Pubblicato in: Armamenti, Russia

HESA Shahed 136. Drone kamikaze iraniano ad infimo costo.

Giuseppe Sandro Mela.

2022-10-14.

Shahed-136 001

Il drone kamikaze iraniano HESA Shahed 136 ha una portata dichiarata di 2,500 kilometri, a guida remota, con una velocità massima di 185 km/h, del costo inferiore ai 100,000 dollari.

Usato in largo numero dai russi nel conflitto ukraino si è rivelato essere una arma temibile.

Visto che è destinato a deflagrare sull’obiettivo, è assemblato usando tutti pezzi rinvenibili sui mercati internazionali a bassissimo prezzo. La sua fattura è davvero rozza.

Eppure, nonostante la bassa velocità il suo impiego ha dimostrato come la difesa antiaerea ukraina, pur dotata di mezzi allo stato dell’arte, riesca ben raramente ad intercettarli. Le armi semplici funzionana più che bene.

HESA Shahed 136 fa vacillare il mito dell’alta tecnologia.

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L’HESA Shahed 136, noto anche nella designazione russa come Geran-2, è un drone aereo iraniano a sciame autonomo con munizione loitering in servizio dal 2021, sviluppato dall’Iran Aircraft Manufacturing Industries Corporation (HESA). Il suo scopo principale è quello di neutralizzare obiettivi terrestri a distanza. Il drone viene sparato in multipli da una rastrelliera di lancio pronta (in lotti da cinque in su) ed è progettato per eludere le difese aeree e travolgere gli obiettivi a terra, consumando i sistemi durante l’attacco. Il drone è stato rivelato nel dicembre 2021 attraverso filmati pubblicati. Si ritiene che il sistema sia stato dapprima impiegato attivamente nelle aree controllate dagli Houthi nello Yemen, prima di essere utilizzato attivamente dall’esercito russo durante l’invasione dell’Ucraina, a partire dal settembre 2022.

I velivoli vengono lanciati quasi orizzontalmente con un leggero angolo verso l’alto e sono assistiti nella fase iniziale del volo da un razzo di assistenza al lancio (RATO). Il razzo viene sganciato subito dopo il lancio, dopodiché subentra il motore convenzionale MD 550 del drone (una copia cinese del Limbach L550e). Grazie alla portabilità del telaio di lancio e dell’assemblaggio del drone, l’intera unità può essere montata sul retro di qualsiasi camion militare o commerciale, consentendo operazioni mobili mordi e fuggi che possono vanificare le contromisure.

L’ispezione dei droni catturati e utilizzati dalla Russia durante l’invasione dell’Ucraina del 2022 ha rivelato che il drone è costruito anche con componenti di produzione americana e dell’UE, come il processore TMS320 e la pompa del carburante di produzione polacca per conto dell’azienda britannica TI Fluid Systems.

Secondo Ihnat, in particolare, un singolo missile Kalibr costa circa 6 milioni di dollari, mentre un missile Kh-101 costa circa 13 milioni di dollari. Inoltre, questi missili possono trasportare armi nucleari, quindi la Russia dovrebbe conservarli per minacciare non solo l’Ucraina, ma anche l’Occidente.

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«HESA Shahed 136 also known in Russian designation as the Geran-2, is an Iranian loitering munition autonomous swarm pusher-prop aerial drone in service since 2021, developed by Iran Aircraft Manufacturing Industries Corporation (HESA). At its core, it is designed to neutralize ground targets from a distance. The drone is fired in multiples from a ready launch rack (in batches of five upwards) and is designed to evade air defenses and overwhelm ground targets, consuming systems during the attack. The drone was revealed in December 2021 through published footage. The system is believed to first have been actively deployed to Houthi-controlled areas in Yemen, before being actively used by the Russian Army during their invasion of Ukraine, from September 2022.

The aircraft are launched nearly horizontally at a slight upward angle and are assisted in the initial phase of flight by rocket launch assistance (RATO). The rocket is jettisoned immediately after launch, whereupon the drone’s conventional MD 550 engine (a Chinese copy of the Limbach L550e) takes over. Because of the portability of the launch frame and drone assembly, the entire unit can be mounted on the back of any military or commercial truck, enabling mobile “hit-and-run” operations that can thwart countermeasures.

Inspection of captured drones used by Russia during 2022 year Ukraine invasion revealed that the drone is built also from American and EU made components, such as TMS320 processor and the Polish made fuel pump on behalf of UK-based company TI Fluid Systems.

According to Ihnat, in particular, a single Kalibr missile costs about US$6 million, while a Kh-101 missile costs about $13 million. In addition, the named missiles can carry nukes, so Russia should save them in order to threaten not only Ukraine, but also the West.» [Fonte]

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Economico e rozzo, lo Shahed-136 è il drone iraniano usato dai russi a Kiev.

Prodotto dalla Iran Aircraft Manufacturing Industrial Company, è un piccolo veicolo aereo a pilotaggio remoto che esplode all’impatto con il bersaglio e per questo viene chiamato drone “kamikaze”.

AGI – “La difesa aerea è una priorità” aveva detto il presidente ucraino Zelensky al termine di una giornata nera: 19 morti sotto una pioggia incessante di missili russi caduta su Kiev. Il peggior attacco dal 24 febbraio. Se e in che misura sarà escalation o se si è trattato di una rappresaglia successiva all’attacco al ponte di Kerch in Crimea, lo vedremo nei prossimi giorni. Restano le dimensioni di un attacco pesante. “La mattinata è difficile. Abbiamo a che fare con i terroristi. Dozzine di missili, “Shahid” iraniani” aveva scritto Zelensky a inizio giornata sul suo account ufficiale Telegram.

Shahid iraniani? Quelli che Zelensky chiama in causa sono i droni Shahed-136 di fabbricazione iraniana. “Il nemico ha usato droni iraniani, modello Shahed-136, lanciati dal territorio della Bielorussia e contemporaneamente dalla Crimea occupata”, ha ribadito lo Stato Maggiore ucraino in una nota pubblicata su Facebook. Proprio Il ministero della Difesa ucraino a metà del mese scorso, per la prima volta,  durante la violenta controffensiva dell’Ucraina nel nord-est del paese, aveva riferito dell’uso dello Shahed-136. Lunedì il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Nasser Kanani ha negato di aver fornito i droni alla Russia, definendo le affermazioni “prive di fondamento”.

                         I numeri dello Shahed-136

Prodotto dalla Iran Aircraft Manufacturing Industrial Company (azienda sottoposta alle sanzioni statunitensi), lo Shahed-136 è un piccolo veicolo aereo a pilotaggio remoto (unmanned aerial vehicle o anche UAV) che, di solito in formazioni di due, esplode all’impatto con il bersaglio e per questo viene chiamato drone “kamikaze”.  Lungo 3,5 metri, ha un’apertura alare di 2,5 metri e una velocità massima di 185 chilometri orari. Secondo il Ministero della Difesa britannico “lo Shahed-136 è un UAV d’attacco a senso unico con una portata dichiarata di 2.500 chilometri. La Russia si rifornisce sempre più di armi da stati pesantemente sanzionati come Iran e Corea del Nord mentre le sue scorte diminuiscono”.

Lo Shahed ha una fusoliera a forma di delta, che può trasportare una testata fino a 36 chilogrammi. Vola principalmente a bassa quota ed è raramente rilevabile dai radar, ha sottolineato Yurii Ihnat, come riportato da EurasianTimes. Il drone si alza in volo su una struttura che permette il dispiegamento in sequenza fino a cinque velivoli. Il lancio è di tipo assistito a razzo, al quale subentra il motore convenzionale una volta che il drone ha raggiunto la quota prestabilita. Rumorosi, economici, adatti ad un uso massiccio con lanci a raffica, i droni Shahed-136 sono in competizione con i Bayraktar TB2, forniti dalla Turchia all’Ucraina, più veloci e sofisticati, determinanti nei primi giorni degli scontri.

Secondo Justin Bronk, senior fellow del think tank britannico Royal United Services Institute, “lo Shahed-136 offre un modo relativamente economico di sferrare attacchi a lungo raggio su obiettivi fissi (utilizzando GPS/INS navigazione) o radar (utilizzando un cercatore anti-radiazioni)”. Il drone, secondo l’esperto, colpisce un bersaglio schiantandosi contro di esso insieme agli esplosivi. Bronks spiega che la navigazione e la precisione di Shahed si basano su sistemi GPS commerciali.

Inoltre, la sua capacità di trasportare solo una testata tra 5-30 kg limita le sue capacità di attacco. Infine, il drone manca anche della capacità di colpire bersagli mobili e ha meccanismi di difesa minimi contro i sistemi anti-UAV. Bronks nota che sono “lenti e a bassa quota”, il che limita il loro utilizzo come armi rapide e di contrattacco sul campo di battaglia.

I droni Shahed-136 sono entrati ufficialmente in servizio in Iran nel 2021 e sono stati presentati per la prima volta nel dicembre 2021, pochi mesi prima l’inizio della guerra in Ucraina. Secondo diverse fonti erano però già operativi nel 2020 nello Yemen.