Pubblicato in: Devoluzione socialismo

Giornalisti ricattati dalla politica e dalle intelligence. Il caso di Herr Udo Ulfkotte.

Giuseppe Sandro Mela.

2021-08-02.

2021-07-13__ Udo Ulfkotte 001

«Udo Ulfkotte (Lippstadt, 20 gennaio 1960 – 13 gennaio 2017) è stato un giornalista tedesco. Ha lavorato come editore presso il quotidiano la Frankfurter Allgemeine Zeitung (FAZ).

Ulfkotte è diventato celebre nel 2014 con la pubblicazione del libro Gekaufte Journalisten, «Giornalisti comprati» in cui ha rivelato di essere stato per 17 anni al soldo della CIA e quindi degli USA e come la CIA stessa ed altre agenzie di servizi segreti (tra cui la BND, l’intelligence tedesca) paghino soldi ai giornalisti occidentali per porre talune notizie in una luce a loro favorevole, quando non apertamente propagandistica o pro-NATO, lasciando intendere a questi giornalisti che potrebbero facilmente perdere il loro lavoro nei media se non rispettassero «l’agenda pro-occidentale». Avendo confessato di essere malato e prossimo alla morte, avrebbe deciso di svelare gli intrighi e gli accordi esistenti e nascosti sui quali si basa la società mondiale.

Fu trovato morto nella sua abitazione il 13 gennaio del 2017. Alcuni hanno avanzato sospetti sulle cause della morte, anche perché il governo tedesco ha dichiarato si trattasse di infarto e senza alcuna autopsia è stato cremato, togliendo così per sempre ogni possibilità di indagini più corrette ed approfondite.» [Fonte]

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«Udo Ulfkotte  è morto, improvvisamente, dicono di attacco cardiaco.  Aveva 56 a  anni»

«Ulfkotte era il giornalista, che, dopo aver lavorato al Frankgfurter Allgemeine Zeitung, rivelò come lui ed altre “firme”   fossero al soldo dei servizi americani»

«Il suo libro, “Giornalisti Comprati” (2014), descrive i metodi con cui la Cia imbecca, istruisce, paga (fino a 20 mila dollari) giornalisti  tedeschi ma anche italiani  perché scrivano articoli favorevoli alle politiche americane»

«Prima di tutto …. è necessario rendere autorevole il giornalista a libro paga, facendo riportare i suoi articoli, dandogli copertura internazionale e premiando i suoi libri»

«Molti premi letterari non sono che premi alla fedeltà propagandistica»

«In occasione della  crisi libica del 2011, …. fu  imbeccato dai servizi germanici perché annunciasse sul suo giornale, come fosse un fatto assodato, che Gheddafi era in possesso di armi chimiche ed era pronto ad usarle contro il suo popolo inerme»

«→→ Se invece si trasgredisce la linea filoatlantica le conseguenze sono altrettanto note, ovvero la perdita del lavoro, il triste isolamento professionale, fino alle minacce dirette e alle persecuzioni (lui stesso sostiene di aver subito sei perquisizioni nella sua abitazione con l’accusa di aver rivelato segreti di stato) ←←»

«Insomma è stato il primo a rendere pubblico il fatto che i media scrivono “fake news” (notizie false)  a pagamento»

«Oggi sono i media ad accusare i social di diffondere notizie false»

«“Die Asyl Industrie”, “Mekka Deutschland” sono i titoli dei suoi più recenti saggi»

«24 ore dopo era morto»

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Conscio di essere prossimo alla morte, Herr Udo Ulfkotte ha messo nero su bianco la condizione di ricatto cui soggiacciono i giornalisti bramosi di fare carriera, della riverita notorietà, del successo.

Nel più perfetto stile mafioso, Herr Udo Ulfkotte ha pagato con la vita il fatto di aver detto la verità.

Ma non ci si illuda che le diverse intelligence ricattino soltanto i giornalisti.

Lo stesso vale, ed anche a maggior ragione, per molti uomini politici.

E chi fosse una voce fuori dal coro sarebbe subito etichettato come ‘populista’ o, per dirla alla Macron, ‘un lebbroso’.

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Udo Ulfkotte è morto. A 56 anni. Aveva rivelato che giornalisti sono “comprati” dalla Cia. I colleghi esultano.

Udo Ulfkotte è morto, improvvisamente, dicono di attacco cardiaco. Aveva 56 a anni.

Ulfkotte era il giornalista, che, dopo aver lavorato al Frankgfurter Allgemeine Zeitung, rivelò come lui ed altre “firme”  fossero al soldo dei servizi americani.. Il suo libro, “Giornalisti Comprati” (2014), descrive i metodi con cui la Cia imbecca, istruisce, paga (fino a 20 mila dollari) giornalisti tedeschi ma anche italiani perché scrivano articoli favorevoli alle politiche americane.

«Prima di tutto» ha raccontato «è necessario rendere autorevole il giornalista a libro paga, facendo riportare i suoi articoli, dandogli copertura internazionale e premiando i suoi libri. Molti premi letterari non sono che premi alla fedeltà propagandistica [..] In occasione della crisi libica del 2011, ha raccontato di come fu imbeccato dai servizi germanici perché annunciasse sul suo giornale, come fosse un fatto assodato, che Gheddafi era in possesso di armi chimiche ed era pronto ad usarle contro  il suo popolo inerme. […] Se invece si trasgredisce la linea filoatlantica le conseguenze sono altrettanto note, ovvero la perdita del lavoro, il triste isolamento professionale, fino alle minacce dirette e alle persecuzioni (lui stesso sostiene di aver subito sei perquisizioni nella sua abitazione con l’accusa di aver rivelato segreti di stato)”.

Insomma è stato il primo a rendere pubblico il fatto che i media scrivono “fake news” (notizie false) a pagamento. Oggi sono i media ad accusare i social di diffondere notizie false.

Dopo essere stato bollato come pazzo dal suo ex giornale, la FAZ, Udo Ulfkotte ha preso posizioni di veemente denuncia di Angela Merkel, della sua gestione dell’euro, e della sua politica di “accoglienza” di centinaia di migliaia di islamici.  “Die Asyl Industrie”, “Mekka Deutschland” sono i titoli dei suoi più recenti saggi.

Può essere stato ucciso?

Un suo corrispondente, l’informatico e autore di blog alternativo Hadmuth Danisch, riferisce di una mail di Udo;  stava cercando anche da lui se aveva  informazioni sulle violazioni della Costituzione da parte della Cancelliera, e si stupiva di non trovare nulla o quasi. La mail è del 10 gennaio:

“Domanda a tutto tondo: tranne il libro di testo dal professor Otto Depp Heuer ( “Lo stato della crisi dei rifugiati”) sono state altre pubblicazioni su Angela Merkel e il loro sistematiche violazioni di legge dal suo insediamento? ì Voglio dire: Atomausstieg (?) , salvataggio delle banche, apertura delle frontiere, violazioni di Lisbona, Maastricht, Dublino, Schengen, ecc … Chi conosce un buon lavoro-up professionali di illegalità ? Non intendo trattati di psicologi sulla malattia mentale del leader amato che si suppone tanto amato, non biografie di Angela Merkel – in realtà solo illegalità e letteratura profonda … Sì, lo so, c’è Di Fabio, ma altri?”.  Udo di Fabio qui citato è un giurista importrante, che è stato giudice della Corte costituzionale tedesca fino al 2011, e che ha scritto un saggio in cui descrive Angela Merkel “spaccatrice della Costituzione” (Verfassungsbrecherin)

Danisch ammette di aver risposto distrattamente (“Non è il mio campo e ho i guai miei…”. Il 12, ha ricevuto un’altra mail da Ulfkotte:Data: Giovedì, 12 Gennaio 2017 21:58:12 +0100Da: Udo Ulfkotte <udo@ulfkotte.de>A: ‘Hadmut Danisch’ <hadmut@danisch.de>Oggetto: Re: Richiesta di Udo Ulfkotte

“…centinaia di migliaia, forse milioni di persone discutono di possibili violazioni legali di Angela Merkel, e non c’è altro che un singolo opuscolo (edito dal Professor Otto Depenheuer) con brevi testi di alcuni docenti. In che paese viviamo? Non una tesi di dottorato, non saggi specialistici eccetera. Se vuoi conoscere  dal punto di vista giuridico quali leggi specificamente la Merkel abbialo infranto – perché non c’è dubbio che ne ha violate – non trovi NIENTE. Perché?”.

24 ore dopo era morto. Mmmm, commenta Danisch.

Effettivamente, quando si cercano informazioni sul web su temi seriamente critici di Angela, non viene fuori praticamente nulla. “Not Found”; “Error”, eccetera. Dicono che Ulfkotte avesse già avuto tre infarti.  Fatto sta che trovo questa notizia: “Ahahahah! Esultanza fra i gironalisti tedeschi per la morte del loro collega critico dell’immigrazione”. “Udo Ulfkotte è morto! Brindiamo!”