Pubblicato in: Agricoltura, Devoluzione socialismo

Istat. Economia Agricola. Situazione a fine 2019.

Giuseppe Sandro Mela.

2020-05-20.

2020-05-20__Agricoltura 001

In Italia nel 2019 la produzione agricola, silvicultura e pesca generavano 61.6 miliardi di eruo, mentre il valore aggiunto dell’agricoltura nella EU28 valeva 188.7 miliardi.

«Nel 2019, brusca frenata per la produzione di vino (-12,1%); in calo anche frutta (-6,6%), coltivazioni industriali (-3,2%) e cereali (-1,5%). Notevole ripresa per l’olio di oliva (+27,6%); in aumento anche la produzione di legumi secchi (+8,7%) e le coltivazioni foraggere (+3,4%).»

«Il peso dell’agricoltura sull’intera economia italiana è al 2,2%, se si include l’industria alimentare sale al 4,1%. Sostanzialmente stabile l’occupazione (+0,1%). Nella Ue28 crescono produzione (+0,5%) e reddito agricolo (+3,0%) ma l’Italia si conferma primo paese per valore aggiunto e terzo per valore della produzione.»

«Dopo la performance positiva del 2018 (+1,6% il valore aggiunto in volume), il settore dell’agricoltura, silvicoltura e pesca ha registrato nel 2019 una flessione: la produzione è diminuita in volume dello 0,7% e il valore aggiunto è sceso dell’1,6%. L’agricoltura in senso stretto ha fatto segnare un calo dello 0,8% del volume della produzione e dell’1,7% del valore aggiunto. Segnali negativi anche per la silvicoltura, con un decremento sia della produzione (-0,7%) che del valore aggiunto (-1,1%). In controtendenza il comparto della pesca, che ha visto un aumento sia della produzione (+1,7%) che del valore aggiunto (+1,6%).»

«Nel 2019 è proseguita la crescita del valore aggiunto dell’industria alimentare, delle bevande e del tabacco, aumentato del 2,7% a prezzi correnti e del 2,0% in volume. Il complesso del comparto agroalimentare (che comprende agricoltura, silvicoltura e pesca e l’industria alimentare) ha segnato un aumento del valore aggiunto dell’1,0% a prezzi correnti e dello 0,1% in volume. In questo comparto si è formato il 4,1% del valore aggiunto dell’intera economia (dal 3,9% del 2018), il 2,2% nel settore primario (era il 2,1% nel 2018) e l’1,9% nell’industria alimentare (1,8% nel 2018). Nonostante le difficoltà, quindi, il settore agroalimentare è riuscito a consolidare nel 2019 il proprio peso all’interno del quadro economico nazionale.»

«Il 2019 si è rivelato un anno decisamente negativo per la produzione di vino. Dopo l’exploit del 2018, quando la produzione è aumentata del 24,2% in volume e del 41,2% in valore, nel 2019 si è registrato un consistente ridimensionamento dei volumi (-12,1%) e dei valori produttivi (-17,5%).»

«L’annata 2019 è stata negativa anche per la frutta (-6,6% della produzione in volume e -12,6% in valore). Il comparto ha infatti pesantemente risentito degli effetti di agenti parassitari particolarmente aggressivi (invasione della cimice asiatica) e delle patologie connesse agli eventi climatici avversi (pioggia e freddo nella stagione della fioritura ed eccessivo aumento delle temperature nel periodo estivo). Molto negativo è stato l’andamento della produzione di pere (-34,6%), ciliegie (-14,6%), limoni (-9,7%), kiwi (-4,2%), mele (-4%) e di tutta la frutta secca.»

«Il prodotto agricolo con la migliore performance nel 2019 è stato l’olio d’oliva, la cui produzione è cresciuta del 27,6% in volume e del 29,6% in valore, con un aumento dei prezzi alla produzione dell’1,6%.»

«Nello specifico, per le coltivazioni industriali si è registrato un netto calo del volume della produzione di soia (-14,8%), colza (-4,6%) e barbabietola da zucchero (-4,8%) sulla quale, in particolare, ha inciso in maniera determinante la chiusura definitiva dell’ennesimo zuccherificio sul territorio nazionale»

«Buoni risultati si sono registrati per i legumi secchi (+8,7% il volume della produzione). Negli ultimi anni, in seguito al rapido aumento del consumo, si è avuta una notevole ripresa della produzione, passata da 15 milioni di quintali nel 2015 a 25 nel 2019 (+61,3%). In crescita anche le coltivazioni foraggere (+3,4%).»

«I costi di produzione dell’agricoltura per il 2019 sono risultati ancora in crescita. A un lieve incremento complessivo delle quantità dei prodotti utilizzati si è associato un generalizzato aumento dei loro prezzi che ha interessato praticamente tutte le categorie dei prodotti impiegati. Hanno subito un rialzo del prezzo le sementi (+3,8%), l’energia motrice (+2,9%), i fitosanitari (+2,8%), il credito e le assicurazioni (+2,6%), le acque irrigue (+2,2%), i trasporti (+2,2%) e i concimi (+2%).»

* * * * * * *

2020-05-20__Agricoltura 002

Questa era la situazione a fine 2019, non era entusiasmante, ma ragionevole.

Le prospettive per il 2020 sembrerebbero essere decisamente peggiori, specie per la crisi del reperimento di manodopera.

Coronavirus e lavoro nei campi. I vegetali maturi non raccolti marciscono.

Coronavirus e lavoro nei campi: regolarizzare immigrati non risolve i problemi

Unione Europea. Il problema del miele, delle api e della impollinazione.

Vendere frigoriferi agli eschimesi e Valdobbiadene docg in Francia.

*


Istat. L’andamento dell’economia agricola

Dopo la performance positiva del 2018 (+1,6% il valore aggiunto in volume), il settore dell’agricoltura, silvicoltura e pesca ha registrato nel 2019 una flessione: la produzione è diminuita in volume dello 0,7% e il valore aggiunto è sceso dell’1,6%. L’agricoltura in senso stretto ha fatto segnare un calo dello 0,8% del volume della produzione e dell’1,7% del valore aggiunto. Segnali negativi anche per la silvicoltura, con un decremento sia della produzione (-0,7%) che del valore aggiunto (-1,1%). In controtendenza il comparto della pesca, che ha visto un aumento sia della produzione (+1,7%) che del valore aggiunto (+1,6%).

Nel 2019 è proseguita la crescita del valore aggiunto dell’industria alimentare, delle bevande e del tabacco, aumentato del 2,7% a prezzi correnti e del 2,0% in volume. Il complesso del comparto agroalimentare (che comprende agricoltura, silvicoltura e pesca e l’industria alimentare) ha segnato un aumento del valore aggiunto dell’1,0% a prezzi correnti e dello 0,1% in volume. In questo comparto si è formato il 4,1% del valore aggiunto dell’intera economia (dal 3,9% del 2018), il 2,2% nel settore primario (era il 2,1% nel 2018) e l’1,9% nell’industria alimentare (1,8% nel 2018). Nonostante le difficoltà, quindi, il settore agroalimentare è riuscito a consolidare nel 2019 il proprio peso all’interno del quadro economico nazionale.

Un pensiero riguardo “Istat. Economia Agricola. Situazione a fine 2019.

I commenti sono chiusi.