Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Senza categoria, Unione Europea

Italia. Marzo. Vendite al dettaglio. Mensile -20.5%, Annuale -18.4%.

Giuseppe Sandro Mela.

2020-05-07.

2020-05-07__Italia. Vendite al dettaglio 001

La situazione italiana è molto peggiore di quanto ci ammannisca il governo e lo stuolo degli economisti troppo presi dal presenziare sui media per continuare a fare il loro mestiere.

Il crollo delle vendite al dettaglio è solo parzialmente spiegabile con il lockdown, ma rende pienamente conto della reale gravità della situazione.

Questo semi-collasso delle vendite si ripercuoterà su molti esercizi che saranno costretti alla chiusura e sulle future dichiarazioni dei redditi, che risulteranno essere per maggior quota in perdita. A ciò conseguirà un ridotto gettito fiscale proprio mentre lo stato sarà ancor più impegnato a cercare di far riprendere il sistema economico.


2020-05-07__Istat 001

Così riporta l’Istat.

A marzo 2020 si stimano, per le vendite al dettaglio, flessioni rispetto a febbraio pari al 20,5% in valore ed al 21,3% in volume. A determinare l’eccezionale calo sono le vendite dei beni non alimentari, che diminuiscono del 36,0% in valore e del 36,5% in volume, mentre quelle dei beni alimentari sono stazionarie in valore e in lieve diminuzione in volume (-0,4%).

Nel primo trimestre del 2020, le vendite al dettaglio registrano un calo del 5,8% in valore e del 5,9% in volume rispetto al trimestre precedente. Diminuiscono le vendite dei beni non alimentari (-11,6% in valore e -11,5% in volume), mentre le vendite dei beni alimentari registrano variazioni positive (rispettivamente, +2,0% in valore e +1,9% in volume).

Su base tendenziale, a marzo, si registra una diminuzione delle vendite del 18,4% in valore e del 19,5% in volume. Anche in questo caso sono le vendite dei beni non alimentari a registrare un calo (-36,0% in valore e in volume), mentre risultano in crescita quelle dei beni alimentari (+3,5% in valore e +2,1% in volume).

Per quanto riguarda i beni non alimentari, si registrano variazioni tendenziali negative per tutti i gruppi di prodotti. Le diminuzioni maggiori riguardano abbigliamento e pellicceria (-57,1%), giochi, giocattoli, sport e campeggio (-54,2%) e calzature, articoli in cuoio e da viaggio (-54,1%), mentre il calo minore si registra per i prodotti farmaceutici (-6,3%).

Rispetto a marzo 2019, il valore delle vendite al dettaglio diminuisce del 9,3% per la grande distribuzione e del 28,2% per le imprese operanti su piccole superfici. Le vendite al di fuori dei negozi calano del 37,9% mentre è in crescita sostenuta il commercio elettronico (+20,7%).

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Commento dell’Istat.

A marzo si osserva una forte flessione delle vendite di beni non alimentari, come conseguenza dell’applicazione delle misure di chiusura di molte attività di vendita al dettaglio a partire dal 12 marzo scorso, a causa dell’emergenza sanitaria in corso.

Nella grande distribuzione aumentano le vendite degli esercizi non specializzati a prevalenza alimentare (+5,2%), soprattutto dei supermercati (+14,0%), mentre per quelli a prevalenza non alimentare si registra un calo eccezionale (-40,5%). Per gli esercizi specializzati le vendite subiscono una diminuzione ancora più forte (-55,7%).

Nelle imprese operanti su piccole superfici anche il comparto alimentare è in lieve diminuzione (-1,0%), mentre per quello non alimentare il calo è del 36,6%.

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