Pubblicato in: Banche Centrali, Devoluzione socialismo, Finanza e Sistema Bancario

Intesa, Unicredit, Banco BPM. Hanno emesso un certificato con premio del 26% annualizzato.

Giuseppe Sandro Mela.

2022-10-10.

Draghi che parla alle poltrone vuote 001

Draghi che parla alle poltrone vuote della Assemblea delle Nazioni Unite.

L’Italia ha un Indice dei Prezzi di Produzione, PPI, del 40.1% annuale.

Questa è la orripilante eredità che Draghi lascia alla Italia.

Non ci si stupisca quindi se le banche si siano accordate per emettere un certificato con premio del 20% annuo, un rendimento ai prezzi attuali del 26% annualizzato.

Se sicuramente la situazione internazionale ed europea è caratterizzata da una inflazione fuori controllo, sarebbe altrettanto vero ricordare come all’interno della eurozona l’Italia abbia i peggiori valori.

Da ultimo, ma non certo per ultimo, non è che le banche italiane sprizzino salute. Anche le banche possono fallire, e se hanno un tale bisogno di denaro da pagarlo il 26% annuo, ebbene, codesto è un segno prognostico negativo.

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Intesa, Unicredit, Banco BPM: Un certificato con premio del 20% annuo

Con un VIX che negli ultimi giorni ha superato i 33 e giornate in cui si alternano forti rialzi a forti ribassi, anche sul mercato italiano è tornata la volatilità.

In particolare, abbiamo visto delle giornate di negoziazione alquanto nervose sulle principali banche italiane che nell’ultimo mese le hanno spinte ad una leggera correzione: Intesa Sanpaolo (BIT:ISP) da oltre 1.9 euro, prezza ora 1.7 euro; Unicredit (BIT:CRDI) da oltre 11.3 euro scambia intorno a 10.6 euro; Banco BPM è scivolata a 2.64 euro dai 2.97 euro.

Nonostante in Europa alcune banche destano preoccupazione (si pensi all’impennata del prezzo dei CDS di Credit Suisse, la cui probabilità di default sul debito ha superato i massimi del 2008), le banche italiane sembrano essere solide, continuano i loro programmi di buy-back e continuano ad erogare dividendi interessanti per i loro azionisti (che per ora non sembra vengano messi in discussione).

Ciononostante, i titoli non sembrano essere ancora pronti per un rally rialzista. In effetti anche i target price degli analisti sono stati tagliati sulle banche italiane negli ultimi mesi (fonte dati: Tikr): Intesa è passata da un target price medio di 3 euro (febbraio 2022) a 2.5 euro, con un minimo a 1.22 euro; Unicredit da un target price medio di 17.28 euro (febbraio 2022) ha ora un target a 14.82 euro, con un minimo a 10.50 euro; Banco BPM è la favorita degli analisti che da un target medio di 4.02 euro (febbraio 2022) ha oggi un target a 3.83 euro, con un minimo a 3.25 euro.

Considerando l’incertezza riguardante diverse variabili che potrebbero avere un impatto significativo sul prezzo delle azioni (tra cui politiche monetarie, inflazione, recessione ma anche la futura politica sui dividendi delle banche) e considerando che continuiamo ad essere inquadrati in un mercato marcatamente ribassista, potrebbe aver senso investire su queste azioni tramite l’acquisto di un certificato di investimento difensivo, che ci permette di realizzare interessanti guadagni sia in caso di discesa limitata delle azioni sottostanti che di eventuale rialzo.

In particolare, analizziamo oggi un certificato di investimento di recente emissione su Unicredit, Intesa e Banco BPM con un rendimento ai prezzi attuali del 26% annualizzato.

Si tratta di un Certificato della tipologia Memory Cash Collect Step-Down con le seguenti caratteristiche:

                         – Sottostanti: Unicredit, Intesa e Banco BPM (basket della tipologia worst-of)

                         – Protezione del capitale fino ad un -45% delle azioni: la barriera di protezione del capitale è posta al 55% dello strike ed è pari a 0.91 euro per Intesa, 5.60 euro per Unicredit, 1.46 euro per Banco BPM. Pertanto, a scadenza (il 30/09/24), se Intesa è superiore a 0.91 euro, Unicredit a 5.60 euro e Banco BPM è superiore a 1.46 euro, il certificato protegge il capitale investito e restituisce il valore nominale di 100 euro.

                         – Ha un premio condizionato, erogato mensilmente, se tutte le azioni sono superiori alla barriera premio del 55%. In altre parole, se Intesa è superiore a 0.91 euro, Unicredit a 5.60 euro e Banco BPM è superiore a 1.46 euro, il Certificato paga il premio mensile di 1.67 euro (20.04% p.a.).

                         – Effetto memoria: Se in una qualsiasi delle date di valutazione mensili una delle azioni dovesse violare la barriera, si attiva l’effetto memoria quindi il premio non è perso ma conservato in memoria e alla successiva data di valutazione in cui si verificheranno le condizioni per il pagamento del premio il certificato pagherà il premio del periodo più tutti i premi eventualmente non pagati e conservati in memoria.

                         – Possibilità di rimborso anticipato con barriera discendente (“step-down”): a partire da dicembre di quest’anno si attiva l’opzione autocall e il certificato può essere rimborsato anticipatamente se tutti i sottostanti saranno superiori alla barriera autocall. La barriera autocall è della tipologia step-down: parte dal 100% e scende dell’1% ogni mese fino ad arrivare all’80%. La barriera autocall discendente facilita il rimborso anticipato e rappresenta un’ulteriore protezione. Infatti il certificato potrebbe andare in autocall anche in caso di discesa dei sottostanti (fino ad un -20%).

                         – Il certificato scade il 30 settembre 2024 ed è negoziabile sul segmento TLX di Borsa Italiana.

                         – Il prezzo di acquisto del certificato è di 99 euro, garantisce quindi un’extra-rendimento sul capitale.

                         – L’emittente è tra i migliori (in quanto a rischio emittente) del mercato: Barclays (LON:BARC) (Rating: S&P A, Moody’s A1, Fitch A).

Al momento tutti i sottostanti sono sopra la pari: Intesa è a +3.6%, Unicredit a +4.2%, Banco BPM a +0.2%. Ai valori attuali il certificato andrebbe in autocall a dicembre pagando tre premi e rimborsando quindi in totale 105.01 euro. Considerando che si acquista a 99 euro, garantirebbe un rendimento di 6.01 euro ossia un 26.4% annualizzato.

 Parliamo del certificato anche all’interno del gruppo Facebook (NASDAQ:META) e del canale telegram di FreeFinance.

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