Pubblicato in: Criminalità Organizzata, Senza categoria

Bio-ON. Da 55.5 ad 11.1, quindi arriva a 21.50.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-07-26.

2019-07-26__Bio-ON__001

Bio-On. Si preannuncerebbe una nuova Parmlat.

Chi avesse avuto l’imbeccata, avrebbe guadagnato una bella paccata di denari.

A pensar male si fa peccato, ma invariabilmente ci si azzecca.

Pubblicato in: Criminalità Organizzata

Bio-On. Si preannuncerebbe una nuova Parmlat.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-07-26.

2019-07-25__Bio_On__000

«Bio-on, una società fraudolenta e destinata al fallimento secondo il fondo di investimento Quintessential. Ecco le accuse rivolte in 5 punti e costa sta succedendo.»

«Bio-on è la nuova Parmalat. Tra bilanci pompati, clienti fittizi e dubbie joint venture, una tecnologia obsoleta e un impianto produttivo mangiasoldi, l’azienda bolognese specializzata nella plastica alternativa e quotata in borsa sull’Aim Italia avrebbe i giorni contati.»

«È questa la rilevazione di Quintessential, fondo di investimento newyorkese guidato dall’italiano Gabriele Grego, dopo un’approfondita analisi sull’operato del management e sulla qualità e sostenibilità dei suoi conti, numerose interviste ad esperti contabili e del settore e confronti dei risultati di altre aziende che a livello internazionale operano anch’esse nella produzione delle bioplastiche.»

«Contro una salita entusiasmante delle azioni Bio-on in borsa – da inizio 2015 il rialzo è stato costante fino ad arrivare ai massimi di 68,5 euro il 30 novembre 2018 – il mercato ha inaugurato un’ondata di vendite nella sessione di mercoledì per un ribasso di oltre il 10% a quota 49,6 euro, con relativa sospensione del titolo.»

«Prima dell’uscita del report di Quintessential Capital Management (QCM), che in sostanza sottolinea la situazione finanziaria reale precaria della società e molte irregolarità nella contabilità, la capitalizzazione di mercato di Bio-on ammontava ad oltre 1 miliardo di euro. Dopo una decurtazione basata sulla variazione teorica negativa del prezzo delle sue azioni, che di quasi il 50%, la market cap è scesa a quota 933 milioni.»

* * * * * * *


2019-07-25__Bio_On__001

Questa è la relazione del Fondo di Investimento Quintessential, fondo di investimento newyorkese guidato dall’italiano Gabriele Grego. A seguito ne riportiamo un ampio estratto.

Probiviri, sindaci della società, consob ed organi di vigilanza tutti latitanti.

«Sommario Esecutivo.

Quintessential Capital Management (QCM) ha completato la sua indagine approfondita su Bio-on S.p.A., società con sede a Bologna operante nel settore della bioplastica e quotata sul mercato AIM. Dopo una meticolosa raccolta e analisi di informazioni, siamo giunti alla opinione che Bio-on sia un “castello di carte”, uno schema concepito dal management per arricchirsi sulle spalle degli azionisti. All’apparenza un’azienda di successo, con fatturato e profitti in crescita, la Bio-on sarebbe in realtà una grande bolla, basata su tecnologia improbabile, con fatturato e crediti essenzialmente “simulati” grazie ad un network di scatole vuote. Nonostante annunci altisonanti e progetti ambiziosi, diversi anni dopo la sua costituzione Bio-on non ha ancora prodotto né venduto nulla in quantità significative, se non a scatole vuote da sé controllate o affiliate. Delle molte fabbriche annunciate negli anni, solamente una è stata realizzata, a prezzi esorbitanti e sembrerebbe non essere ancora completata o in produzione. La situazione finanziaria reale risulta precaria e la contabilità presenta serie irregolarità.

Considerati i fatti nel suo insieme, riteniamo che la situazione di Bio-on sia insostenibile e che la società sia presto destinata al collasso totale. ….

Quintessential e i suoi obbiettivi.

Siamo un fondo di investimenti americano con sede a New York. La nostra attività principale consiste nell’individuare, indagare ed esporre al pubblico situazioni catastrofiche e nascoste in società quotate, come la frode, la condotta criminale o i modelli di business fallimentari.

Utilizziamo tecniche investigative all’avanguardia e interveniamo solamente dopo aver acquisito una mole informazioni schiaccianti per confermare le nostre tesi. Dal 2015 abbiamo portato a compimento sette operazioni contro varie società disoneste con un tasso di successo pari al 100%1. Nel maggio dello scorso anno, ad esempio, la nostra attività contro il gigante greco “Folli Follie” ha portato al collasso e al de-listing del titolo in sole tre settimane, nonché allo smascheramento di una frode multimiliardaria. Lo scorso dicembre la nostra azione contro Aphria, società canadese nel settore della cannabis con una capitalizzazione di oltre $4 miliardi, ha portato al collasso immediato del titolo e al licenziamento di tutto il consiglio di amministrazione. Nel 2015 il nostro report intitolato “Una Parmalat Greca” sulla Globo Plc ha portato alla sospensione immediata e permanente del titolo e alle dimissioni dell’esecutivo dopo sole 48 ore, con la piena confessione delle proprie responsabilità (l’evento è stato riportato anche sul quotidiano italiano “La Repubblica”).

L’improbabile scienza di Bio-on.

Per chiarificare la veridicità delle dichiarazioni del management della Bio-on a proposito della propria tecnologia, abbiamo consultato un numero consistente di scienziati, dirigenti affermati di società operanti nello stesso settore, consulenti e tecnici. La loro opinione, in alcuni casi basata su interazione diretta con la società, è stata fondamentalmente unanime in un forte scetticismo circa le dichiarazioni della Bio-on. In alcuni casi la tecnologia è stata definita addirittura “assurda” e le dichiarazioni del management “farneticanti”…..

Contabilità Bio-on: criticità e violazioni del codice civile

Quintessential ha studiato attentamente la contabilità e i bilanci della Bio-on e delle sue società affiliate. Abbiamo anche consultato revisori legali esperti e richiesto una opinione formale a riguardo6 . Le conclusioni della nostra indagine sono chiare e confermano i nostri timori: la contabilità Bio-on risulta irregolare e non riflette l’effettiva situazione della società.

Presentandosi superficialmente come società solida, in forte crescita e con oltre €50m di vendite, la Bio-on in realtà ha un fatturato ingannevole, costituito da “vendite” a società a sé affiliate o controllate. Inoltre, lo stato patrimoniale della Bio-on risulta a nostro avviso precario, essendo costituito soprattutto da crediti dalla dubbia recuperabilità7 e impianti realizzati con costi eccessivi che non sembrano economici visti i margini ottenibili sul mercato.

In pratica la Bio-on sembra generare fatturato attraverso la costituzione di una serie di scatole vuote alle quali “vende” la propria tecnologia sotto forma di licenze. Queste “scatole” sono in parte o totalmente controllate dalla Bio-on, ne condividono direttori e sedi legali e non sembrano avere quasi nessuna operatività, neppure anni dopo la loro costituzione. Per esempio, non hanno personale dedicato, non producono alcun prodotto ne vendono a terzi. ….

Non abbiamo rilevato tracce di produzione o vendite a terzi in quantità degne di nota.  ….

Conclusioni.

In anni di investigazioni e analisi finanziarie, la Quintessential ha raramente incontrato una situazione societaria e contabile comparabile a quella della Bio-on. Abbiamo di fronte una realtà dove fatturato, impianti e crediti sono in realtà un castello di carte costituito da una serie di scatole vuote e modeste strutture realizzate con costi totalmente non-economici. Dopo oltre sette anni di attività (cinque dei quali come quotata), la Bio-on non sembra ancora essere riuscita a produrre nessun prodotto in quantità significativa o a vendere alcunché al di fuori del suo network di scatole vuote. Nonostante questo, la società continua a vantare ai mercati vendite e utili in crescita esponenziale che sembrano molto improbabili: evidentemente la situazione è insostenibile e i nodi, prima o poi, arriveranno al pettine.

* * * * * * *

2019-07-25__Bio_On__002

Bioplastiche e settori similari: una gigantesca truffa destinata a travolgere tutti gli azionisti e finanziatori. Se ne sono accorti tutti tranne che i signori dell’Agenzia delle Entrate ed i Magistrati italiani.


Money, 2019-07-28. Bio-on, una nuova Parmalat: le accuse di QCM in 5 punti. Cosa sta succedendo?

Bio-on, una società fraudolenta e destinata al fallimento secondo il fondo di investimento Quintessential. Ecco le accuse rivolte in 5 punti e costa sta succedendo.

Bio-on è la nuova Parmalat. Tra bilanci pompati, clienti fittizi e dubbie joint venture, una tecnologia obsoleta e un impianto produttivo mangiasoldi, l’azienda bolognese specializzata nella plastica alternativa e quotata in borsa sull’Aim Italia avrebbe i giorni contati.

È questa la rilevazione di Quintessential, fondo di investimento newyorkese guidato dall’italiano Gabriele Grego, dopo un’approfondita analisi sull’operato del management e sulla qualità e sostenibilità dei suoi conti, numerose interviste ad esperti contabili e del settore e confronti dei risultati di altre aziende che a livello internazionale operano anch’esse nella produzione delle bioplastiche.

Contro una salita entusiasmante delle azioni Bio-on in borsa – da inizio 2015 il rialzo è stato costante fino ad arrivare ai massimi di 68,5 euro il 30 novembre 2018 – il mercato ha inaugurato un’ondata di vendite nella sessione di mercoledì per un ribasso di oltre il 10% a quota 49,6 euro, con relativa sospensione del titolo.

Prima dell’uscita del report di Quintessential Capital Management (QCM), che in sostanza sottolinea la situazione finanziaria reale precaria della società e molte irregolarità nella contabilità, la capitalizzazione di mercato di Bio-on ammontava ad oltre 1 miliardo di euro. Dopo una decurtazione basata sulla variazione teorica negativa del prezzo delle sue azioni, che di quasi il 50%, la market cap è scesa a quota 933 milioni.

Bio-on: cosa sta succedendo?

Money.it ha analizzato tutte le accuse volte da Quintessential a Bio-on e riassume di seguito tutto ciò che c’è da sapere sul crack e possibile fallimento sull’azienda bolognese. Se tale quadro dovesse venir confermato dalle autorità competenti si tratterebbe di un caso dalla portata enorme, una vergogna simile a quella che ha portato ai tempi Parmalat al fallimento.

Ed anche dei big potrebbero venir coinvolti: il bilancio di Bio-on è stato certificato dalla società di revisione E&Y.

Prima di procedere con il riportare le scoperte eclatanti del fondo newyorkese sulla società bolognese, riferiamo che Bio-On nel pomeriggio di mercoledì ha provveduto a smentire tali rilevazioni, spiegando “di avere approvato in data 30 aprile 2019 il proprio bilancio di esercizio al 31 dicembre 2018, contenente altresì dati e informazioni sulle joint venture costituite dalla Società nel corso del 2018 con partner di primario standing internazionale. Il bilancio è stato certificato dalla società di revisione E&Y, che ha emesso relazione senza rilievi”.

Inoltre, è opportuno sottolineare che Quintessential ha “un interesse economico nella discesa del prezzo del titolo”, come riferito all’interno di un video del fondo sul tema pubblicato su YouTube.

Tutti contro Bio-on, le accuse del fondo di investimento

Quintessential rivela che le prove che ha raccolto nel corso degli ultimi mesi contro Bio-on sono schiaccianti. Ed è immediato il paragone, complice anche la vicinanza geografica con le due aziende, tra la società specializzata in bioplastiche e Parmalat.

Il fatturato di Bio-on, almeno sulla carta, è di 50 milioni di euro e le sue azioni si sono rivelate in forte crescita nel corso degli ultimi anni.

La società sostiene di rivoluzionare il mercato della plastica, con una tecnologia (che utilizza il PHA, una sostanza di origine naturale) che, però viene definita da alcuni esperti come “obsoleta” e inefficace.

Il fatturato e l’utile operativo sono in crescita, ma il fondo solleva dubbi sulla salubrità dei conti e definisce la Bio-on un “castello di carte”.

1) Fatturato di dubbia provenienza

Un ex dipendente dell’azienda sostiene che nessuno sta acquistando plastiche dalla Bio-on. “Le vendite delle licenze (il 100% delle entrate) sono in realtà solo degli studi per vedere se la tecnologia funziona”.

Da un confronto con i bilanci della Bio-on con quelli dei clienti si scopre che la maggior parte dei ricavi appare “fittizia”, poiché viene generato attraverso transazioni con joint venture (controllate) e affiliate. Per questo motivo la maggior parte dei crediti che Bio-on vanta con tali società sono difficilmente recuperabili o, comunque, sono esigibili solo in quanto è la Bio-on stessa a ripagarsi iniettando liquidità all’interno delle sue controllate per poi essere ripagata. Tramite questa procedura la società bolognese ha raccolto l’88% dei suoi ricavi.

Inoltre, i bilanci delle affiliate non mostrano alcuna attività commerciale o produttiva, il che fa di loro delle aziende fantasma.

In rosso QCM evidenzia le società affiliate a Bio-on, che compongono quello che viene definito un sistema di “scatole vuote”.

L’esperto Maurizio Salom conferma tale quadro, individuando inoltre una violazione degli artt. 2343 e 2343 bis del Codice Civile sul conferimento e la cessione delle licenze (lo ricordiamo, unico business della Bio-on) alle JV, oltre che delle gravi mancanze nella disclosure e nell’operato dei revisori e dei collegi sindacali.

2) Tecnologia obsoleta e non commercializzabile

I costi di produzione sono enormi, anche in rapporto alla concorrenza (in difficoltà anch’essa), non c’è domanda per la bioplastica a tali prezzi, sono stati numerosi ed eclatanti i fallimenti di alcune società operanti nello stesso settore.
I consumatori, nonostante la recente svolta green all’interno delle economie sviluppate, non intendono pagare una plastica che costa eccessivamente di più rispetto a quella normale.

I costi di sviluppo della Bio-on sono di 15 volte superiori rispetto alla concorrenza. L’impianto dell’italiana ha un costo di 44.000 euro per tonnellata di bioplastica prodotta (la produzione annua di 1.000 tonnellate). Novamont, concorrente italiano, ha un costo di produzione di 2.990 euro per tonnellata. Il fondo di investimento ipotizza che tali costi siano stati pompati per questioni di bilancio.

Il concetto di PHA ha problemi gravi sul fronte delle sua industrializzazione. Il prodotto è vantato essere biodegradabile, ma non è certo che sia sicura per la natura la sua disintegrazione.

Il dottor Roberto Filippini Fantoni, dell’Associazione italiana scienza e tecnologia macromolecolare del Consiglio, rivela:

“Dichiarare che il PHA della Bio-on possa sostituire tutta una serie di polimeri di largo consumo è una dichiarazione assurda”.

3) Anomalie sui bilanci e spese di sviluppo eccessive

Se confrontati con il piano industriale rilasciato nel 2016, i risultati sono desolanti.
Contro una promessa di un fatturato di 140 milioni di euro, nel 2018 questo ammonta quasi a zero. L’EBITDA è negativo. La generazione di cassa è negativa di circa 20 milioni di euro e i costi di sviluppo sono schizzati a 50 milioni di euro. I bilanci mostrano un fatturato di 50 milioni di euro nel 2018, ma questi, come abbiamo già visto, sono per la loro quasi totalità generati da vendite a società collegate.

4) Situazione finanziaria preoccupante

Conto un utile e un fatturato apparentemente in forte salita sui bilanci, i flussi di cassa sono chiaramente negativi.

I progetti della società non si realizzano quasi mai ma sono numerosi i comunicati stampa e forte la strategia di marketing atta a mostrare Bio-on come una società in forte crescita.

5) Il ruolo di Banca Finnat

L’unica banca che copre il titolo Bio-on e i cui analisti dovrebbero riportarne lo stato di salute. E non solo: tale banca, come riporta Quintessential, farebbe parte di alcune delle joint venture di cui sopra tramite altre società “fittizie”, e quindi de facto si rivela essere un cliente/partner di Bio-on stessa.
La stessa banca dà alle azioni della società una raccomandazione Buy e target price a 86 euro.

Conclusioni

Il fondo conclude così il suo lungo report su Bio-on:

“In anni di investigazioni e analisi finanziarie, la Quintessential ha raramente incontrato una situazione societaria e contabile comparabile a quella della Bio-on. Abbiamo di fronte una realtà dove fatturato, impianti e crediti sono in realtà un castello di carte costituito da una serie di scatole vuote e modeste strutture realizzate con costi totalmente non-economici. Dopo oltre sette anni di attività (cinque dei quali come quotata), la Bio-on non sembra ancora essere riuscita a
produrre nessun prodotto in quantità significativa o a vendere alcunché al di fuori del suo network di scatole vuote. Nonostante questo, la società continua a vantare ai mercati vendite e utili in crescita esponenziale che sembrano molto improbabili: evidentemente la situazione è insostenibile e i nodi, prima o poi, arriveranno al pettine.
Come in diverse altre occasioni in precedenza, la Quintessential ha sentito il dovere di informare i mercati e le autorità di vigilanza a proposito di questa situazione, certi che la maggiore trasparenza aiuterà a rettificare la situazione.”