Pubblicato in: Devoluzione socialismo

Puglia. Sondaggi. Fitto 47.8%, Emiliano 32.7%.

Giuseppe Sandro Mela.

2020-03-.

Puglia 001

«Raffaele Fitto che raccoglie il 47,8% dei consensi contro il 32,7% di Emiliano»

«Terza con il 10,1% la potenziale candidata di Italia viva e attuale ministro dell’Agricoltura, Teresa Bellanova»

«Ultima con l’8%, la candidata del M5S e consigliera uscente, Antonella Laricchia »

«Emiliano non riuscirebbe a vincere nemmeno nel secondo scenario ipotizzato dai sondaggi elettorali Winpoll che vedrebbe il Movimento 5 Stelle appoggiare il governatore. …. Fitto, in questo caso, raggiungerebbe il 50% dei consensi mentre Bellanova salirebbe all’11,7%.»

«prima forza della regione il Partito Democratico con il 23%, in crescita di sette punti rispetto alle Europee del 2019. La Lega è la seconda forza con il 20,4% (5 punti in meno rispetto alle europee). Il Carroccio rischia, però, di venir scavalcato dall’alleato Fratelli d’Italia, sondato al 20,2%, in crescita di 12 punti rispetto ad un anno fa»

«Forza Italia fa un passo indietro e passa dall’11,11% delle Europee al 7,9% odierno»

«Il Movimento 5 Stelle paga le promesse rimangiate (no al Tap e chiusura Ilva) e scivola sotto il 10% (9,6%). Solo un anno fa era la prima forza politica della Regione con il 26,29% dei consensi»

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Le elezioni sono ancora lontane, ma un divario di quindici punti percentuali è statisticamente significativo.

Altrettanto significativa la crescita di Fratelli d’Italia.

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Sondaggi elettorali Winpoll: regionali Puglia, Fitto stacca Emiliano.

Secondo i sondaggi elettorali Winpoll, tra il candidato di centrodestra e il governatore uscente ci sono più di 10 punti di distacco.

Secondo un sondaggio Winpoll commissionato dal Partito Democratico, l’attuale governatore della Puglia, Michele Emiliano, non ha alcuna chance di essere rieletto quando si terranno le elezioni regionali. La rilevazione vede il presidente pugliese a 15 punti di distanza dal candidato di centrodestra, Raffaele Fitto che raccoglie il 47,8% dei consensi contro il 32,7% di Emiliano. Terza con il 10,1% la potenziale candidata di Italia viva e attuale ministro dell’Agricoltura, Teresa Bellanova. Ultima con l’8%, la candidata del M5S e consigliera uscente, Antonella Laricchia.

Emiliano non riuscirebbe a vincere nemmeno nel secondo scenario ipotizzato dai sondaggi elettorali Winpoll che vedrebbe il Movimento 5 Stelle appoggiare il governatore. L’apporto sarebbe minimo (quattro punti in più rispetto ad una corsa solitaria) e sarebbe controproducente: Fitto, in questo caso, raggiungerebbe il 50% dei consensi mentre Bellanova salirebbe all’11,7%.

Le intenzioni di voto vedono come prima forza della regione il Partito Democratico con il 23%, in crescita di sette punti rispetto alle Europee del 2019. La Lega è la seconda forza con il 20,4% (5 punti in meno rispetto alle europee). Il Carroccio rischia, però, di venir scavalcato dall’alleato Fratelli d’Italia, sondato al 20,2%, in crescita di 12 punti rispetto ad un anno fa. Un sorpasso che Salvini farebbe fatica a digerire. Il leader della Lega vuole, infatti, aumentare i consensi del partito nel Sud Italia. Al momento, la maggioranza dei voti d’area sono ad appannaggio di Forza Italia e Fratelli d’Italia. Si spiegano così i dubbi di Salvini nei confronti di Fitto, nonostante l’accordo raggiunto con Meloni e Berlusconi. Rimanendo nel campo del centrodestra, Forza Italia fa un passo indietro e passa dall’11,11% delle Europee al 7,9% odierno.

Il Movimento 5 Stelle paga le promesse rimangiate (no al Tap e chiusura Ilva) e scivola sotto il 10% (9,6%). Solo un anno fa era la prima forza politica della Regione con il 26,29% dei consensi.

Italia Viva ottiene il 4,6, in linea con la media nazionale del partito mentre Azione dell’ex ministro Calenda si ferma al 2,2%. Proprio l’ex ministro, in una recente intervista a Repubblica, aveva teso la mano ai dem: “Non appoggiate Emiliano e scegliamo un candidato insieme”. Qualche dubbio sul governatore pugliese comincia a circolare dalle partiti del Nazareno. Ma oggi la priorità si chiama coronavirus.

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Zingaretti ha ragione, ma la colpa è solo sua.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-10-21.

2019-10-20__Zingaretti Facebook

Il post dell’on Zingaretti gronda solo apparentemente buon senso e senso di tattica politica.

«Il PD combatte per ridare una speranza all’Italia. Ieri il centrodestra si è riproposto unito. Tutte le Regioni si eleggono con sistema maggioritario. O si organizza un campo alternativo o regaliamo l’Italia a Salvini. Abbiamo deciso insieme meno tasse per chi lavora, più investimenti soprattutto per opere green, piu giustizia sociale con l’abolizione dei ticket, poi industria 4.0, piano casa, asili nido gratuiti. Partiamo da qui ma ora più uniti, perché ricordo a tutti che l’avversario è la destra»

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Anche senza tener presente le attuali leggi elettorali, il centrodestra è riuscito a ricompattarsi e nelle prospezioni attuali, finché durano e dureranno, ha la maggioranza relativa, pochi punti percentuali sotto quella assoluta.

Gli altri partiti sono frammentati in un PD attorno al 19%, un M5S anche esso attorno al 19% ed un’Italia Viva che si aggira sul 4%.

Possono sicuramente fare un’alleanza strumentale alle elezioni, oppure sostenere una lista civica, ma il grande problema è la disparità di Weltanschauung, che sono incompatibili.

A ciò si aggiungano altri due aspetti di non poca importanza.

Il PD ha un atteggiamento percepito come arrogante e molto indisponente, essendo inoltre frammentato in correnti che si odiano le une con le altre, e si è voluto proporre come forza egemone, obtorto collo.

Un esempio per tutti.

Il partito democratico ha fatto transitare il Governo italiano nell’area europea liberal socialista, recependone completamente visione ed interessi, mentre il movimento cinque stelle ha sostenuto la candidatura von der Leyen, essendo stato determinante alla sua nomina con i suoi voti nel parlamento europeo. Sono due visioni e due schieramenti in lotta mortale tra di essi: sono antitetici.

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Nei fatti, PD, M5S ed IV non sono unibili su di una comunione di intenti, ma solo ed esclusivamente sulla comune avversione alla destra. Non è questa la via verso la vittoria.

Il Governo Conte bis è nato proprio da questa istanza, ed i fatti dimostrano quanto sia inconsistente. Sta perdendo pezzi ogni giorno che passa.

Sarebbe stato compito di Zingaretti, Di Maio e Renzi l’amalgamare la loro alleanza, smussare le spigolosità e, soprattutto, presentarsi uniti agli Elettori.

La responsabilità di quanto sta accedendo è solo ed unicamente la loro.

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La sig.ra Teresa Bellanova è senatrice della Repubblica: alle elezioni politiche italiane del 2018, sconfitta nel collegio uninominale di Nardò, ove ottiene il 17,36%, viene eletta senatrice nella lista proporzionale del Partito Democratico nella circoscrizione Emilia-Romagna. Dal 5 settembre 2019 è ministro delle politiche agricole alimentari e forestali nel governo Conte II, ma il 17 settembre 2019 entra a far parte di Italia Viva, per cui è capo delegazione nel Governo.

È persona che conosce il peso delle parole dette ed il loro significato.

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«Non potevamo starci più perché c’erano troppe guerre, troppe bande armate»

Questo non è un mero giudizio politico: è un giudizio morale sul comportamento della dirigenza del partito democratico. E poi Mr Zingaretti parla di pensare ed agire uniti? almeno, faccia un po’ di pulizia in casa sua.

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Bellanova: “Bande armate nel Pd, impossibile starci”

“Non potevamo starci più perché c’erano troppe guerre, troppe bande armate”. Lo dice la ministra Teresa Bellanova parlando del Pd dal palco della Leopolda. “A quelli che non sono capaci di vedere la differenza tra Papeete e la Leopolda, tra piazza San Giovanni e questa manifestazioni diciamo avete un problema: siete accecati dal rancore”, aggiunge.

Italia Viva non è solo la casa di quelli che ne hanno lasciato un’altra ma di chi una casa ancora non l’ha trovata. Iv dice a chi ancora in queste ore usa toni aspri, quel progetto politico che doveva mettere insieme due forze riformiste non si è mai realizzato” e lo dimostra il fatto che “i patrimoni di quei partiti sono stati sempre tenuti separati”.