Pubblicato in: Unione Europea

Elezioni Europee. Le prime candidature.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-04-12.

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Un partito politico è un’organizzazione molto complessa.

Sicuramente i leader svolgono una funzione della massima importanza e visibilità, altrettanto sicuramente servono persone idonee a rivestire ruoli pubblici – dai deputati e senatori fino ai consiglieri comunali – ma sussiste anche tutto un sottogoverno, che va dalle cariche nei consigli di amministrazione fino a quanti siano in grado di di svolgere consulenze allo stato dell’arte.

Un partito a livello nazionale coagula circa trentamila di queste figure.

La capacità di scegliere le persone idonee è uno dei più evidenti segni della capacità. di un leader, così come quella di saper richiamare competenze.

Il profilo dei deputati al parlamento europeo è complesso.

Il candidato ideale parla fluentemente più lingue, è pratico di diritto internazionale ed europeo, ha solide basi economiche e finanziarie, è addentro ai problemi dell’industria, è un esperto nel proprio settore lavorativo.

Ma la dote maggiore è la fedeltà al partito che lo esprime e lo spirito di disciplina.

Come si constata, sono ben poche le persone che soddisfano queste esigenze.

Il parametro della ‘onestà’ è sicuramente importante, ma molto spesso, troppo spesso, si rivelano essere onesti quelli che non siano riusciti a farsi la vigna.

Questa categoria di candidati diventa una iattura se fossero eletti. Precipitati in quel covo di squali dai denti affilati che siedono nel parlamento europeo sarebbero raggirati in meno di un battibaleno. Farebbero di tutto tranne che gli interessi del proprio partito e della nazione di provenienza: altro non sarebbero che un gregge al servizio delle lobby,felici di non dover nemmeno arrancare un baiocco per corromperli.

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Non sono considerazioni ciniche: si prende solo atto della natura degli esseri umani.

Alla fine, i partiti di provenienza saranno rappresentati dagli eletti.

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Adnk. 2019-04-09. Europee, la carica dei candidati

New entry e vecchi nomi, ma anche donne e leader di peso. Entra nel vivo la corsa verso le elezioni europee del 26 maggio e i partiti iniziano a scoprire le carte. Dal M5S al Pd – che schiera tra i pezzi da 90 Franco Roberti, ex procuratore nazionale antimafia – passando per Forza Italia e Lega, sono tanti i nomi che si contenderanno un posto in Europa.

M5S – A partire dal Movimento 5 Stelle, che come annunciato da Luigi Di Maio, schiererà 5 capilista donne scegliendole tra le “eccellenze nel mondo della scienza, dell’università e dell’imprenditoria”. Questi 5 profili, selezionati dal capo politico, saranno sottoposti al voto degli iscritti sulla piattaforma Rousseau per la conferma. Il terzo turno delle europarlamentarie dovrà in buona sostanza stabilire la posizione in lista dei 76 candidati che hanno passato la seconda votazione online.

Fanno parte di questi, tutti e undici gli europarlamentari uscenti: il record di preferenze (oltre 4mila voti) è del vicepresidente del Parlamento europeo Fabio Massimo Castaldo, classificatosi davanti al sindaco di Livorno Filippo Nogarin nella circoscrizione Italia Centrale. Eleonora Evi ha ottenuto il più alto numero di preferenze nel Nord Ovest, Laura Ferrara è prima per numero di voti al Sud, mentre Ignazio Corrao è risultato il più votato nelle Isole.

Viviana Dal Cin – prima tra i non eletti nella sua circoscrizione alle politiche – è in cima alla lista del Nord Est per numero di voti ottenuti. Per quanto riguarda le Isole, figurano nella squadra dei candidati, tra gli altri, anche l’ex Iena Dino Giarrusso, la siracusana Flavia Di Pietro – ex collaboratrice parlamentare -, e l’avvocato cassazionista catanese Matilde Montaudo. Ma ci sono anche: Donato Forcillo (nato a Sassari ma vive a Roma, dove si occupo di Energy Management e Blockchain per una società internazionale operante nel settore dell’energia), Antonio Brunetto, Antonella Corrado e Anna Sulis.

Tra i candidati in lizza per la circoscrizione Italia Meridionale troviamo gli europarlamentari uscenti Piernicola Pedicini, Isabella Adinolfi e Rosa D’Amato. Spiccano nella circoscrizione Italia Centrale i profili di altri due eurodeputati, Dario Tamburrano e Laura Agea, e di Tiziana Alterio (giornalista professionista con un passato lavorativo in Rai e Mediaset).

Fa parte della compagine dei candidati nel Nord Est anche Nadia Piseddu – già candidata nel 2017 alla consultazione su Rousseau per la scelta del candidato premier, vinta da Di Maio -, mentre nel Nord Ovest correranno, tra gli altri profili, l’avvocato e consigliere uscente a Ventimiglia Silvia Malivindi e l’ex consigliere regionale lombardo Eugenio Casalino.

LEGA – La scadenza per le candidature si avvicina anche per le liste della Lega, che è ancora “in alto mare”. A via Bellerio si chiuderà solo al fotofinish, dopo aver ‘scremato’ le tante candidature al vaglio. Tra i pochi nomi che sono quasi certi di spuntarla, per ora, si fanno quello del prof euroscettico, Antonio Maria Rinaldi, volto noto televisivo e quello della ex Fi Silvia Sardone. Mentre, tra gli interni del partito, ci saranno i big salviniani Alessandro Panza, responsabile organizzativo del Carroccio, Marco Zanni, neo-responsabile Esteri e Paolo Borchia, coordinatore federale di ‘Lega nel Mondo’.

Gira con insistenza anche il nome di un’ex parlamentare di peso come Anna Cinzia Bonfrisco, in passato in Forza Italia e poi con i conservatori di Fitto. Confermato, ovviamente, Salvini che sarà capolista in tutte le circoscrizioni. Dicono che a Via Bellerio non si erano mai visti tanti curricula in formato europeo. Perché alla Lega il voto per Bruxelles, finora, non aveva acceso i cuori del Carroccio, più interessati ai confini padani che non a quelli europei. Ma vuoi perché Salvini ci tiene, vuoi per la svolta del partito nazionale e di governo, il Capitano ha centinaia di nomi sul tavolo da valutare. “Solo settanta le candidature arrivate dalla Lombardia”, rivelano fonti ben informate. Con Salvini la ‘selezione’ la fanno Giancarlo Giorgetti, suo braccio destro e il ministro Lorenzo Fontana, già a Bruxelles per anni, dove conosce tutti. In totale saranno 73 i parlamentari italiani a Bruxelles. La Lega, nelle cinque circoscrizioni elettorali metterà in lista per il nordovest 20-22 nomi, mentre a nordest come nell’Italia centrale saranno tra i 14 e i 16, mentre nel meridione 16-18 e nelle isole, infine, 8-9.

Ma da ogni regione sono tanti i candidati prescelti. Solo dalla Campania sono un ventina i nomi da presentare a Salvini, a quanto si apprende equamente ripartiti tra tesserati della Lega (“ma prima delle scorse politiche”, assicura un deputato leghista del sud), imprenditori e società civile. Idem per la Calabria. E per la Puglia, regione in cui si fa il nome di Andrea Caroppo, segretario regionale della Lega-Salvini Premier. Nella circoscrizione nordovest in pole l’imprenditrice Gianna Gancia, ex presidente della provincia di Cuneo e Isabella Tovaglieri, vicesindaco di Busto Arsizio. In Sicilia almeno uno tra Igor Gelarda e Fabio Cantarella, plenipotenziari del Carroccio, potrebbero entrare il lista. Nell’isola dovrebbero trovare posto tante donne, a partire dalla messinese Daniela Bruno. Praticamente certo che gli attuali europarlamentari della Lega saranno di nuovo in corsa per il seggio di Bruxelles. Per Angelo Ciocca, Danilo Lancini, Mara Bizzotto, Giancarlo Scottà e Mario Borghezio si va verso la riconferma in lista. Ma, ad oggi, nessuna comunicazione ufficiale è ancora arrivata a nessuno di loro “perché si vuole fare una valutazione complessiva e non si escludono sorprese dell’ultima ora”.

PD – Anche al Nazareno sono ore frenetiche per comporre il puzzle delle liste alle europee. Nicola Zingaretti stringe e già giovedì, a quanto si apprende, ci sarà la Direzione Pd per votare i candidati per il 26 maggio. Il capolista al Sud sarà l’ex-procuratore antimafia, Franco Roberti, che andrà ad affiancare Giuliano Pisapia al Nord Ovest, Carlo Calenda al Nord Est, Simona Bonafè al Centro e Caterina Chinnici nelle Isole. Liberal come Calenda, la sinistra di Pisapia, la renziana della prima ora Bonafè, il magistrato e testimonial con don Luigi Ciotti di diverse iniziative contro la mafia. Vanno componendosi le liste ‘aperte’ di Zingaretti. Oltre alla società civile con il Pd ci sono Siamo Europei, i cattolici di Demos, i socialisti di Nencini e anche Mdp con cui è ancora aperto il confronto sui nomi di candidati.

Molti sono gli europarlamentari uscenti che tentano il bis pur giocando in condizioni meno favorevoli del boom con Matteo Renzi. Se il Pd dovesse ottenere attorno al 20% porterebbe a Strasburgo circa 18 deputati contro i 31 del 2014. Hanno fatto sapere che non intendono ricandidarsi Goffredo Bettini, Silvia Costa, Paolo De Castro. In forse Alessia Mosca, Elena Gentile, Enrico Gasbarra.

FORZA ITALIA – Silvio Berlusconi a Bruxelles ci vuole andare per restare. Lo ha detto a più riprese che, forte della rete di contatti a livello internazionale, vuole lavorare attivamente per una politica estera e di difesa comune, per una “sovranità europea” rispetto ai giganti mondiali, Cina in primis. In questo senso, la candidatura del fondatore di Fi in tutte le circoscrizioni -tranne quella di Centro, riservata ad Antonio Tajani– darebbe il senso di una scommessa a tutto tondo oltreché della rivincita dopo gli anni dell’esclusione per via della legge Severino.

Al di là dei proclami, però, ci sono anche le candidature di coloro che lo accompagneranno in questa ‘mission’. A metà della settimana prossima scade il termine per la presentazione dei candidati. Di sicuro c’è che i dieci eurodeputati uscenti saranno tutti confermati in lista: Salvatore Cicu, Alberto Cirio, Lara Comi, Elisabetta Gardini, Innocenzo Leontini, Fulvio Martusciello, Barbara Matera, Aldo Patriciello, Massimiliano Salini e, appunto, Antonio Tajani capolista al Centro.

Ma i già eletti non saranno gli unici chiamati, ovviamente. E in lista troverà posto adeguato Lorenzo Cesa, segretario dell’Udc, che correrà probabilmente nella circoscrizione Sud, dove si fa il nome di un’altra vecchia conoscenza della politica e di Forza Italia, l’ex ministro e presidente della Regione Campania Stefano Caldoro. Intanto, domenica, proprio a Bruxelles, alle 18 e 30 in Rue Royale, Tajani con l’intera delegazione azzurra all’Europarlamento presenterà “L’Italia e l’Europa che vogliamo”, con il programma elettorale in vista del voto del 26 maggio.

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Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Ideologia liberal, Stati Uniti

Midterm. I lib dem candidano 15 femmine al Senato, 187 al Congresso, 12 a Governatrici.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-09-26.Botticelli. Le Tre Grazie. Particolare.

Come una volta si doveva sempre premettere di essere laici, democratici ed antifascisti, adesso enunciamo solennemente che non interessa il colore del gatto purché prenda i topi. Il sesso dei candidati ci è del tutto indifferente.

Un governatore, un senatore, un deputato deve essere una persona che conosca bene il proprio mestiere, che sappia saper ascoltare e comprendere cosa gli viene detto, che sappia mutuare tra diverse esigenze, che sappia coagulare i consensi, che rispetti sé stesso e gli altri.

Il candidato ideale dovrebbe anche avere il senso della storia, sapere che oggi si può vincere, ma anche perdere, avere ben chiaro che il consenso è sicuramente importante, ma che vi sono confini che non dovrebbero mai essere superati.

Il candidato ideale sa porgere argomenti logici che convincono gli auditori: uno che predica bene ma che altrettanto bene razzola. Deve essere credibile.

Sopportiamo sorridendo le loro debolezze umane, chi è che non ne abbia?, ma non si tollerano in lui/lei alterigia e superbia, pur sapendo bene quanto il potere possa denaturare anche gli spiriti più saldi.

Le doti politiche di von Bismarck dovrebbero essergli connaturate.

Poi, si ripete, che sia bianco, nero o ispanico, giovane od anziano, cattolico o protestante, sono tutti accidenti di trascurabile se non nulla importanza.

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Apprendiamo con vivo piacere come i liberal democratici presentino come candidati uno straripante numero di femmine.

«Women roared in the primary elections this year, pulling out victories all across the country and shattering records along the way in what activists say is a reaction to President Trump»

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«Twenty-three women — 15 of them Democrats — will be running for seats in the Senate; 239 women, 187 of them Democrats, are contending for seats in the House; and 16 women, 12 of them Democrats, are a step away from being governor»

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Per i media è certo che la Marea Blu travolgerà Trump a midterm.

Ad oggi, tutti i media sembrerebbero essere concordi nel prognosticare una ‘marea blu’: i democratici dovrebbero a midterm conquistare una solida maggioranza sia al Senato sia al Congresso, e prendere almeno quindici nuovi governatorati. In poche parole, fare cappotto. Taluni usano il termine slang ‘bagel‘.

Però, per i liberal democratici più che di una marea blu si tratterebbe di una marea rosa: le loro liste di candidati pullulano di femmine.

100 * 187 / 239 = 78.24%. La parità di sesso non trova albergo in casa liberal.

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Nella prima settimana di novembre avremo modo di verificare se le femmine configurano davvero la razza superiore postulata dai liberal democratici come dogma di fede.


The Washington Times. 2018-09-18. Record number of women running for office in 2018 midterms

Women roared in the primary elections this year, pulling out victories all across the country and shattering records along the way in what activists say is a reaction to President Trump.

More women will be on the ballot in November at the federal, state and local levels than ever before.

The slate of nominees is black, white, Latina, Asian and American Indian. They range from 20-somethings to senior citizens. And they bring a wide variety of life experiences, the candidates include a nurse and former CIA officer.

“This has been an extraordinary year for women running for office,” said Deborah Walsh, director of the Center for American Women and Politics at Rutgers University. “We have broken every record at the state legislative level, as well as in gubernatorial and congressional races.”

The final fields of candidates were set with the last primaries last week, capping a six-month slog that started with women winning high-profile congressional nominations in Texas and ended with them winning Democrats’ nominations in New York for lieutenant governor and attorney general.

Twenty-three women — 15 of them Democrats — will be running for seats in the Senate; 239 women, 187 of them Democrats, are contending for seats in the House; and 16 women, 12 of them Democrats, are a step away from being governor.