Pubblicato in: Demografia, Devoluzione socialismo, Islamizzazione dell'Occidente

Francia. Mussulmani 7%, ma il 21.53 % dei nuovi nati ha nome arabo.

Giuseppe Sandro Mela.

2021-06-17.

Giulio Romano. Palazzo Gonzaga. Sala dei giganti. 004

«La Direction générale de la Sécurité intérieure, i servizi segreti francesi, hanno reso noto lo scorso gennaio, che nel paese sarebbero attualmente 150 i quartieri fuori dal controllo delle istituzioni e comandati da reti più o meno informali legate allo jihadismo e all’islam radicale»

«Stiamo parlando certamente di banlieu e zone-dormitorio nelle grandi città, ma il fenomeno riguarda sempre più anche villaggi fuori dalle zone urbane»

«Sempre i dati dell’Insee, l’Istat francese, rivelano che nel 2019 il 21.53% di tutti i nuovi nati in Francia avessero un nome arabo»

«Nel 1969 i neonati con nomi arabi rappresentavano soltanto il 2,6% del totale»

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«L’islamizzazione, dunque, è qualcosa di decisamente reale in Francia e, a differenza dell’Italia, affonda le sue radici nella storia colonizzatrice del Paese»

«due lettere inviate da generali e ufficiali dell’esercito al presidente Macron»

«La prima è stata firmata da 25 militari, la seconda ha raggiunto già i 100mila firmatari e ha trovato il favore politico di alcuni partiti come quello di Marine Le Pen»

«I militari sostengono che la società francese sia sull’orlo del collasso proprio a causa dell’islamismo e si accusa il presidente di aver fatto “concessioni” alle persone di fede islamica proprio nel momento in cui l’esercito del Paese versava il sangue per combatterlo in Afghanistan, Mali e Repubblica Centroafricana»

«Toni sicuramente non leggeri, tanto più perché si parla esplicitamente di una guerra civile imminente»

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In Francia il problema islamico presenta alcuni tratti salienti.

– In primo luogo, anche a causa del passato coloniale, la comunità araba è numerosa ed anche molto prolifica, ed ad oggi siamo alla quarta generazione, cui si aggiungono i migranti. Sono circa 5.7 milioni, il 9 per cento della popolazione residente. La situazione demografica è ben chiarita dal fatto che il 21.53% di tutti i nuovi nati abbia nomi arabi.

– In secondo luogo, la popolazione araba è concentrata quasi esclusivamente nelle periferie cittadine, le così dette banlieue. Questa concentrazione conferisce un grande potere politico ed elettorale.

– In terzo luogo, le banlieue sono misere. Il sistema scolastico è fatiscente, i diplomati sono rari e per di più con un titolo di studio ottenuto in via politica. La presenza degli islamici nell’industria è minima, e nei servizi è virtualmente nulla. Lì la parola ‘integrazione’ assume un significato ironico e beffardo.

– In quarto luogo, le influenze internazionali dei vari paesi islamici sono profonde.

– In quinto luogo, anche se al momento temporaneamente sopito, le banlieue sono il pabulum di crescita del terrorismo islamico in Francia.

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Francia. 2021Q1. Pil -4.7%, Consumi -6.8%, Exports -9.9%, comparati sul 2019Q4. – Insee.

Francia. Febbraio 21. Produzione manifatturiera -7.1%, totale -6.6%. – Insee.

Francia. Strascichi della seconda lettera dei militari sulla guerra civile.

Francia. L’Esercito lancia il secondo segnale di guerra civile. 130,000 firme, 992,000 virtuali.

Francia. L’Esercito avverte. Seria possibilità di una guerra civile.

Una nazione è costituita dai suoi cittadini: territorio e risorse sono secondarie al fattore umano. 

Senza cittadini gli stati diventano mere realtà geografiche.

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Islam in Francia: il 21% dei nuovi nati ha un nome arabo.

Un’altra lettera da parte di alcuni generali a Macron: si parla di guerra civile e islamizzazione

Anche in Italia si è ricominciato a parlare di immigrazione dopo gli ultimi importanti sbarchi a Lampedusa. C’è chi ha chiesto l’aiuto dell’Europa e chi un blocco navale che impedisca ai barconi di partire. Eppure, l’Italia non è l’unico Paese a dover gestire la questione immigrazione e cercare di migliorare quanto fatto fino ad oggi. La Francia, infatti, vive un noto problema di emarginazione e ghettizzazione di una sempre più numerosa comunità islamica che già nel 2005 aveva visto insorgere interi quartieri. La polizia allora aveva soppresso le rivolte, ma il malcontento continuava a persistere e il terrorismo islamico non ha fatto che aumentare le tensioni nell’opinione pubblica.

                         Le lettere inviate da alcuni generali a Macron.                                                           Nelle ultime settimane, però, il dibattito si è intensificato a causa di due lettere inviate da generali e ufficiali dell’esercito al presidente Macron. La prima è stata firmata da 25 militari, la seconda ha raggiunto già i 100mila firmatari e ha trovato il favore politico di alcuni partiti come quello di Marine Le Pen. Ma cosa dice la lettera? I militari sostengono che la società francese sia sull’orlo del collasso proprio a causa dell’islamismo e si accusa il presidente di aver fatto “concessioni” alle persone di fede islamica proprio nel momento in cui l’esercito del Paese versava il sangue per combatterlo in Afghanistan, Mali e Repubblica Centroafricana. Toni sicuramente non leggeri, tanto più perchè si parla esplicitamente di una guerra civile imminente. Noi abbiamo analizzato il fenomeno guardando principalmente i dati.

                         Quanti sono i musulmani in Francia?

Come si può vedere nel grafico sopra, la religione islamica è la seconda religione del Paese. Questo se non si vuole contare l’ateismo come religione, ma è giusto tenerne conto perchè il cristianesimo, pur essendo la principale fede per i francesi risulta decisamente ridimensionato rispetto al totale della popolazione. Siamo sull’ordine del 51% per i cristiani e del 7% per i musulmani. Per avere un’idea più completa basta pensare che in Italia i non credenti sono il 15% della popolazione, i musulmani il 3,7% e di cristiani il 66,7%. Ma il vero problema della Francia non sono tanti i numeri assoluti, quanto la distribuzione geografica e la ghettizzazione che i migranti hanno subito negli anni.

                         Un cambiamento demografico che è in atto da anni.

La Direction générale de la Sécurité intérieure, i servizi segreti francesi, hanno reso noto lo scorso gennaio, che nel paese sarebbero attualmente 150 i quartieri fuori dal controllo delle istituzioni e comandati da reti più o meno informali legate allo jihadismo e all’islam radicale. Stiamo parlando certamente di banlieu e zone-dormitorio nelle grandi città, ma il fenomeno riguarda sempre più anche villaggi fuori dalle zone urbane. Sempre i dati dell’Insee, l’Istat francese, rivelano che nel 2019 il 21.53% di tutti i nuovi nati in Francia avessero un nome arabo. Nel 1969 i neonati con nomi arabi rappresentavano soltanto il 2,6% del totale. Nell’arco di quarant’anni esatti è avvenuta una vera e propria rivoluzione demografica che, dopo aver riscritto il volto di intere periferie e città, si appresta a modificare nel profondo l’identità francese.

                         Il fenomeno migratorio e la crescita dell’Islam in Francia.

L’islamizzazione, dunque, è qualcosa di decisamente reale in Francia e, a differenza dell’Italia, affonda le sue radici nella storia colonizzatrice del Paese. Nonostante ciò, anche il fenomeno migratorio negli anni è cresciuto. nel solo 2019, anno decisamente più indicativo del 2020, il Ministero dell’Interno ha rilasciato 274.676 permessi di residenza, 36.276 titoli di soggiorno di natura umanitaria e ricevuto 177.822 richieste d’asilo. La maggior parte di questi soggetti proveniva da Paesi a maggioranza musulmana. Inoltre, sono tra i 300mila e i 400mila i clandestini attualmente presenti sul territorio, che come tali purtroppo non possono ambire ad alcun tipo di emancipazione economica.