Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Fisco e Tasse

Italia. Maggio21. Benzina. 1.59 euro per litro. 35 centesimi in più in un anno.

Giuseppe Sandro Mela.

2021-07-05.

2021-07-06__ Italia Benzina 001

I sintesi.

– A maggio la benzina costa alla pompa 1.59 euro/litro

– ripresa di una domanda …. cui si associa però anche una scarsità di offerta

– i prezzi dei beni energetici sono saliti di ben il 13,8% lo scorso mese su base annuale

– delle accise, che proprio quel mese erano arrivate a 72,84 centesimi

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Resta difficile comprendere come un incremento annuo del costo dei beni energetici del +13.8% non si sia ripercosso rapidamente sulla inflazione, che, ufficialmente, si aggirerebbe attorno all’1%.

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Il prezzo della benzina risale, mai così alto da luglio 2019

A maggio è arrivato a 1,59 euro. Era di 35 centesimi più basso un anno prima.

Negli Stati Uniti appare già come un’emergenza. Anche se meno preoccupante di quella sanitaria, sta attirando l’attenzione di economisti, politici, e naturalmente consumatori. Si tratta dell’inflazione, che nel mese di maggio ha raggiunto il valore del 5%, misurata anno su anno. Era dall’agosto del 2008 che non arrivava a tali livelli. Una vera e propria volata dei prezzi lanciata dalle tariffe dell’energia e dal prezzo della benzina, che hanno messo a segno incrementi in doppia cifra.

Le ragioni stanno nella ripresa di una domanda a lungo innaturalmente contratta dalle restrizioni dovute dalla pandemia, per esempio nell’ambito delle auto e dei trasporti, basti pensare ai voli aerei, cui si associa però anche una scarsità di offerta in determinati settori. Come nel caso dei microchip, a causa della crisi dei superconduttori, e in altri settori. Le ragioni si ritrovano nella difficoltà di alcune filiere ad adattarsi prima a una rapida diminuzione delle richieste, poi ad un veloce aumento.

Naturalmente non è estraneo all’inflazione lo stimolo monetario che negli Usa ancora più che in Europa è stato deciso per tamponare i colpi della crisi.

E come negli Usa anche alle nostre latitudini i prezzi sembrano avere ripreso a crescere, anche se non ancora agli stessi livelli. L’indice per maggio segna un +1,3%. Si tratta dell’aumento maggiore degli ultimi due anni, in netto contrasto con la deflazione che ci ha interessati tra aprile e dicembre del 2020. Ma anche nel 2019 non era stata raggiunta un’inflazione neppure dell’1%.

                         Per una volta non sono le accise a influire sull’aumento del prezzo della benzina.

Anche in Italia è una crescita trascinata dalle tariffe di acqua, elettricità, combustibili, che lo scorso mese sono aumentate del 5,9% a livello tendenziale, ovvero anno su anno. Seguono i trasporti con un +4,8%. Mentre scendono, e di ben il 3,7%, i prezzi dei beni e dei servizi legati all’istruzione, così come quelli delle comunicazioni, giù del 2,8%. Negativa per il 0,7% l’inflazione dei prodotti alimentari.

Tra i combustibili naturalmente vi è la benzina, che in questi ultimi mesi ha visto un’impennata del prezzo. Che in maggio è arrivato mediamente secondo i dati del Ministero dello Sviluppo a costare alla pompa 1 euro e 59 centesimi circa. Si tratta di un aumento di circa 1,5 centesimi rispetto ad aprile e di 35 rispetto al maggio 2020, quando del resto si toccò un minimo con 1 euro e 36,5 centesimi.

Per tornare a un prezzo della benzina simile si deve andare indietro al luglio del 2019. È difficile che si arrivi al picco toccato nel settembre 2012, quando si giunse a un euro e 87,1 centesimi. Allora però complice era stato l’ennesimo incremento delle accise, che proprio quel mese erano arrivate a 72,84 centesimi. Cifra che però da allora non è cambiata. Non sono le tasse quindi a determinare la fiammata che stiamo osservando ora, ma le dinamiche del mercato, la ripresa degli spostamenti, dei voli, dei viaggi.

                         Su del 13,8% i beni energetici in maggio.

Anche se il prezzo della benzina rimane al di sotto non solo dei picchi massimi ma anche della soglia di’1,6 euro spesso superata tra 2015 e 2019, la novità questa volta è la rapidità dell’aumento, con uno scalino che raramente si era visto così ripido, e che del resto riflette quello in discesa dei primi mesi della pandemia.

Nel complesso l’Istat rileva come i prezzi dei beni energetici siano saliti di ben il 13,8% lo scorso mese su base annuale, con un picco del 16,8% per quelli regolamentati.

Al netto di questi l’inflazione in Italia è stata solo del 0,2%. Non si nota ancora quindi quel surriscaldamento che è evidente negli Usa. Del resto Oltreoceano l’economia reale ha cominciato prima a riprendersi, soprattutto dal punto di vista occupazionale, e l’ambito del mercato del lavoro viene privilegiato alla stabilità dei prezzi.

Nel nostro Paese al di fuori di quei settori che più erano crollati durante la crisi, come i trasporti, ancora deve manifestarsi una robusta ripresa della domanda, che d’altronde non può essere trascinata da un’occupazione che ha rimbalzato ora, ma solo grazie a posti a termine, e che anzi con la fine del blocco dei licenziamenti potrebbe scendere ancora.

I prezzi anche per questo non dovrebbero decollare come Oltreoceano.