Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Clima. La pacifica dimostrazione di Londra conta già 1,065 arresti.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-04-23.

Dimostrazione in Piazza 001

«Climate group Extinction Rebellion has targeted sites in central London, such as Oxford Circus and Parliament Square, in a campaign of non-violent civil disobedience with the aim of stopping what it calls a global climate crisis.»

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«Police said 1,065 people had been arrested in connection with the protests, and they had charged 53 with offences including obstructing the highway»

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«Swedish teenage environmental activist Greta Thunberg addressed crowds at Marble Arch on Sunday, urging them to never give up their campaign to save the planet.»

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Gli attivisti del Climate group Extinction Rebellion godono di alcune invidiabili caratteristiche.

Poniamoci alcune domande.

– Mantenere circa ventimila giovani studenti per due settimane a Londra (1,400 euro x 20,00 = 28 milioni euro.

– Ventimila biglietti aerei andata – ritorno verso e da Londra sarà costato circa 14 milioni di euro.

Domandiamoci quindi: chi ha finanziato codesta operazione? In fondo, 28 + 14 = 42 milioni di euro.

*

Essendo retrogradi oscurantisti, si era rimasti ai tempi in cui i ragazzini, gli studenti,  andavano a scuola. Come la si mette allora con questi dimostranti? Perderanno l’anno scolastico?

E che dire di Miss Greta Thunberg: per quella la scuola non esiste?

E se alla fine, per beffa del destino, avesse ragione il Deutsche Welle, tempio mondiale dei liberal socialisti, quando afferma:

Germany’s climate activism is full of hypocrisy

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Reuters. 2019-04-22. Arrests at London climate-change protests top 1,000

The number of environmental campaigners arrested during eight days of direct action in London topped 1,000 on Monday, police said, adding that Waterloo Bridge, one of the sites blockaded by the protests, had re-opened to traffic.

Climate group Extinction Rebellion has targeted sites in central London, such as Oxford Circus and Parliament Square, in a campaign of non-violent civil disobedience with the aim of stopping what it calls a global climate crisis.

Police said 1,065 people had been arrested in connection with the protests, and they had charged 53 with offences including obstructing the highway.

Oxford Circus and Parliament Square were re-opened to traffic on Sunday, they said, while Waterloo Bridge was cleared overnight.

Police had appealed to activists to move to Marble Arch, where they are allowing protests to continue.

Swedish teenage environmental activist Greta Thunberg addressed crowds at Marble Arch on Sunday, urging them to never give up their campaign to save the planet.

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Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Germania. I tedeschi iniziano a fare qualche conto.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-03-04.

2019-03-04__Retrocarica__001

Deutsche Welle, tempio indiscusso dei liberal socialisti, ove nessuno, ma proprio nessuno potrebbe mai scrivere se non fosse un Hinterlader collaudato, è uscito oggi con due simpaticissimi video.


German renewables drive creates problems for industry

«Germany wants to phase out nuclear power by 2022 and coal-fired plants by 2038. But the ambitious plan to replace two main sources of energy with renewables raises supply issues»

Ma chi mai, chi mai avrebbe potuto immaginarselo?


Industry worries over German energy transition

«German heavy industry often relies on a lot of power, and it has to be steady. Will the country’s energy transition to sustainables cause major problems such as power shortages and even blackouts?»

Ma chi mai, chi mai avrebbe potuto immaginarselo!!

*

L’opinione corrente suggerirebbe che dopo le elezioni ci possa essere un rimescolamento delle carte.

Nota.

Chiediamo scusa ai Lettori se questa volta abbiamo usato un doppio senso in auge tra gli scaricatori del porto di Amburgo.

Ma dopo anni che il Deutsche Welle era venuto a raccontar bubbole, adesso lo si vede atterrito delle conseguenze delle proprie azioni.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Senza categoria, Unione Europea

Dopo lo Spiegel anche Deutsche Welle sparge fake news.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-12-27.

2018-12-24__Ungheria__001

Le recenti vicende dello Spiegel sono, o dovrebbero essere, note. I liberal socialisti sono impastati nella menzogna: proprio non sopportano la verità.

Spiegel. Centrale operativa liberal di fake news nel mondo. Lo dicono loro. – Spiegel.

«Claas Relotius committed his deception intentionally, methodically and with criminal intent. For example, he included individuals in his stories who he had never met or spoken to, telling their stories or quoting them. Instead, he would reveal, he based the depictions on other media or video recordings»

«Per sua stessa ammissione, lo Spiegel, una testata tedesca a grande tiratura ampiamente citata a livello mondiale, è stata la centrale di elaborazione e spaccio di notizie false, inventate di sana pianta, volte a supportare la propria visione ideologica, ossia quella liberal socialista. Un tale cumulo di falsità da fare dubitare persino che il suo nome sia quello vero.»

*


I liberal socialisti sono i figli minori del dr. Göbbels: un vero maestro nell’arte della disinformazione.

Maieutico il trattato:

Daniel Katz, Public opinion and propaganda; A book of readings, The society for the psychological study of social issues. Dryden Press, 1954. I liberal socialisti seguono il manuale del dr. Göbbels alla lettera.

Ne riportiamo un semplice abstract.

«Principio della semplificazione e del nemico unico.

È necessario adottare una sola idea, un unico simbolo. E, soprattutto, identificare l’avversario in un nemico, nell’unico responsabile di tutti i mali.

Principio del metodo del contagio.

Riunire diversi avversari in una sola categoria o in un solo individuo.

Principio della trasposizione.

Caricare sull’avversario i propri errori e difetti, rispondendo all’attacco con l’attacco. Se non puoi negare le cattive notizie, inventane di nuove per distrarre.

Principio dell’esagerazione e del travisamento.

Trasformare qualunque aneddoto, per piccolo che sia, in minaccia grave.

Principio della volgarizzazione.

Tutta la propaganda deve essere popolare, adattando il suo livello al meno intelligente degli individui ai quali va diretta. Quanto più è grande la massa da convincere, più piccolo deve essere lo sforzo mentale da realizzare. La capacità ricettiva delle masse è limitata e la loro comprensione media scarsa, così come la loro memoria.

Principio di orchestrazione.

La propaganda deve limitarsi a un piccolo numero di idee e ripeterle instancabilmente, presentarle sempre sotto diverse prospettive, ma convergendo sempre sullo stesso concetto. Senza dubbi o incertezze. Da qui proviene anche la frase: «Una menzogna ripetuta all’infinito diventa la verità».

Principio del continuo rinnovamento.

Occorre emettere costantemente informazioni e argomenti nuovi (anche non strettamente pertinenti) a un tale ritmo che, quando l’avversario risponda, il pubblico sia già interessato ad altre cose. Le risposte dell’avversario non devono mai avere la possibilità di fermare il livello crescente delle accuse.

Principio della verosimiglianza.

Costruire argomenti fittizi a partire da fonti diverse, attraverso i cosiddetti palloni sonda, o attraverso informazioni frammentarie.

Principio del silenziamento.

Passare sotto silenzio le domande sulle quali non ci sono argomenti e dissimulare le notizie che favoriscono l’avversario.

Principio della trasfusione.

Come regola generale, la propaganda opera sempre a partire da un substrato precedente, si tratti di una mitologia nazionale o un complesso di odi e pregiudizi tradizionali. Si tratta di diffondere argomenti che possano mettere le radici in atteggiamenti primitivi.

Principio dell’unanimità.

Portare la gente a credere che le opinioni espresse siano condivise da tutti, creando una falsa impressione di unanimità.»

* * * * * * *

Da diverso tempo il Deutsche Welle, organo del Governo tedesco ma co redattori tutti liberal socialisti di specchiata fama e fedeltà al partito ed alla ideologia, sta conducendo una campagna stampa contro l’Ungheria, in omaggio al principio che

«Una menzogna ripetuta all’infinito diventa la verità».

Riportiamo a seguito alcuni titoli ed i relativi incipit.

Hungary’s law on working hours, overtime causes uproar

«Hungary has seen a raft of protests against a new labor law, dubbed the “slave law,” introduced by Viktor Orban’s administration. It will allow employers to ask staff to work up to 400 extra hours of overtime in a year. The law comes after a high level of emigration that has led to a significant labor shortage in Hungary.»

Hungary: Protests increase beyond new labor laws

«Protesters thronged to Hungary’s public broadcaster after opposition lawmakers were prevented from reading demands out on state television. A growing general discontent with nationalist Prime Minister Viktor Orban’s policies is beginning to show.»

Thousands join anti-government march in Budapest

«A range of groups marched in the Hungarian capital Budapest to protest against a new labor law, the fourth such rally in a week. It was one of the biggest displays of public anger at right-wing prime minister Viktor Orban in years.»

Inside Europe: ‘Slave’ labor law in Hungary

«Hungary’s parliament during the week approved changes to the country’s labor laws — changes which trade unions and opponents have criticized as a “slave law” benefiting employers. Keith Walker speaks with DW’s Hungary correspondent Stefan Bos and starts by asking him to explain what’s in the new legislation.»

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Ricapitoliamo.

Il Governo di Mr Orban ha varato una legge che consente ai datori di lavoro di richiedere fino a 400 ore annuali di straordinario. Ma la richiesta non costituisce obbligo.

«It will allow employers to ask staff to work up to 400 extra hours of overtime in a year»

Chiedere non è sinonimo di imporre.

Il Deutsche Welle ha battezzato questa legge “slave law”. Diciamo che si è slargato alla grande.

«Thousands join anti-government march in Budapest»

In un paese di 9.8 milioni di abitanti, 1,300 dimostranti sono davvero pochini, Poi, tutti volti noti. Sono circa due anni che sono sempre le stese facce: nelle feste delle ngo di Mr Soros ai cortei radi, fotografati dal Deutsche Welle nella sola prima riga, perché dietro non c’è nessuno. Non ci sono solo i fotografi del Deutsche Welle. Ci sono anche i fotoamatori che collezionano volti di dimostranti.

«It was one of the biggest displays of public anger at right-wing prime minister Viktor Orban in years»

Fidesz, il partito di Mr Orban, nelle ultime elezioni politiche ha conquistato 117 / 199 seggi in parlamento. Se questo risultato fosse stato ottenuto da Frau Merkel, questa si sarebbe esibita nella danza del ventre, Se fosse stato ottenuto nelle propensioni al voto da Mr Macron questi si sarebbe proclamato re di Francia ed imperatore dell’universo.

Capiamo quanto l’invidia stia rosicchiando il fegato dei redattori del Deutsche Welle, così come capiamo benissimo il loro terrore che un giorno o l’altro la pacchia finisca e si ritrovino alla sbarra a render conto del loro operato. A Norimberga i gerarchi mica che sorridevano. Dopo non sorridevano per nulla.

Ma tanto per far loro venire una colica colecistica da manuale, facciamo presente come nelle propensioni al voto il Fidesz ottenga ad oggi il 54% dei consensi.

Le menzogne devono essere costruite credibili, ma questo è chiedere troppo ai liberal socialisti: non ci arrivano a capirlo. Diciamolo pure. per nostra fortuna.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Russia, Unione Europea

Russia. Ritirerebbe la licenza a France 24 ed a Deutsche Welle.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-07-07.

Kremlino 001

Nel 1980 era stato introdotto all’interno del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM III) il Disturbo della Personalità Multipla (attualmente denominato Disturbo Dissociativo dell’Identità, dalla IV edizione del DSM – 1994).

Tale disturbo è caratterizzato dalla presenza di due o più identità distinte. Questo comporta una forte compromissione della continuità del senso di sé, accompagnata da alterazioni negli affetti, nei comportamenti, nella coscienza, nella memoria, nella percezione, nella cognizione e nelle funzioni senso-motorie. Queste alterazioni possono essere auto-riferite o riportate da terzi.

Anche se non patognomonica, si constata spesso la simultanea presenza di Ddi con la schizofrenia di tipo paranoide, caratterizzata da delirio di persecuzione: il soggetto ritiene di vivere in un mondo da lui ritenuto essere ostile. Ritiene di essere vittima delle azioni malevole delle altre persone, e rimugina sui contenuti dei suoi deliri, che rappresentano di fatto l’unica giustificazione alle proprie sofferenze. Alcol e droghe solitamente inducono sia dissociazione della personalità sia schizofrenia.

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Molte grandi nazioni europee sembrerebbero soffrire di dissociazione della personalità unita a schizofrenia paranoide.

La Germania politica reclama a gran voce sanzioni sempre più severe nei confronti della Russia, accusandola sì di cose anche vere, ma molte di pura fantasia, come per esempio l’accusa di aver manipolato i risultati elettorali al punto di aver cambiato il decorso della storia. Che la Russia sia militarmente potente è un dato di fatto, ma che sia onnipotente è cosa tutta da dimostrare.

Nel contempo, i tedeschi sono ciccioli e lingua in bocca con i russi per la costruzione del gasdotto Nord Stream 2, delocalizzano in Russia interi stabilimenti per la costruzione di motori di automobili, e commerciano allegramente con la Russia alla faccia del sanzioni che agli altri impongono di osservare.

Germania. L’ex-cancelliere Spd Schröder nel board della russa Rosneft.

Già: ma la Rosneft è sotto sanzioni.

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«Russia said it might strip the licenses of France 24TV channel and Germany broadcaster Deutsche Welle»

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«The threat came a day after the French media regulator (CSA) warned RT’s French office, accusing it of misrepresenting facts»

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«During an analysis of the licensing agreements in (watchdog) Roskomnadzor’s possession, it has been established that the editorial activity of (France 24) is under the control of a foreign legal entity»

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«The official pointed out that this would violate a Russian media law introduced in 2015 which restricts foreign ownership of media companies in Russia to 20 percent or less»

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A nostro parere, sia France 24 sia Deutsche Welle svolgono un ruolo quasi indispensabile nel panorama giornalistico internazionale.

La loro lettura conferisce la certezza quasi assoluta che è vero il contrario di quanto essi asseriscono: come si vede, svolgono un ruolo della massima importanza.


→ Paris Guardian. 2018-07-02. Russia threatens to strip French, German media off licences

– The move comes at a time when relations between the West and Moscow have hit a new low

– Russia said it might strip the licenses of France 24TV channel and Germany broadcaster Deutsche Welle

– The threat came a day after the French media regulator (CSA) warned RT’s French office, accusing it of misrepresenting facts

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MOSCOW, Russia – As the conflict between Russia and the West intensifies, now, Russia has warned that it might strip the France 24 TV channel and German broadcaster Deutsche Welle of their Russian operating licenses.

Ties between the West and Moscow have deteriorated dramatically over the last few months and Russia’s recent warning to European broadcasters came a day after French authorities accused Russian broadcaster RT of airing distortions about the conflict in Syria.

In a statement issued in Russian news agencies, the country’s communications watchdog said that it may act against the French media outlet.

This is not the first time Russia has threatened foreign outlets with expulsion using laws regulating media ownership.

Russia has previously responded to measures taken by foreign governments against RT by tit-for-tat measures against outlets from foreign countries.

The French media regulator (CSA) issued a warning to RT’s French office last week, accusing it of misrepresenting facts in a news bulletin about events in Syria.

In the particular report, RT’s program had questioned whether chemical attacks in the eastern region of Ghouta had really occurred.

The report further accused a local group of fabricating the attack and its effects on the local population.

Meanwhile, in response, Russian news agency RIA quoted a Russian broadcasting industry source as saying, “During an analysis of the licensing agreements in (watchdog) Roskomnadzor’s possession, it has been established that the editorial activity of (France 24) is under the control of a foreign legal entity.”

The official pointed out that this would violate a Russian media law introduced in 2015 which restricts foreign ownership of media companies in Russia to 20 percent or less.

In a report, Interfax news agency further noted that Roskomnadzor could now ask a court to strip Media Communications, a Russian entity, of its license to broadcast France 24 in Russia.

Further intensifying the threat, RT chief Margarita Simonyan was quoted as saying in RIA, “Unlike others, Russia can afford such a luxury as reciprocal measures.”

Subsequently, a committee of the upper house of the Russian parliament said that it would ask “the regulatory authorities” to examine how Germany’s Deutsche Welle is complying with Russian legislation.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Psichiatria, Unione Europea

‘Merkel could be elected global chancellor’. Merkel cancelliera del mondo. – Deutsche Welle

Giuseppe Sandro Mela.

2017-09-22.

Merkel 998

La tecnica era stata teorizzata dal grande Suslov nei suoi memorabili corsi teorici ed applicativi della disinformacija, la disinformazione.

Quando si vuol dire qualcosa di falso dandogli la patente di verità e l’autorità che ne consegue, si citi, oppure si intervisti, un illustre sconosciuto e gli si faccia dire ciò che noi vorremmo fosse detto.

Indi si tratti con deferenza il citato o l’intervistato, e con deferenza ancor maggiore ciò che avrebbe detto.

Se ci faceste caso, questa è la tecnica con la quale sono usualmente scritti tutti gli articoli di giornali e riviste: tutte le bughe abboccano all’unisono.

Esempio.

“Sarah Pimpirucchi, la notissima scienziata, ha dimostrato che quattro più quattro fa nove, non otto. Il mondo è in estasi per tale scoperta che rivoluzionerà il modo di concepire i numeri ed i calcoli. Solo qualche sparuto retrogrado si ostina ancora nella credenza che faccia otto”

Il comune mortale, novello don Abbondio, si domanda “Carneade: chi mai era costui?“: se non lo conosco vuol dire che è importante.

* * *

L’India ha dato i natali a molti uomini illustri: Venkatraman Ramakrishnan, Premio Nobel per la Chimica nel 2009, Amartya Sen, Premio Nobel per l’Economia nel 1998, il matematico Kannan Soundararajan, che insegna a Stanford, il grande Chandrashekhar Khare, che con Jean-Pierre Wintenberger ha dimostrato la congettura di Serre, conseguendo il Premio Fermat nel 2007 ed il Premio Cole nel 2011, solo per fare nomi noti a tutti.

Quale rappresentante dell’India ed esperto di politica mondiale il Deutsche Welle è andato a scovare Mr. Kiran Nagarkar, uno scrittore indiano così noto che è trovabile in Wikipedia solo nella versione inglese e tedesca.

Bene: costui rappresenterebbe l’India ed il mondo.

E moh, che gli fanno dire gli amici del Deutsche Welle?

«The whole world needs Angela Merkel»

*

«Angela Merkel could be elected global chancellor.»

*

«The integrity and greatest strength of the EU is that it is a counterbalance to the US, a counterbalance not as the Soviet Union was but as a bastion of sanity, of humanity, of economic self-dependence, giving the poor and deprived a helping hand and dignity and all those ideals which the enlightened in the world treasure and want to live by»

*

«So for the time-being, I will eat my words and wish that not only Germany but the whole world would elect Merkel as its chancellor»

* * * * * * *

Queste semplici e scarne parole rendono merito a Frau Merkel quanto quelle pronunciate giorni or sono dall’Handelsblatt.

In un afflato di umile modestia, Handelsblatt ci notifica che Frau Angela Merkel deciderà i destini della Germania, dell’Europa e del mondo. È solo per la naturale, sobria,  ritrosia tedesca che Handelsblatt non dice anche dell’Universo.

«Should Germany Step Up to Lead the West?»

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«Germans face momentous decisions about the future of their country, of Europe, and perhaps the world.»

*

«a shell-shocked New York Times declared that Angela Merkel was now “the liberal West’s last defender»

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«Germany …. as “the leader of the Free World.”»

*

«Foreign Policy even foresaw the dawn of “Pax Germanica.”»

*

«the foundations of the Western order»

*

«The world looks at Germany, with its powerful economy, deep pockets and stable politics, and sees a rock in the global storm»

*

«Never, therefore, have expectations of Germany been higher»

*

«some foreigners feared the birth of a “Fourth Reich”»

* * * * * * *

Era dai tempi di Benito Napoloni che non si udivano parole del genere. Gli elogi funebri a Ramsete II erano solo pallidi tributi.

Sorge spontanea un domanda:

«Ma Frau Merkel, chi mai si crederebbe di essere?»


Deutsche Welle. 2017-09-20. Kiran Nagarkar: The whole world needs Angela Merkel

Since the German elections are around the corner, it might be salutary to understand what Germany has meant to generations of Indians. German equals quality. This despite the Volkswagon emissions scandal followed by the news that other German carmakers too were indulging in this prevarication.

Some months ago the Indian prime minister was on a transcontinental hugging binge and one of the recipients, Chancellor Angela Merkel, was certainly news on our TV channels. But ask my countrymen about the forthcoming German elections and 99.99 percent of Indians are likely to look bemused.

Merkel is a living paradox. Throughout her chancellorship, she has stood for stability and sanity. Her finest hour was when she decided that Germany should take in a million refugees. (Unfortunately it also managed to revive the fortunes of the far-right AfD and pose a threat to the coalition in power.) But many of us who respect her political acumen, her capacity to grapple with extremely complex problems and her thoughtful responses were disappointed, to say the least, by her harsh inflexibility in the Greek economic crisis.

Fiscal discipline is undoubtedly an absolute must, however the ones who suffer the most in Greece as well as in Italy, Spain and Portugal are not the endemically corrupt who caused the economic crisis but the very poor and the middle class. Let’s not forget US President Roosevelt proved pouring good money into a rock-bottom economy can revive it with constant nursing and monitoring.

Again, while her government’s decision to call an end to nuclear power was remarkable and environment-friendly, Germany going full steam ahead with coal and exporting it too, is disastrous in fossil-fuel terms.

If elected Angela Merkel must help deal with some very difficult problems. Poland, Hungary and a few other Eastern European countries have forgotten how many millions the EU poured into their empty coffers when they joined. Now, they are doing away with judicial independence and embracing the most regressive nationalistic agendas. The future of German-Turkish relations is a big headache. Merkel along with French President Macron and others, however, must address a fact that is frankly rarely, if ever articulated.

The integrity and greatest strength of the EU is that it is a counterbalance to the US, a counterbalance not as the Soviet Union was but as a bastion of sanity, of humanity, of economic self-dependence, giving the poor and deprived a helping hand and dignity and all those ideals which the enlightened in the world treasure and want to live by.

At the moment the election results in Germany seem to be a forgone conclusion. Most likely, Merkel and her Christian Democrats will continue to lead the country. As a rule I would go along with what political wisdom has always maintained:

1. A democracy needs a strong and articulate opposition to keep the ruling party on its toes and force it to translate its lofty promises into actual action.

And 2. However good or popular the elected head of the state is, she/he must bow out after the second term because a democracy needs fresh ideas and vibrant political culture and choices. Just think, if elected Ms Merkel will be in office for a fourth term. This should make all of us stop and think.

But just look at the current world scenario: a lunatic megalomaniac with all his 900 feet in his mouth rules the one and only super-power, US; a Brexit Britain which can’t even tell where its own self-interest lies; a whole chunk of the eastern EU which is happy to abandon its democratic values; and my own country, India which is besotted with an exclusive Hindutva nationalism. Surely, you’ve got my drift.

So for the time-being, I will eat my words and wish that not only Germany but the whole world would elect Merkel as its chancellor.

Kiran Nagarkar is one of the most significant writers in post-colonial India. In 2012, he was awarded the Federal Cross of Merit, Germany’s highest individual honor.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Attenzione! I socialisti stanno avendo qualche sprazzo intellettivo.

Giuseppe Sandro Mela.

2017-09-18.

Berlino Porta Brandemburgo

Avere un avversario imbecille è una manna del Cielo, elargita con parsimonia.

E la Divina Provvidenza ha esaudito le preghiere del popolo plorante, ed ha fatto tornare da Bruxelles Herr Martin Schulz. Questi, appena arrivato, ha defenestrato da leader dell’Spd Herr Gabriel, pugnalandolo accuratamente alla schiena. Si è messo quindi tronfio come un tacchino nelle fregole a capo dell’Spd, che nei sondaggi viaggiava sopra il 35%, riuscendo in pochi mesi a ridurla al 20%: è solo bastato che parlasse in pubblico. Frau Merkel è andata in pellegrinaggio a piedi scalza al santuario di San Giuda Taddeo, il santo dei miracoli impossibili.

Notiamo adesso come, di fronte a questo disastro inimmaginabile, si inizino a notare barlumi intellettivi nella compagine socialdemocratica: elemento di estremo pericolo, perché potrebbe anche rallentare il suo declino fino alla scomparsa.

Se è vero che si deve confidare nella bronzea cervice di Herr Schulz, è anche vero che dei socialisti pensanti potrebbero costituire un serio ostacolo alla loro dipartita. Vediamo cosa dicono.

«The EU has closed its borders, allowing Libyan militias and African dictators to violate human rights»

*

«With policies like that, Europe is moving away from its own values»

*

«Fearing the loss of far-right voters, established parties have long begun telling the electorate what right-wing populists wish to hear»

*

«In the televised debate between Chancellor Angela Merkel and her Social Democratic (SPD) challenger Martin Schulz, the main issues discussed were not social justice, education and precarious employment situations but once again, refugee policy»

*

«In the meantime, only a few refugees from Libya arrive in Italy these days.»

*

«The EU and its member states have decided to ignore human rights»

*

«The right-wing populists have already won the upcoming elections in Europe, no matter what the outcome is»

*

«The main thing is that the borders are closed and no new refugees come in. You can you create these polices, but then you are no longer entitled to speak of human rights and European values»

* * * * * * * *

Non siamo insensibili all’urlo di dolore che emette l’articolista del Deutsche Welle: lo avremmo voluto sentire ben più gridato. Una volta era il giornale su cui leggere ciò che avrebbe scritto la Pravda, se ancora fosse in vita.

Il 2017 è stato anno di grandi sommovimenti. Usciti in America dal governo i liberal democratici, passati al 62% all’8% i socialisti francesi, quasi scomparsi i socialisti dagli altri stati europei, è adesso il turno della Germania. Spd proiettata al 20%.

Alleanza Progressista, l’erede della Internazionale Socialista, conta oramai ben poco, e non può certo più soccorrere i sodali in difficoltà. È stato distrutto l’organo di coordinamento mondiale dei socialisti: quello che fino ad una decina di anni fa faceva nel mondo il bello ed il cattivo tempo.

Non è ancora una completa devoluzione del socialismo ideologico: hanno perso i centri di potere politico, ma continuano a mantenere quelli del parastato e della burocrazia statale. Sicuramente Frau Merkel è intrinsecamente liberal, ma l’equilibrio è stato rotto.

Per buona sorte, i socialisti concepiscono la politica esclusivamente nei termini di occupazione dei posti di potere. Visione che sicuramente ha molti aspetti ragionevoli, ma che è incompleta.

Ben più importanti sono gli equilibri: variati questi, tutto ne consegue. Nel tempo, ovviamente: nulla è istantaneo.

Spiace vedere che alla fine anche i socialisti stiano rendendosi conto di quanto sia successo, e quanto la “destra” sia riuscita a condizionarli.

Abbiamo già delineato cosa debba intendersi per populismo, e come liberal democratici e socialisti usino tale termine in senso dispregiativo. Lo disprezzino e lo dileggino pure: tanto ora c’è e prima non c’era.

Siamo chiari: se liberal democratici e socialisti non lo aborrissero, ci sarebbe qualcosa che non va.

Con il 24 settembre staremo a vedere cosa poi esca dalla urne, anche tenendo conto che la massa degli indecisi è grande. Dovremo anche vedere quali alleanze stringerà Frau Merkel.

Ma il suo non sarà verosimilmente un cancellierato forte.

Trump se ne fa un baffo a torciglione di Frau Merkel. L’ultimo schiaffo.

Benediciamo il Cielo che ci ha donato Herr Martin Schulz.

Merkel leader “Fourth Reich” fonda la ‘Pax Germanica’. – Handelsblatt.

Deutsche Welle. 2017-09-16. Right-wing populists have already won the election

The EU has closed its borders, allowing Libyan militias and African dictators to violate human rights. With policies like that, Europe is moving away from its own values, writes Krsto Lazarevic.

*

Elections will soon be held in Germany and Austria. They’re coming up in Italy, too. Whatever the outcome, right-wing populists in Berlin, Vienna and Rome are somehow already in power. They do not even have to rule. Fearing the loss of far-right voters, established parties have long begun telling the electorate what right-wing populists wish to hear. The extent to which the debate in Germany has moved to the right is illustrated by a question posed in the Wahl-O-Mat, a voting advice app designed by Germany’s Federal Agency for Civic Education (bpb) to help voters decide whom to vote for.

One of the statements in the questionnaire is: “The genocide of the European Jews should continue to be an integral part of German remembrance culture.” You can agree, disagree or remain undecided. It has only been a few months since the populist Alternative for Germany’s (AfD) far-right member Björn Höcke said that Germany needed to perform a “180-degree turnaround” when remembering its past, and Auschwitz is already being discussed without coming to a moral conclusion. This is a great victory for the far-right wing of a party that does not even yet hold a seat in the Bundestag, Germany’s lower house of parliament

The AfD’s ideals have crept into the minds of Germany’s talk show hosts. In the televised debate between Chancellor Angela Merkel and her Social Democratic (SPD) challenger Martin Schulz, the main issues discussed were not social justice, education and precarious employment situations but once again, refugee policy. We should get on our knees and thank Merkel for refusing to take part in a second debate and sparing us another pathetic show.

Libyan militias as EU border guards

Things are not better in Italy. A few months ago, Italian authorities began preventing the work of NGOs that save people’s lives in the Mediterranean. Prosecutors in provincial Sicilian towns accused NGOs of cooperating with human smugglers. Right-wing and conservative forces in Italy, Germany and Austria gratefully acknowledged the accusations. There is still a lack of evidence to back them, but that doesn’t matter. Something always manages to stick.

In the meantime, only a few refugees from Libya arrive in Italy these days. This is owed to the Italian minister of the Interior, Marco Minniti, who has made work for sea rescue workers more difficult. He has come to accept dubious militias and now pursues an intensive cooperation with the Libyan coastguard. If you want to know what cooperation with the Libyan coastguard is like, ask the Sea Watch rescue team. On the night of October 20, activists were about to rescue people in distress from international waters but a Libyan coast guard boat prevented the operation. More than 20 people drowned unnecessarily on that day.

Human rights? What human rights?

Section 2 of article 13 of the Universal Declaration of Human Rights states: “Everyone has the right to leave any country, including his own, and to return to his country.” The EU’s cooperation with the Libyan coastguard aims at the exact opposite. People are being prevented from leaving a civil war zone in which those in refugee camps are systematically executed, tortured and raped. The German embassy in Niger’s capital Niamey reported to the German Chancellery on “concentration camp-like conditions in so-called private prisons.” EU member states are free to regulate their own asylum laws, but preventing people from leaving a war-torn country does not fit with decency or fundamental human rights.

The same can be said about the deportations from Germany to Afghanistan. “Look, we are deporting people to civil war countries. You don’t have to vote for the right-wing populists.” In Afghanistan, fighting is increasing as is the number of victims. There are no safe provinces. German Minister of the Interior Thomas de Maiziere knows this too, which is why he only has the courage to travel across the country under heavy protection.

At least some members of the SPD are ashamed of the deportations. On Tuesday evening, the SPD chancellor candidate Martin Schulz told the public broadcaster ZDF, “My assessment is quite clear: no one can be deported to Afghanistan at the moment.” Unfortunately, three hours earlier, a deportation flight from Dusseldorf to Afghanistan took off, something which was obviously not possible without the approval of the SPD-led foreign ministry. An SPD chancellor candidate who suggests that his party – after four years of ruling as the junior coalition partners in the government – has nothing to do with the deportations to Afghanistan is not very credible.

The main concern is closed borders

Human rights or isolation? They do not go together. The EU and its member states have decided to ignore human rights. In order to justify this, human rights violations are now being transferred to the Libyan coast guard and militias. In the future, African dictators will also be able to help outsource Europe’s border operations to neighboring continents. The International Criminal Tribunal has an issued an arrest warrant for Sudanese strongman Omar al-Bashir for genocide yet the German Corporation for International Cooperation (GIZ) has no qualms about training police officers in that country. Refugees dying of thirst in the Sahara or being killed in Libya are of less interest to the European public than those drowning in the Mediterranean.

The right-wing populists have already won the upcoming elections in Europe, no matter what the outcome is. The EU has done away with human rights and Western standards of civilization by cooperating with the Libyan coastguard, African dictators and deporting people back to war zones. Anyone who tries to save human lives in the Mediterranean will be criminalized, shot at and called a smuggler. Only very few EU citizens are bothered by this. The main thing is that the borders are closed and no new refugees come in. You can you create these polices, but then you are no longer entitled to speak of human rights and European values.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Persona Umana

L’export tedesco sta crollando. Ma a cosa stanno pensando i tedeschi?

Giuseppe Sandro Mela.

2017-08-29.

Prostitute

«The number of people at risk of poverty in former East Germany (including Berlin) is at 18.4 percent compared to 15 percent of the population in former West Germany, according to the country’s statistical agency.»

Così titola il cartiglio di spalla dell’Handelsblatt di oggi, 29 agosto.

Non a caso pochi giorni or sono il Financial Times era uscito su questo grave argomento.

Germania. Non è povera. È misera. – Financial Times

In termini percentuali, la Germania ha una quota di miseri superiore a quella della Russia, della Cina e del Vietnam.

Leggersi i dati forniti dall’Istituto di Statistica Destatis è sconfortante.

*

Ma vi credete forse che i tedeschi, capitanati dai socialdemocratici spalleggiati dai supporter di Frau Merkel stiano parlando di questo argomento, oppure della svalutazione del dollaro che sta annientando l’export tedesco?

Trump. Export tedesco e banche nei triboli. – Handelsblatt

Suvvia, non siate ingenui: non celitate!

*

Merkel 998

Eccovi i titoli odierni di Deutsche Welle, il giornale del Governo tedesco, edito in trentaquattro lingue.

German brothels get new ‘ethical sex seal’ for prostitution

«A German sex industry association is hoping to improve the lives of prostitutes by launching a “seal of approval” for brothels. But brothels must be members of the association to get the badge.»

Berlin school installs anti-prostitute fence

«A construction boom is pushing sex workers into the sidestreets and onto the doorsteps of schools. One school is fed up with its premises being invaded by unscrupulous characters.»

Germany: Male refugees turning to prostitution in Berlin

Disappointed refugees driven to prostitution

«German NGOs have claimed that a growing number of migrants are having sex with older men for money. InfoMigrants spoke with these NGOs to learn more about this tragic phenomenon.»

Software problems block same-sex marriage registration in Germany

«The rapid approval of gay marriage in Germany has left its computer systems lagging behind. The work-around means bureaucrats have to enter false information regarding the gender of one of the spouses.»

German cabinet seeks tougher prostitution rules

«The government in Berlin has approved a bill introducing tougher controls for legal prostitution, sex workers and brothel owners in Germany. The draft includes health counseling for the workers and mandatory condom use.»

Germany plans new law to protect prostitutes

«The ruling coalition in Berlin has agreed on a new law to protect workers in Germany’s sex industry. The planned regulation will include mandatory condoms and counseling for women engaged in prostitution.»

Germany plans changes to Prostitution Act

«Prostitution is legal in Germany, but sex workers are still stigmatized or viewed as victims even if they are prostitutes by choice. A draft law is set to give them more legal protections, but even it has detractors.»

* * * * * * *

Tutti questi titoli, alcuni dei quali di archivio, compaiono sul Deutsche Welle di oggi, 29 agosto.

La nostra segretaria, una splendida, efficiente e normalissima ragazza, si è rifiutata di raccoglierli tutti, e nessuno saprebbe darle torto. La lista è quindi incompleta.

*

Sembrerebbe che i tedeschi stiano vivendo un delirio sessuale, ossessivo coatto, insoddisfatto persino delle più scellerate perversioni.

E questo delirio sembrerebbe talmente coatto da far loro passare in secondo piano la loro drammatica situazione economica.

I tedeschi investono capitali in bagasce e succedanei, per non parlare poi dei toys.

Ma: è un delirio caratteristico dell’élite liberal oppure anche dei miseri, quelli obbligati a vivere con meno di 1,000 euro al mese? Donde cavano mai le risorse per frequentare ragazze compiacenti o baldi gitoni?

«The number of people at risk of poverty in former East Germany (including Berlin) is at 18.4 percent compared to 15 percent of the population in former West Germany, according to the country’s statistical agency.»

 

Pubblicato in: Criminalità Organizzata, Unione Europea

Berlino. Sette giovani migranti danno fuoco ad un barbone.

Giuseppe Sandro Mela.

2016-12-28.

 giornalisti-leccaculo

A Berlino, durante la Festa del Santo Natale, sei giovani siriani ed un libanese hanno dato fuoco ad un barbone che dormiva su di una panchina nella stazione della metropolitana di Schoenleinstrasse, nel distretto Neukoelln. L’uomo è stato salvato dall’intervento dei presenti e di un dipendente della metropolitana.

*

Il fatto in sé stesso rientra in quelle brutture alle quali i tempi correnti ci stanno abituando. Delle persone compiono tentati omicidi, anche particolarmente efferati, quasi per passare il tempo, per divertirsi. Chiunque abbia avuto la cattiva sorte di vedere un ustionato può capire a fondo perché si possa usare il termine “efferato”. È quasi peggio la sopravvivenza alla morte.

Ma non è questo il problema.

La Bbc ci ragguaglia che gli attori di questo scempio erano migranti, “asylum seekers in 2014 and 2016”.

In parole più comprensive ancora, erano in Germania da due ani circa, avevano chiesto che fosse loro riconosciuto lo status di rifugiato, status loro negato. Avrebbero dovuto essere rimpatriati immediatamente, ed invece sono rimasti a bighellonare in Germania, a spese del contribuente: vitto, alloggio, 1,200 euro al mese di argent de poche, nessun lavoro produttivo.

*

Ciò che lascia davvero stupiti e perplessi è come la stampa ed i media tedeschi abbiano riportato la notizia.

Dispersa tra le altre, quasi fosse soltanto una bravata di qualche ragazzino, una bravata da riportare solo per dovere di cronaca, ma di nulla importanza.

Non solo, neppure una parola a chi fossero gli autori del fatto.

Queste che seguono sono le parole usate dai giornalisti del Deutsche Welle:

«A group of seven men suspected of trying to set a homeless man on fire in a Berlin subway on Christmas Eve have been charged.»

*

«German police confirmed on Tuesday that six young men had turned themselves in over a suspected attempt on Christmas Eve to set a homeless man on fire in the German capital»

*

Una cosa è riportare come fa Deutsche Welle “a group of seven men” ed un’altra è scrivere “seven young migrants” come fanno Bbc e Mirror.

Deutsche Welle omette di riportare che tali migranti erano asylum seekers e che erano in Germania da oltre due anni, tempo sufficientemente lungo sia per imparare la lingua, almeno a livello elementare di sopravvivenza, sia per trovarsi uno straccetto di lavoro, sia infine per cercare di integrarsi.

*

Non stupisce, ma inizia a preoccupare questo ordine di scuderia dato da chi conta alla stampa ed ai media tedeschi di minimizzare quanto accade e di riportarlo in forma ambigua e minimale.

Poi, gli stessi giornalisti, vorrebbero tenere lezioni di “libertà di stampa” e di “correttezza” nel riportare le informazioni.

 


Bbc. 2016-12-28. Seven charged with attempted murder of Berlin homeless man

Seven young migrants have been charged with attempted murder in Germany after they allegedly tried to set a homeless man alight on Christmas Day.

Six of the suspects, aged between 15 and 18, surrendered to police immediately after CCTV pictures of the incident in Berlin were released.

The victim, who was attacked in an underground station, was unharmed.

A seventh suspect, a 21-year-old who police say was the main perpetrator, was arrested near his home.

Six of those detained are from Syria, one is Libyan.

All of them came to Berlin as asylum seekers in 2014 and 2016, according to the prosecutor’s office.

The homeless man, aged 37, was sleeping on a bench under sheets of paper in the Schoenleinstrasse underground station in the southern Berlin district of Neukoelln, when he was set on fire about 02:00 (01:00 GMT) on Sunday.

A train driver used a fire extinguisher to control the flames as passers-by helped to put them out.

 


Mirror. 2016-12-28. Young refugees arrested for setting homeless man on fire [Foto e Video]

Police in Berlin have arrested seven migrants who are accused of setting a homeless man on fire in an underground station in the German city.

The alleged attack occurred as the 37-year-old man was sleeping on a platform bench at Schönleinstraße U-Bahn station on Christmas Eve.

Detectives launched an attempted murder investigation after the suspects – seven men aged 15 to 21 – allegedly set fire to the victim’s clothes.

Six of the men are from Syria and one is from Libya, said police, who announced the arrests after releasing CCTV footage in an attempt to identify the suspects.

CCTV showed a group of youths laughing as they entered a U-Bahn train at the station which is on Berlin’s north-south U8 line.

Police allege the group had just set fire to the victim’s clothes.

Eyewitnesses, including a train driver with a fire extinguisher, rushed to the man’s aid and put out the flames. He was not seriously injured.

However most of his belongings were destroyed, Deutsche Welle reported.

Police said six suspects had turned themselves in at different police stations and a seventh man was detained by officers.

Berlin police vice spokesman Thomas Neuendorf told German broadcaster RBB the main suspect is the 21-year-old.

Mr Neuendorf confirmed six of the men are from Syria and one is from Libya.

Some of the suspects were already known to police, he added.

It is alleged the suspects tossed a burning object onto the homeless man, setting fire to his clothes and bedding.

Andreas Geisel, the state of Berlin’s interior minister, said after the attack: “These days we should expect charity. Instead, we are experiencing human contempt.

“I am horrified and thank all those who have courageously helped. This is true humanity.”

There was similar outrage earlier this month after a woman was kicked down a set of stars in Berlin’s Hermannstraße U-Bahn station.

The woman suffered a broken arm in the unprovoked attack which was caught on CCTV.

The suspect is a 27-year-old Bulgarian man who was arrested last week.

German Chancellor Angela Merkel’s open door policy on immigration has come under fire this year following a number of attacks or shocking crimes.

Last week 12 people were killed and nearly 50 were injured when a 24-year-old Tunisian immigrant, Anis Amri, used a lorry to mow down pedestrians at Berlin’s Christmas market.

He was shot dead by police near Milan days later

 

Deutsche Welle. 2016-12-28. Suspects charged in attack on Berlin homeless man

A group of seven men suspected of trying to set a homeless man on fire in a Berlin subway on Christmas Eve have been charged.

*

German police confirmed on Tuesday that six young men had turned themselves in over a suspected attempt on Christmas Eve to set a homeless man on fire in the German capital. The development came just a day after police released images and video footage of the suspects in a Berlin underground station.

“We know who the main suspect is,” vice spokesman of Berlin Police Thomas Neuendorf told German broadcaster “radioeins.”

Later on Tuesday, the seven suspects, who are all aged between 15 and 21, were charged with attempted murder.

‘Attempted murder’

Police had been searching for the attackers since Saturday when a group of people was seen throwing a burning object onto a 37-year-old man, setting fire to his bedding. The attack took place at the Schönleinstrasse subway stop in southern Berlin, on the border of the Kreuzberg and Neukölln districts.

Passers-by, including a train driver with a fire extinguisher, rescued the man from the flames. He was uninjured but his belongings were destroyed. German media quoting police sources reported that six of the suspects were from Syria and the seventh was from Libya.

“These days we should expect charity. Instead, we are experiencing human contempt,” the state of Berlin’s interior minister, Andreas Geisel, said following the attack. “I am horrified and thank all those who have courageously helped. This is true humanity.”

Unprovoked attack

Two weeks ago, an unprovoked assault in a different Berlin station prompted national outrage. The attack, which took place three stops from the incident on Christmas Eve, was caught on security cameras.

A 27-year-old Bulgarian man allegedly kicked a young woman down a set of stairs in Hermannstrasse, breaking her arm. The suspect has reportedly left Germany. Several police organizations called for more video surveillance in Germany in light of the incident.

 


Deutsche Welle. 2016-12-27. Berlin U-Bahn attackers try to set homeless man on fire in Christmas Eve attack

Just weeks after a subway attack triggered a national outcry, a group attacked a homeless man with fire. Police are treating the attack as an attempted murder.

*

A group of people attempted to set fire to a homeless person sleeping in a Berlin subway station on Christmas Eve, police said on Sunday.

Police were searching for five or six unknown assailants who threw a burning object onto the 37-year-old man, setting fire to his bedding, a police report said.

People passing by, including a train driver with a fire extinguisher, rescued the man from the flames. He was uninjured but his belongings were destroyed.

“These days we should expect charity. Instead, we are experiencing human contempt,” said Berlin’s state interior minister Andreas Geisel on Sunday.

“I am horrified and thank all those who have courageously helped. This is true humanity.”

The attack happened in the Schönleinstraße U-Bahn station, on the border of the Kreuzberg and Neukölln districts.

Police were treating the attack, which was captured on unreleased closed circuit camera footage, as an attempted murder.

German news agency dpa said the attack was carried out by a group of teenagers.

Only two weeks ago, an unprovoked attack in a station three stops away triggered nationwide condemnation. A 27-year-old Bulgarian man allegedly kicked a young woman down a set of stairs in Hermannstraße, breaking her arm. The incident was captured on security cameras.

After the attack, several police organizations called for more video surveillance in Germany.

 

Pubblicato in: Geopolitica Mondiale

La Cina rifiuta l’accredito al G20 ai giornalisti del Deutsche Welle.

Giuseppe Sandro Mela.

2016-09-04.

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Non tutti sono tenuti a sapere chi e cosa sia il Deutsche Welle.

«Deutsche Welle at a glance

Who we are

Deutsche Welle (DW) is Germany’s international broadcaster. Peter Limbourg has been Director General since 2013. Around 3,000 employees and freelancers from 60 countries work in DW’s headquarters in Bonn and main studio in Berlin.

Mission
DW conveys Germany as a nation rooted in European culture and as a liberal, democratic state based on the rule of law. DW is known for its in-depth, reliable news and information and promotes exchange and understanding between the world’s cultures and people. Deutsche Welle also provides access to the German language.

Media
DW has developed regional television lineups in English, German, Spanish and Arabic, with radio and online content available in 30 different languages. DW’s television lineup offers news, features and documentaries covering everything from business, science and politics to arts, culture and sports.

Audiences
We reach out especially to international decision makers and opinion leaders. In authoritarian states, this applies to those who actively stand up for democracy, human rights and civil society. We also ensure that those who speak or want to learn German will have access to content that will help them do so. DW reaches more than 118 million people weekly worldwide.

Distribution
We rely on a global satellite network, partner stations and online services to make tuning in as easy as possible. DW also utilizes other means of distribution like apps, podcasting, live-streaming, on-demand and mobile services.

DW Akademie

DW Akademie offers media professionals a broad range of training and consulting services. DW Akademie also provides cross-media traineeships, a bilingual master’s degree, as well as media training for executives of organizations and companies working internationally.»

*

«Deutsche Welle o DW è la compagnia tedesca di informazione internazionale membro della ARD. Trasmette via satellite (in inglese, tedesco e spagnolo in un canale, ed arabo in un altro), radio e internet in 30 lingue (tra cui non figura l’italiano). Il nome dell’emittente significa Onda Tedesca, è simile a BBC World Service, Voice of America, e Radio France Internationale.  ….

A Deutsche Welle appartengono il canale radiofonico DW Radio, quello televisivo DW-TV ed il portale internet in 30 lingue DW.de. ….

Deutsche Welle prosegue la tradizione della prima emittente radio tedesca, la Weltrundfunksender della Repubblica di Weimar che nel 1933 fu trasformata in Deutscher Kurzwellensender dai nazisti.  ….

Il compito istituzionale di DW, previsto al paragrafo 4 della legge sulla Deutsche Welle (Deutsche-Welle-Gesetz) è quello di far conoscere la Germania come stato di cultura europea organizzato nella forma di un libero e democratico stato di diritto, e di promuovere la comprensione e lo scambio tra i popoli e le culture. Quindi è uno strumento per la politica culturale estera della Repubblica Federale di Germania. ….

Deutsche Welle, emittente radiofonica di diritto federale, è un’istituzione pubblica non-profit ed in quanto tale soggiace al controllo del governo federale.  ….

Anche se DW, come le altre emittenti pubbliche, è un’istituzione di diritto pubblico, essa non incassa alcun canone. Il finanziamento è garantito principalmente da una concessione dalle entrate fiscali del bilancio federale. Deutsche Welle riceve questo contributo per il tramite del Ministero della Cultura e della Comunicazione, che a sua volta è inserito nella sezione di bilancio della cancelleria federale.» [Fonte]

*

The Broadcasting Board.

Administrative Board.

«The Administrative Board consists of one member from the Bundestag (German lower house), Bundesrat (German upper house), Bundesregierung (Federal government) and four further members, which are elected by the Broadcasting Board. The current tenure of this body (introduced below) began with its constituent session on 5 May, 2014.»

* * * * * * *

Il Fatto.

A giorni si terrà un critico G20 a Hangzhou. Ne abbiamo fatta ampia relazione già due settimane or sono.

Orbene, le Autorità cinesi hanno rifiutato di accreditare i giornalisti del DW:

«China authorities have refused Deutsche Welle accreditation to report on the G20 Summit that starts Sunday in Hangzhou»

*

«The team from DW, using the visas, was able to enter without difficulty. However, despite efforts of the German Foreign Office and the German Embassy in Beijing, accreditation was further refused. As a result, it is impossible for DW to access the conference venue and to report from the G20 Summit»

*

«The behavior of the Chinese side is absolutely not tolerable. Whether this represents a “punishment” for critical reporting, or whatever motivation led to this situation, is not the deciding matter»

* * * * * * *

Deutsche Welle è la testata portavoce del Governo tedesco. Ne pubblica le veline, ne incensa l’operato, deride e schernisce quanti non la pensassero come il Governo: sono nazisti, fascisti, negazioniti, populisti, xenofobi, razzisti, e financo omofobi ed anti-femministi.

Per una di quelle ripartizione del potere tipiche delle alleanze governative il Deutsche Welle è appannaggio della socialdemocrazia che vi ha allocato amministratori e giornalisti di specchiata fede ideologica.

Tutti socialisti old-fashion, ma, soprattutto, gente devota ad Herr Gabriel, boss indiscusso (almeno finora) dell’Spd. Gente che non può far altro che annuire, perché senza appoggio politico conterebbero quasi nulla.

Come risultato, il Deutsche Welle è la fotocopia del Völkischer Beobachter di vecchia memoria oppure della Pravda dei tempi di Stalin.

Resta alle volte difficile distinguere se un articolo particolarmente schierato sia velina governativa oppure iniziativa di un giornalista desideroso di encomi.

Senza Nubi cita spesso il Deutsche Welle per riportare anche le visioni diametralmente opposte alle proprie e soprattutto perché i giornalisti socialisti si imbarcano spesso a sostenere situazioni insostenibili, facendoci figure barbine: il ridicolo è spesso un’arma micidiale.

Come da direttive di partito, il Deutsche Welle è palesemente anticinese in tutto. Nulla della Cina è loro congegnale, ogni certo quale numero di mesi ne annunciano la prossima morte.

Per decenni i cinesi hanno sopportato molto pazientemente: con la pazienza di Giobbe.

Adesso che il voivodato di Frau Merkel scricchiola vistosamente ed il khanato di Herr Gabriel pare seduto su di un cumulo di tritolo, i cinesi si sono tolti un sassolino dalla scarpa.

Lo hanno fatto con il classico stile orientale, con classe.

Nessuno si stupirebbe se alla fine ammettessero quei giornalisti al G-20: tanto, che ci siano o non ci siano, il mondo non farebbe una piega.

Ma il ceffone è urente. Per il Deutsche Welle e per il Governo tedesco.

*

Però è uno dei tanti segni di come siano mutati i tempi.

La Cina è in grado ora di dire dei brucianti no anche a paesi occidentali che in passato furono grandi.

E magari, in futuro, potrebbe anche non gradire il Cancelliere tedesco…


Deutsche Welle. 2016-09-03. Deutsche Welle: China refuses accreditations for G20 Summit

China authorities have refused Deutsche Welle accreditation to report on the G20 Summit that starts Sunday in Hangzhou. DW Director General Peter Limbourg has urged the hosts of the G20 Summit to reconsider.

*

The news section of DW had applied for visas and accreditation for three employees for reportage on the G20 summit in Hangzhou, China. Prior to the issuing of visas, the Chinese consular department in Berlin had stated that granting of accreditation was a prerequisite. The visas were issued around two weeks ago.

On the day of departure, there was still no confirmation of the accreditation, so, at the request of DW, the German embassy in Beijing queried Chinese authorities. The reply was that no accreditation existed for DW and “that the journalists already knew, why not,” according to a employee of the Chinese Foreign Ministry.

The team from DW, using the visas, was able to enter without difficulty. However, despite efforts of the German Foreign Office and the German Embassy in Beijing, accreditation was further refused. As a result, it is impossible for DW to access the conference venue and to report from the G20 Summit.

DW Director General Peter Limbourg urged the hosts of the G20 Summit to make reporting by DW possible. “The behavior of the Chinese side is absolutely not tolerable. Whether this represents a “punishment” for critical reporting, or whatever motivation led to this situation, is not the deciding matter. Whoever tries through such methods to hinder free reporting about an international event, at which the German Federal Chancellor is participating, is a poor host. I call on the Chinese authorities urgently to immediately grant complete accreditation to our team for the G20 Summit.”


N-TV. 2016-09-03. China brüskiert Deutsche Welle

Die Deutsche Welle darf nicht vom G20-Gipfel im chinesischen Hangzhou berichten. China hätte dem deutschen Auslandssender die Akkreditierung verweigert, heißt es – mit einer schnippischen Begründung.

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China hat Journalisten der Deutschen Welle (DW) die Zulassung für den G20-Gipfel verweigert. Zur Berichterstattung von dem Treffen der führenden Industrie- und Schwellenländer im ostchinesischen Hangzhou hatte der deutsche Auslandssender nach eigenen Angaben für drei Mitarbeiter die Visa und Akkreditierungen beantragt. Zwar seien Visa für China ausgestellt worden, doch habe es keine Akkreditierung gegeben.

Die Regierung in Peking hatte sich in der Vergangenheit wiederholt verärgert über das chinesische Programm der Deutschen Welle gezeigt und blockiert bis heute deren Website. 2015 war die DW-Mitarbeiterin Gao Yu wegen angeblichen Verrats von Staatsgeheimnissen zu sieben Jahren Gefängnis verurteilt worden. Die 72-Jährige wurde im November aus gesundheitlichen Gründen aus der Haft entlassen.

Im Fall der verweigerten G20-Zulassung teilte der Sender mit, ein Mitarbeiter des Außenministeriums habe der deutschen Botschaft in Peking auf Nachfrage geantwortet, dass für die Deutsche Welle keine Akkreditierungen vorlägen. Die Journalisten wüssten schon warum, habe es geheißen. Das Team habe mit den Visa dennoch ohne Probleme einreisen können. Trotz Bemühungen von Auswärtigem Amt und deutscher Botschaft werde aber weiter die Akkreditierung verweigert. So könnten die Journalisten nicht zum Konferenzort und von dort berichten.

“Das Verhalten der chinesischen Seite ist absolut nicht hinnehmbar”, sagte DW-Intendant Peter Limbourg. “Ob dies eine “Strafe” für kritische Berichterstattung darstellt, oder welche Motive auch immer zu dieser Situation geführt haben, ist nicht entscheidend.” Wer durch solche Methoden versuche, die freie Berichterstattung über ein Ereignis zu behindern, an dem auch Kanzlerin Angela Merkel teilnehme, “ist ein schlechter Gastgeber”.