09-18.  Central banking’s bankrupt narrative

Former US Secretary of the Treasury Lawrence H. Summers and Anna Stansbury recently cast doubt on the future of central banking, suggesting that the prevailing monetary-policy framework is in dire need of a rethink. I agree, and have been calling for a reconsideration of “Old Keynesian economics” for more than a decade, starting with an article I published in 2006, two years before the Great Recession made it fashionable to question the way we think about macroeconomic theory. I am heartened that the narrative and body of research I have developed continues to gain public support.

In the current era of low – and in some cases negative – interest rates, many are starting to worry that the European Central Bank and the US Federal Reserve are “running out of ammunition.” When a central bank’s policy rate is already low, it cannot be lowered much more in the event of a crisis. Hence, one could argue that the Fed actually should be raising rates now, while unemployment is low, to create enough space for interest-rate cuts in the future, when unemployment may be high. Yet it makes no sense to raise interest rates if doing so could trigger a recession. The question, then, is whether there is a way to restock the powder keg without generating an explosion.

When the Fed or the ECB raises rates, New Keynesian economic theory predicts that the hike will eventually lead to a decrease in inflation and that the path from point A to point B will inevitably be accompanied by higher unemployment. But my own research suggests that New Keynesian economic theory is wrong. After all, if the Fed were to raise the short-term rate slowly and support equity markets with a guarantee to purchase a broad-based exchange-traded fund at a fixed price, there is no reason why the rate increase should cause higher unemployment.

According to the theory, a lower interest rate is supposed to lead to more investment expenditure, thereby driving aggregate demand and reducing unemployment. And lower unemployment is supposed to put upward pressure on wages, which eventually translates into higher prices (inflation) through a mark-up mechanism. That is the point when the central bank reverses its policy and starts to raise interest rates. Yet this entire story is contingent on the assumption that there exists a unique natural rate of unemployment – that is, the “non-accelerating inflation rate of unemployment” (NAIRU) – at which the pace of price growth will neither rise nor fall.

Although New Keynesians acknowledge that the NAIRU may change over time, they cannot predict how it will behave. Rather, central bankers make internal calculations of the NAIRU, and these then feed into decisions about the policy rate. When the unemployment rate is below the current NAIRU estimate and inflation still fails to materialize, they simply conclude that the NAIRU must have fallen. This is not science; it is religion.

In my book Prosperity for All, I offer an alternative to this latter-day version of reading tea leaves. My theory recognizes that a non-accelerating inflation rate is consistent with any unemployment rate. This point was originally made by John Maynard Keynes himself, in The General Theory of Employment, Interest, and Money, and has been emphasized by post-Keynesian economists for decades. I have shown in my research that the post-Keynesian view can be reconciled with conventional microeconomic theory using a “new” theory of labour-market search.

The standard theoretical narrative is based entirely on the Phillips curve, which asserts a direct tradeoff between inflation and unemployment. This is the narrative that determines what research is allowed into the top economic journals, and which discussions take place in policy meetings at central banks around the world. It is the narrative that informs how everyone from journalists and academics to the wider public interpret monetary-policy decisions. But it is a misleading narrative, one from which we must escape if we are to improve how we manage modern market economies.

To that end, it is not enough to criticize the Phillips curve. If the theory is wrong, it must be replaced with something better, and by something other than a return to 1950s Keynesianism, as today’s critics of the neoclassical macroeconomic theory seem to propose. According to Summers and Stansbury, government should “promote demand through fiscal policies and other means” (emphasis mine). While I agree that monetary policy will be impotent when Europe or the US enters another recession, I am not convinced that government spending is the right response. My own research provides empirical evidence that recessions are caused by crashes in asset markets. As such, it is better to stabilize asset prices than build bridges to nowhere.

Modern market-based societies have pulled more human beings out of abject poverty than any other known form of economic organization. But “capitalism” is not some monolithic structure that exists in contradiction to “socialism.” There is a continuum of alternative economic arrangements, with laissez-faire at one end and central planning at the other. Our goal should be to design institutions that take maximum advantage of the market as a mechanism for coordinating information, while also providing the tracks on which the market runs.

Pubblicato in: Banche Centrali, Devoluzione socialismo, Unione Europea

Ecb. Eurozona. Riserva valutaria 836.50 miliardi Usd, 4.52% del pil.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-09-97.

2019-09-17__Eurozona Riserve Valutarie

La Banca Centrale Europea ha rilasciato il Report mensile sull’ammontare delle Riserve Valutarie: 836.50 miliardi Usd.

La Cina ha riserve valutarie per 3,107 miliardi Usd.

Il Giappone ha riserve valutarie per 1,331.6 miliardi Usd.

La Russia ha riserve valutarie per 532.7 miliardi Usd.

L’India ha riserve valutarie per 529.61 miliardi Usd.

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Interessante è il calcolo del rapporto percentuale tra riserve valutarie e pil nominale.

Eurozona 4.52%, Cina 23.73%, Giappone 26.26%, Russia 33.80% ed India 19.69%.

Viste in modo comparato, queste cifre indicano l’intrinseca debolezza dell’Ecb.

Pubblicato in: Banche Centrali, Devoluzione socialismo, Unione Europea

ECB. Rivolta dei Governatori contro i provvedimenti disperati.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-09-15.

EuroTower 004

L’Occidente è entrato in una fase fortemente disgregatrice. La maggior parte dei paesi importanti per popolazione ed economie hanno subito un processo di parcellizzazione politica ed i loro governi sussistono con maggioranze minime, mentre il confronto tra maggioranze ed opposizione ha raggiunto livelli conflittuali difficilmente riscontrabili in passato. Questa instabilità politica ha esitato nella nomina a Governatore dell’Ecb di Mrs Lagarde, scelta d’obbligo perché nessuna nazione avrebbe avuto la forza di imporre il proprio candidato.

A ciò si accoppia il fatto che l’Unione Europea è entrata in una fase regressiva, caratterizzata da un forte calo della capacità produttiva.

Per essere chiari, nessuno ha la più pallida idea di come poterne uscire minimizzando le perdite.

Consistente è la responsabilità dei governi nazionali, che non hanno approfittato del periodo a tassi negativi e dei passati QE per affrontare riforme strutturali. I debiti pubblici pesano peggio di macigni e limitano grandemente i margini di manovra.

Ad aggravare la situazione è la concomitanza di rinnovo della dirigenza politica dell’Unione Europea e del necessario rinnovo del Governatore Draghi, arrivato a fine mandato.

Il 12 settembre Draghi ha tenuto l’ultima riunione, un incontro tormentato.

– tagliare il tasso su depositi di 10 punti a -0,50% lasciando invariato il tasso principale a 0% e quello sui prestiti marginali a 0,25%.

– Per la terza serie delle Tltro, le aste di liquidità a lungo termine, la Bce ha deciso di allungare da 2 a 3 anni la durata dei prestiti e di eliminare la maggiorazione sul tasso di 10 punti base.

– Ci sarà inoltre un tasso più basso per le banche che tra la fine di marzo 2019 e la fine di marzo 2021 supereranno il livello di prestiti di riferimento.

– L’Istituto di Francoforte quindi ha deciso di ripristinare dal primo novembre gli acquisti di asset a un livello pari a 20 miliardi al mese e di non fornire alcuna scadenza per questo nuovo programma.

* * * * * * *

Sono manovre dettate dalla disperazione: i Governatori sono infatti ben consci come le manovre valutarie siano impotenti nella risoluzione di problemi politici ed economici. Ciò che al massimo possono fare è concedere ancora alquanto tempo all’Unione ed ai Governi, ma è una concessione pagata a ben caro prezzo.

Questo schema operativo ricalca quello messo in opera nel 2009, ma a quell’epoca la banche centrali erano nel pieno della loro vigoria, mentre adesso sono stremate. E poi, mica che tutte quelle operazioni abbiano dato un gran bel risultato: l’Unione Europea è infatti nuovamente in una recessione che sta volgendo sempre più verso la depressione.

È una angosciosa corsa a mangiarsi le sementi.

Germania. Tassi negativi strangolano il risparmio.

Germania. Piano anti-recessione da 500 mld, di debiti.

Ecb. ‘Rallentamento più duraturo del previsto’.

Commissione Europea. Si preannunciano scontri ferocissimi.

* * *

È stata una decisione sofferta, che potrebbe anche non avere seguito, che questa dirigenza Ecb lascerà in eredità ai successori.

A dispetto della pacatezza degli annunci, durante la riunione sono volate parole grosse: le divergenze sono state rigide e sanguigne.

«Draghi Faced Unprecedented ECB Revolt as Core Europe Resisted QE

– France, Germany, Netherlands opposed immediate QE resumption

– ECB Markets Chief Benoit Coeure was also against the move»

«European Central Bank governors representing the core of the euro-area economy resisted President Mario Draghi’s ultimately successful bid to restart quantitative easing, according to officials with knowledge of the matter»

«The unprecedented revolt took place during a fractious meeting where Bank of France Governor Francois Villeroy de Galhau joined more traditional hawks including his Dutch colleague Klaas Knot and Bundesbank President Jens Weidmann in pressing against an immediate resumption of bond purchases, the people said.»

«Those three governors alone represent roughly half of the euro region as measured by economic output and population»

«Other dissenters included, but weren’t limited, to their colleagues from Austria and Estonia, as well as members on the ECB’s Executive Board including Sabine Lautenschlaeger and the markets chief, Benoit Coeure»

«Such disagreement over a major monetary policy measure has never been seen during Draghi’s eight-year tenure»

«One key argument wielded by policy makers opposed to Draghi’s resumption of QE was that it would be better to save it to use as a contingency in an emergency, such as an abrupt outcome to Brexit if the U.K. leaves the European Union without a transition deal»

«Draghi encountered significant opposition in 2015, when he pushed the Governing Council to start bond purchases, against the wishes of his German, Dutch, Estonian and Austrian colleagues. ”Draghi’s decision to press ahead without such key support risks leaving Lagarde with a headache when she starts in November. She will need to decide whether to persist in a policy that has divided her Governing Council, risking further acrimony. The alternative would be to dial back the ECB’s current stimulus commitments, an approach that could provoke a market backlash»

* * * * * * *

Unione Europea, Eurozona e Banca Centrale Europea stanno pericolosamente avvicinandosi al melting point, al punto di collasso.


Bloomberg. 2019-09-12. Draghi Faced Unprecedented ECB Revolt as Core Europe Resisted QE

– France, Germany, Netherlands opposed immediate QE resumption

– ECB Markets Chief Benoit Coeure was also against the move

*

European Central Bank governors representing the core of the euro-area economy resisted President Mario Draghi’s ultimately successful bid to restart quantitative easing, according to officials with knowledge of the matter. The unprecedented revolt took place during a fractious meeting where Bank of France Governor Francois Villeroy de Galhau joined more traditional hawks including his Dutch colleague Klaas Knot and Bundesbank President Jens Weidmann in pressing against an immediate resumption of bond purchases, the people said. They spoke on condition of anonymity, because such discussions are confidential.

Those three governors alone represent roughly half of the euro region as measured by economic output and population. Other dissenters included, but weren’t limited, to their colleagues from Austria and Estonia, as well as members on the ECB’s Executive Board including Sabine Lautenschlaeger and the markets chief, Benoit Coeure, the officials said.

Such disagreement over a major monetary policy measure has never been seen during Draghi’s eight-year tenure. It casts a shadow over the resolve underpinning his parting stimulus shot before Christine Lagarde succeeds him, and also over his account of the proceedings. The extent of the rift might open the door to critics of the institution to question the legitimacy of its decisions. Despite the disagreement, Draghi presented the decision to relaunch QE as having enough support to move forward. There was no vote on the matter, in line with typical ECB practice. Such a ballot would be a rare occurrence, but if one had taken place, under the Governing Council’s system of rotation to streamline decision-making, the French and Estonian governors would have been unable to cast a vote this month.

“There was more diversity of views on APP. But then, in the end, a consensus was so broad there was no need to take a vote. So the decision in the end showed a very broad consensus. As I said, there was no need to take a vote. There was such a clear majority.”

Mario Draghi, Sept. 12 press conference in Frankfurt. One key argument wielded by policy makers opposed to Draghi’s resumption of QE was that it would be better to save it to use as a contingency in an emergency, such as an abrupt outcome to Brexit if the U.K. leaves the European Union without a transition deal, the officials said.

QE has previously proved contentious.

Draghi encountered significant opposition in 2015, when he pushed the Governing Council to start bond purchases, against the wishes of his German, Dutch, Estonian and Austrian colleagues. ”Draghi’s decision to press ahead without such key support risks leaving Lagarde with a headache when she starts in November. She will need to decide whether to persist in a policy that has divided her Governing Council, risking further acrimony. The alternative would be to dial back the ECB’s current stimulus commitments, an approach that could provoke a market backlash.


Il nuovo bazooka di Draghi

Taglio ai tassi sui depositi, un nuovo programma di Quantitative easing (Qe) per 20 miliardi di euro al mese a partire del mese di novembre e nuove condizioni delle Tltro, le aste di liquidità finalizzate ai prestiti alle aziende, che saranno anche più lunghe del previsto. E’ questo il pacchetto di misure annunciato oggi dal presidente della Bce, Mario Draghi per contrastare la flessione delle aspettative di inflazione tendenziale che nel 2019 dovrebbe crescere dell’1,2%, dell’1% nel 2020 e dell’1,5% nel 2021. Stime, queste, riviste al ribasso rispetto alla proiezioni di giugno scorso. L’Eurotower ha anche rivisto al ribasso le stime di crescita dell’Eurozona per quest’anno, con una previsione di un pil all’1,1%, e per il 2020, stimato a +1,2%. Per il 2021 la previsione è di una crescita dell’1,4%.

Nel dettaglio il Consiglio direttivo di oggi ha deciso di tagliare il tasso su depositi di 10 punti a -0,50% lasciando invariato il tasso principale a 0% e quello sui prestiti marginali a 0,25%. Per la terza serie delle Tltro, le aste di liquidità a lungo termine, la Bce ha deciso di allungare da 2 a 3 anni la durata dei prestiti e di eliminare la maggiorazione sul tasso di 10 punti base: il tasso applicato alle banche sarà quindi uguale al tasso medio delle aste principali di riferimento nella durata del rispettivo Tltro 3. Ci sarà inoltre un tasso più basso per le banche che tra la fine di marzo 2019 e la fine di marzo 2021 supereranno il livello di prestiti di riferimento. L’ultima modifica, legata all’estensione della durata, consente alle controparti di rimborsare la somma presa in prestito prima della scadenza finale, con una frequenza trimestrale a partire da due anni dopo il settlement di ciascuna operazione. L’Istituto di Francoforte quindi ha deciso di ripristinare dal primo novembre gli acquisti di asset a un livello pari a 20 miliardi al mese e di non fornire alcuna scadenza per questo nuovo programma spiegando che “si aspetta che prosegua il più a lungo possibile per rafforzare l’impatto accomodante dei tassi ufficiali”.

Nel Consiglio direttivo, Draghi ha spiegato che c’è stata una “unanimità sulla visione che la politica fiscale dovrebbe diventare lo strumento principale per aumentare domanda”. Nel corso della riunione c’è stato un “pieno accordo sulla necessità di agire ma differenze sulla valutazione della gravità dello scenario” con “qualche membro che ha detto ‘aspettiamo e vediamo, ma il Consiglio ha deciso di agire ora”. Nella riunione del board, ha rilevato Draghi, c’è stato anche “un ampio accordo sulla forward guidance, sui tassi e sulle Tltro”: “C’è stata più diversità di vedute”, secondo la descrizione di Draghi, nella valutazione se fosse “appropriato” riprendere gli acquisti del Quantitative Easing. Draghi si è rifiutato – come da prassi – di fornire numeri sulle posizioni favorevoli e contrarie spiegando che “non c’è stato bisogno di votare, vista l’ampia maggioranza”.

Nel corso della conferenza stampa Draghi ha sottolineato in particolare la necessità che i governi con margini di manovra li utilizzino. “Alla luce dell’indebolimento delle prospettive economiche” nell’area dell’euro, ha osservato il presidente della Bce, “i governi con margini di manovra nei conti pubblici dovrebbero agire in modo efficace e tempestivo”. Nei paesi in cui il debito pubblico è elevato, ha osservato Draghi, “i governi devono perseguire politiche prudenti che creeranno le condizioni affinché gli stabilizzatori automatici possano operare liberamente. Tutti i paesi dovrebbero intensificare gli sforzi per ottenere una situazione dei conti pubblici più favorevole alla crescita”.

E la reazione dei mercati agli annunci di Draghi sono stati positivi. Il mercato, infatti, ha apprezzato l’atteggiamento accomodante, da ‘colomba’, della Bce, che ha lanciato l’ultima “cannonata” della presidenza di Mario Draghi con un nuovo quantitative easing da 20. I rendimenti dei Titoli di Stato si raffreddano, quelli dei Btp italiani aggiornano i minimi storici, e le borse reagiscono, chiudendo la seduta in rialzo. Secondo analisti ed economisti, il presidente della Bce, che sarà sostituito da Christine Lagarde a novembre, ha posto le basi per proseguire, anche in futuro, con le politiche di stimolo monetario. Nel dettaglio lo spread tra Btp e Bund tedeschi ha chiuso a 139 punti base, ai minimi da maggio 2018, confermando il trend di forte discesa dei tassi dopo gli annunci di politica monetaria della Bce. Il rendimento del decennale italiano, che ha toccato il minimo dello 0,758%, si ferma allo 0,86%, secondo i dati della piattaforma Mts.


Riunione BCE: Draghi annuncia il QE a tempo indeterminato

Tasso sui depositi in calo, ripresa del Quantitative Easing, reinvestimento dei titoli in scadenza e «tiering» per il comparto bancario. Anche questa volta la Banca Centrale Europea non ha deluso le attese. Ora, ha detto Draghi, è il momento della politica fiscale.

Come sempre accade quando c’è di mezzo Mario Draghi, la conferenza stampa che fa da corollario alle riunioni della Banca Centrale Europea è stata particolarmente emozionante.

Vediamo nel dettaglio cosa ha deciso il board dell’Eurotower nella riunione di oggi, 12 settembre 2019, e quello che ha detto il chairman Mario Draghi.

Riunione BCE 12 settembre: tasso depositi al -0,5%

Il tasso sui depositi sarà ridotto di 10 punti base al -0,5%. “Anche se non piacciono alle banche, i tassi negativi non causeranno il collasso del sistema finanziario”, ha commentato Draghi. “Le banche devono pensare a migliorare la loro struttura dei costi”. “I tassi negativi ci servono per raggiungere il nostro mandato”.

Per limitare gli effetti negativi del costo del denaro sottozero, sarà introdotto un sistema a due livelli per la remunerazione delle riserve (c.d. tiering, ndr) tramite il quale una parte delle disponibilità liquide in eccesso sarà esentata dal tasso di interesse del -0,5%.

Riunione BCE 12 settembre: QE da 20 miliardi mensili

Gli acquisti netti di asset, il c.d. Quantitative Easing, sarà ripreso, a partire dal 1° novembre, a un ritmo di 20 miliardi mensili. “Non ci sono state discussioni sulle tipologie di asset da acquistare poiché, a grandi linee, gli acquisti saranno come quelli fatti in passato”.

Il fatto che il board non abbia discusso di una fine del piano di Quantitative Easing, che è a tempo indeterminato, è legato al fatto che “abbiamo un margine di manovra rilevante per continuare a questo ritmo”. “Ci attendiamo che il piano di acquisto asset duri per il tempo necessario a rinforzare l’impatto accomodante della politica dei tassi”

Riunione BCE 12 settembre: continua piano di reinvestimenti

Continuerà invece anche dopo la risalita dei tassi il piano di reinvestimento dei proventi dei titoli in scadenza.

Per quanto riguarda invece i nuovi prestiti a lungo termine destinati al sistema bancario (TLTRO III), registreranno un cambiamento “per preservare –riporta il comunicato emesso dall’istituto di Francoforte- le condizioni dei prestiti, garantire la trasmissione regolare della politica monetaria e sostenere ulteriormente una politica monetaria accomodante”.

Riunione BCE 12 settembre: stimoli a tempo indeterminato

Una modifica particolarmente importante è rappresenta da quella relativa la “forward guidance”, la strategia comunicativa che prevede la fissazione di una scadenza per le misure di stimolo.

Questi provvedimenti espansivi, è emerso dalla riunione di oggi della BCE, resteranno in vigore finché necessario.

Riunione BCE 12 settembre: è il momento dei governi

Nel complesso, il messaggio arrivato da Francoforte è: noi abbiamo fatto il nostro, ora tocca ai governi. Non a caso particolare enfasi, come mai prima d’ora, è stata riservata alla politica fiscale.

All’interno del board, ha detto Draghi, “c’è stata unanimità sul fatto che la politica fiscale debba diventare il maggior strumento di stimolo”. “È arrivato il momento per la politica fiscale di prendere il controllo della situazione”.

Per quanto riguarda possibili misure di “helicopter money”, di politiche monetarie estreme (anche arrivando a “lanciare soldi da un elicottero”), la BCE non ha affrontato il discorso. “Consegnare soldi alle persone rappresenta un politica fiscale, non monetaria”.

Riunione BCE 12 settembre: Germania deve fare di più

“In un contesto caratterizzato da un indebolimento dell’economia e di rischi ribassisti, i governi che hanno la possibilità di stimolare l’economia con misure fiscali dovrebbero farlo”.

Il riferimento è ovviamente alla Germania. Nel giorno in cui anche l’Ifo ha rilevato che la prima economia europea è entrata in recessione (La Germania è in recessione: a dirlo è l’IFO), Draghi ha sottolineato che le autorità tedesche “devono incrementare le spese governative”.

Riunione BCE 12 settembre: analisti ottimisti

«Non abbiamo ragione di dubitare -ha detto Vincenzo Longo di IG- sulla bontà delle misure odierne, pertanto crediamo che queste siano tali da liberare ulteriori acquisti sui mercati fino a fine mese». Continuiamo pertanto ad essere rialzisti sull’equity europeo e americano fino a fine mese.


BCE: rivolta senza precedenti contro Draghi?

Le decisioni prese ieri dalla BCE hanno fatto storcere il naso a diverse economie dell’Eurozona.

Alcuni governatori dell’istituto centrale rappresentanti dei cosiddetti “Paesi core” del blocco, si sono scagliati contro la nuova politica monetaria di Mario Draghi che, tra le altre cose, lascerà presto il Consiglio Direttivo nelle mani di Christine Lagarde.

Le ultime indiscrezioni di Bloomberg hanno parlato addirittura di una rivolta senza precedenti scoppiata nei corridoi della BCE: se il taglio dei tassi di interesse sui depositi è passato in secondo piano, l’avvio di un nuovo Quantitative Easing ha suscitato le ire di diversi Paesi.

La rivolta senza precedenti, ha continuato il quotidiano, è scoppiata durante un meeting particolarmente litigioso. Il governatore della Banca di Francia Francois Villeroy de Galhau è entrato ufficialmente a far parte della fazione più hawkish già comprendente l’olandese Klaas Knot e il tedesco Jens Weidmann.

Tutti e tre si sono scagliati contro la decisione di introdurre un nuovo Quantitative Easing (questa volta senza limiti temporali) a partire dal prossimo 1° novembre e a un ritmo di 20 miliardi di euro al mese.

Già qualche giorno fa altre indiscrezioni avevano lasciato trapelare la presenza di dissidi interni in BCE. Oggi alle voci iniziali si sono aggiunte quelle di Bloomberg che ha riportato le testimonianze di alcune persone a conoscenza dei fatti le quali, per la delicatezza della questione, hanno preferito rimanere anonime.

Mai visto un disaccordo così grande.

Francia, Paesi Bassi e Germania sono stati i più accesi critici del nuovo QE, ma non sono stati i soli: anche l’Austria e l’Estonia si sono scagliate contro le ultime decisioni della Banca Centrale Europea.

“C’è stata maggiore divergenza di opinioni sul PAA, ma alla fine il consensus è stato vasto e non c’è stato bisogno di votare,”

ha comunque tenuto a precisare il presidente uscente.

Eppure, hanno fatto notare diversi osservatori, un disaccordo così grande non si era mai visto durante la presidenza di Mario Draghi ed è proprio per questo che si è parlato di una vera e propria rivolta scoppiata, si noti, in occasione della sua penultima riunione come Presidente.

Pubblicato in: Banche Centrali, Devoluzione socialismo, Unione Europea

Lagarde. Commissione Econ da il primo ok alla nomina in Ecb.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-09-06.

Europa. Stati membri

«La commissione Econ del Parlamento Europeo ha approvato la candidatura di Christine Lagarde a presidente della Bce con 37 voti favorevoli, 11 contrari e 4 astenuti»

«Il trattato prevede comunque che la nomina spetti al Consiglio Europeo, per tutti e sei i membri del comitato esecutivo della Banca Centrale Europea, che comprende sia il presidente che il vicepresidente, più altri 4 membri.»

«Il Consiglio Europeo decide sulla base di una raccomandazione del Consiglio e consulta anche il Parlamento Europeo e il consiglio direttivo della Bce (composto dei sei membri del comitato esecutivo, più i governatori delle banche centrali dei 19 paesi della zona euro)»

«Il Consiglio Europeo decide quindi tramite una votazione a maggioranza qualificata»

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Il Consiglio Europeo così definisce le regole per votare a maggioranza qualificata:

«Maggioranza qualificata

Il metodo di voto standard del Consiglio

La maggioranza qualificata è il metodo di voto più diffuso all’interno del Consiglio.

Il Consiglio lo utilizza quando adotta decisioni nell’ambito della procedura legislativa ordinaria, nota anche come codecisione. L’80% circa di tutta la legislazione UE è adottato secondo tale procedura.

Quando il Consiglio vota una proposta della Commissione o dell’alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, si raggiunge la maggioranza qualificata soltanto se sono soddisfatte due condizioni:

– il 55% degli Stati membri vota a favore – in pratica ciò equivale a 16 paesi su 28

– gli Stati membri che appoggiano la proposta rappresentano almeno il 65% della popolazione totale dell’UE

Questa procedura è nota anche come regola della “doppia maggioranza”.

Minoranza di blocco

La minoranza di blocco deve includere almeno quattro membri del Consiglio, che rappresentino oltre il 35% della popolazione dell’UE.

Casi particolari

Se non tutti i membri del Consiglio partecipano al voto, ad esempio in caso di “opt-out” per taluni settori politici, una decisione è adottata se vota a favore il 55% dei membri del Consiglio partecipanti, che rappresentino almeno il 65% della popolazione degli Stati membri partecipanti.

Quando il Consiglio vota una proposta che non è stata presentata dalla Commissione o dall’alto rappresentante, la decisione è adottata se viene raggiunta la cosiddetta “maggioranza qualificata rafforzata”:

– vota a favore almeno il 72% dei membri del Consiglio

– i membri che votano a favore rappresentano almeno il 65% della popolazione dell’UE

Astensioni

Nel voto a maggioranza qualificata, un’astensione è considerata un voto contrario. L’astensione non equivale alla non partecipazione al voto. Ogni membro può astenersi in qualsiasi momento.»

Di conseguenza, Mrs Lagarde necessita di essere votato nel Consiglio Europeo da

– almeno 16 paesi su 28,

– i quali rappresentano almeno il 65% della popolazione totale dell’UE.

* * * * * * *

La nomina di Mrs Lagarde alla Ecb dovrebbe avvenire senza intoppi, anche se undici voti contrari in seno alla Commissione Econ non sono certo un buon inizio.

Di certo il programma di svolgere una politica monetaria altamente accomodante e per un lungo lasso di tempo è più un impegno politico che economico e finanziario, che taluni sembrerebbero non condividere.

Sono infatti molti anni che Ecb ha svolto una politica ultra accomodante, ma la situazione economica attuale dell’Eurozona sembrerebbe testimoniarne la dubbia efficacia.


Adnk. 2019-09-05. Bce, l’Europarlamento dice sì a Christine Lagarde

La commissione Econ del Parlamento Europeo ha approvato la candidatura di Christine Lagarde a presidente della Bce con 37 voti favorevoli, 11 contrari e 4 astenuti. Il trattato prevede comunque che la nomina spetti al Consiglio Europeo, per tutti e sei i membri del comitato esecutivo della Banca Centrale Europea, che comprende sia il presidente che il vicepresidente, più altri 4 membri.

Il Consiglio Europeo decide sulla base di una raccomandazione del Consiglio e consulta anche il Parlamento Europeo e il consiglio direttivo della Bce (composto dei sei membri del comitato esecutivo, più i governatori delle banche centrali dei 19 paesi della zona euro). Il Consiglio Europeo decide quindi tramite una votazione a maggioranza qualificata.

All’ordine del giorno per la neo-presidente una politica monetaria “altamente accomodante” per un “prolungato periodo di tempo”.

Pubblicato in: Banche Centrali, Devoluzione socialismo, Unione Europea

Ecb. ‘Rallentamento più duraturo del previsto’.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-08-25.

Minosse & Macron

«Per me si va ne la città dolente, 

per me si va ne l’etterno dolore, 

per me si va tra la perduta gente. ….

Lasciate ogne speranza, voi ch’intrate»

Dante. Inferno, III.


Verbali BCE ammettono: rallentamento più duraturo del previsto

Verbali BCE: le minute dell’ultima riunione di luglio sotto la lente

I verbali BCE riferiti alla riunione di luglio sono stati finalmente pubblicati.

Come spesso accade, anche questa volta le minute della Banca Centrale Europea sono state precedute da quelle della Federal Reserve, che ieri sera ha tentato di fare chiarezza sul suo recente meeting.

Tornando alla zona euro, il mercato ha atteso con ansia i verbali BCE di oggi. L’obiettivo? Capire se e quando le nuove misure di politica monetaria entreranno in vigore. Il 12 settembre sarà un altro giorno di fuoco per Mario Draghi e i suoi colleghi del Consiglio Direttivo.

Verbali BCE: cosa è emerso dal documento

Nelle minute pubblicate è emerso il contenuto delle discussioni che i membri del Consiglio Direttivo hanno avuto in occasione del meeting di luglio. Stando a quanto emerso dai verbali, la BCE è stata colta di sorpresa da quello che ha definito un “rallentamento economico più lungo del previsto”.

Nelle ultime settimane, si legge nel documento, le incertezze di breve termine sull’outlook politico sono aumentate mentre allo stesso tempo l’attività globale è rallentata nel 2° trimestre del 2019 (il riferimento è soprattutto al settore manifatturiero).

Come previsto, i verbali BCE si sono occupati anche di guerra commerciale: sull’outlook hanno continuato a pesare profonde incertezze e l’indebolimento degli investimenti globali.

A far riflettere, hanno continuato le minute di luglio, è stata anche l’inflazione, visto che le aspettative di lungo termine si sono abbassate.

Sul fronte QE, i verbali BCE hanno confermato che un pacchetto di stimoli risulterebbe comunque più efficace di una sequenza di singole azioni. Così come emerso già nella riunione di luglio, anche la revisione della forward guidance verrà presa in considerazione.

Per riassumere, il documento non ha fornito dettagli aggiuntivi rispetto a quelli già comunicati da Draghi. In linea di massima, i rischi al ribasso sono diventati più evidenti, cosa che potrebbe richiedere un nuovo taglio delle stime.

Le previsioni

La riunione di luglio ha assunto un’importanza strategica fondamentale e, proprio per questo, ha reso necessario il monitoraggio degli odierni verbali BCE.

Nell’ultimo meeting i tassi di interesse non sono stati toccati, esattamente come previsto dalla maggior parte del mercato, né sono state annunciate nuove misure di stimolo.

Allo stesso tempo però Mario Draghi ha dato mandato per valutare la fattibilità di un nuovo Quantitative Easing, necessario a rispondere al rallentamento economico in atto e al deterioramento delle condizioni che, fino a qualche mese fa, avevano lasciato sperare in un rialzo dei tassi.

“Il Consiglio direttivo ha incaricato i comitati pertinenti dell’Eurosistema di esaminare possibili opzioni, fra cui modalità atte a rafforzare le proprie indicazioni prospettiche in merito ai tassi di interesse di riferimento, misure di attenuazione, come l’elaborazione di un sistema a più livelli per la remunerazione delle riserve, e possibili opzioni riguardo a dimensioni e composizione di eventuali nuovi acquisti netti di attività.”

Per questo motivo i verbali BCE di oggi riferiti alla riunione di luglio sono stati attentamente monitorati dal mercato che ha tentato (invano) di scovare eventuali indizi sul prossimo meeting del 12 settembre.

Le previsioni della maggior parte degli osservatori sono state confermate: le minute odierne si sono limitate a ribadire quanto già sancito e non hanno offerto dettagli operazionali sulle possibili misure in dirittura d’arrivo.

Pubblicato in: Banche Centrali, Unione Europea

ECB. Se non è un ‘si salvi chi può’, ci assomiglia molto.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-08-10.

Pompei. Calchi. 001

«Pompei. Calco dei cadaveri degli ‘amanti’. Erano vivi un istante prima di morire»


La Banca Centrale Europea pubblica l’Economic Bullettin.

«The Economic Bulletin presents the economic and monetary information which forms the basis for the Governing Council’s policy decisions.

It is released eight times a year, two weeks after each monetary policy meeting.»

*

L’ultimo bollettino, pubblicato l’8 agosto, è un ponderoso documento che dovrebbe essere letto e studiato a fondo: sulla base di quanto riportato si attueranno le decisione prese dagli apici bancari europei

Con estremo realismo, il Governatore Draghi prende atto della depressione in corso in Europa, della frammentazione politica, e, anche se detto in modo estremamente delicato, della incapacità strutturale del sistema economico e finanziario, nonché della fatiscenza intellettuale di molti politici europei.

Se non è un ‘si salvi chi può’, ci assomiglia molto.

*

Data la lunghezza del documento, ne riportiamo solo il sommario.


Economic Bulletin Issue 5, 2019

Update on economic and monetary developments

Summary.

Incoming information since the last Governing Council meeting in early June indicates that, while further employment gains and increasing wages continue to underpin the resilience of the economy, softening global growth dynamics and weak international trade are still weighing on the euro area outlook. Moreover, the prolonged presence of uncertainties, related to geopolitical factors, the rising threat of protectionism and vulnerabilities in emerging markets, is dampening economic sentiment, notably in the manufacturing sector. In this environment, inflationary pressures remain muted and indicators of inflation expectations have declined. Therefore, a significant degree of monetary stimulus continues to be necessary to ensure that financial conditions remain very favourable and support the euro area expansion, the ongoing build-up of domestic price pressures and, thus, headline inflation developments over the medium term. Accordingly, the Governing Council adjusted its forward guidance on policy interest rates and underlined its determination to act if the medium-term inflation outlook continues to fall short of its aim.

Survey indicators suggest that global economic activity continued to weaken in the second quarter of 2019 and the drop in the global services output Purchasing Managers’ Index in June raises the risk of a more broad-based deterioration in the global growth outlook. Global import growth shifted back into positive territory in April after four months of continued contraction, but heightened trade tensions persist. Global inflation decreased in May, driven largely by a slowdown in energy prices.

Since the Governing Council’s meeting in June 2019, euro area long-term risk-free rates have declined amid market expectations of continuing accommodative monetary policy. Sovereign spreads have remained broadly stable, albeit with a large decrease in Italian spreads. Equity prices have increased, supported by the low risk-free rates, and spreads on corporate bonds have decreased. In foreign exchange markets, the euro has depreciated moderately in trade-weighted terms.

Following an increase of 0.2% in the fourth quarter of 2018, euro area real GDP increased by 0.4%, quarter on quarter, in the first quarter of 2019. Incoming economic data and survey information continue to point to somewhat slower growth in the second and third quarters. This mainly reflects the ongoing weakness in international trade in an environment of prolonged global uncertainties, which are particularly affecting the euro area manufacturing sector. At the same time, activity in the services and construction sectors is resilient and the labour market continues to improve. Looking ahead, the euro area expansion will continue to be supported by favourable financing conditions, further employment gains and rising wages, as well as the mildly expansionary euro area fiscal stance and the ongoing – albeit somewhat slower – growth in global activity.

Euro area annual HICP inflation increased to 1.3% in June 2019, from 1.2% in May, as lower energy price inflation was more than offset by higher HICP inflation excluding food and energy. On the basis of current futures prices for oil, headline inflation is likely to decline over the coming months, before rising again towards the end of the year. Looking through the recent volatility due to temporary factors, measures of underlying inflation remain generally muted. Indicators of inflation expectations have declined. While labour cost pressures have strengthened and broadened amid high levels of capacity utilisation and tightening labour markets, the pass-through of cost pressures to inflation is taking longer than previously anticipated. Over the medium term underlying inflation is expected to increase, supported by monetary policy measures, the ongoing economic expansion and stronger wage growth.

Monetary dynamics remained resilient despite the fading-out of the positive impact of monthly net purchases under the asset purchase programme (APP) and weaker euro area economic growth. Credit to the private sector remained the main source of money creation and the contribution of net external assets also remained strong. The growth rate of loans to non-financial corporations (NFCs) remained relatively robust, benefiting from bank lending rates at new historical lows and favourable bank lending conditions, despite some tightening of credit standards on NFC loans in the second quarter of 2019. In May 2019 the net issuance of debt securities by euro area NFCs moderated after four consecutive months of strong issuance activity. Market debt financing costs for NFCs continue to be very favourable.

Against this overall background, the Governing Council decided to keep the key ECB interest rates unchanged and expects them to remain at their present or lower levels at least through the first half of 2020, and in any case for as long as necessary to ensure the continued sustained convergence of inflation to its aim over the medium term.

The Governing Council confirmed that the Eurosystem will continue reinvesting, in full, the principal payments from maturing securities purchased under the APP for an extended period of time past the date when the key ECB interest rates are lifted, and in any case for as long as necessary to maintain favourable liquidity conditions and an ample degree of monetary accommodation.

The Governing Council also underlined the need for a highly accommodative stance of monetary policy for a prolonged period of time, as inflation rates, both realised and projected, have been persistently below levels that are in line with its aim. Accordingly, if the medium-term inflation outlook continues to fall short of its aim, the Governing Council is determined to act, in line with its commitment to symmetry in the inflation aim. It therefore stands ready to adjust all of its instruments, as appropriate, to ensure that inflation moves towards its aim in a sustained manner.

In this context, the Governing Council has tasked the relevant Eurosystem Committees with examining options, including ways to reinforce forward guidance on policy rates, mitigating measures such as the design of a tiered system for reserve remuneration, and options for the size and composition of potential new net asset purchases.

Pubblicato in: Banche Centrali, Unione Europea

Weidmann. Parigi val bene una Messa. La nomina alla Ecb.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-07-02.

Macron Merkel Parigi

Di fronte ad un fatto nuovo la mente umana può rispondere in modi anche molto diversi, se non opposti.

Intanto, sarebbe necessario saper identificare il fatto nuovo, che per definizione non è descrivibile nei termini precedentemente usati: in caso contrario non sarebbe nuovo. Spesso è persino necessario arricchire il vocabolario con nuovi termini che rappresentino nuovi fatti e nuovi concetti. Si pensi soltanto a quanti nuovi vocaboli e relativi nuovi significati si sono resi necessari per descrivere l’avvento delle ferrovie: da locomotiva a vagone, da binario a traversina, etc.

Di fronte alla constatazione di un fatto nuovo, il soggetto ideologizzato si domanda come inquadrarlo nell’ideologia professata e come essa imporrebbe di risolverlo: si auto condanna a non capire cosa stia accadendo ed a sbagliare le contromosse.

La persona con mentalità da empirista, invece, cerca di individuare soluzioni nuove per i problemi emergnti.

Herr Jens Weidmann appartiene a questa ultima categoria.

«There has apparently been movement in the debate over who should succeed Mario Draghi as president of the European Central Bank (ECB). Jens Weidmann, head of Germany’s central bank, the Bundesbank, has clarified that he now considers Outright Monetary Transactions (OMT) – an instrument that has proven controversial in Germany – to be consistent with European law and that he feels obligated to uphold the policy»

«European Court of Justice has examined OMT and determined it to be legal. Moreover, OMT is current policy»

«The ECB Governing Council adopted the emergency measure at the height of the euro crisis to prevent the monetary union’s collapse. The program allows the ECB to purchase sovereign bonds from individual countries in cases where interest rates on those bonds climb too high. Thus far, the program has not had to be activated, but according to many experts, the mere fact of its existence served to calm the markets»

«It was driven by the concern that monetary policy could get caught in the wake of fiscal policy»

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Staremo a vedere come evolveranno gli eventi, ma questa duttilità mentale potrebbe essere un punto a favore di Herr Weidmann.


Zeit on Line. 2019-06-19. Jens Weidmann Accepts Sovereign Bond Purchases

The head of Germany’s central bank has clarified his position on EU monetary policy. His chances of heading up the ECB have risen, though another German may lose out.

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There has apparently been movement in the debate over who should succeed Mario Draghi as president of the European Central Bank (ECB). Jens Weidmann, head of Germany’s central bank, the Bundesbank, has clarified that he now considers Outright Monetary Transactions (OMT) – an instrument that has proven controversial in Germany – to be consistent with European law and that he feels obligated to uphold the policy. “The European Court of Justice has examined OMT and determined it to be legal. Moreover, OMT is current policy,” Weidmann told ZEIT ONLINE.

The ECB Governing Council adopted the emergency measure at the height of the euro crisis to prevent the monetary union’s collapse. The program allows the ECB to purchase sovereign bonds from individual countries in cases where interest rates on those bonds climb too high. Thus far, the program has not had to be activated, but according to many experts, the mere fact of its existence served to calm the markets.

It had been unclear until now whether Weidmann accepted the instrument, which he was critical of at the time of its introduction. That criticism has led to resistance from Southern European member states to his possible nomination to take over the presidency of the ECB. This lack of clarity has now been resolved. “My position, though, was not legally based. It was driven by the concern that monetary policy could get caught in the wake of fiscal policy. Of course, a central bank must act decisively in the worst-case scenario, but given its independence, there should be no doubt that it is acting within the framework of its mandate,” Weidmann told ZEIT ONLINE.

Manfred Weber’s Chances Decline

The leaders of the EU member states are meeting on Thursday and Friday in Brussels to potentially make preliminary decisions about the new leadership of important EU institutions. In addition to the position of ECB president, leaders must agree on the new heads of the European Commission and the European Council.

Berlin is now preparing for the possibility that Manfred Weber may not be chosen to head up the European Commission because he lacks sufficient support in the European Parliament. His candidacy is also not without controversy in the German government. Sources say that there is resistance to Weber within the Social Democrats (SPD), Merkel’s junior coalition partner. The SPD would rather see Frans Timmermans, a Social Democrat from the Netherlands, be installed as Commission president. That could ultimately prevent Chancellor Angela Merkel from voting for Weber for the position. EU heads of state and government are responsible for formally nominating a candidate for Commission president, which is then sent to the European Parliament for ratification.

The result is that Berlin will likely shift is political energy to a different EU leadership post so that Germany does not go empty handed. That’s why the position of ECB presidency is now receiving more attention.