Pubblicato in: Cina, Devoluzione socialismo, Regno Unito, Unione Europea

Crollano Germania, Francia e Regno Unito, mentre la Cina vola.

Giuseppe Sandro Mela.

2020-05-11.

2020-05-08__Cina Export 001

«[Produzione Industriale] A marzo meno 9,2% a Berlino e -16,2% a Parigi»

«La produzione industriale tedesca risulta in calo di quasi il 12% anno-su-anno, trainata al ribasso dal cedimento di oltre il 30% nel settore automobilistico»

«L’Istituto Ifo segnala per il suo indice sulla produzione industriale per i prossimi tre mesi il dato di -51,4 punti»

«In Francia la produzione industriale complessiva è scesa del 16,2% a marzo rispetto a febbraio. Rispetto al marzo dell’anno scorso, il calo risulta del 7,3%»

«La performance negativa è stata guidata dal settore manifatturiero (escludendo energia e costruzioni), che ha accusato un crollo del 18,2% a marzo, e da ramo costruzioni (in contrazione addirittura del 40,1%)»

«La Banca d’Inghilterra …. ha stimato che quest’anno il Prodotto interno lordo del Regno Unito si contrarrà del 14»

«il secondo trimestre dovrebbe accusare un calo del 25% dell’economia britannica»

Per contro, la Cina evidenzia un inizio di ripresa della produzione e, soprattutto, dell’export, il cui dato annualizzato per aprile raggiunge il +3.5%, contro un valore atteso dagli analisti del -15.7%. Ciò significa che ha ripreso a produrre a sufficienza da poter esportare, come attesta indirettamente l’aumento delle importazioni petrolifere dalla Russia.

Cina. Marzo. Import petrolifero. Arabia Saudita -1.6%, Russia +31%.

Daimler, Mercedes Benz, ha ripreso la produzione in Cina.

Exxon Mobil Corp e la Cina. Notizia non economica bensì politica.

Cina. Primi dati macro raccolti durante l’epidemia in fase florida.

«In aprile, ad esempio, le esportazioni cinesi sono aumentate a sorpresa del 3,5% secondo le statistiche ufficiali (a fronte di attese di calo intorno al -15% e al cedimento del 6,6% registrato a marzo).»

«Il surplus commerciale cinese è più che raddoppiato in aprile a 45,34 miliardi di dollari rispetto ai 19,93 miliardi di marzo.»

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Per decenni l’Unione Europea ha spinto l’industria a delocalizzare, avendole imposto tasse, leggi, regolamenti e normative iugulatorie. Ma adesso che la globalizzazione si è frantumata, l’industria europea non è certo in grado di riprendersi. La crisi non è contingente, bensì strutturale.

A ciò si aggiunga una dirigenza europea e dei singoli stati ancorata a teorie economiche che si sono dimostrate essere errate, e per di più assurdamente litigiose ed inette.

Stiamo assistendo al tramonto dell’occidente, alla devoluzione dell’ideologia liberal socialista. La ripresa in Europa è una chimera, una pura fantasia patologica.

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La produzione industriale crolla in Germania e Francia.

A marzo meno 9,2% a Berlino e -16,2% a Parigi. Previsioni ancora più nere, mentre la Cina già si riprende a partire dall’export.

Nuova raffica di stime e dati negativi sull’economia dei Paesi europei. La produzione industriale in Germania a marzo è crollata a marzo del 9,2% mese-su-mese, il dato peggiore da quando iniziarono nel 1991 le statistiche puntuali in merito, mentre in Francia il calo è stato addirittura del 16,2%.

Auto tedesca in panne

La produzione industriale tedesca risulta in calo di quasi il 12% anno-su-anno, trainata al ribasso dal cedimento di oltre il 30% nel settore automobilistico. Il ministero tedesco dell’Economia ha detto di attendersi un calo ancora peggiore della produzione industriale in aprile. L’Istituto Ifo segnala per il suo indice sulla produzione industriale per i prossimi tre mesi il dato di -51,4 punti, da -21,4 punti a marzo: indicatore peggiore di quanto accadde al picco della crisi finanziaria globale del 2008-2009.

Francia, anche le costruzioni in tilt

In Francia la produzione industriale complessiva è scesa del 16,2% a marzo rispetto a febbraio. Rispetto al marzo dell’anno scorso, il calo risulta del 7,3% con gli aggiustamenti di calendario. La performance negativa è stata guidata dal settore manifatturiero (escludendo energia e costruzioni), che ha accusato un crollo del 18,2% a marzo, e da ramo costruzioni (in contrazione addirittura del 40,1%)

Regno Unito, Pil verso un crollo del 14%

La Banca d’Inghilterra – che oggi ha deciso di non espandere ulteriormente le sue ultime misure di politica monetaria – ha stimato che quest’anno il Prodotto interno lordo del Regno Unito si contrarrà del 14% (con una possibile ripresa del 15% nel 2021): il secondo trimestre dovrebbe accusare un calo del 25% dell’economia britannica. L’effetto-coronavirus a Londra e dintorni, insomma, si profila peggiore rispetto a quello negli altri Paese europei. Le Commissione europea ha previsto per l’economia tedesca una contrazione del 6,5% nel 2020.

Ma la Cina va: export +3,5%

Dati e proiezioni in Europa tendono a risultare persino inferiori alle previsioni degli analisti, il che contrasta su quanto avviene per gli ultimi dati su una Cina che appare ben avviata sulla strada della ripresa. In aprile, ad esempio, le esportazioni cinesi sono aumentate a sorpresa del 3,5% secondo le statistiche ufficiali (a fronte di attese di calo intorno al -15% e al cedimento del 6,6% registrato a marzo). L’import è sceso del 14,2% rispetto a un anno prima, per lo più a causa della debole domanda interna e del calo dei prezzi di alcune materie prime. Il surplus commerciale cinese è più che raddoppiato in aprile a 45,34 miliardi di dollari rispetto ai 19,93 miliardi di marzo.