Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Austria. Il problema si complica di non poco. Voto di fiducia.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-05-21.

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Con un tempismo degno di un cronometro svizzero, di quelli di una volta si intende, sono subito comparsi i nuovi sondaggi per l’Austria.

L’ÖVP salirebbe dal 34% al 38%, l’SPÖ salirebbe dal 25% al 26% ed il FPÖ scenderebbe dal23% al 18%.

Si assisterebbe quindi a delle variazioni dell’ordine di circa cinque punti percentuali, ma non tali da consentire ad Herr Kurz di ottenere la maggioranza di governo. Unica alternativa sarebbe una coalizione con la SPÖ, che però professa un credo politico virtualmente opposto a quello dell’ÖVP.

Ma per Herr Kurz i problemi sono solo all’inizio.

«Il governo austriaco di Sebastian Kurz è sull’orlo del collasso dopo l’uscita di tutti i ministri del partito sovranista Fpoe con il quale aveva finora governato …. Il suo governo si trova ora privo di vice cancelliere e dei ministri dell’Interno, gli Esteri, la Difesa, il Lavoro e le Infrastrutture»

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«Il cancelliere è pronto a sostituire i dimissionari con alcuni tecnici, ma il suo esecutivo rischia di non sopravvivere al voto di sfiducia che è stato chiesto dal partito di sinistra Jetz»

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«Dopo la rottura con il Fpoe, Kurz non sembra avere i numeri per superare una mozione di sfiducia»

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«Intanto l’opposizione socialdemocratica si è schierata per le dimissioni di Kurz, chiedendo che sia sostituito da un governo ad interim di esperti»

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I socialdemocratici del SPÖ non nutrono certo sentimenti benevoli nei confronti di Herr Kurz, reo di non essersi alleato con loro dopo le passate elezioni del 2017.

Ma questo sarebbe ancora il meno.

In tutte le cancellerie fervono gli intrighi per la nomina del futuro Presidente e dei Commissari della Commissione europea. Con l’attuale frammentazioni politica e senza guide egemoni, stiamo assistendo ad un minuetto di candidature, persino alla sussurrata advance fatta da Frau Merkel, che reclamerebbe o la presidenza della Commissione oppure il governatorato dell’Ecb.

La vita politica di Herr Kurz è quindi legata a cosa decida di fare in seno alla Unione.

Presentandosi con un governo tecnico, un voto di sfiducia sarebbe rivolto alla persona.

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Tutta questa faccenda fa riaffiorare alla memoria quel bel pezzo scritto da Giulio Cesare:

«si pacem populus Romanus cum Helvetiis faceret, in eam partem ituros atque ibi futuros Helvetios ubi eos Caesar constituisset atque esse voluisset; sin bello persequi perseveraret, reminisceretur et veteris incommodi populi Romani et pristinae virtutis Helvetiorum» [Cesare, De Bello Gallico, 1, 11]

Andando al sodo, come suo solito, Cesare constata che con gli elvezi o si tratta oppure li si stermina. Opterà per la seconda ipotesi e gli archeologi scavarono una piramide di oltre quattrocentomila teschi. Cesare non era tipo da mezze misure.

Ma anche il Machiavelli aveva ben ripreso il concetto, ricordando con parole accorate al principe come con le minoranze o si tratta oppure le si devono sopprimere. Neanche Machiavelli scherzava.

Di questi tempi abbiamo assistito a flottazioni elettorali che sembrerebbero essere migrazioni di popoli: basterebbe pensare al Brexit Party, che nel breve volgere di un mese dal nulla è diventato il primo partito del Regno Unito. Tutto lascerebbe pensare che Mr Farage alla fine dei conti tratterà per come è stato trattato.

Ci si ricordi della fine che fece Concino Concini: fosse stato più duttile sarebbe verosimilmente morto nel proprio letto.


Adnk. 2019-05-21. Governo Kurz al collasso

Il governo austriaco di Sebastian Kurz è sull’orlo del collasso dopo l’uscita di tutti i ministri del partito sovranista Fpoe con il quale aveva finora governato. Il cancelliere è pronto a sostituire i dimissionari con alcuni tecnici, ma il suo esecutivo rischia di non sopravvivere al voto di sfiducia che è stato chiesto dal partito di sinistra Jetz.

Kurz ha annunciato questa sera la destituzione del ministro dell’Interno Herbert Kickl per garantire una piena indagine sullo scandalo che ha travolto l’ex vice cancelliere Heinz Christian Strache, incastrato da un video in cui promette lucrosi contratti alla sedicente nipote di un oligarca russo. “Sono fermamente convinto  che quello che serve ora sia una completa trasparenza e un chiarificazione totale e indipendente”, ha detto Kurz parlando alla stampa. Il cancelliere ha spiegato di non volere Kickl nel suo governo perché era responsabile delle Finanze dell’Fpoe nel 2017, quando fu girato il video, la cui diffusione ha portato sabato alle dimissioni di Strache e alla successiva convocazione di elezioni anticipate, previste per settembre.

Subito dopo la conferenza stampa di Kurz, un portavoce dell’Fpoe ha annunciato le dimissioni di tutti gli altri ministri del partito populista di estrema destra. Anticipando la mossa, il cancelliere si era già detto pronto a sostituirli con dei tecnici per guidare un governo facente funzioni fino alle elezioni anticipate. Il suo governo si trova ora privo di vice cancelliere e dei ministri dell’Interno, gli Esteri, la Difesa, il Lavoro e le Infrastrutture.

Dopo la rottura con il Fpoe, Kurz non sembra avere i numeri per superare una mozione di sfiducia. “E’ una questione di buon senso che per noi sarà difficile dichiarare la nostra fiducia in chi ha appena detto di non aver fiducia in noi”, ha detto Kickl all’agenzia stampa austriaca Apa. Intanto l’opposizione socialdemocratica si è schierata per le dimissioni di Kurz, chiedendo che sia sostituito da un governo ad interim di esperti. Questa sarebbe “l’unica soluzione buona e sostenibile”, ha detto la leader del partito socialdemocratico Pamela Rendi-Wagner

Lo scandalo del video ha travolto il governo di coalizione fra il partito di popolare Oevp di Kurz e il Fpoe, insediatosi a fine 2017 con un programma anti immigrati e di riduzione delle tasse. Ma i rapporti fra i due partiti erano già molto tesi a causa di diversi episodi che hanno evidenziato legami dell’Fpoe con gruppi xenofobi e neonazisti. Dopo la pubblicazione del video venerdì sera, da parte di media tedeschi, Kurz ha imposto sabato le dimissioni di Strache, ottenendo poi dal presidente Alexander Van der Bellen la convocazione di elezioni anticipate.

La crisi politica, che ha profondamente colpito l’opinione pubblica austriaca, arriva a pochi giorni dalle elezioni europee. Secondo un sondaggio diffuso oggi, l’Oevp di Kurz è salito di 4 punti rispetto ad aprile, attestandosi al 38%, mentre l’Fpoe è sceso di 5 punti fino al 18%. I socialdemocratici all’opposizione sono saliti di 2 punti al 26%. Intanto rimane il mistero su chi abbia organizzato la trappola dell’incontro a Ibiza nel luglio 2017, tre mesi prima delle elezioni politiche, e sul perché il video girato di nascosto sia stato diffuso soltanto adesso.

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Austria. Il Cancelliere Kurz chiede elezioni anticipate.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-05-19.

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«Non ci sono alternative …. con la Fpoe una collaborazione è impossibile, i socialdemocratici non condividono le nostre posizioni e gli altri partiti sono troppo piccoli …. Quando è troppo è troppo …. La Fpoe danneggia il nostro Paese. E’ in contrasto con il principio del servizio per il Paese»

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«Ho chiesto al presidente della Repubblica di convocare il prima possibile elezioni anticipate»

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«Austrian Chancellor Sebastian Kurz has asked for a snap election after his Vice-Chancellor, Heinz-Christian Strache, resigned over a corruption scandal»

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«The video appears to show him discussing government contracts with an alleged Russian investor»

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Lo scandalo non è tanto di corruzione economica, quanto piuttosto di corruzione politica.

La chiave di volta è nell’ultima frase riportata:

«discussing government contracts with an alleged Russian investor»

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Quando si stipula una alleanza, specie poi se di governo, i patti devono essere rispettati, costi quello che costi.

Quella poi di contrattare un novo accordo di governo con il primo (la prima) venuto/a e per di più stranier0/a è cosa fuori dal mondo.

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Le elezioni non si preannunciano facili: i partiti politici sono frammentati. L’Övp è proiettato al 34%. ma molto verosimilmente potrebbe arrivare ad allearsi ad una Spd proiettata al 27%.

Vedremo nel prosieguo quanta ragionevolezza abbiano i politici austriaci.


Ansa. 2019-05-18. Austria: Kurz, votare il prima possibile

VIENNA, 18 MAG – “Ho chiesto al presidente della Repubblica di convocare il prima possibile elezioni anticipate”.
Lo ha detto il cancelliere austriaco Sebastian Kurz. “Non ci sono alternative – ha aggiunto -, con la Fpoe una collaborazione è impossibile, i socialdemocratici non condividono le nostre posizioni e gli altri partiti sono troppo piccoli”. “Quando è troppo è troppo”, ha aggiunto. “La Fpoe danneggia il nostro Paese. E’ in contrasto con il principio del servizio per il Paese”, ha aggiunto Kurz.

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Bbc. 2019-05-19. Austria chancellor calls for snap election after corruption scandal

Austrian Chancellor Sebastian Kurz has asked for a snap election after his Vice-Chancellor, Heinz-Christian Strache, resigned over a corruption scandal.

Mr Kurz’s centre-right People’s Party is in government with Mr Strache’s far-right Freedom Party.

The Freedom Party leader stepped down after secret video footage emerged.

The video appears to show him discussing government contracts with an alleged Russian investor.

Mr Strache blamed his actions on alcohol and acting like a “teenager”, saying his behaviour had been “stupid” and “irresponsible”, and that he was leaving to avoid further damage to the government.

“I have suggested to the president of the republic that new elections be carried out, at the earliest possible date,” Mr Kurz said.

“After yesterday’s video, I must say quite honestly: Enough is enough,” he said.

“The serious part of this was the attitude towards abuse of power, towards dealing with taxpayers’ money, towards the media in this country,” Mr Kurz said, adding that he had been personally insulted in the footage.

Austrian President Alexander Van der Bellen said a snap election was necessary after Mr Strache stepped down.

He said he had talked about this with Mr Kurz and that they would discuss next steps on Sunday.

A crowd of thousands with placards and banners have been rallying on the square outside Mr Kurz’s office, chanting “Snap elections now!”

Mr Kurz has attempted to distance himself from past scandals surrounding the Freedom Party, mostly ones involving party officials and anti-Semitism or racism, but political opponents called for him to respond to the latest revelations.

“This is the tip of the iceberg,” Thomas Drozda, from the opposition Social Democrats, told national broadcaster ORF.

“I expect the chancellor, who evidently has known about this video for 48 hours, and that his coalition partner is drowning in a swamp of corruption, to speak and explain his position.”

Mr Kurz said that this was not the first time he had had difficulties with the party.

“Even if I didn’t express myself publicly at the time, there were many situations that I found difficult to swallow,” he said.

What’s in the video?

The secretly-filmed video shows Mr Strache and Johann Gudenus – also a Freedom Party politician – talking to a woman who claims to be a wealthy Russian citizen looking to invest in Austria.

The meeting reportedly took place at a villa on the Spanish island of Ibiza, in a private room with both politicians relaxing on sofas, smoking and drinking.

In the footage, the woman says she is the niece of a powerful Russian oligarch. She offers to buy a 50% stake in Austria’s Kronen-Zeitung newspaper and switch its editorial position to support the Freedom Party.

In exchange, Mr Strache said he could award her public contracts, explaining that he wanted to “build a media landscape like [Victor] Orban”, a reference to Hungary’s authoritarian prime minister.

The vice-chancellor also speculates that the Russian’s takeover of Kronen-Zeitung could boost support for the party to as much as 34%.

“If you take over the Kronen Zeitung three weeks before the election and get us into first place, then we can talk about everything,” Mr Strache said.

As part of the deal, he suggests the Russian woman “set up a company like Strabag”, the Austrian construction firm.

“All the government orders that Strabag gets now, [you] would get,” he continues.

Mr Strache also names several journalists who would have to be “pushed” from the newspaper, and five other “new people whom we will build up”.

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Austria. Il caso Strache. Di prudenza non è mai morto nessuno.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-05-18.

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«Il cancelliere austriaco Sebastian Kurz esclude ulteriori collaborazioni con il vicecancelliere e il leader dell’FPÖ Heinz-Christian Strache»

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«La bufera nella maggioranza di governo austriaca è stata scatenata da immagini riprese con una telecamera nascosta da parte di Der Spiegel e Sueddeutsche Zeitung»

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«un incontro a Ibiza con una sedicente nipote di un oligarca russo, Aljona Makarowa, che si offriva di investire circa 250 milioni di euro per acquisire quote della stampa austriaca, in particolare del quotidiano “Kronen Zeitung”, con soldi in nero di provenienza ignota»

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«La donna era in realtà un’adescatrice e l’incontro a Ibiza una trappola»

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Filzmaier zur Causa Strache: “Nur schlechte Optionen” für Kurz

Austria far-right leader under fire over filmed contract scandal

Is Austria’s Vice Chancellor for Sale?

«In a secret recording from 2017 obtained by DER SPIEGEL, Austrian Vice Chancellor Heinz-Christian Strache of the far-right Freedom Party is heard discussing a deal with a purported Russian millionaire to trade state contracts for campaign support»

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I fatti ai quali il film si riferisce risalgono al 24 luglio 2017.

Le telecamere erano ad alta definizione, ed il fotogramma riportato inequivocabile: Herr Christian Strache è caduto da sprovvido in una trappola da manuale: una bella ragazza scosciata che millanta disponibilità milionarie.

Poi, tutto il materiale è stato tenuto in cassaforte per quasi due anni, in attesa di poterlo utilizzare nel momento più appropriato.

Dove è il problema?

Herr Strache ha fatto quello che stanno facendo tutti i politici, ma si è fatto pescare.

Il fatto non costituisce di per sé reato, perché un reato verte su di un qualcosa di avvenuto, ma la figura di Herr Strache ne esce fortemente compromessa. Una delle prime cose che si insegnano nelle scuole di politica e di spionaggio è di non andare mai sul terreno potenzialmente avversario. Avrebbe dovuto ricevere la ragazza in una sua residenza, e dopo averla fatta perquisire in modo proprio.

Non sappiamo come Herr Kurz voglia gestire questo affaire, ma adesso resta molto più chiaro il suo recente comportamento.


Ansa. 2019-05-18. Kurz, stop a collaborazione con Strache

Dopo pubblicazione video, alle 12 conferenza cancelliere Austria

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Il cancelliere austriaco Sebastian Kurz esclude ulteriori collaborazioni con il vicecancelliere e il leader dell’FPÖ Heinz-Christian Strache. Lo riferisce la Dpa.

Il cancelliere terrà una conferenza stampa alle 12.

La decisione è giunta il giorno dopo la pubblicazione di un video compromettente per il vicecancelliere. La bufera nella maggioranza di governo austriaca è stata scatenata da immagini riprese con una telecamera nascosta da parte di Der Spiegel e Sueddeutsche Zeitung. Danno conto di un incontro a Ibiza con una sedicente nipote di un oligarca russo, Aljona Makarowa, che si offriva di investire circa 250 milioni di euro per acquisire quote della stampa austriaca, in particolare del quotidiano “Kronen Zeitung”, con soldi in nero di provenienza ignota. “Se lei acquisisce la Kronen Zeitung tre settimane prima delle elezioni e ci mette al primo posto, possiamo parlare di tutto”, dice Strache nel video. La donna era in realtà un’adescatrice e l’incontro a Ibiza una trappola.

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Eurozona. I dolori del giovane Juncker. Mica che sia sua la colpa.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-05-10.

Juncker 004

Mr Juncker ha 65 anni, età che per i tempi che corrono sconfina ancora nella giovinezza. Di conseguenza gli siano perdonate frasi spiritose che nell’età adulta non avrebbero dovuto uscire di bocca.

Il mea culpa di Juncker: “Lʼausterità fu avventata, con i greci poco solidali”

«Eʼ stata molto criticata la politica dellʼEurozona, è una cosa che mi riguarda perché sono stato presidente dellʼEurogruppo»

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«Le riforme strutturali restano essenziali ma, durante la crisi del debito in Ue,l’austerità fu avventata, e non perché volevamo sanzionare chi lavora e chi è disoccupato»

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«Non siamo stati sufficientemente solidali con i greci»

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«E’ stata molto criticata la politica dell’Eurozona, è una cosa che mi riguarda personalmente …. perchè sono stato presidente dell’Eurogruppo nel momento più grave della crisi economica e finanziaria …. Mi rammarico di aver dato troppa importanza all’influenza del Fondo monetario internazionale. Al momento dell’inizio della crisi, molti di noi pensavano che l’Europa avrebbe potuto resistere all’influenza del Fmi. Se la California è in difficoltà, gli Stati Uniti non si rivolgono al Fondo monetario internazionale e noi avremmo dovuto fare altrettanto.»

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La Germania ha violato il Patto di stabilità 18 volte, come dice Juncker?

«i tedeschi amano lamentarsi degli italiani. Ma loro stessi hanno violato il Patto di stabilità 18 volte»

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Ammettere i propri errori è sempre cosa buona, ma Mr Juncker non trova difficoltà alcuna ad identificarne i veri colpevoli.

E qui arrivano le sorprese.

«The Netherlands, Austria, and Germany prevent deepening Eurozone integration»

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«Juncker was making reference to what he suggested was an obstructionist agenda by countries that are net contributors to the EU budget loath the prospect of any form of transfers union»

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«There is no progress with the deepening of the monetary union because The Netherlands, Austria and all too often, Germany, all stand in the way of more solidarity and joint responsibility»

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«Throughout the sovereign debt crisis, Germany, the Netherlands, and Finland resisted any notion of Eurobonds»

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«One of the most vociferous opponents of deepening the project for the political integration of the Eurozone has been the president of the German Central Bank, Jens Weidman, who is also a candidate to succeed Mario Draghi as the head of European Central Bank (ECB).»

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«This candidacy has limited support in the ECB board, as Weidman has also been a staunch critic and opponent of Mario Draghi’s quantitative easing and “whatever it takes” position»

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Ricapitoliamo.

Mr Juncker ammette di aver fatto molti errori, pagati ben salati dal popolo europeo.

Ma la colpa sarebbe degli olandesi, degli austriaci e dei tedeschi.

Toh!! Chi mai lo avrebbe detto??


New Europe. 2019-05-06. Juncker says several core EU members actively resist Eurozone integration

The Netherlands, Austria, and Germany prevent deepening Eurozone integration, European Commission President Jean-Claude Juncker told German newspaper Handelsblatt, published on 3 May.

Juncker was making reference to what he suggested was an obstructionist agenda by countries that are net contributors to the EU budget loath the prospect of any form of transfers union.

“There is no progress with the deepening of the monetary union because The Netherlands, Austria and all too often, Germany, all stand in the way of more solidarity and joint responsibility,” said Juncker, who added that he is “still hopeful” that several German politicians want to make progress when it comes to taking the next steps towards further integration of the 19-members of the common currency.

Throughout the sovereign debt crisis, Germany, the Netherlands, and Finland resisted any notion of Eurobonds, which would resolve the “death loop” between national banks and sovereigns, by pooling the credit-rating of the Eurozone members. Juncker also said jointly issued debts should be expected in the future.

One of the most vociferous opponents of deepening the project for the political integration of the Eurozone has been the president of the German Central Bank, Jens Weidman, who is also a candidate to succeed Mario Draghi as the head of European Central Bank (ECB).

This candidacy has limited support in the ECB board, as Weidman has also been a staunch critic and opponent of Mario Draghi’s quantitative easing and “whatever it takes” position, a policy that is largely credited with helping the Eurozone recover for the worst of the global financial crisis. Asked whether he would support Weidman’s candidacy, Juncker said he was “not advocating for or against.”

“I wouldn’t mind at all if there was a German president of the ECB,” Juncker said, adding that “I definitely do not share the view that is prevalent in parts of southern Europe that a German should not be president of the ECB.”

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Europa. Risultati Elettorali 2017.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-04-24.

Europa 002

Riportiamo da Edn Hub i risultati elettorali 2017

Dopo le ferite riportate nel 2016 con l’esito del referendum sulla Brexit, il 2017 è stato l’anno della verità per l’Unione europea, con appuntamenti elettorali in Olanda, Bulgaria, Francia, Regno Unito, Germania, Repubblica Ceca, Austria e Malta. L’obiettivo, raggiunto parzialmente, era quello invertire l’ondata populista che, in tutti i Paesi, ha saputo imporre la sua agenda in campagna elettorale e si è trasformato nella terza forza europea.

Ecco tutti i risultati elettorali del 2017 e i tipi di governo che si sono formati o si formeranno, con una caratteristica sempre più diffusa: essere di coalizione.

– OLANDA – Il voto del 15 marzo 2017 nei Paesi Bassi ha scacciato il pericolo di una ‘Nexit’ (‘Netherland exit’), molto temuta a Bruxelles dopo quanto accaduto nel Regno Unito. A spuntarla è infatti stato il primo ministro uscente e leader dei conservatori, Mark Rutte, che con il 21,3% dei consensi si è imposto sul populista, euroscettico e antislamico Geert Wilders, terzo con il 13,1%. Oltre 13 milioni di olandesi si sono recati alle urne per decidere il nome del nuovo primo ministro e la composizione del Parlamento, segnando un dato record sull’affluenza (82%), la più alta degli ultimi trent’anni nel Paese. Dopo 208 giorni di colloqui, è stato raggiunto un accordo per la formazione del governo: a guidare il paese è una coalizione di centrodestra, con il Vvd, partito del premier Mark Rutte, insieme ai cristiano-democratici del Cda, ai liberali progressisti del D66 e ai conservatori della Christen Union. E’ stato eguagliato il record del 1977: anche allora furono necessari 208 giorni per formare un governo, operazione tradizionalmente lenta nel Paese.

– BULGARIA – Il partito conservatore filo-europeista Gerb, guidato  dal premier Boyko Borissov, ha vinto le elezioni politiche di domenica 26 marzo con il 33,55% dei voti. Al secondo posto si è collocato il Partito socialista di Kornelia Ninova, con poco più del 27,02% dei voti, mentre ha raggiunto il terzo posto la coalizione nazionalista Patrioti uniti, con il 9,12% dei voti.  L’affluenza alle urne è stata intorno al 50%. Si è trattato del primo appuntamento elettorale a livello nazionale in un Paese Ue dopo la firma, sabato 25 marzo 2017, della Dichiarazione di Roma in occasione delle celebrazioni nella capitale italiana per il 60° anniversario della sigla dei Trattati di Roma.

– FRANCIA – L’europeista Emmanuel Macron domenica 7 maggio ha vinto il ballottaggio delle elezioni presidenziali francesi con il 66,1% delle preferenze, contro il 33,9% della sfidante euroscettica e populista Marine Le Pen. Evitata, quindi, una ‘Frexit’, paventata dalla rivale con un referendum su Ue ed euro in caso di vittoria. Al primo turno del 23 aprile, dove era stata registrata un’affluenza attorno all’80%, il leader di ‘En Marche!’ era arrivato in testa con il 24,01% contro il 21,30% della leader del Front National. Al secondo turno, invece, l’astensione è stata record con il 25,44%, la più elevata dal 1969, mentre 3,01 milioni di francesi hanno votato scheda bianca e 1,06 milioni sono stati i voti nulli. Alle successive elezioni legislative del 18 giugno il partito En Marche! del presidente francese Macron ha sbancato con il 43,06% dei consensi, consegnandogli la maggioranza assoluta. Si è invece spenta l’onda populista e anti-Ue del Front National: dopo la sconfitta nella corsa all’Eliseo, il partito di Marine Le Pen è sceso all’8,75%.

– MALTA – Il 3 giugno il premier maltese Joseph Muscat, travolto da uno scandalo insieme alla moglie legato alle società offshore smascherate dai Panama Papers, e il suo partito laburista pro-Ue sono stati confermati alla guida del Paese con il 55% dei voti, sconfiggendo il leader del Partito Nazionalista Simon Busuttil.

– REGNO UNITO – L’8 giugno 2017 i cittadini britannici sono andati alle urne per le elezioni politiche anticipate (la legislatura si sarebbe conclusa nel 2020). La premier Theresa May aveva infatti deciso di promuovere lo scioglimento anticipato della Camera dei Comuni attraverso una mozione approvata dal Parlamento il 19 aprile 2017 con una maggioranza superiore ai due terzi. L’obiettivo della May era di avere una maggioranza parlamentare più forte per affrontare il processo della Brexit in una situazione più favorevole e imporre una ‘hard Brexit’. Obiettivo clamorosamente mancato: i Tory infatti si sono confermati primo partito del Regno Unito con il 42,4% dei consensi, ma non hanno raggiunto la maggioranza assoluta. In Parlamento hanno ottenuto 318 seggi, perdendone 12 rispetto al 2015. Exploit invece dei laburisti di Jeremy Corbyn, subito dietro al 40% (+9% rispetto al 2015), con 262 deputati e un balzo di 30 seggi in più. Venti giorni dopo le elezioni, May ha quindi firmato un accordo con il partito degli unionisti nordirlandesi del Dup, spalla del governo di minoranza Tory.

– GERMANIA – Le elezioni federali del 2017 per eleggere i membri del nuovo Bundestag, il parlamento tedesco, si sono tenute il 24 settembre. La cancelliera uscente Angela Merkel ne è uscita vincitrice ma indebolita: il suo partito, la Cdu-Csu ha ottenuto il 33% dei consensi (-8,5%). I socialisti della Spd, guidati dall’ex presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, si sono fermati al 20,5% (-5,2%), mentre si è verificata l’ascesa a sorpresa i populisti di Alternative für Deutschland (AfD), arrivati terzi al 12,6% (+7,9%). Il partito euroscettico, trascinato dai candidati di punta Alice Weidel e Alexander Gualand, con 95 i seggi conquistati è il primo partito di estrema destra ad entrare nel Parlamento federale tedesco dal secondo dopoguerra. Dopo il tentativo fallito di formare una coalizione guidata dall’Unione di Angela Merkel con i Liberali e i Verdi, la cosiddetta coalizione Giamaica – così denominata per i colori dei tre partiti nero-giallo-verde, come la bandiera della nazione caraibica -, si va ora verso una riedizione della Große Koalition tra Cdu-Csu e Spd. I colloqui però presentano ancora ostacoli. Due le alternative: un governo di minoranza della Cancelliera tedesca, utile nel breve periodo, oppure il ritorno alle urne.

– AUSTRIA – Il 15 ottobre si è votato per le elezioni parlamentari anticipate di un anno prima rispetto al termine naturale della legislatura. Il ministro degli Esteri uscente, Sebastian Kurz, leader del Partito popolare austriaco (ÖVP), è diventato premier con il 31,4% dei voti. L’estrema destra del Partito della libertà austriaco (FPÖ) di Heinz-Christian Strache, è arrivata seconda con il 27,4%, terzi i socialdemocratici di SPÖ guidati dal cancelliere uscente Christian Kern, al 26,7%. Il partito di Kurz, tuttavia, non ha raggiunto una maggioranza tale da poter governare da solo: dopo quasi due mesi di trattative, il 18 dicembre è arrivato il giuramento del nuovo governo di destra austriaco, guidato dalla coalizione tra l’ÖVP di Kurz e gli oltranzisti dell’FPÖ di Strache.

– REPUBBLICA CECA – Le elezioni parlamentari si sono tenute il 20 e 21 ottobre 2017.  Ha vinto il movimento Ano 2011, “Azione del cittadino scontento”, di Andrej Babis con il 29,64% e 78 seggi su 200 in Parlamento. Al secondo posto il centrodestra dei Civici democratici (Ods) con l’11,32% e 25 parlamentari. Al terzo posto i Pirati con il 10,79% e 22 seggi. Non avendo i numeri per formare una maggioranza di governo, Babis formerà con tutta probabilità un governo di minoranza che conti su ministri del suo partito e tecnici. Il mandato gli è stato affidato il 31 ottobre dal presidente ceco Milos Zeman, che ha detto di preferire l’opzione di un governo di minoranza a quello di un esecutivo di maggioranza, perché è il modo più semplice per promuovere le decisioni. Secondo Babis, il governo di minoranza è l’unica soluzione, dal momento che gli altri partiti entrati in Parlamento non vogliono entrare in coalizione con lui.

– CATALOGNA – A margine delle elezioni ufficiali per i governi di diversi Stati dell’Ue, il 21 dicembre 2017 si sono tenute anche le elezioni in Catalogna, indette dopo l’esito schiachiante del referendum per l’indipendenza dalla Spagna del 2 novembre 2017 e le inevitabili conseguenze (la dichiarazione di indipendenza della Catalogna e l’attuazione dell’articolo 155 da parte del governo di Madrid). I catalani hanno scelto nuovamente il campo indipendentista, infliggendo un sonoro schiaffo politico al premier spagnolo Mariano Rajoy. Ora la situazione è in stallo, con la maggior parte dei vincitori indipendisti o in carcere o rifugiati fuori dal Paese e nessuna apertura da parte del governo centrale. L’ex President catalano e leader indipendista Carles Puigdemont, in esilio a Bruxelles, è stretto tra due fuochi: se tornerà a Barcellona sarà arrestato, ma restando nella capitale belga non potrà essere nominato nuovamente President. La prima sessione del nuovo parlamento catalano, secondo quanto annunciato da Rajoy, dovrebbe tenersi il 17 gennaio 2018.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Marine Le Pen confluisce nel nuovo gruppo europeo di Mr Salvini.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-04-20.

EP-051364A_Tajani_Brexit
Opening the debate on BREXIT

«Euroskeptic parties are joining forces ahead of the elections for the European Parliament in May»

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«Marine Le Pen has thrown her weight behind Salvini’s new pan-European right-wing bloc»

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«So far the group has garnered support from nationalist parties in Austria, Germany, Denmark, Estonia and Finland»

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«France’s right-wing National Rally party formally joined a new alliance of far-right forces in Europe on Friday»

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«Heartfelt thanks to National Rally leader Marine Le Pen and our historic friends and allies of the National Rally for joining the Milan manifesto ‘Towards a Europe of Common Sense,’»

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«European far-right parties are currently split between three different groups in the European Parliament»

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«If the parties were to merge, they would hold 173 out of 751 seats in the EU parliamentary assembly, or 23%, which would make them the second-largest bloc in the European Parliament»

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Il progetto di Mr Salvini sta realizzandosi.

Già essere riuscito a coagulare il 23% delle intenzioni di voto per le elezioni europee dovrebbe essere un grande risultato.

Ma si tenga conto che in europarlamento andranno a sedersi anche gli inglesi del Brexit Party, i polacchi del PiS,  gli ungheresi del Fidesz, i rumeni ed altri ancora.

Non è sicuramente la maggioranza, ma sarà ben difficile non tenerne conto: votano anche loro.

Tutto al momento è fluido, ma il gruppo europarlamentare di Salvini si prospetta essere il secondo e, se la sorte assistesse, potrebbe financo scalzare il partito popolare.

Spitzenkandidat. Bene per eleggere Juncker, male per eleggere un identitario.

Se questi dati si confermassero, sarebbe davvero una gran bella beffa!


Deutsche Welle. 2019-04-20. France’s far-right National Rally joins Salvini’s European alliance

Marine Le Pen has thrown her weight behind Salvini’s new pan-European right-wing bloc. So far the group has garnered support from nationalist parties in Austria, Germany, Denmark, Estonia and Finland.

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France’s right-wing National Rally party formally joined a new alliance of far-right forces in Europe on Friday. The populist coalition, spearheaded by Italy’s anti-immigrant interior minister and deputy prime minister Matteo Salvini, was formed to unite and strengthen disparate right-wing parties ahead of critical EU elections next month.

“Heartfelt thanks to National Rally leader Marine Le Pen and our historic friends and allies of the National Rally for joining the Milan manifesto ‘Towards a Europe of Common Sense,’” Salvini tweeted.

Salvini, the leader of Italy’s League party, announced the launch of the pan-European far-right faction earlier this month at a press conference where he called the EU “a nightmare, not a dream” and vowed to reform the bloc.

The group, dubbed the European Alliance of Peoples and Nations (EAPN), has already attracted support from:

– Alternative for Germany (AfD)

– Austria’s Freedom Party (FPÖ)

– The Danish People’s Party,

– Finland’s Finns Party

– The Conservative People’s Party of Estonia (EKRE).

The move comes days after Le Pen renounced her support of France leaving the European Union in a ‘Frexit’ in favor of reforming the European project from the inside. Her announcement came just ahead of a meeting of European far-right leaders in Prague on Thursday.

European far-right parties are currently split between three different groups in the European Parliament. If the parties were to merge, they would hold 173 out of 751 seats in the EU parliamentary assembly, or 23%, which would make them the second-largest bloc in the European Parliament, according to the latest poll of polls released by the EU assembly.

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Deutsche Welle. 2019-04-20. Euroskeptic, anti-immigrant parties team up for EU election

The AfD and other euroskeptic parties have formed a bloc ahead of the European Parliament elections. Various anti-immigrant youth organizations recently gathered in Rome, giving a sense of what might be to come.

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Euroskeptic parties are joining forces ahead of the elections for the European Parliament in May. ….

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US News. 2019-04-20. Italy’s Salvini, France’s Le Pen Cement Ties Before EU Vote

Italy’s hard-line interior minister and France’s far-right leader are cementing their longtime alliance ahead of Europe-wide elections next month and said they will press for like-minded candidates in Europe to join their “family.”.

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Italy’s hard-line interior minister and France’s far-right leader are cementing their longtime alliance ahead of Europe-wide elections next month and said they will press for like-minded candidates in Europe to join their “family.”

Matteo Salvini and Marine Le Pen discussed work, family and environmental protection as major themes in the upcoming vote, which will determine the makeup of the European Parliament in Brussels, Salvini’s office said.

They met on Friday in Paris ahead of the G-7 meeting of interior ministers. Both Le Pen’s National Rally party and Salvini’s League have railed against the power wielded by the European Union’s governing body, especially when it comes to immigration.

Both parties — as well as others on Europe’s right — could make gains in the late May elections, according to recent polling.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Kurz. Il piano per l’Europa di Macron è ‘utopian’ e ‘dangerous’.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-03-14.

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«No matter how charming the French are — in France, it’s always and above all about French interests» AKK


Mr Macron inizia a fare pena. Equiparato dalle Nazioni Unite a Mr Maduro, bastonato ogni sabato da mesi da parte dei Gilets Jaunes, abbandonato da Mr Benalla che nelle patrie galere sta raccontando cose mirabolanti ai magistrati, messo in un canto senza tanti complimenti da Frau Annegret Kramp-Karrenbauer, adesso si è preso un potente calcio nei denti da parte di Herr Kurz.

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Sta semplicemente raccogliendo ciò che aveva accuratamente seminato.

* * * * * * *

Molto, troppo modestamente anche per la sua ben nota umiltà, aveva intitolato il suo proclama ai Cittadini Europei

Per un Rinascimento europeo

A seguito, in calce, si riporta il testo nella versione ufficiale, Macron lo ha fatto tradurre in ventotto lingue.

«Cittadini d’Europa,

Se prendo la libertà di rivolgermi direttamente a voi, non è solo in nome della storia e dei valori che ci riuniscono. È perché è urgente. Tra qualche settimana, le elezioni europee saranno decisive per il futuro del nostro continente»

Una Grande Europa che confluisca nella Grande Francia, guidata con monarchia illuminata dalla dinastia dell’Imperatore Macron I.

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Sebastian Kurz: Macron’s ideas for Europe ‘utopian’

«Austrian Chancellor Sebastian Kurz said his government does not support some of French President Emmanuel Macron’s ideas for a European Renaissance because they are “utopian.”

Speaking on German radio Tuesday, Kurz said: “There is a lot [of what Macron said] that we reject. And we are therefore grateful for Annegret Kramp-Karrenbauer’s response, because we share her views on many things.”»

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Head of French conservatives hits out at Macron’s letter to Europe

«Laurent Wauquiez, who leads the conservative Les Républicains party in France, rebuked calls by the country’s president, Emmanuel Macron, for greater European integration, saying it was time to end the enlargement of the European Union.

“We must exclude new enlargement,” Wauquiez, a long-time Macron critic, wrote in an oped published in French daily Le Monde on Saturday. “Europe has lost its coherence and capacity for action.”»

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‘Utopian suggestions’: Kurz backs Berlin against Macron’s Europe vision

«Austrian Chancellor Sebastian Kurz on Tuesday sided with Berlin in criticising French President Emmanuel Macron’s European reform ideas, dismissing some of his proposals as “utopian” and others as “dangerous”.

Macron outlined his ideas for Europe’s future last week, ranging from stronger security cooperation to more controversial plans for harmonising a European minimum wage and social services across the bloc. But they got a lukewarm reply from German Chancellor Angela Merkel’s CDU party.

“There are some (proposals) that we reject,” Kurz told German radio Deutschlandfunk, adding that he was “pleased” with the CDU’s stance because “it overlaps in large parts” with Austria’s point of view.

“I believe that many of the suggestions are utopian, when I think of the proposal for a social union, or a European minimum wage,” said the conservative chancellor.»

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«Austria’s Chancellor Sebastian Kurz has criticized French President Emmanuel Macron’s proposals for Europe. Macron has called for a reform of the EU, with controversial ideas including an EU-wide minimum wage»

*

«Austria’s conservative Chancellor Sebastian Kurz on Tuesday responded to French President Emmanuel Macron’s ambitious vision on the future of Europe, saying some of the proposals could even be “dangerous.”»

*

«he stopped short of joining Macron’s calls for a European “social shield,” which would include an EU-wide minimum wage»

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«I believe that many of the suggestions are utopian, when I think of the proposal for a social union, or a European minimum wage»

*

«Do you think that German car makers would open production sites in Hungary or Poland if the salaries were exactly the same as in Germany?»

*

«Responding to Macron’s calls for the pooling of EU debt, Kurz said such a move would be “dangerous.”»

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Mr Macron è una persona che non sa imparare dai propri errori.


Deutsche Welle. 2019-03-13. Austria’s Kurz criticizes Macron’s ‘utopian’ vision of Europe

Austria’s Chancellor Sebastian Kurz has criticized French President Emmanuel Macron’s proposals for Europe. Macron has called for a reform of the EU, with controversial ideas including an EU-wide minimum wage.

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Austria’s conservative Chancellor Sebastian Kurz on Tuesday responded to French President Emmanuel Macron’s ambitious vision on the future of Europe, saying some of the proposals could even be “dangerous.” 

Macron’s statement, which was published last Tuesday in major newspapers in every EU country, criticized populism while outlining a vision for EU social and regulatory reforms.

Kurz, in an interview with German broadcaster ARD, agreed with some of Macron’s proposals like border protection and regulating internet companies. But he stopped short of joining Macron’s calls for a European “social shield,” which would include an EU-wide minimum wage.

“I believe that many of the suggestions are utopian, when I think of the proposal for a social union, or a European minimum wage,” said the chancellor, who heads Austria’s governing Austrian People’s Party (ÖVP).

Kurz said a minimum wage plan may sound good, but added it was “completely impossible” because of disparity in living standards across the EU. 

“Do you think that German car makers would open production sites in Hungary or Poland if the salaries were exactly the same as in Germany?” he said. 

Macron’s ‘dangerous’ ideas 

Responding to Macron’s calls for the pooling of EU debt, Kurz said such a move would be “dangerous.”

“It is already attractive enough for countries to accrue debt,” he said, adding it could lead to taxpayer cash flowing out of more fiscally sound countries to countries with debt issues.

Some of Kurz’s statements were similar to those published in a statement Sunday by Germany’s Annegret Kramp-Karrenbauer, the head of the CDU party and prospective successor to Chancellor Angela Merkel.  Kramp-Kannenbauer disagreed with the “communitization of sovereign debt” and the “europeanization” of social systems. 

Elysee. 2019-03-04. Per un Rinascimento europeo

Cittadini d’Europa,

Se prendo la libertà di rivolgermi direttamente a voi, non è solo in nome della storia e dei valori che ci riuniscono. È perché è urgente. Tra qualche settimana, le elezioni europee saranno decisive per il futuro del nostro continente.

Mai dalla Seconda Guerra mondiale, l’Europa è stata così necessaria. Eppure, mai l’Europa è stata tanto in pericolo.

La Brexit ne è l’emblema. Emblema della crisi dell’Europa, che non ha saputo rispondere alle esigenze di protezione dei popoli di fronte alle grandi crisi del mondo contemporaneo. Emblema, anche, dell’insidia europea. L’insidia non è l’appartenenza all’Unione europea ma sono la menzogna e l’irresponsabilità che possono distruggerla. Chi ha detto ai Britannici la verità sul loro futuro dopo la Brexit? Chi ha parlato loro di perdere l’accesso al mercato europeo? Chi ha evocato i rischi per la pace in Irlanda tornando alla frontiera del passato? Il ripiego nazionalista non propone nulla; è un rifiuto senza progetto. E questa insidia minaccia tutta l’Europa: coloro che sfruttano la collera, sostenuti dalle false informazioni, promettono tutto e il contrario di tutto.

Di fronte a queste manipolazioni, dobbiamo resistere. Fieri e lucidi. Dire innanzitutto cos’è l’Europa. È un successo storico: la riconciliazione di un continente devastato, in un inedito progetto di pace, di prosperità e di libertà. Non dimentichiamolo mai. E questo progetto continua a proteggerci oggi: quale paese può agire da solo di fronte alle aggressive strategie delle grandi potenze? Chi può pretendere di essere sovrano, da solo, di fronte ai giganti del digitale? Come resisteremmo alle crisi del capitalismo finanziario senza l’euro, che è una forza per tutta l’Unione? L’Europa, sono anche quelle migliaia di progetti quotidiani che hanno cambiato il volto dei nostri territori, quel liceo ristrutturato, quella strada costruita, l’accesso rapido a Internet che arriva, finalmente. Questa lotta è un impegno di ogni giorno perché l’Europa come la pace non sono mai acquisite. In nome della Francia, la porto avanti instancabilmente per far progredire l’Europa e difendere il suo modello. Abbiamo dimostrato che quanto ci dicevano inaccessibile, la creazione di una difesa europea o la tutela dei diritti sociali, era possibile.

Ma occorre fare di più, più rapidamente. Perché c’è l’altra insidia, quella dello status quo e della rassegnazione. Di fronte alle grandi crisi del mondo, i cittadini molto spesso ci dicono: “Dov’è l’Europa? Che fa l’Europa?”. È diventata ai loro occhi un mercato senz’anima. L’Europa invece non è solo un mercato, è un progetto. Un mercato è utile, ma non deve far dimenticare la necessità di frontiere che proteggono e di valori che uniscono. I nazionalisti sbagliano quando pretendono di difendere la nostra identità con il ritiro dall’Europa, perché è la civiltà europea che ci riunisce, ci libera e ci protegge. Ma anche coloro che non vorrebbero cambiare nulla sbagliano, perché negano le paure che attanagliano i nostri popoli, i dubbi che minano le nostre democrazie. Siamo in un momento decisivo per il nostro continente; un momento in cui, collettivamente, dobbiamo reinventare politicamente, culturalmente, le forme della nostra civiltà in un mondo che si trasforma. È il momento del Rinascimento europeo. Pertanto, resistendo alle tentazioni del ripiego e delle divisioni, vi propongo di costruire insieme questo Rinascimento su tre ambizioni: la libertà, la protezione e il progresso.
 

Difendere la nostra libertà

Il modello europeo si fonda sulla libertà dell’uomo, sulla diversità delle opinioni, della creazione. La nostra prima libertà è la libertà democratica, quella di scegliere i nostri governanti laddove, ad ogni scrutinio, alcune potenze straniere cercano di influenzare i nostri voti. Propongo che venga creata un’Agenzia europea di protezione delle democrazie che fornirà esperti europei ad ogni Stato membro per proteggere il proprio iter elettorale contro i cyberattacchi e le manipolazioni. In questo spirito di indipendenza, dobbiamo anche vietare il finanziamento dei partiti politici europei da parte delle potenze straniere. Dovremo bandire da Internet, con regole europee, tutti i discorsi di odio e di violenza, in quanto il rispetto dell’individuo è il fondamento della nostra civiltà di dignità.
 

Proteggere il nostro continente

Fondata sulla riconciliazione interna, l’Unione europea ha dimenticato di guardare le realtà del mondo, ma nessuna comunità crea un senso di appartenenza se non ha limiti che protegge. La frontiera, significa la libertà in sicurezza. Dobbiamo pertanto rivedere lo spazio Schengen: tutti coloro che vogliono parteciparvi devono rispettare obblighi di responsabilità (rigoroso controllo delle frontiere) e di solidarietà (una stessa politica di asilo, con le stesse regole di accoglienza e di rifiuto). Una polizia comune delle frontiere e un ufficio europeo dell’asilo, obblighi stringenti di controllo, una solidarietà europea a cui ogni paese contribuisce, sotto l’autorità di un Consiglio europeo di sicurezza interna: credo, di fronte alle migrazioni, in un’Europa che protegge al contempo i suoi valori e le sue frontiere.  

Le stesse esigenze devono applicarsi alla difesa. Da due anni sono stati realizzati importanti progressi, ma dobbiamo indicare una rotta chiara: un trattato di difesa e di sicurezza dovrà definire i nostri obblighi indispensabili, in collegamento con la NATO ed i nostri alleati europei: aumento delle spese militari, clausola di difesa reciproca resa operativa, Consiglio di sicurezza europeo che associa il Regno Unito per preparare le nostre decisioni collettive.

Le nostre frontiere devono anche garantire una giusta concorrenza. Quale potenza al mondo accetta di proseguire i propri scambi con coloro che non rispettano nessuna regola? Non possiamo subire senza proferir parola. Dobbiamo riformare la nostra politica della concorrenza, rifondare la nostra politica commerciale: punire o proibire in Europa le aziende che ledono i nostri interessi strategici ed i nostri valori essenziali, come le norme ambientali, la protezione dei dati ed il giusto pagamento delle tasse; e assumere, nelle industrie strategiche e nei nostri appalti pubblici, una preferenza europea come fanno i nostri concorrenti americani o cinesi.
 

Ritrovare lo spirito di progresso

L’Europa non è una potenza di secondo rango. L’Europa intera è un’avanguardia: ha sempre saputo definire le norme del progresso. Per questo, deve portare avanti un progetto di convergenza più che di concorrenza: l’Europa, in cui è stata creata la previdenza sociale, deve instaurare per ogni lavoratore, da Est a Ovest e dal Nord al Sud, uno scudo sociale che gli garantisca la stessa retribuzione sullo stesso luogo di lavoro, e un salario minimo europeo, adatto ad ogni paese e discusso ogni anno collettivamente.

Riannodare il filo del progresso significa anche prendere la guida della lotta ecologica. Guarderemo in faccia i nostri figli se non riassorbiamo anche il nostro debito climatico? L’Unione europea deve fissare la sua ambizione – 0 carbonio nel 2050, dimezzamento dei pesticidi nel 2025 – e adattare le sue politiche a questa esigenza: Banca europea per il clima per finanziare la transizione ecologica; forza sanitaria europea per rafforzare i controlli dei nostri alimenti; contro la minaccia delle lobby, valutazione scientifica indipendente delle sostanze pericolose per l’ambiente e la salute… Questo imperativo deve guidare tutta la nostra azione: dalla Banca centrale alla Commissione europea, dal budget europeo al piano di investimento per l’Europa, tutte le nostre istituzioni devono avere il clima per mandato.

Il progresso e la libertà significano poter vivere del proprio lavoro: per creare posti di lavoro, l’Europa deve anticipare.  È per questo che non solo deve regolamentare i giganti del digitale, creando una supervisione europea delle grandi piattaforme (sanzioni accelerate per le violazioni della concorrenza, trasparenza dei loro algoritmi…), ma deve anche finanziare l’innovazione dotando il nuovo Consiglio europeo dell’innovazione di un budget comparabile a quello degli Stati Uniti, per prendere la guida dei nuovi grandi cambiamenti tecnologici, come l’intelligenza artificiale.

Un’Europa che si proietta nel mondo deve essere volta verso l’Africa, con cui dobbiamo stringere un patto per il futuro. Assumendo un destino comune, sostenendo il suo sviluppo in modo ambizioso e non difensivo: investimenti, partenariati universitari, istruzione delle ragazze…
 

Libertà, protezione, progresso. Dobbiamo costruire su questi pilastri un Rinascimento europeo. Non possiamo lasciare i nazionalisti, senza soluzioni, sfruttare l’ira dei popoli. Non possiamo essere i sonnambuli di un’Europa rammollita. Non possiamo rimanere nella routine e nell’incantesimo. L’umanesimo europeo è un’esigenza di azione. Ed ovunque i cittadini chiedono di partecipare al cambiamento. Allora entro la fine dell’anno, con i rappresentanti delle istituzioni europee e degli Stati, instauriamo una Conferenza per l’Europa al fine di proporre tutti i cambiamenti necessari al nostro progetto politico, senza tabù, neanche quello della revisione dei trattati. Questa conferenza dovrà associare gruppi di cittadini, dare audizione a universitari, parti sociali, rappresentanti religiosi e spirituali. Definirà una roadmap per l’Unione europea trasformando in azioni concrete queste grandi priorità. Avremo dei disaccordi, ma è meglio un’Europa fossilizzata o un’Europa che progredisce, talvolta a ritmi diversi, rimanendo aperta a tutti?

In questa Europa, i popoli avranno veramente ripreso il controllo del loro destino; in questa Europa, il Regno Unito, ne sono certo, troverà pienamente il suo posto.

Cittadini d’Europa, l’impasse della Brexit è una lezione per tutti. Usciamo da questa insidia; diamo un senso alle prossime elezioni e al nostro progetto. Sta a voi decidere se l’Europa, i valori di progresso che porta avanti, debbano essere più di una parentesi nella storia. È la scelta che vi propongo, per tracciare insieme il cammino di un Rinascimento europeo.

Emmanuel Macron

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Ong - Ngo, Unione Europea

Austria, Negherà automaticamente l’asilo ai migranti illegali.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-01-13.

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«Plan will deny migrants who receive aid from human traffickers asylum in Austria»

*

«Interior Minister says migrant plan will make system fairer for asylum seekers»

*

«Chancellor Kurz declares that Austria must ‘smash business model’ of traffickers»

*

«All migrants who arrive in Europe with the help of human traffickers will be automatically denied asylum in Austria»

*

«plans aim to punish migrants using smugglers by handing down an automatic negative asylum decision.»

*

«someone who could afford the services of human traffickers had a greater chance of asylum than others who could not»

*

«Kurz said: ‘It is not the poorest who flee, but those who can afford human traffickers.’»

*

«It is our Christian-social responsibility to make the conditions there better.»

*

«The tightening of asylum laws also includes the power to confiscate asylum seekers’ mobile phones which would allow investigators to access the phone’s geodata to determine their origin and exact journey»

* * * * * * * *

Lentamente ma inesorabilmente sta proseguendo la lotta alla immigrazione illegale e clandestina ed ai trafficanti che su di essa lucrano.

Oramai il clima politico sembrerebbe aver iniziato a mutare anche nei paesi del’Unione Europea ancora a guida liberal socialista.

In ogni caso, ricordiamoci che questo anno si terranno sia le elezioni per l’europarlamento sia quelle politiche in sette stati dell’Unione Europea. Parlamento e Consiglio Europeo dovrebbero uscirne ben diversi da quelli del passato.


V4 Report. 2019-01-10. Austria to automatically deny asylum to all migrants who arrive in Europe with the help of smugglers.

Austria to automatically deny asylum to all migrants who arrive in Europe with the help of smugglers.

* This model should be adopted by all the European nation states. If followed, and combined with swift deportations, this would send a strong message to the smugglers, internal traffickers and illegal migrants.

– All migrants who arrive in Europe with the help of human traffickers will be automatically denied asylum in Austria, under new plans revealed by its Interior Minister today.

Austrian Interior Minister Herbert Kickl, a member of the Freedom Party of Austria (FPO), said his plans aim to punish migrants using smugglers by handing down an automatic negative asylum decision.

Sebastian Kurz said that it was a mistake that the continent of Africa had been given the impression that ‘these people can get through to Europe’.

* This is a great first step but needs to be supplemented with ongoing deportations. It was a colossal mistake to grant entry to millions of unknown migrants from violent regions and cultures. The second step must involve an EU-wide permanent mechanism to deport the illegals outside of Europe.

Any aid to Africa must be tied to agreements to take back their migrants. The leaders of Africa cannot just accept money; they must start doing their part as well.

Open-entry has been a failure and it’s negative effects have been felt across Europe. The status-quo is unacceptable. One cannot manage illegal migration.

Denying entry combined with swift deportations is a message that Europe must send.


→ Mail. 2019-01-10. Austria announce plans to automatically deny asylum to all migrants who arrive in Europe with the help of smugglers

– Plan will deny migrants who receive aid from human traffickers asylum in Austria

– Interior Minister says migrant plan will make system fairer for asylum seekers

– Chancellor Kurz declares that Austria must ‘smash business model’ of traffickers

*

All migrants who arrive in Europe with the help of human traffickers will be automatically denied asylum in Austria, under new plans revealed by its Interior Minister today.

Austrian Interior Minister Herbert Kickl, a member of the Freedom Party of Austria (FPO), said his plans aim to punish migrants using smugglers by handing down an automatic negative asylum decision.

Kickl told local media that he hopes Austrian laws will be amended to enable this policy provision and that Austria’s immigration stance ‘should head in this direction.

The Austrian minister said it was unfair that someone who could afford the services of human traffickers had a greater chance of asylum than others who could not.

Austrian Chancellor Sebastian Kurz, leader of the Austrian People’s Party (OVP) recently hinted at a similar idea.

Kurz said: ‘It is not the poorest who flee, but those who can afford human traffickers.’

Sebastian Kurz, 32, is the youngest head of government out of any European country and his aggressive immigration stance has made ripples in the international community.

The Chancellor said that it was a mistake that the continent of Africa had been given the impression that ‘these people can get through to Europe’.

According to Kurz, the influx of migrants had directly led to ‘dead people in the Mediterranean’ and makeshift camps in Libya where African migrants are ‘enslaved and tortured’ by local traffickers.

‘We have to smash the business model of the human traffickers,’ said Kurz.

The Austrian government, which currently holds the Presidency of the Council of the European Union, has made the migration crisis key talking point at the European level.

Earlier this week, Vienna hosted EU-Africa forum in which Kurz said he hopes to discuss plans to jump-start economic growth in Africa. 

Kurz said: ‘It is our Christian-social responsibility to make the conditions there better.’

The Chancellor praised Siemens for its pledged €500 million (£451.5 million) investment into the creation of jobs on the African continent.

Kurz asserted that ’18 million new jobs’ must be created in Africa each year ‘because the population explosion is so dramatic’.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Usa, Austria, Ungheria e Polonia non firmano il documento UN sui migranti.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-11-01.

Vienna. Duomo di Santo Stefano.

«The 34-page U.N. treaty on migration lays out a common approach to international migration, and includes 23 objectives to better organize the flow of refugees and define their rights more precisely»

*

«Participating countries agree, for example, to limit the pressure on countries with many migrants and to promote the self-reliance of newcomers»

*

«the pact is not legally binding»

* * * * * * *

«Following the US and Hungary, Austria has decided not to sign a global UN treaty on migration agreed last July, Austrian broadcaster ORF reported Wednesday»

*

«Kurz has previously joined other EU countries, including Poland, Hungary and the Czech Republic, in pushing back against compulsory refugee quotas within the bloc»

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Almeno ufficialmente, secondo il Governo austriaco il documento non farebbe accurata distinzione tra migranti legali e migranti illegali.

Il problema è di non poca rilevanza.

La persona che migra rispettando le procedure della nazione che lo accoglie, osservandone leggi e regolamenti, agisce nella più chiara legalità.

La persona invece che migra illegalmente non rispetta leggi e regole: si pone automaticamente dalla parte del torto.

Se l’atto del migrare è identico in ambedue le situazioni, opposto ne è il contenuto giuridico.

Avallare l’immigrazione illegale significa non tanto avallare l’immigrazione, quanto piuttosto la illegalità.

A margine, notiamo come l’Italia compaia tra i firmatari.


EU Observer. 2018-10-31. EU commission ‘regrets’ Austria rejecting UN migration pact

The European Commission said on Wednesday it regrets Austria’s decision not to sign a UN global migration pact. “We regret the decision that the Austrian government has taken. We continue to believe that migration is a global challenge,” said a spokeswoman. The pact was approved by 193 countries. Austria now joins Hungary and the US in refusing to back the non-binding pact, to be signed in Morocco in December.


EU Observer. 2018-10-31. Austria will not sign UN migration pact

Following the US and Hungary, Austria has decided not to sign a global UN treaty on migration agreed last July, Austrian broadcaster ORF reported Wednesday. “We have decided that we will not join the pact,” said Austrian chancellor Sebastian Kurz. ORF said Austria will be absent at the December signing ceremony in Morroco. Austria currently holds the rotating EU presidency and is in charge of finding compromises on migration legislation.


Politico. 2018-10-31. Austria will not sign UN migration treaty

Government fears the loss of Austrian sovereignty on immigration policy.

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Austria will not sign the United Nations agreement on migration in December, joining the United States and Hungary in backing out of the global pact.

“We have decided that we will not join the pact,” Austrian Chancellor Sebastian Kurz told ORF radio Wednesday, according to Reuters and German media, citing the government’s concerns over a blurring of the lines between legal and illegal migration.

The 34-page U.N. treaty on migration lays out a common approach to international migration, and includes 23 objectives to better organize the flow of refugees and define their rights more precisely. Participating countries agree, for example, to limit the pressure on countries with many migrants and to promote the self-reliance of newcomers.

While the pact is not legally binding, Kurz said that he fears the treaty would be at the expense of countries’ sovereignty.

In July, all 193 U.N. member nations, except the U.S., expressed their support for the agreement. Later, the Hungarian government of Prime Minister Viktor Orbán renounced the agreement. Poland is considering withdrawing, too.

The U.N. migration pact is due to be signed in December in Marrakech and voted on next year. Austria will not send a representative to Morocco and will abstain from the 2019 vote.

“We will … abstain in the vote at the U.N. General Assembly in the year 2019,” said Kurz, an immigration hard-liner who governs in coalition with the far-right Freedom Party.

Kurz has previously joined other EU countries, including Poland, Hungary and the Czech Republic, in pushing back against compulsory refugee quotas within the bloc.