Pubblicato in: Banche Centrali, Devoluzione socialismo, Unione Europea

Unione Europea. Recovery Plan bloccato. Nemmeno un cane vuol comprare i bond europei.

Giuseppe Sandro Mela.

2021-07-28.

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Eppure l’Unione Europea è guidata da tre, sedicenti, femmine: Lagarde, von der Leyen e Merkel, ossia il culmine dell’evoluzione, celebrato ed osannato da ogni liberal di retta dottrina.

Tradotto in parole comprensibili, il Recovery Plan avrebbe dovuto essere finanziato tramite la emissioni di bond europei, ossia contraendo un altro prestito, ma nemmeno un cane rognoso e senza denti li vuole acquistare. Questa è la verità che nessun media osa dire.

Niente soldi: tutto fermo.

Il resto sono vane parole senza senso.

Il Green Deal “Fit-for-55” giace come una medusa bolsa sulla battigia, in attesa di spirare per morte naturale.

L’elefantiasico progetto delle gigafactory per le auto entrerà nei trattati di psichiatria come esempio di delirio coatto collettivo.

Gli stati si sono spartiti il nulla.

Solo la inflazione cresce rigogliosa.

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Sorpresa, l’Ue rimanda le decisioni per trovare i soldi del Recovery plan

I 750 miliardi di euro del Recovery plan, almeno nelle “sovvenzioni” da 338 miliardi di euro, dovevano essere finanziati in parte da nuove “risorse proprie”, tra cui la web tax sui giganti digitali e la tassa CO2 alle frontiere.

Il calendario prevedeva che a metà luglio ci fossero proposte approvate in Commissione europea, per poi procedere nel loro iter, che avrebbe dovuto concludersi entro il 2022. Invece, in conferenza stampa il 19 luglio, la Commissione europea ha comunicato di rinviare tutto il pacchetto all’autunno.

D’altra parte, l’agenda di luglio è già stata pesantina. L’approvazione del pacchetto legislativo del Green Deal “Fit-for-55” del 14 luglio è passata con un voto difficile a maggioranza nella Commissione europea. Il pacchetto è studiato, articolato e ambizioso ma capace di sollevare forti critiche e da più parti, dalle industrie automobilistiche ad alcuni Stati, che devono affrontare gigantesche riconversioni (le gigafactory per le auto, il carbone in diversi Paesi dell’est) o politici, per i settori sociali che possono rispondere con la protesta politica ai cambiamenti in corso, come si era visto per i costi energetici-ambientali all’origine delle proteste dei gilet gialli

Dopo il Fit-for-55 la Commissione avrebbe dovuto approvare anche un pacchetto sulle risorse proprie. Si ricorderà il passo di marcia con cui sono state approvate le ratifiche dei parlamenti nazionali sul Recovery e sulle risorse proprie, che si erano concluse il 27 maggio. La corsa contro il tempo serviva per poter chiedere soldi al mercato ma anche per le decisioni di luglio.

Per quanto riguarda la web tax, la frenata è dovuta principalmente al contesto internazionale. Il 16 marzo 2021, i ministri in formato Ecofin, avevano stabilito che la web tax europea sarebbe rimasta distinta dalla tassazione discussa in ambito Ocse, e avevano scritto il calendario delle azioni successive. Il Consiglio europeo del 25 marzo aveva ricollegato i due percorsi e detto che avrebbe adottato la propria web tax se l’Ocse non avesse fatto progressi al riguardo entro la metà del 2021. Così proprio l’accordo al G20 a Venezia del 9 luglio sulla minimum tax del 15% – così ben accolto dai media – ha sostanzialmente spento lo slancio europeo sulla propria web tax.

Da parte statunitense si è fatto ben capire che non sarebbe stato il caso di tassare due volte i giganti del web, anche se per la verità la tassa europea, così come disegnata il 16 marzo dai ministri dell’economia, andava avanti nella convinzione che quella globale o dell’Ocse non sarebbe mai arrivata. In ogni caso, la segretaria al Tesoro statunitense, Janet Yellen, ha ottenuto un rinvio di principio durante il suo incontro con i ministri Ecofin del 12 luglio a Bruxelles.

Poi c’è la tassa CO2 alle frontiere (Carbon Border Adjustment Mechanism), che è stata approvata come proposta legislativa in Commissione il 14 luglio all’interno del Fit-for-55. Essa compenserebbe alla dogana il vantaggio commerciale di merci estere prodotte con standard di contrasto al cambiamento climatico inferiori a quelli europei. È un modo per autofinanziarsi ma anche di sollecitare i partner commerciali dell’UE all’attuazione all’Accordo di Parigi sul clima del 2015. Tuttavia, a parte la Russia e la Cina, anche gli Stati Uniti riconoscono che le loro politiche sulla decarbonizzazione sono in ritardo su quelle europee. Si accenna a possibili contromisure e dazi, con i danni corrispondenti per l’Europa. È una partita che dovrebbe quindi coinvolgere l’Organizzazione mondiale del commercio (WTO/OMC).

Inoltre, ci sono frizioni anche tra gli Stati membri: i Paesi frugali (Austria, Danimarca, paesi Bassi e Svezia) tentennavano sulle risorse proprie, fonte di possibili sprechi. Per alcuni Stati, tali risorse sono sia un vantaggio perché sollevano di un po’ il carico dai bilanci nazionali, sia una preoccupazione perché riducono il potere statale su quel denaro, per quanto limitato. La Germania rimane preoccupata sulle esportazioni, in caso di dazi di Paesi terzi contrariati. E così tra web tax e tassa CO2 alle frontiere, il 19 luglio la Commissione ha deciso di “rinviare all’autunno”.

Bisogna ricostruire calendario e approccio politico, vedere come evolve la minimum tax del G20. L’Ue si aspettava un paio di miliardi all’anno dalla web tax, e 9 miliardi all’anno dalla tassa CO2 alle frontiere.

L’Europa, dovrà iniziare a rimborsare il debito dei 750 miliardi di euro dal 2028 e fino al 2058. La parte prestiti da 385,5 mld verrà dagli Stati membri interessati, la parte sovvenzioni da 338 mld dal bilancio comunitario. Vi è sempre l’ambizione di rendere operative le nuove imposizioni dall’inizio del 2023, così da alimentare il proprio bilancio e dunque il rimborso del Recovery Plan. A Bruxelles, alcuni consideravano già poco realistico il calendario di approvazione entro il 2022, considerati gli interessi in gioco.

Viceversa, un po’ a spauracchio, si dice che altrimenti si dovrà chiedere agli Stati membri di finanziare il prestito per la parte sovvenzioni. Politicamente già suona molto male: alcuni Paesi prendono centinaia di miliardi, mentre il ricarico avverrebbe in base al Pil, con Stati che dunque ne finanzierebbero altri senza averlo di fatto approvato.

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Spagna. 2021Q1. Pil -4.2%. La Commissione Europea aveva previsto +6.8%.

Giuseppe Sandro Mela.

2021-06-25.

2021-06-25__ Spagna Pil 001

Instituto Nacional de Estadística. (Ine). Indice de precios de consumo. IPC. Mayo 2021

El Índice de precios de consumo (IPC) es una medida estadística de la evolución de los precios de los bienes y servicios que consume la población residente en viviendas familiares en España.

La tasa de variación anual del IPC del mes de mayo se sitúa en el 2,7%, cinco décimas por encima de la registrada en abril.

Parcelas con más del 50% de sus precios estimados

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2021-06-25__ Spagna Pil 002

Instituto Nacional de Estadística. (Ine). Contabilidad nacional trimestral de España. CNTR. Primer trimestre 2021

El PIB español registra una variación del -0,4% en el primer trimestre de 2021 respecto al trimestre anterior en términos de volumen. Esta tasa es cuatro décimas inferior a la registrada en el cuarto trimestre y una décima superior a la avanzada el pasado mes de abril. Variación anual -4.2%

PIB pm Oferta (Precios corrientes)

Renta nacional bruta y disponible

PIB pm Demanda (Precios corrientes)

PIB pm Oferta (Indices de volumen encadenado)

Empleo por ramas de actividad

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– El PIB español registra una variación del −0,4% en el primer trimestre de 2021 respecto al trimestre anterior en términos de volumen. Esta tasa es cuatro décimas inferior a la registrada en el cuarto trimestre y una décima superior a la avanzada el pasado mes de abril.

–  La variación interanual del PIB se sitúa en el −4,2%, frente al −8,9% del trimestre precedente.

– La contribución de la demanda nacional al crecimiento interanual del PIB es de −2,2 puntos, 4,0 puntos superior a la del cuarto trimestre. Por su parte, la demanda externa presenta una aportación de −2,0 puntos, siete décimas superior a la del trimestre pasado.

– El deflactor implícito del PIB aumenta un 1,3% respecto al mismo trimestre de 2020, cinco décimas más que en el trimestre pasado.

– El empleo de la economía, en términos de horas trabajadas, se reduce un 2,0% respecto al trimestre anterior. Los puestos de trabajo equivalentes a tiempo completo crecen un 1,4%, lo que supone dos décimas más que en el cuarto trimestre, debido a la reducción que se observa en la jornadas medias a tiempo completo (−3,4%).

– En términos interanuales, las horas trabajadas varían un −3,6%, tasa 2,5 puntos superior a la del cuarto trimestre de 2020, y los puestos equivalentes a tiempo completo un −1,9%, 3,3 puntos más que en el cuarto trimestre, lo que supone un descenso de 343 mil puestos de trabajo equivalentes a tiempo completo en un año.

– La variación interanual del coste laboral unitario se sitúa este trimestre en el 2,6%.

– La renta nacional bruta y la renta nacional disponible bruta decrecen un 0,6% y un 0,1%, respectivamente, respecto al trimestre anterior.

– En relación al primer trimestre de 2020, la renta nacional, al igual que la renta nacional disponible, varía un −3,0%.

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La Commissione Europea nel suo Report Economic forecast for Spain aveva previsto un Pil +6.8 e l’inflazione al +1.4%.

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EU aumenta i dazi sull’alluminio cinese.

Giuseppe Sandro Mela.

2021-04-01.

Ursula von der Leyen

«The European Union has imposed duties on aluminium products imported from China»

«The European Commission, which oversees trade policy for the 27-nation European Union, has set anti-dumping duties of between 21.2% and 31.2% on Chinese producers of aluminium extrusions in the form of bars, rods, profiles or tubes»

«Members of European Aluminium include Norsk Hydro, Rio Tinto, and Alcoa»

«Duties of 21.2% are imposed for Guangdong Haomei NewMaterials Co Ltd and Guangdong King Metal LightAlloy Technology Co Ltd, while Press Metal International Ltdwill see duties of 25.0%.»

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Prosegue la battaglia delle sanzioni, in un rapido crescendo del quale sarebbe difficile vedere la fine.

Tuttavia, a nostro personale parere, la vittoria finale spetterebbe al sistema economico più robusto.

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EU imposes tariffs on Chinese aluminium producers.

Brussels (Reuters) – The European Union has imposed duties on aluminium products imported from China after an investigation showed that they were being sold at unfairly low prices, the EU official journal said on Tuesday.

The European Commission, which oversees trade policy for the 27-nation European Union, has set anti-dumping duties of between 21.2% and 31.2% on Chinese producers of aluminium extrusions in the form of bars, rods, profiles or tubes.

The tariffs are lower than the provisional duties of 30.4% to 48.0% imposed midway through the investigation.

The Commission opened an investigation in February 2020 into the products widely used in transport, construction and electronics after a complaint from industry body European Aluminium.

Members of European Aluminium include Norsk Hydro,Rio Tinto, and Alcoa. Duties of 21.2% are imposed for Guangdong Haomei NewMaterials Co Ltd and Guangdong King Metal LightAlloy Technology Co Ltd, while Press Metal International Ltdwill see duties of 25.0%.

Other “cooperating” companies would face duties of 22.1% and material from all other companies would see charges of 32.1%.

China’s metals association had previously called the complaint groundless.

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Germania. Corte Suprema blocca approvazione Recovery Fund.

Giuseppe Sandro Mela.

2021-03-27.

Strozzi Bernardo. Le Tre Parche 001

«ECB isn’t master of universe»

«Coronabonds nein danke!»

«Filiæ Jerúsalem, nolíte flere super me, sed super vos ipsas flete et super fílios»

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«Germany’s top court put the law authorizing the nation’s participation in the European Union’s 750 billion-euro ($884 billion) pandemic recovery fund on hold while it weighs an emergency request seeking to block the legislation»

«The decision is the result of a case filed on Friday on behalf of political group Buendnis Buergerwille»

«The EU’s massive 750-billion stimulus plan is the centerpiece of its economic response to the region’s pandemic-induced recession»

«It consists of desperately needed grants and loans that will be given out primarily to the worst-hit nations in order to help them rebound and finance their shift to a more green and digital economy»

«The European Commission won’t be allowed to raise debt in capital markets to finance the EU’s recovery fund until the underlying legislation has been fully ratified in all 27 member states»

«The underlying suit is likely to take years»

«German judges strike back, say ECB isn’t master of universe»

«Buendnis Buergerwille said the EU shouldn’t be allowed to issue debt to finance its pandemic recovery program»

«The current legislation creates the risk that Germany may have to shoulder the total amount in the end»

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Cerchiamo di fare un punto della situazione, comprensibile pur nella sua rozzezza.

– Negli anni passati, di fronte alla recessione innescata dal Covid, Frau von der Leyen, Frau Christine Lagarde ed Angela Merkel vararono un gigantesco piano di aiuti da 750 miliardi. I dubbiosi erano etichettati come ‘negazionisti’.

– Il piano delle tre Parche fu considerato l’apoteosi del genio muliebre, il culmine dell’evoluzione del genio umano, pardon, femminile.

– Consiglio Europeo, europarlamento e ciascuno dei 27 stati della Unione avrebbe dovuto votare un provvedimento che autorizzasse l’Unione Europea a reperire 750 miliardi sui mercati, pagando gli interessi correnti, garanti pro quota da tutti i 27 stati, che in pochi anni avrebbero dovuto rifondere la cifra di loro spettanza.

– Così finanziato il Recovery Fund, l’Unione Europea avrebbe a sua volta imprestato denari agli stati, secondo i suoi propri criteri. Gli stati avrebbero dovuto versare alla Unione Europea i debiti interessi e ripianare il debito entro pochi anni.

– Tutti i fiumi di parole e commenti degli ultimi anni in proposito erano solo aria fritta.

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Paucis verbis, il Recovery Fund sarebbe stato un mostro di debiti, tutti da rendere.

Invece era solo il delirio onirico di Frau von der Leyen, Frau Christine Lagarde ed Angela Merkel.

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Germany’s top court suspends ratification of EU recovery fund

Judges at the constitutional court say the legislation can only be approved once they have heard all the legal challenges against the debt-pooling €750 billion rescue fund, part of a wider EU package agreed last year.

Germany’s top court said on Friday that the country’s president, Frank-Walter Steinmeier, cannot yet sign off on a law ratifying the EU’s €750 billion ($884 billion) coronavirus recovery fund.

In a statement, judges at the constitutional court in Karlsruhe said they must first investigate several legal challenges against the debt-financed investment plan.

The ruling comes after both chambers of parliament ratified legislation this week, did not give a time frame when a legal decision could be expected. 

Legal filings did not name the five individuals who brought the initial challenge, but judges said the ratification “shall not be executed pending the decision of the Federal Constitutional Court on the temporary injunction application.”

The court gave only the first alphabet of each of the challengers’ names, although members of the far-right AfD party had vowed to fight passage of the EU fund.

Lawmakers’ approval of the huge fund marked a breach in a German taboo against pooled debt.

German leaders have argued that it was necessary to get the bloc back on the road to growth after a pandemic that has ravaged the economy.

The massive fund is part of a 1.8 trillion budget up to 2027 agreed by the EU’s 27 members in December.

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German Supreme Court Suspends Recovery Fund Ratification

The German Supreme Court suspends the ratification of the Recovery Fund, which had been definitively approved by the Bundestag, the German Parliament.

The green light had also arrived from the Bundesrat, the chamber of the Laender, but the Constitutional Court suspended the process, which was therefore concluded, preventing Federal President Frank-Walter Steinmeier from signing the law, pending a definitive ruling by of the Court.

The appeal against the ratification of the Recovery Fund, the 750 billion euro EU aid plan for post-Covid reconstruction, was presented by the founder of the Alternative für Deutschland, the anti-euro economist Bernd Lucke, who later left the party far right, according to which the ratification of the Recovery Fund could result in new financial obligations for Germany.

According to the economist, in fact, some EU countries may not be able to repay the debt accumulated through the loans disbursed, which is why it could be Germany and other countries, so to speak “creditors”, to pay the consequences by taking on the debts accumulated by other states.

According to Reuters, the suspension procedure could take up to three months. Immediately after the suspension of the ratification of the Recovery Fund, the German Finance Minister, Olaf Scholz, tried to throw water on the fire: “The government is well equipped” Scholz stressed, declaring that “the experience with other similar complaints makes me confident about the fact that ratification can be concluded in a short time “.

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German Court Temporarily Holds Law on EU Covid Recovery Fund

(Bloomberg) — Germany’s top court put the law authorizing the nation’s participation in the European Union’s 750 billion-euro ($884 billion) pandemic recovery fund on hold while it weighs an emergency request seeking to block the legislation.

The delay allows the judges to look into whether they need to issue a preliminary order in the case, the Federal Constitutional Court said in a statement. Such steps aren’t uncommon and an interim ruling could come within days.

The decision is the result of a case filed on Friday on behalf of political group Buendnis Buergerwille. As part of the suit, the group is seeking an interim ruling stopping the law from taking effect while the case is pending.

The EU’s massive 750-billion stimulus plan is the centerpiece of its economic response to the region’s pandemic-induced recession. It consists of desperately needed grants and loans that will be given out primarily to the worst-hit nations in order to help them rebound and finance their shift to a more green and digital economy.

The European Commission won’t be allowed to raise debt in capital markets to finance the EU’s recovery fund until the underlying legislation has been fully ratified in all 27 member states — in Germany’s case that requires the signature of the president, Frank-Walter Steinmeier, which the court has blocked for now.

The funds don’t need to be raised until late in the end of the second quarter of this year. The underlying suit is likely to take years, but the court could permit the president to sign the law while adding caveats allowing Germany to ultimately withdraw in case of an adverse ruling.

Germany’s finance ministry declined to comment.

Read more: German Judges Strike Back, Say ECB Isn’t Master of Universe

The lawsuit echoes many legal attacks that have objected to EU programs leading to tighter integration from the euro to many major finance measures.

While most cases have been dismissed, the court caused pandemonium last year when it seemed to rule in favor of a challenge to the European Central Bank’s asset buying program. The court, however, built a loophole into the decision, allowing the ECB to address the judges’ concerns.

Buendnis Buergerwille said the EU shouldn’t be allowed to issue debt to finance its pandemic recovery program. The bloc should instead rely on contributions from member states to raise the money. The current legislation creates the risk that Germany may have to shoulder the total amount in the end, according to the group.

“The EU is bound by its treaties to pass a balanced budget,“ Buendnis Buergerwille said. It called 750 billion euros of debt financing “a bold treaty violation.”

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Commissione EU. Febbraio. Fiducia dei Consumatori -15.7 punti percentuali.

Giuseppe Sandro Mela.

2021-02-23.

2021-02-19__ Eurozona Fiducia Consumatori 002

«At −15.7 points (EU) and −14.8 points (euro area), the indicator continues scoring well below its long-term average of −10.6 (EU) and −11.1 (euro area)»

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Treccani riporta come la ‘fiducia’ sia

«Atteggiamento, verso altri o verso sé stessi, che risulta da una valutazione positiva di fatti, circostanze, relazioni, per cui si confida nelle altrui o proprie possibilità, e che generalmente produce un sentimento di sicurezza e tranquillità»

La fiducia è quindi un sentimento, basato alle volte anche su evidenze fattuali, ma pur sempre un sentimento.

È la speranza che l’oggetto in cui si confida si comporti nel futuro secondo le proprie attese.

Si noti come la Fiducia dei Consumatori agli inizi del 2020 sia crollata ai livelli che aveva durante la crisi del 2009. È un giudizio ben poco lusinghiero.

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Directorate General for Economic and Financial Affairs. February 2021: Flash Consumer Confidence Indicator for EU and Euro Area

In February 2021, the DG ECFIN flash estimate of the consumer confidence indicator picked up in both the EU (0.8 points up) and the euro area (0.7 points up) compared to January 2021. At −15.7 points (EU) and −14.8 points (euro area), the indicator continues scoring well below its long-term average of −10.6 (EU) and −11.1 (euro area).

In January 2021, the Economic Sentiment Indicator (ESI) edged down in both the euro area (-0.9 points to 91.5) and the EU (-0.6 points to 91.2) on a monthly basis. The Employment Expectations Indicator (EEI) also decreased (-1.6 points to 88.8 in the euro area and -1.3 points to 90.0 in the EU).

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Unione Europea. Commissione. Gennaio. Fiducia dei Consumatori -15.5.

Giuseppe Sandro Mela.

2021-01-21.

2021-01-21_ Europa Fiducia 001

La Fiducia dei consumatori misura il livello di fiducia da parte dei consumatori nell’attività economica.
Si tratta di un indicatore chiave, in grado di anticipare la spesa dei consumatori, che rappresenta una quota fondamentale nell’attività economica totale.

Il dato proviene da un’indagine effettuata presso circa 2.300 consumatori nei paesi Euro, nella quale agli intervistati si chiede di valutare le prospettive economiche per il futuro.

2021-01-21_ Europa Fiducia 002

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Commissione Europea. January 2021: Flash Consumer Confidence Indicator

 In January 2021, the DG ECFIN flash estimate of the consumer confidence indicator decreased in both the euro area (1.7 points down) and the EU (1.6 points down) compared to December 2020. At −15.5 points (euro area) and −16.5 points (EU), the indicator continues scoring well below its long-term average o f −11.0 (euro area) and −10.6 (EU).

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Commissione Europea.

The consumer confidence indicator is built on selected questions addressed to consumers according to the Joint Harmonised EU Programme of Business and Consumer Surveys. More details on the consumer confidence indicator as well as long time series can be found via the following link: https://ec.europa.eu/economy_finance/bcs

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Bce ferma ma Lagarde sull’attenti: ‘periodo pandemico fino a marzo 2022, alta incertezza su vaccinazioni e durata lockdown’.

“Un ampio livello di misure accomodanti di politica monetaria è ancora essenziale” perché le incognite sono significative e c’è una elevata incertezza non solo riguardo allo sviluppo della pandemia – e dunque sul protrarsi delle misure di contenimento -lockdown – ma anche sul ritmo con cui proseguiranno le vaccinazioni anti-Covid. Nella prima conferenza stampa del 2021 seguita alla prima riunione del Consiglio direttivo della Bce, Christine Lagarde non fa nulla per indorare la pillola, anche se il mercato intravede qualche nota hawkish, laddove nel comunicato la banca centrale conferma che non è detto che sarà necessario utilizzare l’intera dotazione del PEPP, pari a 1850 miliardi di euro.

Nel corso della conferenza stampa, l’impressione è che Lagarde voglia smontare però il sospetto su un suo presunto ottimismo riguardo all’evolversi delle condizioni dell’economia dell’area euro.

“L’inflazione – sottolinea – rimane molto bassa, in un contesto di debolezza della domanda” e “i dati confermano l’impatto di breve termine pronunciato (della pandemia) sull’economia, così come il protrarsi della debolezza dell’inflazione”, per l’appunto.

Ancora: “la recrudescenza della pandemia ha provocato probabilmente un declino dell’attività economica nel quarto trimestre del 2020 (leggi Pil dell’area euro), che peserà anche sull’attività del primo trimestre del 2021”. Ed è vero che “le politiche fiscali stanno supportando le famiglie e le imprese, ma i consumatori rimangono cauti”.

Inoltre, a fronte dei dati Pmi che confermano “la ripresa dell’attività manifatturiera, il settore dei servizi rimane gravemente colpito”.

Insomma, “la pandemia (del coronavirus) pone gravi rischi”, anche se “la vaccinazione è un’importante pietra miliare” che è stata raggiunta. Detto questo, le vaccinazioni proseguono comunque “in modo molto graduale”, e con l’intensificarsi dei contagi e con le varianti del virus sono state introdotte di nuovo misure di contenimento e restrizioni. “I rischi sull’economia sono dunque ancora rivolti verso il basso, anche se in modo meno pronunciato”.

La numero uno della Bce non vuole snobbare l’importanza della scoperta dei vaccini anti-Covid 19, tutt’altro: la loro distribuzione avalla infatti, sottolinea, “una maggiore fiducia”, ma “ci vorrà del tempo per raggiungere l’immunità di gregge”.

In questo contesto “la Bce – assicura l’ex numero uno del Fondo Monetario Internazionale -punta a preservare condizioni favorevoli di finanziamento”, e per un periodo protratto di tempo.

“Il periodo pandemico – precisa – durerà infatti almeno fino al marzo del 2022”, il che significa “che noi saremo presenti sul mercato almeno fino al marzo del 2022”. Insomma, la Bce è disposta a rispondere prontamente a un eventuale appello dei mercati con i vari strumenti di cui dispone, come conferma lo stesso comunicato: novità stavolta non ce ne sono, anche se, a seguito di un articolo sulla questione scritto da Bloomberg, qualcuno si chiede se per caso Lagarde non stia perseguendo una strategia di controllo della curva dei rendimenti (YCC-yield curve control) per tenere sotto controllo soprattutto i tassi dei paesi indebitati e alle prese con crisi politiche di turno, come l’Italia.

Ma la risposta è no, anche perchè l’approccio della Bce vuole essere “olistico”.

Ciò significa (almeno in apparenza) che la Bce non ha in mente un target specifico sui tassi dei singoli paesi dell’Eurozona, come l’articolo di Bloomberg aveva in qualche modo lasciato intendere. E comunque, “per ora nessun movimento dei tassi dei bond sovrani dell’area euro pone problemi”, rassicura ancora Lagarde, negando insomma che la Bce abbia intenzione di fissare un tetto massimo per i tassi dei bond dell’Eurozona. E quindi anche di avere un target specifico anche per gli spread. Il che porta tuttavia qualcuno a chieders anchei se per caso la frase odierna di Lagarde non sia una versione soft dell’enorme gaffe che fece al suo esordio nelle vesti di neo presidente della Bce, quando disse che il compito della banca centrale non era certo quello di chiudere gli spread.

La carta italiana non sembra approvare le parole di Lagarde, con lo spread BTP-Bund a 10 anni che accelera al rialzo, ma senza grandi drammi.

In preda a forti oscillazioni invece l’euro, che inizialmente tende a interpretare in modo hawkish il comunicato della Bce, salendo fino al massimo intraday di $1,21723, per poi tornare in area $1,2150 dopo che Lagarde sottolinea che la banca centrale continua a “monitorare molto attentamente il tasso di cambio”.

E per ora, questo, sembra bastare a placare l’ansia che la banca centrale arrivi a permettere alla moneta unica di salire troppo, e dunque di minacciare le esportazioni dei paesi dell’area euro.

IL COMUNICATO

Oggi la Bce ha annunciato che i tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali, sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi presso la banca centrale rimarranno invariati rispettivamente allo 0,00%, allo 0,25% e al -0,50%.

In particolare, il Consiglio direttivo si attende che i tassi di interesse di riferimento della Bce si mantengano su livelli pari o inferiori a quelli attuali finché non vedrà le prospettive di inflazione convergere saldamente su un livello sufficientemente prossimo ma inferiore al 2% nel suo orizzonte di proiezione e tale convergenza non si rifletterà in maniera coerente nelle dinamiche dell’inflazione di fondo.

Proseguiranno inoltre gli acquisti nell’ambito del Programma di acquisto per l’emergenza pandemica (pandemic emergency purchase programme, PEPP) con una dotazione finanziaria totale di 1.850 miliardi di euro”.

Francoforte ha precisato tuttavia anche che, “se le condizioni di finanziamento favorevoli possono essere mantenute mediante flussi di acquisti di attività che non esauriscano la dotazione nell’orizzonte degli acquisti netti del PEPP, non sarà necessario utilizzare appieno la dotazione. Allo stesso modo, la dotazione può essere ricalibrata, se richiesto, per preservare condizioni di finanziamento favorevoli che contribuiscano a contrastare lo shock negativo della pandemia sul profilo dell’inflazione”.

Pubblicato in: Banche Centrali, Brasile, Cina, Devoluzione socialismo, India, Regno Unito, Russia

Commissione EU. Previsioni. Una lista di desideri quasi utopici.

Giuseppe Sandro Mela.

2021-01-05.

2021-01-02 Pil Mondiale Statista 013

Riportate in fotocopia sono le previsioni al 2024 di World Bank e dell’IMF.

Sono previsioni ancora peggiori di quelle rilasciate dal Cber.

Usa. Cber. Previsioni. Marcia trionfale di Cina e Paesi asiatici.

Ma per fortuna la Commissione Europea sfodera un simpaticissimo ottimismo. Perché non crederle?

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Ue: le stime sul Pil, l’economia dell’Italia non tornerà ai livelli pre-pandemia nel 2022.

“L’Italia si sta riprendendo da un profondo calo della produzione, ma la pandemia e le sue ripercussioni negative persistono e pesano sull’attività economica, in particolare sui servizi. E’ improbabile che la ripresa sia sufficiente a far tornare la produzione ai livelli pre-pandemici entro il 2022”: lo scrive la Commissione Ue nelle previsioni economiche che vedono per il Pil italiano una contrazione più moderata per il 2020 (-9,9%) ma anche una crescita più lenta nel 2021 (4,1%) rispetto alle previsioni di luglio (-11,2% e 6,1%).

In Italia “la copertura estesa degli schemi di integrazione salariale (Cassa integrazione guadagni) e il divieto di licenziamenti fino all’anno prossimo è probabile che preverranno l’ampia perdita di occupazione nel 2020. I lavoratori temporanei hanno sostenuto il peso maggiore dell’aggiustamento del mercato del lavoro finora, ma è improbabile che quelli permanenti restino illesi una volta che le misure di emergenza finiranno”, scrive ancora  la Commissione Ue. Il tasso di disoccupazione salirà quindi all’11,6% l’anno prossimo, “con la maggioranza dei posti persi nel settore servizi” .

Dopo un forte aumento nel 2020, deficit e debito rallenteranno nel 2021 e 2022″, scrive la Commissione nelle previsioni economiche che vedono il deficit italiano salire al 10,8% nel 2020 e scendere al 7,8% nel 2021. Per la Ue la risposta alla crisi, con supporto di imprese e lavoratori, ha avuto un impatto del 5,5% sul fronte della spesa. Il debito invece salirà “nettamente” dal 134,7% del 2019 al 159,6% in 2020 “prima di scendere lentamente verso il 159% nel 2022 grazie alla crescita del Pil”. Bruxelles aggiunge anche che “le misure di liquidità alle imprese, comprese le garanzie statali, implicano alcuni rischi sulle proiezioni del debito”.

Nelle ultime settimane siamo di fronte alla recrudescenza della pandemia e sono state adottate nuove misure di contenimento. Il rimbalzo è stato interrotto. La crescita è destinata a fermarsi nel quarto trimestre, e riprenderà a salire a partire dal primo trimestre del 2021″: lo ha detto il commissario europeo all’economia Paolo Gentiloni.

“Non credo che oggi ci sia preoccupazione alcuna sulla sostenibilità dei debiti, c’è necessità nel medio periodo di mettere il debito in un percorso di sostenibilità e credo che la preoccupazione sia pienamente condivisa dal governo italiano”, ha detto il commissario all’Economia rispondendo a una domanda durante la presentazione delle previsioni economiche.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Malta e Cipro. L’Unione Europea contesta i ‘Golden Passports’.

Giuseppe Sandro Mela.

2020-11-28.

2020-10-25__ Scimmia 013

Il problema dovrebbe essere già noto.

Cyprus risks EU legal threat over selling ‘Golden Passports’

Cyprus blocking EU sanctions on Belarus

Time to end EU golden visas for corrupt elites

Golden EU passports more risky than indicated

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«’Golden Passports’: Malta takes 67 days to respond to EU»

«Two dozen letters have been exchanged between the European Commission and Bulgaria, Cyprus and Malta over their controversial ‘Golden Passport’ schemes, by which rich foreigners can gain EU citizenship for large sums of money»

«The letters – sent over the past 12 months – offer a fresh insight into how the European Commission is trying to clamp down on a scheme it says violates EU rules»

«It also shows how slow some of the states are to respond to the inquiries – with Malta taking 67 days to respond to the commission’s first letter, followed by 42 days for Cyprus»

«The issue has recently landed Cyprus and Malta with the possibility of facing the European Court of Justice in Luxembourg over the passport sales, which critics say attract people with criminal backgrounds»

«The media network published 1,400 leaked documents showing how Cyprus allowed fugitives to obtain Cypriot – and thus EU – citizenship»

«Bulgaria was to first launch its scheme in 2005, offering people citizenship in exchange for a €1m investment»

«The commission says the schemes undermine the integrity of the status of EU citizenship and free movement»

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La legislazione di quasi tutti gli stati prevede la naturalizzazione degli stranieri che da tempo vivono sul loro territorio, con un lavoro stabile. Sono procedure di norma lunghe e poco agevoli.

Nell’Unione Europea, come peraltro in taluni altri stati extra Unione, Cipro, Malta e Bulgaria prevedono anche una naturalizzazione lampo per persone abbienti.

Se la Bulgaria prevede questa procedura per quanti abbiano investito sul territorio cifre consistenti, sia Malta sia Cipro sono molto più disinvolte: basta pagare e ci si ritrova in mano un passaporto ufficiale, che consente di girare a piace all’interno dell’Unione Europea.

Se è vero che di norma quelli che ricorrono a questa agevolazione sono dei galantuomini, sarebbe altrettanto vero che in taluni casi il denaro contante abbia fatto chiudere tutti o due occhi.

In questo frangente, l’Unione Europea non sa quali pesci prendere: formalmente nulla è illegale.

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‘Golden Passports’: Malta takes 67 days to respond to EU.

Two dozen letters have been exchanged between the European Commission and Bulgaria, Cyprus and Malta over their controversial ‘Golden Passport’ schemes, by which rich foreigners can gain EU citizenship for large sums of money.

The letters – sent over the past 12 months – offer a fresh insight into how the European Commission is trying to clamp down on a scheme it says violates EU rules.

It also shows how slow some of the states are to respond to the inquiries – with Malta taking 67 days to respond to the commission’s first letter, followed by 42 days for Cyprus.

For its part, Bulgaria sent a letter in October 2019 to the European Commission, which responded a month letter.

Six were exchanged with Bulgaria and nine each with Cyprus and Malta, spanning October 2019 to October 2020.

The issue has recently landed Cyprus and Malta with the possibility of facing the European Court of Justice in Luxembourg over the passport sales, which critics say attract people with criminal backgrounds.

An Al Jazeera investigation last month revealed senior Cypriot officials discussing ways to provide citizenship to a convicted criminal.

The media network published 1,400 leaked documents showing how Cyprus allowed fugitives to obtain Cypriot – and thus EU – citizenship.

Of the three, Bulgaria was to first launch its scheme in 2005, offering people citizenship in exchange for a €1m investment.

That citizenship then entitles them to live and work anywhere in the European Union, in moves that create potential security risks.

Asked to release the letters for closer inspection, the European Commission refused, citing jurisprudence.

“The exchanges with Bulgaria are of a strictly bilateral nature as they involve only the commission and the member state concerned,” it said, in response to a freedom of information request.

It made similar arguments for Malta and Cyprus, stressing there was no overriding public interest for their disclosure given the previously-launched infringement procedures.

The commission says the schemes undermine the integrity of the status of EU citizenship and free movement.

It also allows people, who had no links to the European Union prior to sometimes paying out millions of euros for the passports, the right to vote.

The commission is also worried about EU candidate countries, as well as the United Kingdom, using similar schemes that offer special access to the EU for prospective future clients.

The UK is no longer a member of the European Union.

Justice commissioner Didier Reynders in October said the schemes were still being used in such countries to attract investors through their privileged partnership agreements, or various accession bids with the EU.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Ungheria. Viktor Orbán minaccia nuovamente il veto al bilancio pluriannuale e recovery fund.

Giuseppe Sandro Mela.

2020-11-14.

Giulio Romano. Mantova. Palazzo Te. Caduta dei Giganti. 002 Particolare

È oramai un anno e mezzo che l’Unione Europea non riesce a prendere una decisione sul bilancio pluriannuale. Un anno e mezzo è un’era geologica.

Le proposte della Commissione Europea sono bocciate dal Consiglio Europeo e dall’europarlamento, quelle del Consiglio Europeo sono bocciate dalla Commissione Europea e dall’europarlamento, ed infine quelle dell’europarlamento sono bocciate dal Consiglio Europeo e dalla Commissione Europea.

A rendere ancor più aspro il contenzioso, sia Polonia sia Ungheria hanno minacciato di usare il diritto di veto.

Le alte cariche dell’Unione stanno dimostrando la loro incapacità politica di mediare le situazioni.

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«Hungarian PM sets out position in letter to Charles Michel »

«Hungarian Prime Minister Viktor Orbán has threatened to block the EU’s budget and recovery package over a deal to link payouts of EU funds to respect for the rule of law»

«In a letter to European Council President Charles Michel, seen by POLITICO, Orbán said last Thursday’s agreement among negotiators from the EU’s three main institutions did not appear to meet criteria set by Budapest.»

«On the basis of the reports available about the content of this agreement, I understand that it does not meet the requirement which Hungary clearly expressed several times in the course of negotiating the deal, therefore I shall not be able to support it»

«EU leaders agreed last July on a historic €1.8 trillion budget and coronavirus recovery package»

«But Hungary and Poland have indicated they would block the budget deal if they could not accept the terms of the rule-of-law mechanism, even though it is a separate measure»

«In accordance with the agreed practice according to which nothing is agreed until everything is agreed, I have to inform you that the situation leaves no other option for Hungary but to not agree to the other elements of the package on the next MFF [Multi-Annual Financial Framework, the EU’s seven-year budget] and Next Generation EU [coronavirus recovery fund], including those requiring unanimity»

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Recovery Fund. Polonia minaccia il veto se impongono dei vincoli.

Recovery Fund. Stanno spartendosi quello che non esiste. Tutto bloccato. Schizofrenia.

Recovery Fund: la Polonia non vuole vincolare i fondi alla tutela dei diritti e minaccia il veto.

Recovery Fund. Europarlamento e Commissione litigano come lavandaie ai trogoli.

Stop ai negoziati sul Recovery Fund. È scontro tra Parlamento europeo e Consiglio sul Bilancio

Germania: negoziati lenti, rischio ritardo sul Recovery Fund.

Germania. Olaf Scholz. Il Recovery Fund è un prestito da rimborsare. Poi , giù tasse da orbi.

Europarlamento. Diktat al Consiglio Europeo su Budget e Recovery Fund.

Recovery Fund. Lagarde. Nessun accordo in vista.

Senza Lgbt niente Recovery Fund. Polonia e le ‘Lgbt-free’ zone.

Recovery Fund. Contrari Paesi Bassi, Danimarca, Austria, Belgio, Irlanda, Lituania e Ungheria.

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In conclusione.

Il Recovery Fund ed il budget pluriennale, 1.8 trilioni di euro, devono ancora essere approvati.

Sono stanziamenti che non esistono, checché si discuta sul come dividerli. Sono come i fantastiliardi di Paperino e Paperone.

Mrs Lagarde, Frau von der Leyen e Frau Merkel sono le attuali eurodirigenti.

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Orbán threatens EU budget veto.

Hungarian PM Viktor Orbán has threatened to veto an EU deal on its next multi-annual budget and a pandemic recovery fund, after the accord envisaged cuts to states which abuse rule-of-law. “The situation leaves no other option for Hungary but to not agree to the other elements … including those requiring unanimity,” he wrote in a letter to EU Council president Charles Michel, seen by the Politico news agency.

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Orbán threatens to veto EU budget, recovery fund over rule of law.

Hungarian PM sets out position in letter to Charles Michel seen by POLITICO.

Hungarian Prime Minister Viktor Orbán has threatened to block the EU’s budget and recovery package over a deal to link payouts of EU funds to respect for the rule of law.

In a letter to European Council President Charles Michel, seen by POLITICO, Orbán said last Thursday’s agreement among negotiators from the EU’s three main institutions did not appear to meet criteria set by Budapest.

“On the basis of the reports available about the content of this agreement, I understand that it does not meet the requirement which Hungary clearly expressed several times in the course of negotiating the deal, therefore I shall not be able to support it,” Orbán wrote.

EU institutions, international organizations and rights groups have all accused the governments of Hungary and Poland of undermining democratic standards and the rule of law. Budapest and Warsaw dismiss the allegations and have tried to make any scheme linking EU funds to the rule of law as weak as possible, arguing it is biased against them.

EU leaders agreed last July on a historic €1.8 trillion budget and coronavirus recovery package. But Hungary and Poland have indicated they would block the budget deal if they could not accept the terms of the rule-of-law mechanism, even though it is a separate measure.

“In accordance with the agreed practice according to which nothing is agreed until everything is agreed, I have to inform you that the situation leaves no other option for Hungary but to not agree to the other elements of the package on the next MFF [Multi-Annual Financial Framework, the EU’s seven-year budget] and Next Generation EU [coronavirus recovery fund], including those requiring unanimity,” Orbán wrote.

But some MEPs made clear they thought Orbán was bluffing and would ultimately not hold up a budget and recovery fund when the bloc is in deep economic trouble and leaders across the EU are demanding that the money should start flowing sooner rather than later.

“I think we have to go forward and Viktor Orbán will not change the outcome of last Thursday,” said Manfred Weber, the leader of the European People’s Party group in the European Parliament, which includes members of the Hungarian leader’s Fidesz party.

Pubblicato in: Banche Centrali, Devoluzione socialismo, Unione Europea

Commissione Europea. Prevede il pil 2020 a -9.9%.

Giuseppe Sandro Mela.

2020-11-11.

Unione Europea

«L’Italia si sta riprendendo da un profondo calo della produzione, ma la pandemia e le sue ripercussioni negative persistono e pesano sull’attività economica, in particolare sui servizi»

«E’ improbabile che la ripresa sia sufficiente a far tornare la produzione ai livelli pre-pandemici entro il 2022»

«lo scrive la Commissione Ue nelle previsioni economiche che vedono per il Pil italiano una contrazione più moderata per il 2020 (-9,9%) ma anche una crescita più lenta nel 2021 (4,1%)»

«la copertura estesa degli schemi di integrazione salariale (Cassa integrazione guadagni) e il divieto di licenziamenti fino all’anno prossimo è probabile che preverranno l’ampia perdita di occupazione nel 2020»

«I lavoratori temporanei hanno sostenuto il peso maggiore dell’aggiustamento del mercato del lavoro finora, ma è improbabile che quelli permanenti restino illesi una volta che le misure di emergenza finiranno»

«Il tasso di disoccupazione salirà quindi all’11,6% l’anno prossimo, con la maggioranza dei posti persi nel settore servizi»

«vedono il deficit italiano salire al 10,8% nel 2020 e scendere al 7,8% nel 2021»

«Il debito invece salirà “nettamente” dal 134,7% del 2019 al 159,6% in 2020 “prima di scendere lentamente verso il 159% nel 2022»

«le misure di liquidità alle imprese, comprese le garanzie statali, implicano alcuni rischi sulle proiezioni del debito»

«Non credo che oggi ci sia preoccupazione alcuna sulla sostenibilità dei debiti, c’è necessità nel medio periodo di mettere il debito in un percorso di sostenibilità e credo che la preoccupazione sia pienamente condivisa dal governo italiano»

«Nelle ultime settimane siamo di fronte alla recrudescenza della pandemia e sono state adottate nuove misure di contenimento. Il rimbalzo è stato interrotto»

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Una previsione non la si nega a nessuno, tanto meno se a parlare sia la Commissione Europea per bocca di Mr Gentiloni.

È del tutto sequenziale che di fronte ad un aumento del debito ed ad un crollo del pil il rapporto debito / pil schizzi verso l’alto. A nostro sommesso avviso, la previsione del 159.6% sembrerebbe essere ottimistica.

Da ultimo, ma non certo per ultimo, sembrerebbe essere davvero riduttivo imputare tutte le colpe all’epidemia da Covid-19, fattore importante ma dal nostro punto di vista sicuramente non causale.

A riprova di quanto detto si consideri il buon andamento del pil americano e di quello cinese, paesi pur essi travagliati dall’epidemia.

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Ue: le stime sul Pil, l’economia dell’Italia non tornerà ai livelli pre-pandemia nel 2022. Pil 2020 -9,9%, frena anche ripresa nel 2021, +4,1%.

“L’Italia si sta riprendendo da un profondo calo della produzione, ma la pandemia e le sue ripercussioni negative persistono e pesano sull’attività economica, in particolare sui servizi. E’ improbabile che la ripresa sia sufficiente a far tornare la produzione ai livelli pre-pandemici entro il 2022”: lo scrive la Commissione Ue nelle previsioni economiche che vedono per il Pil italiano una contrazione più moderata per il 2020 (-9,9%) ma anche una crescita più lenta nel 2021 (4,1%) rispetto alle previsioni di luglio (-11,2% e 6,1%).

In Italia “la copertura estesa degli schemi di integrazione salariale (Cassa integrazione guadagni) e il divieto di licenziamenti fino all’anno prossimo è probabile che preverranno l’ampia perdita di occupazione nel 2020. I lavoratori temporanei hanno sostenuto il peso maggiore dell’aggiustamento del mercato del lavoro finora, ma è improbabile che quelli permanenti restino illesi una volta che le misure di emergenza finiranno”, scrive ancora  la Commissione Ue. Il tasso di disoccupazione salirà quindi all’11,6% l’anno prossimo, “con la maggioranza dei posti persi nel settore servizi” .

Dopo un forte aumento nel 2020, deficit e debito rallenteranno nel 2021 e 2022″, scrive la Commissione nelle previsioni economiche che vedono il deficit italiano salire al 10,8% nel 2020 e scendere al 7,8% nel 2021. Per la Ue la risposta alla crisi, con supporto di imprese e lavoratori, ha avuto un impatto del 5,5% sul fronte della spesa. Il debito invece salirà “nettamente” dal 134,7% del 2019 al 159,6% in 2020 “prima di scendere lentamente verso il 159% nel 2022 grazie alla crescita del Pil”. Bruxelles aggiunge anche che “le misure di liquidità alle imprese, comprese le garanzie statali, implicano alcuni rischi sulle proiezioni del debito”.

Nelle ultime settimane siamo di fronte alla recrudescenza della pandemia e sono state adottate nuove misure di contenimento. Il rimbalzo è stato interrotto. La crescita è destinata a fermarsi nel quarto trimestre, e riprenderà a salire a partire dal primo trimestre del 2021″: lo ha detto il commissario europeo all’economia Paolo Gentiloni.

“Non credo che oggi ci sia preoccupazione alcuna sulla sostenibilità dei debiti, c’è necessità nel medio periodo di mettere il debito in un percorso di sostenibilità e credo che la preoccupazione sia pienamente condivisa dal governo italiano”, ha detto il commissario all’Economia rispondendo a una domanda durante la presentazione delle previsioni economiche.