Pubblicato in: Banche Centrali, Devoluzione socialismo

Italia. 2021Q1. Pil -0.8% confrontato su 2020Q1.

Giuseppe Sandro Mela.

2021-06-01

2021-06-01_ Istat Pil 002

L’Istat ha rilasciato il Report Conti economici trimestrali.

Nel primo trimestre del 2021 il prodotto interno lordo (Pil), espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2015, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è aumentato dello 0,1% rispetto al trimestre precedente ed è diminuito dello 0,8% nei confronti del primo trimestre del 2020.

Le stime odierne presentano una revisione al rialzo rispetto a quelle diffuse il 30 aprile scorso, quando la variazione congiunturale del Pil era stata del -0,4% e quella tendenziale del -1,4%.

Il primo trimestre del 2021 ha avuto due giornate lavorative in meno del trimestre precedente e una giornata lavorativa in meno rispetto al primo trimestre del 2020.

La variazione acquisita per il 2021 è pari a +2,6%.

Rispetto al trimestre precedente, i consumi finali nazionali hanno registrato una diminuzione dell’1%, mentre gli investimenti fissi lordi sono cresciuti del 3,7%. Le importazioni sono aumentate del 2,3% e le esportazioni sono scese dello 0,1%.

La domanda nazionale al netto delle scorte ha sottratto 0,1 punti percentuali alla crescita del Pil: -0,7 i consumi delle famiglie e delle Istituzioni Sociali Private (ISP), -0,1 la spesa delle Amministrazioni Pubbliche (AP), +0,7 gli investimenti. La variazione delle scorte ha contributo positivamente per 0,8 punti percentuali, mentre il contributo della domanda estera netta è stato negativo per 0,6 punti percentuali.

Si registrano crescite congiunturali del valore aggiunto di agricoltura e industria pari, rispettivamente, al 3,9% e all’1,8%, mentre i servizi registrano un calo dello 0,4%.

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                         Il commento.

Nel primo trimestre del 2021 l’economia italiana ha segnato, dopo la contrazione dell’ultima parte del 2020, un lievissimo recupero, con una crescita congiunturale del Pil dello 0,1%. Il calo tendenziale si riduce sensibilmente, dal 6,5% del trimestre precedente a 0,8%. Nella stima preliminare era stato rilevato un calo congiunturale dello 0,4% e tendenziale dell’1,4%.

Il moderato recupero dell’attività produttiva è sintesi di un aumento del valore aggiunto dell’agricoltura e dell’industria e di una contrazione del terziario che in alcuni comparti ha risentito ancora degli effetti delle misure di contrasto dell’emergenza sanitaria.

Il quadro della domanda è caratterizzato da una spinta della componente interna, alimentata dal recupero degli investimenti e dal nuovo contributo positivo delle scorte, mentre un contributo negativo è venuto dall’estero per la crescita delle importazioni a fronte di una sostanziale stazionarietà delle esportazioni.

Le ore lavorate sono diminuite dello 0,2% in termini congiunturali, mentre i redditi pro capite sono aumentati dell’1,5%.

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                         L’andamento del pil negli altri paesi.

Nel primo trimestre del 2021, il Pil è aumentato in termini congiunturali dell’1,6% negli Stati Uniti ed è diminuito dello 0,1% in Francia e dell’1,8% in Germania. In termini tendenziali, si è registrata una crescita dello 0,4% negli Stati Uniti e dell’1,2% in Francia e una diminuzione del 3,1% in Germania. Nel complesso, il Pil dei paesi dell’area Euro è diminuito dello 0,6% rispetto al trimestre precedente e dell’1,8% nel confronto con il primo trimestre del 2020.

                         Il pil e le componenti della domanda.

Dal lato della domanda, le esportazioni di beni e servizi sono diminuite in termini congiunturali dello 0,1% e i consumi finali nazionali dell’1%, mentre gli investimenti fissi lordi sono cresciuti del 3,7% e le importazioni del 2,3%. Nell’ambito dei consumi finali, la spesa delle famiglie residenti e delle ISP è diminuita dell’1,2% e quella delle AP dello 0,2%.

L’aumento degli investimenti ha riguardato tutte le componenti: la spesa per impianti, macchinari e armamenti è cresciuta del 3,5% (di cui la componente di mezzi di trasporto del 4,4%), quella delle abitazioni e dei fabbricati non residenziali e altre opere, rispettivamente, del 4,8% e del 5,2% e la componente dei prodotti di proprietà intellettuale dello 0,4%. Gli investimenti in risorse biologiche coltivate sono risultati stazionari.

La spesa delle famiglie sul territorio economico ha registrato una diminuzione in termini congiunturali dell’1,8% (si veda la tabella 13 allegata). In particolare, gli acquisti di beni durevoli sono diminuiti dello 0,9%, quelli di servizi del 4,2%, quelli dei beni semidurevoli del 3,6%, mentre quelli di beni non durevoli sono cresciuti dell’1,9%.