Pubblicato in: Amministrazione, Devoluzione socialismo

Italia. Leggi e decreti attuativi. Il concetto di eternità.

Giuseppe Sandro Mela.

2020-05-21.

2020-05-18__Decreti attuativi 001

Noi menti semplici e scarsamente strutturate, troppo presi dal proprio lavoro per potersi curare di tutto il resto, nutriamo quasi sempre la mal posta convinzione che una volta pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il provvedimento, approvato dal Parlamento, questo entri automaticamente in vigore.

Questa credenza trova riscontro pratico in una piccola percentuale del volume legislativo, e, di norma, per leggi di scarsa importanza generale.

«Dopo il lavoro del parlamento, l’implementazione di una legge passa nelle mani di ministeri e agenzie pubbliche»

«Un secondo tempo delle leggi spesso ignorato, ma che lascia molte norme incomplete»

«Il processo legislativo in Italia è complesso e lungo, e coinvolge numerosi attori. Comunemente si pensa solo al parlamento»

«Qui le proposte di legge, e il tanto lavoro in aula e nelle commissioni, contribuiscono in maniera imprescindibile alla formazione delle norme che regolano la vita nel nostro paese»

«Ma si tratta solo di una prima parte dell’iter, che possiamo definire “il primo tempo” delle leggi»

«Dopo l’attività di parlamento e governo comincia infatti un secondo tempo, altrettanto importante, ma più lungo e complesso»

«Spesso infatti aspetti pratici, burocratici e tecnici necessari per applicare e implementare le leggi sono affidati ad altri soggetti istituzionali, principalmente i ministeri»

«Questi si devono occupare dei cosiddetti decreti attuativi, provvedimenti necessari per completare gli effetti della norma stessa»

«Delle 352 leggi approvate dal nostro parlamento nella XVII legislatura, 88 (il 25%) hanno richiesto almeno un decreto attuativo. A queste 88 leggi vanno aggiunti 126 decreti legislativi, per un totale di 214 atti. Atti che hanno richiesto l’adozione di 1.735 decreti attuativi per essere completati»

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Il provvido Governo italiano ha allestito un sito internet apposito per consentire di monitore lo stato di emanazione dei decreti attuativi.

Ufficio per il programma di Governo. Presidenza del Consiglio dei Ministri.

«Decreti attuativi – Stato di attuazione.

Dati sui provvedimenti di attuazione delle disposizioni legislative aggiornati al 31 gennaio 2020.

Provvedimenti adottati e comunicati dalle Amministrazioni dal 01/01/2020 al 31/01/2020»

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2020-05-18__Decreti attuativi 002

A pagina tre si legge sconsolati che la L. 18/2017 (conv. D.L. 243/2016) – Sostegno ai lavoratori Ilva e alla città di Taranto e ai lavoratori portuali di Gioia Tauro, emanata nel 2017 dall’allora Governo Gentiloni ha ricevuto il relativo decreto attuativo, D.I. 23/01/2020, quttro anni dopo l’approvazione del decreto legge.

Quattro anni dopo.

Per fortuna era stato un decreto legge, preso con urgenza.

Ogni ulteriore commento dovrebbe essere inutile.

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Nota.

Si chiamava Salva Italia e valeva 30 miliardi di euro. Lo varò il governo guidato da Mario Monti nel dicembre del 2011 e per renderlo definitivamente operativo ebbe bisogno di 61 decreti attuativi. Di questi la stragrande maggioranza (51 per l’esattezza, il 96,1%) sono stati approvati.

Ma mancando ancora dieci decreti attuativi, a distanza di nove ani il ‘Salva Italia’ può essere applicato solo parzialmente.

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Che cosa sono i decreti attuativi.

Dopo il lavoro del parlamento, l’implementazione di una legge passa nelle mani di ministeri e agenzie pubbliche. Un secondo tempo delle leggi spesso ignorato, ma che lascia molte norme incomplete.

Definizione.

Il processo legislativo in Italia è complesso e lungo, e coinvolge numerosi attori. Comunemente si pensa solo al parlamento. Qui le proposte di legge, e il tanto lavoro in aula e nelle commissioni, contribuiscono in maniera imprescindibile alla formazione delle norme che regolano la vita nel nostro paese. Ma si tratta solo di una prima parte dell’iter, che possiamo definire “il primo tempo” delle leggi. Dopo l’attività di parlamento e governo comincia infatti un secondo tempo, altrettanto importante, ma più lungo e complesso. Spesso infatti aspetti pratici, burocratici e tecnici necessari per applicare e implementare le leggi sono affidati ad altri soggetti istituzionali, principalmente i ministeri. Questi si devono occupare dei cosiddetti decreti attuativi, provvedimenti necessari per completare gli effetti della norma stessa.

Dati.

Delle 352 leggi approvate dal nostro parlamento nella XVII legislatura, 88 (il 25%) hanno richiesto almeno un decreto attuativo. A queste 88 leggi vanno aggiunti 126 decreti legislativi, per un totale di 214 atti. Atti che hanno richiesto l’adozione di 1.735 decreti attuativi per essere completati. A questo punto dell’iter normativo, la palla, come abbiamo detto, passa ai ministeri e ai vari attori coinvolti nella fase di attuazione delle leggi. Il ministero più sollecitato nel corso della XVII legislatura è stato quello dell’Economia e delle finanze, responsabile per l’adozione di 433 decreti attuativi, il 24,81% del totale. Molto più distanziati gli altri ministeri, nello specifico sul podio troviamo anche: il ministero del Lavoro e politiche sociali (157 decreti – 9% del totale) e quello dell’Istruzione (140 decreti – 8% del totale). Non solo si assiste a un moltiplicarsi degli attori coinvolti nell’iter, ma anche a un aumento degli strumenti necessari per la piena implementazione delle norme. Dei 1.735 decreti attuativi previsti da leggi e decreti legislativi approvati nella XVII legislatura, ne sono stati adottati 1.069 (il 61,61% del totale). La stragrande maggioranza di essi, 722 su 1.069 (67,54%), sono stati decreti ministeriali, ma sono stati molto ricorrenti anche i decreti del Presidente del consiglio dei ministri (16,09%), i provvedimenti direttoriali (9,26%), i decreti del Presidente della Repubblica (2,62%), le deliberazioni Cipe (1,50%) e infine i decreti ad interim approvati da due ministeri congiuntamente (1,22%). In totale per la piena implementazione delle leggi e dei decreti legislativi approvati nella XVII legislatura sono stati a oggi coinvolti più di 20 attori extra parlamentari, che hanno adottato 17 diverse tipologie di atti.

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