Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Ursula von der Leyen. Alcune frasi da meditare.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-07-20.

Olga di Kiev 001

Riprendiamo dal Deutsche Welle alcune frasi che Mrs Ursula von der Leyen avrebbe pronunciato durante una intervista.

«von der Leyen was narrowly elected to the EU’s top post this week after gaining the support from Visegrad countries — Poland, Czech Republic, Slovakia, Hungary — which had opposed Socialist candidate Frans Timmermans»

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«We must reform Dublin in order to achieve more fairness and burden sharing, …. I’ve never really understood why Dublin started with the simple equation: Where a migrant first stepped foot in the EU, that’s where he or she must stay.

Migration takes place by land or sea. We can only have stability on our external borders if we provide sufficient help to member states that are exposed to a lot of migration pressure because of their position on the map.»

«called for taking a softer approach to central and eastern EU member states on the rule of law, saying that in disputes with Hungary and Poland it is important to make the debates more objective …. Establishing the rule of law is the goal, but no one is perfect …. financial sanctions against EU member states should only be a “very last resort after other steps have been exhausted»

«Von der Leyen also suggested she would strive for a more accommodating line with Italy over its high budget deficit. Although she said there were good reasons for the EU’s budget rules, “there is also a lot of flexibility” to encourage investment and growth.»

* * * * * * *

Sono tutte parole che riecheggiano sano buon senso. Forse il quinquennio di velenoso odio politico è morto assieme alle candidature di Herr Weber e di Herr Timmermans.

Si prospettano  però alcune problematiche, tra le quali la principale è questa.

Can the EU’s Ursula von der Leyen fulfill her promises?

«In her bid for the European Union’s top job, she made a range of promises and announcements, many of which appealed tremendously to Green and socialist MEPs. But whether she will actually be able to deliver on those promises over the next five years will not depend on her political prowess alone»

«She will require majority support in the European Parliament, and above all the backing of the Council of the European Union, which is comprised of ministers from all of the EU’s 28 member states. When it comes to EU lawmaking, those two bodies are more or less equally powerful.»

«The Commission may suggest creating a new climate fund, and transforming the European Investment Bank (EIB) into a kind of “climate bank.” However, the EU member states themselves are the EIB’s shareholders and they would have agree to that kind of policy. So far, it unclear to what extent EU members will back von der Leyen’s environmental policies.»

«The EU is deeply divided over how to deal with migrants and asylum-seekers attempting to enter the bloc via the Mediterranean or the Balkan route»

«Italy, Poland, Hungary, Austria and other states strictly reject taking in refugees, asylum-seekers and migrants. Some member states insist on binding redistribution quotas for refugees, though enforcing them has proven impossible. Even rulings by the European Court of Justice have been ignored»

«When she praised various ongoing sea rescue operations, von der Leyen earned thunderous applause from MEPs — even though these operations are run by or originate from EU member states, not the EU itself»

«She wants to strike a balance between eastern and western member states, as well as between large and small ones, to ensure each have a say in key matters»

«So far, incidentally, eastern member states have not secured any top jobs»

«Poland’s ruling national-conservative PiS party now claims von der Leyen only secured the bloc’s top job thanks to its support, which is why Polish Prime Minster Mateusz Morawiecki said he now expects her to go easy on his country.»

«In principle, the right to propose legislation lies with the Commission. However, the European Parliament and Council of the European Union can ask the Commission to introduce legislation on their behalf.»

Come si constata, la strada di Mrs Ursula von der Leyen è tutta in salita.

Però, ricordiamoci sempre che ci ha salvati da Herr Weber e da Herr Timmermans.

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Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Austria. Elezioni anticipate del settembre 2019.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-07-18.

2019-07-18__Austria_Sondaggi__001

A fine settembre 2019 si terranno le elezioni anticipate in Austria, a seguito della recente crisi di governo causata dall’affaire Stracher.

Rispetto alle elezioni del 2017, l’ÖVP passerebbe dal 31.5% all’attuale 37%, grande risultato che si prospetta per Herr Kurz. Se era nelle attese che l’FPÖ perdesse dei consensi, passando dal 26% all’attuale 21%, la SPÖ sembrerebbe non essere riuscita a trarre guadagno dalla crisi, scendendo dal 26.9% all’attuale 20%. NEOS, il partito liberal, sale invece dal 5.3% al 9%, così come i Grüne, che passerebbero dal 3.8% all’11%.

* * *

2019-07-18__Austria_Sondaggi__002

Se queste proiezioni fossero risultati usciti dalle urne, si dovrebbe formare un governo di coalizione, ed Herr Kurz potrebbe avere molte opzioni.

Dal punto di vista meramente numerico, una possibile coalizione sarebbe la riedizione di ÖVP ed FPÖ, ma sarebbe anche possibile quella ÖVP e SPÖ.

Se però si guardasse ai partiti che avrebbero migliorato la propria popolarità elettorale, anche una coalizione ÖVP, NEOS e Grüne potrebbe avere un senso logico.

I sondaggi disponibili indicherebbero però una preferenza popolare per una coalizione ÖVP ed FPÖ (21%) oppure ÖVP, NEOS e Grüne (23%).

Concludendo, Herr Kurz dovrebbe poter avere a disposizione un largo numero di scelte possibili, tra le quali emergerà quella politicamente più stabile, anche tenendo conto del contesto dell’Unione Europea, ove il voto dell’Austria nel Consiglio Europeo potrebbe far variare la potenza degli attuali schieramenti.

Pubblicato in: Demografia, Devoluzione socialismo

Giappone. Un vecchio ogni 1.8 giovani. Cina e Russia si leccano i baffi.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-07-11.

2019-06-18__cina-mar-giallo-mare-cinese-orientale

Cina. Controllo strategico del Mar Giallo e del Mare Cinese Orientale.

«Si deve ammettere che Deng Xiaoping quaranta anni fa aveva visto ben lontano, quando aveva detto che la Cina avrebbe solo dovuto aspettare per avere il dominio del Mar del Giappone, del Mar Giallo e del Mare Cinese Orientale.

Prima, guardiamo con molta attenzione la carta geografica.

Giappone, Korea del Sud, Taiwan ed Hong Kong costituiscono punti geografici che la Cina da sempre avrebbe voluto possedere. Taiwan poi è per la Cina una pulpite purulenta. Ma anche la Russia guarda concupiscente al Giappone.

* * *

Adesso, leggiamoci i dati della seguente tabella, che riporta il tasso di fertilità di questi paesi.

Giappone            1.42

Korea del Sud    1.27

Taiwan                 1.13

Hong Kong           1.2

*

Basta avere pazienza ancora trenta anni, una generazione, e questi paesi sono destinati a scomparire dalla faccia della terra.

A quel tempo, la Cina e la Russia se li potranno occupare tranquillamente, senza dover sparare un colpo, e soprattutto, potranno colonizzarli con le loro popolazioni, ottenendone quindi un dominio irreversibile. Al massimo, entrando in quei paesi, troveranno un ammasso di vecchietti, ma i cinesi ed i russi hanno per questo sistemi infallibili.»

*

Il “World Population Prospects 2019: Highlights” dell’Onu riporta dati sui quali sarebbe opportuno meditare, perché precorrono di circa un decennio quella che sarà la situazione europea.

In Giappone per ogni over-65 vi sono solo 1.8 under-64.

Questo dato ammetterebbe molti punti di vista di lettura.

Per definizione, il vecchio è una persona che necessita di assistenza, ma per assisterlo occorrono persone giovani e, soprattutto, che abbiano voglia di farlo.

Ma se non ci sono giovani, si può essere ricchi a piacere che proprio non si trovano.

Sarebbe come trovarsi in un deserto seduti su di una tonnellata di oro fino: alla fine si sarebbe anche disposti a darla in cambio di un bicchiere di acqua, sempre che si trovasse qualcuno che sia disposto a darlo.

*

Sono quasi trenta anni che si parla della crisi demografica, ma l’attuale mentalità dei politici o non riesce a comprendere oppure la tiene in non cale. Molti invece la perseguono attivamente.

Il Fertility Rate By Country 2019 riporta Austria 1.511, Italia 1.491, Giappone 1.478, Germania 1.47, Spagna 1.391, Grecia 1.302, Polonia 1.290, e Portogallo 1.241.

Per Spagna, Grecia, Polonia e Portogallo pesa in modo non indifferente l’emigrazione giovanile subita al culmine della crisi economica: senza poter trovare lavoro in patria i giovani erano obbligati a migrare, depauperando così la nazione.

Diverso invece quanto accade in Austria, Italia, Giappone e Germania, ove la cultura liberal imperante demonizza la procreazione: se è ragionevole che il problema economico possa influire almeno parzialmente, il movente ideologico è un vero e proprio masso.

Queste nazioni si stanno destinando alla estinzione, ma hanno scelto un approccio al problema quanto mai doloroso.

Diventare vecchi e non poter avere una qualche assistenza è vita davvero grama.

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2019-06-18__Giappone_Vecchi__001


Aska News. 2019-06-18. Giappone in crisi demografica: Paese con minore incidenza giovani

Rapporto Onu: per ogni over-65 solo 1,8 entro i 64.

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Il Giappone ha la più bassa percentuale di persone in età lavorativa al mondo. Lo riferisce il rapporto “World Population Prospects 2019: Highlights” dell’Onu.

In momento in cui l’incidenza della popolazione ultrasessantacinquenne in tutto il mondo è in calo, in Giappone sale e ci sono 1,8 persone tra i 25 e 64 anni rispetto a ogni ultrasessantacinquenne, secondo il rapporto.

In Europa e in Nordamerica il rapporto è 3,0, mentre in Africa subsahariana è 11,7. Entro il 2050 la stima è che in 48 paesi – prevalentemente in Europa, Nordamerica, Asia – avranno il rapporto sotto quota 2, con conseguente impatto sui mercato del lavoro, sulla sanità e sui sistemi pensionistici.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Austria. Il problema si complica di non poco. Voto di fiducia.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-05-21.

2019-05-21__Austria_001

Con un tempismo degno di un cronometro svizzero, di quelli di una volta si intende, sono subito comparsi i nuovi sondaggi per l’Austria.

L’ÖVP salirebbe dal 34% al 38%, l’SPÖ salirebbe dal 25% al 26% ed il FPÖ scenderebbe dal23% al 18%.

Si assisterebbe quindi a delle variazioni dell’ordine di circa cinque punti percentuali, ma non tali da consentire ad Herr Kurz di ottenere la maggioranza di governo. Unica alternativa sarebbe una coalizione con la SPÖ, che però professa un credo politico virtualmente opposto a quello dell’ÖVP.

Ma per Herr Kurz i problemi sono solo all’inizio.

«Il governo austriaco di Sebastian Kurz è sull’orlo del collasso dopo l’uscita di tutti i ministri del partito sovranista Fpoe con il quale aveva finora governato …. Il suo governo si trova ora privo di vice cancelliere e dei ministri dell’Interno, gli Esteri, la Difesa, il Lavoro e le Infrastrutture»

*

«Il cancelliere è pronto a sostituire i dimissionari con alcuni tecnici, ma il suo esecutivo rischia di non sopravvivere al voto di sfiducia che è stato chiesto dal partito di sinistra Jetz»

*

«Dopo la rottura con il Fpoe, Kurz non sembra avere i numeri per superare una mozione di sfiducia»

*

«Intanto l’opposizione socialdemocratica si è schierata per le dimissioni di Kurz, chiedendo che sia sostituito da un governo ad interim di esperti»

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I socialdemocratici del SPÖ non nutrono certo sentimenti benevoli nei confronti di Herr Kurz, reo di non essersi alleato con loro dopo le passate elezioni del 2017.

Ma questo sarebbe ancora il meno.

In tutte le cancellerie fervono gli intrighi per la nomina del futuro Presidente e dei Commissari della Commissione europea. Con l’attuale frammentazioni politica e senza guide egemoni, stiamo assistendo ad un minuetto di candidature, persino alla sussurrata advance fatta da Frau Merkel, che reclamerebbe o la presidenza della Commissione oppure il governatorato dell’Ecb.

La vita politica di Herr Kurz è quindi legata a cosa decida di fare in seno alla Unione.

Presentandosi con un governo tecnico, un voto di sfiducia sarebbe rivolto alla persona.

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Tutta questa faccenda fa riaffiorare alla memoria quel bel pezzo scritto da Giulio Cesare:

«si pacem populus Romanus cum Helvetiis faceret, in eam partem ituros atque ibi futuros Helvetios ubi eos Caesar constituisset atque esse voluisset; sin bello persequi perseveraret, reminisceretur et veteris incommodi populi Romani et pristinae virtutis Helvetiorum» [Cesare, De Bello Gallico, 1, 11]

Andando al sodo, come suo solito, Cesare constata che con gli elvezi o si tratta oppure li si stermina. Opterà per la seconda ipotesi e gli archeologi scavarono una piramide di oltre quattrocentomila teschi. Cesare non era tipo da mezze misure.

Ma anche il Machiavelli aveva ben ripreso il concetto, ricordando con parole accorate al principe come con le minoranze o si tratta oppure le si devono sopprimere. Neanche Machiavelli scherzava.

Di questi tempi abbiamo assistito a flottazioni elettorali che sembrerebbero essere migrazioni di popoli: basterebbe pensare al Brexit Party, che nel breve volgere di un mese dal nulla è diventato il primo partito del Regno Unito. Tutto lascerebbe pensare che Mr Farage alla fine dei conti tratterà per come è stato trattato.

Ci si ricordi della fine che fece Concino Concini: fosse stato più duttile sarebbe verosimilmente morto nel proprio letto.


Adnk. 2019-05-21. Governo Kurz al collasso

Il governo austriaco di Sebastian Kurz è sull’orlo del collasso dopo l’uscita di tutti i ministri del partito sovranista Fpoe con il quale aveva finora governato. Il cancelliere è pronto a sostituire i dimissionari con alcuni tecnici, ma il suo esecutivo rischia di non sopravvivere al voto di sfiducia che è stato chiesto dal partito di sinistra Jetz.

Kurz ha annunciato questa sera la destituzione del ministro dell’Interno Herbert Kickl per garantire una piena indagine sullo scandalo che ha travolto l’ex vice cancelliere Heinz Christian Strache, incastrato da un video in cui promette lucrosi contratti alla sedicente nipote di un oligarca russo. “Sono fermamente convinto  che quello che serve ora sia una completa trasparenza e un chiarificazione totale e indipendente”, ha detto Kurz parlando alla stampa. Il cancelliere ha spiegato di non volere Kickl nel suo governo perché era responsabile delle Finanze dell’Fpoe nel 2017, quando fu girato il video, la cui diffusione ha portato sabato alle dimissioni di Strache e alla successiva convocazione di elezioni anticipate, previste per settembre.

Subito dopo la conferenza stampa di Kurz, un portavoce dell’Fpoe ha annunciato le dimissioni di tutti gli altri ministri del partito populista di estrema destra. Anticipando la mossa, il cancelliere si era già detto pronto a sostituirli con dei tecnici per guidare un governo facente funzioni fino alle elezioni anticipate. Il suo governo si trova ora privo di vice cancelliere e dei ministri dell’Interno, gli Esteri, la Difesa, il Lavoro e le Infrastrutture.

Dopo la rottura con il Fpoe, Kurz non sembra avere i numeri per superare una mozione di sfiducia. “E’ una questione di buon senso che per noi sarà difficile dichiarare la nostra fiducia in chi ha appena detto di non aver fiducia in noi”, ha detto Kickl all’agenzia stampa austriaca Apa. Intanto l’opposizione socialdemocratica si è schierata per le dimissioni di Kurz, chiedendo che sia sostituito da un governo ad interim di esperti. Questa sarebbe “l’unica soluzione buona e sostenibile”, ha detto la leader del partito socialdemocratico Pamela Rendi-Wagner

Lo scandalo del video ha travolto il governo di coalizione fra il partito di popolare Oevp di Kurz e il Fpoe, insediatosi a fine 2017 con un programma anti immigrati e di riduzione delle tasse. Ma i rapporti fra i due partiti erano già molto tesi a causa di diversi episodi che hanno evidenziato legami dell’Fpoe con gruppi xenofobi e neonazisti. Dopo la pubblicazione del video venerdì sera, da parte di media tedeschi, Kurz ha imposto sabato le dimissioni di Strache, ottenendo poi dal presidente Alexander Van der Bellen la convocazione di elezioni anticipate.

La crisi politica, che ha profondamente colpito l’opinione pubblica austriaca, arriva a pochi giorni dalle elezioni europee. Secondo un sondaggio diffuso oggi, l’Oevp di Kurz è salito di 4 punti rispetto ad aprile, attestandosi al 38%, mentre l’Fpoe è sceso di 5 punti fino al 18%. I socialdemocratici all’opposizione sono saliti di 2 punti al 26%. Intanto rimane il mistero su chi abbia organizzato la trappola dell’incontro a Ibiza nel luglio 2017, tre mesi prima delle elezioni politiche, e sul perché il video girato di nascosto sia stato diffuso soltanto adesso.

Pubblicato in: Unione Europea

Austria. Il Cancelliere Kurz chiede elezioni anticipate.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-05-19.

2019-05-20__Austria__001

«Non ci sono alternative …. con la Fpoe una collaborazione è impossibile, i socialdemocratici non condividono le nostre posizioni e gli altri partiti sono troppo piccoli …. Quando è troppo è troppo …. La Fpoe danneggia il nostro Paese. E’ in contrasto con il principio del servizio per il Paese»

*

«Ho chiesto al presidente della Repubblica di convocare il prima possibile elezioni anticipate»

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«Austrian Chancellor Sebastian Kurz has asked for a snap election after his Vice-Chancellor, Heinz-Christian Strache, resigned over a corruption scandal»

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«The video appears to show him discussing government contracts with an alleged Russian investor»

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Lo scandalo non è tanto di corruzione economica, quanto piuttosto di corruzione politica.

La chiave di volta è nell’ultima frase riportata:

«discussing government contracts with an alleged Russian investor»

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Quando si stipula una alleanza, specie poi se di governo, i patti devono essere rispettati, costi quello che costi.

Quella poi di contrattare un novo accordo di governo con il primo (la prima) venuto/a e per di più stranier0/a è cosa fuori dal mondo.

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Le elezioni non si preannunciano facili: i partiti politici sono frammentati. L’Övp è proiettato al 34%. ma molto verosimilmente potrebbe arrivare ad allearsi ad una Spd proiettata al 27%.

Vedremo nel prosieguo quanta ragionevolezza abbiano i politici austriaci.


Ansa. 2019-05-18. Austria: Kurz, votare il prima possibile

VIENNA, 18 MAG – “Ho chiesto al presidente della Repubblica di convocare il prima possibile elezioni anticipate”.
Lo ha detto il cancelliere austriaco Sebastian Kurz. “Non ci sono alternative – ha aggiunto -, con la Fpoe una collaborazione è impossibile, i socialdemocratici non condividono le nostre posizioni e gli altri partiti sono troppo piccoli”. “Quando è troppo è troppo”, ha aggiunto. “La Fpoe danneggia il nostro Paese. E’ in contrasto con il principio del servizio per il Paese”, ha aggiunto Kurz.

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Bbc. 2019-05-19. Austria chancellor calls for snap election after corruption scandal

Austrian Chancellor Sebastian Kurz has asked for a snap election after his Vice-Chancellor, Heinz-Christian Strache, resigned over a corruption scandal.

Mr Kurz’s centre-right People’s Party is in government with Mr Strache’s far-right Freedom Party.

The Freedom Party leader stepped down after secret video footage emerged.

The video appears to show him discussing government contracts with an alleged Russian investor.

Mr Strache blamed his actions on alcohol and acting like a “teenager”, saying his behaviour had been “stupid” and “irresponsible”, and that he was leaving to avoid further damage to the government.

“I have suggested to the president of the republic that new elections be carried out, at the earliest possible date,” Mr Kurz said.

“After yesterday’s video, I must say quite honestly: Enough is enough,” he said.

“The serious part of this was the attitude towards abuse of power, towards dealing with taxpayers’ money, towards the media in this country,” Mr Kurz said, adding that he had been personally insulted in the footage.

Austrian President Alexander Van der Bellen said a snap election was necessary after Mr Strache stepped down.

He said he had talked about this with Mr Kurz and that they would discuss next steps on Sunday.

A crowd of thousands with placards and banners have been rallying on the square outside Mr Kurz’s office, chanting “Snap elections now!”

Mr Kurz has attempted to distance himself from past scandals surrounding the Freedom Party, mostly ones involving party officials and anti-Semitism or racism, but political opponents called for him to respond to the latest revelations.

“This is the tip of the iceberg,” Thomas Drozda, from the opposition Social Democrats, told national broadcaster ORF.

“I expect the chancellor, who evidently has known about this video for 48 hours, and that his coalition partner is drowning in a swamp of corruption, to speak and explain his position.”

Mr Kurz said that this was not the first time he had had difficulties with the party.

“Even if I didn’t express myself publicly at the time, there were many situations that I found difficult to swallow,” he said.

What’s in the video?

The secretly-filmed video shows Mr Strache and Johann Gudenus – also a Freedom Party politician – talking to a woman who claims to be a wealthy Russian citizen looking to invest in Austria.

The meeting reportedly took place at a villa on the Spanish island of Ibiza, in a private room with both politicians relaxing on sofas, smoking and drinking.

In the footage, the woman says she is the niece of a powerful Russian oligarch. She offers to buy a 50% stake in Austria’s Kronen-Zeitung newspaper and switch its editorial position to support the Freedom Party.

In exchange, Mr Strache said he could award her public contracts, explaining that he wanted to “build a media landscape like [Victor] Orban”, a reference to Hungary’s authoritarian prime minister.

The vice-chancellor also speculates that the Russian’s takeover of Kronen-Zeitung could boost support for the party to as much as 34%.

“If you take over the Kronen Zeitung three weeks before the election and get us into first place, then we can talk about everything,” Mr Strache said.

As part of the deal, he suggests the Russian woman “set up a company like Strabag”, the Austrian construction firm.

“All the government orders that Strabag gets now, [you] would get,” he continues.

Mr Strache also names several journalists who would have to be “pushed” from the newspaper, and five other “new people whom we will build up”.

Pubblicato in: Unione Europea

Austria. Il caso Strache. Di prudenza non è mai morto nessuno.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-05-18.

2019-05-18__Kurz__001

«Il cancelliere austriaco Sebastian Kurz esclude ulteriori collaborazioni con il vicecancelliere e il leader dell’FPÖ Heinz-Christian Strache»

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«La bufera nella maggioranza di governo austriaca è stata scatenata da immagini riprese con una telecamera nascosta da parte di Der Spiegel e Sueddeutsche Zeitung»

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«un incontro a Ibiza con una sedicente nipote di un oligarca russo, Aljona Makarowa, che si offriva di investire circa 250 milioni di euro per acquisire quote della stampa austriaca, in particolare del quotidiano “Kronen Zeitung”, con soldi in nero di provenienza ignota»

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«La donna era in realtà un’adescatrice e l’incontro a Ibiza una trappola»

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Filzmaier zur Causa Strache: “Nur schlechte Optionen” für Kurz

Austria far-right leader under fire over filmed contract scandal

Is Austria’s Vice Chancellor for Sale?

«In a secret recording from 2017 obtained by DER SPIEGEL, Austrian Vice Chancellor Heinz-Christian Strache of the far-right Freedom Party is heard discussing a deal with a purported Russian millionaire to trade state contracts for campaign support»

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I fatti ai quali il film si riferisce risalgono al 24 luglio 2017.

Le telecamere erano ad alta definizione, ed il fotogramma riportato inequivocabile: Herr Christian Strache è caduto da sprovvido in una trappola da manuale: una bella ragazza scosciata che millanta disponibilità milionarie.

Poi, tutto il materiale è stato tenuto in cassaforte per quasi due anni, in attesa di poterlo utilizzare nel momento più appropriato.

Dove è il problema?

Herr Strache ha fatto quello che stanno facendo tutti i politici, ma si è fatto pescare.

Il fatto non costituisce di per sé reato, perché un reato verte su di un qualcosa di avvenuto, ma la figura di Herr Strache ne esce fortemente compromessa. Una delle prime cose che si insegnano nelle scuole di politica e di spionaggio è di non andare mai sul terreno potenzialmente avversario. Avrebbe dovuto ricevere la ragazza in una sua residenza, e dopo averla fatta perquisire in modo proprio.

Non sappiamo come Herr Kurz voglia gestire questo affaire, ma adesso resta molto più chiaro il suo recente comportamento.


Ansa. 2019-05-18. Kurz, stop a collaborazione con Strache

Dopo pubblicazione video, alle 12 conferenza cancelliere Austria

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Il cancelliere austriaco Sebastian Kurz esclude ulteriori collaborazioni con il vicecancelliere e il leader dell’FPÖ Heinz-Christian Strache. Lo riferisce la Dpa.

Il cancelliere terrà una conferenza stampa alle 12.

La decisione è giunta il giorno dopo la pubblicazione di un video compromettente per il vicecancelliere. La bufera nella maggioranza di governo austriaca è stata scatenata da immagini riprese con una telecamera nascosta da parte di Der Spiegel e Sueddeutsche Zeitung. Danno conto di un incontro a Ibiza con una sedicente nipote di un oligarca russo, Aljona Makarowa, che si offriva di investire circa 250 milioni di euro per acquisire quote della stampa austriaca, in particolare del quotidiano “Kronen Zeitung”, con soldi in nero di provenienza ignota. “Se lei acquisisce la Kronen Zeitung tre settimane prima delle elezioni e ci mette al primo posto, possiamo parlare di tutto”, dice Strache nel video. La donna era in realtà un’adescatrice e l’incontro a Ibiza una trappola.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Eurozona. I dolori del giovane Juncker. Mica che sia sua la colpa.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-05-10.

Juncker 004

Mr Juncker ha 65 anni, età che per i tempi che corrono sconfina ancora nella giovinezza. Di conseguenza gli siano perdonate frasi spiritose che nell’età adulta non avrebbero dovuto uscire di bocca.

Il mea culpa di Juncker: “Lʼausterità fu avventata, con i greci poco solidali”

«Eʼ stata molto criticata la politica dellʼEurozona, è una cosa che mi riguarda perché sono stato presidente dellʼEurogruppo»

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«Le riforme strutturali restano essenziali ma, durante la crisi del debito in Ue,l’austerità fu avventata, e non perché volevamo sanzionare chi lavora e chi è disoccupato»

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«Non siamo stati sufficientemente solidali con i greci»

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«E’ stata molto criticata la politica dell’Eurozona, è una cosa che mi riguarda personalmente …. perchè sono stato presidente dell’Eurogruppo nel momento più grave della crisi economica e finanziaria …. Mi rammarico di aver dato troppa importanza all’influenza del Fondo monetario internazionale. Al momento dell’inizio della crisi, molti di noi pensavano che l’Europa avrebbe potuto resistere all’influenza del Fmi. Se la California è in difficoltà, gli Stati Uniti non si rivolgono al Fondo monetario internazionale e noi avremmo dovuto fare altrettanto.»

*


La Germania ha violato il Patto di stabilità 18 volte, come dice Juncker?

«i tedeschi amano lamentarsi degli italiani. Ma loro stessi hanno violato il Patto di stabilità 18 volte»

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Ammettere i propri errori è sempre cosa buona, ma Mr Juncker non trova difficoltà alcuna ad identificarne i veri colpevoli.

E qui arrivano le sorprese.

«The Netherlands, Austria, and Germany prevent deepening Eurozone integration»

*

«Juncker was making reference to what he suggested was an obstructionist agenda by countries that are net contributors to the EU budget loath the prospect of any form of transfers union»

*

«There is no progress with the deepening of the monetary union because The Netherlands, Austria and all too often, Germany, all stand in the way of more solidarity and joint responsibility»

*

«Throughout the sovereign debt crisis, Germany, the Netherlands, and Finland resisted any notion of Eurobonds»

*

«One of the most vociferous opponents of deepening the project for the political integration of the Eurozone has been the president of the German Central Bank, Jens Weidman, who is also a candidate to succeed Mario Draghi as the head of European Central Bank (ECB).»

*

«This candidacy has limited support in the ECB board, as Weidman has also been a staunch critic and opponent of Mario Draghi’s quantitative easing and “whatever it takes” position»

* * * * * * * * * * *

Ricapitoliamo.

Mr Juncker ammette di aver fatto molti errori, pagati ben salati dal popolo europeo.

Ma la colpa sarebbe degli olandesi, degli austriaci e dei tedeschi.

Toh!! Chi mai lo avrebbe detto??


New Europe. 2019-05-06. Juncker says several core EU members actively resist Eurozone integration

The Netherlands, Austria, and Germany prevent deepening Eurozone integration, European Commission President Jean-Claude Juncker told German newspaper Handelsblatt, published on 3 May.

Juncker was making reference to what he suggested was an obstructionist agenda by countries that are net contributors to the EU budget loath the prospect of any form of transfers union.

“There is no progress with the deepening of the monetary union because The Netherlands, Austria and all too often, Germany, all stand in the way of more solidarity and joint responsibility,” said Juncker, who added that he is “still hopeful” that several German politicians want to make progress when it comes to taking the next steps towards further integration of the 19-members of the common currency.

Throughout the sovereign debt crisis, Germany, the Netherlands, and Finland resisted any notion of Eurobonds, which would resolve the “death loop” between national banks and sovereigns, by pooling the credit-rating of the Eurozone members. Juncker also said jointly issued debts should be expected in the future.

One of the most vociferous opponents of deepening the project for the political integration of the Eurozone has been the president of the German Central Bank, Jens Weidman, who is also a candidate to succeed Mario Draghi as the head of European Central Bank (ECB).

This candidacy has limited support in the ECB board, as Weidman has also been a staunch critic and opponent of Mario Draghi’s quantitative easing and “whatever it takes” position, a policy that is largely credited with helping the Eurozone recover for the worst of the global financial crisis. Asked whether he would support Weidman’s candidacy, Juncker said he was “not advocating for or against.”

“I wouldn’t mind at all if there was a German president of the ECB,” Juncker said, adding that “I definitely do not share the view that is prevalent in parts of southern Europe that a German should not be president of the ECB.”

Pubblicato in: Devoluzione socialismo

Europa. Risultati Elettorali 2017.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-04-24.

Europa 002

Riportiamo da Edn Hub i risultati elettorali 2017

Dopo le ferite riportate nel 2016 con l’esito del referendum sulla Brexit, il 2017 è stato l’anno della verità per l’Unione europea, con appuntamenti elettorali in Olanda, Bulgaria, Francia, Regno Unito, Germania, Repubblica Ceca, Austria e Malta. L’obiettivo, raggiunto parzialmente, era quello invertire l’ondata populista che, in tutti i Paesi, ha saputo imporre la sua agenda in campagna elettorale e si è trasformato nella terza forza europea.

Ecco tutti i risultati elettorali del 2017 e i tipi di governo che si sono formati o si formeranno, con una caratteristica sempre più diffusa: essere di coalizione.

– OLANDA – Il voto del 15 marzo 2017 nei Paesi Bassi ha scacciato il pericolo di una ‘Nexit’ (‘Netherland exit’), molto temuta a Bruxelles dopo quanto accaduto nel Regno Unito. A spuntarla è infatti stato il primo ministro uscente e leader dei conservatori, Mark Rutte, che con il 21,3% dei consensi si è imposto sul populista, euroscettico e antislamico Geert Wilders, terzo con il 13,1%. Oltre 13 milioni di olandesi si sono recati alle urne per decidere il nome del nuovo primo ministro e la composizione del Parlamento, segnando un dato record sull’affluenza (82%), la più alta degli ultimi trent’anni nel Paese. Dopo 208 giorni di colloqui, è stato raggiunto un accordo per la formazione del governo: a guidare il paese è una coalizione di centrodestra, con il Vvd, partito del premier Mark Rutte, insieme ai cristiano-democratici del Cda, ai liberali progressisti del D66 e ai conservatori della Christen Union. E’ stato eguagliato il record del 1977: anche allora furono necessari 208 giorni per formare un governo, operazione tradizionalmente lenta nel Paese.

– BULGARIA – Il partito conservatore filo-europeista Gerb, guidato  dal premier Boyko Borissov, ha vinto le elezioni politiche di domenica 26 marzo con il 33,55% dei voti. Al secondo posto si è collocato il Partito socialista di Kornelia Ninova, con poco più del 27,02% dei voti, mentre ha raggiunto il terzo posto la coalizione nazionalista Patrioti uniti, con il 9,12% dei voti.  L’affluenza alle urne è stata intorno al 50%. Si è trattato del primo appuntamento elettorale a livello nazionale in un Paese Ue dopo la firma, sabato 25 marzo 2017, della Dichiarazione di Roma in occasione delle celebrazioni nella capitale italiana per il 60° anniversario della sigla dei Trattati di Roma.

– FRANCIA – L’europeista Emmanuel Macron domenica 7 maggio ha vinto il ballottaggio delle elezioni presidenziali francesi con il 66,1% delle preferenze, contro il 33,9% della sfidante euroscettica e populista Marine Le Pen. Evitata, quindi, una ‘Frexit’, paventata dalla rivale con un referendum su Ue ed euro in caso di vittoria. Al primo turno del 23 aprile, dove era stata registrata un’affluenza attorno all’80%, il leader di ‘En Marche!’ era arrivato in testa con il 24,01% contro il 21,30% della leader del Front National. Al secondo turno, invece, l’astensione è stata record con il 25,44%, la più elevata dal 1969, mentre 3,01 milioni di francesi hanno votato scheda bianca e 1,06 milioni sono stati i voti nulli. Alle successive elezioni legislative del 18 giugno il partito En Marche! del presidente francese Macron ha sbancato con il 43,06% dei consensi, consegnandogli la maggioranza assoluta. Si è invece spenta l’onda populista e anti-Ue del Front National: dopo la sconfitta nella corsa all’Eliseo, il partito di Marine Le Pen è sceso all’8,75%.

– MALTA – Il 3 giugno il premier maltese Joseph Muscat, travolto da uno scandalo insieme alla moglie legato alle società offshore smascherate dai Panama Papers, e il suo partito laburista pro-Ue sono stati confermati alla guida del Paese con il 55% dei voti, sconfiggendo il leader del Partito Nazionalista Simon Busuttil.

– REGNO UNITO – L’8 giugno 2017 i cittadini britannici sono andati alle urne per le elezioni politiche anticipate (la legislatura si sarebbe conclusa nel 2020). La premier Theresa May aveva infatti deciso di promuovere lo scioglimento anticipato della Camera dei Comuni attraverso una mozione approvata dal Parlamento il 19 aprile 2017 con una maggioranza superiore ai due terzi. L’obiettivo della May era di avere una maggioranza parlamentare più forte per affrontare il processo della Brexit in una situazione più favorevole e imporre una ‘hard Brexit’. Obiettivo clamorosamente mancato: i Tory infatti si sono confermati primo partito del Regno Unito con il 42,4% dei consensi, ma non hanno raggiunto la maggioranza assoluta. In Parlamento hanno ottenuto 318 seggi, perdendone 12 rispetto al 2015. Exploit invece dei laburisti di Jeremy Corbyn, subito dietro al 40% (+9% rispetto al 2015), con 262 deputati e un balzo di 30 seggi in più. Venti giorni dopo le elezioni, May ha quindi firmato un accordo con il partito degli unionisti nordirlandesi del Dup, spalla del governo di minoranza Tory.

– GERMANIA – Le elezioni federali del 2017 per eleggere i membri del nuovo Bundestag, il parlamento tedesco, si sono tenute il 24 settembre. La cancelliera uscente Angela Merkel ne è uscita vincitrice ma indebolita: il suo partito, la Cdu-Csu ha ottenuto il 33% dei consensi (-8,5%). I socialisti della Spd, guidati dall’ex presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, si sono fermati al 20,5% (-5,2%), mentre si è verificata l’ascesa a sorpresa i populisti di Alternative für Deutschland (AfD), arrivati terzi al 12,6% (+7,9%). Il partito euroscettico, trascinato dai candidati di punta Alice Weidel e Alexander Gualand, con 95 i seggi conquistati è il primo partito di estrema destra ad entrare nel Parlamento federale tedesco dal secondo dopoguerra. Dopo il tentativo fallito di formare una coalizione guidata dall’Unione di Angela Merkel con i Liberali e i Verdi, la cosiddetta coalizione Giamaica – così denominata per i colori dei tre partiti nero-giallo-verde, come la bandiera della nazione caraibica -, si va ora verso una riedizione della Große Koalition tra Cdu-Csu e Spd. I colloqui però presentano ancora ostacoli. Due le alternative: un governo di minoranza della Cancelliera tedesca, utile nel breve periodo, oppure il ritorno alle urne.

– AUSTRIA – Il 15 ottobre si è votato per le elezioni parlamentari anticipate di un anno prima rispetto al termine naturale della legislatura. Il ministro degli Esteri uscente, Sebastian Kurz, leader del Partito popolare austriaco (ÖVP), è diventato premier con il 31,4% dei voti. L’estrema destra del Partito della libertà austriaco (FPÖ) di Heinz-Christian Strache, è arrivata seconda con il 27,4%, terzi i socialdemocratici di SPÖ guidati dal cancelliere uscente Christian Kern, al 26,7%. Il partito di Kurz, tuttavia, non ha raggiunto una maggioranza tale da poter governare da solo: dopo quasi due mesi di trattative, il 18 dicembre è arrivato il giuramento del nuovo governo di destra austriaco, guidato dalla coalizione tra l’ÖVP di Kurz e gli oltranzisti dell’FPÖ di Strache.

– REPUBBLICA CECA – Le elezioni parlamentari si sono tenute il 20 e 21 ottobre 2017.  Ha vinto il movimento Ano 2011, “Azione del cittadino scontento”, di Andrej Babis con il 29,64% e 78 seggi su 200 in Parlamento. Al secondo posto il centrodestra dei Civici democratici (Ods) con l’11,32% e 25 parlamentari. Al terzo posto i Pirati con il 10,79% e 22 seggi. Non avendo i numeri per formare una maggioranza di governo, Babis formerà con tutta probabilità un governo di minoranza che conti su ministri del suo partito e tecnici. Il mandato gli è stato affidato il 31 ottobre dal presidente ceco Milos Zeman, che ha detto di preferire l’opzione di un governo di minoranza a quello di un esecutivo di maggioranza, perché è il modo più semplice per promuovere le decisioni. Secondo Babis, il governo di minoranza è l’unica soluzione, dal momento che gli altri partiti entrati in Parlamento non vogliono entrare in coalizione con lui.

– CATALOGNA – A margine delle elezioni ufficiali per i governi di diversi Stati dell’Ue, il 21 dicembre 2017 si sono tenute anche le elezioni in Catalogna, indette dopo l’esito schiachiante del referendum per l’indipendenza dalla Spagna del 2 novembre 2017 e le inevitabili conseguenze (la dichiarazione di indipendenza della Catalogna e l’attuazione dell’articolo 155 da parte del governo di Madrid). I catalani hanno scelto nuovamente il campo indipendentista, infliggendo un sonoro schiaffo politico al premier spagnolo Mariano Rajoy. Ora la situazione è in stallo, con la maggior parte dei vincitori indipendisti o in carcere o rifugiati fuori dal Paese e nessuna apertura da parte del governo centrale. L’ex President catalano e leader indipendista Carles Puigdemont, in esilio a Bruxelles, è stretto tra due fuochi: se tornerà a Barcellona sarà arrestato, ma restando nella capitale belga non potrà essere nominato nuovamente President. La prima sessione del nuovo parlamento catalano, secondo quanto annunciato da Rajoy, dovrebbe tenersi il 17 gennaio 2018.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Marine Le Pen confluisce nel nuovo gruppo europeo di Mr Salvini.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-04-20.

EP-051364A_Tajani_Brexit
Opening the debate on BREXIT

«Euroskeptic parties are joining forces ahead of the elections for the European Parliament in May»

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«Marine Le Pen has thrown her weight behind Salvini’s new pan-European right-wing bloc»

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«So far the group has garnered support from nationalist parties in Austria, Germany, Denmark, Estonia and Finland»

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«France’s right-wing National Rally party formally joined a new alliance of far-right forces in Europe on Friday»

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«Heartfelt thanks to National Rally leader Marine Le Pen and our historic friends and allies of the National Rally for joining the Milan manifesto ‘Towards a Europe of Common Sense,’»

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«European far-right parties are currently split between three different groups in the European Parliament»

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«If the parties were to merge, they would hold 173 out of 751 seats in the EU parliamentary assembly, or 23%, which would make them the second-largest bloc in the European Parliament»

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Il progetto di Mr Salvini sta realizzandosi.

Già essere riuscito a coagulare il 23% delle intenzioni di voto per le elezioni europee dovrebbe essere un grande risultato.

Ma si tenga conto che in europarlamento andranno a sedersi anche gli inglesi del Brexit Party, i polacchi del PiS,  gli ungheresi del Fidesz, i rumeni ed altri ancora.

Non è sicuramente la maggioranza, ma sarà ben difficile non tenerne conto: votano anche loro.

Tutto al momento è fluido, ma il gruppo europarlamentare di Salvini si prospetta essere il secondo e, se la sorte assistesse, potrebbe financo scalzare il partito popolare.

Spitzenkandidat. Bene per eleggere Juncker, male per eleggere un identitario.

Se questi dati si confermassero, sarebbe davvero una gran bella beffa!


Deutsche Welle. 2019-04-20. France’s far-right National Rally joins Salvini’s European alliance

Marine Le Pen has thrown her weight behind Salvini’s new pan-European right-wing bloc. So far the group has garnered support from nationalist parties in Austria, Germany, Denmark, Estonia and Finland.

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France’s right-wing National Rally party formally joined a new alliance of far-right forces in Europe on Friday. The populist coalition, spearheaded by Italy’s anti-immigrant interior minister and deputy prime minister Matteo Salvini, was formed to unite and strengthen disparate right-wing parties ahead of critical EU elections next month.

“Heartfelt thanks to National Rally leader Marine Le Pen and our historic friends and allies of the National Rally for joining the Milan manifesto ‘Towards a Europe of Common Sense,’” Salvini tweeted.

Salvini, the leader of Italy’s League party, announced the launch of the pan-European far-right faction earlier this month at a press conference where he called the EU “a nightmare, not a dream” and vowed to reform the bloc.

The group, dubbed the European Alliance of Peoples and Nations (EAPN), has already attracted support from:

– Alternative for Germany (AfD)

– Austria’s Freedom Party (FPÖ)

– The Danish People’s Party,

– Finland’s Finns Party

– The Conservative People’s Party of Estonia (EKRE).

The move comes days after Le Pen renounced her support of France leaving the European Union in a ‘Frexit’ in favor of reforming the European project from the inside. Her announcement came just ahead of a meeting of European far-right leaders in Prague on Thursday.

European far-right parties are currently split between three different groups in the European Parliament. If the parties were to merge, they would hold 173 out of 751 seats in the EU parliamentary assembly, or 23%, which would make them the second-largest bloc in the European Parliament, according to the latest poll of polls released by the EU assembly.

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Deutsche Welle. 2019-04-20. Euroskeptic, anti-immigrant parties team up for EU election

The AfD and other euroskeptic parties have formed a bloc ahead of the European Parliament elections. Various anti-immigrant youth organizations recently gathered in Rome, giving a sense of what might be to come.

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Euroskeptic parties are joining forces ahead of the elections for the European Parliament in May. ….

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US News. 2019-04-20. Italy’s Salvini, France’s Le Pen Cement Ties Before EU Vote

Italy’s hard-line interior minister and France’s far-right leader are cementing their longtime alliance ahead of Europe-wide elections next month and said they will press for like-minded candidates in Europe to join their “family.”.

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Italy’s hard-line interior minister and France’s far-right leader are cementing their longtime alliance ahead of Europe-wide elections next month and said they will press for like-minded candidates in Europe to join their “family.”

Matteo Salvini and Marine Le Pen discussed work, family and environmental protection as major themes in the upcoming vote, which will determine the makeup of the European Parliament in Brussels, Salvini’s office said.

They met on Friday in Paris ahead of the G-7 meeting of interior ministers. Both Le Pen’s National Rally party and Salvini’s League have railed against the power wielded by the European Union’s governing body, especially when it comes to immigration.

Both parties — as well as others on Europe’s right — could make gains in the late May elections, according to recent polling.