Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Germania. Grüne primo partito, Spd quasi scomparsa. Germania kaputt.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-06-07.

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Femmina è bello e proficuo se è alla direzione della concorrenza”. Vladimir Putin.


L’Infratest dimap ha reso pubblico l’ultimo sondaggio.

Grüne primo partito con il 26%, Cdu secondo partito con il 25%, AfD terzo partito con il 13%, Spd quarto partito al 12%.

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«The opposition Greens have hit a record high in a new opinion poll, pulling ahead of Angela Merkel’s conservatives»

«The center-left SPD have dropped even further, slipping behind the far-right Alternative for Germany»

«Annegret Kramp-Karrenbauer, who in December took over from Merkel as conservative CDU party leader, slumped 12 percentage points to 24% in the poll»

«For party preferences, respondents put the far-right Alternative for Germany (AfD) at 13%, just ahead of the center-left Social Democrats (SPD), which is searching for a new leader after this week’s resignation of Andrea Nahles, on 12%. »

«72% responded that they were somewhat or completely dissatisfied with the work of Merkel’s coalition government of her conservatives and the SPD»

«Only 27% called for a continuation of Merkel’s coalition government»

* * * * * * *

E così, dopo due anni di sofferenze, di un vorticoso susseguirsi di sondaggi e di conferme elettorali. la Cdu è passata ad essere il secondo partito di una Germania in colliquazione.

Ma a questa notizia si aggiunge la constatazione della sublimazione dell’Spd verso il nulla. La Spd è oramai in coma dépassé.

I due partiti della Große Koalition stanno implodendo come a suo tempo implose l’Unione Sovietica.

E tutto questo terremoto muta il quadro politico tedesco e, di conserva, quello europeo.

L’era di queste altere signore della politica tedesche, ancorché insignite di lauree honoris causa ad Harvard quale ultimo laticlavio, sembrerebbe proprio avviarsi alla fine. Hanno passato tutti gli ultimi tempi in una perfetta ignavia.

La via di Frau Merkel è quella che porta al cimitero.

Lasciando dietro di loro il deserto, le rovine di quella che una volta fu una grande nazione.

Con quale faccia Frau Merkel voglia fare le trattative per massime cariche europee non è dato di sapere, così come non è dato conoscere l’atteggiamento che terrà al prossimo G7 in Francia.

Sarà trattata come essa aveva trattato gli altri.

Sappiamo solo come la superbia sia una gran brutta bestia, che ottunde la percezione del reale, blocca il potere di revisione critica, e vizia tutti i ragionamenti fino ad arrivare al solipsismo.

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“Femmina è bello e proficuo se è alla direzione della concorrenza”.

Vladimir Putin ci ha abituati che alle Conferenze di Valdai elargisce pillole di saggezza slava.


Deutsche Welle. 2019-06-07. Germany’s Greens hit poll high, ahead of Merkel’s bloc: survey

The opposition Greens have hit a record high in a new opinion poll, pulling ahead of Angela Merkel’s conservatives. The center-left SPD have dropped even further, slipping behind the far-right Alternative for Germany.

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A Deutschlandtrend poll by Infratest dimap has put the environmentalist Greens up 6 percentage points at a record 26%, one point ahead of Chancellor Angela Merkel’s conservative Christian Democrats (CDU) and sister party Bavarian Christian Social Union (CSU), reflecting a similar sampling last week.

In last month’s European Parliament elections, the Greens came second among German voters with 20.5%, behind Merkel’s bloc, with a mandate focused on issues such as climate change and a renewables-based economy.

In another boon for the Greens, the party’s dual leadership of Robert Habeck and Annalena Baerbock polled at 36% and 26% respectively, placing them fourth and sixth as preferred national politicians in Thursday’s findings published by Germany’s ARD public broadcaster.

AKK slumps

Merkel maintained her top placing at 53%, only 2% down from her Deutschlandtrend rating in May.

Annegret Kramp-Karrenbauer, who in December took over from Merkel as conservative CDU party leader, slumped 12 percentage points to 24% in the poll, which asked 1,500 Germans how they would vote if an election were to be held on Sunday.

The poor result for Kramp-Karrenbauer, also known as AKK, was her lowest rating yet in a Deutschlandtrend survey. Only 27% thought she would make a good chancellor.

Far-right AfD ahead of Social Democrats

For party preferences, respondents put the far-right Alternative for Germany (AfD) at 13%, just ahead of the center-left Social Democrats (SPD), which is searching for a new leader after this week’s resignation of Andrea Nahles, on 12%. For the Social Democrats and Merkel’s conservatives, the Deutschlandtrend results are their worst ever. 

The business-friendly Free Democrats (FDP) remained at 8% Thursday, while the socialist Left party slipped to 7%, down 2% on last month.

In a separate sampling on Thursday, the Forschungsgruppe Wahlen polling agency put Merkel’s conservatives at 27%, with the Greens close behind at 26%.

Dissatisfaction with Merkel government

In another Infratest sampling of 1,000 voters, 72% responded that they were somewhat or completely dissatisfied with the work of Merkel’s coalition government of her conservatives and the SPD, a 10% rise in dissatisfaction since last month. Those who were satisfied or very satisfied with the coalition’s work made up only 28%.

In a separate YouGov survey, a majority of 52% wanted a fresh federal election. Only 27% called for a continuation of Merkel’s coalition government.

The most preferred future coalition for 25% of respondents was an alliance of the Greens, the SPD and Left party.

A so-called “Jamaica” alliance between Merkel’s conservatives, the Greens and FDP came next at 15%, with a conservative-Greens scenario relegated to 14%.

Among Green party voters, 54% hoped their party would enter into an alliance with the SPD and Left party. Only 25% wanted a Greens-conservative model, along the lines of the governments in the regional states of Hesse and in Baden-Württemberg.

Next real test in eastern states

Merkel’s ruling coalition — forged after months of wrangling in the wake of Germany’s 2017 general election — is nominally due to stay in office until 2021.

The next election test for the conservatives comes in September and October, when regional assembly elections take place in Saxony, Brandenburg and Thuringia, three eastern German states where the far-right AfD is polling strongly.

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Germania. Il gerontocomio della Cdu ed Spd.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-06-03.

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Infratest dimap ha pubblicato la stratificazione del voto per partito politico e per classe di età.

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Nella Cdu il 41% dei votanti ha età superiore ai sessanta anni, e solo il 12% inferiore ai 25 anni

Nella Spd invece l’8% ha età inferiore ai 25 anni mentre il 44% ha età superiore ai 60 anni.

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O questi due partiti tradizionali mutano in fretta linea politica, dirigenza e modalità di colloquio con gli Elettori oppure scompaiono per motivi demografici.

Soni in molti a confidare che le loro attuali dirigenze rimangano in carica a lungo.

Le ‘risorse’ importate che sono state ammesse al voto ben se ne sono guardati di votare uno di questi due partiti.

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Congresso Cdu. L’unico vero vincitore è il partito dei Grüne.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-11-27.

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Dal momento che i 1001 delegati al congresso della Cdu saranno scelti da Frau Merkel in persona, Frau Annegret Kramp-Karrenbauer dovrebbe essere eletta a presidente del partito all’unanimità. Dovrebbe, mica che sia detto.

Se però l’essersi conquistata il voto dei 1001 delegati assicura la nomina dal punto di vista legale, la presidenza di Frau Annegret Kramp-Karrenbauer si presenta ai limiti della fattibilità. Dovrà dirigere un partito suddiviso in fazioni opposte, dilacerato dallo spettro di scomparire. Già: scomparire.

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Alle elezioni del 24 settembre 2017 la Union, cdu e csu, conquistò il 32.9% dell’elettorato, con un calo di quasi dieci punti percentuali.

Ma se  i sondaggi odierni indicherebbero una percentuale di propensione al voto per la Union del 25.5%, lo scorporo è ben più severo: cdu 19% e csu 6%.

I Grüne sono invece quotati 20%: sono diventati il partito di maggioranza relativa, cui toccherebbe in caso di elezioni il cancellierato. AfD si piazzerebbe con il 16.5%.

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Questi numeri sono spietati.

Se al congresso della Cdu è in palio la presidenza del partito, sicuramente non lo è la nomina a cancelliere, che spetterebbe al partito di maggioranza relativa.

Proseguendo codesti trend, Frau Annegret Kramp-Karrenbauer si avvierebbe a proseguire l’opera iniziata da Frau Merkel di liquefazione della Cdu. Una distruzione sistematica come non la si vedeva dai giorni del bombardamento di Dresda.

Non che la cosa possa spiacere a molte persone: però sarebbe necessario prendere atto delle conseguenti turbolenze politiche, sia domestiche sia internazionali.

E la Cdu non avrebbe gran che da gridare: aver demonizzato AfD consolida solamente la posizione dei Grüne.

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Ogni evento umano lascia alcuni contenti e soddisfatti, altri contrariati e dolenti.

Di certo, sembrerebbe essere mutata non solo la situazione politica tedesca, bensì anche quella dell’Unione Europea.


The Local. 2018-11-24. Merkel successor hopefuls bid to bury her migration legacy

Candidates hoping to succeed Angela Merkel as leader of her CDU party have sparked outrage in Germany with controversial proposals on migration as they scramble to distance themselves from her liberal refugee policy.

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Merkel’s fateful decision in 2015 to keep Germany’s borders open to asylum seekers had deeply split the country.

Mindful of the souring mood over the arrival of more than a million would-be refugees since 2015, the three hopefuls to succeed Merkel – party general secretary Annegret Kramp-Karrenbauer, Health Minister Jens Spahn and corporate lawyer Friedrich Merz – have gone out of their way to take aim at migration.

Right-wing magazine Cicero noted that the “CDU is developing these days at breathtaking speed from a Merkel party to a people’s party – because touchy subjects like flight, asylum or migration movements are increasingly being openly debated”.

“It is like in the Union, someone has thrown the window wide open to finally ventilate the stale air of the meek Merkel years.”

‘Populist approach’

Spahn, who has styled himself as a conservative anti-Merkel, has defiantly challenged her bid to sign a UN Migration Pact at a December summit in Morocco.

Arguing that such a text should not be signed “secretly,” he is seeking a vote at the party congress on the document, which he, like the US and Austria, oppose.

Merz meanwhile appeared to call into question the right of an individual to seek asylum, even though it is written into Germany’s constitution in a bid to prevent a repeat of Nazi-era persecution.

After earning sharp criticism from across the political spectrum, except from the far-right AfD which agreed with his position, Merz backtracked.

For the left-leaning daily TAZ, Merz’s tactic is clear: he “pretends to be guided by reason but in reality, his approach is populist.”

But even Kramp-Karrenbauer, also known in Germany by her initials AKK and who is deemed the most moderate of the trio, said that when in doubt, Syrians who are convicted of crimes in Germany should be sent back to their home country even if war is still raging there.

The core principle guiding the UN refugee convention is that a refugee should not be returned to a country where they face serious threats to their life or freedom.

Further division

Finance Minister Olaf Scholz, a leading Social Democrat, condemned the tone of the debate among the hopefuls, saying that the “internal Union popularity contest is being played out on the backs of the weakest.”

Fellow SPD member, Foreign Minister Heiko Maas, warned that “running after right-wing populists would only lead to further division.”

Going by recent surveys, voters also appeared little impressed.

A latest poll commissioned by public broadcaster ZDF shows the CDU and sister party CSU with just 27 percent of support, down from the 32.9 percent the alliance scored in the 2017 election.

For news weekly Der Spiegel, “a winner of the CDU internal race for Angela Merkel’s successor is already clear: the Greens.

“While the candidates are shifting further right … the ecologist party is speeding up their upward flight. According to latest surveys, it’s as close as just three percentage points from the Union.”

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Germania. I Grüne partito di maggioranza relativa.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-11-24.

2018-11-25__Cdu-Csu__001

Alle elezioni del 24 settembre 2017 la Union, cdu e csu, conquistò il 32.9% dell’elettorato, con un calo di quasi dieci punti percentuali.

Ma se  i sondaggi odierni indicherebbero una percentuale di propensione al voto per la Union del 25.5%, lo scorporo è ben più severo: cdu 19% e csu 6%. I Grüne sono invece quotati 20%: sono diventati il partito di maggioranza relativa, cui toccherebbe in caso di elezioni il cancellierato. AfD si piazzerebbe con il16.5%.

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Quello che una volta era il trono è via via diventato uno sgabello ed ora si appresta a diventare una sedia elettrica.

Nota.

Questa ferma volontà di procedere al proprio suicidio non stupisce molto: è una delle conseguenze dirette dell’ideologia liberal.

L’Unione Europea resta attonita, abbacinata dalla grandiosità dell’evento.

Senza un cancelliere tedesco saldamente in carica e supportato pienamente dal proprio paese l’asse francogermanico sembra una iena sdentata e l’Unione Europea il fantasma di quello che fu.

Tutto grasso che sta colando nelle urne dei lebbrosi: Frau Merkel è stata, e si spera continui ad esserlo, la migliore supporter dei sovranisti.

Lunga vita a Frau Merkel! Lunga vita a Frau Annegret Kramp-Karrenbauer!!

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Germania. Frau Merkel ha fatto più danni della peste. Ecco i dati da shock.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-11-06.

Berlino Porta Brandemburgo

Se nella vita si potesse parlare apertamente, cosa peraltro impossibile, ci si dovrebbe domandare chi abbia pagato Frau Merkel, i liberal ed i socialisti ideologizzati per aver portato alla rovina la Germania. Ma questa è una domanda al momento indiscreta per cui ci si deve astenere dal dare risposta. Tanto, l’ufficiale pagatore negherebbe con l’attendibilità di Giuda Iscariota. Poi, cosa non da poco, ha un carattere come la carta vetro e se la legherebbe anche al dito.

Osserviamo i fatti.

È da due anni che le proiezioni elettorale tedesche segnalano in modo sempre più vistoso la devoluzione delle ideologie liberal e socialiste con il crollo delle propensioni di voto dei partiti che le sostengono. È stato un crollo mai prima visto in questo settore di raccolta dati, abituato per decenni a variazioni minimali.

2018-11-05__Germania_001

Questo grafico delle propensioni a voto degli Elettori tedeschi, verificate dalle elezioni che si sono tenute nel frattempo, sono più che eloquenti. Union, Cdu e Csu, ed Spd sono crollate. Mentre AfD ha evidenziato un continuo trend in crescita, i Grüne hanno iniziato a salire in modo significativo solo con gli inizi del 2018.

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Stando alle prospezioni Forsa del 2 novembre, mentre la Union è scesa a livello federale al 27%, la Spd continua la sua marcia trionfale verso la scomparsa piazzandosi al 13% e conquistandosi così la posizione di quarto partito tedesco. La tanto temuta e demonizzata AfD si colloca al 13% mentre i Grune si collocano al 24%: sono per questi dati il secondo partito, con solo tre punti percentuali di stacco dalla Union.

2018-11-05__Germania_003

Si noti che i dati a seguito differiscono dai precedenti essendo stati raccolti il 29 ottobre. Ma se si considerano scorporate Cdu e Csu, la prima avrebbe il 19% e la seconda il 6%. I Grüne sarebbero quindi il primo partito in Germania.

Fatto questo di non poco conto, perché la designazione del cancelliere spetta al partito di maggioranza relativa in seno al Bundestag.

2018-11-04__Germania__Insa__001

I risultati precedenti corroborano i risultati del sondaggio Insa del 1° novembre: i Grüne con il loro 20% sarebbero il primo partito contro una Cdu precipitata al 19%.

Ma il problema risulterebbe essere ancor più complesso.

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Se è vero che i Grüne sono diventati il partito egemone nella Germania dell’Ovest, AfD si avvia ad esserlo nella Germania dell’Est. In quei Länder i Grume non hanno sfondato e ben difficilmente potranno farlo, essendo la Germania dell’Est fortemente dipendente dal carbone come sorgente di posti di lavoro. Una egemonia dei Grüne a livello federale risulterebbe esserlo inaccettabile nei Länder orientali. Si preannuncerebbero quindi grandi momenti di tensione politica.

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Presi a bastonate, purchè queste siano date con grande forza, anche i tedeschi capiscono qualcosa. Improvvisamente, dai sondaggi elettorali è scomparso il nome di Frau Merkel, che è stato sostituito con quello di Herr Merz, quasi che sia scontato il cambio della guardia.

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Questi dati hanno come unica conseguenza la necessità urgente di licenziare la Bundeskanzlerin Frau Merkel e di sostituirla con una persona del calibro di Herr Merz. Una persona deideologizzata, che gestisca una Realpolitik.

Inutile dire quanto sarà difficile che il nuovo Cancelliere possa recuperare i voti transitati dalla Unione ai Grüne ed ad AfD. Di certo, una riedizione della Grosse Koalition sarebbe semplicemente impossibile.

Altrettanto certo sarebbe il fatto che a livello federale la Germania passerà un lungo periodo di sbandamento.

Si noti infine che la Germania andrà l’anno prossimo alle urne per le elezioni europee sulla base di queste prospezioni elettorali, e l’europarlamento subirà grandi variazioni rispetto all’attuale. Ad una Germania disgregata corrisponderà un’Unione Europea altrettanto disgregata.

 

 

 

 

 

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Baviera. Formato governo Csu – Freie Wähler Bayern. I Grüne.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-11-05.

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Nelle recente elezioni la Csu ha perso la maggioranza assoluta dei seggi, fatto questo che obbliga alla formazione di una coalizione governativa.

Baviera. Il vero perdente è una spd in coma dépassé. 9.7%.

Baviera. Analisi dettagliata del voto in 24 Tabelle.

Baviera. Una dura lezione che la Große Koalition non imparerà.

Mentre la Csu e la spd hanno perso grosso modo una decina di punti percentuali, Grüne ed AfD sono risultati essere i veri vincitori della competizione elettorale.

«Angela Merkel’s conservative sister party in Bavaria has found a governing partner after punishing elections results cost the party its parliamentary majority»

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«Three weeks after suffering historic losses in Bavaria’s regional election, the conservative Christian Social Union (CSU) announced Friday it had agreed to a coalition government with the right-leaning Free Voters»

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«A partnership between the two parties had been widely expected and means that despite massive voter dissatisfaction with the CSU»

*

«Söder is expected to be re-elected as Bavarian premier»

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«The Green party, which emerged from the vote as the second-strongest party, also could have been a potential coalition partner for the CSU, but their political positions contrast more than those of the CSU and Free Voters»

* * * * * * * *

Questa coalizione tra Csu e Freie Wähler era attesa, perché i due partiti hanno consistenti affinità programmatiche. Ma nel contempo si aprono nuovi ed inediti scenari.

– La spd al 9.7% è un partito in piena crisi identitaria e programmatica: non essendosi risolta ad abbandonare la propria ideologia si è condannata con le sue stesse mani alla estinzione.

– AfD non aveva grandi ambizioni elettorali in Baviera: già avervi conquistato 22 seggi parlamentari è stato un successo netto ed ampio, da capitalizzarsi più a Berlino che non in Baviera.

– I Grüne imporrebbero un ampio discorso. La conquista di 38 seggi parlamentari è stato un grande risultato, che pone però altrettanti grandi interrogativi.

I Grüne hanno raccolto grandi quantità di voti emigrati dalla Csu e dalla spd. Questo è un segno tangibile di un Elettorato scontento del voto pregresso e quindi diventato mobile. Ma la mobilità elettorale può certamente premiare un partito, ma potrebbe anche penalizzarlo in un futuro: in altri termini, sembrerebbe essere una base elettorale instabile o, quanto meno, più instabile di altre.

Non solo.

I Grüne sono ben presenti della Germania dell’ovest, ma non sono popolari in quella dell’est, e questo ha un grande peso politico a livello federale.

La scarsa duttilità politica dei Grüne è emersa chiaramente durante i colloqui per la formazione di un governo dopo le elezioni del 24 settembre dello scorso anno. Troppo rigidi nelle proprie idee, sono stati parte attiva nel fallimento.

Se sicuramente abbiano giocato istanze politiche di carattere generale e lo stare all’opposizione abbia facilitato grandemente i grandi incrementi elettorali sia in Baviera sia in Hessen, altrettanto sicuramente è costata la testa della vecchia dirigenza, rimpiazzata da Frau Annalena Baerbock e da Herr Robert Habeck. Non si sa fino a che punto la nuova dirigenza abbia saputo comprendere come si siano evoluti i tempi, ma vi sarebbero ampi motivi per ritenere che siano meno rigidi della pregressa.

Ma il discorso non sarebbe completo senza aggiungere un fatto di non indifferente portata.

Se è vero che i Grune spesso condividano e supportino azioni che erano tipiche della sinistra socialdemocratica e dei liberal, tuttavia le attuano senza sentire il dovere di compiere un mandato ideologico. In altri termini, i temi cari all’ideologia liberal e socialista sono per i Grune trattabili. E questo dovrebbe poter facilitare degli eventuali accordi.


Deutsche Welle. 2018-11-04. Merkel’s Bavarian CSU allies reach coalition with Free Voters

Angela Merkel’s conservative sister party in Bavaria has found a governing partner after punishing elections results cost the party its parliamentary majority. An official agreement has yet to be signed.

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Three weeks after suffering historic losses in Bavaria’s regional election, the conservative Christian Social Union (CSU) announced Friday it had agreed to a coalition government with the right-leaning Free Voters.

A partnership between the two parties had been widely expected and means that despite massive voter dissatisfaction with the CSU, it will continue as to be the leading force in Bavarian politics.

“We have finished,” CSU premier Markus Söder said on Friday from the Bavarian parliament building. 

“Breakthrough achieved,” added Hubert Aiwagner, the head of the Free Voters, a right-wing umbrella party with a strong focus on preserving local traditions and decentralized government. He also shared the message on Twitter:

Details of the coalition agreement, such as regional ministerial posts, were not available. The coalition arrangement still needs to be approved by a panel from each party on Sunday, with the final agreement to be signed on Monday.

Söder is expected to be re-elected as Bavarian premier. There have been tensions between him and CSU party leader Horst Seehofer, who is also Germany’s interior minister in Berlin and whom Söder succeeded as the top politician in the state.

CSU forced to find a partner

After losing its outright parliamentary majority in regional elections on October, the CSU, the conservative sister party of Angela Merkel’s Christian Democrats (CDU), had been forced to seek out support from other parties. 

The Green party, which emerged from the vote as the second-strongest party, also could have been a potential coalition partner for the CSU, but their political positions contrast more than those of the CSU and Free Voters. 

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Baviera. Il vero perdente è una spd in coma dépassé. 9.7%.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-10-22.

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«Wir muessen den Kurs wechseln!» – “Dobbiamo cambiare rotta.”


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«SPD’s vote actually halved, from 20.6% in 2013, to just 9.7%! This marks the party’s worst result in Bavaria since the 1930s, and is the first state parliament now where they have fallen below the symbolic 10% threshold in recent history – a painful exercise for a former Volkspartei (major party).»

*

«We should wait and see how state elections in Hesse later this month play out – current polls predict painful losses for Merkel’s Christian Democrats»

Baviera. Una dura lezione che la Große Koalition non imparerà.

Baviera. Analisi dettagliata del voto in 24 Tabelle.

I media liberal socialisti non amano parlarne, ma i veri perdenti sono le socialdemocrazie europee, in rotta ovunque si tengano delle elezioni. In Francia il partito socialista è quotato attorno al 6%, in Italia il partito democratico è crollato al 17%, in Germania l’spd è quotata al 15%, in Baviera le elezioni hanno sancito un 9.7%. Nell’America latina quasi tutti i governi sono di ‘populisti‘ o ‘sovranisti‘, più per franamento delle sinistre che per loro capacità persuasiva.

È in atto la devoluzione delle ideologie liberal e socialista.

*

Si faccia una grande attenzione!

– Non sono Afd o Grüne che avanzano: sono Cdu, Csu ed spd che perdono.

– Cdu, Csu ed spd stanno sbriciolandosi perché si stanno sbriciolando le ideologie che sostengono. Il calo elettorale è un effetto, non una causa.

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Devoluzione dell’idealismo liberal e socialista. Cahiers de doléances.

Tramonto non dell’Occidente ma della dottrina illuminista.

«As time passes, some empires simply become increasingly inconsequential»

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«Disaster comes when elites push society toward instability and eventual collapse by hoarding huge quantities of wealth and resources»

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«Another sign that we’re entering into a danger zone is the increasing occurrence of ‘nonlinearities’, or sudden, unexpected changes in the world’s order»

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«Eventually, Rome could no longer afford to prop up its heightened complexities»

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«As stated in the laws of thermodynamics, it takes energy to maintain any system in a complex, ordered state – and human society is no exception ….»

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«It was fiscal weakness, not war, that did the Empire in»

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«Democratic, liberal society will fail, while stronger governments like China will be the winners»

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Chiariti questi concetti di base, le conseguenze sono sequenziali.

Né la Cdu, né la Csu né tanto meno la spd possono invertire la rotta. Dovrebbero semplicemente rinnegare le proprie ideologie, ma così facendo non sarebbero più sé stesse.

Sono destinate alla estinzione, anche perché il loro Elettorato è un Elettorato di vecchietti e vecchiette. Quando si è votati da meno del dieci percento dei giovani il crollo è la norma. I giovani che mobilitano nelle piazze sono manifestanti a tempo pieno, che ne ricevono regolare emolumento, ma che per quattro scudi dimostrerebbero per qualsiasi altra cosa.

Nulla vieta che possano sorgere nuovi movimenti politici che magari possano utilizzare nomi vecchi, ma non è l’etichetta che fa il buon vino.

«In a constitutional state, the true ruler is the voter».

Nota.

La gente avrebbe anche sopportato il fallimento economico, ma non ha tollerato l’ingerenza della politica nella sfera etica e morale. Magari senza razionalizzare appieno il fatto, ma rigettandolo in ogni caso.

*

Come quarto partito la spd risulterà essere tagliata fuori dalle nomine nel sottogoverno.

Perdere i posti nei consigli di amministrazione e le commesse statali per le ditte a lei vicine sarà un colpo quasi mortale.


Euro News. 2018-10-17. Bavarian election: Do not forget the biggest loser, SPD!

In Bavaria on Sunday, German Chancellor Angela Merkel’s sister party the Christian Social Union (CSU) lost its absolute majority, suffered its worst election result since 1950. But the vote delivered an ever bigger blow to Merkel’s national coalition partner the Social Democrats. Euronews asks political analyst Leopold Traugott about what the results mean for Germany and Europe.

Euronews: What do you think is the most important aspect of the results of this election? In other words, which party’s score will have the greatest impact for Germany?

Leopold Traugott: The stark decline of the Social Democrats (SPD) is for me the key result. You may argue that by now we should be used to seeing them losing, but yesterday’s defeat has a special quality. The party’s vote actually halved, from 20.6% in 2013, to just 9.7%! This marks the party’s worst result in Bavaria since the 1930s, and is the first state parliament now where they have fallen below the symbolic 10% threshold in recent history – a painful exercise for a former Volkspartei (major party). Their decline is a symbol of Germany’s growing political fragmentation.

Their poor result is also important because the SPD is the party most likely to burst apart Germany’s governing ‘Grand Coalition’ (if it really gets that far). Not that such a move would necessarily help them solve their structural and strategic problems, but internal pressure to achieve some sort of drastic change is likely to keep growing.

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SPD’s vote actually halved, from 20.6% in 2013, to just 9.7%! This marks the party’s worst result in Bavaria since the 1930s, and is the first state parliament now where they have fallen below the symbolic 10% threshold in recent history – a painful exercise for a former Volkspartei (major party).

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Leopold Traugott: The direct impact of this vote on the future of the European Union will be rather limited. Nevertheless, it serves as an important bellwether of problems to come. The Bavarian election is another step on Germany’s path to political fragmentation (Dutchification, as some call it), with the traditional heavyweights CSU and SPD both losing badly, while their contenders, the far-right AfD and left-liberal Greens, are rapidly gaining ground. As Germany’s governing parties are fighting to stop their own decline, they will have less energy and political capital to spare for European challenges, for example to sell necessary but unpopular Eurozone reforms to their electorate.

In addition, in the short term, should German Interior Minister and CSU leader Horst Seehofer get the boot as punishment for his party’s poor election result, this may lead to minor readjustments in Germany’s position in the European migration debate. After all, he was a key driver behind Berlin pushing for a more restrictive approach.

Euronews: Given the results, will the Bavarian election have an influence on Angela Merkel’s political future? What should she do now, after the elections in Bavaria and before the regional elections in other federal states in the coming months?

Leopold Traugott: The results will inevitably lead to a new round of discussions about whether Germany’s coalition government can go on like this, including the question of whether Angela Merkel still is the best person to lead that government. It is in and of itself however, unlikely to shift the goalposts of this debate. We should wait and see how state elections in Hesse later this month play out – current polls predict painful losses for Merkel’s Christian Democrats. The crucial discussions about policy and leadership changes both within her own party and within her coalition partner, the SPD, will likely take place after that.

Euronews: Three years ago, Angela Merkel temporarily opened the German border to migrants. Many of them came to Bavaria. Did this phenomenon of massive migration have an impact on the outcome of the vote, particularly with regard to Alternative für Deutschland?

Leopold Traugott: Much of the rise of the AfD is of course due to the European migration crisis of 2015, and the way the German government dealt with it. It is interesting however that the AfD this weekend received a lower share of the Bavarian vote (10.3%) than it did during last year’s general election (12.4%). Nevertheless, the party’s results in yesterday’s vote are still comparatively high for Western German standards (the AfD tends to score much better in the East). Part of the reason may lie with the fact that Bavaria acted as the point of entry for most asylum seekers who came to Germany over the Balkan route, and even for many of those coming via Italy. As such, Bavarian citizens had an unusually high ‘exposure’ to the crisis.

Euronews: What do you think are the other factors that determined the vote outcome?

Leopold Traugott: One of the key phenomena of this vote is how the Green Party managed to double its vote by poaching voters from the two major parties, the CSU and the SPD. It is little surprise that they took votes from the SPD, since both parties traditionally share many policy positions. But it is interesting how they managed to attract traditionally more conservative CSU voters, and presented themselves as a centrist, bourgeois alternative to a CSU drifting too far to the right. (I have previously written on this topic here).

Ultimately, we also should not underestimate the extent to which voting decisions were driven by local issues, with citizens worrying particularly about education (which is dealt with at state, not federal level in Germany), the environment, and affordable housing. What is happening in Berlin certainly has had its impact, but is not necessarily a priority for every voter.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Schäuble. Mai e poi mai nessun governo con AfD.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-10-10.

Pollo allo Spiedo

«Polls indicate the CSU will lose its absolute majority in Bavaria on Oct. 14 as voters in the state are expected to turn to the ecologist Greens and the AfD»

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«CDU officials in the eastern states of Brandenburg and Saxony, which hold elections next year, have expressed readiness to form coalitions with the AfD»

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«Merkel said last month “I categorically rule this out,” sticking to her position not to work with the party that says Islam is not compatible with the German constitution»

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«“I am very clear about this: not with the AfD,” parliament speaker and former finance minister Wolfgang Schaeuble told mass-selling Bild am Sonntag newspaper»

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«“There will be no coalition between the Union and the AfD. No, No, No!” he told the Welt am Sonntag newspaper, referring to the CDU/CSU alliance, which is know as the Union»

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La chiarezza è sempre apprezzata.

Ci si pone però una domanda.

‘Fino a qual punto Frau Merkel ed Herr Schäuble parlino a nome di una Union compatta attorno a codesta presa di posizione ovvero parlino a titolo personale.’

Si potrebbe avanzare seri dubbi che dopo le elezioni in Baviera ed in Hessen Frau Merkel ed Herr Schäuble restino ancora alla guida della Cdu.


Reuters. 2018-10-07. Merkel’s conservatives rule out working with Germany’s far-right AfD

Senior German conservatives facing painful losses in two state elections this month have ruled out forming coalitions with the far-right Alternative for Germany (AfD) party.

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“I am very clear about this: not with the AfD,” parliament speaker and former finance minister Wolfgang Schaeuble told mass-selling Bild am Sonntag newspaper.

His comments support Chancellor Angela Merkel’s position to ostracize the anti-Islam party, although other members of her Christian Social Union (CDU) party have expressed willingness to work with the AfD.

The AfD entered the German parliament for the first time in an election last year, buoyed by conservative voters angry with Merkel’s decision in 2015 to welcome almost one million, mainly Muslim, asylum seekers.

The AfD also has lawmakers in all but two of the regional parliaments in Germany’s 16 states. It is expected to enter the assembly in the southern state of Bavaria in an election next Sunday and storm into the parliament in Hesse two weeks later.

CDU officials in the eastern states of Brandenburg and Saxony, which hold elections next year, have expressed readiness to form coalitions with the AfD.

Merkel said last month “I categorically rule this out,” sticking to her position not to work with the party that says Islam is not compatible with the German constitution.

Merkel’s conservatives, which include her CDU and their Bavarian Christian Social Union (CSU) sister party, have seen support slide since last year’s election.

The conservatives formed a coalition with the centre-left Social Democrats (SPD) as their junior partners in March, after Merkel’s first attempt at forming a government following the September election ended in failure.

Polls indicate the CSU will lose its absolute majority in Bavaria on Oct. 14 as voters in the state are expected to turn to the ecologist Greens and the AfD.

CSU leader and Interior Minister Horst Seehofer has also ruled out a coalition with the AfD in Bavaria.

“There will be no coalition between the Union and the AfD. No, No, No!” he told the Welt am Sonntag newspaper, referring to the CDU/CSU alliance, which is know as the Union.

Under a deal between the two parties the CSU represents the CDU in Bavaria and the CDU runs in the rest of Germany.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Il 14 ottobre si vota in Baviera. Csu -14.5, Spd -9.5.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-10-05.

2018-10-05__Baviera__001

Infratest dimap ha rilasciato gli ultimi sondaggi elettorali in Baviera.

Facendo paragone con i risultati delle precedenti elezioni del 15 settembre 2013,

la Csu scenderebbe dal 47.7% al 33%, -14.5 punti percentuali, perdita percentuale [100 * (47.7 – 33) / 47.7] = -30.82%.

la Spd scenderebbe dal 20.6% al 16%, -9.5 punti percentuali, perdita percentuale [100 * (20.6 -16) / 20.6] = -22.33%.

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Ottimo il risultato dei Grüne, proiettati al 18% (+8.5 punti percentuali) e di AfD, quotata al 10%.

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Merkel Dolens 001

Non si ricordavano simili sommovimenti politici nella storia tedesca e bavarese.

Dal 24 settembre dello scorso anno è stata una continua erosione, una vera e propria fuga degli elettori.

La Große Koalition perde complessivamente 24 punti percentuali, e questo sembrerebbe essere un cattivo segno prognostico per il Governo tedesco.

A quanto sembrerebbe, o se ne va Frau Merkel, oppure se ne vanno tutti gli Elettori.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Germania. Il ‘popolo bue’ in rivolta. Più che bue sembrerebbe essere un toro.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-09-30.

2018-09-30__Germania__001

Il mese di ottobre che inizia domani sarà cruciale per i destini dell’Occidente.

Negli Stati Uniti stiamo assistendo alle ultime battute sulla nomina di Sua Giustizia Kavanaugh a membro a vita della Suprema Corte: nel caso che, dopo aver approvato la nomina in sede di Commissione Giustizia, il Senato la confermasse con la votazione in aula, per circa trenta anni questa Corta sarebbe a maggioranza repubblicana. Questo evento segnerebbe l’inizio di una fine certa dell’ideologia libera a socialista negli Stati Uniti.

Se poi, come potrebbe essere, il Presidente Trump alle elezioni di midterm, che si terranno ai primi di novembre, conservasse la maggioranza in Senato, avrebbe il via libera alla nomina di 19 giudici nelle corti di appello federali. Tranne due circuiti giudiziari, tutto il sistema dei giudici americani avrebbe matrice culturale repubblicana.

A questo punto, se anche i liberal democratici assassinassero con efferatezza Mr Trump, per più di una generazione il sistema dei giudici statunitensi governerebbe esattamente come se Mr Trump fosse ancora presente ed attivo.

Nessuno intende sovra enfatizzare quanto potrebbe accadere, ma nei fatti è Harmageddon: la battaglia finale.

Liberal e socialisti hanno sempre disprezzato quel ‘popolo bue‘ dal quale si aspettavano di essere sempre votati, essendo essi gli illuminati, le guide naturali dei popoli.

Non hanno voluto prestargli l’orecchio: nessun problema, i Cittadini Elettori adesso li stanno cacciando via a pedate. La società civile è costituita dai Cittadini Elettori, non dagli iscritti alle ngo.

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Ma ad ottobre si terranno anche le elezioni regionali e provinciali in Italia, ed anche in questa nazione sembrerebbe ragionevole supporre che i partiti ad ideologia liberal e socialista ne escano ulteriormente ridimensionati: ridotti a percentuali talmente basse da risultare politicamente ininfluenti per un lungo lasso di tempo, se non per sempre.

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Si voterà anche in Brasile ed in Lussemburgo. In un Brasile insanguinato dall’attentato fatto dai liberal socialisti per eliminare il loro avversario politico Mr Bolsonaro, in Lussemburgo per decidere quale atteggiamento terrà quel piccolo stato in seno al Consiglio Europeo.

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Ma gli occhi degli europei sono focalizzati ora sulla Germania, ove il 14 ottobre si voterà in Baviera ed il 28 in Hessen.

Secondo le previsioni elettorali disponibili Cdu, Csu ed Spd dovrebbero perdere in modo clamoroso.

Negli ultimi due giorni ben sei differenti società di prospezioni elettorali sono concordi: Emnid, Forsa, Forsch’gr Wahlen, Gms, Infratest dimap, ed Insa stimano la Union, Cdu ed Csu, tra il 27% ed il 28% e la Spd al 16%.

Un ulteriore crollo che si attuerebbe dopo la già severa débâcle del 24 settembre dello scorso anno.

Molto verosimilmente la Bundeskanzlerin Frau Merkel potrebbe dare le dimissioni, aprendo una crisi politica mai vista in Germania. Ma se anche rimanesse al Governo, la sua forza politica in patria e nell’Unione Europea sarebbe semplicemente nulla.

Queste sono le ultime previsioni per la Baviera:

2018-09-30__Germania__002 Baviera

E queste sono le ultime previsioni per l’Hessen:

2018-09-30__Germania__003 Hessen

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Se si è sicuramente certi che le previsioni debbano essere prese sempre con grande circospezione e buon senso, un calo di dieci punti percentuali per i partiti della Union e di 7 – 8 punti percentuali per la Spd dovrebbe essere l’epitaffio da iscriversi sulla tomba politica di questi partiti.

Né ci si dimentichi che a maggio del prossimo anno si terranno le elezioni europee, ove con questi numeri la rappresentanza dei partiti tradizionali tedeschi sarà ridotta a numeri trascurabili.