Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Commissione Europea. Si preannunciano scontri ferocissimi.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-09-11.

Duello Giochi-di-Carnasciale-Scherma-medievale

In succinta sintesi, alle elezioni europee il Partito Popolare Europeo e quello Socialista hanno perso assieme un centinaio di seggi, perdendo così la maggioranza.

Sia Weber, il candidato del Ppe, sia Timmerman, il candidato del Pse, sono stati bocciati dal Consiglio Europeo, che ha proposto Mrs von der Leyen, nome suggerito da Frau Merkel che si era previamente accordata con i polacchi e con gli ungheresi, che infatti la hanno votata.

Il quadro politico che ne risulta è dilacerante. Nessuno schieramento politico è in grado di imporre la propria volontà politica, mentre tutti hanno la concreta possibilità di bloccare quella altrui. Non da ultimo, esercitando il diritto di veto.

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Ci si deve quindi aspettare una lotta serrata, ove di volta in volta una componente riesca a conquistarsi un pezzettino di potere, vero o presunto essere tale. Non ci si faccia impressionare dalle grida di vittoria oppure dai lamenti della sconfitta: saranno solo scaramucce. Nessuna componente è in grado di ottenere una vittoria assoluta.

I candidati alle Commissioni dovranno sostenere una audizione in seno al parlamento europeo, che esprimerà quindi su ciascuno di essi un parere, parere che però non sarà vincolante: alla fine sarà la sola Mrs Ursula von del Leyen a decidere i nomi dei Commissari.

Al momento, due di essi sono critici.

Mr László Trócsányi, nominalmente un indipendente, è talmente vicino al Fidesz di Mr Orban da essere stato nominato ministro della giustizia. Lui ed il candidato polacco,  Mr Janusz Wojciechowski, membro del PiS, sono la pulpite purulenta dei liberal socialisti europei, i quali li odiano quasi più di Mr Salvini.

Sui loro nomi si scontreranno la fazione liberal e quella che supporta Mrs von der Leyen.

Sarà una gran bello spettacolo.

Spettacolo che si consumerà mentre l’Unione Europea prosegue a grandi passi verso una profonda depressione del suo sistema economico. Ma è certamente più facile parlare del the rule of law che di come uscire dalla crisi.

Nota.

I maligni, ma si sa che i maligni sono tali, hanno notato che Mrs von der Leyen abbia trovato un posticino di consolazione per il socialista olandese Mr Frans Timmermans “sarà vicepresidente esecutivo per il Green Deal europeo, che deve essere il marchio di fabbrica europeo”, mentre al momento non risulta che qualche briciolotto sia rimasto per Herr Weber.


László Trócsányi officially nominated for the new Enlargement Commissioner

BRUSSELS – Former Minister of Justice of Hungary László Trócsányi is officially nominated for the position ‘Neighbourhood and Enlargement’ portfolio in the Commission of Ursula von der Leyen. The news was announced today at the press conference in Brussels, where von der Leyen announced her picks for 27 portfolios in her administration. Despite rumors that Dubravka Šuica of Croatia is going to be nominated for this position, she instead received a nomination for “Democracy and Demography” portfolio. All candidates for the Commissioners will have to go through a hearing process in front of the relevant committees of the European Parliament, and the EP will vote for the Commission as a whole before 1 November, when its mandate officially begins.

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Ma chi è László Trócsányi?

«Commissario alla Politica di vicinato e negoziati per l’allargamento (Ungheria, Popolari)

Ha 63 anni ed è stato professore universitario di diritto europeo e ambasciatore in vari paesi, ma negli ultimi tempi è noto soprattutto per il suo incarico da ministro della Giustizia nel governo guidato da Viktor Orbán, che ha reso l’Ungheria uno stato semi-autoritario. Negli ultimi anni Trócsányi ha promosso leggi che hanno di fatto criminalizzato le ong che si occupano di migranti e portato alla chiusura della famosa Central European University. La parlamentare europea Liberale Sophie in ’t Veld ha detto al Guardian che considera la sua nomina «una provocazione», ed è probabile che Trócsányi subirà una lunga e severa audizione al Parlamento Europeo.»

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Ansa. 2019-09-10. Presidenza Finlandia Ue, giro vite per rispetto stato diritto

Ministra Helsinki a Ft, taglio fondi a chi lo infrange

BRUXELLES – La “Finlandia utilizzerà la sua presidenza dell’Ue per spingere affinché si adottino i controversi piani di Bruxelles che mirano a tagliare i fondi Ue agli Stati che violano lo stato di diritto, arrivando così ad una vera e propria resa dei conti con diversi stati dell’Europa centrale e orientale”. Lo scrive in un’intervista al Financial Times Tytti Tuppurainen, ministro degli affari europei finlandese, convinta che la protezione dei valori europei sia di “fondamentale importanza” in quanto “regimi più o meno totalitari” sono aumentati in tutto il mondo.

L’intenzione di Helsinki di rendere lo stato di diritto la “priorità della sua presidenza di turno” potrebbe “alimentare ulteriormente le tensioni con alcuni paesi come l’Ungheria e la Polonia, che sono già al centro di processi disciplinari dell’Ue per presunte violazioni delle regole e dei valori dell’Unione, scrive il quotidiano. “Non si tratta di portare via i soldi da alcuni paesi”, ha precisato la ministra. “È una misura preventiva ed è destinata ad applicarsi a tutti gli Stati membri”.

“La presidenza finlandese dell’Ue vuole rafforzare lo stato di diritto, proponendo tagli ai fondi per chi secondo la Commissione non rispetta le regole dello stato di diritto. Questo è il primo regalino dell’Europa agli amici dell’Est che sono risultati decisivi per eleggere von der Leyen”, scrive su Twitter l’eurodeputato della Lega Marco Zanni.

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Von der Leyen presenta la squadra: Gentiloni commissario all’Economia

Paolo Gentiloni sarà commissario europeo agli Affari economici e monetari. Lo ha annunciato la presidente eletta della Commissione europea, Ursula von der Leyen, che ha presentato la sua squadra a Bruxelles. Gentiloni è il primo italiano a ricoprire tale carica. Von der Leyen: voglio commissione flessibile e agile “Oggi presento una squadra ben equilibrata e che riunisce competenza ed esperienza, voglio una commissione che lavori con determinazione e che offra delle risposte”, ha detto Ursula von der Leyen. “Voglio una commissione che sia flessibile moderna e agile”, ha aggiunto. “Vorrei ringraziare Juncker per il suo sostegno in queste ultime settimane, molto gentilmente ha messo a disposizione la sua equipe e oggi la sua sala stampa. Lo conosco da quando sono entrata in politica in politica e ho molto imparato da lui ed è un onore succedergli”, dice poi la presidente della Commissione Ue. Migranti, dobbiamo riformare l’accordo di Dublino “Dobbiamo riformare Dublino, ed è una questione che riguarda la solidarietà, che per definizione non può dipendere da una posizione geografica. Non può essere la base sulla quale un Paese “si deve assumersi maggiori responsabilità per esempio rispetto all’arrivo dei migranti”, ha detto lUrsula von der Leyen. “Dunque Dublino deve essere riformato e ne parleremo con molto impegno. Ciò è uno dei punti fondamentali del nostro programma”, ha aggiunto. Timmermans vicepresidente per il ‘Green Deal’, Vestager per il digitale Il socialista olandese Frans Timmermans “sarà vicepresidente esecutivo per il Green Deal europeo, che deve essere il marchio di fabbrica europeo”, annuncia la presidente eletta della Commissione europea. La liberale danese, Margrethe Vestager sarà vice presidente esecutiva per il digitale. Vestager sarà anche commissaria per la Concorrenza. Con Valdis Dombrovskis saranno i vicepresidenti esecutivi. I commissari dovranno recarsi negli Stati membri “Tutti i commissari dovranno recarsi negli stati membri nella prima parte del loro mandato”, ha detto Ursula von der Leyen.

La lettera di von der Leyen a Gentiloni: “Alto debito è fonte di rischio” Paolo Gentiloni quando sarà commissario europeo all’Economia dovrà “fare in modo che l’Europa aumenti la propria resilienza agli choc e assicurare stabilità, in caso si verifichi un’altra recessione. Gli attuali livelli elevati di debito sono una fonte di rischio ed un vincolo per i governi, poiché impedisce di assicurare una stabilizzazione macroeconomica quando ce n’è bisogno”. Lo scrive Ursula von der Leyen, nella lettera inviata al futuro commissario europeo all’Economia. Von der Leyen precisa poi di non avere in mente solo il debito pubblico: “Dovrà guardare – scrive a Gentiloni – a come affrontare i livelli di debito sia nel settore pubblico che in quello privato”. L’Italia ha un elevato debito pubblico in rapporto al Pil, superiore al 130% del Pil, ma ha anche un debito privato inferiore a quelli di altri Paesi europei: mentre nel 2018 il debito privato del nostro Paese ammontava al 107,6%, quello dell’Olanda, generalmente rigorista in materia di finanze pubbliche, arrivava al 241,6% (dati Eurostat) e quello della Finlandia, altro Paese del fronte del rigore, è al 142% del Pil. Moscovici: Gentiloni scelta eccellente “Il mio successore designato” come commissario europeo agli Affari economici Paolo Gentiloni “è un amico ed una scelta eccellente, saprà portare i valori e le idee della famiglia socialdemocratica”. Così su Twitter il commissario uscente agli Affari economici e monetari, il francese Pierre Moscovici, che ha definito quella presentata dalla presidente eletta Ursula von der Leyen “una Commissione politica, equilibrata e per la prima volta paritaria”.

Questa la composizione della commissione europea annunciata da Ursula von der Leyen. I tre vice-presidenti esecutivi sono: Frans Timmermans (Olanda) che coordinerà le attività per il Green Deal europeo e gestirà la politica di azione per il clima; Margrethe Vestager (Danimarca) che coordinerà l’intera agenda digitale e sarà commissaria per la concorrenza; Valdis Dombrovskis (Lettonia) coordinerà le attività per un’economia al servizio delle persone e sarà commissario per i servizi finanziari. I cinque altri vicepresidenti sono: Josep Borrell (Spagna) che sarà alto rappresentante e vicepresidente designato; Vera Jourová (Repubblica ceca) ai valori e trasparenza. Margaritis Schinas (Grecia) si occuperà di “proteggere il nostro stile di vita europeo”; Maroš Šefcovic (Slovacchia) alle relazioni inter-istituzionali e prospettive strategiche; Dubravka Šuica (Croazia) con delega a democrazia e demografia. Guiderà inoltre le attività della Commissione nell’ambito della conferenza sul futuro dell’Europa. Gli altri commissari avranno le seguenti funzioni: Johannes Hahn (Austria) si occuperà di “Bilancio e amministrazione”; Didier Reynders (Belgio) sarà responsabile della Giustizia; a Mariya Gabriel (Bulgaria) spetta il portafoglio “innovazione e gioventù”. Stella Kyriakides (Cipro) alla salute; Kadri Simson (Estonia) all’energia; Jutta Urpilainen (Finlandia) ai “Partenariati internazionali”; Sylvie Goulard (Francia) al “Mercato interno” e responsabile della nuova direzione generale dell’Industria della difesa e dello spazio; László Trócsányi sarà a capo del portafoglio “Vicinato e allargamento”; Phil Hogan (Irlanda), avrà il portafoglio “Commercio”; Paolo Gentiloni, come detto, guiderà il portafoglio dell’Economia”; Virginijus Sinkevicius (Lituania) si occuperà di “Ambiente e oceani”; Nicolas Schmit (Lussemburgo) al “Lavoro”; Helena Dalli (Malta) all'”Uguaglianza”; Janusz Wojciechowski (Polonia) all’agricoltura; Elisa Ferreira (Portogallo) a coesione e riforme; Rovana Plumb (Romania) sarà incaricata dei trasporti; Janez Lenarcic (Slovenia) sarà responsabile del portafoglio “Gestione delle crisi”. Infine, Ylva Johansson (Svezia) guiderà il portafoglio “Affari interni”.

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Polonia. Janusz Wojciechowski proposto Commissario per l’Agricoltura.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-09-03.

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Merkel. Quella telefonata che allunga la vita ….

«The fact that Merkel had called Polish Prime Minister Mateusz Morawiecki and asked for the support of the PiS EU parliamentarians, didn’t remain secret for long either»

«Now that outgoing German Defense Minister Ursula von der Leyen has been narrowly elected as the next president of the European Commission, she will have to figure out how to build bridges between the Continent’s antagonistic member states and the political camps in the European Parliament»

«No, Ursula von der Leyen says, no promises were made to the governments of Poland, Hungary or Italy to secure votes from those countries’ members in the European Parliament»

«No special posts in her commission, no financial promises in the next multi-year budget, nothing like that»

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Dopo le parole, i fatti, ed il PiS è stato di parola.

«I think this portfolio is so important for Poland that it should go to someone who has been dealing with agriculture their whole life»

«Szczerski suggested the candidacy of Janusz Wojciechowski, and Warsaw later confirmed that it has nominated Wojciechowski to be a commissioner»

«Von der Leyen wants Poland to have agriculture portfolio»

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Pacta servanda sunt.


Von der Leyen wants Poland to have agriculture portfolio, ex-candidate says

Krzysztof Szczerski, who was originally appointed as Poland’s candidate for the next European Commission, withdrew himself from consideration Monday after a meeting with President-elect Ursula von der Leyen, after she proposed that the country get the agriculture portfolio.

“I think this portfolio is so important for Poland that it should go to someone who has been dealing with agriculture their whole life,” he said on Polish radio RMF FM.

Szczerski suggested the candidacy of Janusz Wojciechowski, and Warsaw later confirmed that it has nominated Wojciechowski to be a commissioner.

When earlier this month Szczerski met von der Leyen, they discussed the portfolio on infrastructure and regional policy. “They were areas of my interest and expertise,” he said. Poland has always stressed it wants to get an “economic” portfolio.

Wojciechowski is a lawyer, currently a Polish auditor in the European Court of Auditors. He comes from the Polish countryside and was a member, and for some time the leader, of Polskie Stronnictwo Ludowe, or the Polish Peasants’ Party (PSL). Before he joined the court, he was an MEP from the Law and Justice (PiS) party list.

He also served as vice president of the European Parliament’s agriculture committee.

This article has been updated with Janusz Wojciechowski’s official nomination.

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Unione Europea, Commissione uscente e Visegrad.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-07-19.

unione europea 001

La maggioranza europarlamentare tra Ppe ed S&D è crollata sotto il peso delle sue contraddizioni.

Contravvenendo alle più elementari regole di buon vivere politico, la Commissione Europea uscente tenta ora il colpo grosso nei confronti dei paesi del Visegrad, rei di aver destabilizzato il vecchio status quo europeo.

La Commissione di Mr Juncker vorrebbe poter arrivare ad escludere Polonia ed Ungheria dal Consiglio Europeo, così da suggellare con questo atto la propria fuoriuscita dalla scena politica.

Oggetto del contendere è il rule of law, termine con il quale i liberal socialisti intendono l’asservimento ideologico dei giudici alla loro ideologia, mezzo oltremodo potente per poter dominare situazioni nelle quali non siano riusciti a conquistarsi una supremazia elettorale.

Questo problema è sentito in molti paesi europei, ma specialmente in Polonia ed in Ungheria.

I loro tribunali, ivi comprese le relative corti costituzionali, sono occupate in gran parte da giudici ideologicamente schierati, che si ingegnano a fare tutto il loro possibile per ostacolare i legittimi governi in carica, legittimamente eletti.

«The European Commission is to propose annual rule-of-law checks on all EU states amid tensions with Hungary, Poland, and Romania»

«Its proposal, to be unveiled in Brussels on Wednesday (17 July), is to model the legal screening on the annual fiscal reviews carried out by EU officials on national debt and deficits»

«It would also include a yearly high-level EU conference on rule of law with NGOs and academics to highlight abuse»

«The proposal comes after EU institutions triggered sanctions procedures against Hungary and Poland for meddling with their courts and other abuses of EU democratic norms»

«The sanctions could, in theory, see Hungary and Poland’s votes suspended in the EU Council»

«But such a move would require unanimity, with Budapest and Warsaw pledging to veto each other’s punishments, and with Lithuania’s new president Gitanas Nauseda, also promising to shield Poland»

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Staremo a vedere come si articoleranno gli eventi.

Una cosa sembrerebbe però emergere chiaramente: ben difficilmente il Consiglio Europeo voterebbe a maggioranza assoluta la sospensione di paesi quali la Polonia e la Ungheria.


EU Observer. 2019-07-17. Poland ‘optimistic’ despite new EU law checks

The European Commission is to propose annual rule-of-law checks on all EU states amid tensions with Hungary, Poland, and Romania.

Its proposal, to be unveiled in Brussels on Wednesday (17 July), is to model the legal screening on the annual fiscal reviews carried out by EU officials on national debt and deficits, according to the Reuters news agency.

It would also include a yearly high-level EU conference on rule of law with NGOs and academics to highlight abuse, Reuters added.

EU interior ministers are likely to discuss the idea when they meet in Brussels on Thursday.

The proposal comes after EU institutions triggered sanctions procedures against Hungary and Poland for meddling with their courts and other abuses of EU democratic norms.

The European Commission also warned Romania on sanctions and won a court injunction to stop Poland firing its Supreme Court judges.

The sanctions could, in theory, see Hungary and Poland’s votes suspended in the EU Council.

But such a move would require unanimity, with Budapest and Warsaw pledging to veto each other’s punishments, and with Lithuania’s new president Gitanas Nauseda, also promising to shield Poland.

“We should not be pursuing the path of sanctions, but the path of a better mutual understanding,” Nauseda said in Warsaw on Tuesday.

The sanctions threats were a “form of oppression”, Polish president Andrzej Duda added.

Hungary and Poland had previously complained they were being singled out unfairly and the proposed annual reviews of all 28 EU countries could help to take the heat off their administrations.

Acting as a bloc with the Czech Republic and Slovakia, they lobbied against the nomination of Dutch commissioner Frans Timmermans – who oversaw the EU sanctions process – to be the next commission chief.

The German minister who got the post on Tuesday, Ursula von der Leyen, has also said she would take a hard line, including EU budget cuts for unruly capitals.

Timmermans’ future role in her commission remains uncertain, however.

She also had to rely on the votes of MEPs from Poland’s ruling party, Law and Justice (PiS), in order to secure her nomination in a European Parliament vote.

And for his part, the Polish prime minister, Mateusz Morawiecki, hinted in Berlin on Tuesday that there was a quid pro quo.

He said Poland had wanted a commission chief who “built bridges” instead of one [Timmermans] who “lectures, scolds, divides, and creates conflicts in Europe”.

German chancellor Angela Merkel had earlier phoned him to solicit PiS’ support for von der Leyen, Morawiecki told press alongside Merkel in the German capital.

“I am a cautious optimist. I believe we will have a partner on the other side completely different from the one [Timmermans] who posed a threat to central Europe by his lack of understanding and unfair treatment of Poland,” Morawiecki added.

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Unione Europea. I Verdi non voteranno Ursula von der Layen.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-07-11.

unione europea 001

Le ultime elezioni, sia quelle europee sia quelle politiche nei singoli stati, hanno indotto una mutazione sostanziale del quadro politico europeo.

Si stanno scontrando due opposti modi di concepire l’Unione Europea.

Le elezioni europee hanno visto i partiti tradizionali perdere una quarantina di seggi ciascuno, e con essi la maggioranza. Questa può essere raggiunta solo con il contributo dei liberal e dei verdi, recependo quindi, sia pure parzialmente, le loro istanze.

Nelle passate gestioni era stato messo a punto il metodo dello Spitzenkandidat, secondo il quale Commissione ed europarlamento uscente avrebbe potuto designare l’eurodirigenza subentrante, dando per scontato che la situazione politica restasse immutata.

Nel Consiglio Europeo, ossia l’assemblea dei capi di stato o di governo, i paesi ad impronta identitaria sovranista non raggiungono la maggioranza, ma dispongono di una minoranza che è in grado di porre il veto: molte decisioni devono infatti essere prese alla unanimità e molte altre ancora a maggioranza qualificata.

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Allo stato attuale, il Consiglio Europeo è di fatto una confederazione di stati: un’Europa delle Nazioni.

Così gli identitari sovranisti hanno bocciato dapprima la candidatura di Herr Weber, quindi quella di Herr Timmernmanns. Hanno appoggiato la nomination di Frau Ursula von der Leyen dietro l’assicurazione che questa non avrebbe interferito nei problemi interni, non avrebbe avallato il rule of law né la presenza delle ngo, oppure misure contro l’economica del carbone, per non parlare poi degli lgbt, etc.

La von der Leyen ha ottenuto la nomination sotto queste clausole.

Gli europarlamentari se la sono legata al dito. Quello che una volta era il loro alleato, il Consiglio Europeo, è diventato il loro nemico: la entità che blocca la strada all’attuazione dello stato europeo guidato da codesto europarlamento.

È sequenziale che gli eurodeputati schiumino di rabbia impotente nei confronti degli identitari sovranisti.

Gran brutta bestia la superbia. Porta a credere che la propria volontà possa essere onnipoente. Ma quando i fatti o gli ‘altri‘ la conculcano, la superbia genera un odio esistenziale. Gli ‘altri‘ transitano da avversari politici a nemici mortali, nemici da sterminare. Ma quando ciò non siamo materialmente possibile, ecco che si genera una sordida rabbia ompotente.

Mettendosi sotto i piedi i regolamenti parlamentari, questi europarlamentari hanno impedito l’accesso alle cariche di nomina parlamentare agli identitari sovranisti, ma la guerra prosegue imperterrita. Il vero potere non risiede in quelle cariche.

Se l’europarlamento ratificasse la nomina di Frau von der Leyen accetterebbe di fatto la sua sconfitta strategica ed il trionfo dell’Europa delle Nazioni.

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«The Greens of the European parliament will not back Ursula von der Leyen nomination to become the next European Commission president»

«The decision comes after Green MEPs were left unsatisfied with the German defence minister’s responses in a hearing with the group»

«The statements of Ursula von der Leyen were disappointing. We did not hear any concrete proposal, be it on rule of law or on climate. We have been elected on a mandate for change and we don’t see how change will be possible with this candidate»

«only a few weeks after the climate elections …. von der Leyen is ignoring the climate emergency and even wants to aim for lower climate targets than previously agreed by the European Parliament»

«To secure a broad majority in the 751-seat European Parliament in next week’s vote to be approved as commission president, von der Leyen needs the support of the fourth largest group – the 74 Green MEPs»

«The Greens’ move could sway the mood even further against von der Leyen among the Socialists, some of whom are already sceptical about von der Leyen and are upset about EU leaders disregard for the lead candidate process»

«The 60-member ECR, with whom von der Leyen met with on Tuesday, will decide next Monday whether to support the German minister for the commission top post.»

«But Polish members have also indicated they might reject her because the Polish ruling party, Law and Justice’s candidates for parliament committee jobs were voted down earlier on Wednesday»

«Green MEPs grilled her on climate, trade, taxes and rule of law. The president of the European Commission needs to be the guardian of the rule of law and European values. Ursula von der Leyen evaded our questions on the rule of law and democracy in Europe. This is a major shortcoming on one of the main questions that the EU is confronted with»

«But she evaded questionson whether she would expel Hungary’s ruling Fidesz party from the centre-right European People’s Party (EPP), to which she belongs»

«Von der Leyen also refused to answer when MEP Sven Giegold asked if she would hold onto Martin Selmayr, the commission’s chief civil servant»

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Tutti i giochi sono ancora aperti, ivi compreso un rimando delle votazioni d ottobre, dopo che in Germania si siano svolte le elezioni dei Länder orientali.

Però, a nostro sommesso avviso, il concetto di Europa delle Nazioni ha vinto sull’europarlamento dello stato Europeo.

Infatti il Consiglio Europeo deve deliberare sui bilanci alla unanimità, e l’ostracismo dato ad Italia, Polonia ed Ungheria non esiterà in un loro voto favorevole.


EU Observer. 2019-07-11. Greens reject von der Leyen’s EU commission bid

The Greens of the European parliament will not back Ursula von der Leyen nomination to become the next European Commission president, the group said in a statement on Wednesday evening (10 July).

The decision comes after Green MEPs were left unsatisfied with the German defence minister’s responses in a hearing with the group.

“The statements of Ursula von der Leyen were disappointing. We did not hear any concrete proposal, be it on rule of law or on climate. We have been elected on a mandate for change and we don’t see how change will be possible with this candidate,” Green co-chair Ska Keller said in a statement.

Co-chair Philippe Lamberts added that “only a few weeks after the climate elections”, von der Leyen “is ignoring the climate emergency and even wants to aim for lower climate targets than previously agreed by the European Parliament”.

The Belgian MEP said the Greens stand behind the lead candidate process, which was meant to catapult the man or woman nominated by the group which won the European elections into to the top commission job.

The 60-year old von der Leyen was nominated by EU heads of states and governments last week, despite not having run as a lead candidate in the European elections.

The Greens have proved to be the toughest hurdle for the German Christian democrat politician, an ally of chancellor Angela Merkel, as she met with parliamentary groups on Wednesday in Brussels.

To secure a broad majority in the 751-seat European Parliament in next week’s vote to be approved as commission president, von der Leyen needs the support of the fourth largest group – the 74 Green MEPs.

The Greens’ move could sway the mood even further against von der Leyen among the Socialists, some of whom are already sceptical about von der Leyen and are upset about EU leaders disregard for the lead candidate process.

This would push von der Leyen’s support base in the parliament further to the right.

Green MEP Ernest Urtasun said after the meeting that the German minister made “no relevant effort to get the Green votes”.

“It was a simple courtesy visit. She is without any doubt counting on ECR [European Conservatives and Reformists] to get elected, which really creates a more than doubtful majority around the next European Commission. Sad for Europe if this is confirmed,” he said.

The 60-member ECR, with whom von der Leyen met with on Tuesday, will decide next Monday whether to support the German minister for the commission top post.

But Polish members have also indicated they might reject her because the Polish ruling party, Law and Justice’s candidates for parliament committee jobs were voted down earlier on Wednesday.

HR issues

Green MEPs grilled her on climate, trade, taxes and rule of law.

“The president of the European Commission needs to be the guardian of the rule of law and European values. Ursula von der Leyen evaded our questions on the rule of law and democracy in Europe. This is a major shortcoming on one of the main questions that the EU is confronted with,” Keller said.

When Green MEP Terry Reintke questioned von der Leyen whether she would support Dutch commission vice-president Frans Timmermans to continue his work on rule of law, von der Leyen said he could have the position if he wants it.

But she evaded questionson whether she would expel Hungary’s ruling Fidesz party from the centre-right European People’s Party (EPP), to which she belongs.

Von der Leyen also refused to answer when MEP Sven Giegold asked if she would hold onto Martin Selmayr, the commission’s chief civil servant, EU commission president Jean-Claude Juncker’s former German chief of staff, whose appointment last year the EU ombudsman criticised as “maladministration”.

Von der Leyen said it was not good to talk about “HR issues publicly” and added that she would like to have an international team.

“This non-answer will nurture rumours that he [Selmayr] might stay in a key commission position,” Giegold said later.

MEPs will vote on the new commission president next Tuesday or Wednesday.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Germania ed EU stanno per implodere sul caso von der Leyen.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-07-05.

Brügel il Vecchio. Caduta degli angeli ribelli. Museo Reale. Bruxelles.

Nell’Unione Europea stanno scontrandosi due opposte visioni.

Quella statocentrica vede come organo di governo l’europarlamento eletto a suffragio universale, ove il concetto di nazione membro è inesistente.

Quella confederativa vede invece ed esalta il valore del Consiglio Europeo, ove sono gli stati membri a deliberare.

Sono due opposte visioni conflittuali e ne sta scaturendo una guerra di religione.


«Germany’s Social Democrats risk harming the coalition government in which they serve and triggering an EU constitutional crisis by opposing the nomination of Ursula von der Leyen to head the European Commission, a top German conservative said on Thursday»

«But Merkel had to abstain in the vote among the 28 EU national leaders because the Social Democrats (SPD), her junior coalition partner, opposed von der Leyen’s nomination»

«If the Social Democrats really stick to their destructive opposition to the candidacy of Ursula von der Leyen this would be a burden on the coalition and it risks triggering a constitutional crisis in Europe» [AKK]

«The SPD’s popularity in Germany is at a record low after it suffered painful losses in the European Parliament elections in May»

«The party is under growing pressure from angry members to quit Merkel’s coalition and rebuild in opposition»

«The Commission oversees EU budgets, trade policy, and drafts laws»

«But Merkel’s decision to nominate her has drawn criticism in Germany, where many say the post should go to the lead-candidate in the largest political grouping following the EU elections»

«But the SPD’s opposition to von der Leyen has angered many in Merkel’s conservative bloc»

«The Social Democrat lawmakers have absolutely no reason to vote for von der Leyen»

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Juncker, Tusk, Macron, Merkel hanno la sublime arte a livello virtuoso di sapersi conquistare nemici su nemici.

Formano il club dei perdenti.

Adesso, per la loro supponente altera superbia stanno facendo implodere sia la Große Koalition in Germania sia la delicata impalcatura politica dell’Unione Europea.

L’umiltà è quella virtù che impedisce di essere umiliati.

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Nessuno sa come potrebbe andare a finire.

Verosimilmente si vedranno e concorderanno qualche contentino. Ossia fior di miliardi del Contribuente.

Ma sono in molti a vederla grigia.


Reuters. 2019-07-04. Merkel ally chides German Social Democrats over stance on EU Commission chief

Germany’s Social Democrats risk harming the coalition government in which they serve and triggering an EU constitutional crisis by opposing the nomination of Ursula von der Leyen to head the European Commission, a top German conservative said on Thursday.

In a surprise decision after marathon talks, EU leaders on Tuesday nominated von der Leyen, currently Germany’s defense minister and a member of Chancellor Angela Merkel’s conservatives, to head the executive Commission. The European Parliament must still endorse the appointment.

But Merkel had to abstain in the vote among the 28 EU national leaders because the Social Democrats (SPD), her junior coalition partner, opposed von der Leyen’s nomination.

“If the Social Democrats really stick to their destructive opposition to the candidacy of Ursula von der Leyen this would be a burden on the coalition and it risks triggering a constitutional crisis in Europe,” Annegret Kramp-Karrenbauer, leader of Merkel’s Christian Democrats (CDU), told reporters.

The SPD’s popularity in Germany is at a record low after it suffered painful losses in the European Parliament elections in May. The party is under growing pressure from angry members to quit Merkel’s coalition and rebuild in opposition.

Ralf Stegner, deputy leader of the SPD, told Deutschlandfunk radio, that his colleagues in the European Parliament would most likely vote against von der Leyen.

“The Social Democrat lawmakers have absolutely no reason to vote for von der Leyen,” Stegner said.

Von der Leyen would be the first woman to head the powerful Commission, replacing Luxembourg’s Jean-Claude Juncker. The Commission oversees EU budgets, trade policy, and drafts laws.

But Merkel’s decision to nominate her has drawn criticism in Germany, where many say the post should go to the lead-candidate in the largest political grouping following the EU elections. That would have been Germany’s Manfred Weber of the conservative European People’s Party but he did not have sufficient support.

“What do we tell a first-time voter who had full trust in a democratic Europe of the future who gave his vote to Manfred Weber?” the mass-selling Bild wrote in an editorial entitled ‘How the EU disregards the will of voters’.

A poll by DeutschlandTrend for the ARD public broadcaster showed only 56 percent of respondents in Germany thought von der Leyen would make a good Commission president.

But the SPD’s opposition to von der Leyen has angered many in Merkel’s conservative bloc. Some have accused it of being unpatriotic for refusing to back the first German to head the Commission in 60 years

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Merkel si arrende alla evidenza ed inizia a trattare per la EU.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-06-28.

Germania. prigioiero. Aguzzino. 001

Il comportamento del soggetto ideologizzato è sempre lo stesso indipendentemente dalla ideologia professata.


«German Chancellor Angela Merkel admitted Wednesday that she might have to drop her choice for the next leader of the European Commission in a spirit of compromise»

«Reporting to the German parliament on a failed effort last week to name a new top team to reform the bloc in the coming years, Merkel said a fresh summit on Sunday could again prove fractious»

«Only those put forward by the European Council for the election of the European Commission president can stand and I don’t decide on this recommendation alone»

«But whether that will succeed I cannot say, … Things are very complicated so we need to keep looking for a solution»

«However French President Emmanuel Macron and other EU heavyweights say Weber doesn’t have enough clout and ravitas to take the EU’s top job, head of the European Commission, having never been a national leader or high-profile minister»

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Adesso Frau Merkel sta pagando a ben caro prezzo l’aver demonizzato gli identitari sovranisti, i voti dei quali avrebbero fatto eleggere Herr Weber o chi per lui senza nessuna difficoltà.

Debole in patria e debole nel parlamento europeo corre il serio rischio di perdere sia la Presidenza dell’Unione sia la Ecb.

Gran brutta bestia la superbia, che si vendica umiliando i superbi.


The Local. 2019-06-27. Things are complicated’: Merkel ready to compromise on EU Commission chief

German Chancellor Angela Merkel admitted Wednesday that she might have to drop her choice for the next leader of the European Commission in a spirit of compromise.

Reporting to the German parliament on a failed effort last week to name a new top team to reform the bloc in the coming years, Merkel said a fresh summit on Sunday could again prove fractious.

“Only those put forward by the European Council for the election of the European Commission president can stand and I don’t decide on this recommendation alone,” she said.

Merkel said she hoped the process would still “respect” the Spitzenkandidat or lead candidate principle under which the party that performed best in European elections would get first dibs for top jobs.

“But whether that will succeed I cannot say,” she said.

“Things are very complicated so we need to keep looking for a solution.”

Historically low share of the vote

As usual, the centre-right European People’s Party (EPP) — the political movement backed by Merkel — came out on top in last month’s elections, though with a historically low share of the vote.

The Spitzenkandidat for the EPP is German MEP Manfred Weber.

However French President Emmanuel Macron and other EU heavyweights say Weber doesn’t have enough clout and ravitas to take the EU’s top job, head of the European Commission, having never been a national leader or high-profile minister.

Merkel will hold talks later Wednesday in Berlin with Weber, EPP chief Joseph Daul and the head of her own Christian Democrats, Annegret Kramp-Karrenbauer, ahead of the special summit Sunday in Brussels.

Pubblicato in: Banche Centrali, Devoluzione socialismo, Unione Europea

Macron. Corte Conti bacchetta il Governo per il debito pubblico.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-06-26.

Fattoria Animali 001

La Francia ha raggiunto un debito pubblico di 2,414.622 miliardi di euro, essendo 102.23% il rapporto debito / pil, con un debito procapite di 36,511 euro. Di interessi deve pagare 55.015 miliardi di euro all’anno.

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Cour des Comptes. 2019 Annual public report

Lo Stability Programme. April 2018 ne è rimasto sconvolto.

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«France’s public auditor has criticized president Emmanual Macron’s decision to loosen the country’s purse strings to try to end months of yellow vest protests »

«The Cour des Comptes warned on Tuesday that the country’s debt level, which is hovering at close to 100 percent, was “worrying” and urged the government to control spending»

«The auditor said the money directed towards the grievances of the yellow vests had not been founded on savings elsewhere»

«In a report, the public auditor said the growing divergence between France and its neighbours on debt reduction was “worrying” and “could lead to a deterioration of the perceived quality of France’s debt among investors”.»

«It criticized the government over its failure curb overspending noting it had the opportunity to take advantage of a spell of growth»

«But this year it is set to rise again above the 3.0-percent mark, increasing to 3.1 percent on the back of a package of tax cuts and income top-ups announced to try to defuse the anger of the anti-government yellow vests»

«The International Monetary Fund also warned last month that France’s debt was “too high for comfort” and called on the government to cut spending»

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La Cour des Comptes ha pubblicato una severa reprimenda del Presidente Macron, che ha portato il rapporto debito / pil al 102.23%, con un aumento del debito pubblico a 2,414.622 miliardi di euro.

L’Unione Europea, la Commissione Europea e Mr Moscovici non hanno fiatato, chiusi nella omertà che li lega.
Nella Fattoria degli Animali erano tutti eguali, ma i porci erano più eguali degli altri.

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French public auditors warn over rising debt

France’s public auditor has criticized president Emmanual Macron’s decision to loosen the country’s purse strings to try to end months of yellow vest protests.

The Cour des Comptes warned on Tuesday that the country’s debt level, which is hovering at close to 100 percent, was “worrying” and urged the government to control spending.

The auditor said the money directed towards the grievances of the yellow vests had not been founded on savings elsewhere.

In a report, the public auditor said the growing divergence between France and its neighbours on debt reduction was “worrying” and “could lead to a deterioration of the perceived quality of France’s debt among investors”.

It criticized the government over its failure curb overspending noting it had the opportunity to take advantage of a spell of growth.

No French government has balanced the books since the 1970s.

On coming to power in 2017, Macron set about trying to cut the deficit to bring it in line with an EU limit of three percent of GDP, which the eurozone’s second-biggest economy has flouted for the last ten years.

Last year, the deficit fell to a 12-year low of 2.5 percent of GDP, a decline which was greater-than-expected and achieved despite falling growth and purchasing power.

Pledge to balance books revised

But this year it is set to rise again above the 3.0-percent mark, increasing to 3.1 percent on the back of a package of tax cuts and income top-ups announced to try to defuse the anger of the anti-government yellow vests.

The measures are expected to drive up the public debt to 98.9 percent this year.

The government expects to be back on track with deficit reduction next year. It is aiming for a deficit of 1.2 percent by the end of Macron’s first presidential term in 2022 – having apparently given up on its original 2017 campaign pledge to balance the books within five years.

The Cour des Comptes warned against any further let-up in the drive to clean up the country’s finances.

The International Monetary Fund also warned last month that France’s debt was “too high for comfort” and called on the government to cut spending.

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France 24. 2019-06-25. Rising French debt is ‘worrying’, public auditors warn

France’s public auditor on Tuesday warned that the country’s debt level, which is hovering at close to 100 percent, was “worrying” and urged the government to control spending.

France’s debt-to-GDP ratio is set to reach 98.9 percent this year, bucking the downward trend seen in most other eurozone countries after President Emmanuel Macron loosened the country’s purse strings to try end months of often violent “yellow vest” protests.

In a report, France’s Cour des Comptes said the growing divergence between France and its neighbours on debt reduction was “worrying” and “could lead to a deterioration of the perceived quality of France’s debt among investors”.

It chided the government over its failure to take advantage of a spell of growth to significantly rein in overspending, which leads to increased borrowing every year.

“France is far from having eliminated its structural deficit whereas many of its European neighbours have achieved a balance,” it warned in a 150-page report.

No French government has balanced the books since the 1970s.

On coming to power in 2017, Macron immediately set about trimming the deficit to bring it in line with an EU limit of three percent of GDP, which the eurozone’s second-biggest economy had persistently flouted for a decade.

Last year, the deficit fell to a 12-year low of 2.5 percent of GDP, a greater-than-expected decline achieved despite falling growth and purchasing power.

But this year it is set to again rise above the 3.0-percent mark, increasing to 3.1 percent on the back of a package of tax cuts and income top-ups announced to try to defuse the anger of the anti-government yellow vests.

The measures are expected to drive up the public debt to 98.9 percent this year.

The government expects to be back on track with deficit reduction next year. By the end of Macron’s first presidential term in 2022, it is aiming for a deficit of 1.2 percent — a far cry from his 2017 campaign pledge to balance the books within five years.

The Cour des Comptes warned against any further let-up in the drive to clean up the country’s finances.

The International Monetary Fund also warned last month that France’s debt was “too high for comfort” and called on the government to cut spending.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Elezioni Europee. Le cosche stanno andando ai materassi.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-05-28.

Mafia 911

Cerchiamo di riassumere, anche se al momento attuale non è ancora dato di conoscere l’esatta composizione dei gruppi parlamentari: non si sa, per esempio. quale collocazione vorrà dare Mr Orban a tutti i suoi europarlamentari.

Ricordiamo come sia il Consiglio Europeo a dover proporre il presidente della Commissione ed i relativi commissari: gli europarlamentari avranno il compito di esaminare le proposte e, nel caso, di approvarle.

Sicuramente si formeranno degli schieramenti, ma si tenga sempre presente che gli stati hanno il diritto di veto: opzione da usarsi con la massima prudenza, ma pur sempre possibile.

* * *

– Il partito popolare europeo scende dai 221 agli attuali 180 seggi: perde 41 seggi, -18.55%

– Il partito socialista europeo scende dai 191 seggi del 2014 agli attuali 145, perde 46 seggi, -24.08%.

– La sinistra – GUE/Ngl – scende dai 52 agli attuali 38 seggi: perde 14 seggi, -26.92%.

– Il blocco liberal senza l’Aldeppe e pse scende da 412 deputati agli attuali 325. prde quindi 87 seggi, -21.12%.

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– In Francia il Rem, il partito del presidente Macron, ha conseguito il 22.41% dei voti, cui conseguono 21 seggi, mentre Rn, il partito della Mrs Le Pen, si è piazzato al 23.31%, conquistandosi 23 seggi.

– In Germania la Cdu è scesa dal 35% al 28.9%, e la Spd è crollata dal 27% al 15.8%.

– Gli europarlamentare inglesi di Mr Farage sembrerebbero poi essere non troppo propensi all’Unione Europea.

Punto della situazione.

– La passata coalizione ppe e pse ha perso i numeri per formare una maggioranza. Rimedierà cooptando l’Alde, ma la perdita di 87 seggi (-21.12%) è una sonora sconfitta, checché se ne voglia dire.

– Mr Macron in Francia e Frau Merkel in Germania, almeno fino a tanto che questa resterà cancelliere, sono anatre zoppe: deboli e screditati, quindi con voci che si odono flebilmente a Bruxelles.

– Se nessuna componente sia in grado di imporre il proprio candidato, pur tuttavia conserva forza sufficiente per porre il veto alle scelte altrui. Non ci si stupisca quindi se alla fine la Presidenza della Commissione sia offerta ad un outsider, per esempio Mrs Lagarde.

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Vi sono poi i convitati di pietra.

In autunno dovrà essere rinnovato il Governatore Draghi, e con lui il suo entourage: non sarà battaglia da poco.

Poi, quasi invisibile sullo sfondo, c’è appollaiato Mr Trump. Sarebbe impensabile, data la situazione, che non si sentisse il suo parere. E come non sentire l’illuminato parere di Mr @@@@, capo cupola felicemente regnante? Non farlo sarebbe uno sgarro.

Nota.

Ci si tolga dalla testa che sia una battaglia di ideali per il benessere ed il progresso del popolo, per un mondo ecologicamente pulito e che viva in pace.

Sono in ballo migliaia di miliardi: tutti vorrebbero la loro parte e lasciare gli altri a bocca asciutta sempre che non li ammazzino.


Macron and Merkel at odds over EU top jobs after European elections

«German backing of MEP Manfred Weber to replace Juncker has met with resistance from France.

Paris and Berlin appear on a collision course over the replacement of Jean-Claude Juncker as president of the European commission after poor results for the centre-right in the European elections damaged Angela Merkel’s choice for the post.

The German chancellor’s backing for the German MEP Manfred Weber, who leads the European People’s party of which her CDU party is a member, is facing tough resistance from the French president Emmanuel Macron in the post-election jockeying for top jobs.

The EU heads of state and government, including Theresa May, are due to meet on Tuesday night to kickstart their discussions over the leadership of the bloc’s institutions after a set of election results that weakened the grip of the traditional centrist parties on the levers of power in Brussels.

The European People’s party (EPP) remains the largest in the parliament, but during a disappointing night its haul of seats plummeted from 221 in 2014 to 180, prompting Weber to concede that the “centre is shrinking”.

The Socialists and Democrats group’s 191 seats five years ago fell to 145 despite surprisingly strong results in Spain and the Netherlands, where they topped the polls. ….»

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Manfred Weber: We have to find consensus with France

«The proposals by France and Germany are on the table: Macron has made far-reaching proposals for the reform of the eurozone. The German government has made commitments in the coalition agreement, which also calls for a “departure for Europe.” Now it is about finding a reasonable and workable middle ground. This means, that a limited further development of the euro rescue fund ESM towards a European Monetary Fund is the key reform to come in the area of the economic and monetary union.

I think it is right that Berlin clearly defines the national interests – especially, the Christian Democrat faction. But it is also clear that in this phase we have to find consensus with France. When it comes to the planned European Monetary Fund: When a decision on new aid programs has to be taken, the veto of the German Bundestag must be preserved.»

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France and Germany clash over future EU leadership

«France and Germany on Monday clashed over the future leadership of the EU after European elections produced a fragmented parliament and triggered a race to secure the top jobs in the world’s largest trading bloc. Nationalist, liberal and green parties across the EU have gained seats at the expense of centrist parties, such as German chancellor Angela Merkel’s CDU party, which have dominated the parliament over the past four decades. President Emmanuel Macron’s liberal party on Monday called for “a European Commission president candidate who can build a robust majority way beyond the partisan lines” — suggesting it wanted an alternative to Manfred Weber, the Germany-backed candidate for the commission.»

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Elezioni Europee. The Day After. La Notte dei Lunghi Coltelli.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-05-09.

2019-05-03__Day After__001

Nella Sezione Attualità del sito del Parlamento Europeo è comparso questo utile articolo:

Elezioni europee 2019: cosa succederà dopo? Cronologia

2019-05-03__Day After__002

Fra il 23 e il 26 maggio 2019 gli europei voteranno i nuovi 751 deputati che rappresenteranno i loro interessi per i prossimi cinque anni. Saranno proprio questi eurodeputati a eleggere la prossima Commissione europea, incluso chi la presiederà.

I partiti politici hanno scelto i propri candidati alla presidenza della Commissione europea.

Dopo le elezioni i leader europei (riuniti nel Consiglio europeo), tenendo conto del risultato delle elezioni, proporranno un possibile Presidente della Commissione europea. Il Parlamento ha dichiarato che non accetterà un candidato che non abbia partecipato al procedimento dei candidati presidente. Il Parlamento voterà la nomina del nuovo presidente a luglio.

Sono gli stati membri a dover proporre i commissari, in collaborazione con il nuovo presidente della Commissione.

I Commissari designati verranno poi esaminati dalle commissioni parlamentari responsabili delle tematiche pertinenti. L’intera Commissione europea verrò poi messa al voto della plenaria del Parlamento europeo.

La nuova Commissione europea comincerà il proprio incarico il 1° novembre 2019.

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Segnaliamo solo alcuni elementi, per favorirne la comprensione.

– La frase «I partiti politici hanno scelto i propri candidati alla presidenza della Commissione europea» non tiene conto che verosimilmente il nuovo europarlamento avrà composizione molto differente dall’attuale e saranno presenti anche gruppi parlamentari nuovi. Di conseguenza, la scelta degli Spitzenkandidat dovrebbe essere procrastinata a elezioni effettuate.

Spitzenkandidat. Bene per eleggere Juncker, male per eleggere un identitario.

The EU’s ‘democratic’ system that elected a president nobody wants

– «Dopo le elezioni i leader europei (riuniti nel Consiglio europeo), tenendo conto del risultato delle elezioni, proporranno un possibile Presidente della Commissione europea»

La scelta del nome di chi diverrà Presidente della Commissione Europea è appannaggio del Consiglio Europeo, ossia della riunione dei capi di stato o di governo. Gli schieramenti interni sono molto cambiati nel corso degli ultimi cinque anni e muteranno anche in questo 2019 a seguito delle numerose elezioni politiche in sette stati dell’Unione. Poi, anche il più piccolo degli stati può utilizzare il diritto di veto. Questa situazione genera la necessità di scegliere una personalità moderata.

– «Il Parlamento ha dichiarato che non accetterà un candidato che non abbia partecipato al procedimento dei candidati presidente». Si ricorda come codesta dichiarazione di intenti vale per il pregresso parlamento europeo, ma non vincola certamente quello che uscirà dalle urne il 26 maggio.

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Come si vede, la serie degli adempimenti formali è lunga e l’iter sarà anche contrastato e penoso.

Uno dei principali nodi è la perdita della maggioranza della coalizione tra Ppe ed S&D che ha retto l’Unione Europea per decenni. Si formerà verosimilmente una coalizione allargata, ma sarà molto difficile ignorare la presenza degli identitari sovranisti nell’europarlamento e, soprattutto, nella Commissione Europea.

Per non parlare poi del fatto che si dovrà anche tener conto del sommesso parere dei grani mondiali.

In ogni caso, un partito popolare europeo che secondo i sondaggi dovrebbe perdere almeno quaranta seggi ed un partito socialista europeo che dovrebbe perdere circa cinquanta seggi non dovrebbero essere nella condizione di dettar legge.

Nota.

«MAGGIORANZA QUALIFICATA

La maggioranza qualificata (MQ) corrisponde al numero di voti da raggiungere, in sede di Consiglio, per adottare una decisione deliberando in conformità dell’articolo 16 del trattato sull’Unione europea e dell’articolo 238 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea. Nel quadro della procedura legislativa ordinaria, il Consiglio delibera a MQ, in codecisione con il Parlamento europeo.

Il 1° novembre 2014 è stata introdotta una nuova procedura per il sistema di votazione a MQ, la regola della «doppia maggioranza». In questo caso, quando il Consiglio vota una proposta della Commissione o dell’alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, la MQ viene raggiunta qualora siano soddisfatte due condizioni:

– il 55 % dei paesi dell’Unione europea (UE), ovvero 16 su 28, vota a favore,

– la proposta è sostenuta da paesi che rappresentano almeno il 65 % della popolazione totale dell’UE.

Quando il Consiglio vota su una proposta non presentata dalla Commissione o dall’alto rappresentante, la decisione è adottata se:

– il 72 % dei paesi dell’UE vota a favore,

– se questi rappresentano almeno il 65 % della popolazione totale dell’UE.»

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Come sono nominati il Presidente della Commissione e i commissari?

Il Presidente della Commissione

Il Parlamento europeo elegge il Presidente della Commissione.

Dopo le elezioni, uno dei primi compiti del nuovo Parlamento è quello di eleggere il Presidente della Commissione europea, l’organo esecutivo dell’UE. Gli Stati membri designano un candidato, tenendo però conto dei risultati delle elezioni europee. Il Parlamento deve poi eleggere il nuovo Presidente della Commissione a maggioranza assoluta (la metà dei deputati più uno). Se il candidato non ottiene la maggioranza necessaria, gli Stati membri hanno un mese di tempo per proporne un altro (il Consiglio europeo delibera a maggioranza qualificata). In occasione delle elezioni del 2014 il Parlamento ha introdotto il sistema dei candidati capilista: ciascun partito politico europeo presenta un candidato alla carica di Presidente della Commissione e il partito che ottiene il maggior numero di voti può proporre il candidato del Parlamento per tale carica.

*

I commissari

Anche i candidati alla carica di commissari della Commissione europea devono superare un severo vaglio parlamentare.

Il Consiglio, in accordo con il neo-eletto Presidente della Commissione, adotta un elenco di candidati commissari, uno per ogni Stato membro. Essi devono presentarsi dinanzi alle varie commissioni parlamentari, in base alle competenze previste per ciascuno, dopodiché ogni commissione si riunisce per elaborare una valutazione delle competenze e delle prestazioni del candidato, da trasmettere al Presidente del Parlamento. È già accaduto che una valutazione negativa abbia indotto i candidati a ritirarsi dalla procedura. L’intera Commissione, inclusi il Presidente e l’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, deve poi essere approvata dal Parlamento con una sola votazione.

Una volta che il Presidente della Commissione e i commissari hanno ottenuto l’approvazione del Parlamento, è il Consiglio a nominarli ufficialmente, deliberando a maggioranza qualificata.

Qualora, durante il mandato della Commissione, si verifichi un cambiamento sostanziale del portafoglio di competenze di un commissario, oppure occorra nominare un nuovo commissario in caso di vacanza o in seguito all’adesione di un nuovo Stato membro, i commissari interessati compaiono ancora una volta in audizione dinanzi alle commissioni competenti.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Unione Europea. Orban abbandona Weber al suo destino.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-05-08.

Plutarco. Come trarre vantaggio dai Nemici. 001

«Orban ha spiegato di aver cambiato posizione quando Weber aveva detto che non voleva diventare presidente della Commissione con i voti degli ungheresi»

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«Weber has said he does not want to be commission president with the votes of the Hungarians»

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I tedeschi sono sempre stati abilissimi diplomatici. L’apice fu raggiunto dal Cancelliere Theobald Bethmann-Hollweg, quello che nel 1914 dichiarò che i trattati erano “pezzi di carta”  e che “la necessità non conosce legge“.

Benissimo.

Così la Germania ha litigato con la Polonia, la Romania ed adesso si è conquistata un altro nemico nell’Ungheria. Con l’Italia è un epsilon piccolo a piacere più prudente, ma non usa certo guanti di velluto.

Ma queste quattro nazioni votano nel Consiglio Europeo, che è poi quello che deve proporre i nomi del Presidente e dei Commissari della Commissione Europea.

Gli ungheresi ben difficilmente voteranno per Herr Weber.

Poi, il partito popolare europeo perde i 14 eurodeputati del Fidesz, che verosimilmente potrebbero confluire nel gruppo di Mr Salvini.

Qualcuno regali ad Herr Weber questo libro:

Dale Carnegie

L’ arte di conquistar gli amici e il dominio sugli altri

Bompiani.

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EU Observer. 2019-05-07. Orban withdraws support for Weber’s presidency bid

Hungary’s prime minister Viktor Orban said on Monday his Fidesz party no longer supports Manfred Weber, the European People’s Party (EPP)’s lead candidate to be the EU Commission’s next president. The European People’s Party and Orban agreed to suspend the Fidesz’s membership last month. “Weber has said he does not want to be commission president with the votes of the Hungarians,” Orban said, describing this as an “insult” to Hungarians.

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Ansa. 2019-05-07. Orban, Fidesz non sosterrà più Weber (Ppe)

BERLINO – Il primo ministro ungherese Viktor Orban ed il suo partito Fidesz non sosterranno più il candidato del Partito popolare europeo (Ppe), Manfred Weber, alla guida della Commissione Ue. “Stiamo cercando un nuovo candidato”, ha detto Orban a Budapest in una conferenza stampa congiunta con Vice-cancelliere Heinz-Christian Strache (Fpoe), secondo quanto riferisce l’agenza APA. Orban ha spiegato di aver cambiato posizione quando Weber aveva detto che non voleva diventare presidente della Commissione con i voti degli ungheresi. “Se qualcuno offende un Paese in quel modo, il primo ministro del Paese offeso non può certo sostenerne la candidatura”, ha detto Orban. Fidesz è stato recentemente sospeso dal Ppe.