Pubblicato in: Cina, Devoluzione socialismo, Economia e Produzione Industriale, Unione Europea

Cina. Acciaio +54%, +23% nel quarto trimestre. Unione Europea -30%.

Giuseppe Sandro Mela.

2021-01-05.

Acciaio a rotoli 001

La richiesta di acciaio per costruzioni, massimamente tondino, è crescita del +23%, “despite the coronavirus pandemic-led disruption”

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«Chinese iron ore futures advanced on the last trading day of 2020 to log a 54% jump this year, their second straight annual gain, supported by supply concerns and China’s robust steel demand despite the coronavirus pandemic-led disruption»

«Impact from the pandemic (on iron ore) was not as pessimistic as market expected …. The big jump came after Vale lowered its shipments expectations and a robust Chinese steel demand in the fourth quarter»

«The most actively traded iron ore futures on the Dalian Commodity Exchange, for May delivery, ended up 2.1% at 996 yuan ($152.45) a tonne on Friday»

«Dalian iron ore prices soared 23% in the fourth quarter»

«Construction steel rebar ended up 3.3% at 4,388 yuan a tonne, gaining 23% for the year due to the country’s infrastructure push»

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La richiesta ed il consumo dell’acciaio costituiscono dei dati macroeconomici di notevole importanza nel monitoraggio di un sistema economico.

Mentre la Cina cresce come se il Covid-19 non fosse mai esistito, anzi, ben di più, che fa l’Europa?

Acciaio, in Europa il virus aggrava la crisi (mentre la Cina risorge)

«In Cina l’acciaio si è lasciato alle spalle lo shock da coronavirus: la produzione siderurgica è ai massimi dell’anno. Ma in Europa non c’è ancora nessuna schiarita sul settore, nonostante il graduale ritiro delle misure anti-contagio. La crisi sta anzi diventando sempre più profonda.»

«una contrazione che rischia di essere del 30% in Europa occidentale e di un quinto a livello globale»

«la produzione europea di acciaio è crollata: nel pieno del lockdown si sono fermate 18,9 milioni di tonnellate di capacità, più che in qualsiasi altra regione del mondo»

«È proprio questo il segreto della Cina.»

«Pechino, come aveva fatto anche nel 2008-2009, ha accelerato l’apertura dei grandi cantieri dando via libera tra gennaio e aprile alla costruzione di nove aeroporti per un totale di 14. miliardi di dollari, il 55% degli investimenti dello stesso tipo che aveva approvato nell’intero 2019, scrive S&P Global Platts. Hanno avuto luce verde anche 13 progetti ferroviari e altri 8 sono in attesa: si tratta di 3,641 km di rete, il 61% di quella realizzata l’anno scorso. Tirate le somme, significa 19.56 milioni di tonnellate di acciaio»

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Non servirebbe molta fantasia: basterebbe rifare quello che stanno facendo i cinesi.

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China iron ore surges over 50% in 2020, up for second straight year.

BEIJING (Reuters) – Chinese iron ore futures advanced on the last trading day of 2020 to log a 54% jump this year, their second straight annual gain, supported by supply concerns and China’s robust steel demand despite the coronavirus pandemic-led disruption.

“Impact from the pandemic (on iron ore) was not as pessimistic as market expected,” said Zhuo Guiqiu, analyst with Jinrui Capital. “The big jump came after Vale lowered its shipments expectations and a robust Chinese steel demand in the fourth quarter.”

The most actively traded iron ore futures on the Dalian Commodity Exchange, for May delivery, ended up 2.1% at 996 yuan ($152.45) a tonne on Friday.

The recent surge was beyond market expectations and iron ore prices next year would be decided more by the demand side, Zhuo added.

Dalian iron ore prices soared 23% in the fourth quarter.

Steel futures on the Shanghai Futures Exchange also gained in 2020.

Construction steel rebar ended up 3.3% at 4,388 yuan a tonne, gaining 23% for the year due to the country’s infrastructure push.

Hot rolled coil, used in the manufacturing sector, closed 3.3% higher at 4,554 yuan a tonne. It gained 26.8% this year.