Pubblicato in: Banche Centrali, Devoluzione socialismo, Regno Unito, Unione Europea

Brexit. Mercati finanziari. Londra egemone sulla EU divisa e litigiosa.

Giuseppe Sandro Mela.

2020-07-01.

Diavolo 013

«Better to reign in Hell than serve in Heaven». [John Milton]


L’attuale dirigenza europea rischia di pagare davvero salati i propri pregiudizi ideologici.

Brexit. Il Regno Unito manda al diavolo le ‘regole’ dell’Unione Europea.

«European leaders expressed sadness at the UK’s official departure from the EU on Friday»

«Reports in recent days have suggested EU chiefs want the UK to continue to follow Brussels-made rules on standards and state subsidies – while accepting the jurisdiction of the European Court of Justice in any trade disputes.»

«We won’t take your rules, PM to tell Brussels»

Questo è il cuore del problema.

L’Unione Europea non ammette negoziato alcuno senza che il Regno Unito non accetti in toto le “Brussels-made rules” e la “jurisdiction of the European Court of Justice”, ossia proprio i motivi che hanno spinto il Regno Unito a staccarsi dall’Unione Europea. E sulle sue tracce si sono messe molte altre nazioni afferenti l’Unione.

Senza Lgbt niente Recovery Fund. Polonia e le ‘Lgbt-free’ zone.

Duda, Presidente polacco, dichiara che ‘Lgbt è una ideologia peggiore del comunismo’.

Romania. Il Green Deal è una ‘true religion’. Il gesto del dito.

Romania. Lo speaker Florin Iordache fa il gesto del dito ai gerarchi della EU, in europarlamento.

I Tedeschi sono diventati identitari sovranisti che si ribellano all’EU.

«In Tuesday’s decision the German judges said the ECJ’s ruling is “not comprehensible” and deemed it “ultra vires”, meaning beyond its powers.»

* * * * * * *

Una volta compresi i motivi di fondo che contrappongono il Regno Unito all’attuale dirigenza dell’Unione Europea, il problema dei mercati finanziari europei diventa immediatamente intellegibile.

La piazza finanziaria di Londra non opera su basi ideologiche e tratta volumi un ordine di grandezza superiori a quelli degli stati europei continentali.

Non solo, le nazioni europee sono riottose a costituire un unico mercato finanziario continentale, tutte tese a cercare di mantenere i propri piccoli privilegi nazionalisti. Ma questi piccoli mercati finanziari parcellizzati contano poco o punto nei confronti della piazza di Londra.

«L’Unione europea proporrà un rapporto unico sulle operazioni di borsa nell’ambito degli sforzi volti a costruire un mercato dei capitali “davvero integrato” dopo la Brexit»

«La Commissione europea sta lavorando alla fase successiva per la creazione di una Unione dei mercati dei capitali (Umc) con lo scopo di aiutare le aziende a raccogliere maggiori finanziamenti attraverso l’emissione di azioni e bond»

«In questo modo si fornirebbe agli investitori un’istantanea dei prezzi di contrattazione dei titoli»

«La Commissione proporrà le necessarie modifiche giuridiche a supporto della creazione di un sistema consolidato efficace e onnicomprensivo relativo al post-trading per azioni e strumenti finanziari simili ad azioni entro il quarto trimestre del 2021»

«La necessità di rafforzare il mercato dei capitali è stata resa più urgente dall’uscita dall’Unione da parte della Gran Bretagna, maggiore centro finanziario europeo»

«L’ampia maggioranza degli Stati membri continua ad “opporsi fortemente” alla centralizzazione di ulteriori poteri di vigilanza nel blocco, si legge nel documento»

«La Commissione europea dovrebbe illustrare la proposta il 23 settembre»

«Non si è ancora raggiunto un consensus riguardo all’entità delle riforme sulla cartolarizzazione»

* * * * * * *

Cerchiamo di essere chiari, anche a costo di diventare fortemente impopolari.

– Né la Francia né la Germania acconsentiranno mai alla formazione di un mercato finanziario europeo e si opporranno che la sua supervisione spetti ad una delle controparti.

– “entro il quarto trimestre del 2021”: un anno e mezzo di tempo è un’era geologica in questi tempi di crisi da Covid.

– Volenti o nolenti la piazza finanziaria di Londra resterà il punto di riferimento, e gli eurocrati non avranno strumento alcuno nemmeno per far sentire la loro voce.

*


Reuters. Ue proporrà rapporto unico mercato per competere con Londra – documento.

L’Unione europea proporrà un rapporto unico sulle operazioni di borsa nell’ambito degli sforzi volti a costruire un mercato dei capitali “davvero integrato” dopo la Brexit, si legge in un documento Ue.

La Commissione europea sta lavorando alla fase successiva per la creazione di una Unione dei mercati dei capitali (Umc) con lo scopo di aiutare le aziende a raccogliere maggiori finanziamenti attraverso l’emissione di azioni e bond, in un contesto in cui l’economia è in fase di ripresa dalla crisi del Covid-19.

Un “sistema consolidato” che unisce oltre 20 piattaforme di trading in tutta Europa è una vecchia ambizione che ha lo scopo di riprodurre l’efficienza del mercato azionario statunitense.

In questo modo si fornirebbe agli investitori un’istantanea dei prezzi di contrattazione dei titoli. Alcuni titoli vengono scambiati su piattaforme multiple, rendendo più difficile agli investitori capire se stanno concludendo l’affare migliore.

“La Commissione proporrà le necessarie modifiche giuridiche a supporto della creazione di un sistema consolidato efficace e onnicomprensivo relativo al post-trading per azioni e strumenti finanziari simili ad azioni entro il quarto trimestre del 2021”, si legge nel documento riassuntivo dell’esecutivo Ue visto da Reuters.

La necessità di rafforzare il mercato dei capitali è stata resa più urgente dall’uscita dall’Unione da parte della Gran Bretagna, maggiore centro finanziario europeo.

“L’ampia maggioranza degli Stati membri” continua ad “opporsi fortemente” alla centralizzazione di ulteriori poteri di vigilanza nel blocco, si legge nel documento.

“Potremmo sottolineare la necessità di sviluppare un codice unico che punterebbe a uniformare le regole e limitare la discrezionalità della vigilanza nazionale nella Ue del post-Brexit”.

La Commissione europea dovrebbe illustrare la proposta il 23 settembre.

“Si terrà inoltre una minuziosa esposizione riguardo alla Brexit e alla necessità per la Ue di sviluppare un vero e proprio mercato dei capitali che sia ben funzionante e integrato”, si legge nel documento.

“Allo stesso tempo, la necessità di preservare la sovranità dovrà essere attentamente bilanciata dall’obbligo di promuovere un’Unione dei mercati dei capitali della Ue che guardi all’esterno e che continui ad attirare l’interesse degli investitori di Paesi terzi”.

Non si è ancora raggiunto un consensus riguardo all’entità delle riforme sulla cartolarizzazione.

La Commissione Ue valuterà entro il 2022 la possibilità di creare un’etichetta paneuropea per i consulenti finanziari, dice ancora il testo.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Malta rifiuta agli ‘human traffickers’ lo sbarco di altri 400 migranti illegali clandestini.

Giuseppe Sandro Mela.

2020-06-09.

Malta 017

Deaths at sea case raises questions over Malta’s role

Malta pushing refugees back into Libya war

EU’s new migration pact must protect people on the move

*

Migranti. Malta è tornata con successo ai vecchi metodi medievali.

Latest Tactic to Push Migrants From Europe? A Private, Clandestine Fleet

Malta. Denuncia la Francia, abbandona l’Operazione Irini e pone il veto sui migranti.

«The move is a sop to Turkey, which is actively providing weapons to the UN-recognised Government of National Accord (GNA) by sea, in the hope that it will lead to the GNA coming down hard on human traffickers sending out migrants on boat through the Central Mediterranean route.»

Malta rimanda in Libia i migranti intercettati in mare. A bastonate.

*

«The European Commission is demanding swift disembarkation of hundreds of people stranded on boats miles off the Maltese coast.»

«”They need to be disembarked as soon as possible,” a European Commission spokesperson said in an emailed statement on Wednesday (3 June).»

«Some 400 who fled Libya are stuck on Maltese Captain Morgan boats, which are typically reserved for sight-seeing tourists.»

«With pandemic restrictions easing throughout much of the EU, the commission says there is an urgent need for member states to help Malta»

*

«Malta has refused to allow them to set foot on dry land since April after claiming unsafe ports because of the pandemic caused by Covid-19»

«Last week, Malta’s foreign affairs minister Evarist Bartolo said the island-nation is too small to accept arrivals and needs support from other EU states»

«Maltese media report those on the boat come from Bangladesh, Morocco, Nigeria, Ivory Coast and other West African countries»

«Such stand-offs where people are refused to disembark a boat until other EU states agree to take them are common»

«Over 30 boats in the central Mediterranean have been caught in the tug of war over disembarkation and relocation since last autumn»

«The current saga points to a bitter debate over migration and asylum throughout much of the EU as the European Commission struggles to find a response that appeases all 27 capitals.»

* * * * * * *

Ricapitoliamo.

Malta ha definitivamente perso la pazienza con quelli che definisce essere ”human traffickers“, i quali vorrebbero riversare sull’isola e, quindi, su tutto il blocco europeo, la merce che stanno trattando.

Intanto, sia il Consiglio Europeo sia la Commissione Europea sono nella incapacità politica di prendere una decisione comune.

*


EU Commission seeks help as hundreds stuck off Malta coast.

The European Commission is demanding swift disembarkation of hundreds of people stranded on boats miles off the Maltese coast.

“They need to be disembarked as soon as possible,” a European Commission spokesperson said in an emailed statement on Wednesday (3 June).

Some 400 who fled Libya are stuck on Maltese Captain Morgan boats, which are typically reserved for sight-seeing tourists.

Malta has refused to allow them to set foot on dry land since April after claiming unsafe ports because of the pandemic caused by Covid-19.

Last week, Malta’s foreign affairs minister Evarist Bartolo said the island-nation is too small to accept arrivals and needs support from other EU states.

“So far this year 1,500 irregular migrants have reached Malta – nearly half the total amount we had the for whole of last year,” he said, in a statement.

The statement also follows recent reports of illegal push-backs from Maltese waters to Libya in moves orchestrated by Malta’s government.

With pandemic restrictions easing throughout much of the EU, the commission says there is an urgent need for member states to help Malta.

Efforts are underway to have the people transferred to other EU states, amid reports of hunger strikes and suicide attempts among those stranded on the boats.

The commission did not say if any EU state has yet stepped forward.

But SOS Mediterranean, a Geneva-based civil group, said the people are in fact being used as pawns, given the general political backlash against those seeking international protection in Europe.

“This summer again, the Mediterranean should not turn into a sea of death and inhumanity”, said Sophie Beau, SOS Mediterranean co-founder, in a statement.

Maltese media report those on the boat come from Bangladesh, Morocco, Nigeria, Ivory Coast and other West African countries.

Such stand-offs where people are refused to disembark a boat until other EU states agree to take them are common.

They have been happening at least since 2009 but have intensified over the past few years.

Over 30 boats in the central Mediterranean have been caught in the tug of war over disembarkation and relocation since last autumn.

Of those 3,614 people were disembarked to Italy and another 700 in Malta. Many ended up in Germany.

The current saga points to a bitter debate over migration and asylum throughout much of the EU as the European Commission struggles to find a response that appeases all 27 capitals.

Pubblicato in: Cina, Commercio, Unione Europea

Commissione Europea. Export -15%, Import -14%.

Giuseppe Sandro Mela.

2020-06-03.

2020-06-01__Cina 013

«Europe issues gloomier projections of its trade slump with world.»

«EU sees 2020 exports, imports dropping up to 868 billion euros»

«New forecast shows worldwide damage caused by coronavirus »

«The European Union said its trade with the rest of the world would slump this year by as much as 868 billion euros ($963 billion), or more than 10%, in a gloomier updated forecast that offers fresh evidence of the global economic damage caused by the coronavirus»

«EU exports of goods and services will fall by 282 billion euros to 470 billion euros, or 9% to 15%, while imports of both will decline by 313 billion euros to 398 billion euros, or 11% to 14%, the European Commission said on Friday»

«The new forecast is based on a projection by the commission, the 27-nation EU’s executive arm in Brussels, that global trade will drop 10% to 16% this year»

«The World Trade Organization predicted in early April that global merchandise commerce would decline as much as 32% this year.»

* * * * * * *

Sicuramente il coronavirus ha determinato un rallentamento consistente dei commerci internazionali.

Commerci Mondiali. Marzo. -1.4% mese su mese. Bene Cina ed India.

Su resta tuttavia molto perplessi nel leggere i dati macro della Cina.

Cina. Aprile. Raffinerie. Export +10.2% MoM, +29.7% YoY.

Cina. Aprile. Produzione Industriale Annualizzata +3.9%.

E, come se non bastasse, ad aprile l’export cinese su base annuale è aumentato del 3.5%.

Eppure i mercati internazionali sono gli stessi sia per il blocco europeo sia per la Cina.

*


Bloomberg. Europe Issues Gloomier Projections of Its Trade Slump With World.

– EU sees 2020 exports, imports dropping up to 868 billion euros

– New forecast shows worldwide damage caused by coronavirus

*

The European Union said its trade with the rest of the world would slump this year by as much as 868 billion euros ($963 billion), or more than 10%, in a gloomier updated forecast that offers fresh evidence of the global economic damage caused by the coronavirus.

EU exports of goods and services will fall by 282 billion euros to 470 billion euros, or 9% to 15%, while imports of both will decline by 313 billion euros to 398 billion euros, or 11% to 14%, the European Commission said on Friday.

The new forecast is based on a projection by the commission, the 27-nation EU’s executive arm in Brussels, that global trade will drop 10% to 16% this year. The World Trade Organization predicted in early April that global merchandise commerce would decline as much as 32% this year.

In an initial projection in mid-April of the pandemic’s impact, the commission said the bloc’s trade with the rest of the world would fall by 525 billion euros this year. That outlook foresaw EU exports of goods and services dropping 9.2% and imports declining 8.8%.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

I soliti maligni sussurrano che sia BlackRock triturare i socialisti europei.

Giuseppe Sandro Mela.

2020-05-13.

Giulio Romano. Mantova. Palazzo Te. Caduta dei Giganti. 002 Particolare

L’importante non è possedere.

L’importante è poter disporre.

«conta chi governa i consigli di amministrazione»

*


Blackrock. Mr Fink, il vero padrone del mondo.

Blackrock è la più grande società di investimenti a livello mondiale e gestisce direttamente oltre 6,300 miliardi di dollari. Ma questo è solo la punta di iceberg.

«Attraverso BlackRock Solutions – risultato di continui investimenti in sistemi tecnologici integrati altamente sofisticati – BlackRock offre soluzioni di gestione del rischio e piattaforme d’investimento ad un’ampia rosa di clienti istituzionali, detentori di un patrimonio complessivo di oltre 7.000 miliardi di dollari.»

Più tutto il resto.

Fondata da Robert S. Kapito e da Laurence Fink nel 1988, ha basato il suo successo su alcune semplicissime considerazioni.

– Una società di investimenti può ammaliare un potenziale cliente, ma se non lo fa guadagnare perde sia il cliente sia il suo entourage. I clienti soddisfatti sono fedeli e portano immediatamente altri clienti. Il guadagno assicurato è la migliore forma pubblicitaria possibile.

– Gli investimenti devono essere copiosi, fruttiferi e stabili nel tempo. Quindi, pochissimo mordi e fuggi. Solo investimenti strategici. La platea deve essere semplicemente il mondo.

– Tipicamente, si rileva un pacchetto di compartecipazione in una società produttiva sana. Non un pacchetto di maggioranza, sarebbe troppo oneroso, ma di dimensioni tali da poter nominare membri nel cda e da poter influenzare la condotta della società stessa.

– Le società delle quali BlackRock detiene una partecipazione azionaria formano un network virtuale di aziende sane e redditizie, che si spalleggiano le une con le altre. Per esempio, una società produttrice utilizzerà delle banche ove sia presente Blackrock, si servirà da fornitori Blackrock, venderà ad utilizzatori Blackrock.

– Ma la idea portante è utilizzare il denaro degli altri, ossia degli investitori, per ottenere il condizionamento del cda di una società, obbligandolo alla generazione di reddito da ripartire tra gli azionisti ed alle norme comportamentali su riportate. La conditio sine qua non è una gestione impeccabile di quanto conferito. A nessuno mai interesserà come il denaro sia investito purché esso frutti utili copiosi.

– La onestà di comportamento nei confronti degli investitori che hanno conferito il loro denaro da gestire è il cuore del comportamento di BlackRock, e ne condiziona eticamente ogni azione. Infatti nessun investimento dura nel tempo se è utilizzato in modo improprio.

– Nella realtà dei fatti, BlackRock ha introdotto una filosofia di investimenti volta sicuramente al profitto, ma molto di più al controllo: in altri termini, al potere.  Non solo. Se è difficile entrare nel suo organico, è facilissimo uscirne: le progressioni di carriera sono fortemente meritocratiche, basate solo sui risultati ottenuti. Si viene così a formare una scuola dirigenziale di elevato valore, che potrebbe in ogni momento transitare alla politica surclassando i classici candidati mediatici. In altri termini: è un nuovo modo di fare politica.

– Da ultimo, ma non certo per ultimo, Mr Fink ha il discretissimo accesso a tutte le inside di ciascuna azienda di cui BlackRock detiene azioni, e ce le ha ancora quando esse sono discusse. Un potere enorme, degno del servizio informativo di una grande superpotenza mondiale.

Mr Laurence Fink è il vero, reale quanto discreto, padrone del mondo.

* * * * * * *

Il 1° gennaio 2000 una azione BlackRock valeva 17.5$: oggi ne vale 501.02: un caso più unico che raro.

Ad oggi amministra e gestisce oltre 7,000 miliardi di Usd.

Adesso i liberal socialisti dell’europarlamento si stanno domandando se non sia BlackRock ad interferire con i loro programmi oramai dépassé, a partire dal ‘clima’.

*

«Recently, the European Commission selected BlackRock, one of the most powerful financial companies, which manages over €6 trillion in assets, and known to be a key investor in fossil fuels, to provide paid advice on the integration of social and environmental objectives into European banking regulation»

«Not a good match»

«Given the prominent role expected from private finance in the European Green Deal, we seem to be off to a bad start»

«According to the Green Deal, new rules are needed for banks – many of whom are major investors in fossil fuels»

«Dirty investments need to be discouraged, green investments must be facilitated»

«What BlackRock is now asked to do is to set the agenda for that debate, and they will even be paid €280,000 to influence the reform agenda for the financial sector.»

«They are awarded contracts from central banks, from governments all over the world and in the EU, it seems they have acquired a special status»

«That’s not a bad position for a financial powerhouse like BlackRock which is heavily invested in fossil-fuel companies and banks with big shares in a ‘brown economy’»

«It is the world’s biggest investor in fossil fuels with over $87.3bn in shares across the industry and share holdings in coal plant developers alone are worth $17.6bn.»

«Crucially, it has a stake in most big European banks»

«BlackRock’s advice runs the risk of being strongly-biased and could derail the debate on a crucial element of the EU’s strategy on sustainable finance.»

«the inclination of the European Commission to base its legislative proposals on banking regulation from advice from financial giants themselves.»

* * * * * * *

Poveri liberal socialisti europei!

Si credevano di essere i padroni luminari del mondo, di essere così forti da poter imporre a tutti la loro Weltanschauung, e stanno diventando segatura della storia.

Coronavirus seppellisce l’EU Green Deal. Riposa con i fu liberal.

Babis, PM ceko, vuole annullare il Green Deal per combattere il coronavirus.

New Industry Plan. Pochi fondi e niente green. Gli ululati dei liberals.

Romania. Il Green Deal è una ‘true religion’. Il gesto del dito.

Green Deal addio! Le Fiandre negano la firma del Progetto.

“Se il coronavirus contraddice il Green Deal,

tanto peggio per il coronavirus”.

Però si ricordi che

«The Green Deal needs EU unanimity to go ahead.»

*

Nota.

Il bilancio di BlackRock è trentacinque volte maggiore di quello dell’Unione Europea, e Mr Fink ne dispone a vista.

*

Is BlackRock setting agenda for EU climate policies?

Recently, the European Commission selected BlackRock, one of the most powerful financial companies, which manages over €6 trillion in assets, and known to be a key investor in fossil fuels, to provide paid advice on the integration of social and environmental objectives into European banking regulation. Not a good match.

Given the prominent role expected from private finance in the European Green Deal, we seem to be off to a bad start.

According to the Green Deal, new rules are needed for banks – many of whom are major investors in fossil fuels.

One of the arguments is that the risk inherent in such investments needs to be recognised fully in the rules, if we are to facilitate a transition to a greener economy.

Dirty investments need to be discouraged, green investments must be facilitated.

This makes the coming proposal on the integration of environmental, social and governance related objectives (ESG) into banking regulation, so important.

What BlackRock is now asked to do is to set the agenda for that debate, and they will even be paid €280,000 to influence the reform agenda for the financial sector.

That begs the question how BlackRock can be regarded as a consultant and advisor?

They are awarded contracts from central banks, from governments all over the world and in the EU, it seems they have acquired a special status.

Setting the agenda?

A couple of years back they provided the EU institutions for example with advice on EU stress tests for banks, and even participated in the auditing of banks. It advised the commission on the new EU Individual Retirement Savings Product (PEPP), and can enjoy the benefits of the market is being created.

And now this – a new contract on the environmental, social and social governance (ESG) is a new milestone in the category ‘conflicts of interest’.

That’s not a bad position for a financial powerhouse like BlackRock which is heavily invested in fossil-fuel companies and banks with big shares in a ‘brown economy’.

It is the world’s biggest investor in fossil fuels with over $87.3bn in shares across the industry and share holdings in coal plant developers alone are worth $17.6bn.

Crucially, it has a stake in most big European banks. For that, BlackRock has a vested interest in how, for example, environmental objectives are built into European banking rules.

These investments obviously have a bearing on the opinions voiced by BlackRock, and they steer the fund’s lobbying campaigns in the European Union and elsewhere.

By itself or in coalitions with other financial giants, it has spoken out consistently against a plethora of moves towards a more sustainable financial system, including some that are intimately linked with the consultancy work it is now paid to do for the commission.

It is not difficult to see the strong conflict of interest, and it can hardly have escaped the attention of the commission.

BlackRock’s advice runs the risk of being strongly-biased and could derail the debate on a crucial element of the EU’s strategy on sustainable finance.

The fact that BlackRock still won this contract, in spite of already having lobbied against strong rules on sustainable finance in the EU institutions, shows the EU commission accepting and facilitating undue influence from the financial sector.

It follows a classic pattern: the commission seems to believe that the perfect advisers are to be found in the ranks of the very sector that is under discussion.

In this way, the contract is only the tip of the iceberg.

It confirms a pattern that we have to do away with: the inclination of the European Commission to base its legislative proposals on banking regulation from advice from financial giants themselves.

There is now a lot of protest building, both inside the European Parliament and outside.

A group of MEPs from groups representing a comfortable majority have started challenging the commission, and almost one hundred civil society organisations ask in a joint letter, coordinated by the Change Finance coalition, that the European Commission cancels the contract.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Commissione Europea. Previsioni. Macro dati. ‘Lasciate ogne speranza ….’

Giuseppe Sandro Mela.

2020-05-10.

Unione Europea 013

Per me si va ne la città dolente,

per me si va ne l’etterno dolore,

per me si va tra la perduta gente. 

….

Lasciate ogne speranza, voi ch’intrate“.

Dante. Inferno. III. 1 – 3, 9.

*


Questi sono i dati macro rilasciati più di recente per l’Eurozona.

Eurozona. Dati Macro. Prepariamoci alla società della miseria.

Suprema Corte, ECB e Corte Costituzionale tedesca, ovvero il chaos.

Eurozona. Pil primo trimestre -3.8%. trimestre su trimestre.

Eurozona. Fiducia e sentiment sono crollati ad aprile.

ECB. L’economia in Eurozona si contrarrà fino al 15%.

Eurozona. Marzo. Indici provvisori PMI Markit.

Eurozona. Fiducia dei Consumatori -22.7. Da un anno è negativa.

Eurozona. Il cigno nero della stagflazione volteggia come un avvoltoio.

Ma se questi dati ed indicatori sono severamente negativi, ci si ricordi come si sia soltanto agli inizi, ed il futuro si prospetti ben peggio. La valutazione è della Commissione Europea.

«L’Europa sta sperimentando uno shock senza precedenti dalla Grande Depressione»

«La Commissione europea ha presentato le Previsioni economiche di primavera»

«nel 2020 la crescita dell’Eurozona crollerà del 7,7% mentre quella dell’Ue nel suo insieme del 7,4%. Il crollo del Pil dell’Italia è stimato per quest’anno del 9,5%, della Francia dell’8,2%, della Germania del 6,5%.»

«Le stime di crescita dell’Ue e dell’Eurozona …. sono state riviste al ribasso di 9 punti percentuali rispetto alle scorse Previsioni di autunno»

«Il debito pubblico cresce in tutti i Paesi. Quello dell’Italia è previsto salire al 158,9% del Pil, della Francia al 116,5% e della Germania al 75,6%.»

«Si va dal -4,3% del Pil della Polonia al -9,7% del Pil della Grecia»

«si vede un’Europa spaccata in due: il debito pubblico esplode tra i Paesi del Sud che partivano già più indebitati»

«La Francia passerà dal 98,1% del 2019 al 116,5% di quest’anno. La Spagna dal 95,1% al 115,6%, il Portogallo dal 117,7% al 131,6%.»

«il Belgio che vedrà salire il proprio debito pubblico dal 98,6% al 113,8%. Quello dell’Olanda, invece, passerà dal 48,6% al 62,1%.»

«Cresce ovviamente anche il deficit in rapporto al Pil ovunque nell’Unione»

«In Italia quest’anno salirà all’11,1% per scendere al 5,6% nel 2021, in Spagna sarà del 10,1% e calerà al 6,7%, in Francia del 9,9% e passerà al 4%.»

«Il tasso di disoccupazione nell’Eurozona passa dal 7,5% dello scorso anno al 9,6% di quest’anno»

«Quanto all’inflazione, la Commissione si aspetta che cali in modo significativo nel 2020 a causa della caduta della domanda e del prezzo del petrolio»

* * * * * * *

A voler proprio essere ottimisti contro ogni evidenza dei fatti, la ripresa sarà lontana e molto dura.

Ma la constatazione peggiore è l’elevato tasso di litigiosità tra i paesi membri della eurozona, che non riescono a trovare un accordo su nulla.

Se è vero che la situazione è grama, sarebbe anche doveroso prendere atto della incapacità politica ed economica di Frau Ursula von der Leyen e di Mrs Christine Lagarde.

*


Le stime Ue: debito pubblico dell’Italia al 158,9%, il doppio di quello di Olanda e Germania

Ora ci sono le stime dell’impatto del coronavirus sull’economia europea, su cui sarà elaborato il Piano per la ripresa dell’Ue: quest’anno crollo del Pil, esplosione del debito pubblico e del deficit in tutti i Paesi anche se con intensità diverse. «L’Europa sta sperimentando uno shock senza precedenti dalla Grande Depressione», ha commentato il Commissario ue all’Economia, Paolo Gentiloni. Poi nel 2021 ci sarà la ripresa che sarà differente da Stato e Stato, e che rende quanto mai necessario il Recovery Istrument. La Commissione europea ha presentato le Previsioni economiche di primavera: nel 2020 la crescita dell’Eurozona crollerà del 7,7% mentre quella dell’Ue nel suo insieme del 7,4%. Il crollo del Pil dell’Italia è stimato per quest’anno del 9,5%, della Francia dell’8,2%, della Germania del 6,5%. Nel 2021 tutti riprenderanno a correre: il Pil dell’Eurozona +6,3%, dell’Ue +6,1%, dell’Italia +6,5%, della Francia +7,4%, della Germania +5,9%. «Le stime di crescita dell’Ue e dell’Eurozona — spiega la Commissione — sono state riviste al ribasso di 9 punti percentuali rispetto alle scorse Previsioni di autunno». Il debito pubblico cresce in tutti i Paesi. Quello dell’Italia è previsto salire al 158,9% del Pil, della Francia al 116,5% e della Germania al 75,6%. L’economia italiana entrerà in una «profonda recessione».

I rischi per il mercato interno

La pandemia ha generato uno «choc simmetrico» che ha colpito tutti gli Stati membri. Si va dal -4,3% del Pil della Polonia al -9,7% del Pil della Grecia, ma la forza della ripresa del 2021, sottolinea la Commissione, sarà «marcatamente» diversa perché «la ripresa di ogni Stato membro dipenderà non solo dall’evoluzione della pandemia ma anche dalla struttura delle rispettive economie e dalla capacità di rispondere con politiche di stabilizzazione». La Commissione ricorda poi «l’interdipendenza tra le economie europee», dunque la ripresa di ogni Paese andrà a condizionare anche quella degli altri. Per questo «la ripresa collettiva dipenderà dalle forti risposte coordinate a livello dell’Ue e nazionale», ha commentato il vicepresidente esecutivo della Commissione, Valdis Dombrovskis. E il commissario all’Economia, Paolo Gentiloni, ha sottolineato che «queste differenze sono una minaccia per il mercato unico e per l’Eurozona, che può essere mitigata attraverso una decisiva azione congiunta europea».

Il debito pubblico esplode al Sud

A guardare i numeri nel dettaglio, si vede un’Europa spaccata in due: il debito pubblico esplode tra i Paesi del Sud che partivano già più indebitati. La Francia passerà dal 98,1% del 2019 al 116,5% di quest’anno. La Spagna dal 95,1% al 115,6%, il Portogallo dal 117,7% al 131,6%. Dell’Italia si è già detto, avrà il debito più alto dell’Ue dietro alla Grecia. In questo gruppo si inserisce, però, anche il Belgio che vedrà salire il proprio debito pubblico dal 98,6% al 113,8%. Quello dell’Olanda, invece, passerà dal 48,6% al 62,1%. Non è difficile capire perché il premier olandese Mark Rutte, al termine dell’ultimo Consiglio europeo che ha incaricato la Commissione Ue di elaborare un Fondo per la ripresa agganciato al bilancio Ue 2021-2027 — definito «necessario e urgente» — ha dichiarato di non vedere tutta questa urgenza.

Deficit e disoccupazione

Cresce ovviamente anche il deficit in rapporto al Pil ovunque nell’Unione. In Italia quest’anno salirà all’11,1% per scendere al 5,6% nel 2021, in Spagna sarà del 10,1% e calerà al 6,7%, in Francia del 9,9% e passerà al 4%. Il deficit della Germania, che nel 2019 aveva un surplus dell’1,4%, vedrà esplodere il deficit al 7% ma già nel 2021 sarà sceso all’1,5% perfettamente in linea con i parametri del Patto di stabilità (che ora è stato sospeso per l’emergenza coronavirus). Allarmanti anche i dati sulla disoccupazione, che ancora una volta mostrano come l’emergenza nel Sud Europa sia più forte. Il tasso di disoccupazione nell’Eurozona passa dal 7,5% dello scorso anno al 9,6% di quest’anno per scendere all’8,6% nel 2021. Ma se si guardano i singoli Stati, si vede che in Germania la percentuale di senza lavoro passa dal 3,2% del 2019 al 4% di quest’anno per scendere al 3,5% nel 2021. L’andamento in Olanda sarà 3,4%-5,9%-5,3%, mentre in Italia 10%-11,8%-10,7% e in Francia 8,5%-10,1% -9,7%. Quanto all’inflazione, la Commissione si aspetta che cali in modo significativo nel 2020 a causa della caduta della domanda e del prezzo del petrolio.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Ong - Ngo, Unione Europea

Migranti clandestini. La Commissione Europea si dichiara ‘incompetente’.

Giuseppe Sandro Mela.

2020-04-20.

Prefiche 013

«The European Commission says it cannot comment on decisions by Italy and Malta declaring their ports unsafe for rescue ships»

«We are not in a position to make a comment of a legal nature on this particular case»

«The spokesperson said the EU institution has no competence to determine whether a port is safe»

«Italy and Malta made the announcement to seal the ports following the outbreak of the pandemic triggered by Covid-19. Libya’s UN-recognised government in Tripoli did the same»

«The closures mean NGO rescue boats are unable to disembark migrants, amid contested reports that some have since drowned»

* * * * * * *

Si deve dare atto ai liberal socialisti europei, ed alle ngo loro emanazione, di essere quanto mai pervicaci nelle proprie credenze. Per loro i migranti clandestini illegali sono un dogma della loro fede. Senza migranti ed aborto non avrebbero più alcun elemento che li possa coagulare, tenere assieme.

Ma la loro voce ed i loro lamenti non arrivano più alle orecchie dei centri direzionali dell’Unione Europea, che li ha estromessi dai processi decisionali.

A loro altro non resta che sfogarsi con articoli degni delle più smaliziate prefiche.

*


EU unable to comment on Italy and Malta port closures

The European Commission says it cannot comment on decisions by Italy and Malta declaring their ports unsafe for rescue ships.

“We are not in a position to make a comment of a legal nature on this particular case,” a European Commission spokesperson told reporters in Brussels on Tuesday (14 April).

The spokesperson said the EU institution has no competence to determine whether a port is safe.

Italy and Malta made the announcement to seal the ports following the outbreak of the pandemic triggered by Covid-19. Libya’s UN-recognised government in Tripoli did the same.

The closures mean NGO rescue boats are unable to disembark migrants, amid contested reports that some have since drowned.

Germany’s Sea-Watch International on Monday said that at least three boats with some 150 migrants have been in distress for days.

“No state wants to rescue them,” it said, noting a fourth boat had sunk.

Alarm Phone, an organisation that provides support to people fearing for the lives at sea, says some of those scrambling for help are women and children.

At least one is a pregnant woman who had been rescued, along with 42 other people, by the Spanish-flagged charity vessel, Aita Mari.

The boat had been en route to return to Spain from Sicily when it was diverted towards a distress call on Monday.

“Malta denies us safe harbour,” it then said, in a Tweet on Tuesday, noting however Maltese authorities had agreed to provide it with extra food, vests and water.

Malta, Libya and EU aid

Malta in turn is demanding the EU to launch an immediate €100m humanitarian operation in Libya.

In a letter to the EU’s foreign policy chief, Malta’s foreign minister Evarist Bartolo says the situation in Libya is snowballing into a major humanitarian disaster.

He said all of Malta’s resources are currently being channeled into dealing with pandemic, noting that the island-nation had disembarked close to 4,500 migrants in the past 12 months.

“The situation urgently requires tangible and decisive action which, in our view, must comprise an urgent EU humanitarian intervention in Libya,” he said.

For its part, a spokesperson from the EU’s foreign policy branch, confirmed that Bartolo’s letter had been received.

“We will give it due consideration and reply in an appropriate way,” said the spokesperson.

The whole points to a wider crusade against migrant disembarkation at sea as EU states shore up barriers to prevent NGO rescue boats from helping.

An EU-level sea operation known as Sophia, which was mandated to tackle trafficking, has since been replaced by a much weaker mission called Irini tasked to enforce the Libyan arms embargo.

Sophia had more ships and carried out rescues but was effectively shut down by Italy’s hard-right then deputy prime minister Matteo Salvini.

Pubblicato in: Cina, Devoluzione socialismo, Unione Europea

Italia. Sgw. Cina preferita agli Usa, la fiducia nella EU crolla al 24%.

Giuseppe Sandro Mela.

2020-04-11.

2020-04-08__Swg 002

«L’empatia dovuta all’essere state le due realtà più colpite nella fase iniziale dell’epidemia, ma anche gli aiuti reciproci, producono un notevole avvicinamento degli italiani alla Cina, al punto da preferirla come alleato rispetto allo storico partner americano …. il 36% degli italiani considera preferibile la Cina come partner internazionale, mentre solo il 30% sceglie gli Usa, storico alleato dell’Italia»

«L’Ue in quanto tale scende dal 42% di settembre scorso al 27% attuale, la commissione Ue dal 41 al 24, e la Bce dal 43 al 25»

* * * * * * *

Gli amici si contano nel momento del bisogno.

E taluni stati dell’Unione Europea non si sono per nulla dimostrati né amici né ragionevoli.

La gente però non è sciocca, e queste situazioni le percepisce al volo.

I giudizi espressi su questa gestione dell’Unione Europea e della Bce sono tranchant.

*


Sondaggio Swg: crolla la fiducia degli italiani nell’Ue.

Cina preferita a Usa come alleato, poche variazioni per i partiti.

L’epidemia non sposta molti voti, almeno per ora, ma cambia l’atteggiamento degli italiani verso l’Ue e gli altri paesi stranieri. L’ultimo “radar” Swg del 6 aprile mostra solo piccole variazioni nelle percentuali dei partiti, ma segnala un repentino “innamoramento” per la Cina, ora preferita agli Stati Uniti come alleato. Crolla invece, come era prevedibile, il giudizio sull’Ue, percepita come sorda ai problemi che l’Italia sta vivendo.

Spiega Swg: “La crisi legata alla pandemia cambia anche la percezione degli scenari politici a livello globale. L’empatia dovuta all’essere state le due realtà più colpite nella fase iniziale dell’epidemia, ma anche gli aiuti reciproci, producono un notevole avvicinamento degli italiani alla Cina, al punto da preferirla come alleato rispetto allo storico partner americano”.

“Sul piano europeo invece, – sottolinea l’istituto di ricerche – le dinamiche recenti hanno incrinato fortemente il rapporto dei cittadini con le istituzioni europee”. Ma non solo, l’epidemia ha “ha anche diviso le opinioni pubbliche dei diversi stati membri.

Gran parte degli italiani, come anche la maggioranza dei francesi, sostiene il bisogno di politiche solidali tra i paesi per condividere i costi della crisi. In termini finanziari ciò si traduce nell’assenso con l’ipotesi degli Eurobond, strumento che però trova la contrarietà di due terzi dei tedeschi”.

Nel dettaglio, il 36% degli italiani considera preferibile la Cina come partner internazionale, mentre solo il 30% sceglie gli Usa, storico alleato dell’Italia. In particolare, il 51% degli elettori M5s e il 45% di quelli del Pd preferisce Pechino a Washington, mentre il 51% di chi vota centrodestra resta fedele agli Usa.

Il 75% degli italiani, poi, chiede “piena solidarietà tra gli stati europei per il rilancio”, insieme al 58% dei francesi.

Addirittura, l’83% di chi vive in Italia è favorevole ai “Coronabond” europei, mentre sono contrari il 64% dei tedeschi.

La fiducia nelle istituzioni europee crolla: l’Ue in quanto tale scende dal 42% di settembre scorso al 27% attuale, la commissione Ue dal 41 al 24, e la Bce dal 43 al 25. Al contrario, aumenta la percentuale di coloro che danno un giudizio positivo sulla politica estera italiana: dal 30% di settembre al 46% rilevato ora.


2020-04-08__Swg 001

2020-04-08__Swg 003

2020-04-08__Swg 004

 

 

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

von der Leyen. È comparsa la parola ‘sburocratizzazione’.

Giuseppe Sandro Mela.

2020-04-07.

2020-04-07__von der Leyen 001

Per la prima volta da settanta anni a questa parte in Europa un capo di stato, Ursula von der Leyen, ha utilizzato una delle parole magiche del benessere e della crescita economica:

«sburocratizzazione».

È il rigetto totale ed assoluto del principale postulato dell’ideologia liberal socialista. Una inversione di rotta di centottanta gradi. Chi lo avrebbe mai detto?

Se il coronavirus fosse anche servito solo a questo, ne avrebbe avuto un grande merito.

* * * * * * *

«Più liquidità, sburocratizzazione e più tempo per richieste»

«L’impegno a far arrivare più liquidità nelle tasche degli agricoltori, a sburocratizzare gli iter, e con più tempo a disposizione per presentare le richieste per i pagamenti diretti e per quelli dello sviluppo rurale»

«Sono le iniziative della Commissione europea a sostegno del settore, di fronte alla crisi del coronavirus, presentate dalla presidente, Ursula von der Leyen, in un videomessaggio su Twitter»

«Un settore in cui non tollereremo alcun genere di perturbazione è quello alimentare»

* * * * * * *

L’epidemia da coronavirus ha innescato una crisi economica di portata biblica: attività produttive ferme per la quarantena e traffici di persone e merci quasi azzerati. Il virus ha decretato la fine della globalizzazione e la fine di un’Unione Europea iperburocratizzata, a conduzione socialista.

La ripresa, se mai la si potrà vedere, sarà lunga, tormentata e difficile.

Sicuramente le cure non potranno seguire i canoni la hanno causata.

Il coronavirus ha ucciso il concetto di Unione Europea assunta come stato sulla falsariga dell’ideologia liberal, dello statalismo.

Sia per Hegel che per Weber la burocrazia assume un ruolo primario nel processo di formazione e consolidamento dello Stato moderno. Essa costituisce inoltre per entrambi gli autori il trait d’union fondamentale tra razionalità e politica, il momento in cui le istituzioni si dotano di maggiore stabilità, prevedibilità, rispetto della legalità, assicurando un rapporto garantito e continuativo con il cittadino. Hegel e Weber si muovono in orizzonti molto simili anche sul piano descrittivo: le modifiche e le funzioni attribuite alla burocrazia sono le stesse, e identiche sono le procedure, le modalità, l’etica del comportamento, anche se si constata nei due autori una divergenza accentuata.

La burocrazia nasce dal potere, dal dominio di uno o di alcuni sopra i molti, dove quel dominio richiede degli agenti, interpreti fedeli della volontà di chi comanda, che eseguano gli ordini, che traducano in realtà le aspirazioni. Ogni nuova legge esige nuovi burocrati e nuovi funzionari che la applichino e che la facciano osservare.

Aristotele fornisce un’acuta descrizione delle necessità pratiche della vita comunitaria della città-Stato greca che impongono l’istituzione di magistrature per regolare i mercati, sovraintendere ai contratti, mantenere l’ordine, intraprendere opere pubbliche, amministrare le finanze.

L’interesse pubblico pare sia stato inventato perché gli uffici possano esistere.

La burocrazia non è pertanto un problema di cattivo governo: è un nuovo tipo di governo, nel quale la fonte dell’autorità veniva trasferita unicamente in forze impersonali incarnate nei funzionari.

Si determinava un labirinto di regole opprimenti che avrebbe necessitato di riforme, dall’altra ogni tentativo di intervenire in questo sistema sarebbe apparso come una irragionevole, disonesta, illegittima ingerenza personale.

Il tragico è che la burocrazia è autoreplicante: tende per sua natura ad ipertrofizzarsi, ed alla fine tende a vicariare il potere politico, avvolgendolo come un abile ragno in un bossolo di leggi, norme e regolamenti.

Alla fine persone non elette svolgini il ruolo abiurato dagli eletti.

*

Nel pensiero del grande predecessore di Hegel, Kant, la ragione diveniva non solo il tema centrale della filosofia, ma anche la verità eterna e divina e il fondamento trascendentale della personalità umana.

Le lezioni berlinesi di Hegel negli anni venti, successive al riassetto europeo dopo le guerre napoleoniche, tentavano di collocare la ragione non nella coscienza individuale bensì nel sistema statale esistente.

La libertà, lungi dall’essere posseduta per natura dagli esseri umani, era creata solo dallo Stato, e soltanto nell’attività organizzata dello Stato inteso come entità unica era possibile raggiungere la realizzazione individuale.

I funzionari statali di Hegel costituivano la parte più numerosa di quella classe media all’interno della quale egli situava l’intelligenza compiuta della massa della popolazione.

Hegel non esitò pertanto a definire i suoi funzionari statali (e anche l’esercito e la polizia) classe universale, poiché la loro attività aveva come scopo l’universale e, dal momento che questo non poteva essere confuso con le necessità private, egli sostenne che lo Stato doveva garantire la sicurezza e il soddisfacimento delle esigenze vitali dei propri funzionari. Ma il perseguimento dell’interesse universale poneva il funzionario statale in una posizione assolutamente superiore.

* * * * * * *

Sburocratizzare non significa soltanto razionalizzare la filiera decisionale e di controllo: significa rigettare in toto la visione hegeliana di stato e di burocrazia.

*


Von der Leyen presenta misure a sostegno agricoltura.

Più liquidità, sburocratizzazione e più tempo per richieste.

BRUXELLES – L’impegno a far arrivare più liquidità nelle tasche degli agricoltori, a sburocratizzare gli iter, e con più tempo a disposizione per presentare le richieste per i pagamenti diretti e per quelli dello sviluppo rurale. Sono le iniziative della Commissione europea a sostegno del settore, di fronte alla crisi del coronavirus, presentate dalla presidente, Ursula von der Leyen, in un videomessaggio su Twitter. “Siamo al fianco degli agricoltori”, ha affermato, con la promessa di varare “nuove azioni con l’evolvere della situazione”. 

“Un settore in cui non tollereremo alcun genere di perturbazione è quello alimentare. Le misure adottate a sostegno della libera circolazione delle merci, ed i permessi di viaggio per i lavoratori stagionali” servono ad “assicurare che gli europei abbiano cibo di alta qualità a prezzi accessibili sulle loro tavole, nonostante il coronavirus”, ha affermato von der Leyen. Tra le azioni, anche il sostegno alle strutture sanitarie nelle aree rurali.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Migranti. Accordi distribuzione migranti sono scaduti. – Corte EU di Giustizia.

Giuseppe Sandro Mela.

2020-04-03.

2020-04-03__Curia 001

Court of Justice of the European Union

PRESS RELEASE No 40/20

Luxembourg, 2 April 2020

Judgment in Joined Cases C-715/17, C-718/17 and C-719/17

Commission v Poland, Hungary and the Czech Republic

*

Con una sentenza degna di un maestro cerchiobottaio la Corte EU si è alla fine pronunciata sulla questione della ripartizione dei migranti tra i paesi dell’Unione Europea.

Stabilisce che Polonia, Ungheria e Repubblica Ceka non hanno adempiuto alla direttiva europea. Ma essendo questa scaduta non c’è modo per rimediare all’infrazione. Si rimanda il tutto alla Commissione Europea.

*

«La Corte dell’Ue ha stabilito che Polonia, Ungheria, e Cechia hanno violato la legge comunitaria. Tuttavia, con la scadenza di entrambe le decisioni sui ricollocamenti, non c’è modo per rimediare all’infrazione»

«La priorità della Commissione europea ora è presentare il nuovo Patto su asilo e migrazione»

«By refusing to comply with the temporary mechanism for the relocation of applicants for international protection, Poland, Hungary and the Czech Republic have failed to fulfil their obligations under European Union law»

«following the expiry of the period of application of the relocation decisions, on 17 and 26 September 2017 respectively, it is no longer possible for them to remedy the infringements alleged»

«La priorità della Commissione europea ora è presentare il nuovo Patto su asilo e migrazione»

* * * * * * *

Letta alla luce di quanto sta accadendo a seguito dell’epidemia da coronavirus, delegare alla Commissione una decisione in proposito apparirebbe essere alquanto naïf.

*


Migranti: Ue, sentenza Corte guiderà decisioni future.

Meccanismo ricollocamenti scaduto, Paesi non possono rimediare.

“La Corte dell’Ue ha stabilito” che Polonia, Ungheria, e Cechia hanno violato la legge comunitaria. “Tuttavia, con la scadenza di entrambe le decisioni sui ricollocamenti, non c’è modo per rimediare all’infrazione”. Così un portavoce della Commissione europea, rispondendo all’ANSA. Il portavoce evidenzia tuttavia: “La decisione è però importante perché fa chiarezza sulla responsabilità degli Stati membri, e guiderà il lavoro” dell’Esecutivo Ue “per il futuro”.

“La priorità della Commissione europea ora è presentare il nuovo Patto su asilo e migrazione. La sentenza della Corte Ue chiarisce che il principio di solidarietà e di giusta condivisione della responsabilità tra gli Stati membri, secondo i Trattati, governa la politica di asilo dell’Ue” aggiunge il portavoce. “La Corte – spiega – è chiara rispetto alla responsabilità degli Stati membri. Questa sentenza guiderà il nostro lavoro sul nuovo Patto”.

*


Court: Three countries broke EU law on migrant relocation.

The EU’s top court ruled on Thursday (2 April) that Poland, Hungary and the Czech Republic broke EU law by refusing to take in their share of asylum seekers in 2015.

“By refusing to comply with the temporary mechanism for the relocation of applicants for international protection, Poland, Hungary and the Czech Republic have failed to fulfil their obligations under European Union law,” the Luxembourg-based European Court of Justice (ECJ) said.

It also found Poland and the Czech Republic at fault for failing to fulfil an earlier decision by the council of member states with regard to some 40,000 migrants.

The court said that in refusing to comply, the three member states had no right to cite ‘maintaining law’ or ‘safeguarding internal security’, or claim that the relocation programme was ‘dysfunctional’.

Hungary’s justice minister Judit Varga tweeted that the “EU compulsory relocation system of migrants is dead and today’s CJEU judgement won’t change that. It must be lonesome in the saddle since the horse died.”

Now, it is up to the EU Commission if it wants to follow up the court ruling.

The commission could determine that the original 2015 council decision can still be implemented and launch a second infringement procedure for financial penalties.

All of those commission considerations would be subject to scrutiny by the court.

‘Original sin’

In 2015, during the influx of migrants to Europe, member states decided to distribute people among EU member states.

The decision was taken by home affairs ministers – where Hungary, Romania, Slovakia and the Czech Republic were outvoted by other member states.

Warsaw, under a different government, agreed with the 2015 decision.

(The commission has removed the webpage on the relocation figures.)

But commission figures from last October say that in total, 34,712 people were relocated from Italy (12,713) and Greece (21,999) under the scheme, with a lower number of people eligible, due partly to a slowing of the influx, than previously expected.

Hungary did not take any asylum seekers, the Czech Republic took in only 12. Poland took none. Slovakia eventual offered temporary shelter to more than 1,200 people who filed for asylum in neighbouring Austria, so was not sued by the commission.

Hungary and Slovakia challenged the decision of the ministers in court, arguing that the ministers’ vote was contrary to an earlier commitment by EU leaders.

In 2017, however, the ECJ ruled that the relocation quotas were legal.

In 2015, 120,000 asylum seekers were supposed to be shared among member states, relocating 50,400 asylum seekers from Greece and 15,600 from Italy.

Originally, the commission offered Hungary the option to relocate 54,000 people from the central European country, but prime minister Viktor Orban refused.

Some diplomats from the rebel EU countries refer to the quota vote as an “original sin” that broke trust between the commission and eastern and central European governments.

It also fuelled years of campaigning by Orban domestically against both the EU and migration.

The bitter rift over migration and especially relocation quotas has been driving a wedge between member states ever since.

The commission in 2016 unveiled new proposals to reform the EU’s asylum system – but its permanent mechanism to relocate migrants in a possible new massive influx was fiercely rejected by Hungary and Poland.

The commission earlier this year binned its efforts to reform the Dublin asylum system based on that proposal and is working on new ones.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Senza categoria, Unione Europea

Unione Europea. Missione Irini non prevede sbarchi in Italia.

Giuseppe Sandro Mela.

2020-04-01.

Unione Europea 013

«The European Union will launch a new Mediterranean naval and air mission in April to stop more arms reach warring factions in Libya, EU diplomats said on Thursday, with Greece agreeing to take in any migrants rescued at sea»

«E’ una delle clausole previste nel quadro dell’accordo raggiunto in sede Ue che porterà Irini a succedere alla missione Sophia e che ora dovrà essere approvato in via definitiva dai 27 entro domani con procedura scritta»

«the decision, which was delayed by divisions over migrants, followed warnings by EU foreign affairs chief Josep Borrell that the bloc risked becoming irrelevant if it could not act, potentially leaving Libya’s fate to Turkey and Russia»

«Greece has allowed disembarkation (of rescued migrants) in its ports, …. adding that other EU governments agreed to help cover the harbor costs of bringing those rescued on shore to avoid more financial pressure on Athens.»

«Sophia’s mandate expires at the end of March, meaning Irini aims to start patrolling the eastern Mediterranean, where most arms smuggling takes place, from April»

«However, diplomats acknowledged the EU is unable to patrol the Egypt-Libya land border, through which artillery is still being delivered»

* * * * * * *

Cosa fosse l’Operazione Sophia è ben descritto dal Ministero della Difesa.

«L’European Union Naval Force in the South Central Mediterranean, EUNAVFOR Med – operation SOPHIA, è la prima operazione militare di sicurezza marittima europea che opera nel Mediterraneo centrale.

L’operazione, condotta dall’Italia, ha quale scopo principale il contrasto al traffico illecito di esseri umani e s’inquadra nel più ampio impegno dell’UE volto ad assicurare, secondo un approccio comprensivo ed integrato, il ritorno della stabilità e della sicurezza in Libia.

Operazione SOPHIA è il primo esempio di elevata integrazione delle componenti militari e civili (forze di polizia) europee, capace di operare in un complesso scenario internazionale rappresentato da numerosissimi attori militari e civili, governativi e non governativi.

La situazione di crisi nell’area del Mediterraneo centrale, causata dal perdurante conflitto interno in Libia e dal conseguente collasso del sistema statuale, ha tra le molteplici conseguenze il flusso migratorio che attraverso la Libia, raggiunge via mare l’Italia e gli altri paesi dell’Unione Europea.

Un flusso migratorio facilitato e, soprattutto, sfruttato economicamente, da trafficanti di esseri umani che hanno messo in piedi una rete atta a lucrare sulla disperazione degli uomini, donne e bambini che ogni giorno tentano di intraprendere questo viaggio. In tale contesto, l’impiego di mezzi fatiscenti, inadatti alla navigazione in alto mare e sovraccarichi ha portato al ripetersi di naufragi molto spesso drammatici con la morte di centinaia e probabilmente migliaia di migranti.»

*

Grecia, Eu e migranti. Liberal socialisti verso l’emarginazione.

Malta rimanda in Libia i migranti intercettati in mare. A bastonate.

«Europe continues to delegate border enforcement to the Libyan authorities to evade their responsibility to rescue the distressed to Europe»

Si prenda atto che l’atteggiamento dell’Unione Europea nei confronti dei migranti clandestini è mutata.

*


EU’s Operation Irini to replace Sophia in monitoring arms embargo in Libya

The European Union will launch a new Mediterranean naval and air mission in April to stop more arms reach warring factions in Libya, EU diplomats said on Thursday, with Greece agreeing to take in any migrants rescued at sea.

The decision, which was delayed by divisions over migrants, followed warnings by EU foreign affairs chief Josep Borrell that the bloc risked becoming irrelevant if it could not act, potentially leaving Libya’s fate to Turkey and Russia.

“Greece has allowed disembarkation (of rescued migrants) in its ports,” said an EU diplomat involved in the negotiations, adding that other EU governments agreed to help cover the harbor costs of bringing those rescued on shore to avoid more financial pressure on Athens.

The new mission, named Irini, will replace the EU’s current military mission, known as Operation Sophia, which stopped deploying ships a year ago after Italy, facing an anti-immigrant backlash, said it would no longer take migrants rescued at sea.

With hundreds of thousands making the perilous crossing from North Africa each year and thousands dying at sea, EU ships are required under international law to rescue those in trouble.

Sophia’s mandate expires at the end of March, meaning Irini aims to start patrolling the eastern Mediterranean, where most arms smuggling takes place, from April. However, diplomats acknowledged the EU is unable to patrol the Egypt-Libya land border, through which artillery is still being delivered.

*


Libia: missione Irini non prevede sbarchi in Italia.

Se ci saranno migranti salvati, andranno in Grecia.

BRUXELLES – La missione Ue Irini per il pattugliamento del Mediterraneo al fine di far osservare l’embargo Onu sulle forniture di armi alla Libia non prevederà lo sbarco in Italia di migranti eventualmente salvati in mare. A quanto si è appreso, queste persone saranno sbarcate in Grecia. E’ una delle clausole previste nel quadro dell’accordo raggiunto in sede Ue che porterà Irini a succedere alla missione Sophia e che ora dovrà essere approvato in via definitiva dai 27 entro domani con procedura scritta.

L’intesa raggiunta prevede che i Paesi che contribuiscono con asset e partecipano alla missione Irini definiscano un meccanismo di ripartizione su base volontaria di chi viene eventualmente salvato in mare e che comunque sarà sbarcato in Grecia. Una soluzione che sarebbe stata accettata da Atene in cambio di compensazioni politiche ed economiche. Da parte italiana è stato fatto notare che, anche alla luce dell’emergenza coronavirus, non era pensabile che si potesse procedere a sbarchi nei porti nazionali.

Per arrivare all’accordo odierno sono stati necessari difficili negoziati, che si sono protratti per settimane, sia sulla questione degli sbarchi sia su quella della clausola cosiddetta di ‘riposizionamento’ della missione. Una clausola destinata a scattare qualora il comandante di Irini abbia fondati motivi per denunciare il verificarsi del ‘pool factor’, ovvero quella circostanza in cui si ritiene che il collocamento di navi Ue in prossimità del confine marittimo libico incentivi i trafficanti di essere umani a mettere in mare imbarcazioni cariche di migranti sapendo che poi saranno salvati dalle unità europee. In questo caso, l’intesa prevede che il comandante della missione Ue possa chiedere il riposizionamento dei mezzi navali e discutere con i Paesi che partecipano a Irini se e come portare eventualmente avanti la missione.

Se l’intesa riceverà il via libera dei 27 entro domani attraverso la procedura di silenzio-assenso, Irini (che vuol dire ‘pace’ in greco) succederà alla missione Sophia a partire da aprile e avrà un mandato di un anno, con verifiche sulla sua operatività ogni quattro mesi. La missione, a cui oltre all’Italia parteciperanno Paesi come Francia, Spagna Germania e Finlandia, prevede l’impiego di unità navali e di controlli satellitari, nonché il ricorso ad attività di intelligence. Previste anche attività sul territorio che potranno però essere rese operative solo dopo le necessarie intese con le autorità locali.