Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Senza categoria, Unione Europea

Unione Europea. Missione Irini non prevede sbarchi in Italia.

Giuseppe Sandro Mela.

2020-04-01.

Unione Europea 013

«The European Union will launch a new Mediterranean naval and air mission in April to stop more arms reach warring factions in Libya, EU diplomats said on Thursday, with Greece agreeing to take in any migrants rescued at sea»

«E’ una delle clausole previste nel quadro dell’accordo raggiunto in sede Ue che porterà Irini a succedere alla missione Sophia e che ora dovrà essere approvato in via definitiva dai 27 entro domani con procedura scritta»

«the decision, which was delayed by divisions over migrants, followed warnings by EU foreign affairs chief Josep Borrell that the bloc risked becoming irrelevant if it could not act, potentially leaving Libya’s fate to Turkey and Russia»

«Greece has allowed disembarkation (of rescued migrants) in its ports, …. adding that other EU governments agreed to help cover the harbor costs of bringing those rescued on shore to avoid more financial pressure on Athens.»

«Sophia’s mandate expires at the end of March, meaning Irini aims to start patrolling the eastern Mediterranean, where most arms smuggling takes place, from April»

«However, diplomats acknowledged the EU is unable to patrol the Egypt-Libya land border, through which artillery is still being delivered»

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Cosa fosse l’Operazione Sophia è ben descritto dal Ministero della Difesa.

«L’European Union Naval Force in the South Central Mediterranean, EUNAVFOR Med – operation SOPHIA, è la prima operazione militare di sicurezza marittima europea che opera nel Mediterraneo centrale.

L’operazione, condotta dall’Italia, ha quale scopo principale il contrasto al traffico illecito di esseri umani e s’inquadra nel più ampio impegno dell’UE volto ad assicurare, secondo un approccio comprensivo ed integrato, il ritorno della stabilità e della sicurezza in Libia.

Operazione SOPHIA è il primo esempio di elevata integrazione delle componenti militari e civili (forze di polizia) europee, capace di operare in un complesso scenario internazionale rappresentato da numerosissimi attori militari e civili, governativi e non governativi.

La situazione di crisi nell’area del Mediterraneo centrale, causata dal perdurante conflitto interno in Libia e dal conseguente collasso del sistema statuale, ha tra le molteplici conseguenze il flusso migratorio che attraverso la Libia, raggiunge via mare l’Italia e gli altri paesi dell’Unione Europea.

Un flusso migratorio facilitato e, soprattutto, sfruttato economicamente, da trafficanti di esseri umani che hanno messo in piedi una rete atta a lucrare sulla disperazione degli uomini, donne e bambini che ogni giorno tentano di intraprendere questo viaggio. In tale contesto, l’impiego di mezzi fatiscenti, inadatti alla navigazione in alto mare e sovraccarichi ha portato al ripetersi di naufragi molto spesso drammatici con la morte di centinaia e probabilmente migliaia di migranti.»

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Grecia, Eu e migranti. Liberal socialisti verso l’emarginazione.

Malta rimanda in Libia i migranti intercettati in mare. A bastonate.

«Europe continues to delegate border enforcement to the Libyan authorities to evade their responsibility to rescue the distressed to Europe»

Si prenda atto che l’atteggiamento dell’Unione Europea nei confronti dei migranti clandestini è mutata.

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EU’s Operation Irini to replace Sophia in monitoring arms embargo in Libya

The European Union will launch a new Mediterranean naval and air mission in April to stop more arms reach warring factions in Libya, EU diplomats said on Thursday, with Greece agreeing to take in any migrants rescued at sea.

The decision, which was delayed by divisions over migrants, followed warnings by EU foreign affairs chief Josep Borrell that the bloc risked becoming irrelevant if it could not act, potentially leaving Libya’s fate to Turkey and Russia.

“Greece has allowed disembarkation (of rescued migrants) in its ports,” said an EU diplomat involved in the negotiations, adding that other EU governments agreed to help cover the harbor costs of bringing those rescued on shore to avoid more financial pressure on Athens.

The new mission, named Irini, will replace the EU’s current military mission, known as Operation Sophia, which stopped deploying ships a year ago after Italy, facing an anti-immigrant backlash, said it would no longer take migrants rescued at sea.

With hundreds of thousands making the perilous crossing from North Africa each year and thousands dying at sea, EU ships are required under international law to rescue those in trouble.

Sophia’s mandate expires at the end of March, meaning Irini aims to start patrolling the eastern Mediterranean, where most arms smuggling takes place, from April. However, diplomats acknowledged the EU is unable to patrol the Egypt-Libya land border, through which artillery is still being delivered.

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Libia: missione Irini non prevede sbarchi in Italia.

Se ci saranno migranti salvati, andranno in Grecia.

BRUXELLES – La missione Ue Irini per il pattugliamento del Mediterraneo al fine di far osservare l’embargo Onu sulle forniture di armi alla Libia non prevederà lo sbarco in Italia di migranti eventualmente salvati in mare. A quanto si è appreso, queste persone saranno sbarcate in Grecia. E’ una delle clausole previste nel quadro dell’accordo raggiunto in sede Ue che porterà Irini a succedere alla missione Sophia e che ora dovrà essere approvato in via definitiva dai 27 entro domani con procedura scritta.

L’intesa raggiunta prevede che i Paesi che contribuiscono con asset e partecipano alla missione Irini definiscano un meccanismo di ripartizione su base volontaria di chi viene eventualmente salvato in mare e che comunque sarà sbarcato in Grecia. Una soluzione che sarebbe stata accettata da Atene in cambio di compensazioni politiche ed economiche. Da parte italiana è stato fatto notare che, anche alla luce dell’emergenza coronavirus, non era pensabile che si potesse procedere a sbarchi nei porti nazionali.

Per arrivare all’accordo odierno sono stati necessari difficili negoziati, che si sono protratti per settimane, sia sulla questione degli sbarchi sia su quella della clausola cosiddetta di ‘riposizionamento’ della missione. Una clausola destinata a scattare qualora il comandante di Irini abbia fondati motivi per denunciare il verificarsi del ‘pool factor’, ovvero quella circostanza in cui si ritiene che il collocamento di navi Ue in prossimità del confine marittimo libico incentivi i trafficanti di essere umani a mettere in mare imbarcazioni cariche di migranti sapendo che poi saranno salvati dalle unità europee. In questo caso, l’intesa prevede che il comandante della missione Ue possa chiedere il riposizionamento dei mezzi navali e discutere con i Paesi che partecipano a Irini se e come portare eventualmente avanti la missione.

Se l’intesa riceverà il via libera dei 27 entro domani attraverso la procedura di silenzio-assenso, Irini (che vuol dire ‘pace’ in greco) succederà alla missione Sophia a partire da aprile e avrà un mandato di un anno, con verifiche sulla sua operatività ogni quattro mesi. La missione, a cui oltre all’Italia parteciperanno Paesi come Francia, Spagna Germania e Finlandia, prevede l’impiego di unità navali e di controlli satellitari, nonché il ricorso ad attività di intelligence. Previste anche attività sul territorio che potranno però essere rese operative solo dopo le necessarie intese con le autorità locali.