Pubblicato in: Criminalità Organizzata, Devoluzione socialismo

Magistrati e mafia. Arrestato giudice a Napoli.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-07-03.

BACIAMANO-BOSS624

«E’ il gip di Ischia Alberto Capuano il giudice finito in carcere nell’ambito di un’indagine anti corruzione della procura di Roma in cui sarebbero emersi dei collegamenti con la camorra»

«Il magistrato, 60 anni, è in servizio presso la sede distaccata sull’isola del tribunale di Napoli ed è stato arrestato assieme al consigliere circoscrizionale della X municipalità di Bagnoli (Napoli), Antonio di Dio, all’imprenditore Valentino Cassini e al pregiudicato Giuseppe Liccardo, ritenuto da investigatori ed inquirenti vicino al clan Mallardo di Giugliano»

«Gli indagati devono rispondere a vario titolo, per corruzione nell’esercizio della funzione, corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio e in atti giudiziari, traffico di influenze illecite, millantato credito, tentata estorsione e favoreggiamento personale»

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«L’Associazione nazionale magistrati (Anm) propone al Comitato Direttivo Centrale “il deferimento di Fuzio al collegio dei probiviri dell’Anm”.»

«”Le dettagliate notizie di stampa pubblicate ieri, riguardanti il Procuratore Generale presso la Corte di Cassazione, fanno emergere un nuovo, sconcertante episodio nel quadro già molto grave emerso dagli atti dell’indagine della Procura della Repubblica di Perugia”»

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È difficile trovare parole sufficientemente disdicevoli per dipingere quanto stia emergendo dalle indagini sulla magistratura.

Che un gip sia colluso con la mafia e che persino il Procuratore Generale presso la Corte di Cassazione sia accusato di corruzione sono fatti di inusitata gravità.

A nostro sommesso parere, l’autoreferenzialità della magistratura italiana è un meccanismo che deve essere riformato.

Un esempio potrebbe essere la Giustizia tedesca.

«tutti i giudici ordinari vengono nominati dai singoli ministeri o dal Gabinetto di Stato senza partecipazione alcuna di “membri togati”, ossia da collegi elettivi composti da giudici.»

«ogni giudice in merito alla carriera giudiziaria è totalmente dipendente dalla volontà ministeriale.»

Una cosa è la politica che interferisca con le sentenze, ed un totalmente differente i criteri con i quali i giudici sono nominati.

Negli Stati Uniti la maggior parte dei giudici è eletta direttamente dal popolo sovrano. I giudici della corte Suprema sono nominati dl presidente, ma devono ricevere il placet del sento.

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La politica dovrebbe riappropriarsi della giustizia.


Ansa. 2019-07-03. Arrestato giudice tribunale di Napoli

Un giudice del tribunale di Napoli e altre 4 persone sono stati arrestati dalla Polizia nell’ambito di un’indagine coordinata dalla procura di Roma dalla quale emergono contatti tra gli indagati e appartenenti alla camorra.
I 5 sono indagati, a vario titolo, per corruzione nell’esercizio della funzione,corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio e in atti giudiziari, traffico di influenze illecite, millantato credito, tentata estorsione e favoreggiamento personale. Gli agenti della squadra mobile di Roma stanno eseguendo anche una serie di perquisizioni a carico degli indagati.

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Rai News. 2019-07-03. Contatti con la camorra, arrestato un giudice di Napoli. In manette anche altre 4 persone

I 5 sono indagati, a vario titolo, per corruzione nell’esercizio della funzione,corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio e in atti giudiziari, traffico di influenze illecite, millantato credito, tentata estorsione e favoreggiamento personale.

E’ il gip di Ischia Alberto Capuano il giudice finito in carcere nell’ambito di un’indagine anti corruzione della procura di Roma in cui sarebbero emersi dei collegamenti con la camorra. Il magistrato, 60 anni, è in servizio presso la sede distaccata sull’isola del tribunale di Napoli ed è stato arrestato assieme al consigliere circoscrizionale della X municipalità di Bagnoli (Napoli), Antonio di Dio, all’imprenditore Valentino Cassini e al pregiudicato Giuseppe Liccardo, ritenuto da investigatori ed inquirenti vicino al clan Mallardo di Giugliano. Gli arresti domiciliari sono invece stati disposti nei confronti di Elio Bonaiuto, avvocato del foro di Napoli Gli indagati devono rispondere a vario titolo, per corruzione nell’esercizio della funzione, corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio e in atti giudiziari, traffico di influenze illecite, millantato credito, tentata estorsione e favoreggiamento personale. Gli agenti della squadra mobile di Roma stanno eseguendo anche una serie di perquisizioni a carico degli indagati.

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Rai News. 2019-07-03. L’ANM propone deferimento a probiviri del PG Riccardo Fuzio: “Ci si attende gesto di responsabilità”

“Le dettagliate notizie di stampa pubblicate ieri, riguardanti il Procuratore Generale presso la Corte di Cassazione, fanno emergere un nuovo, sconcertante episodio nel quadro già molto grave emerso dagli atti dell’indagine della Procura della Repubblica di Perugia”, sottolinea la giunta esecutiva centrale dell’Associazione nazionale magistrati.

L’Associazione nazionale magistrati (Anm) propone al Comitato Direttivo Centrale “il deferimento di Fuzio al collegio dei probiviri dell’Anm”. Lo rende noto la stessa Anm all’indomani del caso relativo a Riccardo Fuzio, procuratore generale della Cassazione. “Le dettagliate notizie di stampa pubblicate ieri, riguardanti il Procuratore Generale presso la Corte di Cassazione, fanno emergere un nuovo, sconcertante episodio nel quadro già molto grave emerso dagli atti dell’indagine della Procura della Repubblica di Perugia”, sottolinea la giunta esecutiva centrale dell’Associazione nazionale magistrati. Per l’Anm si tratta di condotte “ancora più gravi in quanto riferite al titolare di un Ufficio che ha, tra le proprie prerogative, anche l’esercizio del potere disciplinare, ed è membro di diritto del Consiglio superiore della magistratura”. “Ci si attende gesto di responsabilità” La magistratura, le istituzioni repubblicane e i cittadini “si attendono oggi un gesto di responsabilità, capace di separare la vicenda personale, ed il corso delle indagini, dalle istituzioni, onde preservarle da ulteriori effetti devastanti rispetto a quelli che già si sono prodotti”. L’Associazione nazionale magistrati auspica che, in tempi rapidi, “sia fatta integrale chiarezza su tutte le vicende emerse dall’indagine di Perugia, e chiede con forza a Fuzio un gesto di responsabilità, auspicando che intervenga tempestivamente, a prescindere dal corso delle indagini e dalle iniziative ad esse conseguenti”.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Giustizia

Anm. Magistratura Indipendente. Solo belle parole.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-06-12.

Animali. Bocca aperta. Civetta. 001

«Area, Unicost e Autonomia e Indipendenza hanno chiesto la «convocazione urgente» di una riunione con all’ordine del giorno il rinnovo della giunta guidata da Pasquale Grasso»

«La ragione è il documento approvato sabato dalla corrente del presidente dell’Anm, Magistratura Indipendente, che ha invitato i consiglieri autosospesi per lo scandalo nomine a rientrare al Csm»

«Una presa di posizione in aperto contrasto con il documento approvato da tutta l’Anm qualche giorno fa che invece aveva chiesto le dimissioni dei consiglieri»

«Pur senza espliciti riferimenti alle dimissioni, Ermini ha ribadito l’invito a prendere una decisione rapida, facendo appello alla «massima responsabilità istituzionale»

«impegno ad evitare, in futuro, ogni contatto con qualunque esponente politico estraneo al Csm, ancorché magistrato»

«Il ruolo di eminenza grigia è stato “certificato” dagli eventi degli ultimi giorni»

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Magistratura Indipendente ha scritto nel proprio statuto:

«Il suo impegno si fonda sulla tutela dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura, nel loro significato costituzionale, afferma l’unità e l’apoliticità dell’Ordine giudiziario e persegue la tutela della dignità morale e materiale della magistratura».

Sarebbe davvero molto opportuno che gli iscritti si rileggessero lo statuto.


Corriere. 2019-06-09. Bufera tra le procure: si apre la crisi nell’Anm

All’Anm si apre la crisi. Area, Unicost e Autonomia e Indipendenza hanno chiesto la «convocazione urgente» di una riunione con all’ordine del giorno il rinnovo della giunta guidata da Pasquale Grasso. La ragione è il documento approvato sabato dalla corrente del presidente dell’Anm, Magistratura Indipendente, che ha invitato i consiglieri autosospesi per lo scandalo nomine a rientrare al Csm. Una presa di posizione in aperto contrasto con il documento approvato da tutta l’Anm qualche giorno fa che invece aveva chiesto le dimissioni dei consiglieri.

Il braccio di ferro che qualcuno temeva dunque si è aperto ufficialmente. I quattro componenti del Consiglio superiore della magistratura autosospesi perché coinvolti nelle riunioni con altri magistrati e dei deputati del Pd Cosimo Ferri e Luca Lotti sui futuri assetti delle Procure, non hanno dato le dimissioni. Anzi, per tre di loro appartenenti alla corrente moderata Magistratura indipendente — Corrado Cartoni, Paolo Criscuoli e Antonio Lepre — è arrivato l’invito del gruppo a tornare al lavoro. Sfidando chi ha chiesto e continua a chiedere il passo indietro che libererebbe l’organo di autogoverno dei giudici da un’ipoteca che rischia di continuare a comprometterne l’immagine.

Da domani si apre dunque una settimana in cui continuerà a tenere banco il destino del Csm, con progetti di riforma che dopo i partiti al governo ieri ha auspicato anche il segretario del Pd Nicola Zingaretti, il quale sulla posizione di Lotti ha spiegato: «Mi ha assicurato di non aver commesso alcuna illegalità, aspettiamo che esca la verità». Sulle modifiche alla composizione e al sistema elettorale dell’organo di autogoverno non ci sono ancora proposte chiare né condivise, ma questo appartiene al futuro. Il presente è un Consiglio che pur in grado di continuare a lavorare regolarmente, si ritrova comunque azzoppato. I componenti autosospesi sono stati già sostituti negli importanti incarichi che ricoprivano nelle commissioni consiliari, e spostati in altre di rilevanza molto minore.

Ieri mattina i quattro (oltre al terzetto di Mi c’è Gianluigi Morlini, della corrente centrista di Unicost che pretende le dimissioni; ma la decisione spetta al consigliere, non al gruppo) sono stati ricevuti dal vicepresidente David Ermini, che continua a muoversi in stretto raccordo con il capo dello Stato. S’è trattato di un colloquio franco, senza toni aspri, in cui s’è parlato anche del rispetto delle garanzie; che può significare, ad esempio, avere diritto a leggere le trascrizioni dei colloqui intercettati negli incontri contestati. Pur senza espliciti riferimenti alle dimissioni, Ermini ha ribadito l’invito a prendere una decisione rapida, facendo appello alla «massima responsabilità istituzionale». Difficile immaginare, dietro questa formula, una strada diversa dalle dimissioni.

I consiglieri hanno risposto che la loro scelta sarà resa nota a breve, ma subito dopo i tre di Mi sono andati all’assemblea generale del gruppo, dove hanno rivendicato la propria correttezza (al massimo ingenuità e inopportunità) e ribadito la volontà di non gettare la spugna. Ne è scaturito un documento che rinnova loro la fiducia e ne auspica la «pronta ripresa delle attività consiliari», mentre vengono stigmatizzati «l’impropria campagna mediatica» e i «giudizi sommari non suffragati dalla compiuta conoscenza degli atti».

L’unico richiamo traspare dal proclamato «impegno ad evitare, in futuro, ogni contatto con qualunque esponente politico estraneo al Csm, ancorché magistrato». È un riferimento chiaro a Cosimo Ferri, il leader ombra della corrente, duramente criticato dal presidente dell’Associazione nazionale magistrati Pasquale Grasso (che fa parte di Mi): «Il ruolo di eminenza grigia è stato “certificato” dagli eventi degli ultimi giorni». Grasso avrebbe voluto le dimissioni degli autosospesi, già sollecitate dall’Anm, e per questo s’è astenuto al momento del voto sul documento finale.