Pubblicato in: Criminalità Organizzata, Devoluzione socialismo

ANM. Ancora Intercettazioni. Vertici dimissionari.

Giuseppe Sandro Mela.

2020-05-24.

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CSM. Gran bell’ambientino! Il caso Palmara.

Bufera sulle Procure. Favori a Palamara, anche Centofanti indagato

Csm, Palamara e sodali. È solo la punta dell’iceberg.

Palamara ed amante. ‘Da Ibiza a Favignana, abbiamo vissuto sette anni nel lusso’

Palamara santo subito. Sarebbe più candido di san Luigi Gonzaga.

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Un dato che sembrerebbe essere certo è che i nostri magistrati formano un ambientino che te lo raccomando.

Il caso Palamara riassume e sintetizza quanto i Magistrati siano politicizzati, ed usati quale braccio operativo, con buona pace del principio di separazione dei poteri.

Il tempo passa impietoso, ed il processo a Palamara langue, sempre che poi lo si tenga.

In compenso, si assiste ad un fiorire di corvi e talpe, che con perfetti tempismi lasciano trapelare estratti del fascicolo.

«Continua a mietere vittime il trojan iniettato nel cellulare dell’ex presidente dell’Anm Luca Palamara, rinviato a processo a Perugia dopo la tempesta che ha travolto il Csm per il risiko delle nomine nelle procure decise in camere d’albergo con cotè politico. Ad andare in frantumi è l’attuale dirigenza della magistratura associata, da poco in sella dopo lo tsunami giudiziario»

«Il presidente Luca Poniz di Area, la corrente progressista delle toghe che era uscita ‘bene’ dalla tempesta, e il segretario Giuliano Caputo di Unicost, la corrente più affondata perchè dominata dal ‘ras’ Palamara, si sono dimessi dopo la pubblicazione di intercettazioni di chat e conversazioni»

«Gli ultimi ‘scampoli’ usciti dal pozzo senza fine dei contatti del telefonino di Palamara, che il pm di Roma ora sospeso da funzioni e stipendio era solito conservare, lo immortalano mentre parlando con un collega – il procuratore capo di Viterbo Paolo Auriemma, estraneo all’inchiesta – dice che Matteo Salvini “va fermato”, proprio mentre l’ex ministro dell’Interno è sotto indagine in Sicilia per i porti chiusi ai migranti»

«Solo due giorni fa, giovedì, si era consumata l’ultima ‘vendetta’ del trojan di Palamara, culminata nella decisione del Csm di trasferire dalla Procura nazionale antimafia il pm Cesare Sirignano, intercettato mentre parla di nomine con il pm di Roma»

«Il presidente Luca Poniz di Area, la corrente progressista delle toghe che era uscita ‘bene’ dalla tempesta, e il segretario Giuliano Caputo di Unicost, la corrente più affondata perchè dominata dal ‘ras’ Palamara, si sono dimessi dopo la pubblicazione di intercettazioni di chat e conversazioni»

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Tra le tante intercettazioni, eccone un microflorilegio.

«Salvini, anche se ha ragione sui migranti va attaccato»

«Salvini indagato per i migranti? Siamo indifendibili»

«No hai ragione, ma ora bisogna attaccarlo»

«C’è anche quella merda di Salvini, ma io mi sono nascosto»

Tutte queste esternazioni, fatte dai massimi esponenti della magistratura, non corroborano la visione di un apparato giudiziario indipendente ed obbiettivo. La sentenza è già stata scritta.

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Palamara: “Salvini, anche se ha ragione sui migranti va attaccato”.

L’intercettazione tra il boss di Unicost e il capo della Procura di Viterbo Auriemma (non indagato).

Il caso Palamara si tinge sempre più di giallo, stando alle intercettazione agli atti del processo che lo vede il magistrato sospeso dal Csm indagato per corruzione. Spunta una nuova conversazione Whatsapp – secondo quanto riporta La Verità – relativa ad agosto 2018, che riguarda la questione migranti e la presa di posizione di Salvini. Il capo della Procura di Viterbo Paolo Auriemma (non indagato) dice a Palamara: “Salvini indagato per i migranti? Siamo indifendibili”. Ma Palamara replica: “No hai ragione, ma ora bisogna attaccarlo”.

Da altre intercettazioni con la sua famiglia – riporta La Verità – risultano continui incroci tra Palamara e il leader della Lega, ma il magistrato fa di tutto per non farsi notare: “E’ davanti a me nei controlli in aeroporto”, “E’ sul mio stesso aereo nei posti in mezzo”. Al presidente dell’Anm Francesco Minisci: “C’è anche quella merda di Salvini, ma io mi sono nascosto”, e anche con il consigliere del Csm Nicola Clivio: “Cazzo, ho Salvini davanti”.

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Intercettazioni travolgono l’Anm, i vertici si dimettono.

Dimessi presidente e segretario. Resta solo minoranza Autonomia.

Continua a mietere vittime il trojan iniettato nel cellulare dell’ex presidente dell’Anm Luca Palamara, rinviato a processo a Perugia dopo la tempesta che ha travolto il Csm per il risiko delle nomine nelle procure decise in camere d’albergo con cotè politico. Ad andare in frantumi è l’attuale dirigenza della magistratura associata, da poco in sella dopo lo tsunami giudiziario.

Il presidente Luca Poniz di Area, la corrente progressista delle toghe che era uscita ‘bene’ dalla tempesta, e il segretario Giuliano Caputo di Unicost, la corrente più affondata perchè dominata dal ‘ras’ Palamara, si sono dimessi dopo la pubblicazione di intercettazioni di chat e conversazioni.

Gli ultimi ‘scampoli’ usciti dal pozzo senza fine dei contatti del telefonino di Palamara, che il pm di Roma ora sospeso da funzioni e stipendio era solito conservare, lo immortalano mentre parlando con un collega – il procuratore capo di Viterbo Paolo Auriemma, estraneo all’inchiesta – dice che Matteo Salvini “va fermato”, proprio mentre l’ex ministro dell’Interno è sotto indagine in Sicilia per i porti chiusi ai migranti.

Dalle trascrizioni, pubblicate da giorni su alcuni quotidiani, emergono anche contatti molto stretti, tra Palamara, l’ex presidente dell’Anm Giovanni Legnini, e alcuni giornalisti. Il contraccolpo è forte, proprio nel giorno in cui si commemorano i 28 anni della strage di Capaci, i vertici dell’Anm lasciano il mandato, dopo una riunione fiume di otto ore nella sede del ‘parlamentino’ delle toghe, in Cassazione, all’ultimo piano del ‘Palazzaccio’. Nella Giunta dell’Anm adesso rimane solo la corrente di Autonomia e Indipendenza, guidata da Piercamillo Davigo.

Oggi i gruppi faranno valutazioni per capire come proseguire e vedere se c’è una nuova maggioranza o equilibri tali per cui una nuova compagine possa traghettare l’Anm fino alle elezioni previste per fine ottobre. Il consiglio del Comitato direttivo centrale dell’Anm è stato convocato per domani, lunedì, alle 19.

Solo due giorni fa, giovedì, si era consumata l’ultima ‘vendetta’ del trojan di Palamara, culminata nella decisione del Csm di trasferire dalla Procura nazionale antimafia il pm Cesare Sirignano, intercettato mentre parla di nomine con il pm di Roma.

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Anm, Giunta a rischio scioglimento per le dimissioni dei vertici dopo intercettazioni.

Passo indietro, dopo la pubblicazione di intercettazioni di chat e conversazioni e una riunione durata circa 9 ore, dei rappresentanti di Area e Unicost, il presidente Luca Poniz e il segretario Giuliano Caputo. La vicenda è legata all’inchiesta che ha travolto l’ex presidente dell’Anm Luca Palamara.

La Giunta dell’Associazione nazionale magistrati rischia lo scioglimento. Dopo la pubblicazione delle ultime intercettazioni nell’ambito dell’inchiesta che ha travolto l’ex presidente dell’Anm Luca Palamara, si sono dimessi i rappresentanti in Giunta di Area e Unicost, il presidente Luca Poniz e il segretario Giuliano Caputo. Una decisione arrivata dopo una riunione durata circa nove ore. All’interno della Giunta rimane solo la corrente di Autonomia e Indipendenza. Oggi i gruppi valuteranno come muoversi. Domani, invece, è in programma il consiglio del Comitato direttivo centrale (I LEGALI DI PALAMARA: CADUTE LE ACCUSE PIÙ GRAVI).

Le dimissioni dopo la pubblicazione di intercettazioni

Tutto è partito con il trojan iniettato nel cellulare dell’ex presidente dell’Anm Palamara, rinviato a processo a Perugia dopo la tempesta che ha travolto il Csm per il risiko delle nomine nelle Procure decise in camere d’albergo. Ad andare in frantumi è l’attuale dirigenza della magistratura associata, da poco in carica dopo lo tsunami giudiziario. A dimettersi sono stati il presidente Luca Poniz di Area, la corrente progressista delle toghe che era uscita “bene” dalla tempesta, e il segretario Giuliano Caputo di Unicost, la corrente più affondata perché dominata dal “ras” Palamara. Entrambi hanno fatto un passo indietro dopo la pubblicazione di intercettazioni di chat e conversazioni.

I prossimi passi.

I vertici dell’Anm hanno lasciato il mandato dopo una riunione fiume di nove ore nella sede del “parlamentino” delle toghe, in Cassazione, all’ultimo piano del Palazzaccio. Nella Giunta dell’Anm adesso rimane solo la corrente di Autonomia e Indipendenza, guidata da Piercamillo Davigo. Oggi i gruppi faranno valutazioni per capire come proseguire e vedere se c’è una nuova maggioranza o equilibri tali per cui una nuova compagine possa traghettare l’Anm fino alle elezioni previste per fine ottobre. Il consiglio del Comitato direttivo centrale dell’Anm è stato convocato per lunedì alle 19.

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