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Europa. Calendario Elettorale 2019.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-04-27.

Europa 002

Europa. Risultati Elettorali 2017.

Europa. Risultati Elettorali 2018.

L’Unione Europea è governata dalla Commissione Europea, dall’europarlamento, ma, soprattutto, dal Consiglio Europeo, formato dai capi di stato o di governo dei paesi afferenti l’Unione.

Molte decisioni sono prese a maggioranza semplice, ma spesso è richiesta quella qualificata. Sulle questioni essenziali serve invece la unanimità. Esiste infine il diritto di veto.

Ma il controllo del Consiglio Europeo lo si combatte nelle elezioni politiche dei singoli stati.


Riportiamo da Edn Hub il calendario elettorale 2019.

Bruxelles – Il 2019 sarà l’anno delle elezioni europee, che si svolgeranno dal 23 al 26 maggio in tutta Europa. Ogni Stato membro dell’Ue avrà la libertà di definire in quali e per quanti giorni mantenere aperte le urne sul proprio territorio, per l’Italia la data sarà domenica 26 maggio. Un momento cruciale, quello di fine maggio, per il destino dell’Unione tutta ma anche dei partiti tradizionali, negli ultimi due anni messi in grande difficoltà, se non oscurati, dall’ascesa dei partiti populisti e sovranisti.

Molti gli appuntamenti anche alle urne nazionali nel 2019, dall’Italia – al voto per regionali ed amministrative – alla Grecia, passando per altri 9 Stati membri (Belgio, Estonia, Finlandia, Slovacchia, Lituania, Danimarca, Portogallo, Polonia e Romania).

Il calendario elettorale del 2019:

– UE – Elezioni europee dal 23 al 26 maggio. Qui i risultati delle prime proiezioni.

– ITALIA – Le elezioni amministrative si svolgeranno insieme alle elezioni europee – in programma domenica 26 maggio – come avvenne 5 anni fa.

In alcune regioni si è già votato per le regionali:

– Abruzzo (10 febbraio). Gli abruzzesi hanno premiato il centrodestra ed eletto Marco Marsilio alla presidenza della Regione: netto il risultato, affluenza però in forte calo. Marsilio ha raccolto il 48,03% dei consensi, staccando il candidato del centrosinistra allargato Giovanni Legnini che si è fermato al 31,28%. M5S terzo con il 20,20% dei voti.
Sardegna (24 febbraio). Il centrodestra ha espugnato anche la Sardegna con 47,78%, il nuovo presidente della Regione è Christian Solinas. Staccato al secondo posto il centrosinistra, guidato da Massimo Zedda, con il 32,92% dei voti. Il Movimento Cinquestelle si è fermato all’11,20%.

Basilicata (24 marzo). Il candidato governatore della Basilicata per il centrodestra Vito Bardi ha vinto con il 42,20%. Secondo Carlo Trerotola del centrosinistra al 33,11%, terzo Antonio Mattia del Movimento 5 stelle con il 20,32%
Le prossime regioni al voto saranno il Piemonte (26 maggio, insieme alle europee) ed Emilia-Romagna e Calabria in autunno.

– BELGIO – Il partito fiammingo di destra N-VA è dato dai sondaggi in vantaggio rispetto al Partito Socialista. Le elezioni si terranno il 26 maggio con le europee. A seguito della spaccatura nel governo sul Global Compact per i migranti, lo scorso 18 dicembre il premier Charles Michel ha rassegnato le sue dimissioni al re. Il re lo ha incaricato di rimanere in carica per gli affari correnti fino alle elezioni del 2019. Michel era diventato primo ministro nell’ottobre del 2014 e guida una coalizione di centrodestra composta da quattro partiti.

– ESTONIA – Il 3 marzo l’Estonia ha virato a destra con la vittoria della destra liberale e un boom dei sovranisti. Il partito riformista di opposizione, guidato dall’ex europarlamentare Kaja Kallas, ha ottenuto il 28,8% dei consensi battendo il Partito centrista del premier uscente Juri Ratas che si è dovuto accontentare di un secondo posto con il 23,1% dei consensi. Ma la vera novità è rappresentata dalla formazione euroscettica Ekre che si è piazzata terza con il 17,8%,raddoppiando i consensi rispetto alle elezioni del 2015, come prevedevano i sondaggi. Dopo difficili negoziati, il Parlamento estone ha respinto la nomina a premier di Kallas, affidando all’ex primo ministro Juri Ratas l’incarico per la formazione di un governo. La nuova coalizione è composta dal Partito di Centro di Ratas (25 seggi), i conservatori di Isamaa (12) e, a sorpresa, EKRE (19 seggi), per un totale 56 seggi su 101. .

– SLOVACCHIA – Il 30 marzo, Zuzana Čaputová ha vinto il secondo turno delle elezioni presidenziali in Slovacchia, diventando la prima donna a ricoprire il ruolo di presidente del paese. Ha ottenuto il 58%, contro il 42% del suo avversario, Maroš Šefčovič, del partito di centrosinistra Direzione – Socialdemocrazia (Smer) e  commissario Ue per l’unione energetica dal 2014. Čaputová, avvocata ambientalista e attivista, fa parte del piccolo partito europeista Progressive Slovakia. Al primo turno, aveva ottenuto il 40,5% dei voti contro il 18,7% di Šefčovič. Nel 2018 la Slovacchia ha attraversato una crisi politica scatenata dall’omicidio del giornalista Jan Kuciak e della sua fidanzata, che ha portato alle dimissioni del primo ministro Robert Fico (Smer-SD). In seguito, l’ex presidente Kiska ha designato primo ministro ad interim Peter Pellegrini, anch’egli socialdemocratico. Le prossime elezioni parlamentari slovacche si terranno nel 2020.

– FINLANDIA – Il 14 aprile sono stati i cittadini finlandesi a recarsi alle urne per rinnovare il parlamento. La sinistra ha vinto di un soffio le elezioni politiche – e potrebbe tornare a guidare il governo dopo 20 anni – con un vantaggio risicato sui populisti dei Veri Finlandesi che hanno mancato un clamoroso trionfo per una frazione di punto. Il Partito socialdemocratico (Sdp), guidato di Antti Rinne, ha ottenuto il 17,7% rispetto al 17,5% dei ‘Veri Finlandesi’, alleati di Matteo Salvini. La partita per guidare il Paese è ora nelle mani dei socialdemocratici dell’ex sindacalista Rinne: la maggioranza dei finlandesi sembra aver puntato sulla lotta al cambiamento climatico e sulla difesa del generoso modello di welfare invidiato in tutto il mondo, ma indebolito da anni di austerità sotto il governo di centrodestra dell’ex premier Juha Sipila. Sipila si era dimesso il mese scorso proprio dopo la bocciatura della sua riforma sanitaria, che voleva ridurre sensibilmente i costi per la salute. E anche le urne hanno confermato che le sue ricette non sono state apprezzate: il suo partito di centro si è piazzato quarto, dietro anche ai conservatori.

– SPAGNA – Il premier spagnolo socialista, Pedro Sanchez, ha annunciato che le elezioni generali anticipate si terranno il 28 aprile. A febbraio il Parlamento iberico aveva bocciato il progetto di finanziaria di Sanchez, con i voti dei partiti di centro destra Pp e Ciudadanos e degli indipendentisti catalani. Per questo il premier ha ritenuto opportuno convocare elezioni anticipate. Secondo gli ultimi sondaggi, i socialisti sarebbero in vantaggio con circa il 31% dei voti, seguiti dai popolari con il 20%, Ciudadanos al 14,4% e Podemos all’11,4%. La formazione di estrema destra Vox è data all’11,2 per cento. Se le percentuali fossero queste, il partito di Pedr Sanchez non otterrebbe la maggioranza assoluta di 176 seggi necessari per governare da solo, quindi un governo di coalizione sarebbe altamente probabile.

– LITUANIA – Il 12 maggio i lituani andranno alle urne per eleggere il successore di Dalia Grybauskaitė, prima donna presidente della Lituania, in carica dal 2009 come indipendente (sostenuta dai conservatori) e giunta ora al termine del suo secondo mandato. In corsa per la successione anche il commissario europeo alla Salute, Vytenis Andriukaitis (Socialisti). I sondaggi danno in testa l’economista indipendente Gitanas Nausėda (i cui consensi si aggirano intorno al 25%).

– DANIMARCA – I 179 seggi del Parlamento danese – Folketing – sono in attesa di essere rinnovati. La data delle elezioni non è ancora nota ma dovranno svolgersi entro giugno. Nelle elezioni del 2015, il partito liberale Venstre formò un governo di minoranza di stampo conservatore, guidato dal premier Lars Løkke Rasmussen.

– GRECIA: domenica 20 ottobre i greci saranno chiamati alle urne per rinnovare Voulí ton Ellínon, il parlamento ellenico. Saranno le prime elezioni politiche per il Paese dopo l’addio della Troika e l’uscita dal tunnel della crisi economica. Il premier in carica Alexis Tsipras, leader di Syriza (Sinistra Radicale),  è però dato indietro nei sondaggi (al 26%) rispetto al centro-destra del partito Nea Dimokratia, guidato da Kyriakos Mitsotakis (36%). Staccati gli altri: gli estremisti di destra della Chrysí Avgí sono dati all’8%; stessa percentuala dei socialisti di Kinima Allagis; i comunisti del Kommounistikó Kómma Elládas si attestano al 7%; mentre il partito di centro, Enosi Kentroon, riscuote solo il 2% dei consensi.

PORTOGALLO – Il centrosinistra è in vantaggio nei sondaggi delle elezioni politiche che si svolgeranno il 6 ottobre: il primo ministro socialista Antonio Costa appare nettamente in testa (i sondaggi lo danno al 39%), anche se per ottenere la maggioranza potrebbe avere ancora bisogno di stringere accordi i partiti democratici di sinistra.

POLONIA – Le prossime elezioni parlamentari si terranno non più tardi di novembre. Il partito della destra anti-europeista Diritto e Giustizia del premier Mateusz Morawiecki guida ampiamente sondaggi con il 42%.

ROMANIA Presidenziali in programma a novembre o dicembre. I Socialisti sono dati come favoriti, tanto da puntare a spodestare l’attuale presidente liberale Klaus Iohannis, che ha annunciato la sua ricandidatura.

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Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Italia. Questo anno ancora cinque elezioni regionali.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-02-14.

2019-02-14__Elezioni Regionali 001

Durante questo anno si terranno molte importanti elezioni regionali.

Già pochi giorni or sono, il 10 febbraio, si è votato in Abruzzo. Centrodestra 48.0% (17 seggi), centrosinistra 31.3% (5 seggi), M5S 20.2% (7 seggi). Lega 27.5%, Forza Italia 9.0%, Fratelli d’Italia 6.5%, Partito Democratico 11.1%, M5S 19.7%.

2019-02-14__Elezioni Regionali 002

Questi sono invece gli appuntamenti prossimi venturi.

– Il 24 febbraio 2019 si vota in Sardegna.

– Il 24 marzo si vota in Basilicata.

– Il 26 maggio si vota in Piemonte.

– A novembre si vota in Calabria.

– In novembre si vota in Emilia-Romagna.

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In Italia le regioni svolgono un ruolo politico non da poco, secondo anche il loro proprio peso specifico.

Ma ad oggi le regioni sono gli ultimi centri di potere rimasti in mano alle formazioni di sinistra. Senza il potere centrale la loro voce non si sente più forte e chiara, mentre invece resta inalterato tutto il loro potere sul sottogoverno, pabulum per miriadi e miriadi di consulenti o ritenuti tali, ma tutti stipendiati a spese del Contribuente,

Senza governo romano e senza buona quota di sottogoverno il partito democratico sarebbe destinato ad estinguersi, non potendo più collocare i propri uomini in remunerative posizioni di prestigio. È incredibile il numero di persone che le regioni nominano nei consigli di amministrazione.

Se con le elezioni del 2014 le sinistre erano riuscite a conquistarsi sedici regioni su diciannove, ad oggi il rapporto è 16 ad 8, ed i risultati delle prossime elezioni potrebbero rendere ancor meno vistoso lo stacco.

«dopo 5 anni di amministrazione di Francesco Pigliaru (Pd), il centrodestra sembra favorito con il senatore Christian Solinas, segretario del Partito Sardo d’Azione»

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«Il 24 marzo si voterà invece in Basilicata, Regione marginale politicamente solo in apparenza, ma invece molto rilevante per i giacimenti di petrolio presenti sul territorio. Anche in questo caso il governatore uscente è di centrosinistra, Marcello Pittella, finito però in manette per uno scandalo giudiziario: possibile, anche qui, che il centrodestra riesca in un storico ribaltone»

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«Molto rilevanti le Regionali del 26 maggio in Piemonte, che, in concomitanza con le Europee, saranno un test politico fondamentale per la Tav: il governatore uscente Sergio Chiamparino (Pd) vuole terminare la Torino-Lione a tutti i costi. L’opera è sostenuta con forza anche dalla Lega, mentre il M5S la osteggia con forza»

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«tra fine novembre e dicembre, si terrà per le Regionali in Emilia-Romagna e Calabria. Anche queste hanno governatori «rossi», che dovranno tenere duro per resistere all’avanzata azzurra »

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Se è vero che nelle elezioni regionali intervengono molti fattori umani e locali, sarebbe anche vero ricordare come tute le regioni coinvolte dalle tornate elettorali interagiscano in modo consistente con il governo centrale.

Per il centrodestra sarebbe già un risultato eccellente riuscire a conquistare tre su cinque regioni.


Corriere. 2019-02-14. Da rosse ad azzurre, ecco come l’Italia delle Regioni ha cambiato colore

Nel 2014 ben 16 erano di centrosinistra e 3 di centrodestra. Oggi l’equilibrio è di 11 a 8, in attesa che del voto in Sardegna e Basilicata (dove gli «azzurri» potrebbero vincere).

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Nel 2014, l’Italia delle Regioni era un monolite rosso, governato da Pd e coalizioni di centrosinistra: 16 a 3 (senza contare le autonomie di Val d’Aosta e Alto Adige, ma la Provincia del Trentino a guida «rossa»). Oggi, a distanza di 5 anni e dopo le ultime le elezioni regionali in Abruzzo (qui tutti i risultati con la vittoria del centrodestra con Marsilio), confrontando le fotografie politiche si nota che l’Italia ha cambiato colore. Le Regioni rosse sono 11, quelle guidate dal centrodestra sono salite a 8, mentre il M5S è fermo al palo (Qui l’analisi dei flussi: in Abruzzo, rispetto alle Politiche 2018, solo 1 elettore su 3 è rimasto con i «grillini» ed i voti sono andati alla Lega).

Il test in Sardegna, con l’esordio della Lega

Ma la svolta (cromatica e politica) potrebbe ancora ampliarsi: il 24 febbraio si vota in Sardegna (terra di tradizionale alternanza), dove dopo 5 anni di amministrazione di Francesco Pigliaru (Pd), il centrodestra sembra favorito con il senatore Christian Solinas, segretario del Partito Sardo d’Azione, sostenuto anche dalla Lega, che parteciperà per la prima volta alle elezioni regionali sarde, contro il sindaco di Cagliari Massimo Zedda.

Basilicata, tra scandali politici e petrolio da gestire

Il 24 marzo si voterà invece in Basilicata, Regione marginale politicamente solo in apparenza, ma invece molto rilevante per i giacimenti di petrolio presenti sul territorio. Anche in questo caso il governatore uscente è di centrosinistra, Marcello Pittella, finito però in manette per uno scandalo giudiziario: possibile, anche qui, che il centrodestra riesca in un storico ribaltone.

Piemonte, il super test politico sulla Tav

Molto rilevanti le Regionali del 26 maggio in Piemonte, che, in concomitanza con le Europee, saranno un test politico fondamentale per la Tav: il governatore uscente Sergio Chiamparino (Pd) vuole terminare la Torino-Lione a tutti i costi. L’opera è sostenuta con forza anche dalla Lega, mentre il M5S la osteggia con forza. (Qui la strategia del leader M5S Di Maio per rimanere al governo con Salvini e rilanciare il Movimento con liste civiche sul territorio).

La prova di resistenza in Emilia-Romagna e Calabria

Ultima tornata, tra fine novembre e dicembre, si terrà per le Regionali in Emilia-Romagna e Calabria. Anche queste hanno governatori «rossi», che dovranno tenere duro per resistere all’avanzata azzurra.

Pubblicato in: Criminalità Organizzata

Hong Kong. La mafia calabrese sarebbe già polo dominante.

Giuseppe Sandro Mela.

2017-08-01.

2017-07-30__Diplomat__001

«It seems that the ‘Ndrangheta has fallen in love with Hong Kong and the honeymoon is far from over.»

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«Italian mafia families have begun using Hong Kong as a base for financial crimes»

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«There are many “soft spots” in the world: some of them are haunted by organized crime, some others are known to turn sometimes a blind eye to illicit money, and certain individuals are capable of making huge fortunes by connecting the two dots on a map»

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«When “The Pope,” Emanuele Sangiovanni, and 38 other people were arrested in 2014 Italian investigators seized goods, apartments, bank accounts, and 39 companies worth dozens of millions of euros. From a tiny office in Brianza with no windows and no toilets, dubbed “il tugurio” (“the shack”), Pensabene and his organization were able to launder several million euros for their Calabrian cousins, working as the financial arm of the southern clans deeply involved in cocaine trafficking»

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Ne parliamo soltanto perché la stampa internazionale specialistica inizia a parlarne. Quindi, riportiamo la notizia: ulteriori informazioni sarebbero del tutto fuori luogo.

Non aggiungiamo commenti perché molti processi sono in corso e gli imputati sono da considerarsi innocenti fino a sentenza cassata.

Si vorrebbe soltanto far notare come la stessa azione sia etichettata meritoria se compiuta da un qualche organismo statale, ma sia invece etichettata come delinquenza finanziaria se fatta da un privato.


The Diplomat. 2017-07-26. How the Calabrian Mafia Discovered Hong Kong

Italian mafia families have begun using Hong Kong as a base for financial crimes.

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There are many “soft spots” in the world: some of them are haunted by organized crime, some others are known to turn sometimes a blind eye to illicit money, and certain individuals are capable of making huge fortunes by connecting the two dots on a map.

But on a summer afternoon in 2012 the Italian investigators listening to a tapped conversation between a ‘Ndrangheta Don and a broker could not believe their ears, because these particular “soft spots” were unimaginably distant, even for men used to investigating criminals with an international attitude. As far as investigators knew,  ‘Ndrangheta (pronounced “An-Dran-Gh-Ta”) — the Calabrian version of Cosa Nostra, ranking in the last 20 years as the most powerful Italian crime syndicate — had established connections with Canada and Australia, but never ventured into the Far East.

Or so they thought.

The first man on the phone, Giuseppe Pensabene — aka “The Pope” — was no stranger to the detectives of SCO, a special squad of the Italian police focused on organized crime. Born in 1968 in Montebello Jonico, a tiny village in Italy’s southern region of Calabria and a ‘Ndrangheta stronghold, Pensabene started his criminal career in the early 1980 by joining the Imertis, a “respected family” involved in the so-called “Second ‘Ndrangheta War,” a bloody feud in which almost 500 people were killed between 1985 and 1991.

In 1988, Pensabene moved north and settled in Brianza, the region surrounding Milan and one of Italy’s wealthiest areas. But as every investigator working on Calabrian syndicates might confirm, it seems you can not teach a new trick to an old ‘Ndrangheta mobster: “The Pope” turned into a professional of extortion, drug trafficking, and money laundering. After the spate of arrests known as “Operazione Crimine-Infinito,” in 2010 he was eventually crowned boss of one of Northern Italy’s most notorious organizations.

The second voice on the phone was an Italian-Swiss broker named Emanuele Sangiovanni. As investigators listened in, he said, “This company is good, it guarantees a double shielding… First step is a trust company in Malta, second step is a Hong Kong company, so it’s virtually unreachable for authorities. The administrator is a Hong Kongese architect.”

“How do I do this from Italy?” Pensabene replied.

“You need an attorney, someone you can trust… Or you can reach an agreement and make the guy come here [to Europe], but it’s too expensive, we have to do this in Malta.”

“I’ll take care of it.”

When “The Pope,” Emanuele Sangiovanni, and 38 other people were arrested in 2014 Italian investigators seized goods, apartments, bank accounts, and 39 companies worth dozens of millions of euros. From a tiny office in Brianza with no windows and no toilets, dubbed “il tugurio” (“the shack”), Pensabene and his organization were able to launder several million euros for their Calabrian cousins, working as the financial arm of the southern clans deeply involved in cocaine trafficking.

The investigators never managed to fully identify the “Hong Kongese architect,” but his shell company was not the only clue pointing to a connection between Pensabene and the Far East. Almost 100 percent of the clients requesting Pensabene’s “services” were Calabrian gangs, but a certain invoice attracted the detectives’ attention: a Chinese company named Fengrun International Ltd. It was connected to Pensabene’s shady web through several bank transfers for hundreds of thousands of euros. The key figure in this deal was Giuseppe Vinciguerra, a 40-something Sicilian who connected the Calabrian mobsters with businessmen looking for a safe way to clean their money and provided Pensabene and his partners with many firearms at his disposal after some former deals.

In 2012, according to the SCO, the Pensabene-Vinciguerra joint venture was worth 8.2 million euros ($9.6 million), and the Sicilian had already accomplished a plan to diversify their business targeting new markets and brand new customers: the Chinese.

Vinciguerra had been a person of interest since the end of “Operazione Crimine-Infinito” and his different mobile phones were tapped, regardless of his efforts to switch from one telephone to another on a weekly basis. In December 2011 SCO detectives listened to six conversations between Vinciguerra and a Chinese national dubbed “Michele.”

The two men were discussing several different “deliveries,” “containers,” “parcels,” and “journeys,” referring to bank transfers that might — or might not — be related to Fengrun International Ltd.

On the evening of December 11, Vinciguerra and “Michele” agreed to meet to tie up some loose ends, and the investigators — who were clueless about the true identity of “Michele” — decided to put up a surveillance system around the Sicilian. The next afternoon, a blue Volkswagen Touareg parked side by side with Vinciguerra’s Mercedes SW in the courtyard behind GMB, a company in the whereabouts of Milan the mobsters used as a facade for their activities.

A 30-something-year-old Asian stepped into the Mercedes and the two men spent the next two hours discussing, unaware that police officers hidden at a convenient distance were shooting pictures and tracking their mobiles.

The Volkswagen’s plate number and the phone in the Asian man’s pocket were eventually traced to Chen Sheng, born in 1981 in Zhejiang province, China. The Chinese national, owner of a prosperous waste-disposal company in Milan, had reported the theft of his mobile to the police several months before and the investigators never managed to prove whether he was or was not the same “Michele” in partnership with the Calabrians for a money laundering scheme.

“It is very likely they were the same person but the chances are not 100 percent. Actually, by listening other phone conversations, we cannot confirm that the man discussing in Italian with a Chinese accent with Vinciguerra was always the same person,” says one of the investigators, hinting at a broader audience of Chinese customers for the Calabrians’ “special services.”

Pensabene, Sangiovanni, Vinciguerra, and all the others were found guilty of mafia-type conspiracy, money laundering, loan sharking, extortion, attempted smuggling, possessing of undeclared firearms, and several other felonies. Although the “Asian connection” is still under investigation, it soon turned out they were not the only ‘Ndrangheta wiseguys looking at the Far East for opportunities. Somebody had arrived in Hong Kong long before them.

Like many Calabrian crime stories, these two tales are obliquely intertwined: in December 2014 the Milanese DDA (Direzione Distrettuale Antimafia) arrested 59 people for accusations of various criminal activities. The Martino brothers, Giulio and Vincenzo, are accused of being the leaders of a dangerous organization with legal and illegal interests in many different businesses. Born in Reggio Calabria — the region’s biggest town, and the most plagued by organized crime — both brothers trace the beginning of their criminal career back to the infamous Second War of ‘Ndrangheta.

During this vicious feud for supremacy over the Calabrian gangs — in a time when Reggio Calabria and neighboring villages experienced execution-style murders almost every day for six long years — the Martino brothers were part of the DeStefano family, a name largely synonymous with the quintessential aristocracy of Calabrian crime. In their 20s, Giulio and Vincenzo found themselves battling against a 20-something Giuseppe “Not-Yet-The-Pope” Pensabene, initiated to the mob by DeStefanos’ bitter enemies, the Imerti family.

Now, in 2011, 500 murders and exactly 20 years after the Second War of ‘Ndrangheta ended with a truce between the DeStefanos, the Imertis, and their allies, the Martino brothers were sitting in a bar in Milan face-to-face with their former rival to strike a bargain. What happened?

Both “The Pope” and the Martino brothers had been aware of each others’ presence in Milan for many years, but their paths never crossed until two Milanese businessmen, in financial trouble, asked for the Dons’ help to solve a potential conflict. Cristiano Sala was an entrepreneur whose companies offered many catering services to San Siro Stadium, the arena where A.C. Milan and Inter Milan play soccer every week. And yet, Sala was in dire need of money, and in a desperate effort asked Pensabene’s help to persuade Marco Santulli, another businessman who owed him at least 500 thousand  euros, to pay up — by any means. Santulli, knowing that there was a powerful Don behind Sala turned to the Martino brothers for help. The former ‘Ndrangheta enemies had learned their lesson from the previous war in Calabria, and instead of battling again found an appeasement between the concerned parties. That’s how the Martinos met Sala, who eventually started working for them and helped the Calabrese brothers to infiltrate his network of Milanese wealthy entrepreneurs.

After a decade-long conviction for cocaine trafficking, Giulio and Vincenzo Martino became apparently “respectable,” investing in several businesses from construction to car dealers, but in fact they had never quit their old habits: Edmondo Colangelo, one of their henchmen, was caught in the port city of Genoa buying 283 kilograms of cocaine through some Dominican connections, an investment worth millions of euros. It became clear to the investigators who were trying to nail them that the Martinos had kept their huge wealth even during the long years spent in prison through some hidden bank accounts; now these funds were finally back at their disposal.

The financial mind who made this possible was Francesco Longo, an Italian broker established in Switzerland whose role finally came under the spotlight after months of investigations. The Martinos were trying to buy the majority stake of a big hotel on the Riviera, between Italy and France, but to reach their goal they first needed to have some of their hidden cash back. On a brisk Milanese morning in March 2011, during a meeting between Giulio Martino and his financial broker Longo held at the Western Palace Hotel, the investigators managed to catch this conversation:

“The companies in that list… These are our companies in Dubai. Peter took the money, but… Oh! They made such a mess, they created 10 companies because they can’t keep the money frozen, the money needs to flow,” said Longo.

“I know,” answered Martino.

“So, do you know where this money comes from? It comes from Hong Kong!”

“Yes, I know. Hong Kong.”

“The money comes from Hong Kong, flows to Dubai, and then… Every time somebody ask for this they owe me 15 [percent]. So, if you ask me to [handle] 5 million… It’s always 15 [percent].”

“That’s normal.”

The detectives eventually found confirmation that from 1996 to 2009 the Martinos had kept their hidden capitals in Switzerland and Hong Kong through Edmondo Colangelo, the Martinos’ henchman and drug dealer. Colangelo started cooperating with the authorities after his arrest. Here is a transcript of his declarations to the District Attorney:

DA: Do you have any knowledge about financial operations by Franco Longo involving the Martino Brothers, especially in Dubai and Hong Kong?

Colangelo: In 2011 Giulio Martino told me that , before they were arrested in 1996, both he and his brother Vincenzo kept their money in some confidential bank accounts in Switzerland. He also mentioned that he went through some difficulties because the Swiss bank was acquired by a larger financial institution, and he could have lost his money because of the increasing controls. So he asked for Longo’s help, and he told me that Longo managed to get his money back through foreign bank accounts in Hong Kong and Dubai. But I don’t have any other details.

DA: The Franco Longo you mentioned in several occasions, do you know what’s his job?

Colangelo: Frankly, I never fully understood. Giulio Martino said that Longo had a trust company in Switzerland, that he was a man who knew “how to make the money flow,” and that he “had the right acquaintances.”

According to some investigators, these “acquaintances” included the mysterious “Peter” mentioned in the tapped conversation between Long and Martino at the Western Palace Hotel in Milan, and also a certain “Oliver” whose name pops up here and there in many other confidential conversations. The identity of these men still remains unknown, even after Longo’s arrest, but few people at DDA think that these individuals might be anything else than careful middlemen, brokers hidden in “soft spots” on the financial world map, like Dubai and Hong Kong.

But in this shadowy world of mobsters and financial brokers there was also another specific individual eager to help the ‘Ndrangheta to travel across the Silk Road: a politician. Former Senator Nicola Di Girolamo is a Roman lawyer who — according to “Operazione Phuncards-Broker,” an investigation led by Rome’s DA — owed his seat at the Italian Senate to the Arena family. That particular ‘Ndrangheta clan, based in Isola Capo Rizzuto — a small village in northern Calabria —  spread its men and its money across Italy and several European countries.

Di Girolamo ran his campaign for Silvio Berlusconi’s party PDL (Partito della Libertà) and was elected in 2008, but in the previous years he had been working hard behind the scenes to win the Arenas’ support. As the investigators unraveled his past movements, they found evidence that at the end of 2006 Di Girolamo was traveling across Southeast Asia to take care of “the family businesses.” At the end of November 2006, Di Girolamo was in Hong Kong to establish several shell companies such as New Success Ltd., Y2K Diamonds, and Super Harvest Finance. At the beginning of December he was in Kuala Lumpur and then in Singapore, where he left some traces of expensive payments at the lavish Raffles Hotel.

What Di Girolamo did not know, at the time, was that within three years he would find himself at the epicenter of a huge scandal: the web of shell companies he set up was meant for a huge tax evasion scheme that benefited both the top management of two of Italy’s most important IT companies and the Arena family itself. The scheme was nicknamed in Italian “Carosello” (“Carousel Tax Fraud”): the shell companies were used to sell to each other fake IT services in order to provide the mother companies with an illegal exemption of VAT. According to the investigators, Di Girolamo’s contact in Hong Kong was an individual named “Raymond Choi” or “Raymond Chan”: in 2007 the phone calls between the two men and several others involved in the scheme became frantic, as they grew aware of the attention of the authorities that their illicit activities had already drawn, but the identity of  “Raymond” has never been established.

One of these persons of interest in the case, Silvio Fanella, allegedly the bookkeeper of the organization, was shot dead in Rome in 2014 while he was serving four years of home detention. The killers, disguised with the uniforms of Guardia di Finanza — the Italian military police responsible for enforcing financial laws — were never found. Di Gregorio, Fanella, Gennaro Mokbel — allegedly the leader of the gang — and 50 other people, including some men of the Arena family, were formally charged with several crimes, including tax evasion and money laundering. Some cautious estimates shows that between February 2006 and February 2007, in Hong Kong alone, the organization managed to hide from Italian revenue authorities approximately 14 millions euros.

Many investigations are still ongoing, but the road to the east is already open. It seems that the ‘Ndrangheta has fallen in love with Hong Kong and the honeymoon is far from over.