Pubblicato in: Amministrazione, Devoluzione socialismo

Italia. Governo di provvedimenti inapplicabili per carenza di decreti attuativi.

Giuseppe Sandro Mela.

2021-02-05.

Animali_che_Ridono__006_Muli

Noi menti semplici e scarsamente strutturate, troppo presi dal proprio lavoro per potersi curare di tutto il resto, nutriamo quasi sempre la mal posta convinzione che una volta pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il provvedimento, approvato dal Parlamento, questo entri automaticamente in vigore.

Questa credenza trova riscontro pratico in una piccola percentuale del volume legislativo, e, di norma, per leggi di scarsa importanza generale.

«Dopo il lavoro del parlamento, l’implementazione di una legge passa nelle mani di ministeri e agenzie pubbliche»

«Un secondo tempo delle leggi spesso ignorato, ma che lascia molte norme incomplete»

«Il processo legislativo in Italia è complesso e lungo, e coinvolge numerosi attori. Comunemente si pensa solo al parlamento»

«Qui le proposte di legge, e il tanto lavoro in aula e nelle commissioni, contribuiscono in maniera imprescindibile alla formazione delle norme che regolano la vita nel nostro paese»

«Ma si tratta solo di una prima parte dell’iter, che possiamo definire “il primo tempo” delle leggi»

«Dopo l’attività di parlamento e governo comincia infatti un secondo tempo, altrettanto importante, ma più lungo e complesso»

«Spesso infatti aspetti pratici, burocratici e tecnici necessari per applicare e implementare le leggi sono affidati ad altri soggetti istituzionali, principalmente i ministeri»

«Questi si devono occupare dei cosiddetti decreti attuativi, provvedimenti necessari per completare gli effetti della norma stessa»

* * * * * * *

«gli interventi anti-pandemia, dal decreto Cura Italia all’ultima legge di bilancio, sono legati a 504 decreti applicativi, di cui 358 devono ancora vedere la luce»

«Numeri che vengono confermati anche dal tasso di attuazione: al 29% contro il 32% del totale delle riforme economiche varate dal Conte-bis, e il 40,5% dell’intero pacchetto di misure messe in campo dai due Governi guidati dall’avvocato»

«Una “stasi” prolungata comporterebbe il blocco dell’attuazione di molti decreti.»

«a oggi, 547 provvedimenti sono in attesa, 152 sono già scaduti e di questi 106 fanno riferimento agli interventi del Conte-bis»

* * * * * * *

Senza che siano stati emessi tutti i decreti attuativi che sono richiesti, i provvedimenti legislativi pubblicati nella Gazzetta Ufficiale non sono applicabili: come se non ci fossero.

*


Crisi, Conte lascia 547 decreti da varare. Quelli fatti sono il 40,5 per cento.

40,5 per cento è la percentuale dei decreti attuativi varati fino a oggi rispetto ai 919 previsti dalle riforme economiche messe a punto da due governi Conte.

Con la crisi rischiano di restare al palo, o quanto meno di rallentare il loro cammino– fa sapere il Sole 24 Ore– 547 decreti attuativi necessari per dare pieno compimento alle riforme economiche varate dai due governi presieduti da Giuseppe Conte. In particolare, i decreti “più giovani” messi in campo per contrastare la pandemia, potrebbero risentire maggiormente del momento di stasi. Questo perchè– come riferisce il Sole 24 Ore– si tratta di misure maggiormente vincolate ai provvedimenti attuativi. 

Se si guardano i numeri– si legge sul Sole 24 Ore– la situazione è ancora più chiara: gli interventi anti-pandemia, dal decreto Cura Italia all’ultima legge di bilancio, sono legati a 504 decreti applicativi, di cui 358 devono ancora vedere la luce. Numeri che vengono confermati anche dal tasso di attuazione: al 29% contro il 32% del totale delle riforme economiche varate dal Conte-bis, e il 40,5% dell’intero pacchetto di misure messe in campo dai due Governi guidati dall’avvocato. 

Una “stasi” prolungata comporterebbe il blocco dell’attuazione di molti decreti. E questo, secondo quanto riporta il Sole 24 Ore, sarebbe un bel problema, perché si interromperebbe un processo che in questi mesi è andato avanti (lo scorso luglio l’attuazione delle riforme dei due esecutivi Conte era al 33%). Il ritardo coinvolgerebbe diverse tipologie di provvedimenti: dai tanti bonus di cui è ricca la legge di bilancio, alle misure digitali; dai provvedimenti del Dl rilancio ai contribuiti per le famiglie a basso reddito. Secondo quanto riporta il Sole 24 Ore, a oggi, 547 provvedimenti sono in attesa, 152 sono già scaduti e di questi 106 fanno riferimento agli interventi del Conte-bis. 

*

Che cosa sono i decreti attuativi.

Dopo il lavoro del parlamento, l’implementazione di una legge passa nelle mani di ministeri e agenzie pubbliche. Un secondo tempo delle leggi spesso ignorato, ma che lascia molte norme incomplete.

Definizione.

Il processo legislativo in Italia è complesso e lungo, e coinvolge numerosi attori. Comunemente si pensa solo al parlamento. Qui le proposte di legge, e il tanto lavoro in aula e nelle commissioni, contribuiscono in maniera imprescindibile alla formazione delle norme che regolano la vita nel nostro paese. Ma si tratta solo di una prima parte dell’iter, che possiamo definire “il primo tempo” delle leggi. Dopo l’attività di parlamento e governo comincia infatti un secondo tempo, altrettanto importante, ma più lungo e complesso. Spesso infatti aspetti pratici, burocratici e tecnici necessari per applicare e implementare le leggi sono affidati ad altri soggetti istituzionali, principalmente i ministeri. Questi si devono occupare dei cosiddetti decreti attuativi, provvedimenti necessari per completare gli effetti della norma stessa.

Dati.

Delle 352 leggi approvate dal nostro parlamento nella XVII legislatura, 88 (il 25%) hanno richiesto almeno un decreto attuativo. A queste 88 leggi vanno aggiunti 126 decreti legislativi, per un totale di 214 atti. Atti che hanno richiesto l’adozione di 1.735 decreti attuativi per essere completati. A questo punto dell’iter normativo, la palla, come abbiamo detto, passa ai ministeri e ai vari attori coinvolti nella fase di attuazione delle leggi. Il ministero più sollecitato nel corso della XVII legislatura è stato quello dell’Economia e delle finanze, responsabile per l’adozione di 433 decreti attuativi, il 24,81% del totale. Molto più distanziati gli altri ministeri, nello specifico sul podio troviamo anche: il ministero del Lavoro e politiche sociali (157 decreti – 9% del totale) e quello dell’Istruzione (140 decreti – 8% del totale). Non solo si assiste a un moltiplicarsi degli attori coinvolti nell’iter, ma anche a un aumento degli strumenti necessari per la piena implementazione delle norme. Dei 1.735 decreti attuativi previsti da leggi e decreti legislativi approvati nella XVII legislatura, ne sono stati adottati 1.069 (il 61,61% del totale). La stragrande maggioranza di essi, 722 su 1.069 (67,54%), sono stati decreti ministeriali, ma sono stati molto ricorrenti anche i decreti del Presidente del consiglio dei ministri (16,09%), i provvedimenti direttoriali (9,26%), i decreti del Presidente della Repubblica (2,62%), le deliberazioni Cipe (1,50%) e infine i decreti ad interim approvati da due ministeri congiuntamente (1,22%). In totale per la piena implementazione delle leggi e dei decreti legislativi approvati nella XVII legislatura sono stati a oggi coinvolti più di 20 attori extra parlamentari, che hanno adottato 17 diverse tipologie di atti.

2 pensieri riguardo “Italia. Governo di provvedimenti inapplicabili per carenza di decreti attuativi.

I commenti sono chiusi.