Pubblicato in: Medicina e Biologia

Italia. Coronavirus. Il milione di malati dimenticati, rimandati.

Giuseppe Sandro Mela.

2020-03-31.

Vincent van Gogh - Gli Scarponi

In un periodo di pandemia tutte le risorse sanitarie sono ovviamente focalizzate al suo contenimento, ma questo non implica che i casi sanitari di ordinaria amministrazione siano venuti a meno: sono stati semplicemente rimandati al momento in cui l’epidemia sarà cessata.

In quella data il sistema sanitario nazionale subirà una seconda ondata di accessi.

«Almeno un milione di ricoveri rimandanti per pandemia in quattro mesi, tra cui oltre mezzo milione per interventi chirurgici non urgenti, che vanno dalla protesi d’anca all’ernia del disco, passando per la chirurgia dermatologica»

«Tutte le attività che gli ospedali fanno in maniera programmata in questi mesi sono spostate al 100%, sia per conguagliare risorse nei reparti Covid che per proteggere pazienti e sanitari con il distanziamento sociale necessario ad arginare la diffusione del virus»

«Questo però significa che ci troveremo a fine pandemia, si spera entro giugno, a dover recuperare tutta una serie di interventi»

«Per calcolare effetti basta capire quanti Drg chirurgici si fanno in quattro mesi e che sono stati sospesi. In base al Rapporto sulle Schede di dimissioni ospedaliere del 2017 (ultimo dato disponibile), ogni mese in Italia …. ci sono circa 673.000 ricoveri per acuti (ovvero escluse riabilitazioni e lungodegenze)»

«Considerando che la metà di questi sono differibili (mentre l’altra metà sono urgenti e vengono garantiti), nei mesi di marzo, aprile, maggio e giugno salteranno circa un milione di ricoveri in Italia, di cui almeno 510.000 per interventi chirurgici e il restante per terapie e trattamenti farmacologici ospedalieri»

«la coda in termini organizzativi si protrarrà per tutto il 2020 e anche oltre»

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In un periodo di emergenza tutte le energie sono focalizzate alla soluzione del problema in atto, giustamente.

Se molti trattamenti tipicamente ospedalieri, quali alcuni interventi chirurgici oppure taluni trattamenti farmacologici speciali, sono rimandabili senza particolari danni al paziente, in molte altre situazioni il danno fisico è evidente.

È un doloroso scotto che la Collettività paga all’emergenza in atto, ma della quale si dovrebbe prenderne atto. Molti nostri Concittadini stanno facendo più sacrifici di altri.

Nel momento della ripresa, il servizio sanitario resterà ancora a lungo sotto pressione, sia pure con obiettivi differenti.

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Coronavirus: un milione di ricoveri rimandati.

Cicchetti (Unicatt), tra cui 510.000 per interventi chirurgici.

“Almeno un milione di ricoveri rimandanti per pandemia in quattro mesi, tra cui oltre mezzo milione per interventi chirurgici non urgenti, che vanno dalla protesi d’anca all’ernia del disco, passando per la chirurgia dermatologica”. Con “pesanti ricadute sulle liste d’attesa per tutto il 2020 e oltre”. A spiegarlo all’ANSA è Americo Cicchetti, direttore dell’Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari dell’Università Cattolica di Roma.

Tutte le attività che gli ospedali fanno in maniera programmata in questi mesi sono spostate al 100%, sia per conguagliare risorse nei reparti Covid che per proteggere pazienti e sanitari con il distanziamento sociale necessario ad arginare la diffusione del virus.

“Questo però significa che ci troveremo a fine pandemia, si spera entro giugno, a dover recuperare tutta una serie di interventi. Per calcolare effetti basta capire quanti Drg chirurgici si fanno in quattro mesi e che sono stati sospesi. In base al Rapporto sulle Schede di dimissioni ospedaliere del 2017 (ultimo dato disponibile), ogni mese in Italia – spiega all’ANSA l’esperto – ci sono circa 673.000 ricoveri per acuti (ovvero escluse riabilitazioni e lungodegenze). Considerando che la metà di questi sono differibili (mentre l’altra metà sono urgenti e vengono garantiti), nei mesi di marzo, aprile, maggio e giugno salteranno circa un milione di ricoveri in Italia, di cui almeno 510.000 per interventi chirurgici e il restante per terapie e trattamenti farmacologici ospedalieri”. Tanti ne andranno spostati al dopo la fine dell’emergenza sanitaria e andranno sommati a quelli che normalmente ci sarebbero.

Ad esempio, in neurochirurgia ora si fanno pochissimi interventi, quasi essenzialmente per tumore al cervello. In gastroenterologia sono fermi tutti gli interventi tranne quelli ad esempio per tumore al colon-retto.

Stop alle protesi d’anca, agli interventi al ginocchio, alle operazioni chirurgiche per togliere nei, a meno che non siano pericolosi, e a quelle per vene varicose.

“Dopo giugno si spera un ritorno progressivo alla normalità a livello di organizzazione sanitaria, ma anche quella sarà una fase lunga e difficile. Questo significa – conclude Cicchetti – che nei mesi successivi alla fine della pandemia avremo una grande pressione sull’attività ospedaliera, che vedrà come minimo raddoppiare o triplicare i tempi delle liste d’attesa. E la coda in termini organizzativi si protrarrà per tutto il 2020 e anche oltre”.