Pubblicato in: Agricoltura, Economia e Produzione Industriale

Italia. Vino. Per Chianti e Lambrusco quantità ridotte, ma qualità ottima.

Giuseppe Sandro Mela.

2020-09-27.

Arcimboldo. Il Vino. Parigi, Musèe du Louvre, olio su tela cm. 76x64 001

Arcimboldo. Il Vino. Parigi, Musèe du Louvre, olio su tela cm. 76×64


«E’ una vendemmia favolosa: la produzione di vino è minore rispetto agli altri anni, ma la qualità è ottima»

«La vendemmia sta proseguendo bene, speriamo che il tempo ci assista anche per i prossimi 10 giorni, poi potremo brindare»

«Il Chianti è venduto per il 70-75% nella grande distribuzione e qui ha fatto registrare numeri in aumento nonostante la crisi dovuta alla pandemia Covid-19»

«Ma le circa 570 aziende del Consorzio che hanno come sbocco commerciale solo il canale Horeca (ristoranti ed enoteche) sono in forte crisi economica.»


* * * * * * *

Se ovviamente si è interessati ai risvolti economici di un buon raccolto vinicolo, ci sia permesso ricordare la soddisfazione di poter bere un buon bicchiere di Chianti, oppure di Lambrusco, solo per citarne alcuni.

Lasciamo ad altri il piacere di degustare la bevanda frizzante analcolica al gusto di barolo.

*


Per il Lambruso vendemmia di ottima qualità e quantità nella norma.

“I primi ritiri di Ancelotta sono iniziati nella seconda settimana di settembre nella bassa modenese e nel reggiano, mentre a partire dalla terza settimana è entrato nel vivo l’areale del Salamino di Santa Croce e del Sorbara”: a fare un primo bilancio della vendemmia 2020 del Lambrusco è Claudio Biondi, presidente del Consorzio Tutela del Lambrusco di Modena. “Si chiuderà a fine mese con il Lambrusco Grasparossa di Castelvetro. Naturalmente, a vendemmia in corso, è prematuro trarre conclusioni, anche se è possibile tracciare una prima fotografia dell’annata”, continua il presidente.

Un po’ in tutti i distretti produttivi del Lambrusco l’annata agraria è iniziata con un notevole anticipo dal punto di vista vegetativo. Le gelate dell’ultima decade di marzo e di inizio aprile hanno, invece, causato un brusco stop che ha portato ad un riallineamento della fase fenologica. La fioritura è stata regolare così come quella successiva di allegagione, che non ha registrato alcun problema di acinellatura per il Lambrusco di Sorbara.

Qualche preoccupazione è arrivata da alcuni eventi climatici, che in alcuni casi hanno fatto tenere il fiato sospeso ai produttori. “Abbiamo registrato alcuni fenomeni molto intensi ma localizzati, come ad esempio bombe d’acqua e grandinate a macchia di leopardo, che per fortuna non hanno compromesso la qualità e solo parzialmente hanno inciso sulla quantità”.

Dal punto di vista sanitario le uve si presentano senza particolari malattie. “Non abbiamo avuto casi significativi né di peronospora, né di tignoletta. Abbiamo, invece, verificato qualche presenza di cocciniglia, insetto un tempo sconosciuto nelle nostre zone, ma che aveva manifestato la sua presenza a partire dal 2018. Quest’anno si è tornata a notare la sua presenza nella bassa modenese e un po’ nel reggiano e questo ha portato qualche consorziato, per il secondo anno consecutivo, a usare la difesa biologica con il lancio di insetti antagonisti di questo fitofago”. Infine, qualche caso di black-rot, ovvero disseccamento del grappolo, un fenomeno più comune al nord che si sta spingendo sempre più spesso verso il centro Italia.

“Alla fine siamo arrivati ad una vendemmia anticipata di circa 7-10 giorni rispetto al solito e prevediamo un leggero calo dei volumi rispetto allo scorso anno e con caratteristiche organolettiche delle uve ottime – continua Biondi -. Si evidenzia un peso specifico del grappolo leggermente inferiore, ma è un aspetto che varia da zona a zona e dipende molto dalla piovosità”. In conclusione, le premesse per un’ottima annata sembrano esserci. “Il Lambrusco che si potrà ritrovare nei primi mesi del 2021 nei ristoranti e sugli scaffali avrà le sue classiche caratteristiche: un’ottima qualità al giusto prezzo” conclude il presidente, ricordando anche l’appuntamento del prossimo anno. “Il 2021 sarà un anno importante per il Lambrusco. Sarà l’occasione per festeggiare il 60° anniversario del Consorzio del Lambrusco di Modena al quale si aggiunge anche l’evento per il cinquantesimo delle Doc dei lambruschi modenesi che avrebbe dovuto tenersi quest’anno ed è stato rimandato a causa della pandemia da Covid-19”.

*


Per il Primitivo di Manduria vendemmia anticipata di qualità.

Ma con una resa inferiore del 35-40% rispetto allo scorso anno.

Una vendemmia anticipata, di ottima qualità e con una quantità diminuita del 40%. Questa l’analisi del fine raccolto per il Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria.

“I vigneti di primitivo nella nostra areale sono apparsi appaiono vigorosi e in ottima salute – spiega il presidente Mauro di Maggio – La vendemmia ha avuto 12 giorni di ritardo a causa di una primavera fredda e di una estate che ha tardato ad arrivare. Tuttavia dal punto di vista fitosanitario le uve si sono subito presentate buone e, a determinare la giusta maturazione, ci ha pensato il nostro clima caldo con tramontana e la scarsità di piogge. Tutto ciò ha impedito la formazione di peronospora e altre malattie del vigneto”.

“La resa è bassa di circa il 35-40% in meno rispetto all’annata precedente – continua di Maggio – ma il frutto è eccellente qualità con un’alta concentrazione di zuccheri. Sicuramente una vendemmia che sarà ricordata come una delle migliori. Si è iniziato dando spazio alla raccolta per gli alberelli che hanno subito presentato un carico basso per poi proseguire nelle zone costiere e, infine, nelle zone dell’entroterra”.

“Ci sono tutti i presupposti per trovare nei calici vini ottimi, corposi e con un bouquet tipico del Primitivo di Manduria Dop. – conclude di Maggio – il lavoro in vigneto si è svolto in questi mesi in modo regolare, compatibilmente con le restrizioni e con le nuove norme emanate per la gestione dell’emergenza Covid-19. Ringrazio tutti i nostri viticoltori per l’impegno che quest’anno è stato ancora più intenso subito dopo il lockdown. Un lavoro che ha garantito la consueta cura dei vigneti e la qualità finale del prodotto. Il merito va soprattutto a loro”.

*


Consorzio Vino Chianti: sarà una vendemmia eccezionale.

Produzione in calo ma vino di ottima qualità.

Meno ma ottimo. Si preannuncia così il Chianti dell’annata 2020. Le aziende, che sono nel pieno della vendemmia, alcune a metà e altre già al termine, sono soddisfatte: “E’ una vendemmia favolosa: la produzione di vino è minore rispetto agli altri anni, ma la qualità è ottima”, afferma Giovanni Busi, presidente del Consorzio Vino Chianti. “La vendemmia sta proseguendo bene, speriamo che il tempo ci assista anche per i prossimi 10 giorni, poi potremo brindare”.

Un calo della produzione era nei programmi: “avevamo deciso di ridurla del 20% per garantire un equilibrio di mercato, mantenere i prezzi dello sfuso e la remuneratività per le imprese, ma poi non c’è stato bisogno che gli agricoltori facessero nessun intervento nelle vigne”. Ci ha pensato la natura: sulle viti quest’anno sono maturati meno grappoli così la diminuzione è stata spontanea. Segnali positivi arrivano, oltre che dalle vigne, anche dal mercato.

“Al 31 agosto abbiamo registrato a consuntivo un calo solo dello 0,5% rispetto all’anno precedente, mesi fa ci aspettavamo perdite del 5-10%. Invece siamo sostanzialmente in pareggio”, afferma Busi. Il Chianti è venduto per il 70-75% nella grande distribuzione e qui ha fatto registrare numeri in aumento nonostante la crisi dovuta alla pandemia Covid-19. “Nella grande distribuzione le vendite sono anche aumentate e hanno compensato le perdite del canale Horeca, che invece è completamente fermo” conclude Busi. Ma le circa 570 aziende del Consorzio che hanno come sbocco commerciale solo il canale Horeca (ristoranti ed enoteche) sono in forte crisi economica.

“Durante il lockdown questo canale è rimasto completamente chiuso. Ora sta riaprendo, ma la ripresa è lenta, mentre in campagna i costi, compresi quelli per la vendemmia, sono invariati e non si possono ridurre e l’accesso al credito è difficile”, spiega Busi che al governo nazionale e al nuovo governo regionale sollecita “un sostegno importante per traghettare le nostre imprese verso la ripartenza economica salvaguardando mano d’opera e investimenti fatti”.