Pubblicato in: Armamenti, Cina

Germania. Le navi da guerra cinesi montano motori tedeschi. Pecunia non olet.

Giuseppe Sandro Mela.

2021-11-15.

2021-11-13__ Motori tedeschi 001

«Le navi da guerra cinesi sono dotate di motori sviluppati in Germania»

«Nonostante l’embargo europeo sulle armi deciso dall’Ue trentadue anni fa dopo i fatti di piazza Tiananmen, oggi le navi da guerra cinesi montano motori tedeschi»

«il gruppo MTU di Friedrichshafen ha fornito regolarmente i motori per i cacciatorpediniere a missili guidati della classe Luyang-III almeno fino al 2020, attraverso la produzione su licenza in Cina»

«la filiale MAN della VW ha anche fornito motori per navi da guerra cinesi»

«Entrambe le aziende hanno assicurato di aver rispettato tutti i regolamenti»

«Nonostante un embargo sulla fornitura di attrezzature militari alla Repubblica Popolare, una scappatoia nella legge sulle esportazioni dell’UE permette la fornitura di tecnologia che non è stata chiaramente sviluppata per scopi militari»

«Le società chiamate in causa …. sono la MTU e la filiale francese della MAN, società sussidiaria della Wolkswagen»

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Pecunia non olet.

E bravi i nostri amici tedeschi.

Se non lo avessero già fatto da tempo, venderebbero l’anima al diavolo pur di guadagnare qualcosa. E non si venga a dire che i rispettivi governi non ne sapevano nulla.

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Deutsche Firmen lieferten Motoren für chinesische Kriegsschiffe.

Chinesische Kriegsschiffe werden mit Motoren ausgerüstet, die in Deutschland entwickelt wurden. Recherchen von WELT AM SONNTAG und „Report München“ zufolge lieferte etwa der Konzern MTU in Friedrichshafen bis mindestens 2020 regelmäßig Motoren für Lenkwaffenzerstörer der Klasse Luyang-III, auf dem Umweg über eine Lizenzproduktion in China. Entsprechende Angaben in der öffentlich einsehbaren Datenbank des Friedensforschungsinstituts Sipri in Stockholm wurden von MTU nicht bestritten. Zumindest in der Vergangenheit lieferte nach eigenen Angaben auch die VW-Tochter MAN Antriebe für chinesische Kriegsschiffe.

Beide Unternehmen versicherten, alle Bestimmungen eingehalten zu haben. Trotz eines Lieferembargos für Rüstungsgüter für die Volksrepublik darf aufgrund einer Lücke im EU-Ausfuhrrecht Technik geliefert werden, die nicht eindeutig für Rüstungszwecke entwickelt wurde. MTU versicherte auf Anfrage, es habe nie selbst „Verträge mit dem chinesischen Verteidigungsministerium oder den Streitkräften“ geschlossen. Dies taten demnach offenbar Partner oder Lizenznehmer.

                         Traduzione.

Le navi da guerra cinesi sono dotate di motori sviluppati in Germania. Secondo una ricerca di WELT AM SONNTAG e “Report München”, il gruppo MTU di Friedrichshafen ha fornito regolarmente i motori per i cacciatorpediniere a missili guidati della classe Luyang-III almeno fino al 2020, attraverso la produzione su licenza in Cina. MTU non ha contestato le informazioni corrispondenti nel database accessibile al pubblico dell’istituto di ricerca sulla pace Sipri di Stoccolma. Almeno in passato, secondo le sue stesse informazioni, la filiale MAN della VW ha anche fornito motori per navi da guerra cinesi.

Entrambe le aziende hanno assicurato di aver rispettato tutti i regolamenti. Nonostante un embargo sulla fornitura di attrezzature militari alla Repubblica Popolare, una scappatoia nella legge sulle esportazioni dell’UE permette la fornitura di tecnologia che non è stata chiaramente sviluppata per scopi militari. MTU ha assicurato su richiesta di non aver mai concluso “contratti con il ministero della difesa cinese o le forze armate”. Questo era apparentemente fatto da partner o licenziatari.

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Le navi da guerra cinesi montano motori tedeschi.

A rivelarlo è uno scoop di Die Welt e Ard. Ma le forniture sarebbero regolari nonostante l’embargo europeo sulle armi verso Pechino.

Nonostante l’embargo europeo sulle armi deciso dall’Ue trentadue anni fa dopo i fatti di piazza Tiananmen, oggi le navi da guerra cinesi montano motori tedeschi.

Lo rivela uno scoop del quotidiano tedesco Die Welt, dopo un’inchiesta condotta in collaborazione con l’emittente pubblica Ard. Ma le forniture sarebbero regolari.

A spiegare il perché è Sebastian Rossier, avvocato di Colonia ed esperto di export, che ai microfoni della tv tedesca ha chiarito che l’embargo sulle armi nei confronti della Cina “non è stato deciso formalmente in accordo con i trattati europei” e quindi “alcune esportazioni di motori per le navi possono essere permessi anche per la marina cinese”.

Le società chiamate in causa, come si legge sulla Deutsche Welle, sono due: la MTU e la filiale francese della MAN, società sussidiaria della Wolkswagen. Entrambe le compagnie hanno spiegato che le forniture sono pubbliche e in linea con la legislazione sull’export.

Secondo lo Stockholm International Peace Research Institute (Sipri) la MTU avrebbe fornito regolarmente i motori per i cacciatorpediniere classe Luyang III attraverso una fabbrica dislocata in Cina fino almeno al 2020.

I motori venivano utilizzati anche per i sottomarini di classe Song, ma la società ha chiarito che le forniture per questo tipo di mezzi sono state “interrotte definitivamente”.

Inoltre, ha proseguito l’azienda non esisterebbe alcun contratto di fornitura stipulato direttamente con il ministero della Difesa cinese o con le forze armate.

Secondo l’inchiesta, a fornire i motori, in effetti, sarebbe stata una joint venture creata in Cina nel 2010.

Anche la SEMT Pielstick, che fa parte del gruppo MAN, controllato dalla Volkswagen, nel 2002 consegnò una serie di motori PA6 che dovevano servire a far muovere le fregate cinesi equipaggiate con missili terra aria e cruise.

Tutto fatto secondo le regole, visto che i motori destinati alla flotta di Pechino, che il governo cinese ha intenzione di ampliare ulteriormente nei prossimi mesi, utilizzano una tecnologia dual-use, che non ha bisogno di licenze per essere esportata.