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Regno Unito. Pub. La pinta di birra chiara è salita da 3.96 ad un massimo di 8 sterline.

Giuseppe Sandro Mela.

2022-07-09.

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I pub inglesi erano dei miti.

Pub è l`abbreviazione di una “Public house” ossia un locale pubblico dove vengono servite bevande alcoliche, in particolare birra.

Sono nati nei paesi anglosassoni cioè Irlanda e Regno Unito e sono i discendenti delle locande e delle taverne medievali.

Re Edgar nel 965 emanò un decreto in cui stabiliva che non poteva esserci più di un pub per villaggio.

Nel 1393 re Riccardo aveva imposto agli osti dei pub di porre insegne fuori dei loro locali.

La prima legge che prevede una licenza ufficiale per i locandieri risale al 1552.

A partire dal 1839 è illegale ubriacarsi all’interno di un pub o di un locale che vende bevande alcoliche con licenza.

Nel 1740 la produzione del gin aveva surclassato quella della birra per il suo costo modico.

La legge antifumo è vigente anche in Irlanda dal 2007. Pertanto i pub si sono dotati di spazi per fumatori.

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UK, il prezzo della pinta di birra sfonda il tetto delle 4 sterline

Una delle più grandi catene di pub del Regno Unito, la Marston’s Brewery, sta per aumentare il prezzo di una pinta di ben 45 pence: questo comporterà in molte aree lo sfondamento della soglia simbolica delle 4 sterline per una pinta. L’azienda, che possiede sei birrifici e gestisce più di 1.500 pub, sta introducendo aumenti compresi tra 20 e 45 pence. L’attuale media britannica per una pinta è di £ 3,96. Naturalmente nelle città quella barriera è già stata infranta da tempo: Londra ha il prezzo medio di una pinta di £ 6 mentre a Edimburgo è di £ 5,10, Bristol £ 4,52, Liverpool £ 4,48 e Birmingham £ 4,46.

Un portavoce della Marston’s Brewery ha dichiarato: “L’aumento dei prezzi è un impatto diretto dell’impennata dei prezzi dell’energia e dei costi operativi sperimentati da tutte le imprese e le famiglie in tutto il paese”. La birra alla spina quest’anno ha subito il suo più grande aumento di prezzo da quando sono iniziate le registrazioni, afferma l’Office for National Statistics. Una pinta è in aumento di oltre il 6% rispetto a prima della pandemia, quando il costo medio era di £ 3,73. Le cause sono individuate nella chiusura dei pub a causa delle restrizioni anti Covid, e delle successive crisi della filiera e dei costi delle materie prime.

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La crisi dei pub nel Regno Unito a causa dell’inflazione al top da 40 anni

I celebri pub inglesi rappresentano la prima ‘vittima’ dell’inflazione che sta cambiando le abitudini di consumo e sociali. Una pinta di ‘chiara’ è salita da 3,96 euro nel 2010 a 4,80 euro nel 2020 fino a oltre 5,30 euro nelle ultime settimane.

Agi – L’inflazione in Gran Bretagna, che ha raggiunto il top da 40 anni, registra una vittima ‘eccellente’: i celebri pub inglesi, tanto amati dai cittadini britannici (e turisti stranieri), meta abituale per fare una sosta e per degustare una birra.

Sebbene l’identità nazionale britannica sia strettamente intrecciata con le “public house”, spesso rappresentate come il cuore di una comunità, il loro numero è in declino a causa di una serie di fattori, tra cui anche il cambiamento delle abitudini di consumo e sociali.

Ma il colpevole principale è l’inflazione, considerando che secondo l’attuale ritmo di aumento del costo della vita, una pinta di ‘chiara’ è salita da 3,96 euro nel 2010 a 4,80 euro nel 2020 fino a oltre 5,30 euro nelle ultime settimane. E in alcuni posti, è lievitato fino a 8 sterline.

Con il conflitto ucraino – considerato il fatto che Kiev è tra i maggiori produttori di orzo, un ingrediente chiave nella produzione di birra – e l’inflazione galoppante, i maggiori costi per gli operatori di pub britannici sono diventati sostenuti e solo in parte vengono scaricati sui consumatori: ad esempio Mitchells & Butlers Plc, prevede per quest’anno una spesa maggiore per 257 milioni di dollari, il proprietario dei marchi Harvester e All Bar One stima invece che le pressioni inflazionistiche potrebbero far aumentare i suoi costi totali dell’11,5% nel 2022.

I problemi dei costi si aggiungono a quelli già esistenti visto che i pub hanno dovuto affrontare un periodo assai turbolento durante la pandemia di Covid-19: tra questi, i  ritardi nelle consegne oltremanica dovuti alla Brexit, e la carenza di personale. I proprietari dei pub hanno offerto quindi salari più alti per trattenere i lavoratori, ma ciò ha inevitabilmente intaccato i loro margini di profitto.

Clive Watson, presidente del City Pub Group, che gestisce 41 pub a Londra e nel sud del Paese, ha dichiarato al FT che i costi degli ingredienti sono aumentati del 10%, “l’inflazione dei salari è probabilmente del 7% e l’inflazione dell’elettricità è del 100%, quindi il prezzo dei costi misti probabilmente fa aumentare il prezzo di una pinta di birra del 12-13%”.

Insomma, questo mix da tempesta perfetta ha fatto sì che il numero di pub attivi in Inghilterra e Galles sia ora il più basso mai registrato mentre l’aumento dei costi dell’energia e la carenza di lavoratori minacciano sempre più il futuro di questa istituzione britannica molto amata.

Secondo i dati riportati da Altus Group, società di consulenza immobiliare, alla fine di giugno c’erano 39.973 pub inglesi e gallesi, 200 in meno rispetto a quelli aperti alla fine dell’anno scorso.

Peraltro molti di questi locali lottano anche per competere con i prezzi più bassi degli alcolici disponibili nei supermercati e nel frattempo la maggior parte di quelli che sono ormai scomparsi sono stati demoliti o convertiti in abitazioni o uffici.

Emma McClarkin, amministratore delegato della British Beer and Pub Association, ha dichiarato in un comunicato che i numeri dipingono un “quadro devastante”.

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