Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Regione Basilicata. Elezioni Regionali. Risultati definitivi ufficiali.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-04-01.

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Eligendo, Ministero degli Interni, ha rilasciato i risultati definitivi ufficiali delle elezioni regionali in Basilicata.

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Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Basilicata. 519 su 681 sezioni. Cd 42.27%, Cs 32.87% M5S 20.69%.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-03-25.

2019-03-25__Basiicata_Eòigendo__001

«Oggi abbiamo scritto la storia»

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«Dai dati del Viminale relativi a 519 sezioni su 681, Bardi è infatti avanti con il 42,27%, il candidato del centrosinistra Carlo Trerotola è al 32,87%, il candidato M5s Antonio Mattia è al 20,69% e Valerio Tramutoli (”Basilicata possibile”) è al 4,17%.»

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«il M5S è al 19,5%, la Lega al 18,2%, Fi al 10,3%, Avanti Basilicata al 9,7%, Comunità democratiche all’8,7%»

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I commenti saranno fatti a dati definitivi disponibili.

Al momento attuale possiamo solo constatare come dopo il Trentino Alto Adige, l’Abruzzo, e la Sardegna, anche la Basilicata lascia il centrosinistra optando per il centrodestra, che in pochi mesi si è coquistato quattro importanti regioni italiane.


Adnk. 2019-03-25. Basilicata al centrodestra

“Oggi abbiamo scritto la storia”. Parola di Vito Bardi, candidato del centrodestra che si avvia ormai alla vittoria in Basilicata. Dai dati del Viminale relativi a 519 sezioni su 681, Bardi è infatti avanti con il 42,27%, il candidato del centrosinistra Carlo Trerotola è al 32,87%, il candidato M5s Antonio Mattia è al 20,69% e Valerio Tramutoli (”Basilicata possibile”) è al 4,17%. Secondo la IV proiezione del Consorzio Opinio Italia per Rai relativa ai partiti, il M5S è al 19,5%, la Lega al 18,2%, Fi al 10,3%, Avanti Basilicata al 9,7%, Comunità democratiche all’8,7%.
Un boato accompagnato da applausi per Bardi ha salutato le prime proiezioni, nel quartier generale all’albergo Primula. “I lucani oggi hanno risposto presente” sono state le prime parole di Bardi dopo il voto. Nella sua dichiarazione al comitato elettorale ha ringraziato, oltre agli elettori, Silvio Berlusconi, Giorgia Meloni e Matteo Salvini “per aver determinato un quadro politico diverso”. “La Basilicata è pronta per il cambiamento – ha sottolineato – Oggi abbiamo scritto la storia. Dopo tanti anni di governo di centrosinistra, il centrodestra ha scelto la via del riscatto di questa terra” e “io sarò il presidente di tutti i lucani”.

“Evviva, la Basilicata si è data finalmente un buon governo! Complimenti a tutti gli amici lucani che hanno saputo votare bene!” la reazione su Facebook del leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi. “Mi sembra che gli italiani, se verrà confermato il dato, ci dicono che vogliono un governo di centrodestra e che la stagione del governo Lega-M5S è alla fine” ha detto il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, in collegamento telefonico con il Tg2, commentando i primi risultati. “Mi auguro che la Lega stacchi la spina” a questo esecutivo “se non vuole essere considerata corresponsabile della pessima azione di governo” col M5S, “mi auguro che tutto il centrodestra si faccia carico delle richieste della base”, ha aggiunto Tajani.

“E nonostante tutti i colpi bassi, le menzogne, lo spin contro Salvini e la propaganda contro la Lega a reti unificate… vinciamo anche qui. #basilicata” ha scritto su Twitter Claudio Borghi, deputato della Lega e presidente della Commissione Bilancio della Camera. Edmondo Cirielli riguardo alle proiezioni parla di “una fortissima avanzata” per Fratelli d’Italia, “visto che passiamo dal 3,7% delle politiche di un anno fa al 6,3%: quasi un raddoppio dei consensi. Era nell’aria, si percepiva con la presenza di Giorgia Meloni in Basilicata. Siamo contentissimi, così come lo siamo per Bardi” ha detto all’Adnkronos.

CENTROSINISTRA – Il candidato del centrosinistra Carlo Trerotola vuole aspettare che siano scrutinati almeno il 70% dei seggi per potere esprimere qualche valutazione definitiva sull’esito del voto. Anche perché è ancora troppo esiguo il numero di seggi effettivamente scrutinati. Per questo Trerotola ha dato appuntamento alle 10 per la conferenza stampa. Alla domanda dell’Adnkronos se avesse sentito telefonicamente Vito Bardi, ha risposto: “Non ho il suo numero…”. ”In questa campagna elettorale ho fatto sicuramente il possibile, dignitosamente. E’ stata una bella esperienza. Ho incontrato tantissima gente. Fare opposizione è un dovere verso i cittadini, non è che posso dire ‘ho perso, vi saluto”’ ha detto Trerotola parlando ai cronisti. ”In questa campagna elettorale c’è stato un rapporto molto bello con la gente, ho sentito tanta gente vicina. Il problema del lavoro è sicuramente importante, spero che chiunque vada lo risolva. Il lavoro ai giovani è un’emergenza, bisogna evitare altre emorragie, che altri giovani vadano fuori” ha sottolineato Trerotola nelle sue dichiarazioni in sala stampa alla Regione Basilicata, aggiungendo che in caso di sconfitta la sua “sarà comunque un’opposizione costruttiva e non distruttiva” e augurandosi che “tutti i big siano presenti in Basilicata anche dopo le elezioni, allo stesso modo di quanto hanno fatto durante campagna elettorale”. Alla domanda sulla possibilità che questa presenza costante possa aver influito sull’esito del voto Trerotola ha risposto: “Sono tutti showman, alcuni che hanno continuato in modo scorretto a fare campagna elettorale anche poco prima del voto”.

M5S – Un Antonio Mattia deluso si è presentato nel suo comitato per commentare i risultati elettorali in Basilicata. ”Sono sincero, ho una delusione personale – ha detto il candidato presidente del Movimento 5 Stelle – anche se il risultato è comunque positivo per il voto di lista. Prendo atto di questo risultato e da questo ripartiamo”. Per Mattia è positivo che ”un quinto degli elettori lucani, senza farsi influenzare, credono in un modello da portare avanti”. Il Movimento 5 Stelle, secondo l’analisi di Mattia, ha pagato per aver presentato una lista unica mentre il centrodestra ne aveva cinque e il centrosinistra sette. A tal proposito, ha risposto sulla domanda in merito ad alleanze con liste civiche. ”In Basilicata – ha detto – non c’era nessuna lista civica, abbiamo parlato con liste ambientaliste e con chi era interessato a condividere contenuti. Non abbiamo accettato di parlare con chi avrebbe voluto solo cavalcare l’onda 5 Stelle come dall’altra parte è stato fatto con la Lega”.

AFFLUENZA – E’ del 53,58% il dato definitivo dell’affluenza alle urne. Secondo quanto emerge dai dati pubblicati sul sito del Viminale, il dato è in crescita di circa 6 punti rispetto alle precedenti elezioni regionali quando aveva votato il 47,60%. Nella provincia di Potenza si è raggiunto il 52,40%, mentre in quella di Matera il 56,22%.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo

Basilicata. Elezioni Regionali. CD 28.67%, CS 26.14%, M5S 16.51.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-03-19.

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Termometro politico ha pubblicato i sondaggi elettorali per le elezioni regionale che si terranno in Basilicata domenica prossima. Il sondaggio è stato fatto dal 5 all’8 marzo. Margine di errore ±3.5 punti percentuali.

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«Dopo Abruzzo e Sardegna, domenica 24 marzo Matteo Salvini e il centrodestra proveranno a conquistare anche la Basilicata, feudo del centrosinistra da ormai 25 anni»

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«Il generale della Guardia di Finanza in pensione, Vito Bardi, sostenuto da cinque liste (Basilicata positiva Bardi Presidente; Lega Salvini Basilicata; Forza Italia; Fratelli d’Italia; Idea-Per un’altra Basilicata), è dato al 28,67%.»

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«Il suo principale sfidante, Carlo Trerotola, 61 anni, farmacista di Potenza, candidato del centrosinistra (sostenuto da sette liste: Avanti Basilicata; Comunità democratiche; Basilicata Prima – Riscatto; Progressisti Basilicata; Verdi – Realtà Italia; lista Trerotola – Centro democratico – Progetto Popolare; Psi) è sotto di due punti al 26,14%»

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«Terzo con il 16,51%, il candidato del M5S, Antonio Mattia, impegnato nel campo del marketing e della comunicazione»

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«Il Movimento 5 Stelle è primo con il 16,51% dei consensi. Ma il crollo rispetto alle Politiche 2018 è vistoso (-32%).»

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«La Lega con il 12,09% è la seconda forza e raddoppia i suoi consensi rispetto ad un anno fa (6,28%).»

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«Dimezzati i voti invece per Forza Italia che scende al 7,1%.»

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«Il Pd che corre con la lista “Comunità Democratiche” ha perso oltre 10 punti rispetto al 2018 e ora raccoglie il 5,51% dei consensi»

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«il M5s si prepara al tonfo dalla vetta altissima del 44 per cento raggiunta in regione alle politiche 2018: fu il 51 per cento solo a Matera» [Huffington Post]

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Con un errore di campionamento di ±3.5 punti percentuali le percentuali di propensione al voto espresse per centrodestra e centrosinistra sono statisticamente eguali.

Ci si dovrebbe quindi attendere un testa a testa, con una vittoria per qualche migliaio di voti.


Sondaggi elettorali Venum: regionali Basilicata, risultato in bilico

Dopo Abruzzo e Sardegna, domenica 24 marzo Matteo Salvini e il centrodestra proveranno a conquistare anche la Basilicata, feudo del centrosinistra da ormai 25 anni. Non sarà facile. L’unico sondaggio finora realizzato sulle regionali lucane fotografa una situazione di sostanziale equilibrio fra le tre principali forze politiche del Paese. La rilevazione è stata effettuata dalla società Venum 3.0.

Bardi in leggero vantaggio su Trerotola.

Il generale della Guardia di Finanza in pensione, Vito Bardi, sostenuto da cinque liste (Basilicata positiva Bardi Presidente; Lega Salvini Basilicata; Forza Italia; Fratelli d’Italia; Idea-Per un’altra Basilicata), è dato al 28,67%. Il suo principale sfidante, Carlo Trerotola, 61 anni, farmacista di Potenza, candidato del centrosinistra (sostenuto da sette liste: Avanti Basilicata; Comunità democratiche; Basilicata Prima – Riscatto; Progressisti Basilicata; Verdi – Realtà Italia; lista Trerotola – Centro democratico – Progetto Popolare; Psi) è sotto di due punti al 26,14%.

Terzo con il 16,51%, il candidato del M5S, Antonio Mattia, impegnato nel campo del marketing e della comunicazione. Al quarto posto con il 3,83%  il candidato presidente della lista ‘Basilicata Possibile’, Valerio Tramutoli, 61 anni di Potenza, docente di fisica dell’Università degli studi della Basilicata.

Crollo M5S.

È interessante dare un’occhiata al voto per le liste. Il Movimento 5 Stelle è primo con il 16,51% dei consensi. Ma il crollo rispetto alle Politiche 2018 è vistoso (-32%). La Lega con il 12,09% è la seconda forza e raddoppia i suoi consensi rispetto ad un anno fa (6,28%). Dimezzati i voti invece per Forza Italia che scende al 7,1%. Il Pd che corre con la lista “Comunità Democratiche” ha perso oltre 10 punti rispetto al 2018 e ora raccoglie il 5,51% dei consensi. Si vedrà se l’arrivo di Zingaretti scompaginerà le carte in tavola. Le premesse dicono tutt’altro. La Basilicata è stata infatti la regione in cui si è registrato il più alto crollo d’affluenza alle primarie dem (-62,3%).

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Italia. Questo anno ancora cinque elezioni regionali.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-02-14.

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Durante questo anno si terranno molte importanti elezioni regionali.

Già pochi giorni or sono, il 10 febbraio, si è votato in Abruzzo. Centrodestra 48.0% (17 seggi), centrosinistra 31.3% (5 seggi), M5S 20.2% (7 seggi). Lega 27.5%, Forza Italia 9.0%, Fratelli d’Italia 6.5%, Partito Democratico 11.1%, M5S 19.7%.

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Questi sono invece gli appuntamenti prossimi venturi.

– Il 24 febbraio 2019 si vota in Sardegna.

– Il 24 marzo si vota in Basilicata.

– Il 26 maggio si vota in Piemonte.

– A novembre si vota in Calabria.

– In novembre si vota in Emilia-Romagna.

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In Italia le regioni svolgono un ruolo politico non da poco, secondo anche il loro proprio peso specifico.

Ma ad oggi le regioni sono gli ultimi centri di potere rimasti in mano alle formazioni di sinistra. Senza il potere centrale la loro voce non si sente più forte e chiara, mentre invece resta inalterato tutto il loro potere sul sottogoverno, pabulum per miriadi e miriadi di consulenti o ritenuti tali, ma tutti stipendiati a spese del Contribuente,

Senza governo romano e senza buona quota di sottogoverno il partito democratico sarebbe destinato ad estinguersi, non potendo più collocare i propri uomini in remunerative posizioni di prestigio. È incredibile il numero di persone che le regioni nominano nei consigli di amministrazione.

Se con le elezioni del 2014 le sinistre erano riuscite a conquistarsi sedici regioni su diciannove, ad oggi il rapporto è 16 ad 8, ed i risultati delle prossime elezioni potrebbero rendere ancor meno vistoso lo stacco.

«dopo 5 anni di amministrazione di Francesco Pigliaru (Pd), il centrodestra sembra favorito con il senatore Christian Solinas, segretario del Partito Sardo d’Azione»

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«Il 24 marzo si voterà invece in Basilicata, Regione marginale politicamente solo in apparenza, ma invece molto rilevante per i giacimenti di petrolio presenti sul territorio. Anche in questo caso il governatore uscente è di centrosinistra, Marcello Pittella, finito però in manette per uno scandalo giudiziario: possibile, anche qui, che il centrodestra riesca in un storico ribaltone»

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«Molto rilevanti le Regionali del 26 maggio in Piemonte, che, in concomitanza con le Europee, saranno un test politico fondamentale per la Tav: il governatore uscente Sergio Chiamparino (Pd) vuole terminare la Torino-Lione a tutti i costi. L’opera è sostenuta con forza anche dalla Lega, mentre il M5S la osteggia con forza»

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«tra fine novembre e dicembre, si terrà per le Regionali in Emilia-Romagna e Calabria. Anche queste hanno governatori «rossi», che dovranno tenere duro per resistere all’avanzata azzurra »

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Se è vero che nelle elezioni regionali intervengono molti fattori umani e locali, sarebbe anche vero ricordare come tute le regioni coinvolte dalle tornate elettorali interagiscano in modo consistente con il governo centrale.

Per il centrodestra sarebbe già un risultato eccellente riuscire a conquistare tre su cinque regioni.


Corriere. 2019-02-14. Da rosse ad azzurre, ecco come l’Italia delle Regioni ha cambiato colore

Nel 2014 ben 16 erano di centrosinistra e 3 di centrodestra. Oggi l’equilibrio è di 11 a 8, in attesa che del voto in Sardegna e Basilicata (dove gli «azzurri» potrebbero vincere).

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Nel 2014, l’Italia delle Regioni era un monolite rosso, governato da Pd e coalizioni di centrosinistra: 16 a 3 (senza contare le autonomie di Val d’Aosta e Alto Adige, ma la Provincia del Trentino a guida «rossa»). Oggi, a distanza di 5 anni e dopo le ultime le elezioni regionali in Abruzzo (qui tutti i risultati con la vittoria del centrodestra con Marsilio), confrontando le fotografie politiche si nota che l’Italia ha cambiato colore. Le Regioni rosse sono 11, quelle guidate dal centrodestra sono salite a 8, mentre il M5S è fermo al palo (Qui l’analisi dei flussi: in Abruzzo, rispetto alle Politiche 2018, solo 1 elettore su 3 è rimasto con i «grillini» ed i voti sono andati alla Lega).

Il test in Sardegna, con l’esordio della Lega

Ma la svolta (cromatica e politica) potrebbe ancora ampliarsi: il 24 febbraio si vota in Sardegna (terra di tradizionale alternanza), dove dopo 5 anni di amministrazione di Francesco Pigliaru (Pd), il centrodestra sembra favorito con il senatore Christian Solinas, segretario del Partito Sardo d’Azione, sostenuto anche dalla Lega, che parteciperà per la prima volta alle elezioni regionali sarde, contro il sindaco di Cagliari Massimo Zedda.

Basilicata, tra scandali politici e petrolio da gestire

Il 24 marzo si voterà invece in Basilicata, Regione marginale politicamente solo in apparenza, ma invece molto rilevante per i giacimenti di petrolio presenti sul territorio. Anche in questo caso il governatore uscente è di centrosinistra, Marcello Pittella, finito però in manette per uno scandalo giudiziario: possibile, anche qui, che il centrodestra riesca in un storico ribaltone.

Piemonte, il super test politico sulla Tav

Molto rilevanti le Regionali del 26 maggio in Piemonte, che, in concomitanza con le Europee, saranno un test politico fondamentale per la Tav: il governatore uscente Sergio Chiamparino (Pd) vuole terminare la Torino-Lione a tutti i costi. L’opera è sostenuta con forza anche dalla Lega, mentre il M5S la osteggia con forza. (Qui la strategia del leader M5S Di Maio per rimanere al governo con Salvini e rilanciare il Movimento con liste civiche sul territorio).

La prova di resistenza in Emilia-Romagna e Calabria

Ultima tornata, tra fine novembre e dicembre, si terrà per le Regionali in Emilia-Romagna e Calabria. Anche queste hanno governatori «rossi», che dovranno tenere duro per resistere all’avanzata azzurra.