Pubblicato in: Devoluzione socialismo

Italia. Giornali. Primo Trimestre. Sole 24 Ore. Fatturato a 43.3 mln, -13.7%.

Giuseppe Sandro Mela.

2020-05-19.

Michelamgelo Minosse 010

Gestire un giornale con ambizioni nazionali è cosa tutt’altro che facile.

Nell’immaginario collettivo è usualmente presente solo l’aspetto della tiratura, elemento importante sicuramente, ma non unico.

«Il gruppo del Sole 24Ore archivia il primo trimestre con ricavi per 43,3 milioni, in calo del 13,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso»

«I ricavi pubblicitari sono in calo del 10,7%»

«quelli editoriali diminuiscono del 6,4%»

«e gli altri ricavi segnano una flessione del 57,4% »

«I ricavi pubblicitari del gruppo solo a marzo hanno avuto un calo del 23,7%»

«i ricavi dell’area Cultura …. hanno mostrato una flessione del 92%»

«Le vendite in edicola sono aumentate del 6,3%»

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Ciò che alla fine conta per una azienda è il fatturato e l’utile netto ricavato: senza un attivo o si chiude oppure ci si deve trovare un padrone che copra le perdite.

Dare la colpa di questo dissesto al Covid-19 è un tratto fanciullesco.

Con l’informatizzazione generalizzata, le informazioni economiche e finanziarie sono ampiamente disponibili in tempo reale, e spesso in forma gratuita. Ma la gente legge gli articoli, e li valuta. Non cerca propaganda politica, ma informazioni utili alla corretta gestione di quanto stia a cuore.

Il Sole 24 Ore ha ottimi giornalisti, ma questi scrivono pezzi tediosamente partigiani, che spesso sono un insulto alla preparazione ed alla intelligenza del lettore. Come risultato la testata ha un suo seguito quasi esclusivamente nell’enclave ideologica che rappresenta: non è più un valido strumento di propaganda politica, che dovrebbe recuperare propensioni al voto dalla parte avversa.

Tutto questo comporta un calo sempre più vistoso delle inserzioni pubblicitarie, lo scopo delle quali è raggiungere, e convincere, persone e società che ancora non conoscevano oppure non utilizzavano un certo quale prodotto. Sono denari mal spesi quelli per farsi pubblicità in un mercato già saturato.

Si aggiunga un ultimo elemento.

L’odierna situazione dell’economia necessita per essere compresa di dati non manipolati e presentati per quello che sono, ma il tutto in una visione globale, mondiale. Ma l’editore gestisce il Sole 24 Ore come un giornale partitico, locale, nazionale. È un provincialismo ed una partigianeria che alla fine si pagano.

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Sole 24Ore: ricavi primo trimestre in calo a 43,3 milioni, -13,7%

Pesa coronavirus. Vendite in edicola +6,3%, cresce il digitale

Il gruppo del Sole 24Ore archivia il primo trimestre con ricavi per 43,3 milioni, in calo del 13,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Lo comunica la società dopo il consiglio di amministrazione sui risultati trimestrali. Lo scostamento negativo dei ricavi “risente in maniera significativa degli effetti legati all’emergenza sanitaria in atto per il coronavirus e alle conseguenti misure restrittive imposte dalle autorità governative, che vanno ad aggravare la debolezza connessa al calo strutturale del mercato di riferimento”.

I ricavi pubblicitari sono in calo del 10,7%, quelli editoriali diminuiscono del 6,4% e gli altri ricavi segnano una flessione del 57,4%. I ricavi pubblicitari del gruppo solo a marzo hanno avuto un calo del 23,7%, mentre i ricavi dell’area Cultura in seguito alla chiusura del Mudec di Milano hanno mostrato una flessione del 92%. L’emergenza Covid-19 inoltre “sta producendo effetti rilevanti sia sulle copie diffuse e dichiarate dall’editore ad Ads sia sulle copie vendute”. Le vendite in edicola sono aumentate del 6,3% e per il quotidiano in versione digitale il Covid-19 “rappresenta un’opportunità di ampliamento sul mercato: il numero significativo di nuovi abbonamenti ha determinato già a marzo una crescita delle copie diffuse rispetto al mese precedente”.

“Considerata l’attuale incertezza – aggiunge il gruppo editoriale – sulla durata e intensità dell’emergenza sanitaria e socio-economica relativa alla diffusione del Covid-19, nonchè sui tempi di possibile rientro dell’emergenza e del conseguente ritorno alla normalità, la società ritiene che non sia ancora oggi possibile stimare l’impatto che l’epidemia avrà nel corso del 2020 e sugli esercizi successivi, riservandosi di fornire aggiornamenti in merito non appena le condizioni di visibilità consentiranno un’elaborazione di stime più accurate sugli impatti legati all’emergenza coronavirus”.

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