Pubblicato in: Agricoltura, Materie Prime

Burro. Anno21. Ingrosso. Costi al caseificio in Italia su del 58.99%, anno su anno.

Giuseppe Sandro Mela.

2021-11-15.

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«Secondo la legge italiana (l. 202/1983) la denominazione senza aggettivi di burro “è riservata al prodotto ottenuto dalla crema ricavata dal latte di vacca e al prodotto ottenuto dal siero di latte di vacca” e non può contenere grassi diversi aggiunti»

«Il burro è la parte grassa del latte, separata dal latticello tramite un processo di inversione di fase, derivante dalla panna»

«Per quanto riguarda la qualità, a livello produttivo ma non merceologico, visto il non obbligo dell’indicazione, la produzione del burro si può suddividere in:

– Burro centrifugato. Di alta qualità, prodotto direttamente dalla centrifugazione del latte appena munto, e proveniente da una filiera sempre a bassa temperatura.

– Burro di affioramento o burro di caseificio. Di minore qualità, prodotto generalmente come sottoprodotto della produzione casearia, dove l’affioramento spontaneo, a temperatura ambiente, genera una certa carica microbica che obbliga ad ulteriori trattamenti industriali.

– Burro grezzo, prodotto intermedio stoccato in attesa di rifusione e pastorizzazione. Denominato anche “zangolato di creme fresche” per la burrificazione, prodotto da affioramento da inviare a ulteriori processi.

– Burro di siero, prodotto non direttamente dal latte, ma come sottoprodotto dei grassi residui nel siero di origine casearia, di qualità ulteriormente inferiore. ….

«Il burro italiano è generalmente di bassa qualità, poiché le tecniche di lavorazione del latte sono principalmente orientate a produrre formaggi di qualità» [Fonte]

Come si constata, sotto la stessa denominazione di “burro” sussistono differenti livelli qualitativi, legati principalmente alla modalità produttiva: il burro prodotto in Italia è usualmente di bassa qualità.

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La produzione del burro richiede ingenti quantità di energia elettrica ed i molti passaggi implicano un uso esteso di manodopera specializzata, due fattori che incidono notevolmente sui costi finali.

Dalle Tabelle allegate risulta evidente come il prezzo del burro al caseificio, espresso in euro per tonnellata, abbia subito nel corso dell’anno aumenti dal +39% in Oceania al +58.99% in Italia.

Questi aumenti dei costi alla produzione si riverbereranno immancabilmente sui prezzi praticati dai negozi al dettaglio, moltiplicati per un fattore vario tra tre e quattro volte, a seconda delle zone servite.

Le massaie se ne accorgeranno.

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Togliamoci immediatamente dalla testa alcune idee davvero bislacche, del tutto illogiche.

Avere da mangiare non è per nulla un ‘diritto fondamentale ed inalienabile’. Tale ‘diritto’ semplicemente non esiste.

Chi voglia mangiare deve comprare il cibo, arrancando i soldi di sua tasca. Il panettiere non regala nulla a nessuno, così come il macellaio e tutti gli altri venditori.

La massaia che va a fare la spesa vive felicemente ignorando cosa siano PPI, CPI, CED e così via, tutti indici che preludono però ad un aumento dei prezzi. Ma tocca con mano gli aumenti del cibo.

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Italia. Oct21. Ingrosso. Grano duro a 783.2 € per tonnellata, +92.1% anno su anno. Un mese fa +74%.

Italia. Oct21. Prezzi medi all’ingrosso di Sardine ed Acciughe. Cibo solo per Faraoni ricchi.

Italia. Sept21. Prezzi medi all’ingrosso al caseificio dei formaggi.

Italia. Ott21. Gamberi rosa. Listino Prezzi Ingrosso. Prezzi stellari.

Italia. Dacci oggi il nostro pane quotidiano. Listino prezzi. La fame si avvicina.

Italia. Settembre21. Prezzi medi degli ortaggi all’origine. Roba da straricchi.

Italia. Sept21. Olio di oliva. Listino costi produzione. – Inflazione.

Mondo. Grano duro. Produzione dimezzata e costi cresciuti del 74% anno su anno.