Pubblicato in: Criminalità Organizzata, Senza categoria

Open Arms. I ‘malati’ visitati quindi dal medico stavano benissimo.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-08-16.

Miracolo 001

«I fondatori di Emergency e Open Arms, Gino Strada e Oscar Camps, hanno sottolineato come da 15 giorni la nave “è in mare con 134 persone a bordo. La situazione sulla nave è drammatica: da 15 giorni donne, uomini e bambini vivono costretti in spazi ristretti nella paura e nell’incertezza di quello che succederà. Sono persone che hanno vissuto l’orrore dei campi di detenzione in Libia: torture, stupri, lavori forzati. Hanno già sopportato enormi sofferenze, non possiamo aggiungerne altre”.

“Negli ultimi giorni le condizioni di salute psicofisica si sono ulteriormente aggravate con atti di autolesionismo e minacce di suicidio che rendono ingestibile la situazione e mettono in pericolo imminente di vita le persone a bordo.»

«l’Italia non rispetta la sentenza del tribunale che afferma la necessità di assistenza immediata e urgente»

*

«Delle 13 persone visitate al Poliambulatorio dell’isola, “solo una giovane donna era in condizioni critiche per una brutta otite. Aspettiamo la visita dell’otorino prevista per lunedì. Gi altri sono stati dimessi tutti e sono stati portati all’hotspot” ha detto all’AdnKronos Francesco Cascio, che da qualche mese è il responsabile del Poliambulatorio di Lampedusa.

“Siamo stati avvertiti dalla Guardia Costiera – ha raccontato – che a bordo della nave ci fossero una ventina di persone affette da varie patologie. Così ho chiesto di poterle visitare. Però poi i miei medici che li hanno visitati, perché io non ero presente, hanno detto che solo una ragazza era affetta da otite”. E “mi era stato detto che un’altra donna era affetta da emorragia vaginale – ha aggiunto – ma poi abbiamo potuto constatare che era un falso allarme perché aveva l’emoglobina a 11,3″»

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Guarigioni miracolose a Lampedusa!

Tutti i riferiti malati fatti sbarcare con somma urgenza dalla Open Arms stavano benissimo, e son stati subito dimessi dal poliambulatorio di Lampedusa.

La donna con riferita ‘emorragia vaginale’ aveva 11.2 di emoglobina …..


Adnk. 2019-08-16. Viminale-Tar, scintille su Open Arms

Scontro sulla Open Arms. Il Viminale ha dato mandato all’Avvocatura dello Stato di impugnare la decisione del Tar a proposito del divieto di ingresso in acque territoriali. Lo riferiscono fonti del Viminale. “Peraltro nessun Paese europeo – sottolineano le stesse fonti – ha avanzato passi formali in direzione dell’accoglienza degli immigrati a bordo, mentre l’Italia sta ancora aspettando che altri Stati mantengano la parola data e prendano in carico quanti promesso in passato”.

Secondo quanto ha annunciato una portavoce della Commissione europea, “sei Paesi membri sono pronti a dimostrare solidarietà e a partecipare alla redistribuzione” ha detto Vanessa Mock. Che ha ricordato come “la scorsa settimana la Commissione europea è stata impegnata in contatti intensi e siamo grati per la cooperazione” da parte di Francia, Germania, Lussemburgo, Portogallo, Romania e Spagna. L’esecutivo di Bruxelles, ha sottolineato, “è pronto a fornire coordinamento e supporto operativo sul terreno non appena ci sarà richiesto e vuole che si trovi una soluzione per lo sbarco delle persone”.

LA UE – Mock ha ribadito che “la situazione delle persone bloccate in mare per giorni e settimane è insostenibile” e ha rinnovato l’appello della Commissione ai Paesi membri perché si trovino “con urgenza soluzioni sostenibili e prevedibili” per permettere il rapido sbarco dei migranti in modo che ricevano le cure di cui hanno bisogno. “Questa – ha sottolineato – non è responsabilità di uno o due Stati membri, ma dell’intera Europa”.

Per il fondatore della Ong Proactiva, “l’Italia non rispetta la sentenza del tribunale che afferma la necessità di assistenza immediata e urgente” ha denunciato Oscar Camps, parlando di “reclusione forzata” dei migranti a bordo. “Peggio dei delinquenti – ha scritto su Twitter – questa reclusione forzata viola le regole minime per il trattamento dei detenuti adottate dal primo Congresso delle Nazioni Unite sul trattamento dei criminali”.

IL FASCICOLO – Intanto, da quanto si apprende, l’inchiesta per sequestro di persona aperta dalla Procura di Agrigento è a carico di ignoti: è un atto dovuto dopo i due esposti presentati dai legali della nave della Ong spagnola e dai giuristi democratici. I legali hanno chiesto di procedere per sequestro di persona, violenza privata e abuso in atti di ufficio.

Nell’esposto presentato dai giuristi democratici viene contestata la condotta del prefetto di Agrigento Dario Caputo: in particolare i giuristi parlano di un “mancato rispetto dell’ordinanza del Tar del Lazio” sulla gestione dello sbarco dei migranti. L’altra denuncia è stata presentata dalla Ong “per ribadire – come spiegano all’AdnKronos – quanto già chiesto lo scorso 10 agosto, considerando il peggioramento delle condizioni sulla nave”. Secondo i legali della Open Arms non sarebbe stato dato seguito all’ordinanza del Tar del Lazio che ha consentito alla nave di entrare nelle acque territoriali per consentire il soccorso immediato delle persone bisognose. Nei giorni scorsi la Procura di Agrigento, guidata da Luigi Patronaggio, aveva aperto un primo fascicolo sulla vicenda, per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina a carico di ignoti, e uno per abuso d’ufficio. Il fascicolo è stato inviato alla Procura di Roma per competenza.

LA DENUNCIA – I fondatori di Emergency e Open Arms, Gino Strada e Oscar Camps, hanno sottolineato come da 15 giorni la nave “è in mare con 134 persone a bordo. La situazione sulla nave è drammatica: da 15 giorni donne, uomini e bambini vivono costretti in spazi ristretti nella paura e nell’incertezza di quello che succederà. Sono persone che hanno vissuto l’orrore dei campi di detenzione in Libia: torture, stupri, lavori forzati. Hanno già sopportato enormi sofferenze, non possiamo aggiungerne altre”.

“Negli ultimi giorni le condizioni di salute psicofisica si sono ulteriormente aggravate con atti di autolesionismo e minacce di suicidio che rendono ingestibile la situazione e mettono in pericolo imminente di vita le persone a bordo. Bisogna agire nelle prossime ore – dicono Camps e Strada -. Chiediamo che sia immediatamente autorizzato lo sbarco a Lampedusa prima che si aggiungano altre tragedie a quelle già vissute”.

EUROPARLAMENTO – Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente del Parlamento europeo David Sassoli: “La mia segreteria è̀ entrata in contatto con il comandante della missione Open Arms che ci ha descritto condizioni al limite del sopportabile. La situazione è diventata drammatica”. Sassoli ha ricordato che “gli immigrati sono bloccati sulla nave da 14 giorni a 1 km dal porto di Lampedusa, cedendo ad atti di autolesionismo e perdendo la percezione della realtà. Le condizioni igieniche a bordo sono ormai precarie ed è̀ necessario consentire immediatamente lo sbarco. Auspico – ha concluso – che le autorità̀ italiane capiscano la gravità̀ e l’urgenza umanitaria a bordo della nave, consentendo loro di entrare in porto oggi stesso”.

Via social Open Arms ribadisce tutta la drammaticità della situazione: “Giorno 15. Viviamo a bordo un’agonia insopportabile. 6 evacuazioni di emergenza in 2 settimane di calvario. Terra in vista e nessuna soluzione. I diritti delle 134 persone vengono calpestati ogni minuto di più. Se la politica europea non sa trovare soluzioni, chi deve farlo?”. Nella tarda serata di giovedì sono state evacuate per motivi medici 9 persone, poi accompagnate a Lampedusa. E all’alba, sempre per motivi medici, altre tre persone sono state fatte scendere, come annunciato dalla stessa Ong su Twitter: “Evacuazione urgente di 3 persone e un accompagnatore per complicazioni mediche che richiedono cure specializzate. Tutte le persone a bordo devono essere fatte sbarcare urgentemente. L’umanità lo impone”. Si tratta di tre maghrebini. Tra le persone evacuate c’è anche un uomo con i piedi perforati da ferite di arma da fuoco. L’uomo è stato trasferito presso la Guardia Medica di Lampedusa per le cure del caso. Un altro migrante era a rischio setticemia.

IL MEDICO – Delle 13 persone visitate al Poliambulatorio dell’isola, “solo una giovane donna era in condizioni critiche per una brutta otite. Aspettiamo la visita dell’otorino prevista per lunedì. Gi altri sono stati dimessi tutti e sono stati portati all’hotspot” ha detto all’AdnKronos Francesco Cascio, che da qualche mese è il responsabile del Poliambulatorio di Lampedusa.

“Siamo stati avvertiti dalla Guardia Costiera – ha raccontato – che a bordo della nave ci fossero una ventina di persone affette da varie patologie. Così ho chiesto di poterle visitare. Però poi i miei medici che li hanno visitati, perché io non ero presente, hanno detto che solo una ragazza era affetta da otite”. E “mi era stato detto che un’altra donna era affetta da emorragia vaginale – ha aggiunto – ma poi abbiamo potuto constatare che era un falso allarme perché aveva l’emoglobina a 11,3”.

LE POLEMICHE – E ancora: “Queste polemiche sui referti medici dei migranti visitati al Poliambulatorio sono davvero fuori luogo. Un referto non può essere fazioso. Siamo medici e sono atti ufficiali. Non capisco davvero queste polemiche” ha poi detto all’AdnKronos Cascio, commentando i dubbi sollevati da più parti dopo le visite seguite sui 13 migranti evacuati dalla Open Arms. “Stavano bene – ha ribadito – solo una ragazza aveva una otite e verrà visitata lunedì dall’otorino che aspettiamo. Gli altri sono stati dimessi perché stanno bene”.

A Cascio era stata anche segnalata la presenza di 20 migranti affetti da scabbia “ma tra i 13 migranti visitati non c’erano vasi di scabbia”, come ha spiegato. “Il referto non è stato firmato da me ma dai medici del Poliambulatorio”. Fino a poco tempo fa Cascio faceva politica a tempo pieno, prima da deputato nazionale di Forza Italia, poi da Presidente dell’Ars. “Io faccio il medico, forse qualcuno pensa che non potrei farlo dal momento che ho fatto politica?”.

GARANTE DETENUTI – Il Garante nazionale delle persone private della libertà, Maura Palma, segue con “preoccupazione” gli sviluppi della situazione delle persone a bordo della nave Open Arms. Il Garante, dopo una lunga e cordiale interlocuzione telefonica con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, ha inviato una lettera al ministro dell’Interno che aveva dato notizia di un decreto di divieto di sbarco e ai ministri della Difesa e delle Infrastrutture e trasporti, oltre che allo stesso presidente del Consiglio.

Nella lettera il Garante esprime “forte preoccupazione” per la perdurante situazione di privazione de facto della libertà delle persone a bordo della nave e per l’impatto che tale situazione ha sui diritti fondamentali delle persone soccorse, sul loro precario equilibrio psico-fisico, certificato anche da una équipe medica di ‘Emergency’, sul concretizzarsi di una condizione di ‘trattamento inumano o degradante’, vietato in modo inderogabile dall’articolo 3 della Convenzione europea per i diritti umani.

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Pubblicato in: Arte, Devoluzione socialismo, Fisco e Tasse

Francia. Macron strozza persino il Crazy Horse.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-08-16.

2019-08-10__Crazy Horse

Il Crazy Horse è un qualcosa di unico al mondo.

Le ragazze del corpo di ballo hanno superato una selezione che ne accoglie solo una su cinquecento che vorrebbero lavorarvi. Provengono tutte dalla danza classica e dalla ginnastica artistica.

Infatti, se è vero che le ballerine danzano vestite di una parrucca, sarebbe altrettanto vero notare come già dopo pochi minuti si resta esterrefatti delle prestazioni professionali ginniche: più che ad uno spettacolo di varietà si starebbe assistendo a delle selezioni olimpiche.

La grazie tuttavia è tale che non permette di individuare immediatamente il severo sforzo muscolare, che deve essere dispiegato senza che trapeli il minimo senso di fatica. Anni di esercizi per realizzare show di pochi minuti primi.

Alla fine dello spettacolo ci si domanda come sia stato possibile raggiungere un simile grado di perfezione. Gli allineamenti non sgandano per più di un millimetro, nemmeno sotto sforzo massimo. Ed i volti sono costantemente sorridenti.

In poche parole, nel suo genere, è il top mondiale.

A fine carriera, ciascuna di quelle ballerine ha ottime credenziali per aprire una scuola di danza.

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Ma il Crazy Horse ha un implacabile nemico,

una satanica belva assetata di sangue umano, mai sazia.

Mr Macron ed il fisco francese.

Su cento euro che entrano, settantuno devono andare al fisco. E mica che questi si dimentichi di taglieggiare poi a man bassa gli onorari delle ragazze, peggio dei magnaccia dell’angiporto di Marsiglia.

Come risultato, il Crazy Horse si è trovato a dover ridurre i prezzi dei biglietti, cercando di ripianare i conti aumentando il numero della clientela.

Ma il termometro della crisi ha condotta persino a prospettare dei

«ONLY THE SHOW/NO DRINKS

Special offer on Mondays & Tuesdays at 11 pm»

ad 87 euro a testa.

Poi, ci sono anche ingressi last minute.

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Nota per futura memoria.

«Il 12 dicembre 2012, in ragione dell’elevata tassazione (75%) sui redditi più alti introdotta dal Governo di François Hollande, ha annunciato di aver trasferito la sua residenza a Néchin, un paesino in Belgio a pochi chilometri dal confine con la Francia. Fortemente criticato per la sua scelta (che segue una decisione analoga di altri ricchi francesi), il 16 dicembre ha dichiarato che avrebbe restituito il passaporto francese per prendere, oltre alla residenza, la cittadinanza belga e ha messo in vendita per 50.000.000 € la sua casa di Parigi; due giorni dopo ha anche fatto balenare la possibilità di acquisire la doppia cittadinanza italiana.

Sempre nello stesso periodo il presidente russo Vladimir Putin si è detto disponibile a consegnare a Depardieu il passaporto russo e ha successivamente firmato il decreto per la concessione della nazionalità russa il 3 gennaio 2013. Il 6 gennaio Depardieu ha effettivamente raggiunto la Russia nella quale, oltre a ricevere il passaporto russo, ha avuto l’occasione di pranzare con lo stesso Putin sul Mar Nero in vista delle festività natalizie ortodosse»

Pubblicato in: Criminalità Organizzata, Devoluzione socialismo

Germania. Trenta persone bloccano i treni VW carichi di macchine.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-08-16.

2019-08-15__VolkWagen 001

«A group of environmental activists stopped a train loaded with 200 brand new Volkswagen (VW) cars in the northern city of Wolfsburg for several hours on Tuesday, in protest of the automotive industry’s contribution to climate change»

«Local police said that around three dozen activists participated in the protest, and several of them tied themselves to the tracks between the VW factory and a local station, forcing the train to stop on a bridge»

«Several activists were detained, but Wolfsburg police told news agency AFP a short time later that they had all been released»

«One of the groups participating in the blockade said in a blog post that the protest was in response to the “failed climate policy” of the German government in regards to mobility and fostering a “transport revolution.”»

* * * * * * *

Una cosa sono le parole ed un’altra sono i fatti.

Una cosa è gridare a gran voce ‘democrazia‘ ed un’altra, totalmente differente, è metterla in pratica.

Se è sequenziale al concetto che in democrazia viga il diritto alla libera parola, ad esprimere il proprio punto di vista, dovrebbe essere altrettanto sequenziale che ciò fosse fatto nel rispetto della esistenza e della libertà altrui.

Quando in una nazione che si definirebbe ‘democratica‘ si permette che una trentina di persone blocchino per molto tempo una linea ferroviaria e, con essa, il traffico merci di un’azienda produttrice, alla libertà è subentrato l’arbitrio.

Comanda non la maggioranza ma chi vuole prevaricare.

I dimostranti ritengono, sia pure implicitamente, di essere i depositari di una verità assoluta e globale, donde trarrebbero la giustificazione ad imporre con la forza le idee che sostengono. Si attua de facto la dittatura di una minoranza organizzata e motivata, spesso stipendiata. Questo è il primo passo verso la dittatura politica. Questo è stato un punto di passaggio della presa del potere da parte del partito nazionalsocialista.

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Nelle democrazie occidentali il Cittadino vale quando come Elettore si sceglie i suoi governanti. Le elezioni sono il cuore centrale della democrazia.

Poi, gli eletti si daranno da fare per fare approvare in parlamento delle leggi.

Se alla maggioranza compete il governo, alla minoranza compete l’adeguarsi alla volontà della maggioranza: se questo fondamentale equilibrio venisse a meno, la democrazia crollerebbe.

È il parlamento, non la piazza. il posto ove si concretizza l’azione politica.

Sono democratici questi dimostranti? Bene. A giorni in Germania si andrà a votare in tre Länder e constateremo il risultato delle urne.


Deutsche Welle. 2019-08-14. German climate protesters block train carrying Volkswagen cars

Dozens of climate protesters tied themselves to a train track in front of a freight train to protest the German government’s ‘failed climate policy.’.

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A group of environmental activists stopped a train loaded with 200 brand new Volkswagen (VW) cars in the northern city of Wolfsburg for several hours on Tuesday, in protest of the automotive industry’s contribution to climate change.

Local police said that around three dozen activists participated in the protest, and several of them tied themselves to the tracks between the VW factory and a local station, forcing the train to stop on a bridge.

About 15 officers responded to the incident, but initially saw no reason to take immediate measures against the activists.

According to German rail company Deutsche Bahn, as the train was on a feeder track leaving the VW factory in Wolfsburg, other rail traffic in the area was not affected by the blockade. 

Calls for a ‘transport revolution’

A police spokesperson said the blockade was cleared in the evening and protesters who had abseiled from the bridge were collected by a police boat waiting in the canal below. Several activists were detained, but Wolfsburg police told news agency AFP a short time later that they had all been released.

According to the German press agency dpa, the activists said they were trying to delay the production process. VW said that the protest action had no effect on the production and distribution of vehicles.

One of the groups participating in the blockade said in a blog post that the protest was in response to the “failed climate policy” of the German government in regards to mobility and fostering a “transport revolution.”

According to AFP, a handful of activists connected to the rail blockade were spending the night in a metal globe in the entrance hall of VW’s headquarters. They planned to end their protest on Wednesday with a press conference.

In a statement, VW said that climate protection and sustainability were among the company’s top priorities and that it regularly invited environmental organizations for discussions on sustainable mobility.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Italia. Sondaggi. Centrodestra a 413 seggi, 66.3%. – Corriere

Giuseppe Sandro Mela.

2019-08-16.

2019-08-11__Corriere__Previsioni 001

Il Corriere della Sera ha pubblicato i risultati dei sondaggi elettorali Ipsos, raccolti secondo le possibili combinazioni di accorpamenti.

Un centrodestra unito otterrebbe 413 / 618 seggi, ossia il 66.3%. Si ricordi che una legge di riforma costituzionale approvata con maggioranza qualificata non necessita di corroborazione referendaria.

La Lega da sola non otterrebbe la maggioranza dei seggi, come succederebbe invece se fosse in coalizione con Fratelli di Italia.

Riportiamo, come nostra abitudine quando sia possibile, anche le fotocopie degli articoli originali.


Sarebbe opportuno fare un solo unico commento.

Un certo quale numero di lettori lascia commenti furibondi ed osceni, come se i risultati dei sondaggi fossero attribuibili a noi e non alle società di rilevamento dati. Troppo onore: noi riportiamo soltanto e, di norma, senza commento alcuno.

Constatiamo soltanto come il bilioso commento ispirato da rabbia impotente non consenta quel pacato confronto di idee che dovrebbe essere alla base della civile convivenza.

2019-08-11__Corriere__Previsioni 002

Pubblicato in: Criminalità Organizzata

Open Arms. Salvini blocca nuovamente lo sbarco.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-08-15.

2019-08-15__Viminale__001

Se nel 2017 il numero di migranti illegali clandestini arrivati in Italia era 97,313, tale numero è sceso a 10,277 nel 2018 e nel 2019, primo semestre, si aggira attorno alle 4,289 unità, secondo i dati forniti dal Viminale.

Dei 4,289 arrivi, nessun migrante clandestini veniva da territori di guerra o di imminente pericolo.

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Sulle vicende della nave negriera Open Arms abbiamo già riportato notizie.

TAR Lazio. Un’altra sentenza politica. I magistrati credono di essere onnipotenti.

«Il nuovo divieto di ingresso per Open Arms nelle acque territoriali italiane, deciso dal Viminale dopo che il Tar del Lazio ha sospeso il precedente stop, riporta solo la firma del ministro Matteo Salvini a non quella della ministra della Difesa Elisabetta Trenta e del ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli»

«La mancata firma dei due ministri M5S ha di fatto reso inefficace il secondo divieto di ingresso perchè, in base a quanto prevede il decreto sicurezza bis, il provvedimento deve essere adottato dal responsabile del Viminale “di concerto con il Ministro della difesa e con quello delle infrastrutture e dei trasporti, secondo le rispettive competenze, è data notizia al Presidente del Consiglio dei ministri”.»

«Diverso è il permesso di sbarcare, negato allo stato a Open Arms, che tecnicamente è concesso dalla Prefettura, dunque dal Viminale, che poi deve predisporre l’accoglienza»

* * * * * * *

Il problema è politico.

Alcuni stati dell’Unione Europea patrocinano con moventi politici la tratta clandestina degli immigrati illegali avendo per preciso obiettivo quello di traghettarli in Italia al fine di destabilizzare la situazione nazionale.

Al momento il Ministro Salvini può concretamente cercare di ostacolare migrazione e sbarco, ma è evidente come senza un’azione politica dei confronti di Francia, Germania e relativi supporter il tutto si risolva in una fatica di Sisifo.

Uno spiraglio potrebbe aprirsi la sera del 1°settembre, quando Frau Merkel dovrà constatare la débâcle elettorale in Brandenburg, ove AfD dovrebbe diventare il primo partito, ed in Sachsen, ove la Cdu dovrebbe perdere almeno quindici punti percentuali.

Un eventuale crollo di Frau Merkel toglierebbe l’appoggio politico dato a queste organizzazioni criminali.

Per quanto riguarda invece la situazione della Open Arms, al momento è di stallo.


Ansa. 2019-08-15. Lo stallo Open Arms, cosa succede ora?

Il nuovo divieto di ingresso per Open Arms nelle acque territoriali italiane, deciso dal Viminale dopo che il Tar del Lazio ha sospeso il precedente stop, riporta solo la firma del ministro Matteo Salvini a non quella della ministra della Difesa Elisabetta Trenta e del ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli. La mancata firma dei due ministri M5S ha di fatto reso inefficace il secondo divieto di ingresso perchè, in base a quanto prevede il decreto sicurezza bis, il provvedimento deve essere adottato dal responsabile del Viminale “di concerto con il Ministro della difesa e con quello delle infrastrutture e dei trasporti, secondo le rispettive competenze, è data notizia al Presidente del Consiglio dei ministri”.

Diverso è il permesso di sbarcare, negato allo stato a Open Arms, che tecnicamente è concesso dalla Prefettura, dunque dal Viminale, che poi deve predisporre l’accoglienza. Dunque ora la Open Arms si trova in acque italiane, davanti Lampedusa. “al riparo non abbiamo il permesso di entrare in porto” fanno sapere dalla ong spagnola. Contro la decisione monocratica del Tar del Lazio di sospendere il divieto di ingresso nelle acque italiane per la Open Arms, perchè si ravvisa “una situazione di eccezionale gravità e urgenza” nonchè “un vizio di eccesso di potere per travisamento dei fatti e di violazione delle norme di diritto internazionale del mare in materia di soccorso”, il ministro Salvini ha annunciato il ricorso al Consiglio di Stato.

Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Economia e Produzione Industriale, Unione Europea

Eurozona. Sta diventando ecologicamente pulita. Produzione industriale -1.6% yoy.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-08-15.

2019-08-15__Eurostat__001

Eurostat ha rilasciato il Report:

Industrial production down by 1.6% in euro area

«June 2019 compared with May 2019 Industrial production down by 1.6% in euro area Down by 1.5% in EU28.

In June 2019 compared with May 2019, seasonally adjusted industrial production fell by 1.6% in the euro area (EA19) and by 1.5% in the EU28, according to estimates from Eurostat, the statistical office of the European Union. In May 2019, industrial production rose by 0.8% in the euro area and by 0.9% in the EU28.

In June 2019 compared with June 2018, industrial production decreased by 2.6% in the euro area and by 1.9% in the EU28.

Monthly comparison by main industrial grouping and by Member State

In the euro area in June 2019, compared with May 2019, production of capital goods fell by 4.0%, non-durable consumer goods by 2.8%, durable consumer goods by 1.2%, intermediate goods by 0.8% and energy by 0.2%.

In the EU28, production of capital goods fell by 3.5%, non-durable consumer goods by 2.2%, durable consumer goods by 1.4%, intermediate goods by 0.9% and energy by 0.4%.

Among Member States for which data are available, the largest decreases in industrial production were registered in Ireland (-8.8%), Denmark (-7.6%) and Portugal (-4.5%). The highest increases were observed in Lithuania and Malta (both +1.8%) and Latvia (+1.5%).

Annual comparison by main industrial grouping and by Member State

In the euro area in June 2019, compared with June 2018, production of capital goods fell by 4.4%, intermediate goods by 2.6%, durable consumer goods by 1.0% and energy by 0.1%, while production of non-durable consumer goods rose by 0.1%.

In the EU28, production of capital goods fell by 3.7%, intermediate goods by 2.0% and durable consumer goods by 0.5%, while production of non-durable consumer goods rose by 0.2% and energy by 0.6%.

Among Member States for which data are available, the largest decreases in industrial production were registered in Germany (-6.2%), Croatia and Portugal (both -5.6%). The highest increases were observed in Estonia (+7.4%), Latvia (+4.4%), Denmark (+4.2%) and Hungary (+4.1).»

* * * * * * *

«In the euro area in June 2019, compared with May 2019, production of capital goods fell by 4.0%, non-durable consumer goods by 2.8%, durable consumer goods by 1.2%, intermediate goods by 0.8% and energy by 0.2%.»

«Among Member States for which data are available, the largest decreases in industrial production were registered in Ireland (-8.8%), Denmark (-7.6%) and Portugal (-4.5%).»

«The highest increases were observed in Estonia (+7.4%), Latvia (+4.4%), Denmark (+4.2%) and Hungary (+4.1).»

* * * * * * *

Si noti la produzione industriale germanica, da gennaio a giugno: -3.1, -2.1, -2.7, -4.1, -5.0. Totale, -6.2% anno su anno.

L’Unione Europea si avvia a diventare ecologicamente pulita per soppressione della produzione industriale.

Certo che la miseria sarà grande e che la fame farà sentire i propri morsi, ma gli europei potranno girare a testa alta, ripetendosi l’un l’altro che ce la hanno fatta. Saranno felice quando al ritorno dalle ferie le loro industrie non li accoglieranno più, perché chiuse.

Un particolare a latere.

A cosa mai servirebbe importare migranti illegali se la produzione industriale crolla?

Forse che li si importa per farli crepare di fame?


Ansa. 2019-08-14. Ue-19: crolla la produzione industriale, -1,6% a giugno

Crolla la produzione industriale a giugno: nella zona euro è scesa dell’1,6% e nella Ue-28 di 1,5%. Lo comunica Eurostat. A maggio era aumentata di 0,8% e 0,9%. In Italia il calo è di appena 0,2%, mentre il più alto è in Irlanda (-8,8%), Portogallo (-4,5%), Francia (-2,3%) e Germania (-1,8%). Nella zona euro a giugno è scesa soprattutto la produzione di beni capitali (-4%), mentre quelli non durevoli sono calati di 2,8%, quelli durevoli di 1,2%, i prodotti intermedi di 0,8% e l’energia di 0,2%. Oltre alla zona euro, sono molti i segni meno anche nella Ue-28: Danimarca (-7,6%), Croazia (-2,2%), Cechia (-2,8%), Polonia (-2,1%), Ungheria (-1,8%). Aumenti della produzione si sono invece registrati in Lituania e Malta (+1,8%) e Lettonia (+1,5%). In Italia, dopo la flessione di aprile (-0,8%), è risalita all’1% a maggio per poi scendere al -0,2% di giugno.

Nel secondo trimestre 2019 il Pil è salito dello 0,2% sia nell’Eurozona che nella Ue-28. Nel trimestre precedente era cresciuto di 0,4% nella zona Euro e di 0,5% nell’Ue-28. Lo rileva Eurostat, che conferma la sua stima flash del 31 luglio. Per l’Italia si conferma la crescita zero nel secondo trimestre, secondo dato peggiore dopo la Germania che dallo 0,4% del primo trimestre, crolla a -0,1% nel secondo. Nella zona euro anche il Pil della Francia e del Belgio arretrano (da 0,3% a 0,2%), quello della Spagna (da 0,7% a 0,5%), dell’Austria (da 0,4% a 0,2%). Nella Ue-28 invece virano in negativo anche la Svezia (da +0,5% a -0,1%) e il Regno Unito (da +0,5% a -0,2%). In crescita invece la Finlandia (da 0,5% a 0,9%), la Lettonia (da -0,1% a +0,8%), e la Danimarca (da 0,1% a 0,8%).

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TAR Lazio. Un’altra sentenza politica. I magistrati credono di essere onnipotenti.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-08-15.


201908-14__Tar__001

Il Tribunale del Tar Lazio, nella persona del Presidente Leonardo Pasanisi, si è arrogato il diritto di bloccare una direttiva governativa emettendo una sentenza di carattere squisitamente politico, N. 054791/219 REG. PROV. CAU. N.10780/2019 REG. RJC

«…. DECRETO

sul ricorso numero di registro generale 10780 del 2019, proposto da Foundacion Proa (Pro – Activa Open Arma), in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dagli avvocati Arturo Salemi, Mario Antonio Angelelli, Maria Rosaria Damizia, Giuseppe Niooletti, Gaetano Mario Pasqualino, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia;

contro

Ministero dell’Interno, in persona del Ministro pro tempore, Ministero della Difsa, in persona del Ministro pro tempore, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, in persona del Ministro pro tempore, Presidenza del Consiglio dei Ministri, in persona del Presidente pro tempore non costituiti in giudizio; ….»

*

Il giudice ha sentito la parte ricorrente, i medical report, la relazione psicologica e la dichiarazione del capo missioni. Con il vivo senso della giustizia che contraddistingue i giudici liberal non ha sentito le argomentazioni di controparte.

Tanto la sentenza era già stata decisa: il giudice Pasanisi doveva solo firmarla.

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I recenti fatti del Consiglio Superiore della Magistratura, ove le cariche erano messe in vendita ma concesse solo a persone politicamente vicine. ci danno un significativo quadretto della magistratura italiana, forse la più politicizzata del mondo. Nemmeno ai tempi di Stalin si vedevano cose del genere.

La divisione dei poteri è invocata solo a preservazione dei loro privilegi politici: i magistrati sono politici e politici di parte.

Questa è un’altra sentenza politica.

Se è vero che nel 1943 si era impotenti contro lo strapotere dei nazionalsocialisti e dei fascisti, sarebbe anche vero ricordare come questi furono trattati dopo che gli alleati ci liberarono.

Quanti magistrati dell’epoca finirono con le scarpe al sole!

Beh: occorre avere ancora un po’ di pazienza.


Su Open Arms braccio di ferro tra Salvini e il Tar. Navi marina scortano nave Ong in acque italiane

Braccio di ferro tra il ministro dell’Interno Matteo Salvini e il Tar del Lazio sull’ingresso nelle acque italiane di Open Arms.

Il Tar ha disposto la sospensione del divieto d’ingresso nelle acque territoriali italiane della Open Arms. E’ quanto sostiene la stessa Ong sottolineando che sulla base della decisione dei giudici “ci dirigiamo verso il porto sicuro più vicino in modo che i diritti delle 147 persone, da 13 giorni sul ponte della nostra nave, vengano garantiti”. “Alla luce della documentazione prodotta (medical report e relazione psicologica” e “della prospettata situazione di eccezionale gravità ed urgenza” si giustifica “la concessione della richiesta” per “consentire l’ingresso della nave Open Arms in acque territoriali italiane e quindi di prestare l’immediata assistenza alle persone soccorse maggiormente bisognevoli”. E’ quanto rileva il Tar del Lazio accogliendo il ricorso di Open Arms e sospendendo il divieto di ingresso in acque italiane.

Il Viminale invece contesta la decisione del Tar del Lazio sulla sospensione del divieto di ingresso in acque italiane della Open Arms e proporrà ricorso urgente al Consiglio di Stato. Il ministro dell’Interno Matteo Salvini inoltre, si apprende, è pronto a firmare un nuovo provvedimento di divieto di ingresso nelle acque territoriali italiane. La decisione di ricorrere al Consiglio di Stato, secondo quanto si apprende, sarebbe motivata dal fatto che agli avvenimenti citati nel provvedimento del Tar se ne sono aggiunti altri. Per giorni, si osserva, “Open Arms si è infatti trattenuta in acque Sar libiche e maltesi, ha anticipato altre operazioni di soccorso e ha fatto sistematica raccolta di persone con l’obiettivo politico di portarle in Italia”.

Intanto, due navi della Marina Militare stanno scortando a distanza verso le acque territoriali italiane la Open Arms, che attualmente naviga a tre nodi in direzione di Lampedusa. Lo si apprende da fonti della Difesa secondo le quali già dalla serata di ieri il ministro Elisabetta Trenta sta seguendo la vicenda. Dopo aver preso contatti con il Tribunale dei minori di Palermo ed essersi accertata delle condizioni dei 32 minori a bordo, il ministro nella giornata di ieri ha dato mandato al capo di stato maggiore dalla Difesa Vecciarelli di far avvicinare le due navi della Marina in modo da essere pronti ad un eventuale trasferimento. Il ministro è stato inoltre in contatto con le altre autorità di governo competenti per poter arrivare allo sbarco dei 32 miniori che si trovano in mare da 13 giorni.

In serata Salvini rincara la dose: “Continuo e continuerò a negare lo sbarco a chi pretende di portare dei clandestini sempre e solo in Italia. Se qualcuno la pensa diversamente se ne assuma la responsabilità”. La Open Arms, “nave spagnola di ong spagnola – aggiunge – era in acque maltesi e non si capisce perché un giudice italiano possa consentire l’ingresso nelle nostre acque”.

Pubblicato in: Banche Centrali, Devoluzione socialismo, Finanza e Sistema Bancario

Borse occidentali tutte in profondo rosso. Fine delle illusioni.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-08-14. h 17:05.

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Borse giù, allarme recessione Usa: si inverte curva rendimenti bond 2-10 anni, prima volta dal 2007

«La Borsa di New York ha avviato le contrattazioni in calo, risentendo dei nuovi timori di un rallentamento dell’economia a stelle e strisce, dopo l’inversione della curva dei rendimenti dei titoli di Stato Usa. Intanto, le Borse europee si confermano deboli, non riuscendo a mantenere il trend positivo che ieri le aveva portate a chiudere in buon rialzo sulla scia del rinvio a dicembre di alcuni dazi Usa sui prodotti cinesi. I listini sono penalizzati da una serie di dati macroeconomici negativi pubblicati in Cina e in Germania. A questi fattori, appunto, si è aggiunta la preoccupazione per l’inversione della curva dei rendimenti dei titoli di Stato Usa tra la scadenza a 2 anni e quella a 10, situazione che torna a verificarsi per la prima volta da maggio 2007 e che, negli ultimi 40 anni, è sempre stata anticipatrice di una recessione dell’economia americana.»

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Germania: Pil in calo nel II trimestre, ‘fine del decennio d’oro’

«In Francia boccata d’ossigeno per Macron dal mercato lavoro (Il Sole 24 Ore Radiocor Plus)- Milano, 14 ago – La locomotiva tedesca e’ (quasi) in panne. Sotto il peso del rallentamento globale del commercio, il Pil della Germania ha accusato una contrazione dello 0,1% nel secondo trimestre dell’anno, che alimenta ancor piu’ i timori di recessione che la maggiore economia della zona euro aveva evitato di stretta misura nella seconda meta’ dello scorso anno. I dati sono in linea con le attese, sulla scia degli sfavorevoli indici settoriali dei mesi scorsi e giungono dopo il rimbalzo dello 0,4% nel primo trimestre. Resta il fatto che a livello annualizzato la crescita e’ dello 0,4%, il ritmo piu’ lento da sei anni a questa parte ed e’ un andamento nettamente peggiore rispetto alla media dell’Eurozona, che – sia pure in rallentamento – ha registrato nel suo insieme una crescita dello 0,2% nel secondo trimestre. Stretta tra la crisi dell’auto, la guerra commerciale tra Usa e Cina e la prospettiva di un’uscita caotica della Gran Bretagna dalla Ue, la locomotiva tedesca rischia cosi’ di deragliare nella recessione»

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No.

La Germania è già in depressione, chiamando le cose con il loro nome.

 Tittillare la Cina non porta nulla di buono.

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Pubblicato in: Demografia, Devoluzione socialismo, Unione Europea

Partiti. Leader, iscritti ed Elettori. Il discrimine tra successo ed insuccesso.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-08-14.

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I partiti politici dispongono sostanzialmente di tre livelli decisionali: la élite dirigenziale, gli iscritti tesserati ed infine gli Elettori.

Per comprovata tradizione in Occidente la linea politica ed economica è tracciata dalla dirigenza.

In situazioni che richiedono decisioni importanti è costumanza convocare un congresso straordinario e porre agli iscritti il quesito di cosa si debba fare: quid agendum sit.

Ma alla fine il giudizio tranchant deriva dal responso delle urne.

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Se a prima vista questo modo di procedere sembrerebbe essere logico e democratico, nei fatti si dimostra molto lacunoso e fuorviante.

Tutto questo ragionamento si basa infatti sul presupposto, sul postulato implicito, che la dirigenza rispecchi fedelmente le idee della base degli iscritti e che questa sia campione affidabile dell’elettorato.

Bene, ai nostri tempi questa assunzione non è più valida, ed è la causa efficiente del tracollo di molti partiti politici tradizionali europei, dalla Cdu ed Spd in Germania, al partito democratico in Italia.

Poche situazioni umane soggiacciono più strettamente al principio di inerzia delle politiche. La gran parte delle dirigenze si dimostra incapace di evolversi nel tempo: ne consegue che gli Elettori voltano le spalle a queste formazioni politiche.

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Il problema è plurifattoriale, ma due elementi giocano un ruolo apparentemente fondamentale: la classe di età e la situazione lavorativa.

Elezioni europee. Voto per età, studi, professione, e religiosità.

Per il Partito Democratico, che alle ultime scorse elezioni europee ottenne il 22.7% dei voti, il 19% degli elettori aveva meno di quaranta anni, mentre il 27.9% erano sopra i 65 anni.

Per la Lega, che alle ultime scorse elezioni europee ottenne il 34.3% dei voti, il 38% degli Elettori ha età compresa tra i 35 ed i 64 anni, ossia è in età lavorativa.

Per il PD i lavoratori autonomi e gli operai sono quota marginale dell’Elettorato, essendo il 17.8% ed il 14.3%, rispettivamente. Ben il 28.2% degli Elettori PD sono pensionati. Al contrario la Lega ha in queste fascie il 42.2% ed il 40.3% degli Elettori, rispettivamente.

In poche parole, l’Elettorato del partito democratico è vecchio e pensionato, quello della Lega giovane e lavoratore.

Facendo un conto grossolano ma aderente alla realtà, entro dieci anni il PD perderà un buon trenta percento degli Elettori per il naturale rinnovo della popolazione.

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PD e Lega hanno seguito due differenti strategie decisionali.

– Seguendo la classica procedura, il PD si è rivolto ad una base degli iscritti che non rappresentano più il loro Elettorato, e quindi sono stati duramente punti alle elezioni.

– La Lega, al contrario, ha regolarmente sondato gli umori degli Elettori, assumendoli come linee guida: il risultato è sotto gli occhi di tutti.

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Una delle più pregnanti definizioni dell’intelligenza identifica questa capacità umana con l’arte di saper riconoscere obiettivamente i fatti nuovi e di saperne trarre le conseguenze in modo sequenziale.

Ma l’acume politico è appannaggio di pochi.

Nota.

Un discorso a parte riguarderebbe i media, che in Occidente continuano imperterriti ad ignorare i parere dell’Elettorato, nel tentativo di imporgli le loro ideologie. Il risultato è una disassuefazione dei lettori.


Adnk. 2019-08-13. Calenda: “Il Pd è finito”

Il Pd è finito“. Lo ammette Carlo Calenda ai microfoni di ‘Circo Massimo’, su Radio Capital. “Così com’è, è finito sicuramente. Dopodiché può decidere di andare oltre se stesso, rilanciarsi, ricostruirsi in qualcosa di diverso” ragiona l’europarlamentare, che poi delimita i confini della scissione nel partito. “Ci sono due Pd: uno ha i gruppi parlamentari e un altro ha il partito. Nell’ultima direzione ho proposto di creare una segreteria politica in cui la gente si guarda in faccia e prende una decisione comune. I primi a non volerlo sono stati i renziani. Renzi non si siede con nessuno, non prende la telefonata di nessuno e non discute con nessuno. Questa è la verità” attacca l’ex ministro.

“La scissione nel Pd già c’è. Ormai – prosegue – è un dato di fatto. Renzi ha fatto un’intervista, non solo facendo zompare per aria il Pd ma anche facendolo diventare argomento di conversazione al posto della crisi di governo. Il tutto senza fare una telefonata a nessuno. E questo aveva detto che avrebbe fatto il senatore semplice e che non avrebbe parlato per due anni… pensa se parlava”.

Il governo istituzionale proposto da Renzi, che vedrebbe insieme i parlamentari dem e i 5 Stelle, secondo Calenda, “rischia di farsi, perché l’impulso all’autopreservazione del ceto politico è gigantesco. E l’ex premier ha bisogno di più tempo per fare il suo partito. Ma così offriremo un’occasione gigantesca a Salvini”.

L’ideatore di ‘Siamo Europei’, però, non si arrende: “Non vuol dire che non si lotterà fino alla fine. Io cercherò di costruire un fronte repubblicano, come sto dicendo da mesi, ma insieme al Pd. Si può anestetizzare questa ferita solo rilanciando un grande progetto politico che al momento anche Zingaretti mi sembra non stia lanciando. Se vuole fare il segretario del Pd, e non l’amministratore straordinario della liquidazione – consiglia Calenda – deve rilanciare facendo un grande progetto che coinvolga e vada oltre il Pd”.

“Se avrà il coraggio di farlo, esisterà qualcosa che non sarà il Pd come lo conosciamo oggi. Se non lo farà, il Pd scenderà al 15% e poi ci sarà una sinistra frammentata. E questo significherà consegnare l’Italia a Salvini. Mi batterò contro questa prospettiva. Magari sarò solo come un pirla…”.

L’ex ministro vede una sola via maestra: “Il confronto democratico con le elezioni. E la costruzione del fronte democratico e repubblicano. Abbiamo una battaglia da fare contro chi ci vuole portare fuori dall’Europa e questa battaglia si fa a viso aperto, non facendo accrocchietti per qualche mese”.

Pubblicato in: Banche Centrali, Devoluzione socialismo, Unione Europea

Germania. L’Italia dovrebbe pagare la depressione tedesca….

Giuseppe Sandro Mela.

2019-08-14.

Botticelli. Le Tre Grazie. Particolare.

Frau Ursula von der Leyen, Mrs Christine Lagard, Frau Annegret Kramp-Karrenbauer, Frau Angela Merkel e Mrs Kristalina Georgieva sono le cinque femmine che occupano tutti i cinque più importanti ruoli direzionali dell’Unione Europea, alla faccia dell’equa ripartizione del gender.

Comme d’habitude, ci si riserva il giudizio dopo che le signore abbiano avuto un congruo lasso di tempo per poter operare, ed auguriamo loro, ma anche a noi Contribuenti, di ottenere ampi successi.

Però constatiamo come la situazione sia drammaticamente tesa.

È in corso una guerra finanziaria ed economica tra Cina e Stati Uniti, la prima per ottenere l’egemonia economica mondiale ed i secondi per cercare di sopravvivere; negli Stati Uniti è tuttora in corso una guerra civile con i liberal democratici che cercano disperatamente di non essere completamente annientati dai tempi e da Mr Trump. In questa situazione l’Unione Europea appare dilacerata da tensioni tra quanti abbiano una visione statalista centralizzata e quanti invece sostengano il sovranismo identitario, con una feroce dicotomia tra stati occidentali continentali e quelli dell’ex est europeo e del Mediterraneo.

Ma la frammentazione politica a seguito della devoluzione dell’ideologia liberal socialista è solo la punta dell’iceberg.

Se l’Eurozona aveva nel 2008 un pil di 14,128 miliardi Usd, a fine 2018 questo parametro valeva 13,669 miliardi:per comparazione, gli Stati Uniti sono passati dai 13,814 miliardi di pil 2008 agli attuali 20,280.

Anche senza volersi addentrare nella diagnosi, il malessere dell’Unione Europea è stridentemente evidente.

È questa la realtà con la quale dovranno cimentarsi queste Cinque Grazie, prive di esperienza specifiche.

Forse però questo potrebbe essere un bene: sarebbe un certo fallimento cercare di far riprendere l’Unione Europea somministrandole i rimedi che la hanno portata al fallimento.

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Inutile cercare di nascondersi dietro ad un dito.

La Germania è il motore dell’Europa, la locomotiva: impantanatasi nella depressione, trascina in essa tutta l’Unione Europea.         

Germania. Produzione industriale. -21.3% in sette mesi. È in depressione.

ECB. Se non è un ‘si salvi chi può’, ci assomiglia molto.

Germania. Produzione industriale -5.2% a/a. È depressione. – Destatis.

Germania. I segni tangibili della devoluzione liberal socialista.

Germania. Stratificazione per tipologia di reddito. Classe media estinta.

Germania. 5.3 milioni di depressi.

Merkel. Quella telefonata che allunga la vita ….

«The German trade surplus narrowed to EUR 16.8 billion in June 2019 from EUR 22.0 billion in the same month a year earlier.  Exports plunged 8 percent year-on-year to EUR 106.1 billion in June.»

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A costo di ripetere cose ovvie, e ce ne si scusa, senza produzione industriale e manifatturiera, caso emblematico il settore automobilistico, l’export crolla ed i servizi soffrono per perdita dei clienti.

Se nella depressione del 1929 l’Occidente è riuscito a riemerge con le sole proprie forze, anche se a costo di una guerra mondiale, ad oggi la produzione abbandonata dalla Germania è rattamente sostituita da quella cinese, indiana e brasiliana. La possibilità di ripresa risulterebbe così una chimera.

Ma queste cinque fanciulline hanno un asso nella manica: far pagare all’Italia il risanamento della Germania.

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«The devil’s in the data»

«Fears of a major downturn in euro zone powerhouse Germany grew this week following “scary” industrial output figures for June and reports due over the coming week that will hold those concerns up to the light»

«On Wednesday, quarterly flash gross domestic product data for both Germany and the wider euro zone is released. The consensus forecast from Reuters’ poll is the euro zone GDP grew 0.2% in the second quarter but in Germany – the bloc’s largest economy – it’s expected to have shrunk 0.1%.»

«Investors are raising red flags about a euro zone recession and a resumption of European Central Bank bond buying as the escalating U.S.-China trade war hit the exporters»

«Markets are on high alert for signs Germany and other governments will use such cheap borrowing rates to support the deflation policies of their central banks»

«A report this week that Germany might issue new debt to finance climate protection caused a brief spike higher in bund yields and the euro»

«Germany eyes fiscal U-turn to finance climate protection plan -official»

Already, alarm bells are ringing: U.S. 30-year yields are flirting with record lows, and the premium on three-month Treasury bill rates over 10-year Treasury yields – a closely watched U.S. recession indicator – jumped to its highest since March 2007»«A quarter-point cut at the Fed’s next meeting on Sept. 18 is now almost fully priced»

«What seemed like a minor lurch in China’s currency has become a big deal for financial markets. Many fear it may be the beginning of a Chinese competitive devaluation in response to U.S. tariff threats, which in turn could trigger a currency war that may force other regional central banks to slash interest rates. The move also sparked fresh doubts a deal in the U.S.-Sino trade war will ever get done»

«Chinese trade data showed that, with falling imports and exports, Beijing needs a weaker currency to support its economy …. China state banks seen supporting yuan to steady declines»

«China state banks seen supporting yuan to steady declines»

«Time for a bubble to pop?»

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Il cuore del problema, almeno per noi italiani ed europei, sta in questa frase:

«Germany might issue new debt to finance climate protection»

Le cinque Grazie vorrebbero in parole povere fare uscire la Germania dalla depressione finanziandola con denaro ECB pagato da tutti tranne che dalla Germania. E l’Italia ne avrebbe un onere più che severo.

Ma che belle tose!


Reuters. 2019-08-11. Take Five: The devil’s in the data

1/ READY FOR A SCARY EURO ZONE GDP SHOW?

Fears of a major downturn in euro zone powerhouse Germany grew this week following “scary” industrial output figures for June and reports due over the coming week that will hold those concerns up to the light.

On Wednesday, quarterly flash gross domestic product data for both Germany and the wider euro zone is released. The consensus forecast from Reuters’ poll is the euro zone GDP grew 0.2% in the second quarter but in Germany – the bloc’s largest economy – it’s expected to have shrunk 0.1%.

Bond markets certainly fear the worst. Ten-year bunds yield a record low of almost -0.60%. The entire German government yield curve out to 30 years is now below zero. Investors are raising red flags about a euro zone recession and a resumption of European Central Bank bond buying as the escalating U.S.-China trade war hit the exporters.

Markets are on high alert for signs Germany and other governments will use such cheap borrowing rates to support the reflation policies of their central banks. A report this week that Germany might issue new debt to finance climate protection caused a brief spike higher in bund yields and the euro.

– “Scary” German output figures propel recession fears

– Germany eyes fiscal U-turn to finance climate protection plan -official

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2/ U.S. ECONOMY READ OUT

After an escalation of the U.S.-China trade row sparked one of the most volatile weeks of the year for U.S. stock and bond markets, investors are focusing on the U.S. economy’s ability to absorb a tariff war with some critical health checks on Thursday.

Already, alarm bells are ringing: U.S. 30-year yields are flirting with record lows, and the premium on three-month Treasury bill rates over 10-year Treasury yields – a closely watched U.S. recession indicator – jumped to its highest since March 2007. Some analysts now see a more than 50% chance the longest-ever U.S. economic expansion could slip into a recession within 12 months. PIMCO, one of the world’s biggest bond investors, talked of the possibility of negative Treasury yields.

U.S. July consumer price inflation, due Tuesday, has been tame in recent years and consistently below the Federal Reserve’s 2% target. Fed chair Jerome Powell said the strong tie between unemployment and inflation was broken 20 years ago and the relationship “has become weaker and weaker and weaker.”

But market watchers are in for deluge of data on Thursday: July retail sales, industrial production, the August Philadelphia Fed index and NAHB housing market indicator are coming. So are weekly jobless numbers and the June TIC data update on the breakdown of Treasury holdings

A quarter-point cut at the Fed’s next meeting on Sept. 18 is now almost fully priced. Markets see one chance in four of a larger 50-basis-point rate cut next month.

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3/ SMALL MOVE, BIG DEAL

What seemed like a minor lurch in China’s currency has become a big deal for financial markets. Many fear it may be the beginning of a Chinese competitive devaluation in response to U.S. tariff threats, which in turn could trigger a currency war that may force other regional central banks to slash interest rates. The move also sparked fresh doubts a deal in the U.S.-Sino trade war will ever get done.

That 2-plus-something percent slide in the heavily managed yuan has pushed it to 2008 lows and to the weaker side of 7 per dollar. Beijing is saying it’s merely letting market forces drive the yuan, not weaponizing the currency, and has done its best through open market operations to contain the move. Chinese trade data showed that, with falling imports and exports, Beijing needs a weaker currency to support its economy.

Yet the yuan’s drop has set in motion scarier prospects: more geopolitical and business ruptures and threats between the world’s two biggest economies. That is being borne out in plunging stocks and bond yields, tumbling emerging-market currencies and a flight to the safety of dollars, gold, bitcoin and yen.

Markets are watching the back and forth between Washington and Beijing, accusations of currency manipulation, plus the mounting pressure on the Fed to cut rates again. In addition, there is the question of how Beijing will manage expectations around its currency so it doesn’t spark a flight of domestic and foreign capital.

– China state banks seen supporting yuan to steady declines – sources

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4/ IT’S GETTING FROTHY DOWN THE LONG END

The markets rout after an escalation in the U.S.-China trade war marked new milestones for many assets, and government bonds were no exception.

As investors piled into safe-haven assets, Germany’s 30-year bond yield hit a record low, Ireland’s 10-year bond yield turned negative, and the Netherlands became the latest to join that growing club of countries with entire yield curves drowning in sub-zero territory.

The evaporation of global yield is pushing investors further out the maturity spectrum. Austria’s 100-year bond is up some 63% year-to-date, with a vertical price chart harking back to similar surges in cryptocurrencies and tech stocks.

Austria’s century bond only highlights a broader trend: the yield on the Bloomberg Barclays Multiverse index for global bonds with maturities of seven to 10 years hit a record low of 1.44% this week.

Going “long” U.S. Treasuries has featured as what fund managers think is the “most-crowded trade” for two months straight in a Bank of America Merrill Lynch survey. That could prove a bad omen – assets named “most crowded” usually sink soon afterwards. Time for a bubble to pop?

– Soaring prices in super-long euro bonds ape crypto, tech surges