Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Geopolitica Europea, Giustizia, Persona Umana

Elezioni. Un primo elenco di graditi ingressi e solenni trombature.

Giuseppe Sandro Mela.

2022-09-27.

Conte Ugolino 001

«Per me si va ne la città dolente,

per me si va ne l’etterno dolore,

per me si va tra la perduta gente ….

che tu vedrai le genti dolorose

c’hanno perduto il ben de l’intelletto»

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A livello occidentale la quasi totalità dei media è stata colonizzata dalla sinistra liberal, della quale è portavoce.

Ma il controllo dei grandi mezzi di informazione ha uno suo intrinseco valore sotto la condizione che siano credibili. Le notizie false dovrebbero essere propagate a dosi quasi omeopatiche.

Qui i liberal socialisti hanno preso un enorme abbaglio, a fortuna per il mondo degli onesti.

Nella loro innata ed intrinseca umiltà e modestia i liberal socialisti si erano convinti di essere eterni e che gli Elettori avrebbero continuato a vita il loro voto. Come conseguenza, usarono il potere ed i media per imporre l’attuazione della propria ideologia tirannica. Esaltarono ogni sorta di orrida perversione e perfette nullità furono presentate come geni polimorfi. A quanti avessero osato pensarla diversamente veniva immediatamente dato un ostracismo che li avesse condannati alla morte civile, più uno stupefacente repertorio di calunnie.

Ma il diavolo fa le pentole, non i coperchi.

Gli Elettori dei paesi che hanno avuto la buona sorte di poter votare, come in Svezia ed ora in Italia, hanno negato il loro voto a codesta genia, che ha saputo rendersi invotabile. No Elettori? No potere.

Ma senza il potere politico e giudiziario che li supporti i giornalisti si trovano adesso nella situazione degli Schutzstaffel nel 1945, caricati su treni merci diretti in Siberia. Tutti si ricordano di loro. Tutti reclamano giustizia.

Sono moltissimi i nomi decantati, celebrati, osannati, costantemente presenti ma che gli Elettori hanno massacrato: si pensi solo a Di Maio.

A seguito un primo elenco.

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Elezioni: da Santanché a Bonino, le sfide nei collegi. Chi ha vinto e chi ha perso

Il ministro degli Esteri e leader di Impegno Civico, Luigi Di Maio, non è stato rieletto.

Nel collegio di Napoli Fuorigrotta 2 per la Camera è risultato nettamente primo l’ex ministro dell’Ambiente, in lizza per il Movimento 5 Stelle, Sergio Costa.

Come sono andate le altre sfide?

Il presidente di Forza Italia Silvio Berlusconi torna al Senato. L’ex premier ha infatti vinto nel collegio uninominale di Monza con il 50,31% delle preferenze contro Federica Perella, sindaco alla Cultura del Comune di Seregno. Monza è la città in cui Berlusconi possiede la squadra di calcio, che ha portato in serie A, che alle comunali il Pd aveva strappato al centrodestra. Proprio per questo lo scorso 18 settembre Enrico Letta ha organizzato la ‘anti-Pontida’ con i sindaci Pd.

La vicepresidente di Coraggio Italia ed deputata uscente Michaela Biancofiore passa al Senato. Nel collegio di Rovereto, in Trentino, con il sostegno di Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia e Noi Moderati si impone in un lungo testa a testa con il 36,79% dei consensi contro la senatrice uscente Donatella Conzatti di Italia Viva (anche lei sostenuta dall’Alleanza democratica per l’autonomia come Patton).

Com’era nelle previsioni, facile vittoria per Giorgia Meloni nel collegio della Camera de L’Aquila. Contro di lei il centrosinistra schierava Rita Innocenzi.

Ilaria Cucchi, candidata del centrosinistra, è stata eletta a Firenze. Ha superato, in un collegio che era considerato blindato per il centrosinistra, Federica Picchi candidata del centrodestra. Claudio Lotito è stato eletto senatore in Molise. Il presidente della Lazio ha vinto la sfida nel collegio uninominale dove era candidato per il centrodestra.

A Sesto San Giovanni, nella ormai ex Stalingrado d’Italia, Isabella Rauti ha vinto la sfida per il Senato al collegio uninominale dove ha ottenuto il 45,4% dei voti contro il 30.80 di Emanuele Fiano. Un successo schiacciante per l’esponente di Fdi, figlia di Pino ex segretario del Msi, fra i fondatori della Fiamma tricolore rispetto all’ormai ex deputato Pd, figlio di Nedo Fiano, sopravvissuto ad Auschwitz. Sempre al Senato in Lombardia un’altra esponente di Fdi ha sconfitto un esponente del Pd: a Cremona la coordinatrice regionale Daniela Santanché ha ottenuto il 52,17% dei voti contro il 27,3% di Carlo Cottarelli.

Pierferdinando Casini si appresta a vivere l’undicesima legislatura consecutiva da parlamentare: ha infatti vinto il collegio senatoriale di Bologna, dove era candidato per il centrosinistra, e dove era in sfida con Vittorio Sgarbi del centrodestra.

Nel collegio uninominale Lazio 2 la candidata di centrodestra, Lavinia Mennuni, trionfa su Emma Bonino, leader di +Europa, e su Carlo Calenda, leader di Azione.