Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Medicina e Biologia

Italia. Corte dei Conti. 9,000 medici emigrati in otto anni.

Giuseppe Sandro Mela.

2020-06-04.

Mela con il Coltello tra i Denti. - Copia

La Corte dei Conti ha rilasciato il

Rapporto 2020 sul coordinamento della finanza pubblica [11,025 MB PDF].

È un documento ponderoso, scritto con stile asettico e molto diplomatico, ma risulta essere tranchant.

Ne stralciamo solo due capoversi.

«In termini di numero di medici, il nostro Paese è in cima alle graduatorie europee: operano in Italia 3,9 i medici per 1000 abitanti contro i 4,1 in Germania, i 3,1 in Francia e i 3,7 in Spagna. In Italia, per questa categoria si conferma (anche grazie al blocco del turn-over) un incremento dell’età media del personale: ha più di 55 anni oltre il 50 per cento degli addetti, la quota più elevata in Europa e superiore di oltre 16 punti alla media Ocse; si tratta in prevalenza di medici specialisti.

Diverso il caso del personale infermieristico dove, all’opposto, nel nostro Paese è molto inferiore alla media europea il numero degli operatori laureati e più limitati sono i margini di un loro utilizzo, nonostante il crescente ruolo che questi possono svolgere in un contesto di popolazione sempre più anziana.

Negli ultimi anni, inoltre, i vincoli posti alle assunzioni in sanità, pur se resi necessari dal forte squilibrio dei conti pubblici del settore, hanno aumentato le difficoltà di trovare uno sbocco stabile a fine specializzazione e un trattamento economico adeguato. Ciò è alla base della fuga dal Paese di un rilevante numero di soggetti: negli ultimi 8 anni, secondo i dati Ocse, sono oltre 9.000 i medici formatisi in Italia che sono andati a lavorare all’estero. Regno Unito, Germania, Svizzera e Francia sono i mercati che più degli altri hanno rappresentato una soluzione alle legittime esigenze di occupazione e adeguata retribuzione quando non soddisfatte dal settore privato nazionale. Una condizione che, pur deponendo a favore della qualità del sistema formativo nazionale, rischia di rendere le misure assunte per l’incremento delle specializzazioni poco efficaci, se non accompagnate da un sistema di incentivi che consenta di contrastare efficacemente le distorsioni evidenziate.» [ppgg. 24 – 25]

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Ne enucleiamo alcune affermazioni.

«ha più di 55 anni oltre il 50 per cento degli addetti, …. superiore di oltre 16 punti alla media Ocse»

«personale infermieristico …. molto inferiore alla media europea»

«i vincoli posti alle assunzioni in sanità …. hanno aumentato le difficoltà di trovare uno sbocco stabile a fine specializzazione e un trattamento economico adeguato»

«negli ultimi 8 anni, secondo i dati Ocse, sono oltre 9.000 i medici formatisi in Italia che sono andati a lavorare all’estero»

Formare un medico richiede dai dieci ai quindi anni di studi. In termini di investimenti ciò significa quasi mezzo milione a carico dello stato ed altrettanti a carico della famiglia, comprendendo anche il mancato lavoro.

I pochi concorsi ospedalieri sono tutto fuorché meritocratici, gli stipendi sono miserabili in confronto allo sforzo fatto e alle responsablità assunte, e, soprattutto, il lavoro dei medici ospedalieri è schiacciato sotto il peso di una avvilente burocrazia.

Del tutto sequenziale che i medici cerchino sbocchi all’estero, Regno Unito, Germania, Svizzera e Francia, ove la figura professionale è rispettata, gli emolumenti sono adeguati e lì la burocrazia è estremamente ridotta.

Si noti infine che, avendo la metà dell’organico più di 55 anni, entro dieci anni la metà degli attuali medici al lavoro sarà andato in pensione. Se non si iniziasse ora ad adeguare il settore, alla fine non ci saranno fisicamente medici da assumere, con tutte le conseguenze del caso.

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Corte Conti: medici in fuga, in 8 anni 9.000 emigrati all’estero.

Per trovare occupazione e adeguata retribuzione.

 Una vera e propria “fuga” dall’Italia per mancanza di posti e bassi stipendi. E’ quella dei medici italiani, in cerca di fortuna all’estero. Secondo quanto riportato dalla Corte dei Conti nell’ultimo Rapporto sul coordinamento della Finanza pubblica, in base ai dati Ocse negli ultimi 8 anni, sono oltre 9.000 i medici formatisi in Italia che sono andati a lavorare all’estero. Regno Unito, Germania, Svizzera e Francia sono i mercati che più degli altri hanno rappresentato una soluzione “alle legittime esigenze di occupazione e adeguata retribuzione quando non soddisfatte dal settore privato nazionale”.

Una condizione che, sottolineano i magistrati contabili, “pur deponendo a favore della qualità del sistema formativo nazionale, rischia di rendere le misure assunte per l’incremento delle specializzazioni poco efficaci, se non accompagnate da un sistema di incentivi che consenta di contrastare efficacemente le distorsioni evidenziate”. 

La concentrazione delle cure nei grandi ospedali verificatasi negli ultimi anni e il conseguente impoverimento del sistema di assistenza sul territorio, divenuto sempre meno efficace, ha lasciato la popolazione italiana “senza protezioni adeguate” di fronte all’emergenza Covid. E’ quanto scrive ancora la Corte dei Conti in un approfondimento sulla sanità contenuto nell’ultimo Rapporto sul coordinamento della finanza pubblica.

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